ROMA (ITALPRESS) – “E’ un grande campione con una personalità forte. I team dovranno gestire questo anno di passaggio che potrebbe creare qualche problema ma per lo show è un qualcosa che ha un valore. Il rapporto con Leclerc? Hamilton ha tutta l’esperienza per essere estremamente competitivo. Leclerc ha dimostrato le sue qualità e se la macchina sarà competitiva potrà cambiare quello che ci hanno abituato a vedere Verstappen e la Red Bull”. Così Marco Tronchetti Provera, vice presidente esecutivo di Pirelli, a “La Politica nel Pallone” su Rai Gr Parlamento, parla dell’arrivo di Hamilton alla Ferrari nel 2025. “Alonso ha dimostrato che l’età non è un tema decisivo sulle performance. Con la macchina giusta può dar filo da torcere anche a giovani campioni. Per lui è una sfida”, prosegue. Infine sulla stagione della Ferrari ammette che il team “ha volontà di ritornare ad essere attrice di questa Formula 1 tornando nel ruolo che storicamente ha avuto, può essere un’opportunità pur con una gestione più complessa nel 2024 ma parliamo sempre di professionisti molto capaci”.
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Tronchetti Provera “Hamilton in Ferrari? Per lui una sfida”
Utah ok con 11 punti di Fontecchio, Denver di Gallinari ko
ROMA (ITALPRESS) – Utah Jazz a segno nella notte italiana della regular-season dell’Nba. La franchigia con sede a Salt Lake City esalta gli oltre 18mila spettatori del Delta Center: sotto anche di 19, i padroni di casa ribaltano nell’ultimo quarto i Milwaukee Bucks chiudendo al suono della sirena sul 123-108. Alla rimonta di Utah partecipa anche Simone Fontecchio: la 28enne ala piccola pescarese contribuisce alla causa con un bottino di 11 punti, impreziosito da 4 rimbalzi e 1 assist, in 25 minuti di impiego. A Milwaukee, invece, non bastano i 33 punti del solito Antetokounmpo e i 27 di Portis (21 di Markkanen tra i Jazz). Niente da fare, invece, per i Detroit Pistons, che sul parquet amico incassano un 111-99 confezionato da Orlando Magic, trascinato dai 38 punti di Wagner e dai 20 di Banchero. Per il quintetto del Michigan, 18 punti a testa per Cunningham e Ivey e 5 per Danilo Gallinari: l’ala grande di Sant’Angelo Lodigiano, classe 1988, firma anche 2 rimbalzi e 1 assist in 16 minuti complessivi di gioco. Oklahoma City Thunder necessita di due overtime per piegare la resistenza dei Toronto Raptors: lo score recuta 135-127 per i locali, con Giddey miglior realizzatore con 24 punti all’attivo. Boston Celtics a valanga sui Memphis Grizzlies: netto il 131-92 finale in un match dominato dalla precisione di Tatum, capace di siglare 34 punti. Jokic (29 punti) è l’arma in più dei Denver Nuggets, che si impongono in casa sui Portland Blazers per 112-103, i Los Angeles Clippers espugnano per 103-95 il parquet di Miami Heat con 25 punti di Leonard. Phoenix Suns in versione corsara nell’impianto dei Washington Wizards, travolti per 140-112 e mai in grado di arginare la forza propulsiva di Beal (43 punti). Successo esterno anche per Indiana Pacers (115-99 sui Charlotte Hornets), mentre i Minnesota Timberwolves mettono ko Houston Rockets per 111-90.
