TORINO (ITALPRESS) – “E’ una partita molto importante per la classifica, potremmo arrivare secondi. Abbiamo 50 punti e possiamo andare davanti all’Inter superandoli di tre lunghezze. Dobbiamo lavorare su questo”. Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, mette da parte il -15 in attesa delle decisioni della giustizia sportiva e carica i suoi ragazzi in vista della sfida contro la Sampdoria, in programma domani alle 20.45 all’Allianz Stadium. L’allenatore bianconero sa bene quali insidie nasconde il match contro i blucerchiati che arriva dopo la vittoria di giovedì scorso in Europa League contro il Friburgo: “Dobbiamo essere lucidi domani mattina e vedere quelli che hanno smaltito meglio la stanchezza. All’apparenza sembra abbordabile ma gli ultimi risultati della Samp possono ingannare, hanno sempre perso di misura. Domani è una partita molto importante per la classifica, per la prima volta possiamo andare secondi tre punti sopra l’Inter”. Per Allegri anche un rientro importante, dopo il provvedimento disciplinare e la mancata convocazione con il Friburgo. “Pogba è a disposizione, non lo teniamo sempre in punizione. Rientrano De Sciglio e Iling. Milik speriamo di averlo con l’Inter, Chiesa è out per domani ma speriamo di riaverlo giovedì. Di Maria riposa e giovedì sarà a disposizione. Ce ne sono due che giocano sicuramente: Perin e Vlahovic. Uno tra Paredes e Barrenechea giocherà, deciderò domani”. Tra i dubbi di formazione per Allegri quelli legati alla difesa: “Non ho ancora deciso, devo valutare il recupero di Bonucci, le condizioni di Danilo, Bremer… Poi deciderò. Ci sono Rugani e Gatti pronti a giocare. Se decidessi di farli giocare, non ci sarebbe problema”. Per i bianconeri giovedì anche l’Europa League: “Questa settimana sarà importante, ma dobbiamo fare un passo alla volta. In classifica la differenza la fanno le partite con le cosiddette piccole, perchè negli scontri diretti abbiamo fatto tutti i risultati: vittorie, pareggi e sconfitte”, ha concluso Allegri.
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Allegri “Con la Samp sfida importante, Pogba ci sarà”
Vittoria Lakers sui Raptors, Jokic non basta, Denver ko
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Adoro questa squadra”. LeBron James è alle prese con la riabilitazione dopo l’infortunio al piede di fine febbraio, ma esulta e si gode l’importante successo dei suoi compagni di squadra che, in casa, battono 122-112 i Raptors, conquistando la terza vittoria consecutiva e avvicinando la zona play-off. Un’affermazione costruita sui 28 punti e 9 assist di D’Angelo Russell, ma anche sul contributo che arriva dalla panchina con i 23 punti di Schroder (7 gli assist), i 18 di Reaves e i 16 di Hachimura. In doppia cifra anche Vanderbilt che chiude con 16. Male Toronto alla quarta sconfitta (la terza consecutiva) nelle ultime 5 gare, nonostante i 32 punti di Barnes (9 rimbalzi e 7 assist), i 31 di Anunoby e la doppia doppia da 17 punti e 10 rimbalzi di Jakob Poeltl.
A San Antonio sconfitta a sorpresa per la prima della classe a Ovest con i Nuggets che cedono agli Spurs (14esimi) per 128-120. Nikola Jokic come sempre prova a trascinare Denver, mette a referto una tripla doppia da 37 punti, 11 rimbalzi e altrettanti assist, trova in Murray un buon alleato (24 i punti), ma alla fine vincono i padroni di casa che si prendono una bella soddisfazione e mandano 7 giocatori in doppia cifra.
Il più prolifico è Johnson con i suoi 23 punti, dalla panchina ne fa 20 McDermott, a seguire i 19 di Sochan, i 14 a testa di Jones (dalla panchina) e Vassell, gli 11 di Mamukelashvili e i 10 di Collins (9 i rimbalzi).
Nelle altre gare della notte vittorie per Philadelphia (120-119 su Portland con 39 punti per Embiid), Atlanta (114-107 contro i Wizards con 28 punti e 9 assist per Young), Miami (119-115 su Cleveland con 33 punti per Butler) e Brooklyn (124-123 sui Timberwolves con 29 punti e 11 assist per Dinwiddie).
