ROMA (ITALPRESS) – Subito la sfida in casa dei vice campioni del mondo della Francia, poi un’altra gara in trasferta con Israele. Dopo il sorteggio effettuato ieri a Parigi, questa mattina la UEFA ha reso noto il calendario della fase a gironi della Nations League 2024/25: inseriti nel Gruppo 2 della Lega A, gli azzurri inizieranno il loro cammino nel torneo venerdì 6 settembre in Francia per poi vedersela lunedì 9 settembre con Israele. A ottobre altri due match in Italia (il 10 con il Belgio, il 14 con Israele), mentre il 17 novembre gli Azzurri chiuderanno il girone ospitando la Francia, tre giorni dopo aver fatto visita al Belgio. Un girone di ferro quello dell’Italia, finalista nelle ultime edizioni di Nations League – entrambe chiuse al terzo posto – e consapevole che raggiungere nuovamente l’ultimo atto della competizione potrebbe favorirla anche in vista del Mondiale del 2026, visto che le finaliste avranno a disposizione un pass per i play off. Prima, però, gli azzurri saranno chiamati quest’estate in Germania a difendere il titolo di campioni d’Europa. Finalista dell’ultimo Mondiale, al secondo posto nel ranking Fifa, la Francia si presentava al sorteggio addirittura in terza fascia al pari della Germania. Dalla finale del Mondiale 2006, vinta ai rigori dalla Nazionale di Marcello Lippi, alla finale di EURO 2000, con il successo dei francesi grazie al golden gol di David Trezeguet, le sfide tra Italia e Francia hanno fatto la storia del calcio mondiale. Quaranta i precedenti, con un bilancio di 19 vittorie per gli Azzurri, 10 pareggi e 11 sconfitte. Diversi, anche nel recente passato, i confronti con il Belgio, con l’Italia reduce da tre vittorie consecutive agli Europei del 2016 e del 2021 e nella ‘finalinà della Nations League 2020/2021. In totale sono 16 le vittorie per l’Italia, 4 i pareggi e altrettante le sconfitte. Dalla quarta fascia l’Italia ha invece pescato Israele, impegnato a marzo nei play off di EURO 2024 e fresco di promozione dalla Lega B. Cinque i precedenti tra le due nazionali, con gli Azzurri finora imbattuti (4 vittorie e un pareggio). Rispetto alla passata edizione, che prevedeva l’accesso diretto della prima classificata alla Final Four, a passare il turno saranno le prime due del girone, che a marzo 2025 giocheranno i quarti di finale (andata e ritorno). Le vincenti dei quarti otterranno quindi il pass per le Finals, in programma nel giugno 2025 in casa di una delle quattro finaliste. La quarta classificata del girone retrocederà nella Lega B, mentre – altra novità – la terza giocherà uno spareggio per non retrocedere con una delle seconde classificate della Lega. Queste le gare dell’Italia nella Uefa Nations League 2024/25
6 settembre 2024: Francia-Italia (ore 20.45)
9 settembre 2024: Israele-Italia (ore 20.45)
10 ottobre 2024: Italia-Belgio (ore 20.45)
14 ottobre 2024: Italia-Israele (ore 20.45)
14 novembre 2024: Belgio-Italia (ore 20.45)
17 novembre 2024: Italia-Francia (ore 20.45)
– foto Ipa Agency –
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Nations League, per l’Italia esordio il 6 settebre in Francia
Cito “Inclusione e modernità, il taekwondo è per tutti”
ROMA (ITALPRESS) – “La Fita ha avviato una politica di ‘integrazionè di varie realtà che per vari motivi storici non ne facevano parte”. Il taekwondo italiano, impegnato nella sfida dell’inclusione, sta attraversando una fase di trasformazione sotto la guida del presidente della Fita, Angelo Cito, nella cui ‘visionè di uno sport sempre più all’avanguardia restano imprescindibili l’integrazione, la gestione delle differenze e l’apertura a nuove opportunità. “Chi vince deve condividere il proprio successo anche con chi non ha contribuito direttamente, in quanto potrebbero farlo nelle occasioni future”, ha sottolineato il numero uno della Fita, mettendo l’accento sulla sua visione di una federazione aperta a tutti gli appassionati di sport da combattimento compatibili con il taekwondo e che desiderano anche praticarlo. La Fita, assicura ancora Cito, si pone come un centro nevralgico per i fans di uno sport olimpico che ha subito regalato medaglie pesanti al movimento azzurro: “La mia idea di federazione è da sempre quella di un’organizzazione aperta, in grado di rappresentare il punto di riferimento per tutti gli appassionati di taekwondo, indipendentemente dalla provenienza”. Sulla questione di ampliare le proposte e accogliere chiunque abbia il desiderio di far parte della Fita, “crediamo molto nella formazione dei tecnici e cerchiamo sempre di fornire i migliori strumenti per rendere accessibile a tutti il taekwondo olimpico”. Detto che “favorire l’accesso ad un modello di governance efficace come il nostro è un’iniziativa volta a garantire a tutti gli appassionati le stesse opportunità”, Cito prosegue affermando che “abbiamo reso il taekwondo uno sport moderno, supportato da un sistema elettronico e da regolamenti chiari che permettono a chiunque di potersi cimentare e gareggiare”. Il presidente della Fita conclude con una riflessione sul futuro: “Gli organi federali ed il sottoscritto dobbiamo creare le condizioni affinchè maestri, atleti e appassionati di sport da combattimento possano praticare il taekwondo nei suoi vari aspetti e fasi della loro vita”. Di certo, con atleti già qualificati per Parigi 2024, il taekwondo italiano si prepara a un futuro inclusivo e aperto a nuove opportunità.
