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TORNA SARRI, DOMANI È IN CONFERENZA STAMPA

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Maurizio Sarri è pronto finalmente a sedere sulla panchina della Juventus in una gara ufficiale. Dopo i postumi di una polmonite che lo hanno costretto a saltare le prime due giornate di campionato con Parma e Napoli, il tecnico quasi certamente sarà sabato a Firenze, per la gara con la Fiorentina che aprirà il programma della terza giornata: un indizio in questo senso arriva dalla stessa Juventus, che annuncia per domani alle 12.30 la conferenza stampa di Sarri. Alla vigilia delle prime due gare avevano parlato rispettivamente il vicepresidente Nedved e il secondo del tecnico, Martusciello.
Che le condizioni del tecnico toscano fossero in continuo miglioramento era evidente già dalla scorsa settimana, quando – alla ripresa degli allenamenti – aveva diretto parte della seduta. Poi, negli ultimi giorni, un sempre maggiore coinvolgimento durante gli allenamenti aveva lasciato supporre che Sarri si fosse definitivamente messo alle spalle i problemi di salute. E una piccola grande conferma è arrivata oggi.

Nel pomeriggio, intanto, la Juventus è tornata in campo al Training Center della Continassa per la penultima seduta in vista della partita di sabato contro la Fiorentina. Sarri ha ritrovato anche i nazionali sudamericani, gli ultimi ad essere tornati a Torino e ha potuto contare anche su Cristiano Ronaldo che, già in città da ieri, aveva goduto di un giorno di riposo. L’attenzione, dunque, è tutta focalizzata sulla partita contro la squadra di Montella e le valutazioni sulla scelta degli uomini da fare dopo la rifinitura di domani saranno legate anche alle condizioni dei giocatori rientrati dagli impegni internazionali. Motivo per cui, per esempio, in avanti potrebbero essere ancora il brasiliano Douglas Costa e l’argentino Gonzalo Higuain ad affiancare CR7. I due, infatti, hanno potuto lavorare a Torino per tutto il periodo e sono più riposati rispetto ad altri elementi della rosa. C’è inoltre da tenere in conto che incombe il primo impegno di Champions League e questo potrebbe essere un altro aspetto che condizionerà le scelte di Sarri. Nella seduta del pomeriggio, dopo riscaldamento e torello, la squadra ha lavorato sulla tattica e sui calci piazzati.

FEDERGINNASTICA IN LUTTO, È MORTO BRUNO GRANDI

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È morto nella notte, all’età di 85 anni, Bruno Grandi, presidente onorario della Federginnastica. Nato a Forlì il 9 maggio 1934, è stato per 23 anni, fino al 2000, presidente della FGI. Fra il 1998 e il 1999 è stato presidente reggente del CONI; poi è stato componente italiano del CIO dal 2000 al 2004. Dal 1996 al 2016 è stato anche presidente della Federazione mondiale di ginnastica. “Un dolore immenso per tutta la famiglia italiana e mondiale della ginnastica. Va ricordato come un grande amico e un grande uomo di sport… un personaggio unico”: questo il cordoglio del presidente della FGI, Gherardo Tecchi.
“Lo sport italiano è in lutto per la scomparsa di Bruno Grandi, raro esempio di competenza e umanità al servizio del movimento. Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, unendosi al cordoglio della famiglia ed esprimendo la vicinanza dello sport italiano, ha disposto le bandiere a mezza asta per onorare la memoria di un grande personaggio, che ha dato lustro al movimento con la sua mirabile attività dirigenziale”, ha scritto il Comitato Olimpico Nazionale Italiano. A ruota, lo stesso Malagò ha affermato: “Bruno è stato un maestro, un grande uomo di sport. Ci ha insegnato a difendere il Coni e l’ordinamento sportivo: l’ho sentito a fine agosto e mi ha incoraggiato ad andare avanti”.
— Credit photo: Minkus/FIG —

