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Sonego e Arnaldi al secondo turno ad Adelaide

ADELAIDE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Lorenzo Sonego al secondo turno dell’Atp250 di Adelaide, torneo in corso al Memorial Drive
Tennis Center, sul duro e con un montepremi di 661.585 dollari. Quasi tre ore di gioco e due match point annullati per battere il tedesco Yannick Hanfmann (49 Atp) col punteggio di 7-5, 2-6, 7-6(9). Il piemontese, numero 46 del mondo, sfiderà lo statunitense Sebastian Korda, terza testa di serie del torneo.
Avanza anche Matteo Arnaldi che si è imposto sullo spagnolo Bernabe Zapata Miralles per 6-4, 6-3. Ottima prestazione per il tennista ligure, numero 41 del mondo, che ora sfiderà il cileno Nicolas Jarry, seconda testa di serie del torneo.
– foto Ipa Agency –
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“Move to the future”, Kumho Tire e il Milan insieme

MILANO (ITALPRESS) – Kumho Tire, storico brand coreano nell’industria degli pneumatici, “ha catturato l’essenza dinamica e progressiva della partnership con il Milan in uno spettacolare scatto sulla Terrazza Martini. La foto ha come protagonisti gli pneumatici Kumho e i giocatori del Milan – Yacin Adli, Christian Pulisic, Antonio Mirante e Tijjani Reijnders. Gli pneumatici Kumho, testimonianza di innovazione e tecnologia avanzata, sono al centro di questa immagine – sottolinea una nota -. In qualità di premium partner del Milan, Kumho è dedicata a fornire soluzioni di guida sicure e all’avanguardia, in linea con la visione comune di muoversi verso il futuro. Il claim ‘Move to the Futurè, è una testimonianza visiva della forte connessione tra l’innovazione di Kumho, le ambizioni del Milan e lo skyline mozzafiato di Milano che simboleggia il legame tra tradizione e progresso. Move to the futurè sottolinea inoltre l’impegno di Kumho nell’andare oltre i confini dell’ordinario, anticipando le sfide del futuro con soluzioni innovative e tecnologie all’avanguardia, ponendo attenzione a raggiungerle in maniera sostenibile”. “Questa foto cattura la sinergia tra Kumho Tire, AC Milan e la città di Milano stessa – ha dichiarato Carlo Citarella, managing director di Kumho Italia -. Siamo entusiasti di poter rappresentare la nostra partnership con il Milan che incarna il nostro impegno per il futuro, guidato dalla passione, dall’innovazione e dalla determinazione di eccellere a livello globale”.
– Foto ufficio stampa Kumho Tire –
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Morto a 78 anni il Kaiser Franz Beckenbauer

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ROMA (ITALPRESS) – Testa alta, sguardo fiero, un rivoluzionario nel ruolo di libero. E poi dirigente e soprattutto ct di successo: solo Mario Zagallo e Didier Deschamps, come lui, sono diventati campioni del mondo in campo e in panchina. Il calcio, non solo quello tedesco, perde un altro pezzo di storia e dice addio a Franz Beckenbauer, il Kaiser per eccellenza. E’ stata la famiglia a dare l’annuncio, precisando che la scomparsa risale a ieri. Classe 1943 (nato a Monaco di Baviera l’11 settembre), una vita al Bayern Monaco prima da calciatore e poi dietro la scrivania, Beckenbauer è stato un’icona del XX secolo: il suo palmares parla da solo, sia a livello di club (tre Coppe dei Campioni, una coppa delle Coppe e quattro campionati con i bavaresi) sia con l’allora Germania Ovest, con l’accoppiata Europeo-Mondiali fra il 1972 e il 1974, senza dimenticare le finali perse nel ’66, giovanissimo, contro l’Inghilterra e poi quella ai rigori con la Cecoslovacchia dieci anni dopo che poteva valere il bis continentale. Nel ’77, a 32 anni, lo davano per finito: se ne andò a giocare negli Stati Uniti, ai New York Cosmos con Pelè, conquistando altri tre titoli prima di un breve ritorno in patria – in tempo per vincere la Bundesliga del 1982 con la maglia dell’Amburgo – e infine appendere le scarpette al chiodo ancora con i Cosmos.

