FUKUOKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Mai in gara e alla fine ultimo, lontano da tutti. Finale da dimenticare per Gregorio Paltrinieri ai Mondiali di Fukuoka negli 800 stile libero: il fuoriclasse carpigiano, campione a Guanwju nel 2019 e argento olimpico in carica (oltre che oro ai Mondiali in vasca corta lo scorso anno a Melbourne e agli Europei di Roma), termina in ottava e ultima posizione a quasi 17 secondi dal vincitore, il tunisino Ahmed Hafnaoui (7’37″00). Argento per l’australiano Samuel Short, bronzo per l’americano Bobby Fink, quarto l’irlandese Daniel Wiffen che con 7’39″19 toglie a Paltrinieri anche il primato europeo (7’39″27) stabilito quattro anni fa in Corea. “Mi ha sorpreso il fatto che stessi veramente male: gli altri andavano forte e non erano alla mia portata – confessa SuperGreg – Non pensavo, però, di fare così fatica. Mancano le energie, sono arrivato qui con una preparazione scarsissima. In mare ci ho messo una pezza, ma se non ne hai è difficile. I 1500? Cercherò di fare una buona batteria, ora mi riposerò due giorni. Anche in condizioni ottime avrei fatto fatica visto il livello degli altri. Così è difficile”. Niente medaglia per Nicolò Martinenghi, che nei 50 rana non riesce a far meglio della quinta posizione nella gara dominata dalla Cina con Haiyang Qin che vince come da pronostico in 26″29 davanti a Nic Fink e al connazionale Jiajun Sun. “Qualcosa è andato storto e dispiace perchè la medaglia era alla portata”, il rammarico di Martinenghi. Male anche Alessandro Miressi, che manca l’accesso alla finale dei 100 stile dopo il 13esimo crono complessivo nelle semifinali (“Sinceramente sono deluso perchè stavo bene. Il passaggio era normalissimo, nella seconda vasca non sono riuscito a fare la mia solita progressione”), si ferma nella semifinale dei 200 misti Alberto Razzetti, nono assoluto.
Ma a Fukuoka scrive la storia Mollie O’Callaghan: la 19enne australiana vince i 200 stile in 1’52″85, abbattendo lo storico record mondiale firmato da Federica Pellegrini (1’52″98) nel 2009 nella rassegna iridata di Roma. Dalla Divina i complimenti e un messaggio (“Ce lo riprenderemo”, scritto sulla pancia) che sembra alludere all’arrivo di una “erede”. Tornando alla gara, argento per Ariarne Titmus (+0″16), bronzo per la canadese Summer McIntosh (+0″80). Nei 200 farfalla altro oro per Leon Marchand (1’52″43), nella 4X100 mixed mista successo della Cina.
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Paltrinieri flop, Pellegrini perde il record mondiale dei 200 sl
Giusy Versace ha presentato in Senato la “Run for SLA”
ROMA (ITALPRESS) – Anche Giusy Versace sostiene la “Run For SLA”, la staffetta della solidarietà che raccoglie fondi a favore della ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica. La vicepresidente della Commissione Cultura al Senato e atleta paralimpica ha presentato l’iniziativa al Senato, assieme a Marco Roma, cofondatore e responsabile dell’organizzazione, e a Fabrizio Amicabile, l’ultra runner mantovano, supporter dell’iniziativa e protagonista di molte imprese sportive benefiche. La corsa partirà da Agrigento il 28 agosto e arriverà a Venezia il 13 settembre, dopo aver percorso 1.800 chilometri, attraversando, in 16 tappe, 10 regioni.
Protagonisti saranno oltre 340 runner di numerose associazioni sportive che hanno già confermato la partecipazione all’iniziativa, con l’obiettivo di far conoscere la patologia e sensibilizzare un pubblico più ampio possibile sull’importanza di sostenere la ricerca e i servizi di cura e assistenza, atti a migliorare la qualità di vita dei malati e delle loro famiglie.
