“Correre davanti ai miei tifosi qui è fantastico, è il mio vero Gran Premio di casa. Abito a 10 chilometri dal circuito, sono cresciuto a Misano e la prima volta che ho corso in moto è stato qui”. Per Valentino Rossi l’appuntamento del Gran Premio di San Marino è sempre speciale. Ieri il Dottore ha percorso le strade della sua terra, dal Ranch al circuito passando per gli uffici della V46, in sella alla sua M1. Un vero e proprio bagno di folla in vista di un weekend dove proverà a salire sul podio per la settima volta nella classe regina: a Misano ha collezionato tre vittorie (ma l’ultima nel 2014), due secondi posti e un terzo, ma l’ultima volta fra i top 3 è datata 2016. “Ci aspettiamo tantissimi tifosi nel weekend – assicura il Dottore – Ci saranno tante persone, tanto giallo, per cui proveremo a dare il massimo per essere forti e competitivi”. La Yamaha, insomma, giocherà in casa e di questo proverà ad approfittare anche Maverick Vinales, mai fra i migliori in MotoGp su questa pista e che vanta appena un secondo posto in Moto3 nel 2013. “Abbiamo avuto due settimane di sosta ma non abbiamo mai smesso di lavorare – assicura lo spagnolo – Ci stiamo preparando per arrivare a Misano in una buona condizione fisica e mentale. Siamo felicissimi dei risultati positivi delle ultime gare – insiste Vinales – e dobbiamo rimanere concentrati per chiudere ls stagione in una buona posizione di classifica. Il mio obiettivo è essere il primo pilota delle Yamaha, Misano è una sorta di Gran Premio di casa per la Yamaha e avremo tanti tifosi a sostenerci. Non vedo l’ora di salire sulla mia M1 e lottare per il podio”.
BIS DI GILBERT ALLA VUELTA, QUINTANA AL 2^ POSTO
Doveva essere sulla carta una frazione abbastanza tranquilla e dedicata ai velocisti rimasti, ma la diciassettesima tappa della Vuelta a Espana 2019 si trasforma in un tourbillon di sorprese ed emozioni: Primoz Roglic conserva la maglia rossa, ma mutano alcuni scenari a quattro giorni dalla conclusione a Madrid. 219,6 chilometri da Aranda del Duero a Guadalajara – il percorso più lungo di questa edizione – incoronano Philippe Gilbert come re dei finisseur della corsa iberica: l’esperto belga della Deceuninck-Quick Step firma la sua seconda vittoria dopo quella ottenuta a Bilbao sei giorni fa e regola nello sprint del gruppo di testa un Bennett che per una volta scatta troppo presto. Elevatissima l’andatura dei corridori, capaci di toccare i 70 km/h in alcune porzioni pianeggianti giungendo a Guadalajara con circa un’ora di anticipo sulla tabella di marcia: domani in molti potrebbero per questo motivo accusare un fisiologico calo.
Il vento la fa da padrone in una frazione nella quale la Movistar decide di attaccare Roglic con un’azione pianificata alla perfezione: diversi uomini del team, compreso Nairo Quintana, si sganciano sfruttando il consueto ventaglio e arrivano a guadagnare, insieme a un folto gruppo di corridori, oltre cinque minuti, conservando il vantaggio fino al traguardo. In questo modo, lo scalatore colombiano rosicchia 5’19” al leader sloveno (2’24” il nuovo distacco) e balza a sorpresa al secondo posto, precedendo di 24″ il compagno di squadra Valverde e rientrando così prepotentemente in corsa nella lotta per un Giro di Spagna che oggi ha messo in mostra una Jumbo-Visma un po’ in difficoltà, rea di aver lasciato troppo presto solo Roglic. E’ comunque ampio il vantaggio in classifica generale, visto che gli altri big transitano all’arrivo in compagnia della maglia rossa: Tadej Pogacar scivola così al quarto posto a 3’42”, quinto Miguel Angel Lopez a 3’59”.
Per il vincitore di giornata Gilbert è invece il settantasettesimo successo da professionista in carriera, arrivato secondo il belga in una tappa che sarà destinata a restare nella storia: “In diciassette anni di carriera non ho mai visto una tappa come questa: è una frazione che rimarrà negli annali per diversi anni, sono contento di averla vinta”. Domani in programma la diciottesima tappa della Vuelta a Espana 2019, la Comunidad de Madrid. Colmenar Viejo-Becerril de la Sierra, di 177,5 chilometri: penultima occasione per gli uomini di classifica di mettere ancora una volta in difficoltà la maglia rossa Roglic sulle rampe dei quattro GPM di categoria 1 previsti. Non ci sarà però l’arrivo in quota: ultimo tratto in falsopiano dopo un tratto di discesa che potrebbe fare la differenza.
