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La Fiorentina torna a vincere: al Bentegodi Verona ko 3-0

VERONA (ITALPRESS) – La Fiorentina cala il tris sul campo del Verona, imponendosi nettamente al Bentegodi. Un successo maturato già nel primo tempo grazie a Barak e Cabral, con una perla di Biraghi a pochi minuti dalla fine a mettere in cassaforte il risultato. La prima chance è per gli ospiti e arriva al 10′, quando Nico Gonzalez si sposta rapidamente la palla sul sinistro e va al tiro, con la palla che centra il palo di sostegno alla destra di Montipò. Due minuti dopo, la Viola passa in vantaggio. Ikonè salta secco Dawidowicz sulla destra, entra in area e serve all’indietro l’ex di turno Barak che controlla e batte Montipò con un mancino ravvicinato sotto la traversa che vale l’1-0. I gialloblù si divorano il possibile pareggio al 29′, quando Lasagna incorna a lato da ottima posizione dopo un assist dalla destra di Lazovic. Due minuti dopo è Duda a provarci a giro dalla distanza, ma Terracciano è attento e devia in tuffo. Nel miglior momento dei padroni di casa, la banda di Italiano trova il raddoppio al 38′. Mandragora calcia un angolo dalla sinistra e Cabral arriva al volo con il sinistro sulla palla anticipando tutti e infilando ancora Montipò per il 2-0. Al 44′ si forma una mischia nell’area di casa, con Barak che va al tiro ma Montipò salva in angolo. Si va all’intervallo sul 2-0. Gli uomini di Zaffaroni partono decisi nella ripresa e vanno vicini al gol al 7′, quando il neo entrato Cabal spara alto da buona posizione dopo aver ricevuto palla da un piazzato dalla destra. Al quarto d’ora Ikonè sfiora il tris, quando va al tiro a botta sicura dentro l’area trovando però la decisiva opposizione dello stesso Cabal. Nel resto della frazione sono gli scaligeri a farsi preferire ma Terracciano non corre particolari pericoli fino al 42′, quando Gaich di testa colpisce l’esterno del palo a portiere battuto. Il 3-0 finale arriva al 44′ ed è una perla assoluta di Biraghi. Mandragora subisce fallo sulla mediana, il terzino vede Montipò fuori dai pali e lo beffa di sinistro da metà campo con una splendida traiettoria che si infila alle spalle del portiere. Sarà l’ultima occasione di una gara che termina così 3-0 in favore di una Fiorentina che sale in dodicesima posizione a quota 28. Brusco stop invece per il Verona, che rimane terzultimo con 17 punti e a 3 lunghezze di ritardo dallo Spezia.
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Allegri “Juve tra le prime quattro, al netto delle sanzioni”

TORINO (ITALPRESS) – “La squadra ha superato il periodo della sanzione, si è assestata nelle difficoltà. Non dobbiamo perdere certezze perchè abbiamo fatto 47 punti e mantenere i nostri mini-obiettivi per rimanere nelle prime quattro al netto delle sanzioni”. Lo ha detto il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, alla vigilia del derby di campionato con il Torino. “In Champions abbiamo fallito ma può succedere – ha aggiunto il mister livornese in conferenza stampa – Domani dovremo stare attenti al Toro, ha grande intensità come tutte le squadre di Juric. La nostra forza è raggiungere i piccoli obiettivi. Noi domani vogliamo agganciare il Bologna, Torino permettendo”. Allegri si sofferma poi su Bonucci e Pogba: “Leo sta molto meglio e sono molto contento. Ha già ripreso confidenza con il campo, ha passato un lungo periodo di attività, sta bene ma domani si siederà di nuovo vicino a me. Riaverlo però è importante, è ancora il capitano della Juventus. Paul sta meglio e domani è convocato. Non ha un minutaggio altissimo, se ce ne serà bisogno lo metteremo dentro”.
