ZANDVOORT (OLANDA) (ITALPRESS) – Davanti al suo pubblico non poteva sbagliare. Sarà Max Verstappen a partire davanti a tutti nel Gran Premio d’Olanda: sul circuito di Zandvoort il pilota della Red Bull vola in 1’10″567, rifilando oltre mezzo secondo a Lando Norris che con la sua McLaren lo affiancherà in prima fila. Pole numero 28 in carriera per il due volte campione del mondo – a -1 da Fangio -, l’ottava stagionale e la terza di fila sulla pista olandese. Seconda fila per George Russell su Mercedes e la sorprendente Williams di Alexander Albon, quindi Fernando Alonso su Aston Martin per una terza fila tutta spagnola, visto che al suo fianco scatterà Carlos Sainz, sesto con la Ferrari a 1″187 da Verstappen. Alle loro spalle Sergio Perez (Red Bull) e Oscar Piastri (McLaren), chiudono la top ten sulla griglia di partenza Charles Leclerc e Logan Sargeant (Williams), entrambi costretti a chiudere in anticipo il Q3 dopo un’uscita di pista. Partirà ancora più indietro Lewis Hamilton con la sua Mercedes: il sette volte iridato finisce relegato sulla 13esima casella dopo l’eliminazione nel Q2.
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Verstappen pole anche in Olanda, Sainz in terza fila
Allegri “Ci vuole calma. Lukaku? Contento dei miei attaccanti”
TORINO (ITALPRESS) – Calma e piedi per terra. Massimiliano Allegri veste i panni del pompiere alla vigilia della gara col Bologna, la prima stagionale allo Stadium (“dovremo essere bravi noi a trascinare i tifosi giocando una bella partita”), contro una squadra “che gioca bene, con giocatori molto bravi, che col Milan ha creato molto, una squadra che se non l’affronti nel modo giusto, facendo una partita ottima, difficilmente la porteremo a casa”. Le bella immagine offerta dalla Juve a Udine non è passata inosservata anche se “c’è stato troppo entusiasmo, l’entusiasmo fa bene ma siamo solo all’inizio della stagione, ci vuole calma. Si può cavalcare l’onda dell’entusiasmo ma senza che ci porti a strafare perchè ci possiamo fare male, a cambiare i giudizi ci vuole un attimo. Dobbiamo rimanere coi piedi per terra, stare sereni e tranquilli, la normalità sarà tornare ad abituarsi a vincere più partite possibili e per questo dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo. Dobbiamo trasformare il fatto che non giocheremo ogni tre giorni in un’opportunità, quella di lavorare la settimana in modo diverso rispetto a come siamo stati abituati”. Di sicuro si è vista una Juve diversa rispetto ai primi due anni di Allegri, più propositiva, più aggressiva, cambiamenti che però hanno una spiegazione precisa a detta del tecnico. “Abbiamo una rosa completamente diversa e bisogna correre molto – spiega – L’età media si è molto abbassata e ogni anno, prima di iniziare, do un indirizzo alla squadra e allo staff su come lavorare in base alle caratteristiche che abbiamo a disposizione. Quest’anno è importante avere grande rispetto per gli avversari, sapere i propri limiti e lavorarci per migliorare, e correre: un grande direttore sportivo mi disse che nel calcio non è obbligatorio, ma aiuta”. Il mercato, intanto, sta per chiudersi e Allegri non si aspetta novità, sebbene in questa sessione l’unico volto nuovo arrivato sia quello di Weah visto che Cambiaso era già di proprietà dei bianconeri. “Credo che rimarremo questi di cui sono molto contento. Questa è una squadra che ha margini di miglioramento, abbiamo giovani che possono crescere ed è di buon auspicio per il futuro della Juve. Sapevamo che c’era da intervenire poco”. E pazienza se Lukaku andrà alla Roma. “Abbiamo Vlahovic, Chiesa, Milik e Kean che sono molto bravi e poi Yildiz che ha grandi prospettive. Non sta a me giudicare quello che fanno gli altri, al 31 sarà più chiara la forza delle altre squadre”. A proposito di attaccanti, a differenza di Bonucci (“Con Leo abbiamo parlato, non c’è niente da aggiungere, nessun commento. Leo conosce la situazione, la Juve è stata chiara”), Moise Kean è pienamente nel progetto. “Kean non è mai stato fuori rosa, è venuto una volta in ritardo ma capita ogni tanto e noi facciamo una bella beneficenza. Non è successo niente, ha avuto una ricaduta ma ora è a disposizione e sta bene”. Per lui potrebbe esserci spazio domani a gara in corso come per Pogba (“sta meglio, ha fatto una buona settimana di allenamento, col Bologna sarà a completa disposizione e potrà essere anche utilizzato”) mentre rispetto a Udine “non ci sarà Szczesny: ha ricevuto un colpo in partitella e giocherà Perin. Sugli altri dieci ho due dubbi, uno a metà campo (McKennie-Miretti, ndr) e uno sull’esterno, deciderò domattina”. Infine una battuta su quell’Arabia Saudita alla quale Allegri ha saputo resistere a differenza di molti altri. “Rimpianto no, quando sono tornato alla Juve ho firmato per 4 anni, il mio obiettivo è, il giorno in cui andrò via, lasciare una squadra con un futuro, che per anni possa lottare per la vittoria. L’Arabia Saudita però è una realtà, fanno le cose per bene, hanno preso giocatori di alto livello ma anche medi. Non sono preoccupato ma il mondo è globalizzato, bisogna farci i conti”.
