TORINO (ITALPRESS) – Torino e Salernitana pareggiano 0-0 nel lunch match della ventitreesima giornata di Serie A: nessun gol e poche emozioni all’Olimpico Grande Torino, nonostante gli sforzi compiuti soprattutto dai ragazzi di Juric. Inzaghi può, invece, considerarsi soddisfatto della buona prova difensiva della sua squadra. A Torino si presenta una Salernitana decisamente rivoluzionata dal mercato: sono infatti ben cinque i nuovi acquisti schierati da Inzaghi, tra cui anche l’ex Bayern Boateng. Il canovaccio tattico della partita risulta ben chiaro sin dai primi minuti con il Torino subito all’attacco e la Salernitana arroccata in difesa. La manovra del Toro è, però, sotto ritmo e gli ospiti sono molto bravi a chiudere gli spazi nella propria metà campo. Di fatto, il primo tempo si rivela poco spettacolare e povero di occasioni da gol: da segnalare il forfait di Rodriguez al 43′, sostituito per un problema muscolare. Nella ripresa il Torino cresce nella pressione e nell’intensità, ma continua a faticare nel servire le punte. La prima, vera occasione per il Torino arriva al 58′ quando, su cross di Masina, Ricci svetta sul secondo palo e spedisce la sfera sull’esterno della rete. Entrambi gli allenatori provano a dare una scossa ad una partita sin qui bloccata: Inzaghi inserisce Dia, mentre Juric schiera addirittura tre punte, facendo entrare anche Pellegri. Al 67′ Linetty calcia al volo dal limite dell’area, ma Ochoa è bravo a deviare in angolo. Si rende pericolosa anche la Salernitana su sviluppo del primo corner della sua partita: è, infatti, Dia all’81’ in girata a costringere Milinkovic all’intervento. L’ultima occasione della partita è per il Torino al 92′, quando Pellegri in torsione di testa spedisce la palla di poco a lato. Un pareggio che soddisfa ben poco il Torino che fallisce l’aggancio alla zona europea, distante due punti; dall’altra parte, la Salernitana porta a casa un buon punto, ma rimane comunque ultima, distaccata di cinque lunghezze dall’Empoli.
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Nessun gol e poche emozioni, Torino-Salernitana 0-0
Scherma e turismo, Genova e la Liguria alla Bit di Milano
GENOVA (ITALPRESS) – I grandi eventi della scherma ligure in vetrina alla Borsa Internazionale del Turismo. A Milano, la Federazione Italiana Scherma alza il sipario sulle più importanti competizioni nazionali ed internazionali del biennio 2024-2025: Genova e la Liguria sono due volte protagoniste con i Campionati Italiani Cadetti e Giovani 2024 e gli Europei Assoluti 2025, manifestazioni calendarizzate nell’ambito dei programmi di “Genova 2024 Capitale Europea dello Sport” e “Liguria 2025 Regione Europea dello Sport”. Il focus è anche sul binomio virtuoso scherma-turismo, che esalta il legame tra lo “sport delle armi” e il pubblico. Subito in evidenza, la ricaduta positiva degli eventi schermistici nei territori: economico, turistico e sociale. Il primo appuntamento genovese si terrà da venerdì 24 a domenica 26 maggio. Il padiglione Jean Nouvel di Genova ospiterà i Tricolori Cadetti e Giovani. La rassegna giovanile della Federazione Italiana Scherma sarà caratterizzata dalla partecipazione di 650 atleti, accompagnati dai relativi maestri e istruttori, con un indotto importante per la città di Genova e per la Liguria grazie anche alla presenza di dirigenti e numerose famiglie. Spadisti, sciabolatori e fiorettisti di età compresa tra i 14 e i 20 anni arriveranno da ogni parte d’Italia. I Campionati Italiani saranno l’atto conclusivo di un percorso di selezione regionale e interregionale: in palio 12 titoli nazionali, 6 per la categoria Cadetti (Under 17) e altrettanti per i Giovani (Under 20). I Tricolori costituiranno il banco di prova ufficiale per gli Europei Assoluti in programma a giugno 2025 sempre al Jean Nouvel. Genova sarà il trampolino di lancio verso il nuovo quadriennio olimpico in direzione Los Angeles 2028. Si contenderanno i titoli e le medaglie continentali circa 400-450 atleti appartenenti a 45 nazioni. Non solo agonismo: il Comitato Organizzatore sta già operando in direzione del coinvolgimento del mondo della Scuola, con l’ideazione di concorsi per la scelta della mascotte e la creazione di video promozionali, e sono in fase di studio anche pacchetti turistici per abbinare alla manifestazione