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Bennati svela l’Italbici per Glasgow “Trentin capitano”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Noi siamo l’Italia, una Nazionale che da sempre ha avuto una grande tradizione nei campionati del mondo. L’aspirazione è sempre quella di vincere, però alle volte bisogna essere obiettivi. L’anno scorso sono tornato dal Mondiale molto soddisfatto per l’andamento dei 10 giorni che siamo stati assieme, quello che avevo chiesto è stato eseguito in gara, e questo mi ha reso felice. Bisogna essere uniti per un unico obiettivo, vogliamo riportare la maglia di campione del mondo in Italia, in una corsa di un giorno non c’è nulla di scontato e non bisogna avere paura di nessuno. Perchè non credere in un mezzo miracolo?”. Lo ha detto il ct dell’Italbici Daniele Bennati, nel corso di una conferenza stampa all’Autodromo del Mugello, a Scarperia, dove sono stati svelati i nomi dei nove azzurri per la prova in linea: Andrea Bagioli (Soudal-Quick Step), Filippo Baroncini (Lidl-Trek), Alberto Bettiol (EF Education-Easypost), Daniel Oss (Totalenergies), Andrea Pasqualon (Bahrain Victorious), Lorenzo Rota (Intermarchè-Circus-Wanty), Kristian Sbaragli (Alpecin-Deceuninck), Matteo Trentin (Uae Team Emirates) e Simone Velasco (Astana Qazaqstan). Selezionati per la cronometro Mattia Cattaneo (Quick Step) e Filippo Ganna (Ineos Grenadier). “Se faccio un passo indietro allo scorso Mondiale, sapevamo che Evenepoel poteva anticipare lo scatto, e lo ha fatto, ma noi eravamo presenti – ha aggiunto l’ex sprinter – La consapevolezza di quel Mondiale ci deve dare contezza che nessuno è imbattibile. L’anno scorso per alcuni dettagli non dico che potevamo vincere, ma fino a 500 metri dalla fine potevamo conquistare l’argento ed il bronzo. Questo deve essere da stimolo per questo Mondiale. Il capitano della squadra sarà Trentin, lui è garanzia di risultato e leadership, è la persona giusta per questo ruolo”. “Un messaggio ai tifosi azzurri? Chiedo rispetto per la nostra Nazionale a prescindere da come vada a finire la gara – ha sottolineato Bennati – Ogni corridore fa tanti sacrifici, migliaia di chilometri, e sono certo che darà il massimo. Poi il risultato potrà dipendere da tanti fattori, però sono sicuro che ognuno di quelli che ho scelto onorerà la maglia dell’Italia”. Per la squadra azzurra hanno preso la parola Matteo Trentin ed Alberto Bettiol. “Quando ho vinto l’Europeo a Glasgow chi adesso è favorito non mi conosceva – ha spiegato Trentin – Il percorso, soprattutto se ci sarà la pioggia, renderà la corsa incerta. Ci sono tante curve, la differenza sarà fatta dal livello tecnico e questo per noi sarà un vantaggio”. “Ho visto il percorso solo attraverso dei video, servirà ritmo – ha raccontato Bettiol – A me tutto manca fuorchè quello, bisognerà poi seguire il nostro istinto e correre da squadra ma da questo punto di vista nessun dubbio. La nostra arma segreta dovrà essere la superiorità numerica, ovvero essere sempre uno in più in ogni situazione di gara”.
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L’Inter vince in rimonta 2-1 l’amichevole col Psg

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Due reti in due minuti regalano all’Inter la vittoria, in rimonta, per 2-1 in amichevole contro il Psg. Il match è andato in scena a Tokyo, nel corso del Japan Tour dei nerazzurri. Tutte nel secondo tempo le reti: prima il vantaggio dei francesi grazie a una perfetta conclusione dalla distanza di Vitinha, al 64′; poi il pareggio e il vantaggio degli uomini di Simone Inzaghi con Esposito e Sensi, entrambi entrati nella ripresa, rispettivamente al posto di Barella e Lautaro. All’81’ Esposito porta il match sull’1-1 grazie a un tiro di destro su assist di Frattesi. Subito dopo, all’83’, Sensi segna di sinistro a due passi dalla porta, dopo una perfetta azione di Correa per Frattesi (secondo assist della gara per il neo nerazzurro). Negli ultimi minuti a nulla valgono i tentativi del Psg che, senza Mbappè, rimasto a casa per la vicenda legata al mancato prolungamento del contratto, non è riuscito a trovare il ritmo e il suo gioco. Assente nei francesi anche Neymar, rimasto in panchina perchè ancora non al top, al pari di Marco Verratti, sempre più al centro di diverse voci di calciomercato. Titolare, fra i pali del Psg, infine, Gigio Donnarumma, davanti a lui gli ex di turno Skriniar e Hakimi. Buone indicazioni per Simone Inzaghi che, rispetto all’undici iniziale (Stankovic; Darmian, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro), sceglie i giusti innesti nella ripresa: ottimo l’impatto nel match di Frattesi.
