TORINO (ITALPRESS) – Sarà la Juventus ad affrontare la Lazio nei quarti di finale della Coppa Italia 2022/2023. A Torino gli uomini di Massimiliano Allegri (squalificato e quindi sostituito in panchina dal secondo Marco Landucci) hanno superato il Monza 2-1 al termine di una sfida in cui gli uomini dell’ex Raffaele Palladino, vincenti contro la Juve il 18 settembre scorso in campionato, hanno affrontato i bianconeri senza alcun timore reverenziale ribattendo colpo su colpo. La Juventus l’ha sbloccata all’8′ quando un’azione corale iniziata da Fagioli e passata per i piedi di Soulè e McKennie è stata completata dal colpo di testa di Kean che, solo al centro dell’area, ha sfruttato al meglio il traversone calibrato da destra dell’americano trafiggendo Cragno. Altro colpo di testa e altro gol, ma stavolta nella porta della Juventus: al 25′ è stato Valoti ad anticipare sul primo palo McKennie e a finalizzare il calcio d’angolo battuto da Colpani rimettendo la sfida dell’Allianz Stadium in equilibrio. L’ultimo ottavo di finale giocato in serata nell’impianto bianconero non ha lesinato spettacolo e occasioni da una parte e dall’altra.
Al 4′ della ripresa un filtrante illuminante di Danilo ha permesso a Kean di avere tra i piedi la grande occasione per il raddoppio ma, faccia a faccia con il portiere, l’attaccante bianconero si è fatto respingere la conclusione. Al 33′ è stato invece Chiesa a regalare alla Juventus el neo presidente Gianluca Ferrero la qualificazione con un tiro-capolavoro: partito sulla trequarti dalla linea laterale sinistra, l’attaccante si è liberato di Antov ed è rientrato sul destro saltando Ranocchia e facendo partire una conclusione a giro che si è infilata alla sinistra del portiere. L’ex viola è così tornato al gol che gli mancava in una gara ufficiale dal 6 gennaio 2022 quando, in campionato aveva regalato alla Juve l’1-1 in casa contro il Napoli.
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Eurogol di Chiesa, 2-1 al Monza e Juventus ai quarti
Lazio ai quarti di Coppa Italia, 1-0 al Bologna
ROMA (ITALPRESS) – La Lazio batte di misura (1-0) il Bologna allo stadio Olimpico e si qualifica ai quarti di finale di Coppa Italia. Decisivo è il gol di Felipe Anderson alla mezzora del primo tempo. Prima del fischio di inizio della gara, il tributo a Sinisa Mihajlovic, ex giocatore di entrambe le squadre, scomparso all’età di 53 anni lo scorso dicembre. Sono stati esposti diversi striscioni in suo onore, presente al completo la famiglia del campione, sul maxischermo è stato trasmesso un filmato a lui dedicato. Le due società hanno deciso di mettere all’asta le maglie indossate dai calciatori su Match Worn Shirt e il ricavato verrà devoluto in favore dell’Associazione Donatori Midollo Osseo. La Lazio parte alla grande e si rende presto pericolosa. Tra le occasioni da annotare, quella in apertura di Felipe Anderson, Skorupski ferma con i pugni. Scatenati anche Milinkovic-Savic e Zaccagni, che si fanno vedere ripetutamente dalle parti della porta con chance pericolose. Gli uomini di Sarri non riescono, però, a sbloccare il risultato. Ed è allora che il Bologna prende più piede, gestendo il gioco e fermando quello avversario. Poi al 33′ Pedro ruba palla a Sosa e a Felipe Anderson non resta che spedire in rete il pallone per l’1-0 con cui si chiuderà il primo tempo.