sportiva anche la visita delle eccellenze culturali e gastronomiche della città. La scherma ligure è pronta ad affrontare le sfide importanti di questo biennio. Tutto inizia nel dicembre 2021 con il riconoscimento per Genova, di City Partner della Federscherma, la presentazione ufficiale della candidatura europea e l’assegnazione avvenuta nel giugno 2022 durante il congresso della Confederazione Europea di Antalya (Turchia). Affiatamento, passione e forza di volontà: sono le qualità del Comitato Organizzatore, presieduto dall’imprenditore Giuseppe Costa e composto dai rappresentanti delle società schermistiche locali. “Il mondo della scherma, da sempre fiore all’occhiello del nostro movimento sportivo ai Giochi Olimpici e non solo, sarà uno straordinario alleato di Genova e della Liguria per i prossimi due anni – afferma Simona Ferro, assessore regionale allo Sport – Il cronoprogramma delle iniziative di Federscherma sul nostro territorio si sposa alla perfezione con quella continuità che le amministrazioni del territorio sono riuscite a garantire con “Genova 2024 Capitale Europea dello Sport” e “Liguria 2025 Regione Europea dello Sport”. I Tricolori e gli Europei porteranno in terra ligure più di 1.000 atleti: sono eventi di assoluta rilevanza che vanno al di là del grande valore sportivo, viste le importanti ricadute turistiche che porteranno nella nostra Regione”. “Non c’è cornice migliore che quella offerta dalla BIT per presentare questi due appuntamenti che vedranno la nostra città al centro della scena schermistica italiana ed internazionale. I Campionati Italiani Cadetti e Giovani, che si inseriscono nel palinsesto di Genova 2024 Capitale Europea dello Sport e che vedranno scendere in pedana le giovani promesse tricolori, saranno un gustoso antipasto degli Europei Assoluti dell’anno successivo – dichiara l’assessore allo Sport, agli Impianti sportivi e al Turismo Alessandra Bianchi – Genova è pronta ad accogliere atleti, allenatori, dirigenti ma anche familiari ed appassionati che potranno scoprire la città e tutto ciò che ha da offrire anche grazie all’instancabile lavoro del Comitato Organizzatore che con grande competenza, professionalità e passione ha curato ogni singolo dettaglio inerente queste due importanti manifestazioni”. L’assessore Bianchi ha poi consegnato alla Federazione Italiana Scherma la bandiera di “Genova 2024 Capitale Europea dello Sport”. Il Presidente federale Paolo Azzi, da La Nucia – in Spagna – dove è al seguito della spedizione azzurrina ai Campionati del Mediterraneo Under 15 e Under 17, ha sottolineato: ” Genova è simbolo di tradizione e certezza per la scherma italiana, una straordinaria vetrina per il nostro Paese e il nostro movimento a livello internazionale. I Campionati Italiani Cadetti e Giovani del prossimo maggio saranno un test event importante in vista di un grande Europeo, in cui sono certo che confermeremo a livello continentale la vocazione organizzativa che da sempre fa dell’Italia una delle mete più apprezzate”. Per la FIS, in sala, il Consigliere federale Alberto Ancarani: “La sfida di Genova parte da lontano e rappresenta per noi una garanzia di esperienza, efficienza e splendida ospitalità, di cui potranno godere prima i nostri Under 17 e Under 20, con le loro famiglie, per i Tricolori giovanili 2024, e poi tutta la scherma continentale nell’Europeo del 2025. Riporteremo questa kermesse internazionale così prestigiosa in Italia dopo 13 anni e siamo convinti che sarà un giusto mix tra l’altissimo livello sportivo e l’abbraccio del territorio a tutta la comunità schermistica d’Europa. Le sinergie in atto, il coinvolgimento di così tante componenti, operative ed entusiaste, faranno di questo Europeo un evento di cui essere orgogliosi”. “Gli Europei di Scherma racchiudono numerose opportunità – afferma Beppe Costa, presidente del Comitato Organizzatore – Da un lato, sarà un’occasione unica per far conoscere questa disciplina, in bella mostra già a partire dai Tricolori giovanili, a un crescente numero di genovesi e liguri e dall’altro verrà promossa l’immagine di Genova e della Liguria agli occhi delle delegazioni internazionali e dei tanti appassionati che in tutto il continente seguiranno questa importante competizione in televisione e nelle dirette streaming. Atleti, tecnici, dirigenti