ROMA (ITALPRESS) – Quinta vittoria consecutiva per Philadelphia nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Sul parquet di casa del Wells Fargo Center, di fronte ad oltre 20mila spettatori, i Sixers si sono imposti sui Washington Wizards per 112-93 con 34 punti di Embiid, top-scorer della serata. I New York Knicks frenano la corsa dei Los Angeles Lakers, battuti in casa per 112-108 dal quintetto della ‘Big Applè, trascinato dai 33 punti siglati da Randle (stesso bottino, tra i californiani, per Russell). Successo in trasferta anche per i Brooklyn Nets, che mettono al tappeto i Denver Nuggets per 122-120 nonostante i 35 punti, tra i padroni di casa, di Jokic. Altri risultati: Charlotte Hornets-Cleveland Cavaliers 108-114; New Orleans Pelicans-Portland Trail Blazers 127-110; San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 90-102.
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Pokerissimo di Philadelphia, New York stoppa i Lakers
Riprende la rincorsa della Juventus, piegata 4-2 la Samp
TORINO (ITALPRESS) – La Juventus ha superato per 4-2 la Sampdoria nella gara della 26esima giornata della Serie A giocata all’Allianz Stadium di Torino. Una vittoria che ha permesso ai bianconeri di Massimiliano Allegri di riprendere la rincorsa cominciata dopo la penalizzazione di 15 punti e interrotta la scorsa settimana con il ko contro la Roma. I bianconeri si sono portati a soli 4 punti dal sesto posto e a meno 9 dalla zona Champions (in attesa della gara di domani fra Milan e Salernitana). Per la Samp, invece, è sempre più buio pesto con la zona salvezza che si trova ora a 12 lunghezze.
Dopo un paio di tentativi della Sampdoria in avvio con Gabbiadini, è stata la Juventus a passare in vantaggio: da un corner dalla sinistra di Kostic è stato Bremer a staccare più alto di tutti e a mettere la sfera di testa alle spalle di Turk. Al 26′ il raddoppio bianconero ancora di testa: stavolta il traversone è partito dalla destra dal piede di Miretti, che ha trovato Rabiot bravo a staccare e a infilare alla sinistra del portiere della Samp. Ma quando la gara sembrava incanalata verso una facile vittoria dei bianconeri è stato un uno-due devastante degli ospiti a riaprire di colpo la sfida: prima Augello e poi Djuricic hanno rimesso in equilibrio la gara in 72 secondi. Il primo al 31′, perso in marcatura da De Sciglio, ha sfruttato una deviazione di Danilo su conclusione di Leris e ha infilato Perin; mentre il secondo, servito da Zanoli, ha calciato di prima intenzione superando ancora il portiere juventino.
Al 19′ della ripresa la Juventus è andata nuovamente avanti con Rabiot che, imbeccato da Fagioli, ha controllato con il petto e di controbalzo ha fatto partire un sinistro imprendibile per il portiere della Samp. Cinque minuti più tardi la Juventus avrebbe potuto allungare ancora su calcio di rigore procurato da Cuadrado per fallo di Augello, ma la gran botta di Vlahovic è andata a stamparsi sul montante, lasciando ancora una volta il serbo a bocca asciutta. Nitida anche l’occasione capitata sul destro di Caudrado a otto minuti dal termine con conclusione dal limite dell’area deviata sulla traversa da Turk. Il poker juventino è invece arrivato in pieno recupero, al 49′, quando Soulè ha messo a segno il suo primo gol in Serie A: da un cross di Kostic è arrivato il colpo di testa di Vlahovic respinto sulla traversa dal portiere. Il più lesto di tutti è stato l’argentino che ancora di testa ha messo la parola fine sulla sfida dello Stadium.
