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Poche emozioni e nessun gol, Empoli-Genoa 0-0

EMPOLI (ITALPRESS) – Pareggio avaro di emozioni tra Empoli e Genoa, con un punto per parte che soddisfa, seppur parzialmente, Davide Nicola e Alberto Gilardino per gli obiettivi rispettivi di salvezza e possibile affaccio sulla zona europea della classifica.
E’ l’Empoli che prova ad impostare subito la partita, con la bella giocata di Cambiaghi sulla sinistra impreziosita dal tunnel su De Winter, ma non da una conclusione efficace con il destro. Segnale lanciato dai toscani e risposta dei liguri, con Sabelli che spedisce in rete un pallone sporco arrivato sugli sviluppi di corner in seguito al quale però il difensore del Genoa viene colto in posizione di fuorigioco.
Si resta sullo 0-0, senza particolari occasioni fino all’avvio della ripresa, con la sponda in area di Cerri a favorire il tiro di Cambiaghi che però si infrange sul palo dopo la deviazione decisiva di Bani. Difese abbastanza ordinate e difficoltà evidente da parte delle due squadre nell’organizzare delle offensive pericolose, con anche diversi falli e cartellini gialli a spezzettare il ritmo della gara. Nel quarto d’ora finale è Spence ad andare vicinissimo al gol del vantaggio, con il suo colpo di testa salvato sulla linea da parte di Luperto a Caprile battuto. Grande occasione per i rossoblù, che si faranno rivedere ancora negli ultimi minuti, con Gudmundsson che al limite dell’area è libero di calciare ma deve arrendersi al riflesso pronto di Caprile, puntuale nello sventare di fatto l’ultima opportunità nitida della partita.
– foto Ipa Agency –
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Ancora un pari per l’Udinese, finisce senza reti col Monza

UDINE (ITALPRESS) – Udinese e Monza non si fanno male e pareggiano 0-0 nell’anticipo della ventitreesima giornata di Serie A. Nonostante una partita giocata su discreti ritmi, nessuna delle due compagini riesce a trovare il guizzo per conquistare i tre punti. Un pari che soddisfa certamente più il Monza, rispetto all’Udinese, più volte vicina all’1-0 nel primo tempo. Per i bianconeri si tratta del tredicesimo pareggio stagionale. Il primo tempo al Bluenergy Stadium si chiude a reti bianche, nonostante l’Udinese sfiori il vantaggio in più di un’occasione. Dall’altra parte, il Monza fatica a calciare in porta per merito della difesa friulana, brava a chiudere tutti gli spazi. Il più in forma nell’Udinese è certamente Thauvin, capace da solo di mettere sempre in crisi i difensori del Monza. Al 18′ proprio il francese, dopo una bella iniziativa personale, serve Payero, che, però, spreca da buona posizione calciando alto col destro. L’occasione più clamorosa della prima frazione è proprio di Thauvin che al 35′ fa partire un potente sinistro dai venti metri: Di Gregorio, però, compie uno straordinario intervento e toglie la palla dall’angolino basso. Nel finale sempre il portiere del Monza devia in angolo la conclusione dal limite di Lucca. Anche ad inizio ripresa è l’Udinese a dare l’impressione di poter sbloccare per prima la partita: sia Walace sia Kristensen provano a sorprendere Di Gregorio affidandosi alle conclusioni dalla distanza. Entrambi gli allenatori cercano di dare una scossa al match, aggiungendo qualità in campo: Cioffi inserisce Samardzic, mentre Palladino si affida a Valentin Carboni e Zerbin. Col passare dei minuti nell’Udinese subentra la stanchezza e il Monza ne approfitta per guadagnare campo. Al 87′ i bianconeri protestano con Prontera per un presunto contatto in area tra Bondo e Thauvin. La prima reale palla gol per il Monza arriva al novantesimo, a testimonianza della giornata negativa dei ragazzi di Palladino: su corner di Ciurria, Lovric salva sulla linea il colpo di testa di Pablo Mari. Finisce 0-0.
