ROMA (ITALPRESS) – Iniziano col botto i campionati Europei Cadetti per squadra nazionale italiana di Taekwondo con la vittoria dell’azzurro Diego Senesi. Il campione in carica ha riconfermato il proprio talento, conquistando la medaglia d’oro in una torneo che ha presentato notevoli sfide. La finale contro il greco Giorgio Mavridis è stata un’occasione per mettere alla prova la capacità di Senesi di mantenere il proprio status di campione. Nonostante un primo round inizialmente in salita, l’atleta italiano ha dimostrato un notevole grado di maturità, riuscendo a invertire la tendenza nei due round successivi e garantendo la vittoria con un punteggio finale di 2-1 a suo favore. L’azzurro ha commentato la sua vittoria, riconoscendo la complessità della sfida e la soddisfazione per il successo ottenuto:”Una vittoria difficile perchè riconfermarsi è molto complicato. Sono felicissimo per questo oro che mi dà tanta motivazione per continuare il mio percorso”.
Sono scesi sul quadrato altri cinque atleti azzurri. Tra loro spicca la campionessa del mondo cadetta in carica, Virginia Lampis, che ha affrontato un match combattutissimo contro la bulgara Marina Myhaylska nei quarti di finale. Lampis, dopo aver vinto il primo round, non è riuscita a prevalere nei successivi due, che si giocano al meglio dei tre round, per pochissimi punti. Domani, seconda giornata di gara con sette azzurri impegnati.
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Taekwondo, oro azzurro con Senesi agli Europei cadetti
L’ex centro Sportivo Delphinia di Caivano sarà riqualificato
ROMA (ITALPRESS) – L’ex centro Sportivo Delphinia di Caivano sarà riqualificato. Il progetto è stato presentato ufficialmente presso la Sala Verde di Palazzo Chigi. Il recupero della struttura sportiva, già approvato dal Commissario di Governo, rientra nel piano straordinario di interventi infrastrutturali e di riqualificazione, previsto dal governo Meloni, del territorio del Comune di Caivano. “Questa è una delle occasioni in cui si consacra il nostro ruolo. Caivano è il luogo in cui aggrediamo l’abbandono sociale. Lo Stato ha avvertito la necessità di una presenza più strutturata. Quello che presentiamo oggi è un segnale concreto, il valore dell’infrastruttura che presentiamo ha un valore importante perchè si incontreranno varie realtà come sport, cultura e sociale. Lo Stato è presente, risponde e mette in condizione una comunità di rigenerarsi”, ha sottolineato il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, in conferenza stampa. Lo stesso Abodi, poi, ha specificato come il “centro sportivo non potrà essere gratuito per tutti, ma lo sarà per gli studenti e le studentesse delle quattro scuole di Caivano”.
Un passo avanti importante verso il recupero di una zona problematica che servirà “una volta riqualificata, a dare alla collettività, anche con le opere di riqualificazione energetica, 200 kilowatt di potenza a fronte di un consumo di 80 kilowatt che aveva quando era aperto. Significa che si garantirà a 35 famiglie un’autonomia energetica”, ha sottolineato il Commissario di Governo per Caivano, Fabio Ciciliano. Il centro sportivo avrà una parte indoor e una outdoor. Saranno presenti più di 41 discipline sportive all’interno del centro, in modo di garantire al futuro gestore dell’impianto di accogliere chiunque. Caivano sarà collegata al parco verde e al centro sportivo tramite una linea ciclabile. “La prima tappa fondamentale era la bonifica dell’area. Poi ci sono altri due passaggi: partire con la gara d’appalto, sarà un appalto integrato, con un investimento intorno ai 9 milioni e 300 mila euro. La gara si concluderà alla fine di novembre per poi cominciare i lavori dal 1° dicembre. L’obiettivo è la chiusura dei lavori il 31 maggio 2024. Con consegna al pubblico dell’impianto sportivo”, ha specificato Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute.
L’obiettivo è quello di coinvolgere la popolazione “per condividere la progettualità del loro impianto sportivo. Lanceremo una call pubblica nella quale chiederemo una manifestazione di interesse alle eccellenze italiane a contribuire alla riqualificazione del complesso di Caivano affinchè diventi un modello. Ho visto grandissimo entusiasmo, questo è quello che fa Sport e Salute, ossia portare lo sport ovunque, soprattutto dove non c’è, illuminando le parti buie del Paese”, conclude Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute.
