ROMA (ITALPRESS) – Jannik Sinner, dopo il successo sui campi di Toronto, primo Master 1000 vinto in carriera, è salito fino al gradino numero 6 del mondo ma l’azzurro non è affatto sazio. Anzi, il 22enne di San Candido in vista degli Us Open, al via lunedì, dalle colonne di “La Repubblica”, rilancia, con uno sguardo anche al sogno Coppa Davis, ovvero a quella “insalatiera” che manca all’Italia dal 1976 e precisamente dai fasti di Panatta, Barazzutti e Bertolucci, e alle Atp Finals di Torino. Un traguardo, questo ultimo, sempre più a portata di mano del tennista azzurro. “Per il momento sono messo abbastanza bene ma proviamo a finire così la stagione”, ha detto Sinner. “Gli Us Open? Toronto mi ha dato fiducia, poi a Cincinnati è andata così e così. Ma chissà, magari non tutto il male viene per nuocere: ho avuto più tempo per allenarmi. Ora sono in uno stato di forma fisico molto buono; lavoro tanto fino al weekend, poi arriva la parte più divertente, cioè giocare il torneo”, ha continuato il numero uno del tennis italiano.
Sinner ci tiene a precisare di essere legato ai colori azzurri, non solo in chiave Coppa Davis: “Da quando ho 13 anni tutti i miei ragionamenti sono in italiano. Ormai faccio fatica in tedesco. Con i miei amici parlo misto”.
“Le ragazze? Un tema importante… ma solo per i media. Mettiamola così: se sto insieme – o se non sto insieme – a qualche ragazza non lo metterò mai sui social, perchè la mia vita privata voglio tenerla tale. Non ho bisogno di mettere una foto domattina per far vedere a tutti che sono fidanzato, o che non lo sono”, ha concluso Sinner, che dopo il Major negli Usa sarà a Bologna per guidare l’Italia nelle sfide di Coppa Davis, in programma dal 12 al 17 settembre alla “Unipol Arena”.
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Us Open, Sinner pronto “Sono in un ottimo stato di forma”
Buffon nuovo capo delegazione azzurro “Pronto a dare una mano”
FIRENZE (ITALPRESS) – “Vorrei vedere un’Italia generosa. Come ha detto il ct Spalletti, l’obiettivo, oltre che poter pensare di vincere, è quello di regalare emozioni a chi ti guarda e renderlo orgoglioso di essere rappresentato da ragazzi, da una squadra e da un ct che sono bravi, altruisti e che mandano messaggi positivi”. Gigi Buffon torna in Nazionale e lo fa per la prima volta non da calciatore ma da dirigente. Il presidente federale Gabriele Gravina gli ha ceduto i gradi di capo delegazione azzurro della squadra da poco affidata a Luciano Spalletti, sperando che proprio uno dei monumenti del calcio azzurro possa dare quella spinta alla ripartenza di un’Italia che inevitabilmente ha subito un trauma con le sorprendenti dimissioni di Roberto Mancini. “In questi giorni – racconta Buffon – ho avuto la fortuna di stare vicino al presidente Gravina e al mister con il suo staff e devo dire che ho risentito parlare di concetti, di emozioni e di valori che secondo me sono imprescindibili se si vuole arrivare a un obiettivo che sia almeno minimo, perchè poi ci sono anche degli avversari che devi affrontare man mano e ci sta ogni tanto di rimbalzare e di uscirne sconfitti, però ho la sensazione che l’Italia, con Luciano Spalletti come ct, abbia veramente trovato l’uomo giusto al momento giusto”. Inevitabile però tornare sull’addio di Mancini: “Una scelta sicuramente inaspettata, alla quale però mi sembra che la Federcalcio abbia dato delle risposte molto celeri e soprattutto molto convincenti. Questa è la cosa che più interessa al mondo e ai tifosi azzurri”. Per quanto riguarda invece il suo nuovo ruolo, Buffon ringrazia Gravina e Spalletti per la fiducia: “Qualcosa sicuramente di non dovuto e non scontato. Il fatto che nel loro immaginario una figura come la mia potesse essere uno strumento di unione, condivisione, altruismo e miglioramento di quello che doveva essere un percorso nuovo, mi inorgoglisce, mi stimola e rende me, come il mister, un uomo felice perchè torno in un ambiente che penso di conoscere abbastanza bene”. “Anche in questa nuova veste – afferma ancora Buffon – penso che alla fine il mio ruolo sia quello di poter dare un piccolo contributo e mettere un piccolo mattoncino in quelle che saranno tutte le dinamiche che andremo a vivere in futuro”. Buffon eredita il ruolo di capo delegazione azzurra da Gianluca Vialli: “Pensare o avere la presunzione di poter essere da subito al pari suo sarebbe sbagliato, perchè ognuno di noi ha un proprio passato e un proprio percorso, attraverso il quale uno matura. Venire qua cercando di riproporre un Gianluca Vialli sarebbe sbagliato, perchè non ne sarei all’altezza, e quindi cercherò di essere quello che sono sempre stato, cercando di aiutare il presidente, il mister e la squadra con un consiglio, una parola, con un qualcosa che si può scorgere e che magari può essere sfuggito agli occhi degli altri”.