“ROMA CANOE MARATHON” IL 27 OTTOBRE SUL TEVERE

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Due eventi insieme per una grande manifestazione dall’obiettivo nobile: salvaguardare e valorizzare il fiume Tevere. Questa l’idea alla base dell’iniziativa “Roma Canoe Marathon – Pagaiando per l’Ambiente”, promossa dalla Federazione italiana canoa kayak, alla quale si è unito il Tevere Day organizzato dall’Associazione Museo del Tevere, voluta dai cinque circoli remieri storici della Capitale (Tevere Remo, Aniene, Roma, Lazio e Tirrenia Todaro). La prima edizione della manifestazione, il più grande evento in canoa ospitato dalla città di Roma negli ultimi dieci anni, si svolgerà domenica 27 ottobre e chiamerà a raccolta tutti gli appassionati degli sport con la pagaia sulle acque del Tevere. “Vogliamo riportare l’attenzione sul Tevere e contribuire a riqualificare l’immagine del fiume richiamando i romani – ha sottolineato il presidente della Fick Luciano Buonfiglio nella conferenza di presentazione organizzata questa mattina al Coni – Ho avuto il sostegno di tutti i circoli presenti sul Lungotevere, circoli storici e importanti. Il Tevere è un patrimonio, dateci una mano, vogliamo organizzare una bella manifestazione e non è facile, perché c’è una burocrazia enorme e se non hai tanto coraggio, determinazione, passione e tanti amici, non ce la fai”. L’obiettivo della manifestazione, come spiegato da Buonfiglio, è quello di sviluppare una maggiore consapevolezza per il rispetto dell’ambiente e delle acque, una vocazione “green” che è peculiare nella vita di ogni canoista attraverso un evento totalmente “plastic free”, sostenuto e patrocinato anche dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. “Lo sport è lo strumento migliore per sostenere queste battaglie ambientali – ha osservato il presidente del Coni Giovanni Malagò – Io, come tutte le persone che vivono a Roma, soffro a vedere situazioni che sono sotto gli occhi di tutti: serve un sforzo importante”. La gara prenderà il via da Castel Giubileo per concludersi a Castel Sant’Angelo attraversando gran parte del tratto urbano del fiume e passando sotto 11 ponti, comprese le rapide di Ponte Milvio. Un percorso di 14 chilometri che vedrà il Tevere assoluto protagonista, solcato da centinaia di canoe, kayak, Sup, Dragon Boat e gommoni di rafting. Per gli amatori invece la partenza è prevista da Ponte Milvio.
La Maratona in canoa sarà la naturale conclusione di un programma di tutela ambientale su scala nazionale lanciato quest’anno dalla Fick, “Italia in Canoa – Pagaiando per l’Ambiente”: oltre 55 gli appuntamenti che finora hanno interessato laghi, fiumi e mari di tutta la penisola con ragazzi, istruttori, atleti e semplici amatori impegnati, attraverso le società sul territorio, a liberare le sponde e le acque italiane da rifiuti di ogni genere.

SALA “DISPONIBILI A CEDERE SAN SIRO A INTER E MILAN”

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“A quanto capisco, ci sono due ipotesi sul tavolo: uno stadio a San Siro o uno a Sesto. Io ne aggiungerei una terza: credo che noi siamo disponibili a cedere San Siro, qualora si volesse considerare anche l’ipotesi San Siro”. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine dell’apertura del nuovo negozio Uniqlo a Milano questa mattina, apre a Inter e Milan che starebbero valutando l’ipotesi di rivolgersi al Comune di Sesto San Giovanni per costruire il nuovo stadio. Una possibilità che “viene paventata e che non sarebbe per noi ovviamente gradita – ha proseguito il sindaco – però qui stiamo parlando di società private che, nel loro legittimo interesse, potrebbero fare anche una cosa del genere”. Sala ha tenuto a specificare che, in caso di questa terza ipotesi, “il Comune con San Siro non vuole farci soldi: siamo disponibilissimi a una valutazione di un ente terzo, che ci dica quanto vale. Non abbiamo assolutamente né bisogno, né interesse a speculare su San Siro”. Sala ha spiegato che “una stima del valore del Meazza mi pare che sia intorno ai 70 milioni di euro”, suggerendo di “prendere come ente valutatore qualcosa di pubblico, in maniera tale che non ci sia nessuna speculazione. Detto ciò le società potranno legittimamente scegliere: se preferiscono, per le loro ragioni, costruire uno stadio nuovo, se ne ragionerà. Io non posso che cercare di favorirle con tutte le ipotesi e, a questo punto, mi viene da offrire anche questa possibilità”.

