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Impresa del Cagliari, Sassuolo battuto in rimonta 2-1

CAGLIARI (ITALPRESS) – Il Cagliari compie l’impresa e batte per 2-1 in rimonta in casa il Sassuolo trovando i due gol della vittoria in pieno recupero. Sono Lapadula e Pavoletti a regalare i tre punti alla squadra di Ranieri, in svantaggio per quasi tutto il match. Dopo cinque minuti, Scuffet è decisivo nel neutralizzare un colpo di testa ravvicinato di Henrique. Il portiere ex Udinese deve però capitolare al 7′, quando Erlic insacca di testa sfruttando al meglio un corner calciato da Laurientè dalla sinistra e firmando così l’1-0 per i suoi. I sardi sfiorano il pari al 20′, quando Prati colpisce di testa da angolo trovando però Castillejo reattivo al salvataggio quasi sulla linea di porta. I rossoblù chiudono il primo tempo in crescendo, ma senza creare ulteriori grattacapi al portiere avversario. Si va al riposo sull’1-0. Dopo un avvio di ripresa senza particolari emozioni, i neroverdi rimangono in 10 quando Tressoldi, al 18′, colpisce ingenuamente Lapadula con un calcio all’altezza del volto. Dionisi è costretto a rivoluzionare la squadra e a rinforzare la difesa. Dall’altra parte, Ranieri mette dentro Pavoletti, Luvumbo e Shomurodov per organizzare l’assalto alla porta difesa da Consigli. Il forcing offensivo della neopromossa non sortisce però gli effetti sperati. L’unica vera occasione per i padroni di casa arriva al 43′, quando Pavoletti salta più in alto di tutto su un angolo dalla sinistra di Viola e va alla conclusione di testa ma Henrique salva di petto a pochi passi dalla porta. Gli emiliani si difendono bene e al 90′ trovano il raddoppio in contropiede con Bajrami, annullato però per fuorigioco. Quando tutto sembra perduto per i locali, arriva però il pareggio al quarto di recupero. Luvumbo crossa dalla destra e trova Lapadula, che stoppa e batte Consigli con un gran destro in girata. La partita non è finita e al 9′ di recupero si completa la clamorosa rimonta. Luvumbo mette in mezzo, Shomurodov fa da sponda di testa e Pavoletti infila Consigli con una splendida rovesciata. E’ il 2-1 che fa impazzire i tifosi di casa e che regala i tre punti a un Cagliari che sale a quota 13 uscendo dalla zona retrocessione, a -2 dallo stesso Sassuolo che deve ora iniziare a guardarsi alle spalle.
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Empoli e Lecce si dividono la posta, 1-1 al Castellani

EMPOLI (ITALPRESS) – Empoli e Lecce non si fanno male: finisce 1-1 il primo posticipo della 15^ giornata, a decidere il match il gol di Banda e l’autogol di Rafia. I toscani rimangono a un punto di distanza dalla zona retrocessione, terzo pareggio consecutivo per i giallorossi impegnati nel prossimo turno contro il Frosinone. Gli azzurri, invece, sfideranno il Torino. Tanta intensità ma poche emozioni nel primo tempo di un match sostanzialmente equilibrato. Se l’Empoli ha faticato a costruire a gioco a centrocampo, il Lecce non è riuscito a sfruttare il tridente offensivo composto da Sansone, Piccoli e Banda. I padroni di casa ci hanno provato con Cambiaghi, ma l’attaccante azzurro ha trovato davanti a sè Falcone: a pochi minuti dal termine del primo tempo Andreazzoli ha perso Caputo, forzato il cambio con Shpendi. Nella ripresa i toscani hanno cercato di sbloccare il punteggio con la soluzione dalla distanza: lo stesso Falcone è stato reattivo sulle due conclusioni da parte di Grassi, entrambe dai 25 metri. Al 19′ della ripresa è arrivato invece il gol del vantaggio dei salentini, Banda ha calciato da lontanissimo trovando l’errore di Berisha, sorpreso dalla traiettoria ad effetto da parte dell’attaccante zambiano. Il pareggio dei toscani è stato immediato con l’ennesima iniziativa offensiva da parte di Cambiaghi, decisiva la sfortunata deviazione da parte di Rafia nella propria porta. L’occasione più ghiotta per strappare l’intera posta in palio è capitata a Luperto, ma il tiro al volo è stato neutralizzato ancora una volta da Falcone, il migliore in campo del match. Nei cinque minuti di recupero entrambe le squadre hanno cercato il colpo del ko, è mancata soltanto la precisione: un pareggio che sta bene ad entrambe, ma la squadra di Andreazzoli deve tornare a vincere per poter invertire la rotta.
