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Pari a San Sebastian, Roma ai quarti di Europa League

SAN SEBASTIAN (SPAGNA) (ITALPRESS) – La Roma vola ai quarti di finale di Europa League. Dopo il 2-0 dell’Olimpico, ai giallorossi basta lo 0-0 in Spagna per eliminare la Real Sociedad, al termine di un match combattuto e spigoloso.
All’Anoeta Mourinho deve rinunciare a Matic, fermato da un virus intestinale. Al suo posto c’è Wijnaldum, ma per il resto l’11 è composto dai titolarissimi. La prima occasione è della Roma e nasce su uno schema da calcio piazzato: Pellegrini libera al tiro Dybala che calcia, Sorloth devia e per poco non beffa il portiere Remiro. La Real Sociedad non sta a guardare e arriva al tiro con Mendez (25′) e Merino (31′), ma Rui Patricio blocca. Al 42′ Mourinho perde Karsdorp, finito ko dopo un colpo alla testa ricevuto da Rico: dentro Zalewski. Nel finale del primo tempo la Roma colpisce sugli sviluppi di un angolo, ma il Var si accorge del tocco col braccio di Smalling e cancella il gol. In avvio di ripresa la Real Sociedad parte forte. Al 47′ Mendez crossa in area, Sorloth è tutto solo ma di testa manda alto. Gli spagnoli fanno la partita e la squadra di Mourinho fatica ad orchestrare un contropiede.
Al 68′ la formazione spagnola arriva di nuovo ad un soffio dall’1-0. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Oyarzabal sfugge alla marcatura di Wijnaldum e calcia: Rui Patricio respinge e il nazionale spagnolo sulla seconda chance trova solo la traversa e la riga di porta. Al 75′ altra possibilità per i padroni di casa, sempre sugli sviluppi di una palla ferma: cross in area dalla destra, Zubeldia prende il tempo a tutti ma non inquadra la porta di testa. La partita di Dybala dura 76′, come quella di Belotti. Spazio ad El Shaarawy e Abraham. Forze fresche per mettere in ghiaccio una partita che dura fino al 97′. Le barricate dei giallorossi però spengono ogni ambizione di rimonta degli spagnoli, in 10 nel recupero per doppio giallo a Fernandez. Al sorteggio di domani (ore 13:00) ci sarà anche la Roma, che ora può pensare al derby di domenica contro la Lazio.
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La Lazio saluta la Conference, l’Az Alkmaar vince 2-1

ALKMAAR (OLANDA) (ITALPRESS) – La Lazio non riesce nell’impresa di ribaltare l’esito della gara di andata e saluta la Conference League perdendo 2-1 contro l’AZ Alkmaar nella gara di ritorno degli ottavi di finale. I biancocelesti avevano sbloccato il risultato con Felipe Anderson per poi subire il ribaltone olandese con i gol di Karlsson e Pavlidis, uno per tempo. La sconfitta di martedì scorso sembrava già una sentenza per la squadra di Sarri, che anche all’Olimpico era andata in vantaggio poi si era fatta rimontare dagli olandesi incassando la sconfitta per 2-1. Chiamati a rovesciare il risultato, i biancocelesti dimostrano di non snobbare la competizione. Anche l’annunciato turnover, per preservare i big in vista del derby di domenica contro la Roma, alla fine non c’è stato. In panchina soltanto Luis Alberto e Cataldi, esordio per Pellegrini, attacco senza l’infortunato Immobile. La Lazio riapre il discorso qualificazione al 21′ con il gol dello 0-1 che pareggia i conti. Romagnoli lancia lungo per Zaccagni, assist al centro per Felipe Anderson, stop e dentro all’angolo basso. L’AZ Alkmaar mostra un’immediata reazione. E’ il 28′ quando Karlsson, con un guizzo personale e un gran tiro dalla distanza, sigla l’1-1 con la complicità di Provedel non impeccabile.
Vivace il finale di frazione, giusto il pareggio anche se nel recupero il portiere laziale si riscatta con un doppio miracolo su Reijnders e Karlsson.
Nel secondo tempo però la Lazio torna in campo molle e gli olandesi ne approfittano. Trovano il sorpasso con il gol al 62′ di Pavlidis, bravo a incrociare in rete il 2-1 su assist del solito Karlsson. Anzi l’AZ avrebbe meritato anche di più, considerando i due pali colpiti da Reijnders prima e dopo il vantaggio, ma festeggia la qualificazione ai quarti mentre la squadra di Sarri dice addio all’Europa con non pochi rimpianti.
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Vittoria a Friburgo, Juventus ai quarti di Europa League