A MISANO YAMAHA LANCIANO SFIDA A MARQUEZ

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Le Yamaha lanciano la sfida a Marc Marquez per la supremazia nel Gran Premio di San Marino e Riviera di Rimini. Sulla pista “Marco Simoncelli” di Misano Adriatico, infatti, Maverick Vinales firma il miglior tempo, precedendo di soli 57 millesimi Fabio Quartararo. Marc Marquez è terzo a tre decimi. Valentino Rossi con la seconda Monster Energy è a sette decimi dal compagno di team; mentre Franco Morbidelli mette la quarta M1 tra i primi cinque a mezzo decimo dal pesarese. Su un’asfalto che ha perso grip dopo alcune sistemazioni, le moto dei tre diapason che solitamente soffrono la scarsa aderenza, invece, in questo primo giorno di prove sembrano essere quelle da battere, ma bisogna ricordare che come al solito Marquez con la Honda Hrc ha lavorato più sul passo gara che sulla ricerca della velocità finale.

La terza sessione di prove libere di sabato mattina e le qualifiche, forse, renderanno più chiara la situazione. Per la pole position i favoriti sono i primi due del venerdì, con il giovane franco-palermitano pronto a dar battaglia al catalano del team ufficiale. Chi dovrà lavorare duro per recuperare terreno sono gli uomini della Ducati. Le moto bolognesi, vittoriose l’anno scorso con Andrea Dovizioso, mostrano di soffrire moltissimo lo scarso grip del nuovo asfalto, pagando un secondo alle Yamaha, con il test driver Michele Pirro, settimo, dietro anche alla KTM di Pol Espargarò, ma davanti ai due piloti ufficiali Danilo Petrucci e Andrea Dovizioso, rispettivamente ottavo e decimo. Ci sarà tanto da lavorare per rendere più competitive le GP 19 in vista della gara di domenica, e non sarà un compito facile.

Una buona notizia per i team di casa è il nono tempo ottenuto da Aleix Espargarò con l’Aprilia. Subito fuori dai dieci che si qualificano direttamente per la Q2 il vincitore di Silverstone, Alex Rins con la Suzuki e Cal Cratchlow con la Honda Lcr. Diciassettesimo tempo per Jorge Lorenzo che, alla seconda gara dopo il lungo stop per il problema alle vertebre frutto della caduta ad Assen, dimezza il distacco dai migliori, portandosi a 1″3.

LA JUVE RIABBRACCIA SARRI “DURA RESTARE FUORI”