Leader in campo, lo è stato anche in giacca e cravatta: diventato ct della sua nazionale nel 1984, dopo essersi visto sfuggire in finale contro l’Argentina di Maradona la Coppa del Mondo in terra messicana si è rifatto quattro anni dopo, a Italia ’90, guidando Matthaeus e compagni al terzo titolo mondiale nella storia del calcio tedesco battendo all’Olimpico di Roma proprio l’ex Pibe de Oro. La breve parentesi negativa sulla panchina del Marsiglia non intaccherà il suo status, col ritorno all’amato Bayern che lo vedrà confermarsi un vincente da allenatore (una Bundesliga e una Coppa Uefa) e nel lungo percorso da dirigente, concluso nel 2009 – con la nomina a presidente onorario – e affiancandolo ad altri incarichi, sia nella Fifa sia nel Comitato organizzatore dei Mondiali 2006. Ma Beckenbauer è stato molto di più. Quel braccio fasciato a causa della spalla lussata durante i supplementari della Partita del Secolo, Italia-Germania 4-3 a Messico ’70, alimenta sicuramente la leggenda di un giocatore che ha reinventato il ruolo di difensore – tanto da essere l’unico fra i suoi colleghi di reparto a vincere per due volte il Pallone d’Oro (1972 e 1976) – salendo già alla ribalta durante il Mondiale del 1966.

Il Kaiser non era un semplice marcatore – e pure in quello eccelleva, memorabile il duello con Bobby Charlton in finale – ma aveva anche libertà di costruire e attaccare, tanto da andare a segno 4 volte in quel torneo. Il concetto di “costruzione dal basso” tanto caro al calcio moderno nasce in parte con lui, con quel ruolo di “libero alla Beckenbauer” che ha rappresentato una vera e propria evoluzione/rivoluzione. “Era più brasiliano che tedesco”, disse di lui una volta Pelè. Di sicuro è stato uno dei più grandi di sempre.

-foto Image –
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Marotta respinge le polemiche “Inter prima meritatamente”

MILANO (ITALPRESS) – “Sono qui per fare un consuntivo al termine del girone d’andata e riconoscere i meriti dell’Inter per essere prima meritatamente in Serie A, un primo posto frutto di una cultura del lavoro applicata in modo intenso”. L’ad dell’Inter Beppe Marotta, prima dell’inizio dell’Assemblea di Lega Serie A, respinge le polemiche dopo quanto accaduto nella gara col Verona. “La mia non è una necessità di difenderci dalla questione arbitri – ha ribadito – ma di puntualizzare i meriti dell’Inter ottenuti sul campo. Mi sembra che la polemica si debba estendere anche ad altre partite e non solo alla nostra, capita. Non sto qui ad elencare eventuali errori commessi a nostro svantaggio, non è il mio modo di fare e non è quello dell’Inter. Alla fine vincerà la squadra migliore da tutti i punti di vista, non si può nè si deve parlare di favoritismi. Sono nel calcio da più di 40 anni e ogni anno si parla di favori per questa o quella società. Si fa polemica anche col Var ma fa parte del gioco. Noi oggi siamo la lepre e la lepre deve essere capace di schivare le fucilate dei cacciatori”. A detta di Marotta “le polemiche investono il calcio italiano e bisogna accettarle. Il Var è stato evocato da tutti. Non è stato preso come uno strumento per debellare gli errori degli arbitri, ma per ridurli. Poi ogni società deve mettere i pro e i contro a fine stagione. La soggettività esiste e gli errori anche. Poi credo che alla fine del campionato vincerà la squadra migliore”, ribadisce il dirigente nerazzurro.
– foto Ipa Agency –
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Presentato a Lissone il nuovo album calciatori Panini 2023-24

MILANO (ITALPRESS) – E’ stato presentato oggi a Lissone, all’International Broadcasting Center, l’album Calciatori Panini 2023-2024. Presenti Alex Bertani (direttore mercato Italia Panini), Lorenzo Casini e Luigi De Siervo, rispettivamente presidente e amministratore delegato Lega Serie A, il numero uno dell’Assocalciatori Umberto Calcagno, la presidente della Divisione Serie A femminile professionistica Federica Cappelletti, Matteo Marani, presidente Lega Pro, il difensore del Torino Alessandro Buongiorno e gli ex giocatori Gianluca Zambrotta, David Pizarro e Aldair. “E’ una magia incredibile toccare con mano queste figurine, è stato davvero emozionante. Ci sono tante novità – le parole di Bertani – E’ stato fatto un grosso investimento, ma l’emozione di completare è davvero unica”. Tante le novità, ogni figurina avrà un fondo diverso ma soprattutto è stato inserito per alcuni giocatori un audio, da riprodurre attraverso il proprio smartphone. Stesso discorso per la copertina in cui sarà possibile ascoltare tutti i nomi dei giocatori scelti per la prima pagina della nuova edizione. Per Casini “è un evento speciale, per tutti l’album è un misto tra sogno e sfida: è il fatto di averlo, completarlo e rincorrere le figurine che mancano”. Confermata la presenza del calcio femminile, oltre alle due pagine sull’album cartaceo sarà possibile proseguire la collezione digitale (con l’opzione di poter ricevere anche la copia fisica) mentre per la Serie C sono tornate le figurine delle squadre e degli Scudetti, con la possibilità di completare la digital collection con le singole figurine. “Abbiamo 60 società, occupiamo bene lo spazio del paese. La Panini è un’eccellenza italiana a livello mondiale, dentro questo album c’è tutto il calcio italiano. E’ la storia del calcio, all’interno c’è l’antropologia del nostro Paese”, sottolinea Marani.
– foto Pia/Italpress –
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Malagò “A Parigi dura ripetersi. Stop Decreto Crescita? Demagogia”

