ROMA (ITALPRESS) – La Lazio batte il Genoa 1-0 e si qualifica ai quarti di finale di Coppa Italia. I biancocelesti regolano il passaggio del turno con il gol di Guendouzi proprio a inizio partita. La squadra di Sarri chiude la settimana perfetta dopo la qualificazione in anticipo nel girone di Champions e il ritorno alla vittoria in campionato con il Cagliari. Il tecnico toscano non sottovaluta la sfida con i liguri all’Olimpico ma lascia riposare Immobile. Bastano soltanto cinque minuti alla Lazio per sbloccare il risultato alla prima occasione utile. Lazzari confeziona l’assist e Guendouzi spedisce di piatto in rete l’1-0 alle spalle di Leali. Il Genoa incassa e inizia a reagire solo alla mezz’ora. Gilardino schiera una formazione molto rimaneggiata e ritrova Retegui dal 1′ minuto: l’attaccante si rivela il più pericoloso dei suoi. Poi Pedro va vicino al raddoppio, il portiere para. Sul finire del primo tempo Felipe Anderson, subentrato per l’infortunato Isaksen, spreca una grande occasione. La Lazio non riesce a chiudere i conti e il Genoa, dopo un’ora di gioco, per un soffio non pareggia. Protagonista ancora Retegui, che meriterebbe pure la rete se non fosse per il salvataggio di Gila. Ma è ancora Felipe a sfiorare il raddoppio che non vuole arrivare, poi arriva anche il turno di Immobile. L’attaccante napoletano sale in cattedra, i biancocelesti collezionano occasioni, una se la divora clamorosamente Basic. I liguri comunque non mollano, continuano a cercare il pareggio grazie ai cambi di Gilardino per una squadra tutta all’attacco. Alla fine alla Lazio basta la marcatura di Guendouzi, protagonista di una prestazione superlativa oltre al gol, per conquistare la qualificazione ai quarti, dove incontrerà la vincente di Roma-Cremonese. Il 3 gennaio si scoprirà se ci sarà o meno il derby capitolino a eliminazione diretta.
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Lazio ai quarti di Coppa Italia, Guendouzi piega il Genoa
Staffette azzurre d’argento agli Europei in vasca corta
OTOPENI (ROMANIA) (ITALPRESS) – Staffette azzurre d’argento nella prima giornata di finale della 22esima edizione degli Europei in vasca corta, in corso all’Aquatics Complex di Otopeni, in Romania. Le due 4×50 stile libero non tradiscono l’Italnuoto, piazzandosi entrambe in seconda posizione: Giovanni Izzo, Alessandro Miressi, Lorenzo Zazzeri e Leonardo Deplano chiudono con il tempo di 1’23″14 (oro alla Gran Bretagna in 1’22″52, bronzo alla Grecia in 1’23″27); Sara Curtis, Costanza Cocconcelli, Silvia Di Pietro e Chiara Tarantino salgono sul secondo gradino del podio in 1’36″92 (titolo alla Svezia in 1’35″60, Gran Bretagna terza in 1’37″19). Marco De Tullio e Matteo Ciampi, rispettivamente bronzo e argento a Kazan 2021, scendono dal podio europeo dei 400 sl. Il 22enne di Bari – tesserato per CC Aniene – chiude quinto con la seconda prestazione personale di sempre in 3’38″13 (best 3’37″83); il 27enne pontino ma ormai di casa a Livorno – tesserato per Esercito e Livorno Aquatics, seguito da Stefano Franceschi – è sesto in 3’38″61, dopo essere passato secondo ma forse troppo veloce ai 200 in 1’47″60. Vince l’irlandese Daniel Waffen, primatista europeo negli 800 stile libero in vasca lunga, in 3’35″47, seguito dal lituano Danas Rapsys in 3’37″80 e dal belga Lucas Henevaux in 3’37″91. Doppietta britannica nei 400 misti femminili: oro ad Abbie Wood (4’27″45), argento a Freya Colbert (4’29″04); bronzo per l’irlandese Ellen Walshe (4’29″64). Matteo Rivolta e Michele Busa si qualificano per la finale dei 100 farfalla maschili. Rivolta centra il pass con il quinto crono complessivo delle semifinali (50″07), Busa con il settimo (50″64). Miglior tempo d’accesso per lo svizzero Noe Ponti, che con 48″61 timbra il nuovo record dei campionati. Finale domani anche per Sara Curtis nei 50 sl (8° crono delle semifinali, 24″13), per Lorenzo Mora nei 50 dorso (5°, 23″16), per Benedetta Pilato e Martina Carraro nei 100 rana (la prima con il quarto crono d’accesso, 1’04″45, la seconda con il settimo in 1’05″28).
