“Dobbiamo riportare i Lakers dove meritano ma come mi ha insegnato mia madre, ‘non parlare ma fallo'”. Dopo aver vissuto per la prima volta dopo 13 anni una post-season da spettatore, LeBron James sogna il riscatto. Il suo arrivo in gialloviola la scorsa estate non è bastato per riportare i Lakers ai play-off ma a giugno si è unito al gruppo anche Anthony Davis e ora i californiani sono fra i favoriti per il titolo. “Sappiamo quanto sia forte Anthony Davis e se non facciamo passare il gioco dalle sue mani, non ha senso averlo in campo – commenta LeBron nel media-day dei gialloviola – Non significa che ogni volta che siamo sotto dobbiamo dargli palla ma dobbiamo essere nelle condizioni di farlo”. “Siamo due ragazzi molto altruisti che vogliono solo vincere e questo ci rende il lavoro più facile a entrambi”, gli fa eco Davis, mentre per la corsa all’Anello il Prescelto non si sbilancia troppo: “Tutti si chiedono chi sia il vincitore dell’estate, se i Nets, i Clippers, i Lakers. Io dico lo Staples Center: se sei un tifoso di basket e hai l’occasione di vedere una sera i Clippers e quella dopo i Lakers, lo Staples Center è il posto dove andare”.
PRIMA CARTA OLIMPICA PER LA CANOA SLALOM AZZURRA
Stefanie Horn conquista la prima carta olimpica per la canoa slalom azzurra. Ai Mondiali di La Seu d’Urgell, in Spagna, l’azzurra della Marina Militare centra il settimo posto nella finale iridata ottenendo il pass a cinque cerchi per Tokyo 2020. Si spengono invece in semifinale le speranze del C1 maschile con Raffaello Ivaldi e Stefano Cipressi. Nella finale iridata del K1 l’italo-tedesca, punta di diamante della spedizione azzurra, non delude e in 100.63 è settimana realizzando una buona discesa condizionata da un tocco di palina quasi impercettibile alla porta 8 per il quale subisce 2″ di penalità. Medaglia d’oro per la slovena Eva Tercelj in 94.27, davanti alla campionessa australiana Jessica Fox (94.69) e alla neozelandese Luuka Jones (94.77). “La prova, di base, è stata molto buona – ha dichiarato Stefanie Horn a margine della gara – Sono partita bene ma ho perso molto nell’ultima risalita. Potevo sicuramente far meglio, ho commesso un tocco di troppo, ma sono comunque abbastanza contenta per la finale. La qualificazione era un obiettivo alla mia portata e dopo una stagione come questa ero certa di far bene ma anche un po’ preoccupata perché questo canale non è tra i miei preferiti. Ora penseremo a preparare bene Tokyo 2020 e con il test event di ottobre avremo il primo impatto con il canale olimpico”. A sfiorare il sogno a cinque cerchi è Raffaello Ivaldi che perde il pass per 29 centesimi di secondo, classificandosi al 15° posto della semifinale con il tempo di 95.86. Salto di porta fatale per Stefano Cipressi. L’azzurro, pagaiatore d’esperienza, termina 30° con il tempo di 149.06 (52 penalità). “Pensavo bastasse rimanere nei primi 20 per prendere la carta olimpica, ma purtroppo tante nazioni, un po’ a sorpresa, hanno fatto un bel percorso. A me è mancato quel qualcosa in più per riuscire ad aggredire ed andare a prendermi la qualificazione. Mi è dispiaciuto perché nell’ultima risalita pensavo di avercela fatta, quindi per paura di sbagliare me la sono presa un po’ troppo comoda invece di attaccare – ha dichiarato Raffaello Ivaldi – Ci tengo a ringraziare tutta la squadra e tutti coloro che hanno creduto tutti in me e mi hanno dato fiducia. Ho avuto la possibilità di giocarmela”. Medaglia d’oro e titolo mondiale al francese Joly Cedric che nel 2018 proprio sul canale di La Seu d’Urgell vinse una tappa di ICF Ranking. Il ventiquattrenne francese chiude in 90.84, a 51 centesimi dal veterano spagnolo Ander Elosegi. Lo sloveno Luka Bozic, si accontenta della medaglia di bronzo in una gara macchiata da un tocco in porta 3. Domani finali e assegnazione delle carte olimpiche nel K1 maschile e nel C1 femminile.