A ogni tappa saranno allestiti dei villaggi che coinvolgeranno esperti, associazioni, aziende e istituzioni del territorio con il supporto logistico delle forze armate. “La ‘Run for SLA’ è una bellissima iniziativa che ho voluto presentare in Senato per ricordare quanto lo sport prestato al sociale aiuti a lanciare e a rafforzare messaggi di speranza e inclusione. Una grande opportunità anche per un rilancio turistico delle eccellenze enogastronomiche, artistiche e culturali del nostro Paese”, ha detto Giusy Versace.
“Un ringraziamento speciale all’amica Donata Bertazzi, che mi ha coinvolta, a Marco Roma, organizzatore dell’evento e agli ospiti intervenuti, come il professor Massimo Filippi, direttore dell’Unità di Neurologia dell’ospedale San Raffaele di Milano, il Generale Massimo Cicerone, comandante del Comando Supporti Enti di Vertice dell’Aeronautica Militare, Giuseppe Messina del CSI Agrigento, Denis Cornello di Coldiretti Latina e Giovanni Gravili, referente parlamentare per la disabilità”, ha aggiunto Giusy Versace.
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Semifinale mondiale fatale al Setterosa, vince l’Olanda
FUKUOKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) –
FUKUOKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Sulla traversa colpita da Bettini a cinque secondi dalla fine si infrange il sogno iridato del Setterosa. Dopo l’impresa con gli Stati Uniti, la Nazionale di Carlo Silipo sbatte in semifinale contro l’Olanda per 8-9 e venerdì tornerà in vasca (appuntamento alle 8.30 italiane) contro l’Australia (ko 12-10 con la Spagna) per provare a mettersi al collo il bronzo. Obiettivo di prestigio ma inutile girarci intorno: aver eliminato le fuoriclasse americane aveva alzato le aspettative. Rimandato anche l’appuntamento col pass olimpico ma resta comunque la grande prova offerta anche contro le orange. Il Setterosa se l’è giocata alla pari, pagando a caro prezzo il gap del primo tempo. Purtroppo la rincorsa delle azzurre, avanti solo sull’1-0 di Giustini, e anche sotto di tre gol (5-2 e 6-3 a metà secondo tempo) non produce mai il pareggio (5-6, 6-7, 7-8 e 8-9 a 1’57 dal termine) seppur la sensazione è che possa giungere da un momento all’altro. Ottima la prova di Galardi al centro, autrice di una doppietta, e della tiratrice Marletta, che firma una tripletta. Ma tutta la nazionale gioca con coraggio e, passata a pressing, riduce lo smarrimento iniziale proteggendo bene Banchelli. Si sarebbe potuto sfruttare meglio le superiorità numeriche (4/12), ma l’Olanda non ha poi fatto tanto meglio (5/13). “Nel primo tempo abbiamo subito due gol facili e sono situazioni che non bisogna concedere – il rammarico di Silipo -: un contropiede su una nostra superiorità e una loro verticale con l’attaccante da solo davanti alla porta. Questi due gol ce li siamo portati per tutta la partita, poi quando abbiamo trovato le contromisure abbiamo giocato alla pari con l’Olanda. Sono soddisfatto del percorso delle mie ragazze, che hanno dimostrato di poter giocare con tutti e per traguardi ambiziosi, sono soddisfatto di Dafne Bettini che si è assunta la responsabilità di un tiro difficile e pesante. C’è rammarico, certo. Eravamo arrivati a un passo dalla finale e dal pass olimpico. Venerdì lotteremo per una medaglia importante al mondiale e dobbiamo recuperare energie per la finale del terzo posto”. “Siamo state cattive, non abbiamo mollato – gli fa eco Claudia Marletta – Evidentemente l’Olanda ha avuto più fame di noi. Adesso proveremo a prenderci il bronzo, non è finita qui. Continueremo a lavorare sodo per crescere ancora di livello, ripartendo dalla partita con gli Stati Uniti e dalle certezze che abbiamo costruito con queste prestazioni”.
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Mondiali scherma, spadista ucraino non gareggia contro russo
MILANO (ITALPRESS) – Lo spadista ucraino Igor Reizlin non si è presentato in pedana per sfidare al primo turno del tabellone al Mondiale di Milano il russo Vadim Anokhin. La decisione, incerta fino all’ultimo, è comunque in linea con quanto annunciato dall’Ucraina e cioè che i propri atleti non gareggiano contro russi o bielorussi. La Russia e la Bielorussia sono state ammesse al Mondiale di Milano con l’Italia che ha recepito le disposizioni Cio e quindi dando l’ok ad atleti neutrali, ma senza inno e bandiera. La Fie, da parte sua, ha seguito le raccomandazioni del Cio di riammettere, in forma individuale, gli atleti russi e bielorussi che non siano a favore dell’invasione russa in Ucraina e non siano appartenenti a forze armate e di polizia.
