Pioli ridisegna il Milan ma trova la beffa nel finale. All’esordio sulla panchina rossonera, il tecnico si fa rimontare sul 2-2 allo scadere contro il Lecce al termine di una gara che lascia ai rossoneri molti rimpianti ma anche alcune certezze da cui ripartire per il futuro. Tra queste ci sono Calhanoglu e Piatek, autori dei due gol, ma anche Rafael Leao subito pericoloso dopo un minuto di gioco con una incursione in area di rigore tra due difensori conclusa con un tiro respinto da Gabriel. Al 20’ il Milan passa in vantaggio: Biglia con un lancio trova in area Calhanoglu che con un destro sul primo palo da posizione defilata sorprende Gabriel e firma l’1-0. Al 40’ il Lecce si affaccia dalle parti di Donnarumma: Tabanelli crossa e Falco al volo di destro non trova lo specchio della porta. Al 60’ c’è l’episodio che cambia la partita. Conti tocca col braccio in area e Pasqua, dopo il consulto al var, concede il calcio di rigore: Donnarumma ipnotizza Babacar in un primo momento ma l’ex Fiorentina non sbaglia sul tap in e sigla l’1-1. Pioli si gioca la mossa Piatek e il numero 9 all’81’ ripaga la fiducia: Calhanoglu trova lo spazio in area e scarica per l’attaccante che col destro trova il gol del 2-1. Partita finita? Neanche per sogno. Al 92’ Calderoni si inventa il gol della domenica con un grande destro dalla distanza che si infila alle spalle di Donnarumma e sigla il 2-2 che ha il sapore di beffa per il Milan.
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CALDERONI GELA SAN SIRO, MILAN-LECCE SI CHIUDE 2-2
L’INTER TIENE IL PASSO DELLA JUVE, SASSUOLO KO
L’Inter torna alla vittoria e lo fa, soffrendo nel finale, con il 4-3 inflitto al Sassuolo al Mapei Stadium grazie alle doppiette di Lukaku e Lautaro Martinez. L’Inter resta in scia della Juventus. Antonio Conte in vista del match contro il Borussia Dortmund in Champions League non rinuncia all’attaccante argentino, in gol dopo due minuti di gioco con un destro a giro dal vertice sinistro dell’area. La reazione neroverde è affidata a Domenico Berardi: l’esterno italiano salta Biraghi e batte Handanovic in diagonale. Alla mezz’ora di gioco Giacomelli è protagonista con un gol annullato a testa prima a Lautaro e poi a Caputo. Nel finale di primo tempo Lukaku riscatta un avvio in chiaroscuro trovando il gol del 2-1 con un destro preciso dopo aver vinto il duello fisico con Peluso per poi siglare il tris nerazzurro su rigore al 45’. E al 71’ Lautaro Martinez firma il poker: Muldur stende Barella in area e l’argentino dagli undici metri non sbaglia.
Ma il distacco di tre reti dura poco: Lazaro appena entrato perde palla e dà il via all’azione conclusa col gol di Djuricic su assist di Caputo. La partita si riapre e l’Inter subisce anche il terzo gol: Boga si scatena in area e trova l’illusorio 3-4 con una conclusione alle spalle di Handanovic. L’Inter si chiude in trincea nel finale, resiste all’assedio del Sassuolo e si porta a -1 dalla Juventus in classifica.