e le loro famiglie potranno entrare a contatto con le attrazioni culturali, turistiche e gastronomiche della nostra città. Oltre che con la FIS, la Confederazione Europea e le istituzioni locali, il nostro Comitato Organizzatore interagirà anche con le scuole secondarie di secondo grado attraverso l’ideazione di speciali concorsi per la mascotte e video promozionali”. “E’ dal 2021 che un gruppo di appassionati dirigenti liguri sta operando per coronare il sogno di organizzare gli Europei Assoluti – spiega il presidente del Comitato Regionale Federscherma Giovanni Falcini – I l primo passo è stato quello della costituzione di un Comitato Promotore, presieduto da Alessandro Garrone, che ha raggiunto l’obiettivo dell’assegnazione dell’evento grazie a un dettagliato dossier di candidatura condiviso dalla Federazione nazionale, di cui Genova è city partner, e apprezzato dalla Confederazione Europea. Successivamente, con la nascita del Comitato Organizzatore guidato da Beppe Costa, abbiamo iniziato quotidianamente a lavorare in team per curare i numerosi aspetti organizzativi di un evento le cui prove generali saranno rappresentate ai Campionati Italiani. La scherma vanta in Liguria una grande tradizione e le società schermistiche, in particolare con i loro dirigenti, maestri e istruttori, stanno dimostrando una grande coesione”.
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De Rossi “Dybala talento, in campo faccia ciò che vuole”
ROMA (ITALPRESS) – “Sanches e Smalling? Renato è un pò più avanti, per l’inglese abbiamo modulato i carichi. Il portoghese ha fatto tutti gli allenamenti con noi, ha completato il recupero anche se dobbiamo stare sempre attenti. Verrà convocato, mentre Smalling rientrerà tra i convocati per l’Inter o al massimo con il Feyenoord. Quello che vedo è che Sanches è un ragazzo a posto dal punto di vista psicologico, non è felice per il suo passato di infortuni ma ha dimostrato subito disponibilità, appena è stato pronto si è messo subito a disposizione”. Così il tecnico della Roma Daniele De Rossi, in vista del posticipo di domani sera contro il Cagliari, parla in conferenza stampa della situazione legata a Renato Sanches e Chris Smalling. Poi, circa i nuovi arrivati, Angelino e Baldanzi, l’ex capitano giallorosso ha sottolineato come questi “possono portare qualità e mi piace”, mentre sulla lista Uefa ha ammesso di aver potuto fare “solo tre cambi, non ho potuto scegliere tutti i giocatori. Ho cercato di dare precedenza a una lista con una doppia scelta per ruolo. Come difensori centrali siamo tanti e hanno pagato Huijsen e Kristensen, anche se li considero importantissimi”. Sul nuovo ruolo cucito attorno all’attaccante argentino Paulo Dybala: “Ci sono giocatori che hanno un talento calcistico tale che un pò di libertà gliela devi dare. L’importante è l’occupazione degli spazi, meno chi lo occupa. Noi qualche indicazione gliela diamo, ma di base fa quello che gli pare perchè è giusto così. Gli altri devono sapere di dover sfruttare delle caratteristiche. A Totti nessuno gli diceva cosa doveva fare e come farlo; se riconosci che hai quel tipo di talenti in squadra, e quel giocatore è Dybala, devi sfruttarli”. Poi, sull’alternanza dei giocatori in vista della sfida di domani sera contro il Cagliari, De Rossi sottolinea come “avere giocatori forti, alternarli e ruotarli è un vantaggio. Dobbiamo fare la formazione per oggi, ma anche per quella dopo. Purtroppo non è piacevole lasciare fuori giocatori; con 11 calciatori forti vinci una partita, ma con una rosa forte ottieni i posizionamenti. Speriamo di scegliere bene”. Il campione del mondo di Germania 2006, infine, spende parole importanti su Claudio Ranieri, allenatore che lo ha guidato nel corso della sua carriera da centrocampista e che ritroverà domani sera all’Olimpico da rivale: “Con lui ho passato forse i due momenti più emozionanti della mia storia qui a Roma: l’anno dello scudetto non vinto per poco e gli ultimi mesi, accompagnandoci a vicenda alla porta salutando la squadra del nostro cuore. Passare questi momenti accanto a lui è stato un bel guadagno, ha un’intelligenza acuta ed esci sempre arricchito da una chiacchierata con lui. Mi farà piacere rivederlo e batterlo: al di là del rispetto che ho per lui come allenatore, ho un affetto vero per l’uomo”.