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La Roma crolla all’Olimpico, vince il Sassuolo 4-3
ROMA (ITALPRESS) – La Roma in 10 uomini dal 45′ perde in casa 4-3 contro il Sassuolo nella prima di due gare (l’altra sarà il derby) senza Josè Mourinho in panchina. In un Olimpico infuocato, tra panolada di protesta e striscioni di solidarietà per il tecnico portoghese, squalificato per due giornate, la squadra giallorossa (in inferiorità numerica per un rosso inflitto a Kumbulla a fine primo tempo) cade sotto i colpi di Laurientè (doppietta), Berardi e Pinamonti. Non bastano per l’aggancio all’Inter al secondo posto i primi gol in giallorosso di Zalewski e Wijnaldum e la solita perla Dybala, in campo nella ripresa. Un risultato che punisce il turn over romanista. La squadra di casa si presenta senza gli infortunati Belotti e Pellegrini, mentre l’asso argentino e Mancini (diffidato) partono dalla panchina.
Al 13′ il Sassuolo passa in vantaggio: dopo una palla persa da Bove, i neroverdi ripartono e portano al tiro Berardi, Rui Patricio respinge corto sui piedi di Laurientè che mette in rete. La Roma subisce il contraccolpo e al 18′ la squadra di Dionisi raddoppia. Stesso copione: Berardi insiste su un’azione prolungata e scarica per il solito Laurientè che punisce i giallorossi con un rigore in movimento. La reazione della Roma è affidata ai due esterni: al 26′ Spinazzola crossa dalla sinistra, dal lato opposto Zalewski al volo trova una strana traiettoria che inganna Consigli per l’1-2.
Sembra il primo sussulto per la rimonta ma la Roma si fa male da sola e sprofonda. Nel recupero Kumbulla calcia Berardi a terra: è rigore e rosso per l’albanese per condotta violenta. Dagli undici metri l’attaccante azzurro non sbaglia. Sotto di due gol e con l’uomo in meno, Foti manda in campo Dybala e Karsdorp. All’argentino basta un pallone: sinistro a giro dal limite e palla sotto l’incrocio. Il Sassuolo risponde con Berardi: stop e tiro, traversa scheggiata. Al 74′ c’è il poker: Laurientè premia il taglio di Pinamonti che batte Rui Patricio. L’ultima azione di rilievo del match è il primo gol di Wijnaldum: incursione in area e tocco sotto su Consigli. Ma non basta. La Roma crolla Olimpico; il Sassuolo vince la terza gara di fila in Serie A, come non accadeva da marzo 2022.
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Verona-Monza termina 1-1, Sensi risponde a Verdi
VERONA (ITALPRESS) – Parità al Bentegodi, 1-1, tra il Verona e il Monza. Succede tutto nella ripresa con i padroni di casa che trovano con Verdi il gol del momentaneo vantaggio. Di Sensi l’immediato 1-1, che reggerà poi fino al triplice fischio. Il risultato accontenta più i brianzoli, capaci così di tenere a distanza di sicurezza la zona retrocessione. Non serve un granchè il punto agli scaligeri, che sono ora a meno 5 dalla quartultima in classifica, ovvero lo Spezia, vincitore venerdì contro l’Inter.
Moduli speculari per le due squadre in campo: Zaffaroni lancia Kallon e Verdi a sostegno di Gaich, Palladino conferma l’undici che ha battuto l’Empoli con Ciurria e Caprari dietro la punta Petagna. Pochi brividi in un primo tempo in cui il Verona è più propositivo, ma è praticamente solo il Monza a concludere verso la porta. Pessina spara alto da buona posizione dopo un velo di Petagna, Montipò blocca a terra due tentativi dalla distanza di Ciurria. Sul fronte offensivo del Verona il più vivace è Kallon che in una delle sue incursioni mette al centro un tiro cross velenoso: Di Gregorio smanaccia e sulla respinta Duda, a centro area, non riesce a coordinarsi per battere a rete.