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Abodi “Corsa contro tempo per pista da bob Milano-Cortina”
ROMA (ITALPRESS) – “Per la pista da bob è una corsa contro il tempo, d’altro canto organizzare un’Olimpiade e una Paralimpiade è sempre estremamente complesso. Siamo arrivati un anno fa trovando dei ritardi che abbiamo cercato e stiamo cercando tutti insieme di recuperare. Penso si faccia il tifo per una soluzione definitiva, questo cantiere che si apre per qualcuno è ancora un segnale negativo, noi dobbiamo cercare di trasformarlo in un riscatto non solo dello sport ma anche del sistema italiano nel suo complesso. Non sarà semplice, ma noi facciamo solo il tifo per l’Italia”. Così ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1 Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, sui tempi per costruire la pista da bob, skeleton e slittino per le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. “A due anni dal via la previsione di spesa è lievitata da 2,8 a 3,6 miliardi di euro? Questo è un dato che va chiarito – prosegue Abodi – Ci sono due macrovoci: 1,6 miliardi per l’organizzazione dei Giochi, nelle disponibilità della Fondazione Milano-Cortina, di cui circa un terzo direttamente dal Comitato Olimpico internazionale, attraverso la commercializzazione dei ritti internazionali. Stiamo cercando l’obiettivo del pareggio del bilancio”. “Il numero – aggiunge – non è mai cambiato, anzi l’amministratore delegato Andrea Varnier sta cercando di rifinirlo al ribasso, senza pregiudicare la qualità dell’organizzazione. E poi ci sono i 3,6 miliardi per le opere pubbliche, per le quali più del 90% è dedicato a infrastrutture di collegamento su gomma e su ferro che torneranno utili a tutto il territorio olimpico, il più ampio di sempre nella storia olimpica. Confondere questi due numeri genera nei confronti dell’opinione pubblica qualche ragionevole dubbio, ma non è così. Quei due dati sono costanti”. Il ministro dell’economia, Giorgetti, si è detto quasi pentito di aver promosso i Giochi: “Forse è stata una battuta, anzi ha detto che si trattava di una battuta e la considero tale. Conosco la decisione con cui anche adesso sta supportando tutte le iniziative che riguardano i Giochi, dall’organizzazione alle opere pubbliche. Ci vuole un pò di sano pragmatismo. Non facciamo il tifo contro noi stessi. Poi il tempo stabilirà se saremo stati in grado di raggiungere tutti gli obiettivi. Certamente sarà l’Olimpiade più bella di sempre. Mi auguro che a questo sentimento si associ anche questa collaborazione e non il disfattismo che qualche volta serpeggia nelle nostre file”. Il ministro per lo Sport e i Giovani si sofferma anche sul tema del razzismo negli stadi: “Ci saranno altre iniziative contro il razzismo, bisogna sempre cercare di precedere la cronaca e non seguirla e quindi subirla. E’ il tempo degli interventi perentori, come è stato fatto a Udine. In poche ore sono stati individuati i responsabili e sono stati allontanati dallo stadio. Vorrei sottolineare la correttezza e la tempestività della società dell’Udinese, tra le più impegnate dal punto di vista della responsabilità sociale. I responsabili non potranno più entrare allo stadio: in parte mitigherà l’amarezza, ma non limiterà il rischio che episodi di razzismo si ripetano ancora. Bisogna essere efficaci, tempestivi, le norme ci sono, se sarà necessario vedremo cosa fare ulteriormente. Ci sono delle proposte – conclude Abodi – le stiamo facendo insieme al ministro dell’interno Piantedosi”.
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Il Derby d’Italia è nerazzurro, l’Inter allunga sulla Juve
MILANO (ITALPRESS) – L’Inter batte 1-0 la Juventus nell’atteso big match di San Siro: decisivo un autogol di Federico Gatti nel primo tempo. La compagine nerazzurra parte subito forte, andando alla conclusione dopo cinque minuti con Mkhitaryan. Dopo 15′ di alta intensità da parte della capolista, la squadra di Massimiliano Allegri sembra prendere le misure, ma al 24′ sono ancora i padroni di casa ad andare vicini al vantaggio con Thuram, sul quale è decisiva la perfetta chiusura di Bremer. Al 32′ anche la formazione ospite ha una grande chance con Vlahovic che riceve un pallone invitante da McKennie ma controlla male e deve accontentarsi di un calcio d’angolo. Qualche minuto più tardi i ragazzi di Simone Inzaghi trovano il vantaggio con uno sfortunato autogol di Federico Gatti che, nel tentativo di anticipare Thuram, infila la palla nella propria porta. Dopo un minuto di recupero le due squadre tornano negli spogliatoi con l’Inter in vantaggio 1-0. Nella ripresa sono sempre i nerazzurri a fare la partita e a rendersi più pericolosi nella metà campo avversaria: al 57′ Calhanoglu colpisce un clamoroso palo con un bel tiro al volo dalla distanza. Successivamente ci provano anche Lauraro Martinez e Thuram, che però vengono fermati dalla retroguardia bianconera. Allegri tenta di scuotere i suoi attraverso dei cambi e al 68′ la Juventus va vicina al pareggio con un tiro di Gatti, che finisce di poco sul fondo. Un minuto più tardi Barella sfrutta un cross di Dimarco e con una potente conclusione impegna Szczesny, che con un grande intervento tiene in partita i bianconeri. Decisivo l’estremo difensore polacco poi anche sul tentativo ravvicinato di Arnautovic. Nel finale c’è spazio per il debutto di Carlos Alcaraz, che però non cambia il risultato per gli ospiti: l’Inter vince 1-0 e piazza un importante “colpo scudetto”. In virtù di questo successo i nerazzurri consolidano il primo posto in classifica, volando a 57 punti, a +4 sulla Juventus, che resta seconda a quota 53 ma con una gara in più giocata rispetto ai nerazzurri.