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Addio allo svedese Hamrin, l’Uccellino di Fiorentina e Milan
FIRENZE (ITALPRESS) – E’ morto nella notte, all’età di 89 anni, lo svedese Kurt Hamrin, ex attaccante e poi allenatore. Nato in Svezia il 19 novembre 1934, Hamrin è sbarcato nel calcio italiano nel 1956-57 vestendo la maglia della Juventus, per poi approdare al Padova; successivamente ha giocato con la Fiorentina per nove anni. In 289 gare con la maglia gigliata ha realizzato 151 reti, restando per molti anni il bomber della storia viola, superato solo da Gabriel Omar Batistuta nel 2000. Hamrin, soprannominato ‘Uccellinò per la sua velocità e agilità (170 cm per 70 Kg), lasciò nel 1967 Firenze, dove vinse due Coppe Italia e una Coppa delle Coppe, per giocare due stagioni nel Milan (scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe) ed altre due successivamente nel Napoli, chiudendo la sua carriera nell’Ifh Stoccolma nel 1972. Per dodici anni ha difeso i colori della sua nazionale, la Svezia, giocando anche la finale del campionato del mondo 1958, persa 5-2 in casa contro il Brasile di Pelè. Fu il capocannoniere della squadra in quel torneo, con quattro reti realizzate contro Ungheria, Unione Sovietica e Germania Ovest. Le prestazioni offerte in quel Mondiale gli consentirono di piazzarsi al quarto posto nella graduatoria del Pallone d’oro 1958. Ha chiuso la sua esperienza nel calcio guidando la Pro Vercelli come allenatore dal novembre 1971 al gennaio 1972, quando fu esonerato per i risultati negativi conseguiti. Quinto figlio di un imbianchino, da adolescente lavorò come apprendista operaio e poi come zincografo per il giornale svedese ‘Dagens Nyheter’. Nel 1953, diciannovenne, conobbe Marianne, di un anno più giovane di lui, con la quale si sposò due anni più tardi e festeggiò nel 2005 le nozze d’oro. La coppia ha avuto cinque figli: Susanna, Carlotta, Piero, Riccardo ed Erika. Cessata l’attività sportiva, Hamrin intraprese quella di commerciante, importando ed esportando tra Svezia e Italia oggetti in ceramica; tuttavia il crescente numero di prodotti di fattura cinese sul mercato lo portò a essere non sufficientemente competitivo e dunque alla chiusura. Fino al 2008 è stato anche talent-scout per conto del Milan in Toscana. Viveva a Coverciano, dove fino a qualche anno fa ha insegnato calcio ai bambini della squadra della Settignanese.
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Due medaglie azzurre nel World Triathlon Winter Cup Harbin
ROMA (ITALPRESS) – Parte con due medaglie, una d’oro e una di bronzo, il team azzurro del Winter Triathlon nella prima gara internazionale dell’anno che ha aperto la strada verso i Mondiali di specialità che si svolgeranno in Italia dal 23 al 25 febbraio a Pragelato. Alessandro Saravalle (Trisports.it), dopo il titolo italiano conquistato a Forni di Sopra e la vittoria nella prima tappa del Suzuki Winter Triathon Circuit di Cogne, vince anche la sua prima medaglia d’oro internazionale di stagione tagliando per primo il traguardo della World Triathlon Winter Cup Harbin, in Cina, davanti al tedesco Sebastian Neef. La seconda medaglia del team azzurro è arrivata con Franco Pesavento (Granbike Triathlon) che ha chiuso la sua prova in terza posizione salendo così sul terzo gradino del podio di coppa mondo di specialità in Cina. Giuseppe Lamastra (Trisports.it) ha chiuso la sua gara in quarta posizione. Dopo la tappa cinese tutte le attenzioni degli appassionati di Winter Triathlon si spostano su Pragelato, dove fino al 9 febbraio sarà possibile iscriversi e partecipare alla rassegna iridata mondiale italiana.