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Col Braga in palio gli ottavi di Champions, Mazzarri “Niente calcoli”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Bisogna fare una bella partita. Possiamo permetterci di perdere 1-0? Non siamo una squadra che può fare calcoli, dobbiamo fare il nostro gioco, avere più equilibrio e pensare solo a questo. Se dovessimo pensare a qualcosa di diverso finiremmo col giocare una brutta gara”. Walter Mazzarri mette le cose in chiaro alla vigilia della sfida col Braga al Maradona, dove il Napoli va a caccia di un pass per gli ottavi di Champions. I partenopei vengono da tre sconfitte di fila (Real, Inter e Juve) e domani “serve maggiore attenzione alla fase difensiva – continua il tecnico – Nelle ultime partite si è vista una squadra corta, che accompagna l’azione, diverse cose che mi sono piaciute. Ma bisogna essere più attenti nei meccanismi difensivi”. Anche sulle palle alte. “Ci abbiamo lavorato, gli automatismi si acquisiscono col tempo, speriamo di vedere qualcosa di positivo già da domani”, l’auspicio di Mazzarri, fiducioso anche sulla crescita atletica: “Qualcosa si è già visto, speriamo di continuare così”. “Domani è fondamentale passare il turno. Questa squadra ha dimostrato di saper giocare a calcio e deve continuare a farlo, ma deve ritrovare l’equilibrio che aveva l’anno scorso, non concedere ripartenze, non concedere i gol che l’anno scorso non prendeva. Vorrei vedere una fase difensiva più attenta, dal punto di vista dei risultati siamo stati un pò carenti e mi aspetto domani una squadra più solida, più compatta e più concreta”. Mazzarri non vede un Napoli timoroso “ma quando gira storto la squadra accusa un pò il colpo, per questo è fondamentale riacquisire tranquillità e questo succede quando sei solido. La squadra non deve sbandare”. Per quanto riguarda la formazione, possibile chance per Zanoli (“vediamo se parte dall’inizio sapendo che dovrò cambiarlo perchè non si è potuto allenare con continuità o metterlo a partita in corso”) mentre su Osimhen, volato in Marocco per la cerimonia del Pallone d’Oro africano aggiunge: “Quando tornerà parleremo e capiremo se è in condizione di partire dall’inizio. Abbiamo comunque Raspadori e Simeone che hanno dimostrato di essere giocatori importanti”.
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Inzaghi “Servirà la migliore Inter per fare risultato”

APPIANO GENTILE (ITALPRESS) – “Sarà una partita molto difficile contro un avversario di qualità che in questi anni ha dimostrato di giocare allo stesso modo in casa e fuori. La squadra lo sa, loro sono di assoluto valore, e ci vorrà la migliore Inter per fare risultato”. Lo ha detto il tecnico dell’Inter, Simone Inzaghi, alla vigilia della sfida con la Real Sociedad, ultima sfida della fase a gironi di Champions League. “Il nostro percorso sarà molto lungo e pieno di insidie, fa piacere che questi quattro mesi sono stati fatti nel migliore dei modi, però già domani è un test impegnativo e la squadra sa quanto è importante arrivare primi nel girone”, ha aggiunto in conferenza stampa il mister dei nerazzurri, già certi del passaggio agli ottavi di finale. “Se farò un massiccio turn-over? Qualcosa cambierà come ho sempre fatto, indipendentemente dalla Real Sociedad. Abbiamo alcuni giocatori importanti fuori però non parlerei di turn-over, più di cambiamento”, ha aggiunto l’ex coach della Lazio. Una vittoria, domani, vorrebbe dire per i nerazzurri “tantissima fiducia e grandissimo prestigio per la società. Sarebbe importantissimo anche per avere teoricamente un sorteggio più soft. Sappiamo che in Champions sono tutte difficili, ma vorremmo arrivare primi”. Per quanto riguarda il suo futuro sulla panchina dell’Inter, il mister piacentino ammette che “l’obiettivo di ogni allenatore è avere cicli lunghi. Ne ho avuto uno alla Lazio e il mio auspicio è rimanere più tempo possibile qui, ma in mezzo ci passa il campo e sappiamo che siamo giudicati ad ogni partita”. “Cerchiamo di lavorare sempre al meglio, scendendo in campo con la giusta voglia per arrivare alla vittoria – le parole nella conferenza della vigilia del difensore nerazzurro Matteo Darmian – L’anno scorso non siamo riusciti a dare continuità e non vogliamo ripetere quell’errore. La Real Sociedad ha grande organizzazione e qualità, come dimostrato all’andata. La loro è una qualificazione meritata, ma noi cercheremo la vittoria”. Di certo, la squadra di Inzaghi vuole chiudere al comando il girone: “Noi scenderemo in campo come sempre per portare a casa il successo. Non sarà facile, l’avversario ha qualità, ma cercheremo di vincere con il giusto atteggiamento”.