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Abati conquista due medaglie agli Europei jr in Romania

BUCAREST (ROMANIA) (ITALPRESS) – L’Italia dei pesi chiude la sua partecipazione agli Europei Junior e Under 23 a Bucarest (Romania) con due medaglie conquistate da Simone Abati nella categoria fino a 96 kg Junior. L’Azzurrino, già campione europeo Youth solo poche settimane fa, vince infatti l’argento di strappo e il bronzo di totale, mettendo la firma su due nuovi record italiani. Abati, nonostante sia classe 2006, gareggia alla pari con i più maturi avversari e ‘rischià anche di conquistare il secondo gradino del podio. Nello strappo Abati sale in pedana tra gli ultimi, mettendosi in diretta concorrenza con il georgiano Tabagari e l’ucraino Chyniakov. I tre si rincorrono cercando di volta in volta di mettersi un kilo avanti all’altro, ma nessuno intende cedere o sbagliare: tre le alzate valide per l’azzurro, a 147, 150 e 153 (nuovo record italiano) che gli consentono di far meglio del georgiano ma non dell’ucraino, che riesce a mettere il naso avanti e di sfilargli l’oro con 154. Nello slancio si inseriscono nella sfida anche l’altro georgiano Lomtadze (6° di strappo con 141) e l’armeno Gevorgyan (4° di strappo con 145). Abati e Chyniakov iniziano il loro percorso di specialità rispettivamente con 179 e 176, cercando di far valere il loro vantaggio nello snatch. La sfida tra i due la vince nuovamente l’ucraino che riesce a sollevare 184 in 3° prova mentre all’azzurro, dopo due prove perfette, viene annullata la terza a 186. Ne approfittano Lomtadze e Gevorgyan, che non riescono a raggiungere una somma congrua nel totale ma che conquistano rispettivamente l’argento e il bronzo nella specialità. Ingrana la quinta invece Tabagari con tre alzate valide a 182, 188 e infine 192 che gli regalano l’oro di slancio e di totale. Argento quindi per Chyniakov con 338, bronzo per Abati con 336, record italiano di totale. “Sono molto contento di com’è andata la gara, che è stata seguita in una maniera impressionante dai tecnici, non era affatto facile. Poteva sicuramente andare meglio perchè sono kili che abbiamo fatto più volte in palestra, ma la gara è un’altra cosa e ci prendiamo quello che abbiamo fatto oggi in pedana”, il commento di Abati. Sono 23 in tutto le medaglie conquistate dagli azzurrini in questa spedizione, guidata dal dt Sebastiano Corbu: 7 d’oro, 9 d’argento, 7 di bronzo.