SCHUMI IN OSPEDALE A PARIGI, IL PERSONALE “È COSCIENTE”
“Sì, è nel mio reparto e ti posso assicurare che è cosciente”. Dal personale sanitario dell’ospedale “Georges Pompidou” di Parigi filtra solo questo su Michael Schumacher, ricoverato da lunedì presso l’unità cardiologica per sottoporsi – rivela “Le Parisien” – a un trattamento probabilmente basato sulle cellule staminali. L’ex campione di Formula Uno sarebbe seguito dal professor Philippe Menasche, un pioniere in materia, ma dal primo piano dell’edificio D dell’ospedale francese non arriva molto altro. “Le Parisien” fa sapere che attorno a Schumacher è stato eretto una sorta di bunker, con diverse guardie di sicurezza a proteggere la privacy del sette volte campione del mondo. Del resto fin dall’incidente sugli sci di Meribel a fine dicembre 2013 la famiglia ha voluto mantenere il massimo riserbo sulle condizioni di salute dell’ex pilota, che ieri avrebbe anche ricevuto la visita dell’amico Jean Todt. L’attuale presidente della Fia, che con Schumi ha condiviso le vittorie in Ferrari, sarebbe stato avvistato attorno alle 17.15, e avrebbe lasciato poi l’ospedale tre quarti d’ora dopo. L’ex campione di Formula Uno dovrebbe essere dimesso già nella giornata di oggi.
PELLEGRINI A MATTARELLA “PROTEGGA LO SPORT”
Un abbraccio caloroso e affatto protocollare, una vicinanza di intenti allo sport italiano nel suo complesso che fa sperare in un nuovo ‘sereno’ nei rapporti tra Coni, Sport e Salute e il nuovo ministro dello sport del governo Conte-2, Vincenzo Spadafora. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha riservato agli azzurri delle discipline acquatiche che hanno vinto medaglie ai recenti Mondiali di Gwangju, in Corea, un’udienza al Quirinale ricca di sorrisi, selfie e rassicurazioni. D’altronde, la ‘Divina’ Federica Pellegrini, la fuoriclasse assoluta del nuoto azzurro, si è rivolta al Capo dello Stato con una richiesta specifica: “Presidente, le chiedo di proteggerci, perché lo sport funziona e continua a far crescere generazioni di ragazzi all’insegna dell’impegno, della disciplina, del fair play”, ha detto la 31enne campionessa veneta, pronta a vivere a Tokyo la sua quinta Olimpiade. La squadra azzurra, accompagnata dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, e dal numero uno della Fin, Paolo Barelli, contava in organico tutti i podi iridati di nuoto, pallanuoto, fondo e sincro, con i rispettivi direttori tecnici. “C’è stato un grande passato, c’è un formidabile presente e un futuro altrettanto roseo. Il mio ringraziamento va a questi atleti, siamo molto fieri di quello che si è fatto e delle prospettive tra dieci mesi a Tokyo – l’introduzione del presidente del Coni Malagò, che ha voluto ringraziare il Capo dello Stato per l’ennesima dimostrazione di vicinanza al mondo dello sport, sottolineando anche i meriti della Federnuoto per i lusinghieri risultati ottenuti – Sono molto felice di questa bellissima occasione di incontro con voi, che siete stati protagonisti dei Mondiali in Corea. Ricordo la telefonata che mi ha fatto lei, Presidente, durante e alla fine dei Mondiali, esprimendo la volontà di incontrare questi atleti loro nella casa degli italiani. L’ennesima prova della sua attenzione e sensibilità nei confronti dello sport italiano. E’ stata una spedizione eccezionale con 15 medaglie, questa è la Federazione Italiana Nuoto, una confederazione di discipline con una complessità organizzativa gestionale straordinaria, guidata da Barelli con risultati eccellenti, e al Coni ne siamo consapevoli. Penso a Quadarella, Paltrinieri e Pellegrini, al suo sesto titolo. E il lavoro della pallanuoto, la squadra più titolata nella storia dello sport, guidata da un tecnico eccezionale (Campagna, ndr) che ha portato la Nazionale a vincere due volte l’oro”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Fin, Paolo Barelli: “Siamo onorati di essere nella casa degli italiani, al Quirinale. Tutti gli atleti vedono in lei un riferimento ineguagliabile nel momento in cui devono confrontarsi con gli atleti del resto del mondo. Ringrazio il presidente del Coni Malagò per le parole nei confronti della