ROMA (ITALPRESS) – Se vincere è difficile, confermarsi lo è ancora di più e questo vale anche per l’Italia Team che fra qualche mese volerà a Parigi, sognando di ripetere le gesta di Tokyo dove arrivarono 40 medaglie. Un traguardo record e anche per questo quella francese “sarà un’Olimpiade complicatissima – avverte Giovanni Malagò, presidente del Coni ospite di Radio Anch’io Sport su RadioUno – Entrano in campo discipline sportive nuove, che sono sempre un’incertezza. In più c’è un allargamento impressionante delle nazioni, che portano atleti e atlete di Paesi emergenti a medaglia soprattutto nell’individuale e quindi aumenta la competitività. Tutto passa da quanti atleti riusciamo a qualificare. Oggi siamo a 100, a Tokyo eravamo 381, è ovvio che ci si aspetta molto dagli sport di squadra in cui oggettivamente siamo indietro rispetto alle qualificazioni individuali. Arrivare a 41 medaglie sarebbe già un mezzo miracolo. Dobbiamo andare a prendere delle medaglie dove a Tokyo siamo andati meno bene, ad esempio la scherma. Da quello che si è visto agli ultimi mondiali, sulla carta dovremmo fare di più. Di contro, non è pensabile ripetere le 5 medaglie d’oro nell’atletica leggera”. “Bisogna anche chiarire un equivoco di fondo – aggiunge Malagò – Solitamente si stila la classifica in base alle medaglie d’oro vinte. Non è giusto, non solo secondo me ma anche a detta del Cio. Io mi accontento di vincerle in assoluto, la questione dell’oro spesso condiziona visivamente il risultato finale”. Dici Olimpiadi e il pensiero va a Milano-Cortina 2026, con l’ormai annosa questione della pista da bob. “Su questo argomento sono coscientemente o illogicamente sereno – commenta – Il problema è solo politico e io non faccio politica, mi occupo di sport. Il Cio è favorevolissimo che non si debba fare la pista da bob in nessun paese senza che ci sia un business plan. La mia previsione è che adesso l’Italia tirerà fuori la bandiera del nazionalismo. Io sono un malato di Italia, sono un patriota, se questa cosa avverrà io con grande spirito di squadra proverà ad andare il Cio, con qualcuno del governo che mi accompagnerà, per cercare di far cambiare idea. Nel caso contrario, siamo comunque con la coscienza a posto. Milano-Cortina 2026 sarà la migliore olimpiade invernale di sempre: il mondo dell’inverno vuole tornare in Europa”. Altro tema d’attualità è quello legato allo stop al Decreto Crescita che Malagò non condivide. “Parliamo di 50 atleti che nel 90% dei casi sono di caratura molto importante e internazionale. Andava corretto negli importi di base, ma così come impostato depaupera il patrimonio e la qualità del nostro campionato. C’è molta demagogia. Ce ne accorgeremo in un anno o due anni. Poi, come in tutte le occasioni, il nostro paese riesce a tirar fuori delle virtù inaspettate, qualche società riuscirà a tirar fuori giovani inaspettati e a valorizzare il proprio vivaio, potrebbe essere anche un’occasione. Oltre al calcio, un altro sport penalizzato è la pallacanestro. Qui i contratti non sono quasi mai pluriennali e qui c’è una fortissima penalizzazione. Io sarei favorevolissimo ad abolire il Decreto Crescita se però si considerassero altre opportunità che il mondo del calcio ha perso, penso al betting, a certe pubblicità, agli introiti dati all’erario che non rientrano nel sistema. Non si può fare un provvedimento univoco senza fare un discorso integrato di sistema, che è quello che è sempre mancato”. Chiusura sul Var: “Sono favorevolissimo al Var e alla tecnologia in generale. Oggi c’è un’interpretazione troppo soggettiva, a mio avviso bisognerebbe cancellare le due paroline ‘ chiaro ed evidentè, quantomeno proviamo ad attutire gli errori. Negli ultimi tempi siamo stati un pò sfortunati in questo senso”.
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Roma-Atalanta 1-1, Dybala risponde a Koopmeiners

