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La Croazia batte il Marocco 2-1 e chiude al 3^ posto

AR-RAYYAN (QATAR) (ITALPRESS) – Per la seconda volta nella propria storia la Croazia chiude al terzo posto un Mondiale. La finalina di consolazione contro il Marocco finisce 2-1 con le reti di Orsic e Gvardiol, inutile il provvisorio pari di Dari. Giornata storica, comunque, anche per Amrabat e compagni: è la prima volta che una nazionale africana riesce a raggiungere il quarto posto finale.
Il ct del Marocco Regragui aveva ribadito in conferenza stampa che al Mondiale ci si ricorda soltanto del vincitore, ma la sfida del Khalifa International Stadium è stata intensa, combattuta durante tutto l’arco dei 90 minuti. E il match si è sbloccato dopo 7, con Gvardiol che ha sfruttato un calcio d’angolo e una disattenzione collettiva da parte della linea difensiva dei marocchini. Il pareggio però è arrivato nel giro di pochi istanti, sempre su calcio piazzato: Dari, sempre di testa, ha ribadito in rete un campanile scaturito dalla deviazione di Majer. Le occasioni non sono mancate – Modric in particolar modo ha messo in difficoltà Bono con una conclusione dal limite -, ma la rete decisiva è stata siglata di Orsic a tre minuti dal termine della prima frazione. La ripresa è scivolata via tra i cambi e lo stop fisico di Kramaric, uscito al 17′ a causa di un problema muscolare. Nel finale c’è stata qualche protesta per un fallo subito da Gvardiol dopo un contrasto con Amrabat, ma il direttore di gara Al Jassim ha lasciato correre senza sanzionare col penalty l’intervento del centrocampista viola. In pieno recupero En-Nesyri si è divorato la rete del pareggio, col colpo di testa uscito sopra la traversa per questione di centimetri.
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Morto il giornalista Mario Sconcerti

ROMA (ITALPRESS) – E’ morto all’età di 74 anni il giornalista Mario Sconcerti. A darne notizia il Corriere della Sera, di cui era editorialista. Sconcerti era ricoverato da qualche giorno per accertamenti di routine: “Fino a venerdì – si legge su corriere.it – ha continuato a dare il suo contributo di idee al nostro giornale di cui era una delle firme più prestigiose. Sconcerti è stata una delle firme storiche del giornalismo sportivo italiano”.

Nato a Firenze il 24 ottobre 1948, Mario Sconcerti aveva iniziato la sua carriera giornalistica proprio nella sua città, nella redazione locale del “Corriere dello Sport”. Passa poi in quella di Milano e quindi, a metà degli anni settanta, nella redazione centrale di Roma. Dopo essersi occupato inizialmente di calcio, segue per alcuni anni il ciclismo fra Giri d’Italia, Tour e classiche, quindi nel ’79 accetta di occuparsi delle pagine sportive di “Repubblica”, appena fondato da Eugenio Scalfari. Dopo una parentesi da vicedirettore della “Gazzetta dello Sport” a fine anni Ottanta, torna a “Repubblica”, quindi le direzioni del “Secolo XIX” e, dal 1995 al 2000, del “Corriere dello Sport”.

Per lui anche un coinvolgimento diretto nel mondo del calcio: Vittorio Cecchi Gori lo nomina dirigente della sua Fiorentina, incarico ricoperto per sette mesi (“i sette mesi più belli della mia vita”, dichiarò una volta Sconcerti), durante i quali porta sulla panchina viola per la sua prima esperienza da allenatore Roberto Mancini. Lasciata la società gigliata, intraprende la carriera di commentatore tv fra Stream e Sky Sport. Dal 2006 diventa la prima firma sportiva del “Corriere della Sera”, proseguendo al contempo alcune collaborazioni come quella con “Radio Radio” e, in tv, con Rai prima e Mediaset poi.
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Camera ardente in Campidoglio per Mihajlovic, lunedì i funerali

ROMA (ITALPRESS) – Domani la camera ardente in Campidoglio, lunedì i funerali mentre la Figc ha disposto 1′ di raccoglimento in occasione di tutte le gare dei campionati in programma nel weekend. A distanza di 24 ore dalla notizia della morte di Sinisa Mihajlovic, continua a essere un fiume di ricordi e di testimonianze di affetto e vicinanza per il serbo e la sua famiglia. La clinica romana Paideia, dove il serbo è deceduto ieri a 53 anni dopo una lunga battaglia con la leucemia, è meta di tanti amici ma anche di semplici tifosi per l’ultimo saluto e un abbraccio con la famiglia.
Tra questi il ct Roberto Mancini e il presidente del Coni Giovanni Malagò secondo cui “l’uomo ha superato il giocatore e il tecnico, già di per sè enorme”. Il funerale è previsto lunedì alle 11 presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma e per questo è anche slittato l’inizio di un importante consiglio federale della Figc, mentre altre iniziative sono state annullate. La famiglia lo ha assistito e protetto fino all’ultimo non lasciandolo mai solo; le sue condizioni sono peggiorate da lunedì scorso ed è stato necessario il ricovero in ospedale.
“Quando non sarai più parte di me, ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle, allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte” il dolcissimo ricordo della moglie Arianna. “E’ dura papà. In questo momento di immensa sofferenza avrei solo bisogno di un tuo abbraccio. Impossibile accettare tutto questo ma trovo la forza nell’amore immenso che mi hai donato in questi anni di vita insieme, talmente forte che mi accompagnerà per il resto dei miei giorni. Promettimi che ti farai sentire, io ho ancora tanto bisogno di te” ha scritto la figlia Virginia, compagna del calciatore del Genoa Alex Vogliacco, genitori di Violante che hanno reso nonno Mihajlovic.
“Buon viaggio Sinisa, sono orgoglioso di essere
un tuo figlio adottivo. Aspettami e proteggici da lassù, finchè non sarà il momento il tuo sguardo bello e imbronciato lo troverò in Violante” le parole del calciatore. “Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perchè con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. Ti amo con tutto il mio cuore papà. Ovunque tu sia io so amare fino a lì” le parole della figlia Viktorija.
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Goggia vince la discesa bis a St.Moritz con una mano fratturata