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Federcanottaggio sociale, bilancio 2023 “Grande successo tra i ragazzi”
ROMA (ITALPRESS) – Un incontro ricco di contenuti sportivi e sociali. Il Palazzo delle Federazioni ha ospitato l’evento “Canottaggio sociale – Dalla teoria allo sviluppo pratico – Un anno di progettazione”. Un’opportunità per il fare il punto al termine di un anno intenso, che ha visto la Federazione Italiana Canottaggio promuovere e sviluppare i progetti Sport Terapia Integrata, #Studieremoinfamiglia e Remare in Libertà, finanziati dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e gestiti da Sport e Salute. “Siamo riusciti a trovare continuità e a riscuotere successo tra i ragazzi che si sono appassionati alle nostre idee – ha detto Giuseppe Cacciapuoti, Direttore Generale del personale, delle risorse umane e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile -. I risultati si sono visti, per questo ringraziamo la Federazione Italiana Canottaggio e il suo presidente Giuseppe Abbagnale”. Ottimi risultati ottenuti anche grazie al sostegno del governo, in particolare del Ministero dello Sport. “Ciò che la FIC sta facendo – spiega Flavio Siniscalchi, Capo Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri – esprime perfettamente i giusti valori e il sano stile di vita dello sport. Sostenendo economicamente questi progetti diamo la testimonianza di quanto il governo sia vicino e abbia a cuore la buona riuscita di iniziative di questo stampo”. L’anno appena trascorso ha posto le basi per il futuro, come sottolinea Nicolò Cavalcanti, responsabile del Progetto Canottaggio – Sport Terapia Integrata: “L’obiettivo è espandere questa cultura, informando tutti gli ambiti della società civile nella maniera più capillare possibile. Noi ci rivolgiamo a chi ha capito quanto si importante stare bene a livello mentale e spirituale”.
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Spalletti “Scelte tecniche ma anche morali per la mia Italia”
ROMA (ITALPRESS) – Da ragazzo non avrebbe mai immaginato “di essere al cospetto o persino di dirigere campioni eccezionali” e sa già che titolo dare al libro che immagina un giorno di pubblicare: “Il Paradiso esiste, ma quanta fatica…”. Luciano Spalletti, in un’intervista a Walter Veltroni per il Corriere della Sera, parla dei sacrifici fatti per arrivare ai massimi livelli, della sua passione per il pallone condivisa con il fratello Marcello (“Lui giocava al calcio, aveva visto che ero bravino ed era orgoglioso di me. Mi proteggeva e, insieme, mi spingeva sempre a migliorare. Se ne è andato anni fa, per un tumore. Ho sofferto molto”), della sua carriera da calciatore, fino ad arrivare a oggi, allo scudetto con il Napoli e alla panchina della Nazionale azzurra. “A Napoli ho lasciato il cuore. Non è immaginabile l’affetto, anzi l’amore che mi sono scambiato con quella città. Mi ha regalato, per la prima volta nella mia storia di allenatore, l’emozione unica di sentirmi parte di una comunità. Una delle cose più belle che potessero capitarmi nella vita. E’ stata la mia università di vita, penso sia difficile avere più di quello che ho avuto io e nessuna impresa può meritare quello che i napoletani hanno dato a me. Sono orgoglioso, fiero, di diventare giovedì un loro cittadino onorario”. “Erano più di trent’anni che il Napoli e io pensavamo di andare nello stesso luogo, di fare lo stesso viaggio. Noi veniamo al mondo con una sola ala, non possiamo volare in alto se non cerchiamo chi ci completa. Napoli è stata la mia seconda ala. Per questo la ringrazierò sempre”, aggiunge Spalletti che adesso si dedica anima e corpo alla Nazionale. “Vorrei tornasse la Nazionale di tutti e che tutti gli italiani le volessero