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Addio a “Er Core de Roma”, si è spento Giacomo Losi
ROMA (ITALPRESS) – La Roma piange Giacomo Losi. Si è spento a 88 anni uno dei giocatori simbolo della storia giallorossa, “Er Core de Roma”. A darne la notizia è il nipote ed ex direttore Rai, Massimo Liofredi, che a nome della famiglia ha ricordato le gesta dello zio, terzo giocatore con più presenze nella prima squadra dopo Francesco Totti e Daniele De Rossi. “Zio Giacomo stasera è andato in cielo – ha ricordato Massimo Liofredi – E’ rimasto attaccato fino all’ultimo alla maglia giallorossa, per cui aveva un amore smisurato e che continuava a seguire in ogni occasione. Per tanti anni è stato il giocatore più rappresentativo della As Roma, battuto in fotofinish dai grandi Francesco Totti e Daniele De Rossi”. Losi lascia la moglie Luciana Renzi e il figlio Roberto e i nipoti.
Nato a Soncino (Cremona) il 10 settembre del 1935, Losi debuttò come calciatore a 14 anni con la squadra locale della Soncinese nel ruolo di mezz’ala. Nel 1951 venne acquistato dalla Cremonese per 500 mila lire. A Cremona disputò due stagioni conquistando la serie C e soprattutto mettendosi in evidenza nel ruolo di terzino, tanto che nel 1953 venne acquistato dalla Roma per 8 milioni di lire. Ha esordito in Serie A a Roma contro l’Inter il 20 marzo 1955. A partire dalla stagione 1955-1956 divenne titolare della squadra e lo restò quasi sempre sino a fine carriera. Giocò nella Roma fino al 1969, collezionando 386 presenze totali, di cui 299 da capitano, senza mai subire alcun provvedimento disciplinare (fu ammonito solamente nell’ultima partita disputata). Nella stagione 1968-1969, con l’arrivo di Helenio Herrera sulla panchina romanista, venne messo in disparte dopo le prime 8 giornate e per questo lasciò la Roma a fine stagione per disputare la sua ultima annata da calciatore nella Tevere Roma, in Serie D. Con la Roma ha vinto due Coppe Italia (nel 1963-1964 e nel 1968-1969), e la Coppa delle Fiere nel 1960-1961. In campionato il miglior piazzamento è stato il secondo posto nel 1954-1955. Il 20 settembre 2012 è stato tra i primi 11 giocatori a essere inserito nella hall of fame ufficiale romanista. Losi ha giocato anche in Nazionale (11 le presenze totali), debuttando il 13 marzo del 1960 nell’amichevole persa 3-1 contro la Spagna a Barcellona. Fu quindi schierato in tutte le partite della squadra azzurra sino ai Mondiali del Cile del 1962, indossando anche la fascia di capitano allo Stadio Heysel di Bruxelles, nella partita Belgio-Italia del 13 maggio 1962, nella quale esordì il diciottenne Gianni Rivera. Come allenatore è stato tecnico in Serie D per la Tevere Roma (1970-1971). Si è poi seduto sulle panchine di Avellino, Turris, Lecce, Salernitana, Alessandria, Bari (con cui ottenne una promozione in Serie B nel 1976-1977), Banco di Roma, Piacenza, Casarano, Nocerina e Juve Stabia. A Roma è stato a lungo responsabile della scuola calcio Nuova Valle Aurelia (nel quartiere di Valle Aurelia) e ha allenato anche la nazionale Attori.
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De Ketelaere trascina l’Atalanta, Lazio battuta 3-1
BERGAMO (ITALPRESS) – L’Atalanta domina lo scontro diretto con la Lazio e rafforza il quarto posto in classifica. Al Gewiss Stadium i nerazzurri vincono 3-1 grazie alla rete di Pasalic e alla doppietta di De Ketelaere (con un gol dagli undici metri); inutile il “colpo” di Immobile dal dischetto a pochi minuti dal termine. Dodicesimo successo in stagione, ora la banda di Gasperini sogna il ritorno in Champions League; nel prossimo turno ci sarà la trasferta a Genova contro il Grifone. La Lazio, ferma in ottava posizione, a pari punti (34) con la Fiorentina, incassa l’ottavo ko in campionato: col Cagliari servirà un’altra svolta per risalire la china.
