Zero palloni in fondo alla rete e un punto per parte. Verona-Udinese lasciano il Bentegodi al termine di una gara avara di emozioni e dalle due facce. Primo tempo a favore degli ospiti poi nella ripresa, complici i cambi, la partita cambia registro e il Verona sale in cattedra ma trova un Musso strepitoso che nega la più grossa chance da gol a Stepinski. Secondo pareggio stagionale per l’Hellas che grazie a questo prezioso punto sale a quota 5 mentre l’Udinese pone fine alla striscia negativa di tre sconfitte consecutive e sale a quota 4, per altro confermando l’imbattibilità contro i veneti con l’ultima sconfitta risalente al 14 dicembre 2014. Primi 45 minuti di scarsa qualità con le squadre che si studiano e che difficilmente si avvicinano in zona offensiva. Tanti scontri fisici, un pizzico di nervosismo e numerosi errori tecnici penalizzano lo spettacolo con l’Udinese che però si fa preferire rispetto a un Verona troppo compassato e in difficoltà nella costruzione della manovra dal basso. Ma la difesa dell’Hellas regge e il primo tiro dei bianconeri arriva al 10′ con Barak che prova la conclusione dalla distanza trovando la facile parata di Silvestri. Al 29′ il Verona è costretto a salutare Di Carmine per una botta in testa, al suo posto Stepinski ed è proprio l’ex Chievo che un minuto più tardi serve Lazovic che scatta sulla destra, serve Zaccagni e Becao lo atterra in piena area. Proteste vibranti da parte dei padroni di casa sul leggero contatto valutato, giustamente, regolare da Chiffi. Sul finale di frazione da annotare la chance più ghiotta con Mandragora che da corner fa la sponda per Lasagna che da due passi spara incredibilmente alto col sinistro. Nella secondo tempo la gara cambia completamente faccia ed è il Verona a salire in cattedra. Nei primi minuti, però, l’Udinese sfiora il gol nuovamente con Lasagna che con un diagonale di sinistro conclude a lato. Poi nell’Hellas entra Verre e gli uomini di Juric cambiano marcia: prima Amrabat impegna Musso col destro, poi lo stesso Verre con il sinistro calcia verso la porta pericolosamente. Ma al 76′ Musso compie un vero e proprio miracolo respingendo d’istinto verso la traversa il colpo di testa di Stepinski da distanza ravvicinata. E cinque minuti più tardi, al termine di un’azione manovrata, Verre calcia fuori con un destro al volo sfiorando il palo. Negli ultimi minuti l’Hellas cerca disperatamente il gol del vantaggio ma la solidità difensiva dell’Udinese vanifica il forcing finale. Finisce 0-0 e il pensiero va ai prossimi impegni con l’Udinese che domenica prossima affronterà il Bologna alla Dacia Arena mentre il Verona farà visita al Cagliari a caccia di altri punti pesanti in questo positivo avvio di campionato.
PJANIC SALVA LA JUVE, BRESCIA BATTUTO 2-1
La Juventus batte il Brescia per 2-1 e sale a tredici punti in classifica grazie all’autogol di Chancellor e alla rete di Pjanic. Al Rigamonti la squadra di Sarri vuole vincere e convincere dopo la prova non esaltante contro il Verona.
Ma l’inizio non è incoraggiante e il Brescia passa in vantaggio: al 4’ Donnarumma lascia partire un destro centrale che sorprende un colpevole Szczesny. La Juventus prova a reagire e lo fa con Rabiot e Khedira, entrambi imprecisi al momento del tiro da posizione favorevole. Al 30’ Balotelli prova a siglare il suo primo gol col Brescia all’esordio: Supermario ci prova con un tiro su calcio di punizione ma questa volta Szczesny è attento e si rifugia in corner.
E al 40’ la Juve trova il pareggio: Joronen sugli sviluppi di un calcio d’angolo sbaglia l’uscita e la palla carambola sul corpo di Chancellor prima di finire in rete. Al 54’ il portiere bresciano nega il gol a tu per tu con Higuain ma al 63’ non può nulla per evitare il 2-1: Dybala calcia addosso alla barriera su punizione, Pjanic sulla respinta trova l’angolo vincente col destro. Ma il Brescia non si arrende e al 78’ sfiora il pari: Martella prova il diagonale da posizione ravvicinata ma Szczesny è attento e protegge i tre punti bianconeri.