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Gravina “Con scelte Spalletti e Buffon ho fatto il massimo”
FIRENZE (ITALPRESS) – “Sabato scorso abbiamo parlato di un nuovo capitolo della storia azzurra, una storia che non si può fermare. Oggi è un’altra bellissima giornata, uno dei monumenti della nostra storia torna finalmente a casa. Da oggi, dal 1° settembre se volete, Gigi Buffon è il nuovo capodelegazione della Nazionale”. Lo ha detto il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, nel corso di una conferenza stampa in cui è stato presentato come capodelegazione del team azzurro Gianluigi Buffon. Alla conferenza stampa è presente, come ospite, anche il neo ct azzurro Luciano Spalletti, presentato invece sabato.
“Come avevo annunciato, quello dl capodelegazione è un ruolo che rientra nelle prerogative del sottoscritto e sono particolarmente orgoglioso di dare questo testimone a Gigi Buffon”, ha aggiunto Gravina. “Ho parlato sabato scorso di orgoglio, di appartenenza e di identità, valori che si ritroviamo in un’atleta e un professionista come Gigi Buffon, il giocatore con maggiori convocazioni in Nazionale”, ha precisato il numero uno della Figc.
“La maglia azzurra Gigi Buffon ce l’ha, se non come seconda pelle, come una componente fondamentale della sua vita. Prima ancora che smettesse di giocare l’ho contattato ma lui con grande tenacia ha deciso di continuare e quando ha smesso siamo tornati alla carica e lui con molto entusiasmo ha accettato. Quando abbiamo parlato lui mi ha ricordato due persone che hanno ricoperto il suo ruolo, Gigi Riva e Gianluca Vialli, due uomini dalle grandi capacità umane. Grazie a Buffon per aver accettato questo ruolo, l’augurio che gli faccio è che diventi immortale, come grande dirigente, dopo esserlo già diventato da calciatore”, ha continuato Gravina. “Ogni volta che si viene a Coverciano per il raduno azzurro si provano forti emozioni, oggi è il primo giorno e le emozioni sono molto forti. Come supertifoso dei colori azzurri, dopo aver passato un’estate non per colpa nostra turbolenta, credo che sia motivo di grande soddisfazione sapere che questa squadra è in mani salde con Luciano Spalletti come allenatore e con Gigi Buffon come capodelegazione. Come presidente federale con questo scelte penso di aver fatto il massimo per onorare la maglia azzurra”, ha puntualizzato infine il numero uno della Figc.
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Petrucci “Italbasket nel G8, ora sognare non costa nulla”
ROMA (ITALPRESS) – “Il basket è diventato sempre più difficile. Basti considerare quanto spazio è stato dato nei giornali e nelle televisioni nazionali a questo ritorno dell’Italia nel ‘G8 mondialè . E’ merito di una prestazione straordinaria di ragazzi normali”. Così il presidente della Fip, Gianni Petrucci, ai microfoni di Radio anch’io sport su Radio Rai. La Nazionale italiana di basket è tornata, dopo 25 anni, nei quarti di finale dei Mondiali.
“Un allenatore così, ‘sui generis’, sotto tutti i punti di vista, non lo abbiamo mai avuto. Abbiamo avuto grandi allenatori ma la simpatia e le caratteristiche di Pozzecco non le ha nessuno”, ha aggiunto il numero uno della Federbasket, a proposito del carisma del coach del team azzurro. “Domani giochiamo contro dei colossi, che sono sempre di un altro livello, anche se ieri hanno perso. Noi vogliamo andare avanti. Loro sono favoriti ma noi vogliamo arrivare”, ha detto ancora Petrucci, già proiettato verso la gara dei quarti di finale del torneo iridato, che oppone l’Italia agli Usa.