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Chiappucci compie 60 anni “La fuga era la mia linfa”

ROMA (ITALPRESS) – Buon compleanno, El Diablo: Claudio Chiappucci compie domani, martedì 28 febbraio, sessant’anni. Professionista dal 1985 al 1998, l’ex campione di Uboldo vanta nella sua nutrita bacheca una Milano-Sanremo, due Giri del Piemonte, tre tappe al Tour de France e una al Giro d’Italia. Oltre all’argento mondiale su strada nel 1994 ad Agrigento. In maglia a pois alla Grande Boucle 1992, il varesino, che ha vestito le maglie di Carrera Jeans, Asics-Cga e Ros Mary, tagliò solitario il traguardo del Sestriere dopo una fuga di 200 chilometri, realizzando una tra le più grandi imprese nella storia del ciclismo moderno. “Questo successo resta tutt’oggi un capolavoro – ammette Chiappucci all’Italpress – E’ una tappa rimasta storica e unica nel suo genere, non è stato facile vincerla. Rivedo le immagini dentro di me, rivivo quegli istanti che sono andati al di fuori della strategia di corsa. Fu una fuga venuta fuori per casualità, era l’unica tappa che arrivava in Italia. Le imprese storiche, poi, non sono mai preparate: il tracciato aveva 7.500 metri di dislivello, non era mai esistita una tappa così, c’era veramente tanta salita da scalare”. Strada in salita, tanta fatica, Indurain e Bugno che inseguivano vanamente. Era il 18 luglio 1992 ed il percorso, da Saint-Gervais les Bains al Sestriere, in parte ricalcava la frazione vinta da Fausto Coppi il 6 luglio 1952. “Cosa avevo in testa? Non è stata quella l’unica occasione in cui ho dato spettacolo – aggiunge El Diablo – La fuga diventa un’indole, è una fatica difficile da sostenere ma sono stato un atleta in grado di lottare contro gli specialisti delle cronometro. E con queste azioni cercavo di recuperare tempo. Ho scoperto di essere forte fisicamente e mentalmente, e questa è stata la mia fortuna. Sono emerso grazie a queste fughe che non tutti sono in grado di fare soprattutto nel ciclismo attuale, tecnologico”. D’altronde, il suo soprannome parla chiaro: “Venivo chiamato El Diablo proprio perchè ero continuamente all’attacco. I miei avversari però non mi lasciavano mai andare perchè sapevano chi ero. Nonostante ciò, ero sempre motivato. Perchè la fuga – assicura Chiappucci – era la mia linfa”. Messa in archivio la sfortunata esperienza nelle ultime elezioni regionali, Chiappucci non è granchè ottimista, in chiave azzurra, in vista della nuova stagione del grande ciclismo: “Ci manca un leader nelle corse a tappe e non lo vedo all’orizzonte. Abbiamo tanti giovani che si affacciano al professionismo ma ho l’impressione che ci arrivino sfiniti. Inoltre, non abbiamo squadre del WorldTour e all’estero ci sono dei fenomeni del ciclismo moderno. Se vedo in giro un altro Chiappucci? No – conclude – i corridori adesso sono troppo limitati, comanda la tecnologia”.
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Conclusi a Pescara Assoluti indoor di pattinaggio corsa

PESCARA (ITALPRESS) – Giornata conclusiva per i Campionati Italiani Indoor, ieri a Pescara, dopo il corposo programma degli ultimi due weekend che hanno regalato tante emozioni ai numerosi spettatori presenti al Pattinodromo Comunale della città adriatica. Una manifestazione, quella pescarese, che ha confermato l’alto livello dei partecipanti e ha fornito buone indicazioni al CT della Nazionale Massimiliano Presti, in vista della nuova e intensa stagione, quest’anno caratterizzata da un calendario fitto, fino al mese di agosto. “Questi Campionati hanno ribadito il forte appeal del pattinaggio in Abruzzo – il commento del presidente FISR e World Skate Sabatino Aracu – Pescara ha risposto in maniera perfetta. E’ stata una festa dello sport. Il ringraziamento va al Comune e alla Regione, da sempre sensibili al mondo delle rotelle e alle nostre discipline”. Attenzione rimarcata dal