– Foto Ufficio Stampa Fita –
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18 fiorettiste azzurre a Torino, 8 sciabolatori a Tbilisi
ROMA (ITALPRESS) – Sarà molto azzurro, con ben 18 atlete italiane, il tabellone principale femminile che andrà in scena domenica nel Grand Prix FIE “Trofeo Inalpi” di Torino. Sfruttando il “fattore casa”, che dà diritto al Paese ospitante d’avere un numero superiore di partecipanti alle fasi preliminare, l’Italia del ct Stefano Cerioni ha fatto quasi “en plein” con le fiorettiste impegnate nel venerdì delle qualificazioni. Erano già ammesse alla giornata clou di domenica, per diritto di ranking, le campionesse del Mondo e d’Europa, Alice Volpi e Martina Batini, così come Martina Favaretto e Francesca Palumbo. E’ bastata la fase a gironi per far volare al tabellone principale, già al primo step, la vicecampionessa del mondo Arianna Errigo, come seconda atleta di giornata grazie a sei vittorie in altrettanti assalti e alle spalle soltanto di un’altra azzurra, Aurora Grandis. Ottimo avvio e qualificazione ipotecata al primo scoglio del venerdì anche per Camilla Mancini, l’under 20 Matilde Molinari e Benedetta Pantanetti. Superando i tabelloni preliminari, poi, hanno conquistato il pass per domenica anche Vittoria Ciampalini, Anna Cristino, Erica Cipressa, Olga Rachele Calissi, Marina Sinigalia, Matilde Calvanese, Carlotta Ferrari, Beatrice Monaco e Marta Ricci. Non ce l’hanno fatta, invece, soltanto Elisabetta Bianchin, Elena Tangherlini, Serena Rossini e Giulia Amore. Domani il Grand Prix FIE “Trofeo Inalpi” di fioretto a Torino, che come tutte le prove GP prevede solo le competizioni individuali a punteggio maggiorato, proseguirà con le fasi preliminari della gara maschile. Già qualificati per domenica, in virtù del loro ranking internazionale, Tommaso Marini, Daniele Garozzo, Alessio Foconi e Filippo Macchi. Proveranno a raggiungerli al tabellone principale anche Guillaume Bianchi, Raian Adoul, Giorgio Avola, Mattia De Cristofaro, Alessio Di Tommaso, Damiano Di Veroli, Davide Filippi, Giuseppe Franzoni, Francesco Pio Iandolo, Francesco Ingargiola, Giulio Lombardi, Edoardo Luperi, Tommaso Martini, Lorenzo Nista, Federico Pistorio e Damiano Rosatelli. Domenica il gran finale di entrambe le gare con diretta dalle 17.30 degli assalti decisivi su Rai Sport e Sky Sport Max. Sono invece otto gli atleti azzurri qualificati per il tabellone principale della prova di Coppa del Mondo di sciabola maschile individuale a Tbilisi. Già ammessi, per diritto di ranking, Michele Gallo, Luigi Samele e Luca Curatoli. Grazie ad una perfetta fase a gironi, si è aggiunto ai tre azzurri Giovanni Repetti. Dopo la fase preliminare ad eliminazione diretta, hanno staccato il “pass” anche Lorenzo Ottaviani, Leonardo Dreossi, Mattia Rea e Dario Cavaliere. Out nel match decisivo Pietro Torre, stop nel turno dei 128 per Riccardo Nuccio ed Enrico Berrè. Eliminato dopo la fase a gironi Giorgio Marciano. Domani il tabellone principale con inizio alle ore 8.30 (orario italiano). Domenica si chiude la tre giorni nella capitale georgiana con la prova a squadre che darà punti fondamentali per la qualifica olimpica a Parigi 2024.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Denver batte i Lakers e Minnesota i Bucks, vince Orlando
LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Dopo tre vittorie consecutive, i Lakers cedono in casa a Denver (106-114) nella giornata in cui è stata svelata una statua dedicata a Kobe Bryant. I Nuggets, grazie ad una prova corale, proseguono invece nella loro scia di vittorie (tre di fila) e resistono alle ottime performance di Lebron James (25 punti, 9 rimbalzi e 7 assist) e Anthony Davis (32 punti e 9 rimbalzi) contrapponendo i 29 punti e 11 assist di Jamal Murray e 24 punti, 13 rimbalzi e 9 assist di Nikola Jokic. Denver tiene il passo di Minnesota, vittoriosa in casa di Milwaukee (105-129), con i Bucks alle prese con tante assenze. Anthony Edwards (26 punti e 9 assist) e Rudy Gobert (16 punti e 11 rimbalzi) i trascinatori dei Timberwolves.