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RANIERI FERMA LA ROMA, CAGLIARI IN ZONA EUROPA
La Roma non va oltre lo 0-0 contro la ‘nuova’ Samp di Ranieri, così il Cagliari – grazie a un eurogol di Nainggolan e al guizzo di Faragò – vola al quinto posto scavalcando i giallorossi e la Lazio. Cade il Torino, battuto al Friuli dall’Udinese, decisivo Okaka. Dopo il pirotecnico successo dell’Inter sul Sassuolo, appena tre gol nelle tre partite delle 15, in attesa di Parma-Genoa e dell’esordio di Pioli sulla panchina del Milan (a San Siro contro il Lecce). Pochissime emozioni al Ferraris, dove la Roma – che perde altre due pedine per infortunio, ovvero Cristante e Kalinic – viene imbrigliata dall’ex Ranieri e non riesce mai, di fatto, a mettere in difficoltà Audero. Un punto che fa morale per la Samp, sempre ultima a quota 4. La Roma di Fonseca – in tribuna per squalifica – invece frena ancora (espulso Kluivert nel finale) e viene scavalcata dal Cagliari al quinto posto: un gol per tempo contro la Spal. La sblocca Nainggolan, con uno strepitoso destro all’incrocio dei pali (il belga centrerà anche un palo); la chiude nella ripresa il rientrante Faragò, approfittando di un errore della retroguardia di Semplici. Grazie al colpo di testa sottomisura di Okaka, l’Udinese batte un Torino decisamente sotto tono e lo aggancia al nono posto a 10 punti. Nella ripresa ci prova Belotti, mentre De Paul impegna Sirigu in un paio di circostanze: finisce 1-0.
Spettacolo e applausi al Tardini, il Parma travolge il Genoa per 5-1. Netta vittoria per la formazione di D’Aversa con la cinquina firmata dai gol di Kucka e Kulusevski e dalla tripletta di Cornelius. Si tratta del quarto successo in campionato per il Parma, il terzo nelle ultime quattro gare, con tre punti che regalano l’ottava posizione momentanea in classifica a quota 12 (-1 dalla zona Europa). Per il Genoa, a segno solamente con Pinamonti, è crisi senza fine, con un ko che potrebbe essere fatale per il tecnico Andreazzoli.
MARQUEZ VINCE ANCHE IN GIAPPONE
Semplicemente inarrestabile. Marc Marquez non si accontenta dell’ottavo titolo iridato e detta legge anche in terra nipponica conquistando la vittoria del Gran Premio del Giappone, gara controllata in testa dal primo fino all’ultimo giro. Una tappa dal sapore speciale per lo spagnolo che dopo aver ritoccato il numero di pole position nella giornata di sabato, salendo a quota 90 in carriera e registrando la prima pole in Giappone in classe regina, arrotonda anche il numero di vittorie firmando così l’ottantesimo successo in carriera. Semplicità e perfezione, due qualità che certificano il dominio di Marc in un 2019 da urlo con 15 podi in 16 tappe, sempre tra il primo e il secondo gradino. E proprio come in Thailandia, il secondo posto va a un ottimo Fabio Quartararo che conferma la sua straordinaria crescita venendo eletto “rookie of the year” mentre Andrea Dovizioso si accontenta di una terza posizione d’orgoglio, in rimonta dalla settima casella in griglia.
Protagonista mancato, invece, Franco Morbidelli che dopo aver brillato nel sabato di qualifica con il secondo tempo a un decimo di Marquez, parte male e ben presto perde terreno dal gruppo di testa. Marquez, invece, dopo poche curve subisce il sorpasso di un indiavolato Quartararo per poi rifilargli la risposta all’ultima curva e chiudere il primo giro saldamente in testa. Alle spalle dello spagnolo e del francese inizia la battaglia tra Miller e Crutchlow mentre Morbidelli, seguito da Dovizioso e Vinales, si propongono minacciosi. E dopo 10 giri di gestione Morbidelli sferra l’attacco, si prende la terza posizione, e si mette all’inseguimento del compagno di squadra. Ma nel finale del GP sale in cattedra Dovizioso che svetta su tutti riuscendo a sprigionare il meglio dalla sua Ducati a causa di un crollo generale delle mescole. Marquez va in difficoltà, perde circa un secondo e mezzo di vantaggio su Quartararo e lo stesso francese vede ridursi il distacco di oltre tre secondi con Dovi autore di un facile sorpasso su Morbidelli, seguito a ruota da Vinales.