LECLERC NON SI FERMA PIÙ, POLE ANCHE IN RUSSIA
Charles Leclerc in pole al Gran Premio di Russia, 16esima prova del calendario 2019 di Formula Uno in programma sul circuito di Sochi. Continua il gran momento del monegasco, che nel Q3 ferma il cronometro a 1’31″628 e centra la sesta pole stagionale, la quarta di fila dopo Spa, Monza e Singapore. Al suo fianco partirà Lewis Hamilton, che in extremis acciuffa la prima fila a scapito di Sebastian Vettel: 402 i millesimi di ritardo del pilota anglo-caraibico della Mercedes, 425 quelli accusati dall’altro ferrarista che sarà affiancato da Valtteri Bottas con la seconda Freccia d’Argento. Il finlandese approfitta anche delle 5 posizioni di penalità che dovrà scontare Max Verstappen, quarto in pista con la Red Bull e domani nono in partenza, a seguire le McLaren di Carlos Sainz e Lando Norris con Nico Hulkenberg su Renault in mezzo, quindi Romain Grosjean su Haas e l’altra Renault di Daniel Ricciardo.
Erano rimasti fuori dalla lotta per la pole Pierre Gasly (Red Bull), che deve scontare pure lui una penalità di cinque posizioni sulla griglia, Sergio Perez (Racing Point), Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Kevin Magnussen (Haas) e Lance Stroll (Racing Point). Eliminati invece nel Q1 Kimi Raikkonen (Alfa Romeo) e le due Williams di George Russell e Robert Kubica, oltre ad Alexander Albon, andato a sbattere contro la sua Red Bull alla curva 13. Non è nemmeno sceso in pista Daniil Kvyat, che nelle ultime libere aveva avuto dei problemi alla power unit. Il pilota russo della Toro Rosso sarebbe comunque scattato dal fondo della griglia in compagnia di Kubica – pure lui penalizzato -, avendo deciso di montare il nuovo motore Honda.
COLEMAN FULMINE NELLA NOTTE DI DOHA, TORTU 7°
Christian Coleman è il re nella notte di Doha. Lo sprinter americano vince la gara regina, i 100 metri, dei Mondiali di atletica leggera in corso di svolgimento a Doha, ma un grande Filippo Tortu centra la finale iridata, primo italiano a riuscirci dal 1987 quando fu Pierfrancesco Pavoni a farcela, e chiude settimo con 10”07. Una giornata, la seconda di questi campionati del Mondo, incentrata sulla finalissima tanto attesa: Coleman parte bene e poi si scatena nella seconda metà di gara andando a centrare un fantastico 9”76 che è anche il primato dell’anno, argento per Justin Gatlin con 9”89 mentre è di bronzo il canadese Andre De Grasse con 9”90. Tortu, nel pomeriggio, aveva superato le semifinali fermando il cronometro in 10”11: “Ho cercato di correre bene, contratto e sciolto, ho fatto una buona parte finale – ha dichiarato lo sprinter italiano al termine della finalissima – Sono partito che ero diciassettesimo nelle liste e sono riuscito ad arrivare in finale e a fare lo stagionale il che sottolinea il grande lavoro: siamo arrivati in forma nel momento più importante della stagione. Questo era il giorno, il momento e il minuto che contava”.
Niente da fare invece per Marcell Jacobs che non è riuscito a ripetere quanto di buono fatto ieri nelle batterie e si è fermato a 10”20: “Sono molto amareggiato, come già detto non era venuto qui solo a fare da comparsa – ha dichiarato Jacobs a caldo – La finale era alla mia portata, bastava un 10″12. Ho avuto un gran problema in partenza e non sono riuscito ad attivarmi. E lì che è mancato qualcosa”. Nelle altre gare grande prestazione di Claudio Stecchi che trova la qualificazione nella finale del salto con l’asta riuscendo a superare la misura di 5,75. Eliminazione con rammarico per l’Italia nella staffetta mista 4X400 con l’Italia (Scotti, Trevisan, Lukudo e Lopez) che chiude al nono posto con 3’16”52 mancando la finale per pochi centesimi. Nel lancio del disco, infine, maschile eliminazione per Giovanni Faloci. Nelle altre finali oro al giamaicano Tajay Gayle nelsalto in lungo maschile mentre Sifan Hassan ha trionfato nella finale dei 10000 metri femminili, l’olandese ha fermato il cronometro a 30’17”62.
La seconda giornata dei Mondiali si concluderà con le due 50km di marcia, maschile e femminile, che scatteranno alle 22.30 orario italiano, 23.30 locali, con l’Italia che schiera cinque atleti: Michele Antonelli e Teodorico Caporaso per gli uomini, Mariavittoria Becchetti, Nicole Colombi ed Eleonora Giorgi per le donne.