“Questa squadra non si abbatte mai. Pozzecco è un grande allenatore, dovreste vedere come e quanto allena la squadra. Essere fra i primi otto del mondo è una grande soddisfazione ma ancora ‘non abbiamo fatto nientè. Io l’avevo detto già: “Voglio giocare contro gli Usà. Ci dobbiamo paragonare ai grandi e sognare non costa nulla. E poi c’è Banchero: voleva giocare con l’Italia? Adesso ci giocherà contro. A lui non dirò niente però. E’ grande giocatore e lo ha dimostrato. La mia è comunque solo una battuta. Ha fatto tutto lui: noi dobbiamo solo ringraziarlo, perchè ci ha fatto scoprire altri ottimi giocatori per la nostra Nazionale”, ha proseguito il presidente della Fip.
“Gli Usa sono dei fenomeni. Il clima in casa Italia è ideale. Datome? Per adesso avrà un ruolo nell’Armani a Milano. Poi vedremo. E’ un grande campione e una grande persona. Ha detto che lascia ma abbiamo visto tutti a che livello ha giocato in questi Mondiali”, ha concluso Petrucci.
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Capello “Inter forte e convinta, Milan compatto, Juve ibrida”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Inter prosegue sull’abbrivio della finale di Champions della scorsa stagione. Si è vista in queste giornate di campionato una grande squadra, convinta delle proprie forze. Lo dimostra il fatto che fin qui non ha subito alcun gol. La sorpresa è il Milan: l’ultima gara ha dimostrato di essere squadra. Ha giocatori di qualità e di forza e mi sembra molto più compatta. La Juventus è ancora un ibrido. A questa squadra manca un pò di personalità e un pò di qualità. Ieri con Pogba e Rabiot in campo si è visto qualcosa in più. Il Napoli non gioca più come lo scorso anno. Mi è sembrato che abbia perso quella determinazione che aveva lo scorso campionato. Adesso mi pare che faccia girare la palla un pò più lentamente”. Così Fabio Capello, ai microfoni di Radio anch’io sport su Radio Rai, a proposito delle prime gare della nuova Serie A.
“Su chi scommetterei? Io dico Inter, soprattutto per l’organico complessivo: quello nerazzurro lo preferisco a quello del Milan. Questo Napoli, invece, ripeto, non è quello dello scorso anno”, ha aggiunto l’ex allenatore di Milan, Juve e Roma.
“C’è poco rispetto per gli arbitri: a ogni fallo c’è una protesta. Ma oggi quando è intervenuto il Var è finita: è inutile andare a protestare. A volte anche loro, gli arbitri, dovrebbero fare diversamente con gli allenatori. Non devono correre verso le panchine per sventolare il giallo ai tecnici ma devono cercare di parlare con loro e spiegare le varie decisioni. Ci vuole rispetto per gli i direttori di gara ma loro lo devono avere nei confronti degli allenatori”, ha detto ancora Capello.
“Il Real Madrid nuovo è molto diverso, è molto giovane e aggressivo. Sarà un problema per tutti affrontarlo quest’anno, non solo per il Napoli (avversario in Champions dei blancos, ndr.). Il girone del Milan è di certo quello più difficile”, ha concluso l’ex allenatore di Milan, Juve e Roma, a proposito della Champions League.
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Empoli-Juventus 0-2, Danilo e Chiesa lanciano i bianconeri
EMPOLI (ITALPRESS) – La Juventus fa suo il posticipo domenicale superando con merito l’Empoli al Castellani per 2-0. A decidere il match sono una rete di capitan Danilo nel primo tempo e una zampata in contropiede di Chiesa nel finale. Grazie a questa vittoria, la Juventus sale al terzo posto con 7 punti all’attivo. L’Empoli rimane invece l’unica squadra del campionato ancora ferma a quota zero dopo tre giornate. Gli ospiti prendono in mano il pallino del gioco e provano ad attaccare, ma senza creare grossi grattacapi a Berisha nella prima fase dell’incontro. Alla prima occasione buona, però, gli uomini di Allegri passano in vantaggio. E’ il 24′ quando Kostic batte un corner dalla sinistra e si forma una mischia in area, con Danilo che è il più veloce di tutti a infilare il portiere con un destro ravvicinato. Alla mezz’ora, Chiesa libera in area McKennie che va alla conclusione a botta sicura con il piatto destro ma Pezzella interviene con il corpo e salva i suoi. Al 37′ Gatti si avventura nell’area avversaria e salta Maleh che lo sgambetta. L’arbitro assegna il rigore. Dal dischetto si presenta Vlahovic, che si fa però ipnotizzare da Berisha che ferma la conclusione del serbo in due tempi. Sarà l’ultima occasione del primo tempo, che termina sull’1-0. La prima occasione della ripresa arriva al 13′, quando Chiesa viene liberato in area e si invola verso la porta ma il suo destro esce di un soffio a Berisha battuto. Al 21′ è il neo entrato Pogba a firmare il raddoppio, ma l’arbitro annulla per fuorigioco di Vlahovic al momento dell’assist. I bianconeri dominano e al 37′ trovano il raddoppio. I toscani sono tutti sbilanciati in avanti e Milik trova in profondità Chiesa che parte dalla sua metà campo, si presenta davanti a Berisha, lo salta e lo infila a porta vuota per il definitivo 2-0. In pieno recupero c’è ancora spazio per una traversa colpita di testa dallo stesso Milik e da un palo centrato da Kean, ma il risultato non cambierà più.
