NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Simone Fontecchio si regala la miglior serata della sua avventura Nba, ma non basta a Utah per evitare il ko contro Miami. Gli Heat si impongono in casa 119-115 sui Jazz, ma per l’azzurro resterà un match da ricordare grazie ai 23 punti (il suo massimo in carriera nella National Basketball Association) messi a referto nei 30 minuti giocati, partendo dalla panchina. Per il numero 16 di Utah anche 5 rimbalzi e un assist in un match di grande equilibrio in cui spicca Lauri Markkanen con i suoi 38 punti, ma anche la prestazione del finlandese non basta agli ospiti per evitare il ko. Miami vince mandando tutto il quintetto iniziale in doppia cifra più Oladipo e Martin che, dalla panchina, ne fanno rispettivamente 11 e 10. Il miglior realizzatore degli Heat è Butler con 24 punti, poi 18 a testa per Vincent ed Herro, 16 per Adebayo e 11 per Love.
Bella vittoria per Milwaukee, prima della classe a Est, che vince a Sacramento 133-124 con un grande Giannis Antetokounmpo. E’ lui a fare la differenza e a trascinare i Bucks con 46 punti e 12 rimbalzi, ma sono rilevanti anche le prestazioni di Middleton (31 punti e 9 assist) e Lopez (23 punti e 8 rimbalzi).
I Kings, terzi a Ovest, cedono dopo tre vittorie consecutive nonostante i 35 punti e 8 rimbalzi di DèAaron Fox, i 28 punti di Huerter e la tripla doppia da 23 punti, 17 rimbalzi e 15 assist di Sabonis.
Nelle altre gare della notte vittorie per Pistons (117-97 sui Pacers), Timberwolves 136-115 sugli Hawks, ko nonostante i 41 punti di Young), Grizzlies (104-88 sui Mavericks), Rockets (111-109 sui Celtics ai quali non bastano i 43 punti di Brown) e Warriors (123-112 con i 38 punti di Thompson).
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Il miglior Fontecchio non basta a Utah, vince Miami
Sinner agli ottavi di Indian Wells, sfiderà Wawrinka
INDIAN WELLS (USA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner raggiunge per il terzo anno consecutivo gli ottavi del BNP Paribas Open”, primo ATP Masters 1000 stagionale (montepremi 10.143.750 dollari) che si sta disputando sul cemento di Indian Wells, in California. L’altoatesino ha sconfitto 7-6 (7), 6-4 il francese Adrian Mannarino, numero 68 del mondo. “Posso essere fiero di me, ho avuto molta pazienza ed era quello che serviva – ha detto Sinner dopo la partita -. Mannarino è un giocatore molto difficile da affrontare, è mancino e gioca in un modo che alla gran parte dei suoi avversari non piace. Sono felice della vittoria ma devo alzare il livello”. Sinner affronterà per la quinta volta il 37enne Stan Wawrinka, ex numero 3 del mondo e oggi numero 100, che ha battuto il 19enne Holger Rune 6-2, 6-7 (5), 7-5. “Io e Stan ci conosciamo molto bene – ha detto Sinner che con lui si è anche allenato prima dell’esordio a Indian Wells -. Sarà sicuramente una partita difficile. Sta giocando davvero molto bene, sente di nuovo grande fiducia, ha vinto delle belle partite. Poi qui gioca molto bene, le condizioni gli piacciono. Speriamo sia un bel match”.