ROMA (ITALPRESS) – La Roma e l’Atalanta non vanno oltre un pareggio per 1-1 nell’ultima gara della diciannovesima giornata di Serie A: al vantaggio di Koopmeiners risponde Dybala, su calcio di rigore. Gara vibrante, debutto in giallorosso per il giovane Huijsen e in maglia orobica per Hien. Dopo 7 minuti Romelu Lukaku ha la prima occasione da gol, ma Carnesecchi si fa trovare pronto e sventa la minaccia. Poco dopo sono i nerazzurri a passare in vantaggio con Koopmeiners che, su assist di Miranchuk, anticipa Karsdorp e infila alle spalle di Rui Patricio. Dopo essere andati sotto gli uomini di Josè Mourinho reagiscono e creano più di un pericolo con Lukaku e Dybala dalle parti di Carnesecchi, che salva i suoi con degli ottimi interventi. Al 23′ De Ketelaere ha una grande chance per raddoppiare, ma si fa ipnotizzare da Rui Patricio. Al 35′ Carnesecchi smanaccia su Lukaku e Karsdorp prova ad approfittarne per il tap-in, ma ci pensa Djimsiti a fermare la sfera sulla linea di porta. Sulla medesima azione Aureliano consulta il Var e individua un fallo di Ruggeri ai danni di Karsdorp, indicando il dischetto: dagli undici metri si presenta Paulo Dybala, che realizza l’1-1.
Nella ripresa entrambi gli allenatori provano a cambiare qualcosa effettuando delle sostituzioni ma il match resta in sostanziale equilibrio. Al 51′ Scalvini calcia al volo sopra la traversa, mentre cinque minuti dopo il neo-entrato Huijsen impegna Carnesecchi con una conclusione insidiosa su suggerimento di Pellegrini. All’80’ Bove serve una grande palla in profondità per Spinazzola, che scarica al centro per Lukaku che calcia alle stelle, sprecando una buona opportunità. Poi arriva anche il debutto di Hien con la maglia nerazzurra, verso fine match. In pieno recupero Mourinho viene espulso (plateali le sue proteste). Con l’1-1 finale l’Atalanta aggancia la Lazio al sesto posto in classifica, a quota 30, mentre la Roma è immediatamente dietro, con 29 punti.
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La Juve vince 2-1 a Salerno e resta a -2 dall’Inter

SALERNO (ITALPRESS) – La Juventus risponde all’Inter: i bianconeri vincono per 2-1, in rimonta, in trasferta, contro la Salernitana, grazie alle reti di Iling-Junior e Vlahovic. A sbloccare la sfida dell’Arechi, invece, era stato Maggiore, poi espulso a inizio ripresa, causa doppia ammonizione. Vittoria numero 14 per la squadra di Allegri, tornata a -2 dalla capolista: nel prossimo turno ci sarà la sfida col Sassuolo. Sconfitta che brucia per i granata, fermi a quota 12: la salvezza comunque non è un’impresa impossibile per quanto visto oggi in campo e perchè il Cagliari (quart’ultimo) al momento dista soltanto tre punti.
I padroni di casa sono scesi in campo con un atteggiamento propositivo, aggressivo soprattutto nel recupero palla: la prima occasione è capitata a Sambia, pronta la risposta da parte di Szczesny. I bianconeri si sono affidati alle giocate di Yildiz, schierato accanto a Dusan Vlahovic: la squadra di Allegri è andata vicina al vantaggio con il colpo di testa di Danilo e la successiva conclusione di McKennie deviata da Costil.
A ribaltare l’inerzia del match è stato Maggiore: al 29′ del primo tempo il centrocampista granata ha trovato la rete del vantaggio con un bel tiro dal limite. Rabbiosa la reazione dei bianconeri, che nella ripresa hanno cercato sin da subito il pareggio, con Vlahovic che però non è riuscito a inquadrare la porta. All’ottavo è stato ancora Maggiore a cambiare la sfida, stavolta in negativo: l’ex Spezia è stato espulso per doppia ammonizione, dopo un fallo su Rabiot. Inzaghi ha cercato di rimediare all’inferiorità numerica ma il neo entrato Iling-Junior, al 20′, ha trovato il gol dell’1-1 con una conclusione da dentro l’area. I campani sono rimasti comunque in partita, Bradaric ha spaventato Szczesny con una conclusione violenta, subito dopo Simy ha fallito l’aggancio su un pallone vellutato di Candreva. A decidere la sfida, poi, a inizio recupero è stato il colpo di testa vincente di Dusan Vlahovic su cross di Danilo. La Juve vince e resta incollata all’Inter.
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