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Gravina “Tutelare nostri ragazzi, non sono carne da macello”
ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna delimitare i confini dei soggetti che hanno commentato in queste ore in maniera non approfondita alcuni temi. La risposta che è stata data da tutto il movimento sportivo, peraltro in ottemperanza a una legge dello stato, è di rispetto dell’autonomia del nostro mondo che implica al suo interno un altro concetto importante come quello della democrazia”. Lo ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina durante la presentazione dell’edizione numero 40 del Premio di cultura sportiva Beppe Viola, in programma lunedì 23 ottobre alle ore 17.00 presso il Salone d’Onore del Coni. “C’è poi un tema di conoscenza: bisogna approfondire meglio alcuni argomenti perchè così si rischia di fare del male al nostro sistema – prosegue il numero uno della Federcalcio – Se il mondo del calcio nel 2020 non avesse inserito nei propri principi statutari delle sanzioni per colpire chi scommette, ci saremmo dovuti adeguare alle leggi dello stato che non prevedono alcuna sanzione per chi scommette su piattaforme legali e un’ammenda per coloro che lo fanno su piattaforme illegali. Riteniamo invece di aver adottato delle norme di tutela. Ho anche la sensazione che si stia giocando sulla pelle di ragazzi molto giovani”. “Ho il dovere di difendere tanti giovani italiani che stanno diventando carne da macello. Dobbiamo tutelare l’integrità morale di questi ragazzi e guidarli nel processo di crescita, ed è per questo che le nostre sanzioni hanno previsto – e non era mai accaduto – un percorso di accompagnamento. Questi ragazzi non li abbandoneremo mai”, prosegue Gravina. La replica di Gravina si estende anche ad altri temi sollevati dalla politica. “Ho sentito parlare di doping, ma non del fatto che ci sia stato un solo caso. Lo abbiamo individuato: il nostro compito è quello di stabilire le norme e punire chi si dopa. Ho sentito poi parlare di diritti televisivi: un tema che non compete a noi. La Legge Melandri pone in capo la tematica ai soggetti organizzatori: la Lega, in questo senso, è destinatario della capacità e della responsabilità di gestirli. E poi le infrastrutture: legittimamente il Governo italiano ha comunicato in maniera forte che non ci sono fondi per questo tipo di attività”. “La Federazione non è un’azienda di costruzioni che realizza stadi: noi ci siamo preoccupati di offrire opportunità come Euro 2032, un successo nazionale e internazionale. Infine i debiti, che molte volte da provvedimenti che in maniera azzardata, come noi abbiamo sostenuto, hanno rinviato la copertura delle perdite di cinque anni. Questa cosa genera indebitamento, così come le rateizzazioni. Se ci sono delle sentenze che portano fallimenti perchè vengono applicate delle leggi dello stato – termina Gravina – non capisco perchè si attribuiscano responsabilità a soggetti che rispettano tali leggi”.
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Scommesse, Abodi “Con carta doveri niente più alibi”
ROMA (ITALPRESS) – “C’è un’idea concreta e arriverà in tempi brevi. Questa esperienza di Caivano ci dimostra che dal momento in cui si dichiarano le cose a quelle in cui si realizzano il tempo deve essere breve. E’ più facile costruire una carta dei doveri che realizzare un impianto e voi vedrete nel prossimo mese questo documento uscire affinchè non ci siano più alibi”. Così il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, ha commentato la carta dei doveri proposta in risposta al caso scommesse a margine della presentazione di riqualificazione e ristrutturazione del centro sportivo di Caivano. Commentando le parole di Gravina, in risposta a chi chiede le sue dimissioni, con il numero uno della Figc che ha sottolineato come l’autonomia va rispettata per mantenere la democrazia, il ministro ha replicato: “L’autonomia è un presupposto al quale teniamo tutti e che cercheremo di preservare. Non è un privilegio. E’ un fattore di salute dello sport, con il presupposto che la politica indubbiamente si preoccupi dello sport, perchè anche noi abbiamo risposte da dare. C’è un ciclo quadriennale che si esaurisce il prossimo anno ed è quello il luogo dove tendenzialmente si confronteranno le posizioni sportive e dove la politica sportiva farà la sua parte”, conclude Abodi.