nostra federazione. Abbiamo fatto grandi risultati, ma siamo molto prudenti guardando all’orizzonte che ci propone il futuro. I livelli delle nostre società sono invidiati in tutto il mondo, perché fanno degli sforzi enormi e svolgono un ruolo fondamentale. Affrontiamo l’anno olimpico, siamo tutti concentrati affinché l’Italia faccia bella figura e possa essere da esempio. Speriamo di essere all’altezza dello spazio che le oggi ci ha dedicato”. Federica Pellegrini ha rappresentato l’emozione e l’orgoglio degli atleti per questo grande appuntamento. “Quest’anno ho avvertito una piacevole responsabilità, in un’edizione sempre più entusiasmante del Mondiale. Il nuoto è sempre più popolare ed è quasi un dovere far capire a tutti che lo sport insegna i valori della vita. In sedici anni e 4 Olimpiadi e ora spero anche nella quinta, ho affrontato tanti sacrifici: è il tratto comune di noi atleti, lo sport è un modo molto appassionato e concreto di vivere l’adolescenza e la gioventù”. Poi, l’appello rivolto a Mattarella: “Presidente, le chiedo di proteggerci, perché lo sport funziona e continua a far crescere generazioni di ragazzi all’insegna dell’impegno, della disciplina, del fair play”. Anche il ct Alessandro Campagna ha rappresentato l’orgoglio dell’intero movimento per l’incontro con il Capo dello Stato, ricordando i successi ottenuti dal Settebello nella storia e l’importanza dei successi per il coinvolgimento dei giovani.
Il Presidente Mattarella ha chiuso l’appuntamento esprimendo gratitudine nei confronti degli atleti. “Quindici medaglie sono un patrimonio importante, davanti a voi ci sono solo dei ‘continenti’ come Usa, Australia, Cina: avete fatto risuonare l’inno di Mameli, innalzare spesso il tricolore, ma l’orgoglio grande è di avere misurato le proprie capacità, perché lo sport, come ha detto Federica Pellegrini, indica ai giovani i valori della vita. Avete unito tanti appassionati, e io ero tra questi. Ho cercato di seguire tutte le gare, e ho gioito per tre medaglie d’oro, qualcuna d’argento, mi è sfuggita quella di Benedetta Pilato. Vedo che i capelli sono tornati dello stesso colore”, la battuta riservata alla giovane azzurra, per poi parlare della finale della pallanuoto. “Ho visto solo il terzo e quarto tempo, immaginavo di trovare una gara sul filo di lana e invece ho visto che avevamo tre gol di vantaggio e mi sono rasserenato. Federica Pellegrini ci ha abituato a rimonte di successo ma l’andamento di quest’ultima è stato particolarmente emozionante, complimenti a Paltrinieri e alla Quadarella, che potenza straordinaria. Infine a Campagna, che ricordo non solo come ct ma come campione mondiale e olimpico, e alle nostre campionesse di nuoto sincronizzato che sono così brave, così come tutta la Federnuoto, che è una raccolta di capacità, di eccellenze sportive”.
SPOGLIATOI DEL SAN PAOLO, SCONTRO NAPOLI-COMUNE
Il Napoli accusa, il Comune si difende. Il giorno dopo lo sfogo di Carlo Ancelotti tramite i canali ufficiali del club (“Ho visto le condizioni degli spogliatoi del San Paolo, sono indignato per la scorrettezza e l’inadeguatezza di chi doveva eseguire questi lavori”), volano gli stracci fra la società partenopea e l’amministrazione locale. Il sindaco Luigi De Magistris ha subito messo in chiaro che la questione “è responsabilità della Regione. Lo spogliatoio dello stadio San Paolo è a carico delle Universiadi, Basile si è preso l’impegno ed entro sabato sarà messo in regola”. Il primo cittadino ha cercato di minimizzare ma la tensione si è fatta ancora più alta dopo un video pubblicato dal Napoli. La società ha diffuso delle immagini per mostrare nel dettaglio la situazione: lavandini mancanti, sanitari da montare e i soli trabattelli a riempire gli spogliatoi che, fra tre giorni, dovranno ospitare Napoli e Sampdoria impegnate nel match valido per la terza giornata di Serie A. “Fossi nel calcio Napoli mi preoccuperei di affrontare al meglio la gara con la Sampdoria, viste le due precedenti partite, ma siccome la società pensa sempre a fare polemica ieri sera ha diramato quel comunicato”, la dura replica dell’assessore allo Sport, Ciro Borriello.