Golden State vince a Indiana (109-131): a trascinare i Warriors (quarta vittoria nelle ultime cinque fuori casa) ci pensa Steph Curry: 29 punti solo nel primo tempo e 42 alla fine con 11/16 da tre a referto. Phoenix ha la meglio su Utah (129-115): Kevin Durant (31 punti e 8 rimbalzi) e Bradley Beal (30 punti e 7 assist) i protagonisti dei Suns che permettono di toccare quota 5 vittorie casalinghe consecutive. Ai Jazz non bastano i 22 punti di Lauri Markkanen e la doppia doppia da 21 punti e 14 rimbalzi di John Collins.
Orlando supera nettamente San Antonio (127-111) grazie all’apporto di Franz Wagner da 34 punti (13/17 dal campo, 7 rimbalzi e 7 assist) e trova anche 17 punti da Jalen Suggs e 16 da Paolo Banchero. Cleveland vince in casa Brooklyn (95-118) portando a casa l’ottavo successo consecutivo e il 16esimo nelle ultime 17, Dallas fa altrettanto in casa dei Knicks (108-122) con 39 punti di Doncic, infine Chicago Bulls passa in casa Memphis (110-118). Detroit (con Gallinari che dovrebbe liberarsi nelle prossime ore diventando free agent) ottiene il secondo successo consecutivo vincendo in casa Portland dopo un supplementare.
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Coni, firmato protocollo con le Procure di Palermo e Messina
PALERMO (ITALPRESS) – Nuove tutele a favore dei tesserati vittima di violenza. Si estende, infatti, la collaborazione tra la giustizia ordinaria e quella sportiva a protezione dei soggetti vulnerabili vittime di reato. Dopo l’intesa firmata lo scorso anno con la Procura della Repubblica di Milano, apripista di altre intese firmate con altre realtà giudiziarie, il Presidente del Coni, Giovanni Malagò e il Procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, hanno sottoscritto a Palermo due nuovi protocolli, rispettivamente con il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, Maurizio de Lucia e il Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Messina, Vito Di Giorgio. Gli accordi sono volti a coordinare le attività proprie dei soggetti firmatari, quando si renda necessaria la collaborazione per la trattazione di vicende legate a reati di violenza sessuale e/o abusi sessuali contro la persona commessi da tesserati di una Federazione Sportiva Nazionale o Disciplina Sportiva Associata sia nell’ambito sportivo sia extra sportivo o, comunque, qualora non più tesserati, per reati commessi in costanza di tesseramento. (ITALPRESS) – (SEGUE). Tali protocolli – siglati negli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo – nascono dall’esigenza, data la diversa natura del procedimento penale e del procedimento sportivo, di definire procedure standardizzate di condivisione delle informazioni nella cornice normativa, nazionale e internazionale, sulla protezione dei soggetti vulnerabili rimasti vittime di reato. L’obiettivo è quello di regolamentare al meglio e nel rispetto delle competenze proprie di ciascuna Procura le modalità operative di acquisizione di informazioni e di documentazione. La condivisione di informazioni e la tempestiva conoscenza da parte della Procura Generale dello Sport dell’esistenza di procedimenti penali, relativi a reati di violenza sessuale e/o abusi sessuali a carico di tesserati, assicurano infatti una maggiore tutela della vittima da possibili reiterazioni del reato. “Il sistema sportivo organizzato conta più o meno 14 milioni di italiani, dai giovanissimi con pochi anni di vita fino ai