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Azzurre in campo per conquistare gli ottavi ai Mondiali

AUCKLAND (NUOVA ZELANDA) (ITALPRESS) – Superare l’ostacolo Sudafrica per conquistare la qualificazione agli ottavi di finale con le proprie forze, senza dover sperare nella vittoria o nel pareggio della Svezia contro l’Argentina. E’ questa la missione della Nazionale di Milena Bertolini, che questa mattina ha salutato Auckland per fare ritorno a Wellington, dove domani (ore 9 italiane, diretta su Rai 1) proverà a ottenere i tre punti e il biglietto aereo per l’Australia: l’obiettivo è quello di arrivare a Melbourne o, con tutta probabilità, a Sydney, che il 6 agosto ospiterà l’ottavo di finale delle Azzurre in caso di arrivo al secondo posto. Si è già concluso il Gruppo E, quello da cui uscirebbe l’avversaria dell’Italia: i Paesi Bassi hanno chiuso al primo posto con 7 punti (e incrocerebbero le Azzurre, eventualmente seconde, nella rivincita dei quarti del 2019), con le campionesse del mondo degli Stati Uniti seconde a 5. “Domani sarà una partita da dentro o fuori – ha dichiarato la ct in conferenza stampa – l’aspetto della tensione sarà quello prevalente, chi riuscirà a gestirla meglio porterà a casa il match. Rispetto all’ultima gara dobbiamo migliorare dal punto di vista della tenuta mentale. Ci stiamo lavorando e sono certa che quanto successo con la Svezia ci servirà da lezione”. Per battere la selezione sudafricana, 54esima nel ranking Fifa, l’Italia dovrà ripartire da quanto mostrato in avvio di gara contro le scandinave. “Chiederò alle ragazze di portare in campo i primi 35′ di gioco – ha aggiunto – però mettendo in campo più cattiveria, agonismo e attenzione ai momenti della partita. Sarà una battaglia e mi aspetto di vedere una squadra determinata. Affronteremo un avversario molto forte nelle transizioni e di grande intensità fisica. Bisognerà stare attente e dimostrare di avere grande voglia di raggiungere il risultato per il quale stiamo lavorando da tanto tempo”. Per raggiungere la fase a eliminazione diretta per la seconda volta consecutiva potrebbe risultare decisiva l’esperienza di determinate calciatrici, perchè saranno loro “a guidare il gruppo nei momenti di difficoltà”, ha specificato il tecnico azzurro, che però non si sbilancia sul possibile impiego dal primo minuto di Cristiana Girelli e delle altre senatrici. Bertolini non è preoccupata dalla mancanza di concretezza sotto porta e si affida ai principi su cui insieme allo staff ha insistito negli ultimi mesi. “Stiamo provando a portare avanti un gioco propositivo basato su valori sia estetici che tattici – ha concluso – ultimamente abbiamo avuto difficoltà a riempire l’area, anche perchè il nostro è un attacco formato da giocatrici molto brave nell’attacco della profondità, meno nel duello fisico. Ma stanno lavorando tanto per la squadra e sono certa che si sbloccheranno presto”. Per raggiungere grandi traguardi è necessario prendersi delle responsabilità ed Elena Linari, ovviamente, non si tira indietro. Il difensore della Roma non ha dormito dopo il ko di sabato, ma smaltita la delusione ha immediatamente rivolto lo sguardo verso quella che considera una finale anticipata, che si giocherà di fronte a circa 14mila spettatori. “Vogliamo arrivare prontissime all’appuntamento di domani, che sarà fondamentale – ha sottolineato, seduta accanto alla Ct, la numero 5 – avremo bisogno di tanto cuore, tanta grinta e tanta voglia di portare a casa un risultato che, nonostante tutto, sarebbe storico e molto importante per tutto il movimento. Per ottenere quello per cui siamo arrivate qua dovremo stare attente per 100 minuti, evitare di disunirci, controllare il pallone e sbagliare il meno possibile nei passaggi”.
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Loftus-Cheek “Pioli vuole un calcio molto aggressivo”

LAS VEGAS (USA) (ITALPRESS) – “Ero già stato a Los Angeles, mentre è la mia prima volta che vengo a Las Vegas e spero di ritagliarmi del tempo per vedere la città. In questi giorni ci siamo accorti che la gente è incredibile e appassionata, e non è qualcosa che ti aspetti in un Paese in cui il calcio non è lo sport più popolare. Il pubblico è rumoroso, gli stadi molto caldi, specialmente quello in cui giocheremo è incredibile, l’ho appena visto”. Così, in conferenza stampa, il neo milanista Ruben Loftus-Cheek, alla vigilia del test amichevole contro il Barcellona.
“L’Italia? Arrivare in un nuovo Paese, con una nuova lingua, è sempre una sfida. Devo dire che i compagni, specialmente quelli che parlano bene inglese e che già conoscevo, mi stanno aiutando molto a superare questa ‘prima barrierà. Mi sento veramente bene, sono nel posto giusto”, ha aggiunto Loftus-Cheek.
“In queste settimane stiamo imparando a mettere in campo quello che chiede Pioli, lui vuole un calcio molto aggressivo e offensivo, una manovra fluida. Vogliamo la palla tra i piedi, abbiamo le qualità per costruire tanto come ci chiede il Mister: più giochiamo, più riusciamo ad affinare gli automatismi e il feeling tra di noi”, ha detto ancora il neo rossonero.