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Inaugurate aree tecniche del centro di equitazione SIR La Farnesina

ROMA (ITALPRESS) – Uno dei templi dell’equitazione rinasce. Sono state inaugurate, infatti, le aree tecniche dello storico circolo SIR La Farnesina, uno dei centri di equitazione più prestigiosi e antichi d’Italia, Stella d’Oro al merito sportivo, massima onorificenza conferita dal Coni ad un circolo. “Servono un sogno, una visione e uno spirito mecenatesco. Questo rappresenta un valore aggiunto per tutti noi e per tutto il Paese”, le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, nel ricordare come il SIR La Farnesina sia una delle grandi eccellenze italiane. Un progetto di riqualificazione e ristrutturazione iniziato nel 2020 – con 3 campi esterni e un campo coperto da 1.800 mq, 113 box, 6 lavaggi cavallo, una giostra coperta, 5 sellerie, armadietti per gli atleti e magazzino per bauli di gara – che si è tradotto in un’ampia attività di demolizione e ricostruzione delle volumetrie esistenti, nel rispetto dei caratteri identitari del luogo e della loro forte riconoscibilità. “Questo è un luogo magico. Noi siamo i proprietari di quest’area, consideriamo questa l’estensione del parco del Foro Italico. E’ uno degli impianti sportivi più belli che ci sono al mondo” le parole di Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute mentre Marco Di Paola, presidente della Fise, ha voluto porre l’accento sul fatto che “questo non è solo un circolo di sport equestri, questo è il tempio degli sport equestri, qui sono passati tutti i più grandi campioni degli sport equestri”, ricordando come questo sia un luogo di eccellenza dove hanno trovato crescita sportiva tre medaglie d’oro olimpiche nel salto ostacoli. Tra i nomi illustri dell’equitazione del nostro Paese figurano, infatti, Piero e Raimondo d’Inzeo, insieme a Graziano Mancinelli, e altri campioni che hanno reso grande l’Italia nel mondo in questa disciplina. All’interno della Club House, ora in fase di realizzazione, ci sarà poi spazio anche per una palestra di ultima generazione progettata per garantire una preparazione di livello agli atleti, così come un bar e un ristorante. “Abbiamo abbattuto tutte le vecchie strutture e lo abbiamo fatto nel rispetto del cavallo, ed è tutto ecosostenibile ed ecocompatibile. Quando sono venuto qui ho subito percepito un’atmosfera diversa, tutte le medaglie olimpiche sono venute dalla Farnesina. E, per noi che viviamo nel sogno olimpico, questo fatto ci ha spinto a superare tutti gli ostacoli”, le parole di Pierluca Impronta, presidente di SIR La Farnesina. “A volte fare una cosa così bella significa fare un regalo alla città. Questa struttura ha fatto la leggenda dello sport restituendo un circolo stupendo; ci fa ben sperare perchè una città può concorrere a certi livelli se ci sono investimenti privati, questo sarà il luogo dell’oggi ma anche del futuro”, ha invece concluso l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato.