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Lecce batte Salernitana 2-0, salentini imbattuti
LECCE (ITALPRESS) – Il Lecce di Roberto D’Aversa batte per 2-0 la Salernitana e conquista il terzo risultato utile consecutivo del suo campionato. Dopo la vittoria all’esordio contro la Lazio e il punto conquistato in rimonta contro la Fiorentina, i salentini conquistano un altro risultato positivo al termine di una partita comunque equilibrata, con una Salernitana discontinua durante tutta la prestazione del ‘Via del Marè, animata, sponda amaranto, prevalentemente da giocate dei singoli. Il Lecce ci mette appena sei minuti a sbloccare il risultato, grazie alla percussione sulla destra e al cross di Gendrey sul quale arriva benissimo Krstovic, che anticipa Gyomber e di testa indirizza sul secondo palo il pallone sul quale Ochoa non può intervenire. Lecce che concretizza subito un dominio nel pressing e nella gestione palla. Sul finale di primo tempo la Salernitana va vicina al gol del pareggio, con l’incursione tra le linee di Kastanos che imbuca perfettamente per Candreva, ma la conclusione ravvicinata dell’ex Inter si infrange su Falcone. Prima frazione di gioco che si chiude in equilibrio, nonostante il vantaggio della squadra di D’Aversa che nel secondo tempo inizia con meno verve offensiva, lasciando campo alla Salernitana. Nel finale il Lecce chiude la partita, grazie al calcio di rigore assegnato per fallo di mano proprio di Cabral: è il neo entrato Strefezza a calciare dagli undici metri e a spiazzare Ochoa, siglando il gol che ipoteca la seconda vittoria in campionato dei salentini.
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Poker Inter alla Fiorentina, nerazzurri a punteggio pieno
MILANO (ITALPRESS) – L’Inter non ha più intenzione di fermarsi. Tre vittorie nelle prime tre giornate, contro la Fiorentina finisce 4-0: decisiva la doppietta di Lautaro Martinez e i gol di Thuram e Calhanoglu (su rigore). Tante indicazioni per Inzaghi, tra cui 8 gol segnati e 0 subiti, un bel segnale in vista del derby in programma dopo la sosta. Male la squadra di Vincenzo Italiano che ora dovrà cancellare la brutta prova di San Siro nel match casalingo contro l’Atalanta. I due allenatori hanno deciso di affidarsi alle rispettive certezze: il tecnico piacentino ha piazzato Calhanoglu in cabina di regia con Barella e Mkhitaryan a supporto. In attacco la coppia Lautaro-Thuram, confermata la linea difensiva delle prime due uscite. Gli ospiti invece hanno scelto il 4-2-3-1 con Beltran unica punta e Bonaventura sulla trequarti, con Nico Gonzalez piazzato sull’out di destra. Ad alzare i ritmi ci ha pensato il solito Dimarco prima con una conclusione dalla distanza bloccata da Christensen, poi con l’assist confezionato al 23′ per Thuram: l’attaccante francese ha superato di testa il portiere danese trovando il suo primo gol in nerazzurro. La rete ha stappato la partita, il numero 9 ha sfiorato la doppietta con un’azione fotocopia pochi minuti più tardi. I viola invece si sono visti pochissimo, al di là di una frustata dalla distanza di Bonaventura la squadra di Italiano non è riuscita ad impensierire Sommer. Il copione del secondo tempo è stato praticamente identico ai primi 45 minuti: al 5′ Dumfries ha sganciato un diagonale da posizione defilata, decisivo il tocco dello stesso Christensen che ha deviato la sfera sul palo. All’8′ Lautaro ha trovato il raddoppio dopo un’ottima azione di contropiede, la seconda rete ha praticamente indirizzato il match: il 3-0 è arrivato dal dischetto con Calhanoglu, il quarto gol è stato siglato ancora da Lautaro su suggerimento di Cuadrado.
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