bene. Per me la maglia della Nazionale è quanto di più alto ci possa essere in uno sport ma allo stesso tempo anche quella che più resta vicina al calcio di strada. La proposta di Gravina mi ha reso un uomo felice e orgoglioso anche se ho sentito il peso enorme della responsabilità trattandosi della maglia azzurra di tutti gli italiani. Le mie scelte saranno tecniche e anche morali. Vorrò intorno a me ragazzi che ci credono, che vivano con me il morso della responsabilità, ragazzi che conoscano a memoria la storia di questa Nazionale dimostrandomi di voler entrare in quella storia, di volerci provare fino in fondo. Sarò sempre assillato dal bene della nostra Nazionale e, chi vorrà dimostrarmi di voler mettere il proprio talento al servizio della Nazionale, saprà che io sarò ai suoi piedi. Noi dobbiamo restituire all’Italia il bene che ci vuole. Far gioire un Paese intero, che si unisce e dimentica le appartenenze che separano. La maglia azzurra va desiderata prima e onorata poi come un oggetto sacro”.
Il messaggio che Spalletti ha inviato subito ai suoi ragazzi in generale è arrivato “ma sento che dobbiamo lavorarci ancora, bisogna che in ciascuno di loro, nei loro pensieri, si creino le abitudini corrette, il senso di responsabilità e la motivazione che ci consentano di essere una Nazionale forte, davvero forte. Io sono contento della qualificazione. Non solo per il risultato, il contrario avrebbe provocato dolore in tutti, ma per il modo in cui abbiamo giocato in tutte le partite. Tutte, ma non tutto il tempo. Perchè abbiamo giocato bene per 45, 60 o 70 minuti, mai una partita intera, ma siamo sulla strada giusta”. Il sorteggio di Euro2024 non è andato benissimo…”Sapevamo che tra le varie possibilità c’era anche quella di trovare tutte squadre forti e purtroppo è andata proprio così. L’unico modo per passare il girone sarà quello di fare subito tutte partite ad altissimo livello. Comunque anche Spagna, Albania e Croazia non saranno felicissime, visto che hanno beccato l’Italia tra le squadre in quarta fascia. Dipende solo da noi, siamo l’Italia. Vale quello che dissi ai miei azzurri prima di una partita difficile: “Ci sono molte cose che da fuori mi spaventavano e ora, dopo averle affrontate, mi entusiasmano”.
L’obiettivo per gli Europei è “non porsi limiti. Ci sono tanti giocatori giovani che possono crescere, come Scalvini, Udogie, Scamacca e davanti abbiamo, con Retegui, Raspadori, Kean, Immobile molto più di quanto si pensi. Raspadori, ad esempio, è un ragazzo fantastico: non rinuncia a impegnarsi nè in allenamento nè nel preparare uno dei suoi esami universitari. Fammi dire anche che Chiesa è uno di quei giocatori che appartengono alla rara bellezza del calcio degli illusionisti. Calciatori come lui fanno la fortuna degli allenatori, ti regalano soluzioni che non esistono in nessuna mia lavagna. Le qualità dei giocatori di talento sono superiori alle indicazioni che un tecnico può dare”. In azzurroi si è trovato subito a suo agio. “Mi è stata di grande utilità la collaborazione e l’impegno del presidente Gravina e di tutte le persone che operano nella Nazionale”, dice per poi ricordare Gianluca Vialli e spiegare che sarebbe felice se “nei prossimi mesi ci fossero delle brevi finestre nelle quali i calciatori della Nazionale possano stare insieme tra di loro, con me, con lo staff. Spero sia possibile, sono certo che sarà possibile. Alla Nazionale teniamo tutti”. Una battuta anche su Totti. “Io ho sempre cercato di fare il bene della Roma, con la quale abbiamo fatto un bel gioco e ottenuto bei risultati. E ho cercato anche di fare il bene di Totti, che è stato uno dei più grandi giocatori del nostro calcio. Per me, riabbracciarlo è stato come una liberazione”.