FRIBURGO (GERMANIA) (ITALPRESS) – La Juventus si è qualificata per i quarti di finale dell’Europa League. I bianconeri hanno superato in trasferta il Friburgo per 2-0 bissando così la vittoria per 1-0 ottenuta una settimana fa all’Allianz Stadium di Torino.
Solo al 22′ del primo tempo la prima occasione della serata e ad averla è stato il Friburgo. Da un calcio d’angolo battuto dalla sinistra da Gunter, è stato Ginter a staccare più alto di tutti di testa e a chiamare alla grande parata Szczesny quindi, sulla corta respinta, ci ha provato Gregoritsch che però non ha trovato la porta. Al 27′ è stato invece Vlahovic a trovare il gol dopo una clamorosa traversa colpita da Bremer di testa su una punizione battuta da Kostic, ma la rete è stata annullata dopo l’intervento del Var per fuorigioco dello stesso attaccante serbo. Al 41′, servito da Fagioli, ci ha invece provato Gatti con un’incursione e successiva conclusione sulla quale è intervenuto il già ammonito Gulde con un braccio. L’arbitro ha avuto bisogno ancora dell’aiuto del Var e alla fine ha deciso per l’espulsione del difensore del Friburgo e il rigore della Juventus.
Sul dischetto si è presentato Vlahovic che ha calciato (male) centralmente, il portiere Flekken ha toccato con un piede ma non è riuscito a evitare il gol. Il numero 9 bianconero è tornato così al gol a un mese esatto e sei partite dall’ultima rete, arrivata sempre in Europa League nell’andata dello spareggio con il Nantes. Ancora Szczesny protagonista al 13′ della ripresa: su un tiro ravvicinato di Gregoritsch il portiere polacco ha compiuto il secondo grande miracolo della serata. Juventus decisamente meno propositiva nonostante la superiorità numerica, attenta più a difendere i due gol di vantaggio considerando anche la gara di andata che a mettere definitivamente la parola fine. Parola fine che però è arrivata a pochi secondi dal termine quando Chiesa, servito da un filtrante di Rabiot, ha controllato di sinistro in area prima di infilare con un destro angolato Flekken che nulla ha potuto sulla conclusione dell’attaccante bianconero.
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Poker in casa Sivasspor, Fiorentina ai quarti di Conference

SIVAS (TURCHIA) (ITALPRESS) – La Fiorentina si qualifica per i quarti di finale di Conference League centrando il suo ottavo successo consecutivo in campo europeo. I viola battono 4-1 a domicilio il Sivasspor dopo essere andati inizialmente sotto. La migliore qualità tecnica dei gigliati è emersa col passare dei minuti ma non è stata una passeggiata. Anzi, l’inizio gara dei viola è stata pura sofferenza, soprattutto in virtù di un campo di gioco ai limiti della praticabilità. Il gol dei padroni di casa al 35′ è una magia da oltre trenta metri di Erdogan Yesilyurt. Il pareggio gigliato arriva in chiusura di prima frazione ed è l’unico pallone che Nico Gonzalez riesce a consegnare a Cabral, con l’attaccante brasiliano che conferma la sua vena realizzativa, settima rete nelle ultime otto partite. La Fiorentina indirizza definitivamente il passaggio del turno nella ripresa con il gol di testa di Milenkovic un soffio dopo l’ora di gioco. L’unica vera cattiva notizia di serata per i toscani è il giallo rimediato da Martinez Quarta ammonito, sotto diffida, che salterà l’andata dei quarti. Il terzo gol gigliato viene momentaneamente salvato al 67′ da Vural ma nulla può il portiere turco sul colpo di testa nella propria porta del compagno Goutas al 33′. Successivamente i padroni di casa rimangono in dieci per l’espulsione di Arslan. L’ultima emozione sul campo è il poker firmato da Castrovilli al 44′ con un gol che fa applaudire e cantare i 40 tifosi gigliati giunti in giornata in Anatolia. Dopo la quarta rete viola, il centrocampista Bianco è stato colpito al viso a seguito di un’invasione di tifosi di casa sedata dall’intervento della polizia turca.
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Abodi “Scontri di Napoli annunciati, autogol di Ceferin”