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Casini “Calcio risorsa del Paese, stadi, più entrate e cultura”
MILANO (ITALPRESS) – Un anno da presidente della Lega di Serie A. Un compito difficile ma allo stesso tempo “un’esperienza bella e sfidante”. Con queste parole, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il numero 1 dei club italiani, Lorenzo Casini, commenta il suo primo anno alla guida della Confindustria del calcio. “Presidenti rissosi? Tutti i contesti collettivi possono essere litigiosi. La differenza è che la serie A ha i riflettori sempre puntati e ogni dissidio viene rilevato. Va invece ricordato che i presidenti, con le loro diverse capacità professionali, industriali e manageriali, sono una risorsa straordinaria non solo per la Lega, ma anche per il Paese”. Casini affronta anche l’argomento delle divergenze con l’ad De Siervo. “Il tema, con nessuna frattura, si era aperto e chiuso a febbraio: erano procedure interne alla Lega e mi dispiace siano divenute pubbliche”. La difficoltà maggiore finora è stata quella di “realizzare trasformazioni e introdurre cambiamenti”, mentre il risultato che lo rende fiero è “l’essere riusciti a convincere governo e Parlamento della necessità di modificare la legge Melandri, liberalizzando la commercializzazione dei diritti audiovisivi all’estero e portando fino a 5 anni la durata del prossimo ciclo di diritti in Italia. Abbiamo poi programmato con anticipo calendario e orario delle partite, come avviene in Premier League: tifosi e club hanno gradito”.
Sui rapporti con il governo, Casini aggiunge: “Li ho avuti ottimi sia con il precedente esecutivo, con Valentina Vezzali, sia con l’attuale governo, col ministro Andrea Abodi. Il calcio è tra i principali contributori, direttamente e indirettamente, dell’economia italiana, ma in molte occasioni non è forse riuscito a far comprendere a pieno questo suo ruolo. Ecco, se c’è una cosa in cui dobbiamo migliorare è farci percepire come un vero settore industriale e potenziare la presenza della serie A nel sociale”. Da quelli con il governo ai rapporti con la Federcalcio, talvolta condizionati dal peso relativo in Consiglio Federale attribuito alla Lega: “E’ un tema antico e lo abbiamo richiamato nel documento sulle riforme inviato alla Figc e al ministro Abodi lo scorso dicembre. Non si tratta di avere solo consiglieri in più, ma di vedere riconosciuto un peso maggiore alla A”. Sul tema riforme, Casini spiega: “Nel nostro documento abbiamo indicato molte misure per valorizzare i giovani, attivare le seconde squadre, migliorare il rapporto tra le leghe, potenziare le infrastrutture. Alcune sono immediate e già sono state realizzate, come l’introduzione del fuorigioco semi-automatico. Per altre ci vorrà più tempo”. Si parla di una possibile riduzione della A a 18 squadre.
“Su questo punto i club si sono espressi prima del mio arrivo. Si può fare un’ulteriore riflessione, però con dati seri sui pro e contro anche in termini di audience e rappresentatività territoriale, nel quadro delle riforme di cui ha bisogno il settore. Come in tanti rilevano, le partite in calendario oggi, tra campionati, coppe e nazionali, sono diventate forse troppe”. La Lega, spiega Casini ha “tre linee di azione: più risorse, migliori infrastrutture e più cultura. Oltre ai proventi da diritti tv, auspichiamo un intervento di governo e parlamento sulla pirateria, diventata una vera e propria emergenza. Siamo grati all’Agcom per il supporto. E’ giunto il momento di destinare anche ai club parte degli introiti derivanti da giochi e scommesse. Le infrastrutture sono il tema più urgente e non differibile, indipendentemente dalla candidatura dell’Italia a Euro 2032, che supportiamo: tramite il Laboratorio infrastrutture della serie A abbiamo dossier sullo stato di ogni stadio, anche con i nodi burocratici, che potrà agevolare la realizzazione dei progetti. Infine, la cultura: il calcio è un formidabile strumento formativo, non solo per i giovani, ma è dalla scuola che bisogna cominciare”. Sul processo sportivo a carico della Juve, Casini taglia corto: “La Lega è una istituzione e non commenta la giustizia sportiva, tanto meno a procedimento aperto”. La chiusura è dedicata al primo anno da presidente di Lega, un incarico che cambia la vita: “Presiedere una delle associazioni più importanti del Paese è un’esperienza straordinaria e un onore, non solo un onere”.