“SAFEGUARDING POLICY” CONTRO ABUSI E MOLESTIE
Prevenire atteggiamenti che riguardano le sfere dell’abuso psicologico, fisico, sessuale, negligenza e delle molestie sessuali. Sono questi alcuni degli obiettivi della Safeguarding Policy, introdotta dal Cio nel 2016 e recepita dalla Federazione mondiale di scherma. In analogia a quanto attuato dagli organismi internazionali la Federazione italiana di scherma ha deciso di avviare una propria Safeguarding Policy risultando la prima federazione sportiva italiana a dar vita a questo progetto. Progetto che è stato presentato al Salone d’Onore del Coni, a Roma, con la presenza, tra gli altri, del presidente del Comitato olimpico nazionale italiano Giovanni Malagò, del presidente della Federscherma Giorgio Scarso, del membro Cio Ivo Ferriani e del sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura Monsignor Melchor Sanchez de Toca y Alameda. “Il progetto riguarda una tematica che va trattata con attenzione e senso di responsabilità – ha affermato il presidente della Federscherma Giorgio Scarso – Abbiamo coinvolto delle figure che hanno a che fare con la crescita e l’affermazione della vita dei ragazzi. Questa deve essere l’occasione per affrontare un tema non da andare a correggere, ma per prevenire”.
Si tratta di una linea adottata dalla Federazione Italiana Scherma che riguarda una serie di iniziative ed attività finalizzate alla sensibilizzazione, prevenzione e contrasto di molestie ed abusi in ambito sportivo: “Complimenti al presidente Scarso per questa iniziativa – ha rimarcato il numero uno dello sport italiano, Giovanni Malagò – lo sport deve essere precursore su queste tematiche”. La Federazione italiana scherma è la prima federazione nazionale ad aver introdotto tale iniziativa e che verte sull’individuazione di figure di riferimento (SafeGuarder officers) ai quali potersi rivolgere anche in maniera anonima, al fine di segnalare eventuali episodi, azioni o condotte che possono far prefigurare, nell’ambito sportivo, casi di molestie ed abusi sotto le varie forme. “Oltre al tema del razzismo su cui sono intervenuto pubblicamente, quello di molestie e abusi è un tema caro su cui porrò attenzione nel mandato come ministro”, il messaggio inviato dal ministro per le Politiche giovanili e per lo Sport Vincenzo Spadafora.
“Questo è un problema e bisogna parlarne, assumersi le responsabilità, mettersi a nudo – ha rimarcato il membro Cio Ivo Ferriani – Ma dobbiamo farlo per la nostra credibilità e per il futuro dei nostri figli”. Un tema molto delicato che è tanto caro anche alla Chiesa: “Parlare di abusi è come parlare di una ferita aperta – ha dichiarato il sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura Monsignor Melchor Sanchez de Toca y Alameda – Gli abusi sui minori riguardano tutta la società, ma il comune non è mezzo gaudio perché sapere che dappertutto esiste questo pericolo non può essere una consolazione. La chiave è la formazione dei responsabili e degli allenatori cioè di chi è a contatto con gli atleti”. La Federscherma, inoltre, con il SafeGuarding Officer definirà gli aspetti organizzativi, amministrativi, e procedurali che consentiranno di prevenire ed eventualmente reprimere tutti i comportamenti che rientrino tra quelli sintetizzati. “Oltre alle linee guida bisogna seguire delle linee pratiche – ha spiegato il rettore dell’Università degli studi di Roma ‘Foro Italico’ Fabio Pigozzi – La posizione del medico sociale e di squadra ha un ruolo importante anche della diagnosi precoce perché sono problemi che nella maggior parte dei casi riguardano la sfera psicologica degli atleti”.