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Indiana Pacers e New Orleans Pelicans in semifinale Nba Cup
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Indiana Pacers e New Orleans Pelicans sono le prime semifinaliste della Nba Cup, la nuova competizione della National Basketball Association. I primi si impongono in casa sui Boston Celtics per 122-112, trascinati dalla tripla doppia di Tyrese Haliburton che chiude con 26 punti, 10 rimbalzi e 13 assist. Altri sei vanno in doppia cifra: ne fanno 21 Hield, 17 Turner (10 rimbalzi), 16 Mathurin, 14 Nesmith, 13 Brown e 12 Toppin. Troppo per Boston che nonostante i 32 punti e 12 rimbalzi di Tatum e i 30 di Brown (9 i rimbalzi) non evita la sconfitta.
Nell’altro match della notte sono i Pelicans ad avere la meglio sui Sacramento Kings, battuti in casa 117-127. New Orleans trova nei 30 punti di Ingram e nella doppia doppia da 18 punti e 11 rimbalzi di Valanciunas, la chiave della vittoria, per i Kings niente da fare nonostante i 30 punti di Fox e la tripla doppia da 26 punti, 13 rimbalzi e 10 assist di Sabonis.
Gli altri due quarti di finale sono Milwaukee Bucks-New York Knicks e Los Angeles Lakers-Phoenix Suns.
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Riscatto Torino, Atalanta battuta 3-0
TORINO (ITALPRESS) – Torna alla vittoria il Torino di Ivan Juric, che davanti ai suoi tifosi batte per 3-0 l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, balzando così nella parte sinistra della classifica e accorciando proprio sui nerazzurri, all’ottavo posto e ad una distanza di vantaggio. A decidere la partita la doppietta dell’ex di giornata, Duvan Zapata, intervallata dalla rete su rigore di Sanabria. Avvio di primo tempo in cui prevale lo studio tattico tra due avversari molto simili e ben messi in campo. Senza praticamente nessuna occasione buona, da una parte e dall’altra, è il Torino a trovare il lampo che sblocca il risultato, proprio con l’ex della gara Zapata, che servito da Vlasic inseritosi sulla sinistra riesce, da vero rapace d’area, a girare il pallone alle spalle di Musso. La squadra di Juric prende così fiducia, lasciando pochi spazi ad un’Atalanta insolitamente imprecisa in fase di impostazione della manovra. Torino ordinato e che mantiene bene il vantaggio acquisito, siglando addirittura il raddoppio all’undicesimo della ripresa, grazie alla trattenuta in area di Scalvini ai danni di Buongiorno che vale il rigore in favore dei granata: a presentarsi dal dischetto è Sanabria, lucidissimo nello spiazzare Musso e portare sul 2-0 il punteggio.
Atalanta colpita ancor di più nel morale nel mezzo di una serata non semplice fin dall’inizio, in cui sono mancate geometrie e intensità caratteristiche dell’undici di Gasperini. All’81’ è il neo entrato Pasalic a suonare la carica per i suoi e, al termine di una bella azione che lo libera all’interno dell’area granata, il croato scarica una conclusione velenosa di interno sinistro sulla quale deve impegnarsi Milinkovic-Savic per deviare in tuffo. Quella del trequartista atalantino resta la più importante delle opportunità in favore dei bergamaschi, che nel finale subiranno addirittura il gol del 3-0: è ancora Zapata, in stato di grazia, a ricevere nuovamente il pallone buono da Vlasic e a trafiggere Musso, siglando la doppietta che chiude la pratica in favore degli uomini di Juric.
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Svolta Serie D: dal 2024 obbligo di 3 under in campo
ROMA (ITALPRESS) – Riunione a Roma per 101 club della Lega Nazionale Dilettanti. L’incontro è stato condotto dal presidente LND, Giancarlo Abete, e dal coordinatore del dipartimento interregionale Luigi Barbiero. La notizia di copertina riguarda un cambiamento molto importante: per la prima volta in Serie D il numero degli under da schierare obbligatoriamente in campo passa da quattro a tre per le stagioni 2024/2025 e 2025/2026. Una decisione presa in condivisione con le società a seguito del cambiamento della norma sul vincolo e delle variazioni regolamentari dei campionati giovanili professionistici.