POKER ATALANTA, SASSUOLO BATTUTO 4-1
Un’Atalanta dirompente travolge il Sassuolo per 4-1 al Mapei Stadium e sale a quota tredici punti in classifica. Una serata da incubo per la retroguardia di De Zerbi subito in difficoltà dopo 6’ al momento del primo gol di Gomez al termine di un’azione individuale sulla sinistra. La partita è in discesa per gli uomini di Gasperini che raddoppiano al 13’ con il tap in di Gosens su assist di Ilicic sfruttando una sbavatura di Toljan. Al 29’ si accende Zapata dopo aver sprecato una palla gol nata da un errore di Chiriches: l’ex Samp prima serve l’assist per il tris siglato da Gomez, poi firma il 4-0 con un colpo di testa imparabile per Consigli sugli sviluppi di un cross di Hateboer. Nel secondo tempo c’è la reazione del Sassuolo: al 64’ Duncan serve Defrel autore di un sinistro vincente sotto la traversa per l’1-4. In vista dell’impegno in Champions League contro lo Shakhtar Donetsk, l’Atalanta nella ripresa abbassa il ritmo del gioco e difende il 4-1 che consente a Gasperini di blindare il terzo posto in classifica alle spalle di Inter e Juventus.
PJANIC E CRISTIANO RONALDO, JUVENTUS-SPAL 2-0
Trentacinque minuti non semplici, poi la Juventus si sveglia e con Pjanic e Ronaldo condanna la Spal. I bianconeri si impongono 2-0 e si portano a quota 15 punti, mentre gli estensi restano ultimi con 3. Tutto secondo pronostici in un match in cui negli ultimi 55 minuti si è vista una discreta Juve. Sarri schiera tra i pali Buffon ed è un gettone importante per il portiere che colleziona la presenza numero 903 con un club (tra campionato e coppe), strappando il primato a Paolo Maldini che, almeno per il momento, resta il detentore del record di partite in A (647, +5 rispetto a Buffon). In difesa emergenza terzini, tocca a Cuadrado e, nell’inedito ruolo di terzino sinistro, a Matuidi. In attacco Dybala con Ronaldo. La Spal di Semplici ha un buon impatto con il match, a differenza della Juve che stenta e rischia anche qualcosa visto che Reca, Petagna e Sala ci provano dalla distanza. Il primo tentativo è di CR7 al 19°, ma negli ultimi 10 minuti del primo tempo la Juve cambia pelle e mette alle corde la Spal. Al 34° gran giocata di Dybala, al 43° colpo di testa a botta sicura di Ramsey, ma in entrambi i casi Berisha si supera. Al 45°, però, Pjanic trova un destro imparabile dai 18 metri: secondo gol consecutivo per il bosniaco.
Nella ripresa Juve padrona del campo e più volte vicina al gol con Khedira, Dybala e Ronaldo (due volte) fermati da un grande Berisha. Al 78° arriva il meritato 2-0, lo sigla CR7 di testa su assist di Dybala. Nel finale semirovesciata di Ronaldo, ancora applausi per Berisha. Martedì Champions, domenica il derby d’Italia.
INTER AVANTI A PUNTEGGIO PIENO, 3-1 ALLA SAMP
L’Inter piazza la sesta vittoria in campionato e resta a punteggio pieno. I nerazzurri passano sul campo della Sampdoria per 3-1 e proseguono il perfetto avvio di campionato, eguagliando quanto fatto nella propria storia solamente nel 1966/67. Gli uomini di Conte mettono il match in discesa con un uno-due tra 20′ e 22′: prima ci pensa Sensi calciando addosso al compagno di squadra Sanchez con una traiettoria che diventa imprendibile per Audero (la rete è comunque dell’ex Sassuolo), poi è il cileno a trasformare in assist un tiro del centrocampista nerazzurro. L’Inter potrebbe dilagare ma al 36′ Candreva vede annullarsi il 3-0 per fuorigioco, la Samp resiste e si ritrova in superiorità numerica in apertura di ripresa per il secondo giallo sventolato a Sanchez per simulazione. Al 55′ Jankto batte col mancino Handanovic e riaccende il Ferraris, ma al 61′ Brozovic illumina per Gagliardini che sigla il 3-1 superando in due tempi Audero. Conte tira un sospiro di sollievo e i suoi controllano senza troppi affanni sino al triplice fischio di Calvarese, presentandosi nel migliore dei modi in una settimana di fuoco che vedrà due match di cartello con avversari del calibro del Barcellona in Champions e della Juventus in campionato.
CANOA SLALOM. PER L’ITALIA 3 CARTE OLIMPICHE
Sale a tre il numero delle carte olimpiche per Tokyo 2020 conquistate dall’Italia ai Campionati del Mondo di canoa slalom a La Seu d’Urgell, in Spagna. Dopo il pass nel K1 femminile ottenuto sabato da Stefanie Horn, nell’ultima giornata di gare il team azzurro centra la qualificazione a cinque cerchi nel C1 femminile con Marta Bertoncelli (CC Ferrara) e nel K1 maschile con Giovanni De Gennaro (CS Carabinieri). Nel K1 Giovanni De Gennaro, Carabiniere di Roncadelle, non riesce ad accedere in finale e si ferma al quindicesimo posto con il tempo di 87.68 appesantito da un tocco fatale sulla risalita della porta 20. Al netto dell’errore il Carabiniere di Roncadelle effettua una buona discesa che vale il pass olimpico, ma certamente al di sotto delle sue possibilità.