La gara cambia completamente volto nella ripresa e il risultato si sblocca alla prima occasione. A passare in vantaggio è il Verona: un tiro di Duda rimpallato finisce in qualche modo sui piedi di Verdi che elude l’intervento di un difensore, se la sposta sul destro e fulmina Di Gregorio sul primo palo. La reazione del Monza è immediata e bastano solo 4′ per assistere all’1-1 di Sensi che capitalizza da pochi passi una bella azione corale avviata da Petagna e Caprari e rifinita da Carlos Augusto. Dopo aver subito il pareggio, il Verona sbanda e deve ringraziare il Var che è decisivo per annullare il gol della rimonta ospite. Caprari in contropiede si era presentato davanti a Montipò battendolo con un preciso rasoterra, ma l’azione era viziata da un fuorigioco millimetrico di Petagna. Nel finale entrambe le squadre spingono alla ricerca della vittoria: ad andarci più vicina è il Monza che però non inquadra la porta dopo gli spunti interessanti di Pessina e Colpani.
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La Fiorentina vince a Cremona, Mandragora e Cabral a segno
CREMONA (ITALPRESS) – La Fiorentina espugna lo stadio Zini di Cremona grazie ai gol di Mandragora e Cabral e prosegue il buon momento di forma centrando la terza vittoria consecutiva in campionato, mentre la Cremonese è sempre più vicina al baratro definitivo. Stavolta per la squadra grigiorossa nemmeno un sussulto d’orgoglio come avvenuto nelle ultime prestazioni ma solo una lenta agonia verso il triplice fischio. La squadra di Italiano con ordine e solidità invece fa un altro passo avanti verso i piani alti della classifica e adesso insidia da vicino l’Udinese.
Per almeno mezz’ora tanta circolazione di palla da una metà campo all’altra ma di occasioni vere non se ne vedono molte, anche se è la Fiorentina a provarci di più. Al 15′ Ferrari su una mischia in area grigiorossa fa muro contro il tentativo ravvicinato di Barak e due minuti dopo è Mandragora a presentarsi al tiro ma la mira non è delle migliori.
La gara prosegue in equilibrio fino al 27′ quando la Cremonese incassa il solito gol ingenuo. Dessers parte in fuga da solo ma si fa raggiungere al limite dell’area da Milenkovic che gli ruba palla. Lancio per Barak che ribalta la manovra aprendo dall’altra parte per Saponara: nasce una mischia nell’area locale che Mandragora risolve con un tiro preciso in mezzo a diversi grigiorossi. Il vantaggio della Fiorentina riscrive il copione della gara perchè tocca alla squadra di Ballardini esporsi e per quella di Italiano risulta abbastanza semplice tenere l’ordine in campo e aspettare le palle lunghe di Carnesecchi che di fatto è la soluzione di gioco più utilizzata dai lombardi.
Nella ripresa la Fiorentina mette il sigillo sul match. Al 5′ Mandragora scambia al limite dell’area con Barak e poi appoggia in mezzo per Cabral che segna una rete facilissima e porta sul doppio vantaggio il punteggio per la squadra viola. Al 21′ il primo vero tiro, nemmeno troppo pericoloso, per la Cremonese arriva da un colpo di testa di Ciofani alto su cross di Valeri.
La Cremonese prova a prendere campo e resta a ridosso dell’area viola senza impensierire Sirigu fino al 34′ quando Buonaiuto mette Okereke solo davanti al portiere avversario che neutralizza la conclusione in uscita evitando il gol. Avrebbe potuto essere l’occasione per riaprire la gara ed accendere il finale, invece ha finito per spegnere ogni speranza della squadra di Ballardini.
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Pioli “Il Tottenham è il passato, ora testa alla Salernitana”
MILANO (ITALPRESS) – “Ci dobbiamo ributtare nel campionato con grande determinazione e attenzione, se vogliamo rivivere certe emozioni dobbiamo entrare tra i primi quattro. Ho visto quello che volevo vedere in questi giorni, siamo concentrati”. A dirlo il tecnico del Milan, Stefano Pioli, alla vigilia del posticipo contro la Salernitana a San Siro. “La squadra sta bene da ogni punto di vista, tante cose possiamo farle meglio, anche col Tottenham dove abbiamo fatto un passo importante per la nostra crescita e per la nostra energia che dobbiamo rimettere in campo – spiega in conferenza stampa -. Abbiamo lavorato tanto quando fuori da qua c’erano tanti processi, cercando di crescere e migliorare, ora stiamo portando a casa i risultati. Tutta la stagione che verrà sarà decisiva”. Quello di domani “sarà il miglior Milan possibile, è una partita importante. Nel nostro lavoro quanto fatto fino a ieri non conta più niente. Giocherà la squadra migliore possibile per quello che ho visto in questi giorni. Ibrahimovic titolare? Domani no, ma presto sì, dipenderà da tante cose. La sua condizione sta migliorando, sarà pronto ad aiutarci, domani a gara in corso”.