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Il Milan sbatte contro la Salernitana, 1-1 a San Siro
MILANO (ITALPRESS) – Mezzo passo falso per il Milan, che nel posticipo del lunedì si ferma sull’1-1 in casa contro la Salernitana. Ai campioni d’Italia in carica non basta il gol nel finale di primo tempo di Giroud, pareggiato poi nella ripresa da Dia. L’avvio è piuttosto equilibrato e la prima occasione arriva al 28′ quando Giroud va vicino a un gol formidabile, mandando alta di poco una splendida rovesciata dopo un corner dalla sinistra. Cinque minuti dopo sono gli ospiti a sfiorare il vantaggio. Bennacer rischia il pasticcio con un retropassaggio corto, Maignan fa quello che può con la palla che finisce a Kastanos, il quale calcia però fuori con il mancino dopo la deviazione decisiva di un difensore. Al 42′ Thiaw si addormenta e Dia si invola verso la porta, prova a saltare Maignan che però è decisivo nell’intervento in scivolata. A pochi istanti dall’intervallo, gli uomini di Pioli sbloccano il match. Bennacer batte dalla destra un corner nell’area piccola che trova Giroud, il quale anticipa Gyomber e infila Ochoa di testa regalando ai suoi il vantaggio al termine dei primi 45 minuti. Dopo un avvio decisamente poco emozionante, i granata trovano il pareggio al 16′ sfruttando un errato piazzamento della difesa di casa. Bradaric riceve palla sulla sinistra e mette in mezzo un rasoterra sul quale si inserisce Dia che sfrutta il buco lasciato dal reparto arretrato rossonero e di prima intenzione batte Maignan per l’1-1. I padroni di casa provano a reagire al 20′, quando Bennacer calcia con il mancino dal limite ma la sfera termina alta. Al 25′, il centrocampista algerino si procura un calcio di rigore che viene però tolto dall’arbitro dopo la revisione al Var. Alla mezz’ora, Ochoa salva i suoi quando il neo entrato Origi trova una strana deviazione con il petto da pochi passi che viene però neutralizzata dal portiere messicano. Gli uomini di Paulo Sousa si rivedono al 37′, quando Maignan deve salvare in tuffo un buon destro dal limite di Piatek. Cinque minuti dopo si forma una mischia in area con un batti e ribatti che porta Florenzi a una debole conclusione di testa che viene salvata in modo provvidenziale sulla linea da Gyomber. In avvio di recupero, Ochoa ci mette la punta delle dita su un diagonale di Ibrahimovic. Sarà l’ultima occasione della gara. Il Milan non approfitta così dei risultati negativi di Inter, Roma e Lazio firmando un solo punto che porta la squadra al quarto posto a quota 48. La Salernitana rimane quintultima con 26 punti all’attivo e 7 lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione.
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Inzaghi “Le critiche? Faremo parlare il campo”
OPORTO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – “E’ la partita più importante della stagione”. Simone Inzaghi è consapevole della posta in palio domani, nel ritorno degli ottavi di Champions fra Porto e Inter al Do Dragato. “Abbiamo passato un girone difficilissimo e ora abbiamo la possibilità di entrare fra le migliori 8 d’Europa dopo tanto tempo – sottolinea alla vigilia – Cercheremo di fare una gara di concentrazione e attenzione massima, a San Siro abbiamo giocato il primo tempo e domani ci aspetta il secondo in uno degli stadi più caldi d’Europa”. “Le critiche? Fanno parte del mestiere – aggiunge il tecnico nerazzurro – Ci sono sempre state, non ho mai risposto, figurarsi se rispondo oggi alla vigilia di una partita così importante. So come funziona il calcio, so chi muove le critiche e perchè, ma è il campo che parla e domani cercheremo di farlo parlare come abbiamo fatto in questi 18 mesi, nel bene e, purtroppo, qualche volta nel male. Perchè fidarsi dell’Inter? Il giorno del sorteggio dei gironi non so quanti si aspettavano di vederci agli ottavi ma noi ci credevamo tanto, volevamo arrivare a questo punto, abbiamo fatto un match d’andata buono e domani c’è la resa dei conti”. Inzaghi assicura che con la dirigenza il confronto è quotidiano, “ci si parla sempre. I gruppi si vedono nel bene e soprattutto nel male. Siamo secondi in campionato, in semifinale di Coppa Italia e negli ottavi di Champions e quando ci sono sconfitte pesanti, anche se non meritate come quella di La Spezia, bisogna restare uniti e i ragazzi lo sono come sempre”. “Quando cadiamo ci rialziamo subito, abbiamo sempre fatto così – gli fa eco Hakan Calhanoglu – Il nostro cammino in Champions è sempre stato buono, abbiamo affrontato squadre forti e abbiamo giocato bene. Siamo carichi e vogliamo andare ai quarti, è il nostro obiettivo”.