master, passando per tecnici, dirigenti, rappresentanti della filiera delle associazioni sportive dilettantistiche. È una grandissima famiglia, di gran lunga la più numerosa in Italia. Ci sono un milione di volontari che sono la nostra forza. Ogni tanto ci capita di leggere notizie di qualche episodio che non ci ha fatto onore. A volte, però, si trattava di allenatori, tecnici e dirigenti che si frecciavano di un titolo che non era quello, erano non tesserati o semplici soggetti privati che facevano attività sportiva. Fermo restando il diritto di difesa, è chiaro che noi, con il sistema della giustizia sportiva qui rappresentato ai massimi vertici dal Procuratore Generale dello Sport, Taucer, un valore aggiunto del nostro mondo, dobbiamo fare il possibile per prevenire. Noi non abbiamo capacità ispettive, siamo a mani nude, partiamo se ne abbiamo notizia. Questo protocollo, il più evoluto e completo, fa capire che da parte nostra non facciamo sconti a nessuno e siamo molto orgogliosi che due procure prestigiose come quelle di Palermo e Messina siano alleate in questa nostra azione” ha detto Malagò. (ITALPRESS) – (SEGUE). “Siamo onorati per la presenza del Presidente Malagò e del Procuratore Taucer a Palermo. Per noi è un segnale di attenzione importante, a prescindere dai contenuti del protocollo che firmiamo. È un altro segnale importante per la città di Palermo che ha fame e bisogno di sport. Per combattere la mafia, uno dei mali atavici della città, ci sono gli strumenti del diritto ma ci sono anche gli strumenti dell’economa e della cultura, e lo sport per noi è cultura. Ogni campetto di calcio che apriamo vuol dire togliere dei ragazzini dalla strada, il luogo dove vengono reclutati dall’organizzazione mafiosa. Lo sport è uno strumento della lotta alla mafia. In questo momento si incontrano due ordinamenti, uno con 14 milioni di partecipanti, e l’altro è quello della Repubblica, che scambiano una serie di informazioni, nello spirito della protezione dei deboli e dei fragili. Con questo strumento che apre un ponte tra la magistratura ordinaria e quella sportiva, il mondo dello sport potenzia il suo livello di garanzia verso quei genitori che lasciano i propri figli in piscina o in palestra. Questi canali istituzionalizzati con la procura sportiva ci consentono anche di evitare interpretazioni distorte di notizie che arrivano prima sui media e poi sui nostri tavoli e che fanno dei danni a tutti. Invece di fare processi, costruiamo pilastri della legalità” le parole del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, Maurizio de Lucia. (ITALPRESS) – (SEGUE). “La Procura di Messina ha voluto fortemente questo protocollo, perché abbiamo sempre creduto nei protocolli che, se fatti bene, aiutano a rendere più semplice determinati ambiti di attività giudiziaria. Chi si occupa di Codice Rosso sa che una delle caratteristiche fondamentali è la tempestività di denuncia, di intervento, di accertamento e la tempestività di una pronuncia sulla vicenda. Sono convinto che questo protocollo agevolerà questa tempestività di comunicazione e, quindi, di intervento per le vicende che riguarderanno appartenenti al CONI. Sono molto contento di questa sottoscrizione e ringrazio il Presidente Malagò e il Procuratore Taucer della possibilità che ci è stata concessa” ha detto il Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Messina, Vito Di Giorgio. In occasione della visita a Palermo, il Presidente del Coni Malagò, con il Presidente del Coni Sicilia, Sergio D’Antoni, ha incontrato il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, per pianificare l’organizzazione del Trofeo Coni Estivo, la manifestazione sportiva del Comitato Olimpico Nazionale Italiano dedicata agli atleti under 14.