presidente federale e confermata dalla presenza, nei giorni delle gare, del sindaco Carlo Masci e del presidente regionale Marco Marsilio, entrambi entusiasti dell’evento. Si parte subito forte al pattinodromo “Ex Gesuiti”, nella giornata che chiude gli Indoor, con le finali della 1000 sprint, seguite poi dalle due suggestive 3000 m Americana. Sono Giuseppe Bramante, Linda Rossi, Alice Sorcionovo e Asja Varani a confermarsi protagonisti. L’atleta siciliano della GSD Città di P. Gargallo dimostra una ritrovata verve, buttandosi alla spalle le fatiche dei mondiali argentini e centrando altri due titoli indoor, dopo quello conquistato nella 5000 punti. Bramante infatti riesce a portare a casa la 1000 Senior e la 3000 Americana Senior, quest’ultima con i compagni di staffetta Roberto Fiorito e Vincenzo Maiorca. L’altra prova di forza arriva da Alice Sorcionovo (Luna Sports Academy – AN) che bissa la vittoria ottenuta sabato nella atleti contrapposti Junior, imponendosi ieri nella 1000 sprint Junior femminile, davanti a Elena Lampitelli (Savona In Line) e a Siria Montico (CSEN Roma Patt.). L’atleta abruzzese della Rolling Bosica di Martinsicuro, Asja Varani, oro nella contrapposti Senior delle giornate precedenti, regala alla società teramana il titolo tricolore nella 3000 Americana Senior femminile con le compagne Anastasia Federici e Matilde Biondi e centra poi la seconda piazza nella 1000 sprint senior, battuta solo al fotofinish, per pochissimi millesimi, dall’altra protagonista di questi Campionati 2023, Linda Rossi che si impone sulla pescarese e si laurea campionessa indoor con il tempo di 01.41.727. L’atleta marchigiana del Torollski Center agguanta così il secondo titolo assoluto, dopo quello della 5000 punti senior. Il vicecampione del mondo e campione europeo, Duccio Marsili, gìà protagonista con il titolo nel giro contrapposti Senior, deve accontentarsi della seconda piazza nella 1000 m sprint Senior Maschile, bruciato sul traguardo per millesimi da un sontuoso Giuseppe Bramante. Nella stessa gara finisce terzo Vincenzo Maiorca (Città di P. Gargallo). Nella 1000 sprint Junior maschile vittoria di centesimi per Leonardo Bossi (Pol. Bellusco – MB) che sul traguardo riesce a spuntarla, grazie alla spaccata finale, su Kevin Massa (Forlì Roller – FC). Terzo, Manuel Ghiotto (Alte Ceccato Club – VI). La stagione 2023 del pattinaggio corsa, aperta dai Campionati Indoor di Pescara, si preannuncia intensa. Le note positive arrivate dai più giovani e le conferme dei campioni Senior fanno ben sperare anche in ottica azzurra, in vista dei prossimi eventi, a cominciare dai Campionati Mondiali di fine agosto. Manifestazione quest’anno ospitata in Italia, a Montecchio Maggiore.
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Donadoni “Milan addio crisi, Napoli impressionante”

ROMA (ITALPRESS) – “Ero allo stadio, la partita ha sancito la ripresa del Milan. L’Atalanta non ha mai impensierito Maignan, il Milan poteva fare tranquillamente tre-quattro gol, ha sofferto fino alla fine perchè non è riuscito a chiudere la gara, ma ha strameritato. Mi aspettavo qualcosa in più dall’Atalanta, poco incisiva, non ha creato quasi nulla”. Questa l’analisi di Roberto Donadoni, ex ct della Nazionale e doppio ex di Milan e Atalanta, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1, sul posticipo di campionato di ieri sera, vinto 2-0 dai campioni d’Italia. Un Milan che può sognare in Champions: “Dire di sì, anche perchè è una Champions senza favorite – ammette Donadoni – Il Milan ha passato un periodo brutto, sembra e mi auguro l’abbia superato completamente. Anche la prestazione di ieri fa ben sperare per il futuro”. La longevità di Ibrahimovic, assicura l’ex ala azzurra, “è un esempio, non ci sono tanti campioni che si mantengono a questi livelli con una fisicità importante, a testimonianza di una vita sportiva condotta