“L’obiettivo di arrivare tra le prime 4 non è secondario, anzi – evidenzia Pioli -. Dobbiamo pensare a fare tanti punti, poi
penseremo ai quarti di Champions, manca ancora un mese. Dobbiamo
portarci da questo bel passaggio del turno tante belle energie per domani”. “Leao giù di tono? Non sono d’accordo, dobbiamo migliorare nel servirlo meglio, anche se tutti possono fare di più – aggiunge in conferenza stampa -. Dove dobbiamo migliorare? Nelle scelte di gioco, a Londra nel primo tempo potevamo palleggiare meglio per esempio, potevamo capire meglio i
momenti della partita. Rafa è il giocatore più libero nei
movimenti, deve trovare soluzioni”.
Secondo Pioli “la Salernitana è una squadra compatta, noi dovremo essere bravi a capire dove trovare le soluzioni e come trovare un giocatore dal potenziale offensivo così importante. De Ketelaere? Sta bene come tanti in quel ruolo, vedremo domani”.
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Singo e Sanabria, il Torino passa 2-0 a Lecce
LECCE (ITALPRESS) – Due sortite offensive del Torino a metà primo tempo, due dormite della difesa del Lecce e i granata si arrampicano momentaneamente al settimo posto con le reti di Singo e Sanabria. Al Via del Mare al minuto 20 arriva la svolta. Miranchuk trova sul filo del fuorigioco Singo che, con un piatto al volo batte Falcone. Tre minuti e il Toro raddoppia. Radonjic scappa a Baschirotto e crossa per Sanabria, completamente libero di battere a rete da pochi passi. Ai granata, e al suo tecnico Juric, non manca l’esperienza e allora è facile metterla sul piano caratteriale: alla mezz’ora si scatena una rissa per un fallo non fischiato di Ilic. Nella ripresa il Lecce riparte con Oudin e Colombo ma al di là di un fervore iniziale, Milinkovic-Savic non deve fare grandi parate. Il Torino continua con il suo atteggiamento difensivo, con undici uomini dietro la linea della palla mentre i salentini si scontrano contro un muro.
Il Lecce continua ad attaccare, colleziona angoli, ma i granata resistono e non lasciano spiragli agli avversari. La partita diventa sempre meno intensa con il passare dei minuti, i pugliesi sono sempre meno convinti e non riescono a riaprire la partita mentre il Torino gioca sul velluto. Alla fine, così, esultano gli ospiti, resta la la delusione dei quasi 25.000 del Via del Mare. Terza sconfitta consecutiva, terza partita senza segnare per gli uomini di Baroni e nella prossima c’è la Fiorentina. Per il Lecce serve una sterzata, per il Torino, invece, un’ulteriore iniezione di fiducia in vista del Napoli.
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Odermatt vince il gigante di Kranjska Gora
KRANJSKA GORA (SLOVENIA) (ITALPRESS) – Marco Odermatt ha vinto lo Slalom gigante di Kranjska Gora e la Coppa di specialità. Lo svizzero, miglior tempo già nella prima manche, ha chiuso in 2’20″91, precedendo di 32 centesimi il norvegese Henrik Kristoffersen e di 70 Alexis Pinturault. Quarto lo sloveno Zan Kranjec. Sesta posizione per Filippo Della Vite, ottavo Luca De Aliprandini. Tra gli altri azzurri, Hannes Zingerle è 15esimo, Tobias Kastlunger 23esimo.
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