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Berrettini eliminato, debutto con sconfitta a Indian Wells
INDIAN WELLS (USA) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini subito fuori al “BNP Paribas Open”, primo ATP Masters 1000 stagionale
(montepremi 10.143.750 dollari) che si sta disputando sul cemento
di Indian Wells, in California. Il tennista romano, ventesima testa di serie, cede al giapponese Taro Daniel, numero 103 Atp, che si impone 7-6(5), 0-6, 6-3.
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Inter sciupona al Picco, Spezia vince 2-1
LA SPEZIA (ITALPRESS) – L’Inter sciupa l’impossibile e perde 2-1 sul campo dello Spezia nonostante un assedio lungo quasi 90 minuti. Sono Maldini e Nzola su rigore ad affondare gli avversari, che avevano momentaneamente pareggiato grazie a un penalty di Lukaku, centrando tre punti fondamentali in ottica salvezza. Il primo squillo è per gli ospiti e arriva al 5′, quando Martinez ci prova con un destro dalla lunga distanza che Dragowski para in tuffo. Al 9′, D’Ambrosio viene atterrato in area da Caldara ma l’arbitro non fischia il rigore. Dopo un lungo consulto al Var, Marinelli cambia la sua decisione e assegna il tiro dal dischetto. Dagli 11 metri si presenta Martinez, il quale si fa però ipnotizzare da Dragowski che salva in corner. I nerazzurri dominano e al 29′ tocca a Mkhitaryan provarci dalla distanza, ma la palla finisce alta di poco. I liguri escono dal guscio al 32′ e creano un’ottima occasione con Agudelo, il quale penetra in area e tenta un pallonetto da posizione defilata su Handanovic in uscita, con la palla che schizza in aria dopo una deviazione di Acerbi ricadendo poi sulla traversa. Gli uomini di Semplici sbagliano l’uscita dalla difesa al 42′ e spianano la strada a Martinez, che si invola verso il limite dell’area e calcia ma Dragowski è decisivo e alza sopra la traversa. Nonostante l’assedio degli uomini di Inzaghi, le due squadre vanno al riposo sullo 0-0. Al 10′ della ripresa, al primo tiro in porta, gli uomini in maglia bianca passano in vantaggio a sorpresa. Nzola fa a sportellate con Acerbi e vince il contrasto, entra in area e serve bene a rimorchio il neo entrato Maldini che, dopo il gol a San Siro contro il Milan, dà un dispiacere anche ai cugini siglando l’1-0 con un bel sinistro nell’angolino. I padroni di casa sembrano reggere, ma il neo entrato Ferrer si rende protagonista di una sciocchezza al 37′ facendo fallo in area su Dumfries. Dal dischetto si presenta questa volta Lukaku che spiazza Dragowski e firma il meritato 1-1. Sembra il preludio alla rimonta, ma un minuto dopo è Dumfries a restituire il favore ai rivali nell’area opposta quando travolge ingenuamente Kovalenko commettendo un nuovo fallo che vale il penalty. Nzola prende la rincorsa e, dagli 11 metri, batte Handanovic per il 2-1. Al 45′ Dzeko sfiora il pari con un destro al volo, ma Caldara salva in modo provvidenziale sulla linea a portiere battuto. Lo Spezia resiste nel finale e porta a casa un’incredibile vittoria, che vale il momentaneo +6 sulla zona retrocessione. Per l’Inter, ora ferma al secondo posto a quota 50, arriva invece una pesante battuta d’arresto.
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Ricorso respinto, confermata la squalifica di Mourinho
ROMA (ITALPRESS) – Josè Mourinho non sarà in panchina nelle prossime due gare contro il Sassuolo e la Lazio. Dopo la sospensiva disposta sabato scorso, la Corte Sportiva d’Appello presieduta da Umberto Maiello, infatti, ha respinto il ricorso presentato dalla Roma in merito alla squalifica di 2 giornate inflitta al tecnico giallorosso, in seguito alla sua espulsione nel match di Cremona e alla lite con il quarto ufficiale di gara, Marco Serra. Il tecnico era stato sanzionato con 2 giornate di squalifica e un’ammenda di 10.000 euro dal giudice sportivo “per aver contestato con veemenza e atteggiamento provocatorio una decisione arbitrale, reiterando tale comportamento all’atto del provvedimento di espulsione e per avere inoltre, al termine della gara, entrando, seppur autorizzato, nello spogliatoio arbitrale rivolto al Quarto Ufficiale espressioni ed illazioni gravemente offensive”. La Corte d’Appello “sentiti l’arbitro (Piccinini di Forlì, ndr), i due assistenti e il IV ufficiale (Serra di Torino, ndr)”, ha respinto il ricorso della Roma e quindi confermato la squalifica di Josè Mourinho.
