LECCE (ITALPRESS) – Il Parma batte il Lecce al Via del Mare per 4-2 e stacca il pass per gli ottavi di finale di Coppa Italia dove affronterà la Fiorentina. Alla prima occasione, dopo 9 minuti, gli emiliani passano in vantaggio. Gallo si fa rubare palla da Hainaut che serve dalla destra a rimorchio Sohm, il quale mette dentro con il piatto destro per l’1-0. Al 20′, l’arbitro Minelli si infortuna e viene sostituito dal quarto uomo Feliciani. Gli uomini di Pecchia raddoppiano al 29′. Piccoli libera di testa un corner calciato dalla destra, ma il primo ad arrivare sulla palla è Bonny che con un gran piatto destro al volo infila Brancolini. E’ il 2-0 con cui le due squadre vanno al riposo. I giallorossi accorciano le distanze al 9′ della ripresa quando Strefezza riceve palla in area e serve al centro Piccoli, che segna in tap-in dopo che Corvi aveva respinto un suo primo tentativo. I padroni di casa vanno all’assalto e al 31′ trovano il 2-2 con una perla di Strefezza, che riceve dal neo entrato Banda e pennella un bel destro a giro sul secondo palo che batte Corvi. La gara sembra in indirizzata verso i supplementari, ma in pieno recupero gli ospiti trovano il 3-2 grazie a una sgasata in area di Man che mette in mezzo trovando una deviazione di Pongracic che trafigge il suo stesso portiere. Sarà poi lo stesso Man a siglare, pochi minuti dopo, il rigore del definitivo 4-2.
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Il Parma vince 4-2 a Lecce, emiliani agli ottavi
Genoa-Reggiana 2-1 dopo 120′, grifoni agli ottavi di Coppa Italia
GENOVA (ITALPRESS) – Il Genoa vince 2-1 contro la Reggiana nei tempi supplementari e si regala gli ottavi di finale di Coppa Italia in casa della Lazio. Buona prova da parte degli emiliani, decisive le reti segnate da Haps e Gudmundsson, subentrato nella ripresa. Sabato ci sarà lo scontro diretto in casa del Cagliari mentre Antiste e compagni, ormai fuori dalla competizione, si concentreranno sul campionato e sul match contro il Lecco.
Quella del Ferraris è stata una gara tosta, con la squadra di Nesta – in campo col 3-4-1-2 – propositiva soprattutto per via delle accelerazioni in campo aperto di Djamanca. Il primo squillo è stato di Crnigoj, ma la conclusione dell’esterno sloveno è terminata di poco sul fondo. Lo stesso Djamanca è stato una spina nel fianco della difesa genoana, al 37′ è arrivato il diagonale vincente a superare Leali. Il numero uno del Grifone ha neutralizzato diverse occasioni da gol tenendo in partita i padroni di casa: all’8′ della ripresa un tiro dal limite di Haps, imparabile per Satalino, ha portato il punteggio in parità.
Nella ripresa la squadra di Gilardino ha premuto sull’acceleratore collezionando occasioni da gol a raffica: prima la traversa centrata da Puscas, poi il triplo intervento dello stesso Satalino a neutralizzare le velleità offensive dei liguri. Al 9′ del primo tempo supplementare ci ha pensato il solito Gudmundsson, con un diagonale dal limite dopo il velo di Malinovskyi, a regalare la qualificazione ai rossoblù.
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Vasseur “In Brasile per continuare a crescere e migliorare”
SAN PAOLO (BRASILE) (ITALPRESS) – Una Ferrari dai due volti approda in Brasile per provare a fare un altro step in avanti. Frederic Vasseur, in vista della tappa di Interlagos, assicura “il massimo impegno da parte di tutti noi. Ci aspettiamo che Mercedes sarà molto competitiva, ma dal canto nostro dobbiamo continuare a lavorare su noi stessi, a crescere e a migliorare sotto ogni aspetto, in particolar modo nella gestione delle gomme e delle strategie in gara. Carlos e Charles, al pari di tutta la squadra, in Brasile come a Maranello, sono molto motivati: non vogliamo fermarci fino alla bandiera a scacchi di Abu Dhabi”. Quella brasiliana sarà l’ultima tappa della tripletta americana ma anche l’ultimo weekend Sprint della stagione, il terzo negli ultimi quattro Gran Premi. “Le due gare più recenti, a Austin e Città del Messico, ci hanno visto brillare in qualifica, con due pole position consecutive di Charles e la prima fila tutta Ferrari di domenica scorsa, mentre in gara ci siamo dimostrati ancora vulnerabili agli attacchi dei nostri rivali – riconosce il team principal della Ferrari – Abbiamo comunque portato a casa due podi e siamo stati la squadra che ha raccolto il miglior bottino di punti tra quelle che lottano per il secondo posto, anche se i valori sono molto ravvicinati e appare chiaro come colmare il distacco che ci separa dalla seconda posizione – rimasto a 22 punti dopo Città del Messico – sia sempre molto difficile”.