PELLEGRINI “DOPO TOKYO VOGLIO FIGLI E FAMIGLIA”
“Alle Olimpiadi di Tokyo disputerò la mia ultima gara, è giusto finire la mia lunga carriera lì. Mi piace vincere e che la gente mi riconosca, ma ho bisogno di normalità, magari con dei figli e una mia famiglia”. Lo ha detto la campionessa del nuoto Federica Pellegrini a Milano margine di un evento pubblicitario. “In questo momento sto sperimentando una nuova esperienza televisiva con Italia’s Got Talent, in cui sono un giudice buono dietro un banco – ha aggiunto la ‘Divina’ – Per me è un po’ come scoprire un altro mondo, non so dire se quello sarà il mio futuro, ma spero vada avanti”. “Spero che non esista mai la remota possibilità di non poter gareggiare ad un’Olimpiade e di non rappresentare il proprio Paese per un atleta. Spero che vada a risolversi tutto nel migliore dei modi”, ha aggiunto l’olimpionica veneta in merito all’ipotesi che l’Italia non possa partecipare ai Giochi Olimpici di Tokyo2020, qualora la riforma dello Sport varata dal precedente governo non dovesse essere corretta. Sull’International Swimming League, la nuova spettacolare manifestazione di nuoto che prenderà il via settimana prossima da Indianapolis, per poi spostarsi a Napoli, Londra e concludersi a Las Vegas: “Sarà un po’ come la Champions del calcio. L’Isl inizia come esperimento, ma sarà il futuro del nuoto perché è una gara spettacolare. Non siamo ancora la Champions, essendo al primo anno, ma poi magari si evolverà e diventerà importante. L’obiettivo è quello di crescere a livello di show e di attenzione non solo per un grande evento all’anno ma per una serie di eventi”.
A proposito delle ambizioni personali in questa nuova manifestazione, l’azzurra ha spiegato: “Sarà molto dura qualificarsi per le finali, ma è già bello esserci e iniziare questo nuovo percorso, questa nuova avventura. L’impegno fondamentale di quest’anno saranno i Giochi di Tokyo, ma questa è una competizione è strana perché è a inizio stagione, quindi si cercherà di essere già abbastanza in forma ad alto livello subito anche se è solo un mese che ci alleniamo, ma sarà molto interessante vedere anche gli atleti stranieri come reagiranno”.
GIAMPAOLO “IO A RISCHIO? NON PENSO A CERTE COSE”
“Non c’è nessun caso Piatek e nessun caso sullo schieramento dell’attacco. Il mio lavoro deve aiutare i giocatori offensivi a rendere al meglio”. Lo ha detto il tecnico del Milan, Marco Giampaolo, alla vigilia della sfida di campionato in casa del Torino. “Se siamo da quarto posto? Per raggiungerlo c’è da lavorare – ha aggiunto il mister rossonero in conferenza stampa – E’ una domanda a cui non si può rispondere adesso, ma ho fiducia nella squadra”.”Dopo il derby c’è delusione, abbiamo il dovere di ripartire e di rimettere a posto le cose – ha proseguito l’ex allenatore della Sampdoria – La squadra ha messo da parte la delusione per la sconfitta, bisogna reagire a testa alta e ripartire con determinazione. Mi rendo conto delle cose da migliorare. In questo momento non siamo contenti, nessuno lo è, ma stiamo lavorando per essere più forti e convincenti”. “Se mi sento a rischio? Non penso mai a certe cose, penso solo a lavorare e fare bene il mio lavoro. Una delle prime cose che ho detto è che il tempo sarà il mio primo alleato e il mio primo nemico. Con il tempo sono certo che miglioreremo, ma so che i risultati sono fondamentali in una squadra come il Milan. Ne sono consapevole, ma io devo lavorare, non posso saltare gli step. Se la dirigenza mi ha detto qualcosa? I dirigenti sono sempre presenti – ha concluso Giampaolo – e quando si parla ci si scambia sempre idee e pareri, ma nulla di particolare”.
INTER A PUNTEGGIO PIENO, NAPOLI KO IN CASA
L’Inter batte la Lazio a San Siro nel primo turno infrasettimanale e si riprende la vetta della classifica dove veleggia a punteggio pieno dopo le prime cinque giornate. Una rete di D’Ambrosio nel primo tempo regala i tre punti alla squadra di Conte. Il Napoli si lascia sorprendere al San Paolo dal Cagliari che con Castro colpisce nel finale e porta tre punti a casa. La squadra di Ancelotti non sfrutta il fattore campo ed è già a -6 dall’Inter e -4 dalla Juventus. Rosso a Koulibaly.