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Spalletti “L’unica via per il Napoli è sempre la vittoria”
NAPOLI (ITALPRESS) – “L’unica via di uscita per noi è la vittoria, sempre. Sappiamo di avere il pubblico al nostro fianco e lo abbiamo capito bene anche nel corso dell’ultima gara. Dobbiamo affrontare una gara per volta. La nostra attenzione ora è tutta rivolta alla gara contro l’Atalanta. Non abbiamo la presunzione di affrontare il campionato pensando ad altre gare più importanti”. Così, in conferenza stampa, alla vigilia della gara interna contro gli orobici, Luciano Spalletti. Il tecnico del Napoli non vuole distrazioni in campionato, magari pensando all’impegno infrasettimanale di Champions League, nonostante il grande vantaggio degli azzurri rispetto alle inseguitrici.
“Contro la Lazio l’atteggiamento era quello giusto. Abbiamo perso perchè abbiamo sbagliato alcune cose ma l’atteggiamento è stato corretto. Quella di domani sarà una gara completamente diversa, con distanze e spazi più ampi. Serviranno però grande ritmo e qualità nel gioco, perchè l’Atalanta è una squadra fortissima, allenata benissimo. Sarà una gara complicata: avremo bisogno di tutte le nostre energie per vincere”, ha precisato Spalletti.
“Lo scudetto? Dobbiamo ancora fare tante, tantissime partite di grande livello, sia noi del Napoli che le altre squadre. Abbiamo visto nelle Coppe europee il valore delle formazioni della Serie A e tutto ciò lo dice lunga. Parleremo di scudetto solo quando le altre squadre matematicamente non ci potranno più riprendere”, ha continuato il tecnico del team partenopeo.
Chiusura sui singoli: “Raspadori sta lavorando benissimo e sta facendo di tutto per rientrare il prima possibile. Aspettiamo l’ok dei medici. Mancheranno lui, Mario Rui e Lozano ma noi dobbiamo pensare a vincere la gara con i giocatori che abbiamo a disposizione. Ndombele? E’ un giocatore molto forte, domani potrebbe essere del match. Elmas? E’ uno che può essere sempre utile e in qualsiasi ruolo. E’ fortissimo ed è uno di quelli che qualsiasi allenatore vorrebbe sempre nelle sue squadre. La posizione di Kvaratskhelia circa la Georgia e il suo possibile ingresso nell’Europa? Siamo felici di avere con noi un ragazzo come lui, grande campione e grande uomo”.
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Shiffrin vince ad Are ed eguaglia Stenmark, Brignone seconda
ARE (SVEZIA) (ITALPRESS) – Aggancio riuscito. Mikaela Shiffrin entra nella storia: il successo nel gigante di Are è il numero 86 in Coppa del Mondo, traguardo che le consente di eguagliare il record assoluto stabilito da Ingemar Stenmark fra il 1974 e il 1989. Per la statunitense, 28 anni lunedì prossimo, la chiusura di un cerchio visto che proprio sulla pista svedese, in slalom il 20 dicembre 2012, centrava la sua prima vittoria nel circo bianco. Her Majesty, dopo una prima manche dominata in 55″16 (rifilati 58 centesimi alla seconda, la canadese Valerie Grenier), completa l’opera nella seconda parte di gara portando a casa anche la coppa di gigante dopo essersi assicurata sia il trionfo nella classifica generale che in quella di slalom. Alle spalle della Shiffrin un’ottima Federica Brignone, che risale dalla quarta alla seconda posizione col miglior crono di manche (+0″64 alla fine il ritardo dalla americana), al 55esimo podio in carriera, il sesto stagionale. Terza la beniamina di casa, Sara Hector.
Fra le azzurre, a punti anche Marta Bassino (11^), Elisa Platino (19^) e Roberta Melesi (20^), non aveva superato il ‘tagliò Sofia Goggia, che aveva chiuso la prima manche al 34esimo posto.
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