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Ausilio “Obiettivo 2^ stella, Inzaghi geniale, Lukaku il passato”
MILANO (ITALPRESS) – Per restare 25 anni in uno stesso club come l’Inter “bisogna saper lavorare e dimostrarsi all’altezza, competente, con un gruppo di lavoro capace”. Non sempre basta ma nel caso di Piero Ausilio sì. C’è tanto di suo nella squadra guidata da Simone Inzaghi che la scorsa stagione è arrivata fino alla finale di Champions e che oggi guarda tutti dall’alto in campionato. “E’ un percorso lungo, di fatica, di sacrifici, come è giusto che sia – racconta il ds dei nerazzurri ai microfoni di Radio Serie A con RDS, nel corso di ‘Storie di Serie A’ – Per arrivare in alto bisogna passare attraverso un percorso, che è stato bello, con allenatori importanti e una proprietà che ha dato grandi motivazioni e capace di diventare vincente in pochissimo tempo. Io ho sempre pensato solo a lavorare, a fare le cose bene, e dare il massimo. La cosa di cui sono più orgoglioso è di aver lavorato per tre proprietà diverse in 25 anni. Marotta? C’è grande rispetto, c’è una chimica che nasce in modo spontaneo. E’ uno che delega e dà fiducia, dal punto di vista tecnico è la persona migliore con cui si possa lavorare”. A cambiare aria non ci ha mai pensato (“ci sono stati dei contatti, delle situazioni, ma non ho mai avuto la volontà di andare via. L’Inter è la mia seconda famiglia”) e anche col presidente Steven Zhang il rapporto è ottimo. “Ha tantissima passione, si informa di tutto, vede tutte le partite ed è sempre in contatto con noi – racconta Ausilio – Questo ci dà serenità, quando son stati commessi errori non ha mai esasperato le situazioni. Il caso Skriniar con un altro presidente avrebbe probabilmente causato comportamenti diversi, lui invece è venuto a chiederci cosa pensavamo di fare, con grande tranquillità”. Ausilio spende anche belle parole per Simone Inzaghi: “Semplice, umile, geniale e… pigro. Una delle persone più simpatiche che abbia conosciuto nel calcio. E’ molto diverso da Mancini, Pioli, Spalletti e Conte. Ha talento, altrimenti non arrivi così giovane ad allenare una grandissima squadra come l’Inter. Ha gusto per il buon calcio, giocato con qualità. Fa star bene tutti e i risultati si vedono. Non è mai stato vicino all’esonero e sono stra-sincero, perchè non è nella cultura di Zhang e Marotta”. E con Inzaghi l’Inter punta in alto. “Il prossimo sogno sportivo non è distante, ma richiede ancora tanto lavoro, forza e continuità. C’è la seconda stella, mi piacerebbe arrivarci il prima possibile. Lottiamo fino alla fine, poi se sarà qualcun altro a vincere gli stringeremo la mano”. Senza dimenticare quella Champions persa solo in finale contro il Manchester City. “Il City è probabilmente la squadra più forte del mondo, una società più avanti come altre in Europa, ma noi siamo ambiziosi e vogliamo vendere cara la pelle anche in Champions League. Potremmo partecipare al prossimo mondiale per club, è un obiettivo alla portata e vogliamo assolutamente centrarlo”. Uomo di mercato, l’acquisto di cui va più orgoglioso Ausilio è “quello di Lautaro, perchè era ormai un giocatore dell’Atletico Madrid”, fra le trattative più complicate quella per Pavard “perchè non c’era la volontà di cederlo nè del Bayern nè del suo allenatore” mentre un capitolo a parte merita la vicenda Lukaku. “E’ stata una delusione per come è finita ma a me non piace guardare al passato e non voglio parlare di un giocatore che è di un’altra società. Preferisco guardare al presente e al futuro, a come migliorare l’Inter, Lukaku fa parte del passato dell’Inter, mi ricorda uno scudetto meraviglioso, una bellissima plusvalenza e anche due finali perse. Per il resto ci deve essere, in tutte le cose, educazione e rispetto e secondo me a un certo punto sono venute a mancare. Quando ci si nega al telefono, ci si nasconde, si mandano a rispondere altre persone, allora capisci che devi voltare pagina. Per me è una cosa chiusa dall’8 luglio e sono stracontento di quello che è arrivato dopo”. Che si chiama Marcus Thuram. “La prima volta che ne ho parlato in società fu dopo la cessione di Lukaku al Chelsea, giocava esterno alta, non sapeva nemmeno lui di essere una prima punta. Prendemmo Dzeko, ma ci mancava un altro attaccante e lui era il prescelto. La negoziazione