Che bacchetta Ancelotti (“non è stato avvistato allo stadio nell’ultima settimana, quindi ha fatto un comunicato guardando con gli occhi degli altri”) e accusa il Napoli di pubblicare video vecchi. “Fino a ieri sera a mezzanotte c’erano a lavorare 30 operai perchè la consegna dello stadio avverrà domani. L’ultimo sopralluogo del Napoli c’è stato ieri alle 18.30 e già erano montati i rubinetti. Le uniche cose non complete sono le due vasche idromassaggio che erano a carico economico del Napoli. Domani gli spogliatoi saranno pronti e consegnati, come da programma. Stiamo valutando anche se invitare la stampa o diramare un comunicato”. “Le immagini degli spogliatoi diffuse oggi sono una sintesi di un video di circa 3 minuti girato ieri con uno smartphone alle 15.30 circa da una persona dello staff della società”, è stata la controreplica del club mentre dal Comune arrivava un nuovo filmato che mostrava una situazione diversa da quella denunciata dal club. A cercare di fare da paciere Fulvio Bonavitacola, vice presidente Regione Campania, secondo il quale le immagini degli spogliatoi “possono trarre in inganno chi non è del settore: c’è stato un equivoco”. In serata arriva però la nuova stoccata, firmata De Laurentiis: “Non sono polemiche ma lamentele che sto esternando da 15 anni. Se mi avessero chiamato e mi avessero chiesto ‘li fai tu?’, ci avrei messo 10-15 giorni”.
AGLI EUROPEI BUON ESORDIO ITALIA, PORTOGALLO STESO
Buona la prima della Nazionale azzurra maschile di pallavolo, impegnata a Montpellier nei Campionati europei. La squadra allenata da Gianlorenzo Blengini, nel match di esordio della rassegna continentale, ha sconfitto il Portogallo per 3-0. Questi i parziali dell’incontro: 25-21 25-10 25-22. Domani gli azzurri torneranno in campo per affrontare, alle 20.45 (con diretta su RaiTre), la Grecia.
La squadra italiana non ha avuto particolari problemi nel superare i lusitani, che si sono dimostrati tecnicamente inferiori agli azzurri. Zaytsev e compagni hanno disputato una buona gara, cominciando a oliare gli ingranaggi per quella che sarà una manifestazione lunga e faticosa. Durante il match qualche passaggio a vuoto c’è stato, soprattutto nel terzo set, quando il Portogallo aveva impattato la situazione sul 20 pari, dopo esser stato in svantaggio: una cosa comunque normale in una gara dai ritmi non proprio serrati.
Blengini ha schierato la diagonale Giannelli-Zaytsev, Antonov e Juantorena martelli, Piano e Anzani i centrali, con Colaci libero. Dall’altra parte della rete il Portogallo è sceso in campo con Tavares palleggiatore, Marco Ferreira opposto, Alexandre Ferreira e Martins schiacciatori, Nuno Texeira e Cveticanin centrali e Alvar libero.
A MISANO DOVIZIOSO SPERA NEL BIS
Seppur battuto nelle ultime due gare, in cui si è dovuto accontentare del secondo posto, Marc Marquez arriva all’appuntamento di Misano con 78 punti di vantaggio sul secondo il classifica, Andrea Dovizioso, protagonista di una rovinosa caduta al via della gara di Silverstone. “Le ultime due gare non sono state le migliori per l’ultima curva. Ma sono contento per Silverstone perchè è una pista dove l’anno scorso abbiano sofferto tanto” dice il campione del mondo della MotoGP. “Siamo stati abbastanza competitivi nei test di Misano. Dovizioso non era al 100% dopo quanto accaduto a Silverstone, ma sarà sicuramente uno dei protagonisti visto che ha vinto qui l’anno scorso. E le Yamaha sono state velocissime. Noi ora abbiamo un buon vantaggio e quindi dobbiamo mantenere la calma, concludere la gare e poi vedere cosa succede” aggiunge il portacolori della HRC Honda. “Partiremo nel modo migliore, proveremo qualche nuovo pezzo, ma nel nostro box non c’è bisogno di fare follie. Con la base che abbiamo la possibilità di portare a casa il migliore risultato possibile”.