“Nel 2018-19 ho segnato 10 gol al Chelsea con Sarri in panchina, perchè occupavo una posizione più avanzata e questo mi permetteva di essere più presente in zona gol. Poi, per via di qualche infortunio e per il fatto di aver giocato più arretrato, ho un pò perso il feeling con il gol, ma quest’anno ho la possibilità di tornare a giocare come mi piace e spero a segnare di più”, ha continuato l’ex Chelsea.
“Dispiace non aver vinto le due amichevoli precedenti ma comunque entrambe le partite ci hanno lasciato molti spunti positivi su cui lavorare”, ha spiegato poi Loftus-Cheek.
“Penso che abbiamo giocato bene sia contro il Real Madrid sia contro la Juventus, questa fase della stagione ci deve permettere di accumulare minuti insieme, di crescere, di aumentare il feeling tra di noi. Contro il Barcellona avremo una grande occasione per far bene, siamo consapevoli di poter giocare un’ottima partita. Pulisic? Io e Chris arriviamo dallo stesso club, il Chelsea, e trovo sia bello poter essere di nuovo insieme. Siamo affamati, abbiamo l’occasione di giocare in un nuovo paese e per un club molto importante. Speriamo di poter sfruttare al meglio questa occasione”, ha concluso il neo milanista.
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Miserendino vince tre ori agli Europei U.23, ok Toko Kegne

BUCAREST (ROMANIA) (ITALPRESS) – Un’altra giornata ricchissima per l’Italia ai Campionati Europei Junior e Under 23. Giulia Miserendino si laurea campionessa europea U23 nella categoria fino a 71 kg, conquistando tre medaglie d’oro. Esordio internazionale positivo per Genna Toko Kegne che conquista tre medaglie d’argento nella categoria fino a 76 kg U23 e mette la firma sui nuovi record italiani di slancio e totale. Domani ultima giornata di gare per gli azzurri in Romania: a chiudere l’avventura italiana a Bucarest ci pensa Simone Abati che, alle ore 10.00 italiane, sarà in pedana nella categoria fino a 96 kg Junior. Nello strappo fa gara a sè Giulia Miserendino che sale in pedana dopo i 102 sollevati dalla turca Gungor in terza prova. L’Azzurra alza in scioltezza 103 kg, che la piazzano subito al primo posto, ma vuole ulteriormente migliorarsi: non si incastrano i 105 ma l’azzurra non molla, resta agganciata all’obiettivo ed è con questa chiarezza d’intenti che sale nuovamente in pedana e tira su 107 kg che le garantiscono un margine di 5 kg dalle avversarie. Nello slancio l’italiana entra nuovamente in gara per ultima proponendosi da subito con 4 kg più della diretta avversaria, nuovamente la turca Gungor, ferma ai 118 kg sollevati al secondo tentativo. Non va però nè la prima nè la seconda prova per Miserendino, che necessita di qualche minuto per trovare respiro e giusta concentrazione: il nuovo slancio è con 123, questa volta sollevati con la maestria che la contraddistingue. Per la Miserendino un totale di 230 kg che la portano a conquistare il primo gradino del podio, sia nelle singole specialità sia nel totale. Argento per Nuray Gungor con 220, bronzo per la tedesca Lara Dancz con 216. Genna Toko Kegne entra in gara per ultima e ingaggia subito un testa a testa con la turca Narin, che aveva appena sollevato 93 kg in prima prova. L’azzurra la supera presentandosi con 95 kg ma purtroppo subisce il sorpasso di Dilara Narin in 2° prova con 97 e l’Azzurrina non riesce a replicare. Toko Kegne chiude quindi lo strappo al secondo posto, dietro alla turca, avanti di due kili e avanti alla tedesca Hoerner con 94. Si gioca kilo su kilo anche lo slancio: le due contendenti al titolo entrano entrambe con 120, Narin mette la freccia con 126 approfittando del nullo a 125 dell’italiana che però non molla e rimanda tutto all’ultima alzata. Lotta come una guerriera la tricolore, gira i 129 ma purtroppo non vanno di spinta; non vanno neanche i 131 della turca che sì ‘accontentà dei 126 che le garantiscono l’oro di specialità e di totale. Nel pomeriggio quinto posto di Fabio Pizzolato nella categoria fino a 89 kg Under23. L’azzurro chiude ai piedi del podio nello strappo con 145 kg, nello slancio è quinto con i 175 sollevati in seconda prova, per un totale di 320 kg. Oro al moldavo Robu con 373 kg, argento al lettone Mezinskis con 359, bronzo all’ucraino Dombrovskyi con 344.