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Italscherma, prime medaglie mondiali con Santuccio e Navarria
MILANO (ITALPRESS) – Un argento e un bronzo dalla spada femminile sono il bottino per l’Italia dopo la prima giornata di gare ai Mondiali di scherma a Milano, caratterizzata dalla cerimonia di apertura impreziosita dalla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. L’argento è finito sul collo della siciliana delle Fiamme Oro Alberta Santuccio, mentre il bronzo è andato a Mara Navarria, precedentemente sconfitta in semifinale proprio dalla connazionale. Per Santuccio si tratta della seconda medaglia mondiale dopo l’argento a squadre nell’edizione dello scorso anno al Cairo. “Sbollirò presto la rabbia del match e potrò gioire per questo argento mondiale. Ero tesissima, un mondiale in casa può essere una beffa, ci sono pro e contro. Ma adesso posso dirlo, ci sono solo pro” ha detto l’azzurra, che si proietta verso le prove a squadre dei prossimi giorni, primo vero appuntamento dopo il bronzo olimpico di Tokyo. “Abbiamo dimostrato di essere una bellissima squadra, abbiamo dimostrato di valere, incrociamo la dita per questa prova, puntiamo alla qualifica”. E’ una suggestiva coincidenza che la prima medaglia internazionale di Alberta Santuccio arrivò ai Campionati del Mediterraneo 2010, competizione che la vide in una delegazione in cui c’era l’attuale presidente del comitato organizzatore dei mondiali di Milano, Marco Fichera. La catanese, guidata da Daniele Pontoni, arriva in finale dopo aver battuto in semifinale Mara Navarria. “Non mi aspettavo un tabellone del genere, ho dovuto tirare fuori non solo tecnica e tattica, ma anche le unghie. Ho faticato tanto fisicamente, non sono in formissima, vengo da una stagione devastante, non riuscivo a reggermi in piedi” l’analisi della friulana, alla seconda medaglia mondiale individuale dopo l’oro di Wuxi. In precedenza, aveva lasciato il tabellone ai quarti di finale Rossella Fiamingo, battuta 9-8 dalla cinese Sun. “È faticoso digerire questa sconfitta, fino a un certo punto sono stata sempre in controllo. Peccato, mi sentivo bene. Potevamo essere in tre sul podio” le sue parole. Delusione, invece, dagli sciabolatori azzurri. Nel giorno del loro compleanno, infatti, sia Gigi Samele che Luca Curatoli sono stati eliminati agli ottavi di finale. Il foggiano è stato battuto 15-6 dall’americano Dershwitz, mentre il napoletano dall’unghesese Szilagyi per 15-12. Meglio di loro ha fatto Michele Gallo (“brucia tanto non essere arrivato a medaglia”), fuori ai quarti per mano dell’egiziano dall’egiziano Elissy (15-14). Domani seconda giornata di gare individuali: in pista il fioretto femminile con Martina Batini, Martina Favaretto, Arianna Errigo e ALice Volpi e la spada maschile con Davide Di Veroli, Valerio Cuomo e Federico Vismara.
– foto ufficio stampa Federscherma –
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Milano-Cortina, Malagò “Serve realismo, è corsa contro il tempo”
MILANO (ITALPRESS) – “Milano Cortina 2026? Sono un inguaribile ottimista, ma serve realismo. E’ una corsa contro il tempo. Prima non sapevamo quali fossero scelte e valutazioni, oggi sappiamo quali sono le cose chiare, seppur nella loro complessità”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malagò, nel corso della conferenza stampa al termine della Giunta Nazionale svoltasi a Milano, in occasione dei Mondiali di scherma. “Cosa mi preoccupa per l’Olimpiade? Tutto quello che non dipende da noi, uno può essere responsabile delle azioni proprie. Dipende dal cantiere, dalla ditta che deve consegnare i lavori. Noi non la possiamo gestire”.