Andrea Dovizioso si è messo alle spalle la brutta domenica di Silverstone. “Dovrebbe fare caldo e quindi sarà difficile per tutti gestire le gomme. Ma avremo la possibilità di lottare per il podio. Io da parte mia mi sento bene ed è stato importante poter fare un test prima della gara e fare dei giri” dice il forlivese della Ducati. “Lo ripeto mi sento bene, sono in piena forma, mi sono allenato facendo del motocross per capire che tutto funzionasse bene” riferisce. “Quella dell’anno scorso è stata una gara speciale, ma questa volta sarà diversa, perchè ci sono piloti molto forti e le condizioni saranno differenti. Vediamo che grip riusciremo a trovare, vediamo se sarà lo stesso dei test o se cambierà qualcosa”. Il Dovi non pensa al grande divario che lo divide da Marquez. “Non cambierà il mio approccio per me. Devo continuare a gareggiare nello stesso modo e non resterò condizionato dai 78 punti di distacco da Marc. Non c’è motivo di pensare al campionato, anche perchè la nostra velocità in alcune gare è stata buona ma in altre un po’ meno”.
WADA CONTESTA LA PERIZIA, SCHWAZER “IO NON MOLLO”
La battaglia di Alex Schwazer per dimostrare la propria innocenza è destinata a continuare. C’era grande attesa oggi a Bolzano per quella che era stata definita da molti un’udienza chiave sul caso dell’ex marciatore azzurro: sul tavolo la perizia da oltre 150 pagine del Ris di Parma, condotta dal colonnello Giampietro Lago, che doveva essere illustrata alle parti – ovvero lo stesso Schwazer, la Wada e la Iaaf – davanti al gip Walter Pelino. Una perizia i cui risultati sono filtrati già nei giorni scorsi e dall’esito sorprendente. Pur non trovando Dna estraneo nelle urine di Schwazer, il colonnello Lago ha infatti riscontrato valori di concentrazione non spiegabili fisiologicamente. Una conclusione alla quale il Ris di Parma è giunto dopo una approfondita analisi e la comparazione delle urine del marciatore con quelle di altri cento soggetti. Non bastassero tali incongruenze, nel mistero rientra anche la differenza di parametri tra analisi e controanalisi, con una concentrazione del Dna nelle urine profondamente diversa. In altre parole, ci sarebbero tutti i presupposti per gridare alla manomissione delle provette. “Ma non ci bastano che non siano fisiologicamente spiegabili o che la differenza A-B non è spiegabile, a livello scientifico vogliamo la certezza totale – ha tuonato prima del suo ingresso in tribunale Schwazer – Ma ci arriveremo, sono tre anni che aspetto, posso aspettare altri 6-7 mesi. Non molleremo”. Wada e Iaaf naturalmente non sono d’accordo e oggi l’Agenzia Mondiale antidoping ha tirato fuori a sorpresa un documento del laboratorio di Losanna relativo a un nuovo campione di urina che risalirebbe al giugno 2016, otto mesi dopo il test incriminato. Le analisi mostrerebbero una concentrazione di Dna altissima (14 mila mcg/mcl) che renderebbe dunque più credibile i risultati del primo controllo, minando al contempo uno dei cardini della perizia: la quantità di Dna nelle urine diminuisce fortemente nel tempo e in quelle di Schwazer ce n’era troppa. Le anomalie, insomma, non sarebbero tali nè scientificamenten provabili. I legali dell’ex marciatore contestano la perizia della Wada ma del resto l’Agenzia mondiale antidoping, così come la Iaaf, non ha mai creduto all’innocenza di Schwazer. Dal controllo antidoping ordinato il primo gennaio 2016 a Racines al processo convocato intempestivamente dal Tas a Rio de Janeiro durante i Giochi Olimpici fino agli ultimi sviluppi giudiziari (con l’iniziale, ferma opposizione alla richiesta di trasportare le urine in Italia per le analisi del Ris), Wada e Iaaf sono sempre state ferme sulle proprie posizioni. E se Sandro Donati è battagliero come sempre (“Sono pronto a chiedere il risarcimento e non solo, spiegherò tutto come ho sempre fatto nella mia vita”, le sue parole prima dell’udienza), tocca ora allo staff legale dell’ex marciatore fare la propria parte. Per l’avvocato Gerhard Brandstätter non ci sono dubbi: le anomalie evidenziate dalla perizia del Ris “scagionano Alex e confidiamo che ci sia l’esito da noi sperato”.