Un ultimo giro da urlo nel quale, però, il protagonista non è Marquez che gestisce al meglio il vantaggio su Quartararo nonostante l’alto consumo del carburante: “Sono arrivato al traguardo al limite – ha spiegato lo spagnolo nel post gara – Non avevo più benzina ma sono riuscito a finire la gara: non è stato semplice”. Tanti brividi, invece, per Quartararo che nelle ultime curve soffre la presenza di Dovizioso: “Non avevo più gomma e ho provato solamente a spingere fino alla fine per portare a casa questo secondo posto”. Grande rammarico per Dovizioso che reclama un giro in più per salire sul secondo gradino del podio: “Con un giro in più, forse, sarei arrivato secondo. Ma non siamo soddisfatti per il bilancio del weekend: se vogliamo lottare per il Mondiale ci manca qualcosa”. Quarto Vinales mentre Morbidelli chiude addirittura sesto venendo beffato da Crutchlow nell’ultima curva.
Chi, invece, sparisce dai radar è Valentino Rossi che a quattro giri dalla fine, dopo aver lottato per la top-10, cade in curva 1: “È stato un mio errore ma il passo non era niente di che, non ero così fantastico per cercare la rimonta”. In Moto2 grande successo per l’italiano Luca Marini che conquista la seconda vittoria di fila davanti a Tom Luthi e Jorge Martin mentre in Moto3 trionfa Lorenzo Dalla Porta davanti ad Albert Arenas e Celestino Vietti, sfruttando per altro la clamorosa caduta di Aron Canet per allungare nella lotta al titolo iridato.
ASSEGNATI I TRICOLORI PARALIMPICI DI BOCCE
Si sono tenuti oggi al centro tecnico federale di Roma le finalissime del campionato nazionale paralimpico sitting/standing, organizzato dalla Federazione Italiana Bocce. A trionfare Mauro Piacente della Bocciofila Avis Campobasso nell’individuale sitting, Paolo Cornaggia e Fiorenzo Riva della Bassa Valtellina di Talamona nella coppia sitting, e Vincenzo Spinoccia dell’ASBID Imola nell’individuale standing. Il campione italiano nella specialità individuale sitting, Mauro Piacente, ha superato nel match di finale il bergamasco Danilo Alberti per 12-9. I campioni italiani nella specialità coppia sitting, Paolo Cornaggia e Fiorenzo Riva, hanno battuto in finale per 12-9 Danilo Alberti (Canonichese di Canonica D’Adda) e Giovanni Barruzzo della milanese Solaro. Per Alberti, dunque, due medaglie d’argento. Nell’individuale standing, i
nvece, il vincitore dei tricolori, Vincenzo Spinoccia, nella finalissima ha avuto la meglio, per 12-8, sul capitolino Massimo Conti della Montesacro Alto. A gareggiare 35 gli atleti provenienti da sette regioni, che si sono sfidati per tre giorni, da venerdì a oggi, per portare a casa l’alloro tricolore. La direzione di gara è stata affidata all’arbitro nazionale romano Mauro Monni.
“Conoscevo il livello di gioco di alcuni atleti, soprattutto sull’accosto – il commento del presidente della Federbocce, Marco Giunio De Sanctis – Mi fa piacere che, tra i vincitori, ci sia un atleta molisano, una regione in cui questo successo potrà far da traino per l’intero movimento, comunque in crescita tout court. Sono soddisfatto di quanto fatto e di quello che potremo fare, viste le potenzialità che abbiamo”. “Le bocce paralimpiche sono un movimento in crescita – ha proseguito De Sanctis – Negli anni è stato fatto poco, perché non c’è stata una interlocuzione internazionale e sulla classificazione funzionale non c’era un accordo. Sotto quest’ultimo profilo, però, sono state trovate le giuste intese con una semplificazione a due categorie, i sitting e gli standing, e ora stiamo sulla strada giusta”. “Questi campionati nazionali – ha concluso il numero uno delle bocce italiane – rappresentano un punto di partenza per il pieno sviluppo anche di questo movimento, il cui potenziale è davvero importante, anche alla luce della eterogeneità di uno sport, le bocce, in cui si realizza la piena integrazione tra atleti normodotati e paralimpici, come non avviene in nessun’altra disciplina”.