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Oro Italia nel C2 1000 ai Mondiali Canoa, Buonfiglio “Prestigioso”
DUISBURG (GERMANIA) (ITALPRESS) – Sventola il tricolore a Duisburg, in Germania, ai Mondiali di canoa velocità e paracanoa, validi anche come qualificazione per i Giochi di Parigi 2024. Dopo la doppia medaglia, oro e bronzo, conquistata ieri nella paracanoa, oggi l’Italia ha conquistato uno storico oro nel C2 1000 metri, il risultato più importante per questa specialità della canoa canadese. A salire sul gradino più alto del podio Nicolae Craciun e Daniele Santini, dopo aver dominato la gara dall’inizio alla fine e aver battuto i padroni di casa della Germania, argento, e la Romania, bronzo. “Non potevamo accettare un risultato diverso dal primo posto e lo abbiamo portato a casa con i denti”, ha affermato Craciun. “Vincere contro la Germania in casa loro non è cosa da poco e siamo contenti di aver centrato l’obiettivo”, ha aggiunto Santini che ha dedicato la vittoria alla neonata figlia Caterina. “Una medaglia prestigiosa che ha caricato tutta la squadra, tanto che oggi abbiamo qualificato per la finale anche il C2 500 metri. Un oro importante che si aggiunge alle due medaglie, un oro e un bronzo, conquistate ieri nella paracanoa”, ha dichiarato all’Italpress il presidente della Fick Luciano Buonfiglio. “Qui in Germania abbiamo avuto risultati positivissimi anche dai più giovani, con i ragazzi e le ragazze del K2 che hanno sfiorato la finale. Un segno che il percorso avviato con i giovani per le Olimpiadi del 2028 sta iniziando proprio bene”, ha aggiunto il numero uno della Federcanoa. Nel C2 500 metri, nuova distanza olimpica, Carlo Tacchini e Gabriele Casadei hanno dominato la batterie, chiuso al terzo posto la semifinale e nella finale di domani partiranno dalla corsia nove. Conquista una corsia in finale anche Olympia Della Giustina nel C1 500, grazie al secondo miglior tempo della sua semifinale. Volano alla ricerca del titolo iridato Sara De Gratta e Tommaso Freschi dopo aver vinto la semifinale del K2 500 misto. “Sono orgoglioso e fiero di tutta la squadra, che sta rappresentando le società italiane nel migliore dei modi in un Mondiale dove il livello è altissimo. E’ una grande soddisfazione che dedichiamo a tutti i club italiani. Credo – ha concluso Buonfiglio – che tutto il mondo sportivo italiano, non solo della canoa, stia dimostrando di poter essere protagonista e noi nel nostro piccolo stiamo facendo la nostra parte”.
– foto ufficio stampa Fick –
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Seregni oro e Zane bronzo nella World Triathlon Cup a Weihai
ROMA (ITALPRESS) – Azzurre da copertina nella tappa di World Triathlon Cup a Weihai su distanza olimpica, con la medaglia d’oro per Bianca Seregni (G.S. Fiamme Oro-DDS/7MP) e quella di bronzo per Ilaria Zane (Overcome) a completare il doppio podio azzurro.
