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Casa Italia di Parigi 2024 a Prè Catelan, Malagò “Luogo ideale”

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Saranno la dimora e i giardini di Pré Catelan ad ospitare Casa Italia per i Giochi Olimpici di Parigi 2024. Nella suggestiva cornice del Teatro Siciliano
dell’Ambasciata è stato ufficializzato l’accordo per l’Hospitality House scelta dal Coni per l’Olimpiade in programma nella capitale francese da venerdì 26 luglio a domenica 11 agosto del prossimo anno. L’Italia Team avrà la sua casa nel cuore di Bois de Boulogne, in uno dei luoghi simbolo dell’olimpismo, nei saloni dove il 23 giugno 1894 il barone Pierre de Coubertin brindò alla nascita dei Giochi Olimpici moderni. Alla conferenza di presentazione di Casa Italia, ideata per la prima volta in occasione dei Giochi Olimpici Estivi di Los Angeles 1984, sono intervenuti Emanuela D’Alessandro, ambasciatrice d’Italia in Francia, Giovanni Malagò, presidente del Coni, Olivier Voarick, Ceo Maison LENÔTRE e Andrea Varnier, Ceo della Fondazione dei Giochi di Milano-Cortina 2026. Padiglione in stile Napoleone III immerso nel parco più vasto della città, il Bois de Boulogne, a 5 minuti dagli Champs Elysées.
“Sono venuto diverse volte a Parigi per fare dei sopralluoghi, abbiamo visto diversi luoghi ma da subito ho pensato che Pré Catelan fosse non soltanto il luogo migliore per Casa Italia, ma ‘il’ luogo”, ha osservato il Presidente del Coni Giovanni Malagò. “C’è una storia romantica che lega Pré Catelan con l’antichità. In questo luogo venne celebrata l’intuizione del barone Pierre de Coubertin sui Giochi Olimpici, un’idea geniale, lungimirante, del
resto lui era un sognatore. Casa Italia è una vera eccellenza del Comitato e la scelta di Pré Catelan è un omaggio al barone Pierre de Coubertin”. “Sono davvero felice di ospitare la firma del progetto di realizzazione di Casa Italia per i prossimi Giochi Olimpici di Parigi 2024. Un’occasione ‘storica’, per la prima volta nella storia del Coni la firma avviene nella città che ospiterà i Giochi Olimpici – ha dichiarato Emanuela D’Alessandro, Ambasciatrice d’Italia in Francia – Lo sport è un elemento centrale nelle relazioni internazionali e diplomatiche ed è uno strumento per rafforzarle e migliorarle. Perché, come affermato
recentemente dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, ‘Lo sport unisce ed è un esempio della capacità organizzativa dell’Italia e di un comparto industriale invidiabile del nostro Paese'”.
Pré Catelan fu inaugurato nel 1856 e riscosse sin da subito un enorme successo, diventando in poco tempo uno dei luoghi più frequentati della capitale francese. Ma è la sera del 23 giugno 1894 che l’elegante padiglione scrisse indelebilmente il suo nome
nella storia dello sport internazionale. Poche ore prima, in occasione del primo Congresso Olimpico tenuto a Parigi, era nato il Comité International Olympique, con il barone Pierre de
Coubertin che, tra le mura dell’Università La Sorbona, aveva illustrato il suo progetto più ambizioso: ristabilire gli antichi Giochi Olimpici. Quel giorno venne posata una pietra miliare nella storia dell’olimpismo e inaugurato un nuovo corso nel movimento a cinque cerchi che fu celebrato nel suntuoso banchetto allestito proprio in una delle 12 sale da ricevimento de Le Pré Catelan. Centotrenta anni dopo, il progetto di Casa Italia Parigi 2024 parte dal padre dell’Olimpismo e dalla Francia. “Avete realizzato un sogno anche per noi, siamo davvero emozionati – ha sottolineato Olivier Voarick, CEO Maison LENÔTRE – Vogliamo essere unici e lo saremo, vogliamo essere ispirati e generosi ma nel rispetto dell’ambiente. E abbiamo anche l’ambizione di unire le due gastronomie migliori al mondo. Vogliamo organizzare la più bella Casa Italia di sempre”.
La presentazione dell’Hospitality House si è tenuta a mille giorni esatti dalla prossima edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Casa Italia Parigi 2024 diventerà una sorta di preludio per la celebrazione delle prossime Olimpiadi Invernali italiane. “Oggi per noi è una data importante, mancano mille giorni alla nostra Olimpiade. Sembrano tantissimi ma non lo sono, ve lo assicuro – ha dichiarato Andrea Varnier, Ceo della Fondazione Milano Cortina 2026 – Oggi è un’occasione anche per celebrare i nostri Giochi: saranno speciali perché per la prima volta nella storia sono coinvolte due città, Milano e Cortina, ma anche le nostre valli. In questo scenario Casa Italia è una piattaforma straordinaria di comunicazione e marketing per chi ha deciso di accompagnarci in questo viaggio. Terminati i Giochi di Parigi toccherà veramente a noi: saremo presenti a Casa Italia, a Pré Catelan, per lanciare l’Olimpiade di Milano Cortina”.