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“Non è semplice rimanere fuori e ringrazio lo staff medico che mi ha coccolato per 20 giorni. Mi hanno fatto capire che era meglio fare un passo indietro per non farlo più lungo dopo. È stato pesante ma l’ho dovuto accettare, nella consapevolezza anche che lo staff stava andando avanti alla grande in allenamento e in partita”. Maurizio Sarri è finalmente pronto. Rimasto fuori nelle prime due giornate di campionato contro Parma e Napoli per i postumi di una polmonite, il tecnico potrà fare domani il suo debutto ufficiale sulla panchina bianconera in occasione della trasferta del “Franchi”. Turnover ridotto all’osso perchè “in questa fase la squadra deve trovare un’identità, un livello di organizzazione forte ed è molto più difficile fare rotazioni. In questa fase cerco di privilegiare la ricerca di identità, di assetto che ci può garantire qualcosa in più. Ma il gruppo sta lavorando bene. Mai nella mia carriera ho visto giocatori nella sosta lavorare così bene”. E il fatto di avere una rosa ampia, bilanciando pro e contro, gli sta bene. “E’ chiaro che avendo una lista di soli 22 giocatori per la Champions deve essere fatta una scelta non semplice e non gratificante per un allenatore ma indispensabile. Sono rimasti fuori due giocatori importantissimi ma questo dimostra anche la forza della nostra rosa. Abbiamo la sfortuna di avere una rosa ampia che comporta certe scelte, ma anche la fortuna di avere una rosa in cui un solo giocatore è indispensabile. Tirando le somme siamo fortunati”. Emre Can non ha preso bene l’esclusione dalla Champions. “Non posso non tenere conto dell’aspetto emozionale – commenta Sarri – Devo dare al giocatore l’opportunità di lasciarlo decantare, ho l’età giusto per capire un certo tipo di reazione”. Al tecnico bianconero continuano a rimproverare certe frasi pronunciate quando era al Napoli. “Non ho mai pensato che le vittorie della Juve fossero dovute alla fortuna ma che la Juve fosse la squadra più forte – ribatte – Si poteva discutere di un episodio o meno ma dovete anche lasciare sfogare un allenatore. La forza di questa società è nell’organizzazione e nella testa, qui si archivia la vittoria in 30 secondi e ci si concentra sulla partita successiva”. A casa Sarri l’arrivo del tecnico sulla panchina della Juve non è stato preso benissimo. E chissà che domani al “Franchi” contro la Fiorentina per chi tiferanno i suoi familiari. “Mia madre non era contentissima – rivela alla vigilia della gara – Mia nonna abitava a piazza Alberti a Firenze, la fede della famiglia era viola a parte me che ero del Napoli. Ma in quello stadio ci ho lasciato uno scudetto e devo sostituire questo ricordo con un altro positivo”. E tornando sul successo prima della sosta contro il Napoli, chiosa: “Dispiace per Kalidou, un ragazzo straordinario. Ma abbiamo vinto per un episodio fortunato una partita che meritavamo di vincere”.

MALAGÒ SOTTO ATTACCO, CIO NE PRENDE LE DIFESE

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La tensione nel mondo dello sport italiano continua ad aumentare. Coni da una parte, Sport e Salute dall’altra, federazioni sportive nel mezzo e in attesa di conoscere i nuovi criteri di ripartizione dei contributi, compito che per la prima volta spetta alla società presieduta da Rocco Sabelli. A infuocare un clima già teso è arrivata un’indiscrezione lanciata da “La Repubblica”, secondo cui il presidente del Coni Giovanni Malagò avrebbe chiesto al Comitato olimpico internazionale di punire l’Italia per le violazioni della Carta Olimpica contenute nella legge delega approvata a inizio agosto dal Parlamento. Indiscrezione peraltro subito smentita dal Cio: “Non è vero che il presidente del Coni Giovanni Malagò abbia chiesto sanzioni per l’Italia”, ha spiegato un portavoce del Comitato olimpico internazionale ribadendo poi la posizione critica su alcuni punti della riforma, “come già spiegato nella lettera inviata al Coni”.

A confermare la versione del Cio anche chi ha visionato le lettere inviate da Malagò, ovvero il membro onorario del Comitato olimpico internazionale Mario Pescante e Ivo Ferriani, il quale ha spiegato all’Agenzia Italpress di essere “rimasto stupito leggendo il titolo dell’articolo in questione”. Ma il fiammifero già acceso dalle tensioni degli ultimi mesi ha comunque preso fuoco, spingendo alcuni presidenti federali e rappresentanti politici del vecchio Governo, fautore della riforma dello sport, ad alzare la voce per attaccare Malagò. Che, dal canto suo, ha confermato quanto spiegato dal Cio: “Se non avessi evidenziato al Comitato olimpico internazionale i punti della legge in contrasto con la Carta Olimpica sarei andato incontro a sanzioni – ha dichiarato il numero uno dello sport italiano – Ci sono nove articoli della Carta che me lo impongono, regole di ingaggio che ogni membro accetta quando viene scelto dal Comitato olimpico internazionale per rappresentare il proprio Paese. Quelle lettere non sono un segreto, ma atti doverosi e scontati. Sono stati coinvolti anche gli altri membri del Cio, Carraro e Ferriani, così come i membri onorari: non capisco questo clamore, bastava rivolgersi al Comitato olimpico internazionale per verificare la situazione”.