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Supercoppa Italiana 2024 sarà con quattro squadre
MILANO (ITALPRESS) – Novità interessanti per quanto riguarda la Supercoppa italiana. La Lega di serie A ha annunciato infatti che il prossimo trofeo verrà allargato a quattro squadre: nel 2024 le due finaliste della Coppa Italia, la vincitrice del campionato e la seconda classificata potranno sfidarsi in una Final Four sulla scia di quanto succede già in Spagna, inoltre una delle due semifinaliste disputerà un’amichevole contro una squadra locale. Nel caso in cui una delle due partecipanti derivanti dalla Serie A dovesse coincidere con una delle due semifinaliste, sarà la terza classificata in campionato a prendere parte alla competizione. Confermata anche la sede, quattro edizioni nei prossimi sei anni verranno disputate in Arabia Saudita: si partirà coi primi due anni, poi ci saranno due anni di stop in cui il trofeo verrà assegnato in Italia – a causa del calendario intasato dovuto ai Mondiali 2026 e alla nuova Champions League 2024-25 – coi restanti due anni in cui la competizione si svolgerà di nuovo in Arabia. Il format sarà modificabile in base alle esigenze delle squadre: l’intento è quello di verificarne l’impatto sul calendario di chi parteciperà. La formula a quattro porterà nelle casse della Lega circa 23 milioni di euro (a edizione) mentre nel caso in cui ci sarà una finale a due assegnata in Arabia Saudita è prevista comunque un’amichevole di una squadra italiana con una squadra locale (format dal valore di circa 12 milioni di euro). La scelta sulle successive edizioni verrà comunque presa in base alle varie esigenze.
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Domenicali “Spero la Ferrari torni presto al successo”
ROMA (ITALPRESS) – “Che io tifi Ferrari forse non è giusto dirlo, ma è chiaro che il mio passato di 23 anni in una squadra così prestigiosa non può non lasciare il segno. C’è l’obbligo di essere super partes, ma da italiano penso che il successo della Ferrari sarebbe un beneficio per il campionato e la Formula 1 di oggi, quindi mi auguro e spero che avvenga presto”. Sono le parole di Stefano Domenicali, presidente e ad della Formula 1, in un’intervista al programma “Restart” che andrà in onda questa sera a mezzanotte su Rai2. “Le dimissioni di Sanchez? Vista la mia posizione sarebbe meglio tacere, sicuramente sono cambiamenti che comportano grandi responsabilità e che avranno bisogno di un pò di tempo. Quando succedono certe cose bisogna cercare di rimanere emotivi il meno possibile e avere un piano per crescere ed è quello che tutti speriamo”. Domenicali ha anche parlato del tema del del budget cap, un tema “di grande valore, perchè strutturalmente si tratta di un cambiamento regolamentare mai fatto prima nel mondo del motorsport. Prima esistevano soltanto la variabile sportiva e quella tecnica, dallo scorso anno c’è anche quella finanziaria – ha spiegato Domenicali – E’ un tema delicato da affrontare anche nei controlli, sono coinvolti Paesi con fiscalità diverse. Adesso è importante avere la chiusura dei conti molto prima rispetto allo scorso anno e e bisogna garantire che se una squadra infrange il regolamento venga punita dal punto di vista sportivo”. L’ex team principal di Maranello, che definisce Michael Schumacher il più grande della storia della Formula “anche per come ha cambiato la Formula 1 moderna dal punto di vista del rapporto pilota-squadra”, ha anche parlato di mobilità e del contributo che il circus può dare. “Le transizioni tecnologiche ed energetiche richiedono flessibilità mentale. Non potrà mai avvenire solo una mobilità delle macchine elettriche”. Domenicali ha evidenziato l’obiettivo della F1 di avere “motori ibridi e sostenibili carbon neutral entro il 2030” e si dice convinto che “la Formula 1 svolgerà una funzione acceleratrice di tali processi nei prossimi anni”. Parlando, infine, della possibilità che in futuro sul mercato le grandi marche come la Ferrari e la Lamborghini possano produrre solo auto elettriche ha aggiunto: “Quello che sta venendo fuori sempre di più è il fatto di pensare che ci siano altre forme di sostenibilità, perchè l’impatto economico non è sostenibile. E’ giusto che la politica dia obiettivi sfidanti, ma le modalità spettano al mondo aziendale che conosce i sistemi nella sua interezza. C’è la necessità di essere prudenti nelle scelte, ci sono filiere che vanno valutate nella maniera giusta e l’Europa deve svolgere un ruolo importante anche in questo contesto. La politica europea deve tenere conto della situazione”. In merito all’attuale Governo, poi, Domenicali ha concluso: “Posso solo dire che all’estero la percezione del Governo italiano è positiva, la direzione sembra chiara. Dal punto di vista generale il nostro Paese è visto come stabile, un Paese con il quale è necessario mantenere relazioni forti. Posso solo fare un grosso in bocca al lupo a chi ha il dovere, l’onore e l’onere di governare il nostro Paese”.