-foto Xavier Granet CONI

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Milano-Cortina, Varnier “Celebriamo 1000 giorni ai Giochi”

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Oggi per noi è una data importante, mancano mille giorni alla nostra Olimpiade. Sembrano tantissimi ma non lo sono, ve lo assicuro. Oggi è un’occasione anche per celebrare i nostri Giochi: saranno speciali perchè per la prima volta nella storia sono coinvolte due città, Milano e Cortina, ma anche le nostre valli”. Lo ha dichiarato Andrea Varnier, Ceo della Fondazione dei Giochi di Milano-Cortina 2026, nella conferenza stampa di presentazione della sede di Casa Italia per Parigi 2024, organizzata a mille giorni esatti dalla prossima edizione dei Giochi Olimpici invernali. “Casa Italia è una piattaforma straordinaria di comunicazione e marketing per chi ha deciso di accompagnarci in questo viaggio. Terminati i Giochi di Parigi toccherà veramente a noi: saremo presenti a Casa Italia, a Prè Catelan, per lanciare l’Olimpiade di Milano Cortina”, ha concluso Varnier.
– foto ufficio stampa Fondazione Milano-Cortina –
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Filippo Ganna costretto al ritiro, positivo al Covid

ROMA (ITALPRESS) – Il Giro d’Italia 2023 perde Filippo Ganna. La sua squadra, il team Ineos Grenadiers, ha annunciato che il corridore “non prenderà parte all’8^ tappa di oggi del Giro2023, dopo essere risultato positivo al Covid-19 e aver mostrato lievi sintomi simil-influenzali. Filippo ora si riposerà e si riprenderà completamente prima di riprendere il suo restante programma di gare del 2023”.
– foto LivePhotoSport –
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Zola “Orgoglio Napoli, in Lega Pro per aiutare i giovani”

MILANO (ITALPRESS) – In campo uno di quei numeri 10 che fanno amare il calcio anche ai meno appassionati, poi allenatore, adesso dirigente. Gianfranco Zola ne ha vissute tante, ma non si stanca e ora che il nuovo numero 1 della Lega Pro, Matteo Marani, lo ha voluto in squadra come vicepresidente, ha lo stesso entusiasmo di quando faceva innamorare i tifosi di Torres, Napoli, Parma, Chelsea e Cagliari oltre che della Nazionale. In un’intervista al Corriere della Sera, ribadisce che secondo lui il calcio italiano deve ripartire dai giovani, che il suo “obiettivo è dare un impulso a riforme che aiutino i ragazzi. Bisogna stare attenti a come si allenano, dar loro tempo e consigli giusti. Solo così possiamo tornare a produrre giocatori di un certo tipo. Da bambino giocavo dalla mattina alla sera per strada, in parrocchia. Ora non è più così, i ragazzi hanno altre cose da fare. Vanno trovate alternative per stimolarli. Un tema importante per il nostro calcio, non solo per la Lega Pro”. Magic box, come lo chiamavano e lo chiamano ancora i tifosi del Chelsea, proprio dalla Serie C è partito. “E’ stato il mio trampolino di lancio. Prima la Nuorese, poi la Torres. Senza quelle opportunità non so se ce l’avrei fatta a sfondare”.
Ce l’ha fatta e ha vinto anche uno scudetto nel 1990 con il Napoli, proprio la squadra neo-campione d’Italia che, sottolinea Zola “ha vinto giocando benissimo. Pressing alto, coraggio, pazienza: le qualità delle migliori in Europa. Sono orgoglioso. Manco da Napoli da tanti anni, ma ho festeggiato con loro. Quando vinci lì non puoi dimenticarlo. Sono cose che ti restano dentro”. Così come resta dentro l’aver vissuto la gioia tricolore al fianco di Maradona. “Diego era una persona di uno spessore unico. Provavo una sorta di adulazione per lui. E lottava per noi. Le faccio un esempio: io e Massimo Tarantino non eravamo inclusi nel premio scudetto, lui si battè con la società per farcelo avere. Si esponeva, pensava più agli altri che a sè stesso”. Si torna agli impegni di oggi, al suo impegno come vicepresidente di Lega Pro. “Quando un amico come Marani mi chiede un favore io lo ascolto e provo ad aiutare. Poi credo in questo progetto. Mi sono buttato e ho detto sì. Ho preso contatti per capire come funzionano i modelli, vincenti, di Inghilterra, Francia e Germania. Cerchiamo cose che possano essere utili anche qui. Vogliamo garantire agevolazioni finanziarie alle squadre che fanno giocare calciatori cresciuti nel vivaio, senza alcun obbligo sul minutaggio. Poi, con i tempi giusti, inserire per ogni rosa un numero fisso di giocatori costruiti in proprio. Idee al vaglio, non le uniche”.
C’è per esempio quella, non nuova, delle squadre B che non riesce a decollare. “La Juve è un esempio virtuoso, con calciatori che si sono formati in Lega Pro e ora sono protagonisti in serie A. Ci sono altri club interessati, come l’Atalanta, che potrebbe iscriversi già dalla prossima stagione. Dovremo far sì che queste realtà non schiaccino le altre – spiega Zola -. Nella nostra categoria ci sono 60 squadre: non tutte sono attente ai giovani. Sarebbe bello andare insieme nella stessa direzione. Stiamo lavorando bene, sono contento”. Dirigente sì, ma non dimentica la panchina, il suo passato da allenatore con l’ultima esperienza vissuta nel 2018 come vice di Sarri al Chelsea, ma la vita da tecnico non è un capitolo chiuso. “Ho voluto fare un passo indietro. La mia famiglia aveva bisogno di me. Dovevo stare vicino a mia moglie e ai miei figli. Oggi sono contento così: con la Lega Pro spero di dare un contributo per i giovani. Ma non escludo, in futuro, di tornare a fare l’allenatore. Resto un uomo di campo, innamorato del pallone”, conclude Gianfranco Zola, uno di quelli che palla al piede faceva amare il calcio e che adesso ha una nuova missione, aiutare il calcio italiano a “tornare a produrre giocatori di un certo tipo”, magari alla “Magic box”.
– foto LivePhotoSport –
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Mille giorni a Milano-Cortina, Sant’Andrea “Cronoprogramma rispettato”