CORTINA (ITALPRESS) – “Era talmente annunciato che, condividendo la decisione assunta anche di concerto con il ministro Piantedosi, sono rimasto sorpreso, e non poco, dalle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da Ceferin”. Anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, critica ai microfoni di Sky Sport la posizione assunta dal presidente della Uefa, che aveva definito “intollerabile” la decisione di bloccare la trasferta a Napoli dei tifosi dell’Eintracht. “Credo alla differenza e al rispetto dei ruoli, alla collaborazione – aggiunge Abodi – Sul tema della sicurezza non si scherza. Parlare così, da lontano, mi è sembrato un passaggio a vuoto. Se dovessi usare una metafora calcistica, parlerei di un autogol”.
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Super G Soldeu e coppa di specialità a Gut-Behrami, 2^ Brignone

SOLDEU (ANDORRA) (ITALPRESS) – Lara Gut-Behrami vince l’ultimo supergigante della stagione e mette in bacheca la sua quarta coppa di specialità dopo quelle del 2014, 2016 e 2021. Nelle finali di Soldeu la 31enne svizzera centra la 37esima vittoria in Coppa del Mondo con una prova perfetta (1’26″70), mettendosi alle spalle Federica Brignone per appena 22 centesimi. Al terzo successo in stagione, la Gut-Behrami, che in super G vanta anche l’oro olimpico conquistato un anno fa a Pechino, riesce così a superare Elena Curtoni nella classifica di specialità: l’azzurra, che si era presa il pettorale rosso a Kvitfjell, non riesce a fare meglio del decimo tempo e viene superata anche dalla stessa Brignone – che però non riesce a bissare il successo della passata stagione – e dalla norvegese Ragnhild Mowinckel, terza anche nella gara di oggi. “Sono orgogliosa di quello che ho fatto – commenta ai microfoni Rai la Brignone, al podio numero 56 in carriera – Ho sciato al mio massimo, non ho tentennato nemmeno un secondo. Faccio i complimenti a Lara, è una grande campionessa, è stato bello giocarcela in cinque fino all’ultima gara. Io ci ho provato e mi dispiace per Elena, meritava di essere almeno sul podio di questa disciplina”. Nel supergigante di Soldeu da registrare anche il settimo posto di Sofia Goggia, subito davanti a Marta Bassino.
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Infantino confermato presidente della Fifa fino al 2027

KIGALI (RUANDA) (ITALPRESS) – Altri quattro anni alla guida del calcio mondiale. Non che ci fossero dubbi visto che era l’unico candidato ma proprio per questo si è voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa. Nel 73esimo Congresso Fifa a Kigali, in Ruanda, Gianni Infantino è stato confermato alla presidenza fino al 2027, proseguendo così il percorso iniziato nel 2016 e suggellato dalla prima rielezione nel giugno di quattro anni fa. Per il quasi 53enne dirigente italo-svizzero è stata l’occasione per rivendicare con orgoglio quanto fatto, dagli investimenti effettuati attraverso il programma Fifa Forward (aumentati di sette volte rispetto al periodo precedente il 2016) alle profonde riforme relative a governance e gestione finanziaria. “Vi avevamo promesso i Mondiali migliori di sempre e lo abbiamo fatto, vi avevamo promesso che avremmo aumentato i ricavi della Fifa, che l’avremmo resa più trasparente, che avremmo riguadagnato la fiducia degli sponsor – le parole di Infantino da Kigali – Ci eravamo prefissati di raggiungere quota 6,4 miliardi di dollari: siamo arrivati a 7,5 e non si raggiungono queste cifre se non sei un’organizzazione solida e forte, in cui tutti credono”.

E ancora il sostegno dato durante la pandemia, i progressi sul fronte della tecnologia e della Var, la riforma del sistema di trasferimenti, il lancio di Fifa+, fino a quello che è forse il fiore all’occhiello della gestione Infantino, l’imponente crescita del calcio femminile che è destinata ad andare avanti: per i prossimi Mondiali in programma quest’anno fra Australia e Nuova Zelanda, ci sarà un aumento del 300% del montepremi, oltre 150 milioni di dollari, una parte del quale – ha sottolineato Infantino – dovrà essere destinata al pagamento delle giocatrici. Anche per questo, sul fronte dei diritti tv, la Fifa non intende andare al ribasso: “Le donne meritano molto, molto di più e noi siamo lì per lottare per loro e con loro”, con l’obiettivo di ottenere la parità di retribuzione per uomini e donne alle rassegne iridate già dal 2026-27. Il mandato che gli è stato conferito oggi per acclamazione vedrà Infantino lavorare a nuovi progetti come le Fifa World Series (amichevoli fra le nazionali di diverse confederazioni da giocare a marzo ogni due anni) e assistere al primo Mondiale a 48 squadre nel 2026. “Sarà l’edizione più inclusiva di sempre”, ha assicurato il dirigente italo-svizzero ricordando che “Italia, Egitto, Svezia, Turchia, Cile e Algeria non sono riusciti a qualificarsi per il Qatar, dove però abbiamo visto il Giappone battere la Germania: l’aumento delle squadre porterà al miglioramento dei risultati”.