-foto xd6/Italpress –
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Protocollo d’intesa tra Sport e Salute e Carabinieri
ROMA (ITALPRESS) – Sport e Salute e l’Arma dei Carabinieri hanno sottoscritto oggi un protocollo d’intesa, della durata triennale, che avvia un rapporto di reciproca collaborazione finalizzato alla realizzazione di iniziative di inclusione sociale mediante la promozione della pratica sportiva, la diffusione della cultura del benessere e della legalità. L’accordo è incentrato sull’organizzazione di giornate dedicate allo sport associato al concetto di legalità, coinvolgendo la rete associativa di base già attiva nei progetti del Piano Sociale “Sport di tutti”, “Scuola Attiva” e “Illumina Caivano” di Sport e Salute, prevedendo inoltre la programmazione di conferenze, convegni e seminari su attuali e prioritarie tematiche di interesse comune.
La promozione dei valori sportivi, tra cui quello della legalità, oltre a quelli della salute e dei corretti stili di vita, saranno i principali focus delle varie iniziative per le quali l’Arma metterà a disposizione competenze, professionalità e i propri spazi sportivi dove Sport e Salute organizzerà eventi rivolti a bambini, ragazzi e giovani e alle persone in condizione di disagio valorizzandole attraverso le proprie competenze nel settore dell’impiantistica sportiva. Saranno utilizzati anche i maneggi gestiti dall’Arma per lo svolgimento di attività terapeutiche in favore delle categorie fragili della popolazione.
La stipula del protocollo d’intesa, sottoscritto dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Teo Luzi e dal Presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, trova la sua origine dal riconoscimento della pratica sportiva intesa come fattore indispensabile per la crescita e lo sviluppo in ogni persona tale da favorire il rispetto delle regole e soprattutto del prossimo.
– foto ufficio stampa Sport e Salute –
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Ceferin punge Superlega, poi annuncia “Nel 2027 non mi ricandido”
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Un attacco frontale alla Superlega, prima di un coup de theatre che nessuno si aspettava. Aleksander Ceferin si prende la scena nel Congresso Uefa di Parigi, dove incassa la fiducia delle Federazioni sul tanto discusso emendamento che gli avrebbe consentito un ulteriore mandato salvo poi annunciare che nel 2027 si farà da parte. Nel giorno in cui i ministri dello Sport dell’Unione si esprimono a favore del modello europeo e contro la Superlega, preceduto sul palco dal numero uno della Fifa Gianni Infantino che pone l’accento sulla necessità di fare di più contro il razzismo, Ceferin apre i lavori con un discorso forte, con un preciso destinatario, ovvero coloro che “stanno cercando di calpestare 70 anni di storia e cambiare la storia del calcio”. “Si fingono i salvatori quando invece stanno scavando la fossa, fanno le vittime quando sono dei predatori, parlano di mercato libero e non conoscono la libertà di espressione, confondono il monopolio con l’unità, che è l’unica cosa che può salvarci. La Superlega non è la nostra visione dell’Europa e la visione che vogliamo trasmettere ai nostri figli”. “Sembra che ci sia una sola legge valida nell’Unione Europea, quella del mercato, che tutto sia in vendita – tuona Ceferin – I club sono liberi di partecipare alle competizioni che vogliono, anche a quella che i tifosi inglesi chiamano ‘Zombie Leaguè. Dietro c’è solo il desiderio di avere più soldi, più potere, più prestigio, vogliono sempre di più. La Superlega è come la mela avvelenata di Biancaneve ma non si possono comprare i sogni, il merito sportivo, la storia. I tifosi non sono stupidi”. E sfoggia con orgoglio la riforma delle competizioni europee che scatterà dalla prossima stagione, con la nuova Super Champions che forse farà storcere il naso a qualcuno all’inizio ma “i cambiamenti sono necessari e ne beneficeranno tutti, i ricavi saranno redistribuiti in maniera più equa”. Si procede poi alle votazioni, Al Khelaifi e Gil Marin vengono eletti nell’Esecutivo come rappresentanti dell’Eca e Pedro Proenca per le Leghe europee, ma soprattutto vengono approvati gli emendamenti proposti agli Statuti Uefa, fra cui una disposizione per avere almeno due donne all’interno dell’Esecutivo e la tanto discussa norma sui mandati, quella che ha portato Boban a dimettersi e che permetterebbe a Ceferin di prolungare il suo regno fino al 2031. E invece, nella conferenza stampa post-Congresso, il 56enne dirigente sloveno – in carica dal 2016 e confermato per un nuovo quadriennio un anno fa – prende tutti i contropiede. “Ho deciso sei mesi fa che non mi candiderò più – fa sapere Ceferin, che dunque si farà da parte a fine mandato, nel 2027 – La ragione è che dopo un pò di tempo ogni organizzazione ha bisogno di aria nuova, ma soprattutto perchè sono ormai lontano dalla mia famiglia da sei anni e dovrò rimanerci per altri tre. Ho informato prima di tutto la mia famiglia, poi gli amici più stretti e i colleghi, non l’ho detto pubblicamente perchè non volevo influenzare il Congresso ma soprattutto perchè volevo vedere il vero volto di alcune persone. E l’ho visto”. E si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa: “Devo dire che francamente è stato divertente osservare tutta questa isteria”, afferma Ceferin, che poi va all’attacco – senza mai citarlo – di Boban e del suo “patetico grido d’allarme sulla moralità. Era una delle poche persone a sapere che non mi sarei ricandidato e quando ha saputo che lo avrei rivelato solo dopo il Congresso, ha perso le staffe scrivendo quella sua lettera narcisistica. Io posso continuare a guardarmi allo specchio. Ho avuto una vita meravigliosa nel calcio, ma ne ho un’altra altrettanto meravigliosa anche fuori”.