– foto Ipa Agency –
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Hamilton “Ferrari la realizzazione del mio sogno d’infanzia”

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – “Sono stati giorni pazzeschi, pieni di tutta una serie di emozioni. Ma come sapete tutti, dopo 11 anni incredibili alla Mercedes, è arrivato per me il momento di iniziare un nuovo capitolo della mia vita e dal 2025 mi unirò alla Ferrari. Mi sento incredibilmente fortunato: dopo aver realizzato cose con la Mercedes che avrei potuto solo sognare da bambino, ho ora la possibilità di realizzare un altro sogno d’infanzia. Guidare in rosso Ferrari”. Lewis Hamilton usa i suoi canali social per parlare per la prima volta dall’ufficialità del suo approdo a Maranello previsto nel 2025. Ma i pensieri del sette volte campione del mondo sono intanto rivolti alla Mercedes, che “è stata una parte importante della mia vita da quando avevo 13 anni, quindi questa decisione è stata la più difficile che abbia mai dovuto prendere. Sono incredibilmente orgoglioso di tutto ciò che abbiamo raggiunto insieme e sono molto grato per il duro lavoro e la dedizione di tutti coloro con cui ho lavorato nel corso degli anni e, naturalmente, di Toto (Wolff, ndr), per la sua amicizia, guida e leadership. Insieme abbiamo vinto titoli, battuto record e siamo diventati il connubio pilota-team di maggior successo nella storia della F1. E ovviamente non posso dimenticare Niki che era un grande sostenitore e che mi manca ancora ogni giorno”, il pensiero per Lauda. Per Hamilton, però, è “il momento giusto per cambiare e accettare una nuova sfida. Ricordo ancora la sensazione di aver fatto un coraggioso salto nel buio quando sono entrato in Mercedes per la prima volta nel 2013. So che alcune persone in quel momento non capirono, ma avevo ragione a fare quel passo ed è la sensazione che provo di nuovo ora – sottolinea il 39enne pilota anglo-caraibico, che prese il posto di Michael Schumacher iniziando poi, dal 2014, uno dei cicli più vincenti di sempre – Sono impaziente di vedere cosa posso apportare in questa nuova opportunità e cosa possiamo fare insieme. Tuttavia, in questo momento, non sto pensando al 2025. Il mio focus è sulla prossima stagione e sul tornare in pista con la Mercedes. Sono più motivato che mai, più in forma e più concentrato che mai e voglio aiutare la Mercedes a vincere ancora una volta. Sono focalizzato al 100% sul lavoro che devo svolgere e determinato a concludere la mia collaborazione con il team in modo positivo. Grazie a tutti voi che avete intrapreso questo viaggio con me, mi avete portato in alto mentre inseguivo i miei sogni e spero di poter continuare a rendervi orgogliosi”, la promessa d’addio di Hamilton.
– foto Ipa Agency –
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World Triathlon Winter Cup, oro Saravalle in Cina

ROMA (ITALPRESS) – Parte con due medaglie, una d’oro e una di bronzo, il team azzurro del winter triathlon nella prima gara internazione dell’anno, che ha aperto la strada verso i Mondiali di specialità che si svolgeranno in Italia dal 23 al 25 febbraio a Pragelato. Alessandro Saravalle (Trisports.it), dopo il titolo italiano conquistato a Forni di Sopra e la vittoria nella prima tappa del Suzuki Winter Triathon Circuit di Cogne, vince anche la sua prima medaglia d’oro internazionale di stagione tagliando per primo il traguardo della World Triathlon Winter Cup Harbin in Cina davanti al tedesco Sebastian Neef. La seconda medaglia del team azzurro è arrivata con Franco Pesavento (Granbike Triathlon) che ha chiuso la sua prova in terza posizione, precedendo Giuseppe Lamastra (Trisports.it), quarto.