L’azzurra delle Fiamme Oro centra la sua prima medaglia d’oro di Coppa del Mondo dopo l’argento di Karlovy Vary e il bronzo di Huatulco nel 2022 e l’argento sempre a Karlovy Vary nel 2021. Seconda medaglia in World Triathlon Cup invece per Ilaria Zane dopo l’argento dello scorso anno a Miyazaki.
La Seregni, dopo aver dominato la frazione di nuoto di 1,5 km ed essere stata ripresa da un gruppo di circa venti atlete al primo degli otto giri di ciclismo sul tracciato di 40 km totali, ha piazzato l’allungo decisivo subito dopo aver posizionato la bici nella sua posizione numero 1 in T2 e ha tagliato il tagliando in solitaria gestendo in tranquillità nella corsa il vantaggio dalla Perterer al suo inseguimento.
Ilaria Zane ha conquistato la sua seconda medaglia di Coppa Mondo vincendo la volata finale con la spagnola Anna Godoy Contreras dopo un lungo testa a testa di 10 km iniziato subito dopo la T2. Le due atlete in lotta per il bronzo nel corso dei 10 km avevano prima staccato la giapponese Niina Kishimoto unica atleta a restare agganciata nella prima parte della frazione di corsa. Sfortunata l’ultima azzurra in gara Luisa Iogna Prat (707) che si era inserita nel gruppo delle venti atlete in testa nel ciclismo ma è stata costretta al ritiro da un problema meccanico alla sua bicicletta poco prima della seconda transizione. Nella gara maschile, senza azzurri al via, la vittoria è andata al messicano Crisanto Grajales davanti al giapponese Makoto Odakura e al tedesco Lasse Nygaard Priester.
– Credit Foto World Triathlon –
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Micheli, Sotero e Frezza in finale ai Mondiali di pentathlon
ROMA (ITALPRESS) – Tre azzurre in finale con vista sulla medaglia a squadre. L’Italia del pentathlon moderno sorride al termine delle semifinali femminili ai Mondiali senior in corso a Bath, in Inghilterra. La campionessa del mondo in carica Elena Micheli (Carabinieri), la campionessa europea Alice Sotero (Fiamme Azzurre) e Alessandra Frezza (Aeronautica Militare) hanno, infatti, centrato l’accesso alla finale in programma domenica allo Sports Training Village (STV) dell’Università di Bath.
Nella semifinale “A” Alice Sotero ha chiuso con 1110 punti, assieme all’egiziana Salma Abdelmaksoud, alla vicecampionessa del mondo Michelle Gulyas e all’atleta di casa Jessica Varley. Nella semifinale “B” Elena Micheli ha chiuso davanti a tutte con 1130 punti, ottava Alessandra Frezza a 1123. Con tre atlete italiane in finale l’Italia può lottare per la medaglia a squadre.
Domenica la finale femminile prenderà il via con la prova di equitazione alle 10.20 ora locale (11.20 in Italia). Seguiranno le prove di scherma (Bonus Round), nuoto e laser run. Intanto, venerdì pomeriggio si è svolto anche il Ranking Round di scherma in vista della semifinale e finale maschile. Matteo Cicinelli (Carabinieri) ha chiuso con 210 punti, Giorgio Malan (Fiamme Azzurre) a 200. Oggi gli azzurri affronteranno le semifinali, con le prove di scherma, nuoto e laser run, al via alle 10.35 ora locale (le 11.35 in Italia). Le finali maschili sono in programma domenica pomeriggio.