Il Cio ha chiarito la propria posizione, la stessa del presidente del Coni, ma dopo l’attacco subìto Malagò ha voluto a sua volta precisare questioni importanti per il futuro dello sport italiano. “Alcuni punti della legge di riforma vanno scritti in modo diverso, modificati, come ha suggerito il Cio nella sua lettera – ha ribadito – Per la Carta Olimpica, per esempio, i Comitati non devono occuparsi soltanto della preparazione di alto livello, ma anche dello sport per tutti. E poi c’è un discorso relativo alla rappresentanza sul territorio, perché non è possibile circoscrivere l’attività dei rappresentanti eletti. Io sto difendendo l’autonomia del Coni, sono obbligato a farlo perché facciamo parte di un ordinamento extra-nazionale”. Alle modifiche, necessarie per evitare sanzioni e peraltro promesse anche dall’ex sottosegretario Giancarlo Giorgetti, dovrà ora pensare il nuovo ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. “Ci incontreremo la prossima settimana – ha annunciato Malagò – Dal nuovo Governo mi aspetto buon senso, equilibrio e rispetto nei confronti del Coni: noi siamo sereni e ottimisti”.

Per nulla sereno, invece, è il rapporto tra il Comitato olimpico nazionale e la Sport e Salute. La scorsa settimana Malagò aveva denunciato la “mancanza di rispetto” da parte della nuova società nei confronti del Coni. Oggi, invece, il presidente del Coni ha messo in evidenza un comportamento “non corretto e non rispettoso delle norme” in merito alla riunione andata in scena ieri, a Palazzo H, tra il presidente Rocco Sabelli e alcune federazioni sportive per parlare, tra le altre cose, anche dei contributi: “La legge prevede che, per il finanziamento alle federazioni, la Sport e Salute sia obbligata a sentire il Coni – ha rimarcato Malagò – Carlo Mornati (rappresentante del Comitato individuato dalla Giunta per far parte del cda della nuova società, ndr) non è mai stato convocato finora e neppure ieri, mentre sarebbe dovuto essere chiamato per primo. Peraltro si sono presentati soltanto otto presidenti: non mi sembra una cosa seria e fatta bene. Ed è chiaro che, da parte della Sport e Salute, c’è una forma di strumentalizzazione nel tentativo di individuare un soggetto di interlocuzione diverso rispetto alla Giunta e al Consiglio del Coni, organi legittimamente eletti”.

Ma non è tutto perché, parlando dell’organizzazione delle Atp Finals di tennis, assegnate a Torino per il 2021 e per i quattro anni successivi, Malagò ha lanciato un avvertimento: “Mi auguro che la Sport e Salute che sta parlando con il presidente della Federtennis Angelo Binaghi per le fideiussioni necessarie per organizzare le Atp Finals non sia la stessa che si sta occupando dei contributi pubblici alle federazioni sportive – ha osservato il presidente del Coni – Perché, se così fosse, sarebbe il primo grave conflitto di interesse”.

POLE VINALES, MARQUEZ E DOVIZIOSO IN SECONDA FILA

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Maverick Vinales conquista la pole position nel Gran Premio di San Marino, 13esima prova stagionale del Mondiale MotoGp in programma domani sul circuito di Misano Adriatico. Lo spagnolo della Yamaha ferma il cronometro a 1’32″265, beffando per 295 millesimi Pol Espargaro’. A completare la prima fila Fabio Quartararo con la Petronas Yamaha SRT, quarto il compagno di squadra Franco Morbidelli, a 0″445 dalla pole, che si mette alle spalle Marc Marquez e Andrea Dovizioso. Solo settimo Valentino Rossi, a oltre 8 decimi dal compagno di squadra. Scaramucce sul finale di qualifica fra il Dottore e Marquez: lo spagnolo stava provando ad attaccare la pole di Vinales quando, dopo essere andato largo, ha finito con l’incrociarsi con Rossi sfiorando lo scontro. Tornando alle qualifiche, le Ducati piazzano Michele Pirro in dodicesima posizione mentre si ferma al Q1 Danilo Petrucci, cosi’ come Jorge Lorenzo sulla Honda: entrambi partiranno dalla sesta fila.