I padroni di casa hanno alzato i ritmi sin dai primi istanti di gioco, la Lazio invece ha accusato l’inizio dei bergamaschi: la prima occasione è arrivata sul colpo di testa di Kolasinac, al 16′ ci ha pensato invece Pasalic – con una girata da vero attaccante – a superare Provedel. Il gol non ha scosso i biancocelesti, praticamente incapaci di reagire. L’Atalanta, invece, ha sfruttato la fisicità nel duello uomo contro uomo. A due minuti dal termine del primo tempo Guida ha assegnato un calcio di rigore ai nerazzurri per un fallo di mano di Marusic in area di rigore, dal dischetto De Ketelaere ha spiazzato il portiere biancoceleste. Nella ripresa ci si attendeva una reazione da parte degli ospiti, ma l’Atalanta è riuscita a gestire senza forzare il ritmo: al 31′ De Ketelaere, dopo un’azione personale, ha trovato il 3-0 e la doppietta personale sorprendendo Provedel sul primo palo. La terza rete ha demoralizzato i capitolini, nemmeno il calcio di rigore trasformato da Immobile ha riaperto una partita già chiusa. Nei quattro minuti di recupero i nerazzurri hanno amministrato il vantaggio: Gasperini ha concesso la standing ovation a De Ketelaere, in campo anche Mendicino per l’esordio in Serie A.
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Magia di Kvaratskhelia, il Napoli ribalta il Verona 2-1
NAPOLI (ITALPRESS) – Vittoria in rimonta per il Napoli di Walter Mazzarri, che soffrendo batte per 2-1 il Verona. Al momentaneo vantaggio scaligero siglato da Coppola hanno poi risposto l’ex della gara Ngonge, con deviazione decisiva di Dawidowicz, e Kvaratskhelia. Parte bene il Napoli, proprio con un Kvaratskhelia da subito ispirato che prova a infilare Montipò prima con un sinistro potente da dentro l’area, poi con una volée dalla distanza, tentativi entrambi disinnescati dal portiere gialloblù. Azzurri in controllo del gioco ma davanti a un Verona complessivamente ordinato in fase difensiva e pronto a ripartire. La formazione di Mazzarri pressa e prova ad impostare il suo ritmo anche in avvio di ripresa, con gli uomini di Baroni che però vanno vicini al vantaggio sulla punizione di Duda e la deviazione di Coppola che termina vicino al palo di Gollini. Sarà poi lo stesso portiere del Napoli, poco più tardi, a sventare la conclusione potente di Lazovic indirizzata verso l’angolo alla sua destra. La reazione dei partenopei arriva, al 55’, grazie all’imbucata di Lobotka a favorire il cross di Juan Jesus per Simeone, con l’argentino che riesce a deviare verso la porta ma non a battere un ancora reattivo Montipò. L’episodio decisivo arriva al 72’, con l’ennesima punizione velenosa battuta da Suslov e la deviazione stavolta vincente di Coppola che batte Gollini e porta avanti il Verona. Napoli che si riversa dunque in avanti, con Montipò che sventa un doppio tentativo degli azzurri, con le conclusioni di Mazzocchi prima e Lindstrom poi parate dall’estremo difensore scaligero. Ma il pareggio è soltanto rimandato, con il neo entrato Ngonge che sulla bella giocata in dribbling di Lindstrom calcia verso la porta il pallone dell’1-1 a dieci minuti dalla fine con la deviazione decisiva di Dawidowicz. La rimonta dei padroni di casa si completa all’87’, con la ripartenza portata avanti da Mazzocchi e il servizio per Kvaratskhelia, che dal limite dell’area piazza il destro a giro sul quale stavolta Montipò non può intervenire, mandando così ai titoli di coda la sfida del ‘Maradona’.
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Azzurri protagonisti all’Austrian Open di taekwondo
ROMA (ITALPRESS) – Una straordinaria dimostrazione di forza e determinazione per la nazionale italiana di taekwondo nel prestigioso torneo Austrian Open Taekwondo G1, tenutosi all’Olympiahalle di Innsbruck. Un evento di rilievo che ha segnato un traguardo significativo per gli atleti, con Simone Alessio, nella categoria -80 kg, e Vito Dell’Aquila, nella divisione -63 kg, al centro dell’attenzione. Entrambi, già qualificati per i prossimi Giochi di Parigi 2024, hanno conquistato la medaglia d’oro, raggiungendo la vetta del podio e dimostrando la loro supremazia in questo sport. L’Austrian Open 2024 è stato una testimonianza dell’alto livello dei praticanti italiani di taekwondo. I risultati sono la prova del duro lavoro e dell’impegno delle squadre in campo, con prestazioni notevoli in varie categorie. Detto di Alessio e Dell’Aquila, fra i senior sono arrivati anche 4 bronzi (Elisan Bertagnin, -46 kg; Giada Al Halwani, -57 kg; Natalia D’Angelo, -67 kg; Andrea Conti, -54 kg), oltre a quello di Oleksandr Chumachenko (-74 kg), ucraino che si allena al centro di preparazione olimpica grazie al progetto di solidarietà della Fita. Da segnalare anche il bronzo junior di Matteo De Angelis (+78 kg) e gli ori, fra i cadetti, di Elena Fazio (-44 kg), Clio Sottile (-55 kg) e Angelo Pisanu (-37 kg).
– foto ufficio stampa Fita –
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