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Il Bologna torna alla vittoria, 4-2 al Sassuolo
BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Bologna vince 4-2 il derby emiliano contro il Sassuolo, la squadra di Motta è tornata a vincere dopo quattro turni senza i tre punti. I rossoblù agganciano l’Atalanta in quarta posizione, in attesa della sfida dei bergamaschi contro la Lazio, notte fonda per i neroverdi alla tredicesima sconfitta in stagione. Motta si è affidato al solito 4-2-3-1 con Zirkzee unica punta supportato da Fabbian, Ferguson e Urbanski: ancora panchina per Orsolini, in mezzo al campo spazio al duo svizzero Freuler-Aebischer. Dionisi ha risposto con un modulo speculare, tante le assenze per il tecnico neroverde a partire da Berardi, fermo a causa di una lesione al menisco. La gara del Dall’Ara non ha deluso le aspettative, il punteggio si è sbloccato al 13′ quando, su un errore in fase di costruzione dal basso da parte dei padroni di casa, Thorstvedt ha trovato la rete del vantaggio. I felsinei si sono aggrappati alla qualità di Zirkzee, l’olandese al 24′ – dopo diverse giocate pericolose, ha pareggiato i conti sugli sviluppi di un corner grazie a una conclusione precisa sul secondo palo (decisiva la deviazione di Vita, il pallone era destinato fuori dallo specchio).
Dieci minuti più tardi gli ospiti sono tornati di nuovo in vantaggio grazie a Volpato, il trequartista scuola Roma ha superato per la seconda volta Skorupski grazie a un piazzato sul secondo palo dal limite dell’area. I rossoblù hanno alzato notevolmente il ritmo nella ripresa, l’ingresso di Saelemaekers e Orsolini ha aumentato il peso offensivo dei padroni di casa: le scelte hanno ripagato Motta al 28′ della ripresa quando Fabbian, pescato da un traversone di Kristiansen, ha superato di testa Consigli. Nei minuti finali il Bologna ha cambiato marcia, al 38′ Ferguson ha firmato il sorpasso con una conclusione precisa dal limite dell’area, tre minuti più tardi Saelemaekers, su un rinvio maldestro di Tressoldi, ha chiuso definitivamente il match.
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Jovic all’81°, il Milan vince 3-2 a Frosinone
FROSINONE (ITALPRESS) – Un Milan fragile in difesa ma concreto in avanti espugna il Benito Stirpe imponendosi per 3-2 sul Frosinone. E’ Jovic a mettere il sigillo in chiusura di una partita ricca di emozioni, che vede i lombardi passare prima in vantaggio e poi andare sotto all’inizio della ripresa prima della rimonta nel finale.
In avvio è la neopromossa a partire meglio, ma al 17′ sono i rossoneri a sbloccare il match. Loftus-Cheek recupera palla e serve Leao, il quale mette una palla al bacio dalla sinistra per la testa di Giroud che incorna nell’angolino superando Turati. I padroni di casa rispondono al 20′ con un gran tiro da fuori di Seck, alzato in corner da Maignan. Due minuti dopo, Soulè tenta un cross dalla destra trovando il tocco di mano di Leao, con l’arbitro che assegna il rigore. Dal dischetto si presenta l’argentino che non sbaglia e firma l’immediato 1-1. Gli uomini di Pioli sfiorano il nuovo vantaggio in pieno recupero, quando Leao crossa al centro e su una velenosa deviazione di Okoli, Turati è costretto a intervenire in tuffo per evitare il gol. Le due squadre vanno al riposo in parità.
Nella ripresa, alla prima occasione buona, i ciociari completano la rimonta siglando il 2-1. Al 20′, Soulè serve in area Mazzitelli che da posizione defilata, con una conclusione tutt’altro che irresistibile, batte Maignan sul primo palo trovando impreparato il portiere francese. Gli ospiti non ci stanno e al 27′ vanno sul 2-2. Adli crossa sul secondo palo e Giroud effettua una sponda perfetta sul secondo palo per Gabbia, che da due passi non può sbagliare di testa. I rossoneri si riversano in attacco e al 36′ firmano il 3-2. Hernandez crossa dalla sinistra e Romagnoli interviene in modo goffo facendo carambolare la palla su Valeri, liberando di fatto il neo entrato Jovic che trova un gol da vero rapinatore d’area regalando di fatto i tre punti ai suoi. Nel finale, il risultato non cambierà più. Il Milan riscatta così il 2-2 casalingo con il Bologna e porta a casa tre punti grazie ai quali rafforza la terza posizione, in classifica salendo a quota 49. Il Frosinone rimane invece al quattordicesimo posto con 23 punti all’attivo.