Tranne l’occasione di Orsolini, in reazione al gol subìto, il Bologna non fa nulla, come pure nella seconda parte di gara. A inizio ripresa, invece, i biancocelesti vanno a un soffio dal raddoppio con il colpo di testa di Milinkovic-Savic poco sopra la traversa. I padroni di casa meriterebbero il gol, soprattutto con la doppia occasione di Luis Alberto: una in semirovesciata e una parata da Skorupski. Alla fine basta il gol di Felipe Anderson per assicurarsi i quarti di finale di Coppa Italia.
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Atalanta-Spezia 5-2, nerazzurri ai quarti di Coppa Italia
BERGAMO (ITALPRESS) – Una macchina da gol. Non sono bastate all’Atalanta le otto reti siglate contro la Salernitana: i nerazzurri ne fanno altre cinque, vincono 5-2 contro lo Spezia e passano ai quarti di finale di Coppa Italia dove affronteranno l’Inter a San Siro il 31 gennaio.
Nonostante i cinque cambi rispetto alla sfida di campionato contro i granata di Nicola, la squadra di Gian Piero Gasperini ha iniziato subito col piede giusto: nel giro di due minuti Lookman ha trovato la doppietta personale, prima ribadendo in rete un colpo di testa di Scalvini – arrivato sugli sviluppi di un calcio d’angolo – poi chiudendo un diagonale su assist di Zapata. Lo Spezia però si è aggrappato alla giocata di Nzola di tacco e alla conclusione vincente di Ekdal. Risultato? Tre gol nel giro di un quarto d’ora e due squadre pronte a sfidarsi a viso aperto. La gioia per la terza rete firmata da Hateboer è durata circa dieci minuti: Verde ha sfruttato un erroraccio della difesa nerazzurra per accorciare nuovamente le distanze. Se il primo tempo si è chiuso con la traversa scheggiata da Zapata, la ripresa è scivolata via con qualche attacco non sfruttato da parte dei nerazzurri e un paio di ripartenze orchestrate dai liguri, ma che hanno portato a un nulla di fatto.
A giocare un ruolo determinante sono stati i cambi orobici: al 27′ della ripresa Hojlund (subentrato a Zapata) ha sfoderato un mancino imprendibile per Zovko che ha praticamente chiuso la gara. La quinta rete è arrivata sempre su un’azione dell’attaccante danese: palo colpito dopo uno scavetto in corsa, Ampadu ha deviato il pallone nella propria porta: 5-2 finale e Dea ai quarti.
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Abodi “Su Milano-Cortina non preoccupato ma attento”
ROMA (ITALPRESS) – “Preoccupato dei ritardi? No, sono attento”. Lo ha dichiarato Andrea Abodi, ministro per lo Sport i Giovani, commentando le ultime novità sui Giochi di Milano-Cortina 2026 a margine di un evento al Coni. “Le candidature dovranno essere valutate dalla fondazione di Milano-Cortina e dal Cio e solo questi due soggetti decideranno se ci saranno eventuali sostituzioni di impianti da un luogo all’altro – ha aggiunto, rispondendo a chi gli chiede della possibilità che il pattinaggio di velocità venga spostato a Torino – Siamo in una fase nella quale possiamo gestire con tempestività tutte le questioni, soprattutto quelle infrastrutturali anche perchè la parte organizzativa dei Giochi è presidiata in modo eccellente”. “La parte infrastrutturale, sia per le opere pubbliche che per gli impianti sportivi, ha ancora qualche nodo, ma sono pochi – ha concluso il ministro – C’è voglia e capacità di collaborare tra tutte le istituzioni, sono convinto che arriveremo alle Olimpiadi in linea”.
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Premio Biscardi a Cucci, Mihajlovic, Goggia e Busà
ROMA (ITALPRESS) – A distanza di un anno dalla conferenza stampa di presentazione, il premio Aldo Biscardi alla Comunicazione e allo sport ha concluso la sua prima edizione attribuendo tutti i riconoscimenti finali, “con l’obiettivo di evidenziare le eccellenze nello sport, nella comunicazione, nella letteratura e nel fair play – ha dichiarato la Presidente Antonella Biscardi – con un occhio di riguardo a inclusione e formazione giovanile”.