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Conceiçao “Serve gara intelligente contro una grande Inter”
OPORTO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – “Sarà una partita diversa da quella dell’andata”. Sergio Conceiçao parte da questa convinzione, ma per il resto non ha grandi certezze alla vigilia del ritorno degli ottavi di finale di Champions al Dragao di Oporto contro l’Inter. “Non so se da loro giocherà Skriniar, se ci sarà Dumfries o Gosens (il tedesco non ci sarà, ndr) sulla fascia, chi giocherà tra Lukaku, Dzeko e Lautaro, due di loro ci saranno, ma poi dagli interpreti che sceglierà Inzaghi cambierà il modo in cui difendono o attaccano – dice in conferenza stampa il tecnico dei Dragoes -. La partita dipenderà anche da quello che riusciremo a fare noi, ma credo che sarà una sfida equilibrata oltre che molto difficile contro una squadra che ha grandi giocatori, quasi tutti nazionali di selezioni molto forti. Bisognerà giocare una partita di grande intensità, con grande pressing e intelligenza tattica. Non dimentichiamo che all’andata abbiamo perso (1-0 per i nerazzurri, ndr), quindi abbiamo un solo risultato da ottenere. Sarà importante non avere fretta, abbiamo 90 minuti per cambiare il risultato dell’andata, serve una gara intelligente”. Si parte dall’1-0 per i nerazzurri al Meazza, il suo ex compagno di squadra, Simone Inzaghi, ha due risultati su tre a disposizione e l’allenatore portoghese chiede ai suoi, così come a tutto l’ambiente, di avere pazienza. Conosce il calcio italiano, ma un pò a sorpresa dice che il suo preferito “è quello tedesco, non ci si annoia mai”, senza per questo voler mettere in secondo piano un Paese dove ha vissuto bei momenti: “Ho una grande passione per l’Italia, i migliori anni della mia carriera da calciatore li ho vissuti lì, in città come Roma, Milano e Parma”, dice l’ex Lazio, Inter e Parma.
In conferenza stampa anche Wenderson Galeno. “Sappiamo che dobbiamo fare una grande partita e sono sicuro che la faremo, il Porto darà tutto in campo. Partiamo con un gol di svantaggio, ma giocheremo nel nostro stadio e con il sostegno dei nostri tifosi sarà una partita diversa – sottolinea il brasiliano -. Io titolare? Non saprei, decide il mister, ma ovviamente spero di far parte dell’11 iniziale. Mi sento pronto al 100%”.