nel modo giusto. Al di là di qualche infortunio anche grave, poi gli stimoli ti fanno durare di più, sono felice per lui. Ibra rappresenta qualcosa di importante anche all’interno dello spogliatoio, un campione che dà maggiori stimoli anche ai compagni”. Il campionato sta offrendo tanti nuovi allenatori in rampa di lancio: “Sono contento per Palladino. E’ stato anche un mio giocatore, ha cominciato ad affacciarsi al grande pubblico quando ero a Livorno, sono contento per lui. Nel suo caso è importante trovare continuità in una realtà come Monza, per farsi le ossa e per essere poi pronto per palcoscenici più importanti, ammesso che il Monza non abbia intenzione di diventare una squadra d’elite. Anche Baroni sta facendo bene a Lecce”. La fuga del Napoli ha in pratica chiuso il discorso scudetto: “Il Napoli sta marciando a un ritmo impressionante. L’eccesso di euforia non credo sia una cosa pericolosa. L’entusiasmo che Napoli sta vivendo è una cosa assolutamente positiva, quando sei su quest’onda sei ancora più invogliato a dimostrare e ad avere il gusto di divertirsi. Il mio Napoli? In quel momento era ancora in fase di ristrutturazione, c’era un centro a Castel Volturno che stava sorgendo. In quel periodo sono state fatte cose importanti e da lì c’è stata un’escalation in positivo. La cosa che ricordo con più piacere è l’entusiasmo della gente e quella sensazione che trasmetteva il pubblico allo stadio. Una sensazione unica, mai vissuta da allenatore, il tifo faceva vibrare lo stadio”. Sono due gol nel weekend realizzati da italiani, alla Nazionale mancano gli attaccanti: “Mi viene un pò da sorridere, quando ero ct si facevano gli stessi identici discorsi. Più si va avanti, più giocatori stranieri avremo nel nostro campionato, togliendo un pò di spazio ai giovani italiani per emergere con più rapidità. Per un ct è un pò penalizzante, ma ormai è una realtà e bisogna conviverci”. Finale sulla Juventus: “Se consideriamo i punti raccolti sul campo, è innegabile il fatto che la Juve sarebbe lì a ridosso del Napoli. Quando giochi in una situazione di questo tipo, con 15 punti tolti in classifica, dal punto di vista mentale qualche contraccolpo ce l’hai. Gestire questa situazione è complicata per un allenatore, almeno i giocatori vanno in campo e riescono a sfogare questa rabbia agonistica in modo diverso. Vediamo che succederà – conclude Donadoni – ma la Juve ha la voglia e la capacità per poter risalire in classifica”.
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Giorgi conquista il trofeo del Merida Open Akron

MERIDA (MESSICO) (ITALPRESS) – Camila Giorgi ha conquistato il trofeo del “Merida Open Akron”, nuovo Wta 250 dotato di un montepremi di 259.303 dollari che si è concluso sul cemento della capitale dello stato federale dello Yucatan, in Messico. E’ il 77esimo titolo vinto da una tennista azzurra nell’Era Open. Nella notte italiana, nella decima finale della carriera, la 31enne di Macerata, n.68 del ranking, ha battuto per 7-6(3) 1-6 6-2, in due ore e 23 minuti di partita, la svedese Rebecca Peterson, n.140 del ranking, proveniente dalle qualificazioni e rivelazione del torneo, vincendo tutti gli ultimi sei game. Per Giorgi si tratta del quarto titolo Wta in carriera dopo i “250” di s’-Hertogenbosch 2015 (erba) e Linz 2018 (veloce indoor) ed il “1000” di Montreal 2021 (cemento), che era stata anche l’ultima finale giocata dall’azzurra. “Sono molto felice di essere venuta qui per la prima edizione di questo torneo: è stata una settimana fantastica e mi sono trovata benissimo – le parole della vincitrice, che ha poi ringraziato il pubblico in spagnolo – Con Rebecca è stata una bella finale e sono davvero molto soddisfatta”. L’azzurra, che complessivamente ha vinto due punti in più rispetto alla svedese, ha messo a segno 40 vincenti a fronte di 44 gratuiti (22 contro 31 il bilancio di Peterson).