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Ibra advisor proprietà e dirigenza Milan: “Torno a casa”

MILANO (ITALPRESS) – Ufficiale l’inizio del terzo capitolo della storia fra Zlatan Ibrahimovic e il Milan: dopo i due passaggi da calciatore (2010-2012 e poi dal 2020 fino allo scorso giugno), il 42enne ex attaccante svedese torna in rossonero. Ibra, recita il comunicato della proprietà, viene nominato da RedBird “partner operativo per il suo portafoglio di investimenti nei settori sport, media e intrattenimento. In questa veste, ricoprirà anche il ruolo di senior advisor della proprietà e del senior management di Milan”. Annunciato il ritiro lo scorso 4 giugno, dunque, Ibrahimovic darà il via alla sua carriera fuori dal campo come “parte di uno degli investitori più prolifici e di successo nel campo dello sport e dei media a livello globale. In qualità di partner operativo di RedBird, Ibra collaborerà con il team di investimento globale della società nel supportare il portafoglio di investimenti esistente di RedBird nei settori sport, media e intrattenimento. Aiuterà a reperire e valutare nuove opportunità di investimento per l’azienda e fornirà consulenza alle società del portafoglio RedBird su progetti commerciali, strategie di contenuti digitali e iniziative strategiche di costruzione del marchio per estendere la loro presenza su base globale”. Per quanto riguarda più specificatamente il suo ruolo nel Milan, ricoprirà il ruolo di senior advisor di RedBird: “lavorando in stretto coordinamento sia con la proprietà che con il senior management del Milan, Ibra svolgerà un ruolo attivo nelle operazioni sportive e commerciali del club e contribuirà a rafforzarne la cultura vincente. Il suo mandato includerà lo sviluppo dei giocatori e la formazione per alte prestazioni, la promozione del marchio globale e degli interessi commerciali del Milan e il sostegno a progetti speciali di importanza strategica, incluso il nuovo stadio del club”. “Ho avuto l’opportunità di trascorrere molto tempo con Zlatan riflettendo sulle sue opzioni di carriera dopo il ritiro dal calcio giocato – lo accoglie Gerry Cardinale, fondatore e managing partner di RedBird – Averlo con noi, in un ruolo attivo nel futuro del Club, è indicativo del nostro continuo impegno verso l’eccellenza sia dentro che fuori dal campo, e non vedo l’ora di lavorare con lui come partner e collega sia a RedBird che al Milan”. Per il presidente rossonero Paolo Scaroni “Ibra incarna ciò che significa essere un campione. Avere lui come consulente sia per la proprietà che per il senior management è una vittoria sotto ogni aspetto”. “Portare un leader come Ibra nella dirigenza del Milan come consulente sottolinea il nostro impegno per il futuro successo del nostro club a beneficio dei nostri giocatori e dei nostri tifosi”, gli fa eco l’ad Giorgio Furlani. “Il mio amore per i rossoneri non avrà mai fine e l’opportunità di far parte del loro futuro in modo significativo è qualcosa che avrei solo potuto sognare – commenta invece Ibra – Sono grato a Gerry per avermi messo a disposizione questa opportunità. Questa non è una decisione che prendo alla leggera: è molto importante e personale per me e la mia famiglia. Ho pensato a lungo e intensamente ai primi passi della mia carriera al di fuori del calcio giocato, e non potrei essere più entusiasta di iniziare questo viaggio come membro di RedBird e del Milan. Per me e la mia famiglia, questo è davvero un ritorno a casa, nel caro club dove ho concluso la mia carriera da giocatore e ora sto iniziando il mio prossimo capitolo”.
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Petrucci “Mi ricandido per la presidenza della Federbasket”

ROMA (ITALPRESS) – “Ogni volta che dico che mi ricandido faccio sorridere i giornali e le persone per l’età. Ma quando uno ritiene di avere la possibilità e il diritto di ricandidarsi, è una cosa naturale farlo, tra l’altro riguarda anche altre federazioni. Nella vita bisogna fare quello che uno vuole e come diceva Andreotti ‘non ho ancora tirato le cuoià”. Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno conferma la volontà di rimanere al timone. “Il programma principale è il rilancio della Nazionale. Poi ovviamente l’aumento dei tesserati, ma manca ancora tanto tempo per questa candidatura. La Nazionale è la vetrina di tutto. Concorrenti? Per adesso non ci sono: ma prima o poi usciranno e ci confronteremo”. Il movimento è in salute e lo dicono i numeri. “E’ vero che la partita di ieri tra Olimpia Milano e Virtus Bologna riconcilia con il basket, ma la realtà è che ieri tutti i nostri palazzetti erano pieni. Il nostro campionato di basket è importante, è un campionato di grandi squadre e di grandi imprenditori che nessun altro sport ha. In più per noi il campionato è lo spot della Nazionale: questo ci fa contenti e ci fa andare avanti”. A proposito di Nazionale, la strada verso Parigi è in salita ma Petrucci è fiducioso. “Dovremo battere la Lituania, anche se pure il Portorico è una buona nazionale, con diversi giocatori Nba. Tutti i preolimpici e tutte le partite sono importanti. Il Portorico non sarà facile, come la Lituania. Ma anche noi, quando giochiamo contro grandi nazionali, possiamo fare risultato. Un preolimpico difficile, ma non impossibile. Il rapporto con Pozzecco? Ci sentiamo quasi ogni giorno. Pozzecco è una persona normale che si fa amare. Per esempio non condivido quegli allenatori che, quando perdono, non vanno in conferenza stampa. Pozzecco sta lavorando bene, anche se ieri purtroppo ha perso, ma è terzo in classifica nel campionato francese con l’Asvel e ha vinto due partite in Eurolega. In più allena in una squadra con un leader come Tony Parker e si sta facendo benvolere. E’ un personaggio popolare, sa allenare, ha creato grande entusiasmo: al Mondiale tutti volevano vedere i suoi allenamenti. Questo dimostra che abbiamo preso un grande allenatore”. E in azzurro, anche se in altra veste, tornerà Gigi Datome. “E’ il simbolo della pallacanestro italiana. Datome come Buffon? Oltre a essere capodelegazione, Datome rappresenterà anche la politica federale. Credo sia all’altezza di questo ruolo”. Dal basket al calcio il passo è breve se si parla di manifestazioni internazionali che rischiano di sminuire quelle domestiche: “Innanzitutto non sono convinto che il progetto Superlega sia già archiviato. Non perchè io ci creda, ma a livello europeo se ne sta ancora discutendo. Al di là di questo, i campionati nazionali avranno sempre un fascino particolare, sia di basket che di calcio”. Infine una battuta su Milano-Cortina: “Andrà tutto bene. In ogni Olimpiade ci sono stati problemi alla vigilia, ne ho fatte 12-13, non me lo ricordo nemmeno più – chiosa Petrucci, ex presidente Coni – Ci sono dei dirigenti che supereranno tutti i problemi. Si parla pure troppo, il problema si risolverà nei prossimi giorni”.
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Roma-Fiorentina 1-1, Martinez Quarta risponde a Lukaku

ROMA (ITALPRESS) – La Roma chiude in 9 uomini all’Olimpico e pareggia 1-1 contro la Fiorentina. Le espulsioni di Zalewski e Lukaku e gli infortuni di Dybala e Azmoun compromettono la gara dei giallorossi, passati in vantaggio al 5′ con il belga e raggiunti da una rete di Martinez Quarta al 66′. La squadra di Mourinho sale a 25 punti, al quarto posto con il Bologna (prossima avversaria), mentre i viola agganciano il Napoli a quota 24. La prima rete del match nasce dalla destra, dove Dybala con l’esterno pesca in area Lukaku abile di testa a battere Terracciano. Al 14′ la Roma sfiora il raddoppio: Zalewski vince un duello con Kayode e scarica al centro dove Dybala mastica il tiro e calcia sul fondo. L’argentino nelle ultime tre partite di campionato ha servito tre assist e ha realizzato due gol, ma la sua partita finisce al 24′ a causa di un sospetto problema muscolare che lo costringe a lasciare il posto ad Azmoun.
Nel primo tempo della Fiorentina c’è tanto possesso palla (58% con 207 passaggi riusciti) e due occasioni, entrambe ispirate da Bonaventura. L’azzurro prima serve in area Nzola, murato sul più bello da Rui Patricio, poi guida una ripartenza conclusa da un destro debole e centrale. Anche la prima chance della ripresa dei viola è di Bonaventura che penetra in area e col mancino colpisce la traversa. Al 62′ Mourinho spende il secondo cambio obbligato, con El Shaarawy (e non Belotti) al posto di Azmoun (altro infortunio), e poco dopo rimane anche in 10: Zalewski, già ammonito, stende Kayode e riceve il secondo giallo. Un rosso pesante perchè la Fiorentina pareggia immediatamente. Kouamè con un cross dalla sinistra premia l’inserimento in area di Martinez Quarta che svetta di testa e batte Rui Patricio. Il difensore centrale sfiora il 2-1 all’82’ con un altro stacco aereo, stavolta da corner, ma il portiere giallorosso si supera.
E nel finale la Roma resta in 9. Lukaku interviene in maniera pericolosa su Kouamè e per Rapuano ci sono gli estremi per il rosso. La Roma si chiude, la Fiorentina forza la giocata ma il risultato, dopo sette minuti di recupero, non cambia.
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