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Cala il sipario sui Mondiali di scherma. Azzi “Meritiamo un 9”

MILANO (ITALPRESS) – “Missione compiuta sia sul piano tecnico che organizzativo. E le 10 medaglie conquistate rappresentano un ottimo punto di partenza a un anno dai Giochi Olimpici di Parigi 2024”. Così Paolo Azzi, presidente della Federazione Italiana Scherma, ha tracciato il bilancio finale dei Mondiali di Milano 2023, che hanno visto l’Italia trionfare per distacco nel medagliere per Nazioni: nessun altro Paese è riuscito ad andare in doppia cifra come gli azzurri per numero di podi, nè a vincere così tanti ori, ben 4 (accompagnati da 4 argenti e 2 bronzi), che fanno svettare il Tricolore più in alto di tutti. “Un risultato straordinario, che testimonia la bontà del lavoro fatto in questi anni – ha aggiunto Azzi -. A voler dare un voto a questa spedizione, da 10 medaglie, non posso che attribuire un meritatissimo 9, per le emozioni vissute e i risultati conquistati. Grande merito ai nostri ragazzi capaci di regalare giornate indimenticabili al pubblico di Milano, che a sua volta ci ha ripagato con un tifo, un calore e un affetto davvero incredibili, in un MiCo sempre sold-out. E’ stata una scommessa vinta per la scherma italiana, questo Mondiale, che ha portato il nostro sport a share televisivi notevolissimi e siamo stati orgogliosi d’aver onorato al massimo l’impegno, cominciando da una giornata speciale quale è stata quella della cerimonia d’apertura, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”. “Un grazie al Comitato organizzatore, a tutte le istituzioni, al Coni che ci ha offerto la bellezza di Casa Italia e al Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che ha espresso il suo apprezzamento per la scherma definendola un’eccellenza italiana. Ripartiamo così verso l’Olimpiade di Parigi. E adesso ci prepariamo al secondo Mondiale italiano del 2023, quello di scherma paralimpica, che vivremo a Terni dal 3 all’8 ottobre”, ha chiosato Azzi.
Soddisfazione condivisa dal vicepresidente vicario della Fis, Maurizio Randazzo, capodelegazione azzurro a Milano: “E’ stata una kermesse stupenda, in cui l’Italia ha confermato il trend degli Europei da record. Vincere 10 medaglie in un Mondiale è segno di un movimento in grande salute e ne siamo contentissimi, consapevoli di poter guardare con ottimismo e fiducia all’obiettivo olimpico”.
Riepilogando i successi ottenuti, i quattro titoli iridati azzurri sono stati firmati nel fioretto individuale da Alice Volpi al femminile e da Tommaso Marini al maschile, poi dalla squadra delle fiorettiste (Arianna Errigo, Martina Favaretto, Francesca Palumbo e Alice Volpi, sotto gli occhi della mitica Irene Camber presente in tribuna autorità) e dal team degli spadisti (Gabriele Cimini, Davide Di Veroli, Andrea Santarelli e Federico Vismara) che hanno riportato l’Italia su quel “trono” 30 anni dopo l’ultima volta. Quattro anche gli argenti conquistati da Davide Di Veroli e Alberta Santuccio nella spada maschile e femminile, dalla fiorettista e neo mamma Arianna Errigo (quattro mesi dopo la nascita dei suoi gemellini) e della squadra delle spadiste (Rossella Fiamingo, Federica Isola, Mara Navarria e Alberta Santuccio). Sono due, infine, le medaglie di bronzo, entrambe al femminile, griffate Martina Favaretto nel fioretto e Mara Navarria nella spada. Premesse eccellenti verso i Giochi Olimpici di Parigi 2024.
– foto ufficio stampa Federscherma –
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Juve esclusa, Fiorentina ai preliminari di Conference

FIRENZE (ITALPRESS) – “Ufficiale: è la Fiorentina che va ai preliminari di Conference League. Forza Viola”. Con questa nota, pubblicata sul proprio profilo Twitter, la società toscana ha reso noto che parteciperà alla competizione europea al posto della Juventus, esclusa dalla Uefa dalle manifestazioni continentali per club.
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