– foto ufficio stampa Fipm –
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Staffette azzurre da sogno, le due 4×100 volano in finale
BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Le due staffette italiane 4×100 sono nella finale mondiale. Uomini e donne compiono alla perfezione il compitino nel primo turno, guadagnandosi una corsia nell’atto decisivo di domani sera. Roberto Rigali, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Filippo Tortu stampano con 37″65 (secondo miglior crono italiano di sempre dopo il 37″50 della finale di Tokyo) il tempo più veloce delle batterie, entrando nell’atto conclusivo (domani alle 21″40) con lo spirito giusto. Ma anche Zaynab Dosso, Dalia Kaddari, Anna Bongiorni e Alessia Pavese si superano, migliorando il record italiano di 57 centesimi con 42″14. Come annunciato alla vigilia, il responsabile della velocità Filippo Di Mulo ha sciolto la riserva sulla composizione solo nel campo di riscaldamento, optando quindi per il piano B, con le conferme, rispetto ai Giochi giapponesi, di Jacobs e Tortu in seconda e quarta frazione, lo spostamento di Patta in terza e l’inserimento di Rigali in prima. Niente pettorale quindi per Fausto Desalu. L’avvio del bresciano della Valle Camonica è buono (tempo di reazione di 0″115, frazione da 10″60), mentre il contro rettilineo di Marcell Jacobs è davvero rassicurante. Il desenzanese non si vedeva così pimpante da tempo e il suo 8″81 lanciato lo dimostra. Grande curva del sardo Patta (9″24) e chiusura anche controllata del brianzolo Tortu: 9″00. Secondi sono i sudafricani (37″72), terzi i britannici (38″01). Nell’altra semifinale gli Stati Uniti (con Coleman e Kerley, ma senza Lyles e Knighton) si fermano a 37″67, precedendo giamaicani (37″68) e giapponesi (37″71). Sotto i 38″ scendono anche i francesi (37″98). Quartetto confermato invece rispetto alle previsioni in campo femminile, con le collaudate Dosso (11″48), Kaddari (10″03), Bongiorni (10″65) e Pavese (9″98) nell’ordine ipotizzato già nei giorni scorsi. La somma dei tempi individuali restituisce il nuovo primato nazionale, ottenuto col terzo posto in 42″14 alle spalle di Stati Uniti (41″59) e Costa d’Avorio (41″90). Nell’altra serie successo della Giamaica in 41″70 su Gran Bretagna (42″33) e Svizzera (42″64). Il crono delle azzurre è quindi il quarto nel riepilogo. Nella finale del triplo, ottava Dariya Derkach con lo stagionale a 14,36, decima Ottavia Cestonaro con 14,05. Si ferma in semifinale il cammino di Elia Coiro negli 800 metri. L’azzurra si esprime comunque in un convincente 1’59″61, suo nuovo personale, chiudendo al sesto posto la sua serie.
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Rubiales non si dimette ma la Spagna è in rivolta
MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – “Non mi dimetto, non mi dimetto, non mi dimetto. Penso, cosa ho fatto? Un gesto di affetto non mi farà andar via. Lotterò sino alla fine”. Contrariamente alle indiscrezioni circolate ieri, Luis Rubiales resta al suo posto. Almeno per ora. Nel corso dell’assemblea straordinaria della RFEF, la Federcalcio spagnola, il massimo dirigente federale va al contrattacco dopo la bufera scoppiata per il bacio alla calciatrice Jenni Hermoso durante la premiazione per la vittoria dei Mondiali femminili. “Questa campagna contro di me non risponde alla verità o alla giustizia. Sono stato accusato di aver rubato, addebitato commissioni, utilizzato denaro federale in modo improprio – prosegue – Mai nella mia vita ho fatto questo e non riusciranno trovare qualcosa”, ha aggiunto il numero uno della RFEF, il quale non cerca giustificazioni: “Voglio scusarmi ma stanno cercando di creare un discorso falso e di trasformarlo in realtà”. E soffermandosi sul gesto contestato, insiste: “Il piacere che potevo avere dando quel bacio era lo stesso che posso avere dando un bacio a mia figlia. È stato spontaneo, reciproco e consensuale. Stanno commettendo un omicidio sociale, il falso femminismo non cerca la verità”.
“I politici hanno definito questo atto violenza sessuale, senza consenso, aggressione – sbotta Rubiales – Queste persone stanno cercando di assassinarmi pubblicamente e mi difenderò come tutti gli spagnoli, in tribunale. Agirò contro queste persone. La verità è la verità. Potranno continuare con questa campagna, nel profondo del mio cuore non mi interessa”, ha detto ancora Rubiales, che ha poi difeso il ct Vilda, anche lui al centro di diverse critiche per aver toccato il seno a una collaboratrice al momento del gol della Spagna nella finale iridata.
Ma le parole di Rubiales, se possibile, hanno infiammato ancora di più l’atmosfera. Jenni Hermoso in serata ha precisato che “in nessun momento ho acconsentito al bacio che mi ha dato. Non tollero che venga messa in discussione la mia parola, tanto meno che vengano inventate parole che non ho detto”. E tutte le sue compagne di nazionale hanno annunciato che non vestiranno più la maglia della Spagna se Rubiales resterà al suo posto. Del resto, a parte l’ex ct Luis Enrique (“Se devo parlare in base alla mia esperienza e a quello che ho vissuto, penso che il lavoro di Rubiales in questi anni sia stato eccezionale”), il numero uno della Rfef ha tutti contro.