Dopo la tappa cinese tutte le attenzioni degli appassionati di winter triathlon si spostano su Pragelato dove fino al 9 febbraio sarà possibile iscriversi e partecipare alla rassegna iridata mondiale italiana.
– foto ufficio stampa FiTri –
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Inzaghi “Juve supersquadra, voglio testa, cuore e corsa”

MILANO (ITALPRESS) – Inter-Juventus non è solo il Derby d’Italia, ma anche la prima in classifica che sfida la seconda. Il campionato è ancora lungo, ma vincere o perdere questa gara può significare tanto per entrambe le squadre. “La partita di domani è importantissima, non decisiva – ha detto in conferenza stampa Simone Inzaghi -. Sarà una gara combattuta. Cercheremo di dare il massimo sapendo che affronteremo una grande squadra che viene da un percorso simile al nostro, un grandissimo percorso”. I nerazzurri avranno chiaramente anche il vantaggio di giocare in un San Siro stracolmo: “Tutte le partite si giocano nel migliore dei modi, abbiamo grandissimo rispetto della Juve – ha sottolineato Inzaghi -. Mi aspetto una gara equilibrata nella quale dovremo usare testa e cuore, cercando di fare una corsa in più per il compagno di squadra. Le pressioni le avranno entrambe le squadre, come è normale che sia. Noi giocando in casa avremo la spinta dei nostri tifosi e cercheremo di renderli felici”. Il peso della partita è quindi anche dal punto di vista psicologico, oltre che fisico: “Sappiamo di avere grandi responsabilità in tutte le partite che facciamo – prosegue Inzaghi -. Il nostro percorso è solo all’inizio. Se ripenso a gennaio abbiamo fatto cinque partite in ventidue giorni, le ultime quattro lontane da San Siro e abbiamo vinto un trofeo a cui tenevamo. Gennaio è stato positivo ma dobbiamo guardare avanti e domani abbiamo una grandissima partita che vogliamo fare nostra”. Nessun problema di formazione per Inzaghi (solo Cuadrado assente), che però ci tiene nuovamente a sottolineare il numero di gare fin qui giocate dai suoi: “Loro sono una grande squadra che ha giocato 24 partite e noi 30. Sono una squadra importante. Giocare una partita a settimana è un vantaggio, inutile negarlo ma anche inutile parlarne. Sappiamo che è così. Chiaramente siamo contenti del nostro percorso in Champions e continuiamo nella nostra strada, sapendo che in questo mese di gennaio abbiamo avuto cinque gare in ventidue giorni e a febbraio ne faremo sei da qui al 28”. Infine, su Allegri: “E’ un allenatore che ha vinto tanto ed è esperto e pratico. Mi piace molto come tecnico. Quest’anno ho visto un’ottima Juve. Sono stati molto bravi a tenere il nostro passo, per farlo ci voleva una supersquasdra e loro lo sono stati”, ha concluso Inzaghi.