MILANO (ITALPRESS) – Mancano mille giorni all’inizio delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina che si apriranno ufficialmente il 6 febbraio 2026. Nell’occasione Luigivalerio Sant’Andrea, amministratore delegato di Società Infrastrutture Milano Cortina e Commissario di Governo, conferma che “ad oggi il cronoprogramma che ci siamo dati è stato rispettato, grazie all’impegno della Cabina di regia governativa e grazie a tutti gli enti coinvolti. Per questo saremo in grado nella prossima Cabina di Regia che si terrà a Palazzo Chigi di chiudere l’aggiornamento del Piano degli interventi approvato a settembre del 2022, in considerazione delle intese espresse da tutte le amministrazioni coinvolte. Questo – spiega Sant’Andrea – significa che poi potremo procedere con ancora maggiore efficacia e velocità nella realizzazione delle opere connesse ai Giochi Olimpici e Paralimpici”. “Quando mancano mille giorni – sottolinea Sant’Andrea – come Società Infrastrutture siamo soddisfatti del lavoro fatto fin qui e siamo anche felici di poter annunciare la conclusione del primo cantiere, ovvero la demolizione controllata della pista di bob ‘Eugenio Montì di Cortina. Questo consentirà di pubblicare a giugno il bando per la realizzazione del nuovo Sliding centre”.
“Il lavoro di tutta la società prosegue: abbiamo già chiuso più di venti Conferenze dei Servizi e molte altre sono già state avviate e istruite. Proseguiremo su questa strada – conclude Sant’Andrea – per poter consentire che i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2026 siano per l’Italia una grande occasione sportiva, sociale, culturale ed economica che lascerà un’importante eredità sul territorio”.
-Foto ufficio stampa Società Infrastrutture Milano Cortina 2026-
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I Lakers eliminano i campioni, Miami in finale a Est