L’evento è stato presentato dai giornalisti Rai Marco Lollobrigida e Gemma Favia con la partecipazione di Max Giusti, noto volto televisivo e presidente della giuria, e l’attore Luigi Pisani; hanno preso parte alla premiazione anche istituzioni quali il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli, l’Assessore allo Sport e Grandi Eventi del Comune di Roma Alessandro Onorato. Il “premio alla carriera” è andato al direttore editoriale dell’agenzia Italpress, Italo Cucci, premiato da Novella Calligaris per essere “nella sua lunga carriera divenuto Maestro di un giornalismo popolare, innovativo, originale coniugando passione, storia, intuito e spontaneità”. Il premio “Personaggio dell’anno” a Sinisa Mihajlovic, premiato da Antonella Biscardi, presente la moglie Arianna, per avere “con il suo esempio trasmesso forza, coraggio, amore per la vita e per lo sport con grande determinazione e senso di umanità”. E ancora, il premio “Miglior Atleta” a Sofia Goggia, presente il numero uno del Coni Giovanni Malagò; il premio “Narrativa e Saggistica” a Luigi Busà, premiato da Silvia Salis. I premi Comunicazione per chi si è distinto per originalità e competenza sono andati a Paolo Petricca (Rai News 24) “per l’efficacia e la puntualità degli aggiornamenti continui delle notizie”, premiato da Marco Lollobrigida; a Laura Gobbetti (La7), testimone protagonista come telecronista del campionato di calcio femminile di serie A, premiata da Andrea Paventi; a Emilio Mancuso (GR1 RadioRai), inviato speciale e conduttore della storica trasmissione “La Politica nel Pallone” per il compimento dei suoi primi 20 anni, premiato da Max Giusti. Per il web premiato Fabrizio Bocca (Il bar sport bloooog!), per il podcast Claudio Cerasa. Infine, il premio “Attaccamento alla maglia… Giornalistica” è andato a Luca Colantoni, premiato da Federico Buffa.
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Giorgi al terzo turno degli Australian Open
MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – L’Italtennis in gonnella resta aggrappata a Camila Giorgi. La 31enne marchigiana resta l’unica azzurra ancora in corsa al Melbourne Park dove per la quinta volta raggiunge il terzo turno. E lo fa con un’altra prestazione convincente: dopo aver lasciato un solo game alla russa Pavlyuchenkova all’esordio, la Giorgi si sbarazza per 6-3 6-4, in poco meno di un’ora e mezza di gioco, della slovacca Anna-Karolina Schmiedlova, numero 105 Wta e proveniente dalle qualificazioni, che al primo turno aveva eliminato Martina Trevisan. La Giorgi ‘vendica’ la connazionale imponendo un ritmo forsennato fin dai primi scambi e mostrando personalità e solidità nei momenti più complicati, vedi il decimo game del primo set quando si è trovata sotto 15-40 prima di chiudere 6-4. La 31enne di Macerata sembra aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori: era dal 1000 di Toronto dello scorso agosto che non riusciva a vincere due match di fila nello stesso torneo. Ora, per sfatare il tabù di quel terzo turno mai superato nello Slam australiano, l’esame Belinda Bencic: la svizzera è in grande forma, è reduce dal successo nel secondo dei due Wta 500 giocati ad Adelaide e fresca di rientro nella Top 10. La Bencic è avanti 3-2 nei precedenti e si è imposta negli ultimi due ma l’elvetica e l’azzurra non si incrociano da quasi quattro anni, dal primo turno della Billie Jean King Cup a febbraio 2019 sul veloce indoor di Biel. Fine corsa invece per Lucrezia Stefanini: dopo aver vinto il suo primo match in un Major rimontando la tedesca Maria, la 24enne di Carmignano si arrende per 6-3 6-1 alla russa Varvara Gracheva, che all’esordio aveva eliminato a sorpresa la connazionale Kasatkina. Per la Stefanini la consolazione del best ranking visto che al termine del torneo dovrebbe attestarsi al numero 114 della classifica mondiale, un bel salto rispetto all’attuale 141esima posizione.