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Casini “Serie A finanzia il sistema, ne va riconosciuto ruolo”
ROMA (ITALPRESS) – “Serie A staccata dalla Figc? Non è un tema nuovo, si è già discusso di questa possibilità. Durante l’assemblea i club hanno iniziato a discutere del documento di riforma. Nell’ambito della discussione si è detto se era il caso di avviare un discorso che possa portare a un modello Premier che significa disegnare i rapporti con il mondo federale in un nuovo modo. Le riforme costituzionali sono importanti e se si coglie che qualcosa non funziona è bene un cambiamento”. Così Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A, parla della possibilità di creare un modello Premier, a “Giù la maschera” su Rai Radio 1. Commentando poi le parole del presidente Gabriele Gravina, che aveva sottolineato come mancassero i presupposti per una scelta del genere, Casini risponde che, come Lega, “siamo rimasti sconcertati. La risposta sembra non dare considerazione alla componente più importante. La Serie A finanzia tutto il sistema, è impensabile che la governance federale non riconosca il suo ruolo”. Sul tema del Decreto Crescita, poi, “c’è molta disinformazione. Non dai media ma da chi ha individuato questo tema come un fantoccio facile da aggredire per risolvere problemi che nulla hanno a che vedere con la norma, che era l’unico vero vantaggio fiscale riconosciuto e che consentiva alle squadre di offrire degli stipendi più competitivi”. “Un anno fa circa, con il governo Draghi, si sono introdotti dei limiti per tutelare i vivai, così come introducendo la soglia del milione di euro – ha ricordato Casini – Dopo neanche un anno si toglie una norma che ha portato giocatori di qualità. Ci hanno sorpreso anche le dichiarazioni della Federazione che lo ha definito uno strumento non adatto”. Per quanto riguarda invece il format della serie A, “che ci sia bisogno di riforme sicuramente. Le grandi squadre, giocando tanto, vorrebbero ridurre il numero di partite e vedono la riduzione delle squadre come presupposto. Come Serie A vogliamo rimanere a 20, semmai bisognerebbe ragionare su format diversi. Ci sono piazze, come Palermo e Bari ad esempio, che sarebbe bene riuscire a coinvolgere visto che il Sud, in questo momento, è sotto rappresentato”.Poi, ragionando su un campionato in stile Nba senza retrocessioni, Casini ammette come “non vedo questo rischio, L’Italia è il paese dei campanili, del sogno di squadre che dalla Serie C arrivano in A. Che si possa però guardare agli Stati Uniti e avere strumenti e soluzioni moderne non è però da escludere”. Infine, sugli stadi: “Le infrastrutture sono il dramma del calcio italiano. Come Lega abbiamo chiesto che il comune e l’amministrazione comunale non rappresentino più il livello di governo per risolvere questo problema. Per noi sono opere strategiche di interesse nazionale che dovrebbero avere percorso burocratico accelerato. Non è un problema di risorse perchè i club le hanno. L’esempio è quello della Fiorentina che ha realizzato un centro sportivo come il Viola Park di livello mondiale. E lo ha fatto in 30 mesi a conferma che le infrastrutture private si possono realizzare. Bisogna avere dei modelli più semplici e come Lega abbiamo attivato un laboratorio infrastrutture dove siamo al servizio delle squadre facilitando i rapporti tra club e istituzioni”.
– foto Ipa Agency –
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