La Roma perde all’Olimpico e rimedia una sconfitta contro l’Atalanta per 2-0 grazie ai gol decisivi di Zapata al 71’ e De Roon al 90’. In classifica Atalanta a quota 10 punti, la Roma resta a 8.
Prima vittoria in campionato per la Fiorentina che al Franchi regola la Sampdoria di Di Francesco, al quarto ko. Pezzella e Chiesa gli autori delle reti per la squadra di Montella.
Finisce senza reti Genoa-Bologna: la squadra di Mihajlovic può recriminare per un rigore calciato sulla traversa da Sansone, mentre il Parma batte in extremis il Sassuolo grazie ad un’autorete di Bourabia dopo che Inglese si era fatto parare un rigore da Consigli. Il Lecce si conferma squadra da trasferta e dopo aver battuto a domicilio il Torino riserva lo stesso trattamento alla Spal (1-3) grazie alla doppietta di Mancosu su rigore.
O’SHEA CAMBIA ITALRUGBY, 10 NOVITÀ CONTRO IL CANADA
Dieci cambi nel XV iniziale rispetto alla gara d’esordio vinta contro la Namibia. Questa la scelta di Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, che ha ufficializzato la formazione che giovedì alle 16.45 locali (9.45 italiane) affronterà il Canada all’Hakatanamori Stadium di Fukuoka nel secondo incontro valido per il Girone B della Rugby World Cup (diretta su Rai 2). Matteo Minozzi – entrato a partita in corso realizzando l’ultima meta del match contro la formazione africana – tornerà a vestire la maglia n.15 con Hayward spostato al centro insieme a Michele Campagnaro che conquisterà il suo quinto cap nella rassegna iridata dopo i 4 collezionati quattro anni fa in Inghilterra. Sulle ali agiranno Tommaso Benvenuti e Giulio Bisegni, all’esordio al Mondiale. Mediana inedita formata da Tommaso Allan – che dopo la partita contro la Namibia è diventato il terzo marcatore di sempre con 301 punti segnati – e Callum Braley. Con la maglia numero 8 scenderà in campo Braam Steyn – unica terza linea confermata dal primo minuto – con Negri e Polledri che completeranno il reparto.
Capitano di giornata sarà Dean Budd che per la terza volta guiderà in campo i suoi compagni in Nazionale e che sarà affiancato da David Sisi. In prima linea conferma per Bigi con Ferrari e Lovotti ai suoi lati. In panchina troveranno spazio Zani, Quaglio, Riccioni, Ruzza, Mbandà, Palazzani, Canna e Bellini, tutti scesi in campo nel match inaugurale a eccezione del numero 16 azzurro.
“Contro la Namibia abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato. Il prossimo step si chiama Canada e abbiamo solo la partita di giovedì in testa. Loro sono al primo match e vorranno partire con il piede giusto. Noi vogliamo imporre il nostro gioco e portare a casa un risultato importante” ha dichiarato Conor O’Shea. “La partita contro la Namibia ora fa parte del passato. Vogliamo mostrare il nostro vero valore contro il Canada e conquistare il secondo obiettivo che ci siamo prefissati. Gradi di capitano? Sempre una emozione, ma al Mondiale ha un sapore particolare” ha sottolineato Dean Budd.