– Foto: Ipa Agency –
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Allegri “Inter test importante ma non è uno snodo decisivo”

TORINO (ITALPRESS) – “Il campionato non finisce domani”. Massimiliano Allegri cerca di alleggerire l’atmosfera alla vigilia del derby d’Italia contro l’Inter, in programma al Meazza alle 20.45. Uno scontro diretto in chiave scudetto, classifica alla mano, ma non per il tecnico bianconero. “Domani sera sarà una meravigliosa partita, una serata di sport, in uno stadio esaurito. Sappiamo la forza dell’Inter, noi stiamo molto bene e dobbiamo continuare il percorso. E’ una tappa e poi ce ne saranno altre, dove dobbiamo fare molti punti da qui alla fine per raggiungere il nostro obiettivo che è la Champions. E’ una bella serata da vivere, da giocarci con le nostre arme migliori, contro una squadra che sta facendo cose importanti. Dobbiamo mettere la voglia e la convinzione di fare risultato, poi a fine partita vedremo. E’ una gara bella, difficile, loro sono primi e noi secondi ma domani non finisce il campionato – avverte Allegri – Non è uno snodo decisivo, i giocatori devono entrare in campo sereni e divertirsi, sapendo i nostri limiti ma anche che siamo in una buona condizione. Sentiamo la necessità e la voglia di giocare una bella partita. Per il lavoro fatto quest’anno con questi meravigliosi ragazzi è un premio giocare questa partita da secondi in classifica a un punto dall’Inter. Dobbiamo andare lì per cercare di fare il massimo per portare via un risultato positivo anche se non sarà semplice. Da lunedì, poi, si volterà pagina e si penserà all’Udinese. Non abbiamo niente da perdere? Quando giochiamo, abbiamo sempre da perdere, che sia contro l’Inter o qualsiasi altra squadra”, ha aggiunto. Incalzato sul peso della sfida in termini di corsa per il titolo, Allegri non si smuove. “Abbiamo grande rispetto per l’Inter, è la squadra più forte del campionato ed è la favorita per vincere lo scudetto. Se vince domani discorso scudetto chiuso? Il calcio è pieno di imprevisti, mancano ancora tante partite, bisogna stare coi piedi per terra e sapere che ci sono momenti in cui le cose vanno bene e altri in cui ci sono delle difficoltà. E’ gestire questi ultimi che è la cosa più difficile”. Chiesa, al pari di Rabiot, è recuperato e si gioca una maglia con Yildiz. “La concorrenza fa bene a tutti, soprattutto quando giochi una partita alla settimana e devi dimostrare di essere in buone condizioni fisiche e mentali durante gli allenamenti. Ne trae beneficio tutta la squadra e lo dimostra il fatto che chi entra dalla panchina si fa trovare sempre pronto. La squadra è molto coesa, sono contento di quello che hanno fatto i ragazzi ma quanto fatto finora non conta niente, domani è un test importante ma saranno decisivi i punti che faremo da ora a fine campionato”.
– foto Ipa Agency –
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Banchero affonda Minnesota, vincono OKC, Clippers e Denver

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Minnesota spreca e cade sotto i colpi di Paolo Banchero, Oklahoma City non sbaglia e aggancia i Wolves in testa alla Western Conference ma dietro Clippers e Nuggets non mollano. Si fa sempre più serrata la lotta nelle prime posizioni a Ovest, dove Minnesota cede a Orlando per 108-106 dopo essere stata sopra anche di 17 nel secondo quarto. Banchero (23 punti e 6 assist) guida i Magic, supportato da Carter jr (18 punti e 12 rimbalzi) e Wagner (19 punti) mentre ai Wolves – che crollano nell’ultimo periodo, realizzando appena 18 punti – non bastano Gobert (22+16) ed Edwards (22 punti). Ringraziano i Thunder, trascinati da un superlativo Gilgeous-Alexander: 31 punti, 9 assist, cinque palle recuperate e 3 stoppate nel 126-106 su Charlotte che vale il settimo successo in nove gare. Incollati al duo di testa restano i Clippers (136-125 su Detroit) con Westbrook che firma 23 punti e diventa il 25esimo giocatore in Nba a scollinare quota 25 mila, e Leonard che chiude con 33 punti di cui 21 nel primo tempo. Settima vittoria nelle ultime 8 per il quintetto di coach Lue, sconfitta numero 42 in stagione per i Pistons dove Danilo Gallinari mette a referto 11 punti con 0/1 da due, 1/2 da tre e 8/9 ai liberi, oltre a un rimbalzo, due assist e una stoppata in 15 minuti di gioco. Tutto facile anche per Denver, che surclassa Portland per 120-108 con la 15esima tripla doppia stagionale del solito Jokic (27 punti, 22 rimbalzi e 12 assist). Piccola pagina di storia ai Sacramento Kings: nel successo per 132-122 su Indiana, Domantas Sabonis firma 26 punti e 12 rimbalzi e va in doppia doppia per la 30esima gara di fila, superando il record della franchigia stabilito da Oscar Robertson (29 fra il 6 dicembre 1961 e il 30 gennaio 1962). Durant (35 punti) e Booker (24 punti) non riescono a evitare la sconfitta di Phoenix contro Atlanta (129-120), dove Trae Young risponde alla mancata convocazione per l’All Star Game con 32 punti e 15 assist, mentre lo scontro fra prime scelte in San Antonio-New Orleans se lo aggiudica Zion Williamson, che a 3″8 dalla fine firma il canestro della vittoria (114-113) beffando Wembanyama e mettendo il timbro a una prestazione da 33 punti complessivi. Per il francese degli Spurs 16 punti ma con 7/14 dal campo e 14 rimbalzi. Houston approfitta del momento no dei Raptors (135-106, sesto ko nelle ultime sette gare per Toronto), in serie negativa da 4 partite anche Memphis, battuta 121-101 da Golden State (29 punti per Kuminga), Miami la spunta su Washington per 110-102 con 24 punti di Butler e 20 punti e 14 rimbalzi di Adebayo.