E poi il nuovo Mondiale per Club (che potrebbe avere anche una sua versione in rosa) che dal 2025 si giocherà ogni 4 anni e al quale prenderanno parte 32 squadre. Un format che ha fatto storcere il naso a molti e che Infantino ha difeso nel corso poi di una sorta di arringa post-elezione. Se durante il Congresso aveva mostrato toni più ironici (“So che in molti mi amano e che c’è anche chi mi odia: ma io amo tutti, anche e soprattutto loro. Leadership è ascoltare e imparare e io imparo ogni giorno. Potete continuare a fidarvi del mio impegno”), nella successiva conferenza stampa tira fuori gli artigli, chiedendo ai media di “rimanere un po’ legati ai fatti. Si parla della Fifa che è ricca e vuole fare altri soldi ma la Fifa si occupa di calcio e abbiamo bisogno di soldi (per il prossimo quadriennio si punta a toccare quota 11 miliardi di dollari, ndr), è ovvio, per far crescere il calcio in tutto il mondo. La Premier League genera in un anno quello che la Fifa genera in 4 anni: in altre parole la Premier è 4 volte più ricca della Fifa. Ma quei 24 miliardi che genera li distribuisce quasi tutti fra 20 club, i 7 miliardi che genera la Fifa vanno a 211 Paesi in tutto il mondo”.

Inevitabile che il discorso scivoli sul calendario. “Dicono che la Fifa pensa solo ad aggiungere ma siamo l’unica organizzazione al mondo che durante il Covid ha soppresso le competizioni – sottolinea – Il Mondiale comporta, per chi vi prende parte, una media di 4 partite in più, cioè una partita all’anno. Perchè quando in Italia annunciano una Supercoppa in Arabia Saudita con 4 squadre nessuno dice niente? Non capisco perchè questi attacchi alla Fifa ogni volta. Ho lavorato duramente tutta la vita per essere dove sono, oltre 200 Paesi credono che abbiamo fatto un buon lavoro e che lo faremo anche nei prossimi 4 anni”, assicura Infantino. Che consapevole del largo consenso di cui gode, va dritto per la sua strada, con vista fino al 2031.

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Napoli-Eintracht 3-0, partenopei ai quarti di Champions

NAPOLI (ITALPRESS) – Successo storico per il Napoli, che batte per 3-0 l’Eintracht Francoforte e, anche in virtù dello 0-2 della gara d’andata, accede ai quarti di finale di Champions League. Al Maradona decidono la doppietta di Osimhen e la rete su rigore di Zielinski. Gara attenta degli azzurri, che faticano leggermente nel primo tempo, a causa della grande intensità mostrata dalla compagine tedesca. Il Napoli però non rinuncia ad attaccare e risponde alle offensive degli ospiti con il solito fraseggio veloce, che rende pericolosi in particolare Politano e Kvaratskhelia. Nel corso del primo tempo l’Eintracht si presenta molto compatto e aggressivo, non consentendo alla squadra di Spalletti la totale libertà di palleggio e cercando la superiorità numerica in avanti. Sul finire dei primi quarantacinque minuti è però il Napoli a sbloccarla, grazie al colpo di testa di Osimhen che sul cross perfetto di Politano svetta più in alto di tutti, nulla da fare per Trapp. Vantaggio azzurro che si concretizza in un momento non facile per la squadra di Glasner, che anche nel secondo tempo subisce la creatività del Napoli. Al 53′ è ancora Osimhen ad attaccare la profondità e a concludere una bella azione manovrata, sfruttando l’ottimo assist di Di Lorenzo. Partenopei in totale controllo della gara e in grado anche di trovare il 3-0, grazie al calcio di rigore concesso dall’arbitro Taylor in seguito al contatto falloso di Sow su Zielinski. E’ proprio il polacco a presentarsi dal dischetto e a battere Trapp con una conclusione potente e centrale. Napoli che gestisce nel frangente finale di gara un Eintracht ormai fuori da qualsiasi possibilità di rimonta, fino ad ipotecare definitivamente il passaggio del turno e dare il via alla festa del Maradona.
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