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Martin all’assalto di Bagnaia in Australia, incognita meteo
PHILLIP ISLAND (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – L’incognita meteo piomba sul GP d’Australia. Mentre Pecco Bagnaia e Jorge Martin affilano le spade e sono pronti alla battaglia, guardano il cielo sperando di scrutare segnali. “Domani le condizioni sono previste stabili, ci sarà un pò meno vento, sabato la situazione meteo sarà più ‘normalè, con 19 gradi mentre domenica avremo 12 gradi, vento, e forse pioggia”, ha affermato il campione del mondo in carica della Ducati nella rituale conferenza stampa dei piloti. In cima ai pensieri del torinese c’è anche il tempo: “Qui può cambiare da un momento all’altro”, ha rincarato, mentre il suo amico personale, Jack Miller (Ktm), profondo conoscitore del settore, essendo australiano, annuiva al suo fianco. “A meno di grandi sorprese – ha proseguito Bagnaia, vincitore in Indonesia e di nuovo leader del Mondiale a causa anche della caduta di Martin – qui a Phillip Island non si staccherà nessuno. Lo scorso anno ogni volta che ci provavo tutti mi erano dietro. Qui c’è da gestire consumo posteriore ma anche anteriore. Va gestita la gara in base a quello. Non sarà facile creare un grande gap con gli altri”. Lo spagnolo Jorge Martin, assoluto dominatore delle ultime tre gare prima di Mandalika, rilancia la sua candidatura per la vittoria finale della classifica piloti. “Spero di recuperare il distacco da Pecco per arrivare a Valencia con la possibilità di lottare per il titolo mondiale. Di certo siamo competitivi in tutti i circuiti, dobbiamo continuare così. Solitamente sono velocissimo su questa pista”. Marco Bezzecchi, il terzo incomodo, sta pensando alla sua clavicola. Questa pista, con poche staccate, potrebbe fare al caso del pilota della Ducati Mooney. “E’ un circuito veloce, con poche staccate. Quando si frena c’è maggior pressione sulla clavicola, ci sono meno staccate; questo fatto un pò potrebbe aiutarmi ma ci sono anche curve velocissime”. Per il resto Fabio Quartararo vorrebbe finire il primo Gran Premio nella terra dei canguri: “Non ne ho mai finito uno…”, mentre Fabio Di Giannantonio, da un pò di tempo, parla solo del suo futuro. “Penso di essere un pilota di Motogp, resterei volentieri se c’è la possibilità, altrimenti vedremo altri campionati. Stiamo preparando, con il mio manager, dei piani A, B e C. Il primo piano è la MotoGP, se non ci saremo prenderemo in considerazione altre opzioni”. Dulcis in fundo lo spagnolo Maverick Vinales (Aprilia), il quale non si è detto preoccupato nè del vento e nemmeno di una eventuale pioggia ma ha anche annunciato che, se salirà ancora sul podio, come fatto a Mandalika, non metterà più il costume di Batman. “Se vincerò indosserò altri costumi, altro che quello di Batman…”.
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7 punti di Gallinari nel successo di Washington a New York
ROMA (ITALPRESS) – Successo di Washington nella pre-season dell’Nba. Sul pqrquet del Madison Square Garden, di fronte a quasi 19mila spettatori, i Wizards hanno travolto i New York Knicks per 131-106 con 41 punti di Poole, top-scorer dell’incontro; tra gli ospiti, 7 punti, 2 rimbalzi e 2 assist in 18 minuti di impiego per la 35enne ala lodigiana Danilo Gallinari. Vittoria sul campo di Miami Heat per i Brooklyn Nets, che si impongono per 107-104 con 22 punti di Walker e 19 di Sharpe. Affermazioni di misura anche per San Antonio Spurs e Golden State Warriors, a segno rispettivamente contro Houston Rockets (117-103, 25 punti di Vassell) e Sacramento Kings (116-115, 30 di Curry).