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LA JUVE SUPERA 2-1 IL BOLOGNA E RESTA IN TESTA
All’Allianz Stadium di Torino, la Juventus ha battuto il Bologna per 2-1 nell’ottava giornata del campionato di Serie A. La squadra di Sarri ha mantenuto così la vetta della classifica portandosi a quota 22 punti, quattro in più dell’Inter che scenderà in campo domani nell’anticipo a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Juventus in vantaggio con Ronaldo, che stasera è stato celebrato per i 700 gol in carriera. È stato il portoghese a sbloccare la sfida sfruttando un involontario assist di Krejci, figlio di una chiusura imperfetta, e a calciare forte sul primo palo infilando uno Skorupski non impeccabile. Un Bologna fino a quel momento poco “palpabile” ha rapidamente incassato il colpo e sette minuti più tardi ha trovato il pareggio con Danilo: da una torre a centro area di Mbaye, il difensore rossoblù ha messo a terra il pallone e ha trovato uno splendido gol con un destro di controbalzo finito a fil di palo sul quale nulla è riuscito a fare Buffon. Padroni di casa nuovamente in vantaggio al 9′ della ripresa con Pjanic che, di piatto destro, ha infilato rasoterra dopo che un pasticcio di Soriano aveva permesso a Ronaldo di calciare in porta e la respinta di Bani era carambolata proprio sui piedi del bosniaco lesto a insaccare.
SI SBLOCCA MILIK, IL NAPOLI BATTE 2-0 IL VERONA
Dopo il pareggio senza reti contro il Torino, il Napoli torna alla vittoria e lo fa con il 2-0 inflitto al Verona. Al San Paolo decide la doppietta di Arek Milik decisivo nello sbloccare il risultato al 37’ dopo una mezz’ora di bel gioco sfoggiato dall’Hellas di Juric, fermato al 18’ da uno strepitoso Meret: l’ex Spal dice no con tre parate consecutive a Lazovic prima e a Pessina e Stepinski poi. Ma alla mezz’ora di gioco il Napoli prende in mano il match e e poco dopo trova il vantaggio: Fabian Ruiz riceve sulla sinistra e disegna un cross velenoso che trova il tocco vincente sotto porta di Milik, al primo gol stagionale. Nella ripresa il Napoli approccia meglio e sfiora il raddoppio prima con Fabian Ruiz con un tiro da fuori area e poi con Younes, autore di un destro da posizione ravvicinata che scheggia il palo. Al 67’ c’è il raddoppio: Insigne crossa da calcio piazzato e Milik firma la doppietta, battendo Silvestri con una zampata in anticipo su Rrahmani. Nel finale il palo nega il tris al Napoli con i due nuovi entrati Llorente e Mertens: lo spagnolo impegna Silvestri e sulla respinta il belga colpisce il palo rimandando l’appuntamento col record di gol di Maradona.
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LA LAZIO RIMONTA TRE GOL, PARI CONTRO L’ATALANTA
L’Atalanta butta la vittoria contro la Lazio e pareggia 3-3 nel match dello stadio Olimpico. Primo tempo dominato e chiuso sullo 0-3 per i bergamaschi, con la doppietta di Muriel e la rete di Gomez. Nella ripresa i biancocelesti riaprono la gara e trovano la rimonta grazie ai due rigori di Immobile e al gol di Correa.
L’Atalanta non rimpiange l’assenza di Zapata con un Muriel in grande forma. L’autore dei primi due gol al 23′ controlla e imbuca di destro mentre cinque minuti dopo batte una punizione in mezzo all’area su cui nessuno interviene e così la palla finisce in rete. La firma sul terzo gol è di Gomez al 37′, abile a entrare in area. A fine primo tempo fischi e cori dei tifosi biancocelesti contro i giocatori e il presidente Lotito: la Lazio non ha mai tirato in porta. La squadra di Inzaghi cambia completamente volto nella ripresa, riapre la partita e centra la rimonta. Al 69′ Immobile segna l’1-3 su calcio di rigore, guadagnato dallo stesso attaccante per il fallo di Palomino in area. Al 70′ Correa con la rete del 2-3 si fa perdonare del penalty sbagliato a Bologna. I biancocelesti centrano il pareggio al 93′ grazie al secondo rigore ottenuto e realizzato da Immobile per il 3-3 finale che sa di vittoria.
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