Nove i precedenti tra le due squadre con 2 vittorie per il Canada e 7 per gli azzurri, di cui ultima iridata risale alla fase a Gironi della Rugby World Cup 2015 dove l’Italia ribaltò il passivo iniziale riuscendo a battere la squadra guidata dall’attuale allenatore del Benetton, Kieran Crowley, per 23-18, mentre l’ultimo scontro in ordine cronologico è datato giugno 2016 durante il primo tour estivo dell’Italia targata O’Shea vinta dagli azzurri 20-18 in Canada. Arbitro del match sarà il gallese Nigel Owens che dirigerà un incontro dell’Italrugby per l’undicesima volta. Questa la formazione che scenderà in campo: 15 Matteo Minozzi (wasps, 14 caps), 14 Tommaso Benvenuti (Benetton Rugby, 60 caps), 13 Michele Campagnaro (Harlequins, 44 caps), 12 Jayden Hayward (Benetton Rugby, 21 caps), 11 Giulio Bisegni (Zebre Rugby Club, 13 caps), 10 Tommaso Allan (Benetton Rugby, 52 caps), 9 Callum Braley (Gloucester, 3 caps) 8 Abraham Steyn (Benetton Rugby, 34 caps) 7 Jake Polledri (Gloucester, 11 caps) 6 Sebastian Negri (Benetton Rugby, 20 caps) 5 Dean Budd (Benetton Rugby, 24 caps) – Capitano 4 David Sisi (Zebre Rugby Club, 7 caps) 3 Simone Ferrari (Benetton Rugby, 26 caps) 2 Luca Bigi (Zebre Rugby Club, 22 caps) 1 Andrea Lovotti (Zebre Rugby Club, 38 caps).
(ITALPRESS).
MESSI E RAPINOE MIGLIORI GIOCATORI DEL 2019
Leo Messi e Megan Rapinoe sono i miglior calciatori del 2019. All’argentino del Barcellona e all’americana campione del Mondo è andato infatti il premio Fifa Best Awards, andato in scena questa sera alla Scala di Milano. In un capoluogo lombardo tirato a lucido, dopo un green carpet stellare, sul palco scaligero, oltre a Messi (vincitore a sorpresa, in quanto tutti si aspettavano un riconoscimento per Virgil Van Dijk) e alla Rapinoe, sono stati premiati l’ungherese Daniel Zsori, che si è guadagnato il “Puskas Award 2019” per il gol più bello, il tecnico del Liverpool Jurgen Klopp e il portiere della sua squadra Alisson. In campo femminile, oltre alla Rapinoe, sono state premiate il ct della Nazionale Statunitense campione del Mondo Jill Ellis e il portiere dell’Olanda vice campione del Mondo Sari Van Veenendaal. Il premio per il miglior tifoso è andato a Silvia Grecco, la donna che descrive allo stadio tutte le partite del Palmeiras al figlio Nicholas non vedente.
Il Fair Play Award è stato invece assegnato a Marcelo Bielsa, allenatore del Leeds, assente alla premiazione, che ha ordinato alla sua squadra di prendere appositamente un gol, dopo aver segnato con un giocatore a terra nella partita contro l’Aston Villa, poi conclusasi sul punteggio di 1 a1. Infine la top Undici, che per gli uomini ha visto la presenza di Alisson in porta, De Ligt, Sergio Ramos, Van Dijk e Marcelo in difesa, Luka Modric e De Jong a centrocampo, e in attacco Mbappé, Leo Messi e Hazard e Cristiano Ronaldo. Sari Van Veenendaal, Lucy Bronze, Wendie Renard, Nilla Fischer, Kelley O’Hara, Amandine Henry, Julie Ertz, Marta, Rose Lavelle, Megan Rapinoe e Alex Morgan sono invece le undici migliori giocatrici del 2019, scelte all’interno di una rosa di 50 giocatrici, tra le quali l’unica candidata era il capitano della Nazionale italiana Sara Gama. Assente alla cerimonia Cristiano Ronaldo, ufficialmente per rimanere a Torino a curarsi per l’infortunio che gli farà saltare la trasferta di domani di Brescia, ma non nuovo a disertare appuntamenti del genere.
Nel corso della serata, unanime l’appello del mondo del calcio contro il razzismo, con il presidente della Fifa Gianni Infantino che ha intimato “a lottare contro il razzismo e non solo parlarne, togliendocelo di mezzo sia dal calcio che nella società, sia in Italia che nel resto del mondo”. Megan Rapinoe, la quale si è detta ispirata dalla reazione di Koulibaly e Sterling nella sua lotta al razzismo, ha invece detto che “se vogliamo veramente cambiare le cose tutti dobbiamo arrabbiarci contro il razzismo”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ct della Nazionale Roberto Mancini, che a margine aveva detto: “In Italia non si vuole imparare. Continuiamo a lavorare perché non accada più”.