stava procedendo spedita, avevamo quasi definito tutto ma si fece male al ginocchio e di fatto si dovette cambiare obiettivo. Ma quegli incontri furono la base per quando poi ci siamo ripresentati, lui e il suo papà non avevano dimenticato che eravamo stati i primi e che il nostro era un progetto mirato su di lui”. Ausilio si tiene stretto anche Sommer, individuato per il dopo-Onana (“è un portiere pronto, abbiamo trovato un gran professionista”), consapevole che “i club italiani devono mettersi in mente che si possono fare investimenti, ma senza fare follie. Nel mondo esistono realtà che possiedono molte più possibilità e questo gap lo sentiamo tanto. Inghilterra e Arabia hanno grande forza, ma ci sono anche club tedeschi che investono tantissimo. Noi, d’altra parte, siamo bravi a giocare d’anticipo e magari arrivare prima sul giovane talento, a recuperare giocatori che in altri contesti han faticato ad affermarsi o fatto stagioni un pò negative”.
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San Antonio beffa Phoenix, vincono Clippers e Knicks
ROMA (ITALPRESS) – Nella notte di Halloween, Phoenix vede le streghe. Colpo grosso San Antonio al Footprint Center dove Keldon Johnson ruba palla a Kevin Durant e infila il canestro della vittoria (115-114) a 1″2 dalla sirena e dopo un’intera partita a inseguire. Reduci dal -40 contro i Clippers e sotto anche di 20, gli Spurs tornano a battere i Suns per la prima volta dopo 9 ko di fila: merito di un quarto quarto di alto livello (33-19 di parziale), di Johnson (27 punti) e ovviamente di Victor Wembanyama, che dopo una partenza a rilento chiude con 18 punti e 8 assist. Nei Suns – che chiedevano fallo sull’ultima azione – il migliore è comunque Durant con 26 punti, aspettando i rientri di Beal e Booker. Sotto gli occhi di James Harden, appena sbarcato da Philadelphia, i Clippers fanno 3 su 4 regolando Orlando 118-102, trascinati da Paul George (27 punti) e Russell Westbrook (18 punti), sul fronte Magic 15 punti per Paolo Banchero e 14 per Franz Wagner. A completare il quadro delle gare giocate nella notte il successo dei Knicks su Cleveland (109-91) con 19 punti a testa per Randle e Brunson, fra i Cavs – alla terza sconfitta su tre in casa – si salva il solo Mitchell (26 punti).
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Bologna-Verona 2-0, rossoblù agli ottavi di Coppa Italia
BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Bologna supera 2-0 l’Hellas Verona nel match valevole per i sedicesimi di Coppa Italia 2023/2024 grazie alle reti di Nikola Moro e Sydney Van Hooijdonk e stacca il pass per gli ottavi, dove incontrerà l’Inter. La formazione ospite ha un buon approccio alla partita, mettendo in difficoltà Ravaglia dopo pochi minuti con una doppia conclusione di Lazovic. I ragazzi guidati da Marco Baroni restano nella metà campo avversaria soprattutto con Hongla e Ferguson, ma non riescono a sfondare il muro eretto dalla difesa rossoblù. I padroni di casa non restano a guardare e reagiscono, ma la prima vera occasione da gol arriva soltanto al 28′ con un colpo di testa di Fabbian deviato in calcio d’angolo. Al 34′ gli scaligeri vanno vicinissimi al vantaggio con Cruz che, dopo aver saltato Ravaglia, colpisce un clamoroso palo a porta vuota da posizione defilata. Il cinismo che manca ai gialloblù lo trovano gli emiliani, che al 41′ vanno avanti con Nikola Moro, bravo a sfruttare un errore di Coppola e infilare la sfera alle spalle di Perilli. Nella ripresa il Verona torna in campo con il piglio giusto per provare a ribaltare le sorti del match, ma a trovare la via della rete è ancora il Bologna: al 62′ Sydney Van Hooijdonk approfitta di una corta risposta di Perilli e mette a referto il tap-in vincente. Mister Baroni prova a cambiare l’assetto tattico della squadra con delle sostituzioni, ma l’Hellas non va oltre una pericolosa conclusione dalla distanza di Coppola, che viene deviata in calcio d’angolo. Al 73′ il club veneto resta in inferiorità numerica a causa dell’espulsione per rosso diretto di Serdar, che stende Fabbian mentre si stava involando verso la porta avversaria. Nel finale il Bologna non deve fare altro che amministrare il doppio vantaggio, che consente ai ragazzi di Thiago Motta di battere 2-0 il Verona e di qualificarsi agli ottavi di finale di Coppa Italia.