– foto pia/Italpress –
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Argenti iridati per Quadarella nei 1500 e Ceccon nei 100 dorso
ROMA (ITALPRESS) – Arivano due medaglie d’argento per l’Italia nella terza giornata in vasca dei Mondiali di nuoto, in scena a Fkuoka, in Giappone. Le conquistano Simona Quadarella nei 1500 metri stile libero femminili e Thomas Ceccon nei 100 metri dorso maschili.
La prima gioia la firma la Quadarella, 24enne romana, tesserata Circolo Canottieri Aniene, che chiude la gara in 15’43″31. A vincere l’oro è la statunitense Katie Ledecky con il tempo di 15’26″27; bronzo, invece, per la cinese Binjie Li (+19.44). “Avevo un pò paura di fare la gara accanto a Ledecky ma sono contenta. Non era neanche troppo lontana nella prima parte di gara. L’obiettivo era arrivare seconda e non farsi dare troppi metri. Non prendevo questa medaglia da 4 anni. Mi sono sentita molto bene in vasca e adesso sono al settimo cielo”, ha afermato Simona Quadarella al termine della finale odierna.
Il secondo argento, che è un po’ meno gioiso, arriva grazie a Ceccon. Il tempo del campione veneto, 22enne, tesserato Fiamme Oro Roma, primatista del mondo in questa gara, è di 52.27. Oro per l’americano Ryan Murphy in 52.22 (cinque centesimi davanti all’azzurro). A chiudere il podio, poi, l’altro statunitense Hunter Armstrong (+00.36). “La gara non mi è piaciuta particolarmente, ho sbagliato la partenza e buttato l’arrivo sicuramente. Stare in mezzo a due nuotatori con le due partenze migliori al mondo forse mi ha penalizzato. Il tempo comunque è stato buono. Murphy? C’è grande rivalità tra noi, l’anno scorso ho vinto io, questa volta lui: lo sport è così. Io sono entrato in vasca per vincere ma lui ha fatto una buona prova”, ha dichiarato Ceccon a fine gara. “Sono arrivato lungo alla fine: partenza e arrivo sono da migliorare. Ieri ero un pò più sciolto; non è il dorso che mi piace nuotare, non sono stato fluido come ieri. Può capitare: è stato un finale ricco di tensione”, ha aggiunto il primatista mondiale, a parole “soddisfatto” ma non del tutto convinto.
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Ai Mondiali il Settebello ko contro la Serbia ai rigori
ROMA (ITALPRESS) – Il Settebello ha perso ai rigori contro la Serbia ed ha mancato il pass per le semifinali dei Mondiali di pallanuoto maschile, in scena a Fukuoka. Gli azzurri allenati da Sandro Campagna, dopo l’11 pari dei tempi regolamentari, hanno ceduto nella lotteria dei penalty.
Nel match che vale l’accesso alla finalissima, in programma giovedì, i giovani serbi affronteranno la Grecia, che oggi ha sconfitto per 10-9 il Montenegro. Domani, invece, la parola torna al Setterosa, in scena, in semifinale, contro l’Olanda.
Per l’Italia nel match odierno a rete tre volte Di Fulvio, in due occasioni Cannella, Bruni e Di Somma (una volta su rigore), una marcatura a testa per Presciutti e Velotto. Sul 5 pari Del Lungo ha parato un penalty in favore degli ex jugoslavi.
Dopo la fine dei tempi regolamentari, poi, dal dischetto a segno Fondelli, Di Fulvio e Presciutti; errori per Di Somma e Damonte. Solo uno invece il rigore parato da Del Lungo. In totale nei rigori risultato di 4-3 per la Serbia. Score complessivo 15-14 per gli ex jugoslavi. “E’ stata una partita straordinaria. La Serbia è cresciuta molto negli ultimi tempi. Abbiamo tenuto sino alla fine ma c’è stata un pò di ingenuità. Le sconfitte fanno male ma non posso dire nulla ai ragazzi: il nostro è un percorso di crescita e continua”, così, ai microfoni di RaiSport, dopo il ko con la Serbia, il ct azzurro Sandro Campagna.
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