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Prandelli “Vlahovic? Problema di squadra, basta allenare”
ROMA (ITALPRESS) – “I rigori si possono sbagliare, ma la reazione che ha avuto Vlahovic nei 15 minuti successivi all’errore al dischetto è stata da grandissimo giocatore. Non ha abbassato la testa, ha cercato di fare gol in tutti modi, è stato sfortunato in due situazioni, ma ha comunque contribuito al quarto gol della Juve”. Cesare Prandelli, ex ct della Nazionale e vice campione d’Europa nel 2012, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1, ‘assolvè dalle critiche Dusan Vlahovic, l’attaccante serbo della Juventus che contribuì a far sbocciare nella Fiorentina. “Penso sia un giocatore molto molto forte, credo sia più un problema di squadra: se hai un giocatore così devi finalizzare di più, ma soprattutto quando vai sugli esterni non è che bisogna fare finte e controfinte, così per una punta diventa molto complicato”, aggiunge l’ex tecnico viola. Che apprezza i giovani bianconeri, con una preferenza ben precisa: “Sono tutti molto interessanti, ma quello che ha più qualità tecnica secondo me è Fagioli, si vede da come copre palla e come dribbla in mezzo al campo”. Che fine abbiano fatto gli attaccanti italiani è un tema che è sempre di moda: “Mi sembra di tornare al 2010, passano gli anni ma sono sempre gli stessi argomenti, è arrivato il momento di prendere in mano la situazione e cercare di capire cosa può fare la federazione. Noi in quegli anni siamo stati coinvolti nei progetti, abbiamo avanzato anche proposte, ma siamo stati un pò rimbalzati. A livello internazionale siamo molto competitivi fino ai 19 anni, i dati sono clamorosi: le nostre nazionali giovanili fanno risultati molto importanti. Dai 19 anni in poi, la maggior parte di questi giocatori si perde: vuoi perchè le grandi squadre scelgono giocatori stranieri, vuoi perchè i nostri ragazzi sentono di più la pressione rispetto ai coetanei stranieri. Noi abbiamo fatto delle proposte: una era quella di fare una Nazionale, dopo l’Under 21, che poteva partecipare al campionato di Serie B. Penso sia ancora molto valida come proposta per dare continuità al lavoro dei ragazzi. Poi se il Fagioli di turno interessa alla Juve, ovviamente rimane. Ma se la Juve decidesse di mandarlo in prestito, questa Nazionale si prende carico del giocatore e gli fa fare il campionato di Serie B. Poi vincono, perdono o retrocedono, l’importante è dare una continuità di lavoro a questi ragazzi”. Le squadre della Serie A si stanno distinguendo soprattutto per la discontitnuità: “Ci sono tante partite e c’è poco tempo per recuperare. Ad esempio la Roma è un’ottima squadra, però a livello tecnico ci sono solo i titolari. Quando Mourinho fa i cambi, la squadra perde la sua fisionomia. Ma dal punto di vista dell’intensità, a livello europeo siamo migliorati molto negli ultimi due anni. La discontinuità dipende secondo me più dalle rose non all’altezza, non abbiamo 23-24 giocatori potenzialmente titolari come le grandi squadre”. I meriti del Napoli sono innegabili: “Sembra si stiano scoprendo ora le qualità di Spalletti. Luciano è sempre stato molto bravo. Quest’anno sono stati bravissimi a capire che bisognava cambiare. La bravura del Napoli è quella di aver seguito le indicazioni dell’allenatore: quando valorizzi i giocatori nei ruoli, la squadra ha sempre un grande vantaggio. Bravo Spalletti, ma brava anche la società, senza spendere cifre assurde. Discorso simile si può fare per il Torino, con Cairo che ha assecondato le richieste di Juric, perchè è l’allenatore che deve determinare il completamento dell’idea di squadra”. Chi ha più rimpianti tra Inter e Milan è presto detto: “Forse il Milan, perchè l’anno scorso aveva dimostrato di essere solido, una squadra che esprime un calcio moderno e propositivo. Quest’anno in quel mese e mezzo ha perso tanto, ora sta recuperando, si vede che è tornata un pò di serenità”. Sul Futuro del calcio: “Vedo un calcio col tempo effettivo, con l’arbitro connesso sistematicamente al Var, chissà se si chiamerà ancora così, ma lo spettacolo rimarrà”. Prandelli, che sulla panchina della Roma ebbe una breve esperienza, ha le idee chiare sulla squadra di Mourinho: “A livello tecnico, non è all’altezza delle altre grandi squadre. Secondo me Mourinho sta facendo un miracolo a prendersi sulle spalle tutti i problemi e i limiti della squadra, è geniale nella gestione dei rapporti e nella comunicazione. Se la Roma l’anno prossimo riuscirà a trovare tre giocatori importanti indicati da Mourinho, lotterà per lo scudetto”. Su un suo possibile ritorno in panchina, Prandelli è lapidario: “Le richieste arrivano sempre, ma la panchina che sto sognando è quella di un parco con i miei nipotini a godermi la vita con loro. Basta allenare”.
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