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Poker alla Samp, la Salernitana sfiderà la Juve in Coppa Italia
SALERNO (ITALPRESS) – Tutto facile per la Salernitana, i granata vincono 4-0 contro la Sampdoria e volano agli ottavi di finale della Coppa Italia dove se la vedranno con la Juventus. Serata di festa per Inzaghi, in gol Tchaouna (doppietta), Ikwuemesi e Cabral: un successo che dà fiducia all’ambiente dopo le critiche degli ultimi giorni e in vista del match contro il Napoli, in programma sabato alle ore 15.00.
Al di là di una girata pericolosa di De Luca al 14′, i granata non hanno mai sofferto: a sbloccare il match ci ha pensato Ikwuemesi al 28′, decisiva la deviazione di Gonzalez a beffare Ravaglia. Da quel momento in poi la squadra di Pirlo ha sbagliato parecchio soprattutto in fase d’impostazione: la doccia fredda è arrivata nel minuto di recupero quando Tchaouna, con un diagonale da posizione defilata, è riuscito a siglare il 2-0. Nella ripresa si è vista una sola squadra, il francese ex Rennes al 22′ si è inventato un gran gol partendo dalla trequarti per poi convergere verso il centro: difesa ligure praticamente immobile, il 3-0 ha rappresentato la sentenza definitiva. Nella parte finale del match gli ospiti hanno provato a premere sull’acceleratore, la Salernitana ha invece gestito senza rischiare troppo. Al 41′ Cabral, su assist di Simy, ha siglato il poker. Negli ottavi di finale i granata sfideranno la Juventus mentre i blucerchiati, fuori dalla competizione, se la vedranno in campionato col Palermo: la situazione di classifica resta però disastrosa, al termine della gara c’è stata la contestazione da parte dei tifosi ospiti.
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Cittadella ko dopo 120′, Cremonese avanti in Coppa Italia
CREMONA (ITALPRESS) – Nel primo match dei sedicesimi di finale di Coppa Italia, la Cremonese supera per 2-1 il Cittadella dopo i tempi supplementari e se la vedrà con la Roma. Allo Zini, dopo l’1-1 dei regolamentari firmato da Bertolacci e Vita, ci pensa Coda a regalare gli ottavi ai grigiorossi.
Primo tempo dai ritmi non altissimi e molto spezzettato anche a causa del metro arbitrale imposto da Tremolada. L’occasione migliore della prima frazione è di Mastrantonio al 16′: il trequartista dei veneti calcia di destro da dentro l’area di rigore, trovando, però, la parata di Jungdal. La Cremonese riemerge dall’intervallo con maggiore determinazione e trova subito la rete del vantaggio. Bertolacci dialoga con Ciofani da dentro l’area di rigore e di destro indirizza la palla all’angolino basso segnando l’1-0. Piove sul bagnato per gli ospiti: al 53′ gli uomini di Gorini rimangono in dieci, in seguito al doppio giallo di Frare. I padroni di casa non chiudono la pratica e il Cittadella di cuore trova il pari all’83’ con Vita, bravo a segnare in tap-in dopo la respinta di Jungdal sul tiro di Magrassi. L’assalto finale della Cremonese non schioda il risultato dall’1-1 al termine dei novanta minuti. Ai supplementari la squadra di Stroppa fa la partita ma a decidere la sfida è la grande giocata del singolo: al 121′ Coda, entrato dalla panchina, segna la rete del 2-1 con un potente destro da bomber di razza.
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