Da Casillas (“Imbarazzante”) a De Gea (“Mi sanguinano le orecchie”), passando per Tebas (“L’elenco delle donne e degli uomini offesi da Luis Rubiales in questi anni è troppo lungo, tutto ciò deve finire”), in tutti puntano il dito contro il massimo dirigente del calcio spagnolo. Dura anche la Lega calcio femminile spagnola: “Per rispetto dei valori dello sport. Per rispetto del calcio femminile. Per rispetto delle donne. E degli uomini che combattono al loro fianco. Per rispetto del calcio. Basta ora! È il momento di cambiare questa situazione per sempre”. Forte anche il messaggio del calciatore spagnolo Borja Iglesias, attaccante del Betis, pure lui deciso a boicottare la nazionale “finché le cose non cambieranno e questo tipo di atti resterà impunito. Come calciatore e come persona non mi sento rappresentato”. Il cerchio però si stringe. Se da un lato, stando a “La Sexta”, la Procura di Madrid avrebbe presentato una denuncia nei confronti di Rubiales per il bacio alla Hermoso – il pm avrebbe sottolineato che i fatti denunciati potrebbero costituire “un reato di violenza sessuale” -, dall’altro pure il governo di Madrid entra in scena.
Il Tribunale Amministrativo dello Sport (TAD) è già in possesso della documentazione inviata dal Consiglio Superiore dello Sport (CSD), per aprire il fascicolo che servirà a rimuovere immediatamente Rubiales da qualsiasi incarico sportivo. Con la decisione che potrebbe arrivare a stretto giro di posta. Il CSD considera molto grave tutto quanto accaduto e la legge sportiva gli consente di sospendere in via cautelare il presidente o gli altri componenti degli organi sociali quando venga avviato, nei confronti di queste persone, un procedimento disciplinare, a seguito di presunte infrazioni classificate come ‘molto serie’. “Sono sorpreso perché ero convinto che la soluzione dell’Assemblea sarebbe stata un’altra, ma poiché non è stata così, eccoci qui – ha detto in conferenza stampa Víctor Francos Díaz, presidente del CSD -. Poiché non è stata presa alcuna misura, il CSD adotterà misure che penso siano ciò che tutti i cittadini si aspettano. Se il Tribunale riterrà che si tratta di un reato molto grave, il signor Rubiales sarà rimosso dalle sue funzioni”.
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Norris davanti a Verstappen nel venerdì di libere in Olanda
ZANDVOORT (OLANDA) (ITALPRESS) – Lando Norris sorprende tutti nel venerdì di libere del Gran Premio d’Olanda. E’ il pilota della McLaren a far segnare, nella seconda sessione, il miglior tempo di giornata: 1’11″330 il crono di riferimento, di appena 23 millesimi più veloce rispetto al tempo fatto segnare dalla Red Bull di Max Verstappen (che era stato il migliore al mattino in 1’11″852). Terzo, distante poco più di due decimi da Norris, Alexander Albon con la Williams. Nelle FP2 – interrotte dopo circa dieci minuti dal semaforo verde per via di un doppio incidente che, alla curva tre, ha coinvolto la McLaren di Oscar Piastri e l’Alphatauri di Daniel Ricciardo, finite contro il muro in seguito ad un fuori pista – si migliorano un pò tutti. Quarto tempo per la Mercedes di Lewis Hamilton che chiude con tre decimi di svantaggio rispetto al pilota della McLaren, mentre seguono in quinta e sesta posizione Yuki Tsunoda (Alphatauri) e Pierre Gasly (Alpine). Settima, invece, la Red Bull di Sergio Perez, con l’Aston Martin di Lance Stroll che chiude subito dietro, in ottava posizione. A chiudere la top ten dei tempi l’Alfa Romeo di Bottas e l’altra Aston Martin di Alonso. In difficoltà le due Ferrari: già in ritardo al mattino, nella seconda sessione chiudono entrambe fuori dalla Top Ten, con Charles Leclerc undicesimo (+0″585) e Carlos Sainz (che nelle FP1 aveva lasciato il volante a Robert Shwartzman) solo 16^ (+0″763).
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