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Golden State abdica. I campioni si fanno da parte, cedono ai Lakers in gara-6 e dicono addio all’obiettivo di difendere il titolo vinto lo scorso anno. I gialloviola di Los Angeles vincono 122-101, chiudono la serie sul 4-2 e accedono alla finale della Western Conference dove ad attenderli ci sono i Denver Nuggets. A Est c’è la prima finalista: Miami, infatti, batte New York in gara-6, chiude sul 4-2 e adesso è pronta a studiare la settima e ultima sfida tra Boston Celtics e Philadelphia 76ers, quella che decreterà l’avversaria nella finale di Conference.
Tornando a Ovest, dunque, i Lakers, dopo una regular-season complicata, si sbarazzano dei Warriors campioni in carica vincendo in casa 122-101. LeBron James vince la sfida nella sfida con Steph Curry ed è lui il trascinatore della franchigia di Los Angeles come testimonia la tripla doppia sfiorata. The King mette a referto 30 punti, 9 rimbalzi e altrettanti assist, non sbaglia nulla e porta i suoi in finale di Conference. Prestazione importante anche per Anthony Davis che, al di là dei 17 punti, mette al servizio della squadra 20 rimbalzi, a tutto ciò vanno aggiunti i 23 punti di Reaves e i 19 di Russell.
L’unico a non andare in doppia cifra nel quintetto iniziale è Schroder, bravo a limitare Curry fino al terzo periodo quando la sua partita si chiude con l’espulsione. Dalla panchina, però, arrivano anche i 13 punti di Walker IV. I Lakers vincono una gara mai in discussione. Golden State ci prova, ma mette in evidenza solo la stella numero 30. Alla fine i punti di Curry sono 32 (2 in più di LeBron), ma è l’unico del quintetto iniziale ad andare in doppia cifra e ai Warriors non bastano neanche i 16 punti dalla panchina di DiVincenzo. I campioni salutano, i Lakers vanno avanti spediti.
Chiudono la serie sul 4-2 anche gli Heat che, in casa, battono i Knicks 96-92 al termine di un match molto combattuto. Alla fine decisivi i 24 punti e 8 rimbalzi di Jimmy Butler e i 23 e 9 di Bam Adebayo. In doppia cifra anche Strus (14) e, dalla panchina, Lowry (11 con 9 assist). New York ci crede fino in fondo, trascinata dai 41 punti di un grande Jalen Brunson. Non basta la sua prestazione così come non è sufficiente la doppia doppia da 15 punti e 11 rimbalzi di Randle. In finale di Conference ci va ancora una volta Miami.
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Lazio pari in extremis, con il Lecce finisce 2-2

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio agguanta il 2-2 al fotofinish contro il Lecce all’Olimpico nella 35^ giornata di Serie A. Al vantaggio di Immobile alla mezzora di gara, ha risposto la doppietta personale di Oudin, ma nel recupero Milinkovic-Savic strappa il pareggio. La prima frazione non era iniziata con grandi emozioni. La svolta inaspettata per i salentini capita al 21′ quando l’arbitro Maresca di Napoli fischia il calcio di rigore, confermato dal Var, per il fallo di Hysaj su Blin. Dal dischetto Strefezza calibra male spedendo al lato della porta difesa da Provedel e vanificando l’occasione per il vantaggio. La Lazio si sveglia per il pericolo corso e inizia a sfruttare le ripartenze sulle fasce, anche se la squadra di Baroni si difende. Da un’intuizione di Luis Alberto, che infila un bel pallone filtrante, ne approfitta Immobile bravo a mandare in gol al 34′ l’1-0 biancoceleste: il bomber torna alla rete che mancava da un mese. Nel finale di frazione Milinkovic-Savic ha l’occasione di raddoppiare, ma Falcone para con i piedi. Il Lecce sfrutta a pieno il recupero, al 48′ Gendrey scappa sulla destra e serve Oudin che con il mancino infila l’1-1 alle spalle di Provedel. Dopo il pareggio, gli ospiti approcciano bene anche il secondo tempo, con il tiro di Banda deviato in corner. Insistono e trovano la rete del raddoppio al 51′ con Strefezza che inventa per Oudin: il centrocampista supera Lazzari e sigla di destro la doppietta per l’1-2 che ribalta il risultato. La Lazio prova a reagire: Falcone para su Immobile e Pedro, che colpisce anche un clamoroso palo nel finale. Proprio al fotofinish al 94′ Milinkovic-Savic con un pò di fortuna agguanta il pareggio. I biancocelesti incassano almeno un punto e vanno a quota 65. Peccato per i salentini che salgono a 32 punti ma sprecano una grande chance per avvicinarsi alla salvezza.
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Prima vittoria in carriera per Bais al Giro2023

CAMPO IMPERATORE (ITALPRESS) – Davide Bais si è imposto in fuga nella settima tappa del Giro d’Italia, la Capua-Gran Sasso d’Italia (Campo Imperatore), di 218 chilometri. Il primo arrivo in salita della corsa rosa ha visto il corridore italiano della Eolo-Kometa, alla prima vittoria tra i professionisti, avere la meglio negli ultimi 150 metri dei compagni d’avventura di giornata, il ceco Karel Vacek (Team Corratec-Selle Italia) e l’altro azzurro Simone Petilli (Intermarchè-Circus-Wanty). Nessun attacco, invece, tra gli uomini di classifica, con il belga e campione del mondo Remco Evenepoel (Soudal-Quick Step) che ha regolato il drappello della maglia rosa, che resta così sulle spalle del norvegese Andreas Leknessund (Team DSM). Domani l’ottava tappa, la Terni-Fossombrone di 207 chilometri.
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