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Il Milan brilla a San Siro, battuta 2-0 l’Atalanta

MILANO (ITALPRESS) – Il Milan festeggia il rientro in campo di Maignan, dal primo minuto, e di Ibrahimovic, nel finale del match, superando con merito, per 2-0, l’Atalanta. Nella fredda serata di San Siro, a decidere la gara sono una sfortunata autorete di Musso, giunta nel primo tempo in seguito a un gran tiro da fuori di Hernandez, e un elegante “scavetto” di Messias a pochi minuti dal triplice fischio. Il Milan centra una vittoria preziosa, che lo catapulta in seconda posizione, a quota 47, a pari punti con l’Inter. La prima ghiotta occasione arriva al 7′ ed è in favore dei padroni di casa. Leao dalla sinistra mette in mezzo per Giroud, che si gira alla grande con il mancino ma calcia alto di poco. L’intensità è alta, i campioni d’Italia in carica giocano meglio e al 26′ passano in vantaggio. Kalulu lancia in profondità per Giroud, che appoggia di testa all’indietro per Hernandez, il quale calcia di collo pieno con il mancino dalla distanza, trovando prima il palo e poi la schiena di Musso, con la palla che termina in fondo al sacco per l’1-0. Poco dopo, Leao viene ammonito per proteste: salterà per squalifica la trasferta di Firenze. Al 37′ è il portoghese a sciupare il possibile 2-0, quando calcia altissimo al termine di una rapida ripartenza orchestrata da Giroud e Diaz. Le due squadre vanno al riposo sull’1-0. La ripresa inizia a ritmi blandi. Al quarto d’ora ci vuole una bella uscita di Musso a negare il gol a Giroud dopo un pregevole assist di tacco di Diaz. Un minuto dopo il portiere argentino salva invece in tuffo su un destro a giro di Leao. Gli uomini di Pioli si divorano il raddoppio al 26′. Hernandez soffia la palla a Zappacosta e serve Leao in area che allarga subito per Messias, il quale da due passi spara in curva con il destro. Tre minuti dopo tra i rossoneri torna in campo Ibrahimovic a 280 giorni dall’ultima volta. La sfida si chiude al 41′. Leao riceve palla e verticalizza di prima intenzione per Messias, che si fa perdonare dall’errore precedente, superando Musso con un pregevole tocco sotto, siglando il definitivo 2-0.
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Doppietta di Nzola, Udinese-Spezia 2-2

UDINE (ITALPRESS) – La corsa salvezza dello Spezia continua. I liguri, con Semplici all’esordio in panchina, ottengono a Udine un meritato pareggio grazie a M’bala Nzola. Il 26enne angolano ha realizzato due gol, ne ha sfiorati altrettanti e ha messo in grossa difficoltà l’Udinese. I friulani, dopo esser andati subito in svantaggio, hanno ribaltato la partita (2-1 avanti) ma poi, per eccesso di sicurezza, si sono distratti ed è arrivato il 2-2 conclusivo. Pronti via e Pereyra, dopo 50 secondi, sbaglia un gol praticamente fatto. Boccino nelle mani dei friulani fino al 6′ quando Ekdal serve Nzola che si presenta davanti a Silvestri e lo batte. L’Udinese barcolla. Ampadu lancia Bourabia, stop di destro e tiro di sinistro, conclusione non perfetta. Aquilotti ad un passo dal raddoppio al 19′ con un’azione Verde-Nzola-Amian chiusa con l’errore sull’ultimo passaggio. Al 22′, però, un errore difensivo spezzino consente a Beto di dribblare Dragowski e depositare in rete l’1-1. Cambia l’inerzia della gara. Success per Ehizibue (33′), Dragowski si oppone, Betoi tenta di tacco, Pereyra, in scivolata, non trova la porta. Ekdal avrebbe una palla buona (37′) ma la sfera rotola di poco fuori. Soffre lo Spezia che, però, chiude sull’1-1 il primo tempo.
Nella ripresa i liguri sfiorano ancora il gol con un’altra iniziativa di Nzola fermata da Becao poi, al 10′, Udogie innesca Lovric che crossa per Pereyra: saetta e 2-1. Verde ci prova ma ottiene solo un angolo. Semplici e Sottil chiamano a rapporto le rispettive panchine. Agudelo e Gyasi ci provano, Nzola, al 27′, ci riesce. Suo l’eurogol del 2-2 dopo uno splendiodo assolo di Agudelo. I friulani si tuffano in attacco, anche il nuovo entrato Arslan tenta la via del gol e l’arrembaggio si trasforma ben presto in assedio. L’Udinese cerca in ogni modo di scardinare la difesa spezzina, Ehizibue è tra i più attivi ma, nonostante il pressing finale dei friulani, il risultato non cambia più.
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