Nel K1 erano in gara anche Marcello Beda (CC Bologna) che ha chiuso al 18° posto in 88.56 con una penalità in porta 22 e Zeno Ivaldi (Marina militare) che sporca la gara con due tocchi e un grave errore sulla combinazione finale 22-23, accumulando 4 secondi di penalità che lo relegano in 23^ posizione.
A portare a casa il titolo mondiale è il ceco Jiri Prskavec (84.26), bronzo a Rio De Janeiro, seguito dalla Spagna di David Llorente e Joan Crespo, rispettivamente argento (85.96) e bronzo (87.22), abili a sfruttare le linee del canale dove si allenano giornalmente. “Un tocco millimetrico mi ha fatto perdere il posto in finale e c’è molto rammarico”, ha dichiarato De Gennaro. “Questo 15° posto mondiale è il peggior risultato della stagione, mentre mi sarebbe bastata una finale per darmi la garanzia di volare a Tokyo (la qualificazione viene assegnata alla nazione e non all’atleta, ndr). Ora che abbiamo la sicurezza della quota, ci si rimette in gioco lavorando duramente per conquistare il posto barca ai Campionati Europei di Londra del prossimo anno”.
Nel C1 femminile, invece, Marta Bertoncelli, la diciottenne del Canoa Club Ferrara, realizza una vera e propria impresa sul canale catalano di La Seu d’Urgell. L’azzurrina mantiene un ritmo di gara impeccabile e soprattutto una lucidità mentale da veterana, un piccola sbavatura alla penultima risalita la porta a chiudere al 15° posto con il tempo di 110.97.
Resta fuori dalla finale ma il risultato le permette di ottenere il pass per le Olimpiadi di Tokyo, il primo nella storia della canoa italiana nella canadese femminile. La medaglia d’oro va alla tedesca Andrea Herzog (100.52), davanti alla fuoriclasse australiana Jessica Fox (101.46) che si accontenta dell’argento in una prova macchiata da un tocco in apertura di gara. Bronzo all’austriaca Nadine Weratschnig (106.45). “E’ una gioia incredibile, è stata durissima con avversarie di primissimo livello. Non avrei mai pensato di poter arrivare a tanto, è il frutto di un lavoro di gruppo molto impegnativo portato avanti in questi anni con la mia società e con il gruppo azzurro e tutto lo staff tecnico”, il commento della giovane canoista. “Il bilancio di questo mondiale è sicuramente positivo perché tra i primi obiettivi avevamo le qualificazioni olimpiche”, ha commentato Daniele Molmenti che insieme ad Ettore Ivaldi dirigere il settore tecnico nazionale.
“Però da tecnico devo analizzare le performance degli atleti e capire cosa è mancato per arrivare alle finali o alle medaglie che per molti erano alla portata. Complessivamente abbiamo tre kayak con tempi da finale ma che sono incappati in penalità millimetriche, segno che si può e si deve lavorare sul controllo tecnico del mezzo. Beda ha dimostrato una grande crescita, mentre sia Ivaldi sia De Gennaro hanno forse ceduto alla tensione della competizione, non esprimendosi al massimo potenziale ma tenendo l’attenzione più sul controllo che sull’attaccare”. “Nel femminile Horn è una certezza che può crescere ancora nella costanza di prestazione. Nella canadese abbiamo avuto un progetto che ha portato i suoi frutti con Erik Masoero e le giovani ragazze che hanno dimostrato di aver lavorato con metodo e testa, soprattutto Bertoncelli che ha qualificato con una forte determinazione. Nella canadese maschile, unica categoria senza quota olimpica, ci sono state prestazioni discordanti con il potenziale degli atleti e dopo l’analisi che faremo ci sarà da sviluppare un lavoro dedicato al prossimo campionato europeo dove dobbiamo conquistare le quote mancanti per avere la squadra completa per Tokyo 2020”.
“Per arrivare fin qui abbiamo lavorato con un gruppo di quattro ragazze e con l’obiettivo di aumentare il livello fisico del gruppo”, ha commentato Erik Masoero, tecnico della canadese femminile. “Abbiamo inoltre insistito molto sul concetto di squadra e sull’aspetto psicologico, facendole lavorare insieme e cercando di far crescere il livello complessivo. La progressione stagionale è stata davvero importante e le distanze con avversarie molto più esperte si sono sensibilmente ridotte”.