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Urso “Parigi sarà Olimpiade sicura, sì a russi e bielorussi”
ROMA (ITALPRESS) – Ha radici lontane, la decisione del Cio di confermare nel programma olimpico di Los Angeles 2028 la pesistica. “Già vent’anni fa tentammo di far ragionare l’ambiente, dimostrando che c’erano situazioni paradossalmente facili da leggere: qualcosa, nel sistema, non funzionava. Un sistema radicato, non semplice da contrastare: il tempo però ci ha dato ragione”. Il presidente della Federazione Federazione Italiana Pesistica, nonchè segretario generale della federazione internazionale (Iwf), Antonio Urso incassa con stile un successo anche personale, visto che da sempre si spende per ‘ripulirè la ‘suà disciplina da vizi antichi, come ad esempio il doping. “Questa vittoria nasce nel 2008, quando fui eletto presidente della federazione europea e capii che, a livello internazionale, c’erano meccanismi non consoni alla trasparenza e all’etica sportiva – ricorda all’Italpress il dirigente nisseno – Iniziammo così una battaglia che ci ha fatto togliere i leader del momento e ‘ripulirè la federazione internazionale, ora riconosciuta a pieno titolo nel movimento olimpico”. Non è stato un lavoro semplice portare di fronte al Comitato Internazionale Olimpico le prove di un ‘rinnovamentò della pesistica: “Il Cio ci ha mandato dei diktat chiari ed inequivocabili e dopo le elezioni dello scorso giugno, già a luglio ci ha convocati chiedendoci, entro dicembre, le evidenze di un cambiamento. E quando si ha un tempo così limitato, non si può sbagliare”. Ovviamente, all’interno dell’Iwf “c’è ancora qualcosa da limare ed è rimasta viva un pò della vecchia cultura, ma si iniziano ad apprezzare risultati che prima erano del tutto inimmaginabili. Ora, in tutte le competizioni internazionali, le medaglie vengono spartite tra il 40-42% delle nazioni: ciò significa che c’è la possibilità per tutti di salire sul podio”. Dopo le vittorie “politiche”, ci vogliono quelle in pedana. Per questo la Fipe è al lavoro da un pezzo per non deludere gli appassionati italiani: “Abbiamo due belle Nazionali, una pronta per Parigi e una che sta lavorando per Los Angeles – assicura il numero uno della Fipe – Prepariamo le Olimpiadi dieci anni prima: il gruppo delle giovanili sono il futuro, la direzione tecnica sta facendo un lavoro eccellente”. “Per il 2024 – prosegue – stiamo lavorando per portare il massimo di atleti qualificabili, e cioè sei. E tre di questi possono giocarsi il podio: Pizzolato, Zanni e la rivelazione Massidda, secondo al Mondiale a Riad e nella ranking list olimpica”. Urso, poi, auspica la partecipazione di atleti russi e bielorussi a Parigi2024, anche sotto la loro bandiera: “Credo che, tranne nel caso in cui ci sia una responsabilità diretta in una guerra di un atleta o di un tecnico, questi nulla hanno a che fare con i loro leader politici e dunque dovrebbero partecipare normalmente alle competizioni”. Il riaccendersi del conflitto tra Israele e Hamas ripropone il tema della sicurezza nei grandi eventi, a cominciare proprio da Parigi2024: “I Giochi olimpici sono una grande festa e dunque appetibili da chi ha idee differenti… I livelli di sicurezza sono sempre altissimi e il Cio li aumenterà ulteriormente. Lo necessita il periodo – conclude Urso – molto instabile dal punto di vista politico ed economico”.
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Vasseur “Bisogna tornare al livello visto a Singapore e Suzuka”
MARANELLO (MODENA) (ITALPRESS) – “Dobbiamo tornare al livello che abbiamo dimostrato a Singapore e in Giappone, perchè solo così possiamo ottimizzare la performance del nostro pacchetto e mettere Charles e Carlos in condizione di dare il massimo”. E’ questa la dichiarazione d’intenti di Fred Vasseur, team principal della Ferrari, in vista del primo dei tre appuntamenti Oltre Oceano. Si comincia nel weekend a Austin, poi sarà la volta di Messico e Brasile. “Ci attende una tripletta di Gran Premi molto impegnativa – sottolinea Vasseur – Saranno cinque gare in tre settimane considerando anche le sprint. Squadra e piloti sono dunque chiamati a mantenere altissimo il livello di concentrazione per massimizzare le opportunità che si presenteranno. Veniamo da una corsa nella quale abbiamo pagato a caro prezzo un problema di affidabilità sulla SF-23 di Carlos e abbiamo lavorato per fare in modo che situazioni simili non ci impediscano più di schierare al via entrambe le vetture”.
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