Restando alle donne, cadono Ons Jabeur, numero 2 del mondo e del seeding, che cede in tre set ceca Marketa Vondrousova (6-1 5-7 6-1) e Veronika Kudermetova, mentre avanzano Caroline Garcia e Aryna Sabalenka: ottima prova della francese contro Leylah Fernandez (7-6 7-5), la 24enne di Minsk lascia solo quattro giochi a Shelby Rogers.
Giornata ricca di sorprese nel tabellone maschile, dove escono di scena in un colpo solo Casper Ruud, Taylor Fritz e Alexander Zverev. Il norvegese, secondo favorito del tabellone e finalista lo scorso anno a Parigi e New York, si arrende allo statunitense Jenson Brooksby per 6-3 7-5 6-7(4) 6-2 e dice addio al sogno di scalzare Alcaraz dal trono mondiale, mentre Fritz e Zverev escono per mano rispettivamente di Popyrin e Mmoh. L’unica certezza, in un torneo che ha perso anche Nadal (6-8 settimane di stop per il maiorchino a causa della lesione di secondo grado al muscolo iliopsoas della gamba sinistra, non rientrerà prima di Indian Wells), resta così Djokovic. Il serbo, a caccia del decimo titolo a Melbourne, concede un set al francese Enzo Couacaud, numero 190 al mondo, prima di imporsi per 6-1 6-7(5) 6-2 6-0. Al terzo turno troverà Grigor Dimitrov ma l’ex numero uno è ancora lontano dalla sua forma migliore e confessa che il tendine del ginocchio sinistro è ancora un problema: “Non va affatto bene, guardo giorno per giorno”, ha ammesso preoccupato. Avanti anche Rublev e Rune, nella notte tocca di nuovo a Jannik Sinner: fra lui e gli ottavi l’ungherese Fucsovics.
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Il City guida la “Football Money League” Deloitte, Juve 11^
ROMA (ITALPRESS) – La Premier inglese domina ancora una volta la Football Money League pubblicata dallo Sports Business Group di Deloitte e giunta alla 26esima edizione. Nella stagione 2021/22, i primi 20 club per ricavi nel calcio mondiale hanno generato un fatturato totale di 9,2 miliardi di euro, un aumento del 13% rispetto all’anno precedente dovuto al ritorno delle partite a porte aperte a seguito dell’abolizione delle restrizioni da Covid-19, generando un significativo incremento delle entrate da stadio: da 111 milioni di euro a 1,4 miliardi di euro. Anche i ricavi commerciali sono aumentati dell’8% rispetto all’anno precedente (da 3,5 miliardi di euro a 3,8 miliardi di euro), ma il loro impatto è stato vanificato dalla contrazione dell’11% (pari a 485 milioni di euro) dei ricavi da diritti tv, che però avevano beneficiato dei differimenti dei ricavi delle partite 2019/20 rinviate.
Per il secondo anno consecutivo, il Manchester City ha conquistato la vetta della Money League (731 milioni di euro di ricavi totali), seguito da Real Madrid (714 milioni di euro), Liverpool (702 milioni di euro), Manchester United (689 milioni di euro) e Paris Saint-Germain (654 milioni di euro).