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Sei Nazioni, Italia-Inghilterra 24-27
ROMA (ITALPRESS) – L’Inghilterra ha battuto 27-24 l’Italia all’Olimpico nel primo incontro del Sei Nazioni 2024. E’ stata una gara combattuta che gli azzurri hanno condotto per tutto il primo tempo chiuso sul 17-14. Alla fine sono 4 punti per l’Inghilterra, uno per l’Italia. La squadra di Borthwick è uscita alla distanza, facendo valere la propria superiorità fisica e chiudendo il match con i calci di Ford. Nel finale, però, l’Italia ha trovato una grande reazione marcando con Ioane la meta che vale il bonus difensivo. “Mi è piaciuto che abbiamo fatto vedere un buon carattere soprattutto nel primo tempo. Un pò meno il fatto che abbiamo avuto problemi per avere il pallone in mano e l’Italia ha bisogno del pallone. Abbiamo evidenziato comunque una buona base su cui lavorare a partire dalla prossima settimana” le parole del ct azzurro Quesada alla fine del match.
Al via è l’Italia a spingere, prima con un calcetto insidioso di Paolo Garbisi che mette in difficoltà Ford, poi con una bella carica di Menoncello a metà campo. Al 5′ Allan punisce l’indisciplina inglese dalla piazzola, poi all’11’ ancora Paolo Garbisi ispira uno splendido buco di Brex apre la strada per Lorenzo Cannone, bravo a fissare l’avversario e servire al momento giusto l’accorrente Alessandro Garbisi che stoppa – quasi calcisticamente – con il piede e vola in mezzo ai pali: 10-0. La squadra di Borthwick risponde accorciando le distanze con Ford dalla piazzola, poi al 20′ trova la meta con una grande imbucata di Freeman che apre la difesa avversaria e serve Daly che marca alla bandierina. Ford non trasforma e l’Italia resta in vantaggio. La squadra di Quesada tiene bene in difesa e alla prima occasione colpisce di nuovo: Paolo Garbisi apre su Brex e riceve il pallone con un loop, allarga su Allan che a sua volta serve Menoncello in corsa: lo stesso Allan segue l’azione, riceve nuovamente l’ovale e segna la seconda meta. L’Inghilterra reagisce e mette alla corde la difesa azzurra, poi Freeman evita il placcaggio di Menoncello ma arriva corto: l’Italia tiene e alla fine Ford si accontenta dei 3 punti per il 17-11. Al 37′ il mediano si ripete per il 17-14, punteggio con cui si chiude il primo tempo.
Nella ripresa l’Inghilterra parte fortissimo, spinge con le cariche di Roots ed Earl e con la devastante velocità di Freeman: la difesa azzurra tiene ancora bene, ma cede all’invenzione di Alex Mitchell che parte dalla base del raggruppamento, evita 2 placcaggi e marca la meta del primo vantaggio inglese. Al 54′ Ford allunga dalla piazzola per il +7. La risposta dell’Italia è affidata alla potenza di Ioane, che si porta dietro 3 avversari e riporta nei 22 gli Azzurri, che guadagnano un calcio di punizione: Allan però manda a lato e si rimane sul 17-24. Dall’altra parte Ford allunga ulteriormente per il 17-27, con l’Inghilterra per la prima volta sopra il break. Il match è aperto, e al 76′ Menoncello manda fuori giri Daly con un cambio di passo, l’inglese lo sgambetta e si prende il cartellino giallo. Gli Azzurri hanno una bella occasione con un grubber di Paolo Garbisi, ben letto da Steward in copertura, poi Ioane salva su Cunningham-South lanciato verso la bandierina. Nel finale l’Inghilterra spinge per conquistare il punto di bonus, costringe più volte l’Italia al fallo e alla fine è Lamaro a pagare per tutti con un giallo. Tornata in parità numerica, la squadra di Borthwick chiama mischia, ma la scelta non paga perché è l’Italia a prendere il sopravvento. Il calcio di punizione guadagnato concede un’ultima occasione agli Azzurri, che la sfruttano con l’imbucata di Monty Ioane: l’ala del Lione brucia sullo scatto Dingwall e segna la meta che vale il bonus difensivo.
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