– foto Ipa Agency –
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Lecce vince in rimonta, Fiorentina battuta 3-2

LECCE (ITALPRESS) – Rimonte e controrimonte al Via del Mare dove il Lecce conquista un successo fondamentale in chiave salvezza superando 3-2 la Fiorentina nell’anticipo della 23^ giornata di campionato. Forte il forcing della Fiorentina in avvio, ma il Lecce ne esce con autorità e fa male ai viola. Sbatte sulla traversa un colpo di testa di Kaba su bel cross di Gallo con Almqvist che si fa respingere da Terracciano il tap-in sotto misura: solo la prima delle occasioni dei giallorossi, preludio al gol del vantaggio arrivato pochi minuti più tardi su calcio di punizione. L’arbitro Giua, in realtà, aveva decretato un rigore per uno sgambetto di Martinez Quarta ai danni di Almqvist, ma il Var interviene e cambia la decisione perchè il fallo è avvenuto fuori area. Dal limite è comunque letale Oudin che fa passare la palla in mezzo alla barriera della Fiorentina e batte Terracciano. Anche dopo l’1-0 spinge il Lecce e finisce sul palo della porta ospite un diagonale rasoterra di Krstovic. Un colpo di testa di Faraoni e una botta dalla grande distanza di Bonaventura sono gli unici squilli di una viola che non prende lo specchio e così, prima dell’intervallo, i padroni di casa sfiorano nuovamente il raddoppio su un’incursione di Banda e, subito dopo, con un’incornata di Blin respinta ancora dal portiere. A inizio ripresa Krstovic si divora il 2-0 e il Lecce viene punito per le occasioni sprecate da una Fiorentina che pesca bene dalla panchina. Entra Belotti, ma l’innesto vincente è quello di Mandragora: diagonale di sinistro da fuori e palla imparabile all’angolino basso. Falcone si oppone a Maxime Lopez, Terracciano ferma Banda lanciato a rete da un’ingenuità di Milenkovic. Errore grave, ma non quanto quello dei giallorossi che porta al vantaggio toscano: Falcone pasticcia dopo uno scambio con Baschirotto, Beltran si mette sulla linea di passaggio e insacca da pochi passi ringraziando il portiere avversario. L’1-2 incide sul morale del Lecce che rischia i titoli di coda sulla traversa di Belotti e sul successivo colpo di testa a lato di Parisi. In un finale tutto da scrivere l’incornata vincente arriva però dall’altro lato: sugli sviluppi di una punizione Piccoli raccoglie un campanile, colpisce con la fronte piena e supera Terracciano. Un minuto più tardi, a recupero inoltrato, il portiere della Fiorentina, mentre i compagni sono completamente in bambola, prova a evitare la sconfitta salvando su Krstovic, ma non basta: l’ultima parola della partita è di Dorgu che spara nel set la risposta dell’estremo difensore avversario e fa esplodere di gioia il popolo salentino.
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