In apertura dell’evento, Abete e Barbiero hanno posto l’accento sul grande impegno del Consiglio Direttivo della Lnd per attenuare la portata della legge riguardante la riforma del lavoro sportivo. “L’impatto sulla Lega Nazionale Dilettanti è stato forte, ma ce lo aspettavamo – ha spiegato Abete -. Dobbiamo capire quali siano i correttivi da applicare”. Il presidente della LND ha anche sottolineato l’importanza della Serie D all’interno del calcio italiano: “La Serie D ha sempre avuto un ruolo centrale sia all’interno della Lega Nazionale Dilettanti sia in tutto il sistema sportivo. Dopo il venir meno della Serie C2, è divenuta il quarto livello del calcio. Si tratta di qualcosa di significativo”. Poi l’annuncio di Barbiero: “Il Dipartimento Interregionale, prima di prendere un provvedimento, ha coinvolto tutte le società. E’ emersa la necessità di non creare un’annualità doppia riguardo l’utilizzo dei giovani per non sovrapporci con i club professionistici. Così nelle stagioni 2024/2025 e 2025/2026 saranno tre gli under obbligatori da schierare in campo: un 2004, 2005 e 2006 per il prossimo campionato ed un 2005, 2006 e 2007 per quello successivo”.
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Festa Fiamme Gialle, Malagò “Un pezzo di storia dello sport”
ROMA (ITALPRESS) – Una giornata per rendere omaggio al gruppo della Fiamme Gialle. Presso il Salone d’Onore del Coni, davanti al presidente del Comitato Olimpico Nazionale, Giovanni Malagò, al numero uno di Sport e Salute Marco Mezzaroma, al massimo dirigente del Cip, Luca Pancalli e diversi presidenti federali, il gruppo sportivo, infatti, ha presentato l’attività agonistica e il calendario da tavolo 2024. “Questo è stato un anno importante per le Fiamme Gialle, con 50 podi ottenuti tra competizioni mondiali e internazionali, e il 2024 sarà altrettanto importante con gli appuntamenti sportivi per eccellenza, ovvero Olimpiade e Paralimpiade”, ha detto il Comandante del Centro sportivo della Guardia di Finanza, il generale Antonio Marco Appella. Le attività del gruppo, però, non si fermano certo allo sport ma proseguono con “l’impegno nelle iniziative di carattere sociale, con valori che puntano a elevare la nostra società afflitta da problemi alla cui soluzione lo sport può dare il suo contributo”, ha poi proseguito Appella. A salire sul palco, poi, il padrone di casa Giovanni Malagò, che ha sottolineato: “voi siete un pezzo molto importante della storia dello sport. Siamo veramente grati per quello che fate e non solo per i risultati sportivi, ma anche per l’esempio che date. Auguri per un grande 2024 e speriamo di essere ancora più riconoscenti nei vostri confronti”. Luca Pancalli, invece, ha voluto esprimere la sua “riconoscenza per quello che fate a livello sportivo ma soprattutto per il Paese. Parlate spesso di famiglia e intorno a questo concetto ruotano tutte le scelte fatte nella vostra storia, di cui siamo arrivati anche noi paralimpici a far parte quando ci sono state aperte le porte. Tutto questo è un pezzo di storia del nostro Paese”. Durante l’evento, poi, è stato proiettato il docufilm realizzato per il 70° Anniversario della fondazione del Gruppo Nautico Fiamme Gialle, avventura iniziata ufficialmente il 22 novembre 1953 quando, presso gli uffici della Federazione Italiana Canottaggio venne depositata la domanda di affiliazione del sodalizio remiero gialloverde. Premiate, infine, anche alcune medaglie storiche delle Fiamme Gialle come la prima a cinque cerchi conquista nel K2 a Barcellona ’92 da Antonio Rossi. Da quel momento in poi ogni edizione dei Giochi ha visto almeno un atleta del gruppo conquistare una medaglia, una tradizione che le Fiamme Gialle vogliono portare avanti anche a Parigi2024.
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