Per la prima volta nello studio condotto da Deloitte, più della metà della Money League proviene da un solo Paese, con i club della Premier League che costituiscono undici delle prime 20 posizioni. Cinque dei “sei grandi” club della Premier League hanno registrato un aumento dei ricavi in euro del 15% o più (per un incremento totale di 226 milioni di euro), grazie al lancio di nuove partnership commerciali e agli introiti generati da eventi non legati alle partite, come concerti e tour degli stadi. “Ora si tratta di capire se gli altri campionati possono colmare il divario, probabilmente aumentando il valore dei futuri diritti televisivi internazionali, o se la Premier League sarà virtualmente intoccabile, in termini di ricavi – commenta Tim Bridge, lead partner dello Sports Business Group di Deloitte – La Premier League è l’unica tra le cinque principali leghe europee a veder cresce il valore dei diritti tv durante l’ultima rinegoziazione. Continua ad attrarre milioni di fan in tutto il mondo e i club che ne fanno parte hanno un vantaggio maggiore in termini di entrate rispetto ai club concorrenti di altre nazioni”.
Il Liverpool ha fatto il salto maggiore in questa edizione della Money League, salendo di quattro posizioni (dal settimo al terzo posto) e raggiungendo la sua posizione più alta di sempre. I Reds hanno superato per la prima volta il Manchester United nella classifica, grazie al raggiungimento della finale di Champions League 2022, che ha generato ulteriori ricavi da diritti tv. Al di fuori della Premier League, Barcellona e Real Madrid non hanno ancora recuperato i livelli di entrate pre-pandemia, con i ricavi dei club in calo rispettivamente di 203 milioni di euro e di 43 milioni di euro rispetto al 2018/19. Se consideriamo la top 30, troviamo 16 club inglesi, che rappresentano l’80% di tutti i club della Premier League. Il resto delle prime 30 squadre comprende cinque club della Liga, tre della Serie A e della Bundesliga e uno della Ligue 1. La prima delle italiane è la Juventus, scesa dal nono all’undicesimo posto (400,6 mln), poi l’Inter stabile in 14esima piazza (308,4 mln) e il Milan, che passa da 19^ a 16^ (264,9 mln). Per la prima volta, la Football Money League di Deloitte ha riportato anche i ricavi generati dalle squadre femminili dei club della Money League: in testa il Barcellona con 7,7 milioni di euro nella stagione 2021/22.
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Supercoppa all’Inter, Milan battuto 3-0
RIYADH (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) – Non c’è storia a Riyadh, l’Inter batte per 3-0 il Milan e conquista la Supercoppa Italiana per il secondo anno consecutivo, con Simone Inzaghi al terzo trofeo della sua gestione. Derby per larghi tratti di dominio interista, che coglie impreparato un Milan fin troppo diverso da quello che ha vinto la staffetta scudetto della scorsa stagione. Passano appena dieci minuti e i nerazzurri trovano il vantaggio, grazie al fraseggio tutto di prima che coinvolge centrocampo e attacco fino ad arrivare all’assist vincente di Barella per Dimarco, con Dzeko cruciale nel legare manovra e reparti. Rete che accende il match e vede il Milan rispondere, con ripartenza e tiro di Leao che al 17′ impegna Onana. E’ però l’Inter ad essere maggiormente solida e vivace davanti, dandone dimostrazione con la rete dello 0-2. Lancio lungo di Bastoni seguito dal controllo e dribbling di Dzeko, che salta Tonali e col destro batte Tatarusanu. Iniziative timide e spesso imprecise degli uomini di Pioli, che trovano comunque campo nei frangenti finali del primo tempo ma senza scardinare il castello difensivo nerazzurro. Al rientro in campo dagli spogliatoi appare più convinto e deciso il Milan nel voler recuperare il parziale, che resta però inchiodato nonostante un calo di prestazione evidente dei nerazzurri, condizionati dal doppio vantaggio. Unica opportunità degna di nota sponda rossonera è il tiro di Leao, che converge e impensierisce relativamente il portiere nerazzurro. La compagine rossonera risulta però ancora imprecisa e nervosa, permettendo all’Inter di ripartire e fare ancora male, con l’ennesima imprecisione della serata di Tomori che non legge il lancio di Skriniar per Lautaro, l’argentino aggancia e d’esterno spedisce
ancora una volta alle spalle di Tatarusanu per il 3-0 finale.
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