SAINT MORITZ (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Sofia Goggia ha vinto la discesa libera bis di Saint Moritz, valida per la Coppa del Mondo di sci alpino femminile. La fuoriclasse azzurra, in pista con un tutore dopo l’operazione alla mano a cui si è sottoposta ieri dopo la frattura rimediata nella prima discesa, ha chiuso con il tempo di 1’28″85, precedendo la slovena Ilka Stuhec, seconda a 43 centesimi, la tedesca Kira Weidle, terza a 52. Ottava con un ritardo di 1″16 Elena Curtoni, che ieri si era imposta nella prima libera davanti alla bergamasca, vice-campionessa olimpica di specialità. Diciassettesima piazza per Laura Pirovano, con un gap di 1″58 da Goggia; 26esima Nadia Delago a 1″95, 28esima Nicol Delago a 2″03, 33esima Marta Bassino a 2″28, 35esima Federica Brignone a 2″33, 39esima Roberta Melesi a 2″66. Uscita Karoline Pichler. Mattia Casse si è invece piazzato al terzo posto nella discesa libera di Val Gardena, valida per la Coppa del Mondo di sci alpino maschile. L’azzurro, al suo primo podio in carriera, ha chiuso con il tempo di 2’02″77, a 42 centesimi dal vincitore, Aleksandrr Aamodt Kilde; secondo il francese Johan Clarey con un ritardo di 35 centesimi dal norvegese.

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Doppietta di Paltrinieri ai Mondiali in vasca corta

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MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Gregorio Paltrinieri ha vinto la medaglia d’oro negli 800 stile libero maschili ai Mondiali di nuoto in vasca corta. Il fuoriclasse di Carpi, già vincitore dei 1500, si è imposto con il crono di 7’29″99, stabilendo anche il nuovo record dei campionati. Argento per il norvegese Henrik Christiansen (7’31″48), bronzo per il francese Logan Fontaine (7’33″12). “Sono contento della mia performance, ho fatto davvero tanto quest’anno”, ha detto a caldo SuperGreg, che entra nella storia anche per aver messo in bacheca la prima finale in un Mondiale in vasca corta degli 800 sl. La quinta giornata di finali della rassegna iridata era cominciata con un oro e un record del mondo per l’Italnuoto. Lorenzo Mora, Nicolò Martinenghi, Matteo Rivolta e Leonardo Deplano si aggiudicano infatti il titolo nella staffetta 4×50 mista maschile con il tempo di 1’29″72, nuovo primato mondiale; argento agli Stati Uniti (1’30″37), bronzo all’Australia (1’30″81). Sara Franceschi ha conquistato l’argento nella finale dei 400 misti donne. La 23enne azzurra ha chiuso al secondo posto con il crono di 4’28″58; oro per la statunitense Hali Flickinger (4’26″51), bronzo per la giapponese Waka Kobori (4’29″03). Settima piazza per l’altra italiana in gara, Ilaria Cusinato (4’32″68). Ancora niente podio per Alberto Razzetti nei 400 misti maschili. L’azzurro chiude la finale al quarto posto, nuotando in 4’00″45; il giapponese Dauya Seto si conferma re della disciplina conquistando l’oro in 3’55″75 davanti allo statunitense Carson Foster (argento in 3’57″63) e al sudafricano Matthew Sates (bronzo in 3’59″21). Benedetta Pilato si qualifica invece per la finale dei 50 rana femminili. La pugliese realizza il sesto crono complessivo delle semifinali (29″42); oro e record del mondo per la lituana Ruta Meilutyte (28″37). Al maschile, finale per due azzurri: Nicolò Martinenghi, che fa segnare il miglior crono di accesso (25″71), e Simone Cerasuolo, in finale con il settimo tempo (26″16).
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Banchero trascina Orlando, vincono Dallas e Lakers

ROMA (ITALPRESS) – Paolo Banchero determinante nel successo a sorpresa di Orlando nella notte italiana della regular-season dell’Nba. L’ala grande nata a Seattle ma con cittadinanza italiana firma 20 punti nell’impresa dei Magic, che espugnano per 117-109 il parquet dei Boston Celtics. Tra i padroni di casa, 31 punti di Tatum e 26 di Brown; Banchero, 20 anni, impiegato per complessivi 37 minuti, finisce a referto anche con 5 rimbalzi e 5 assist. Vittorie casalinghe per Dallas e Los Angeles Lakers: i Mavericks si impongono per 130-110 sui Portland Trail Blazers con 33 punti di Doncic e 32 di Wood, i californiani mettono al tappeto i Denver Nuggets per 126-108 con 30 punti di James, il più prolifico della serata. Altri risultati: Charlotte Hornets-Atlanta Hawks 106-129; Detroit Pistons-Sacramento Kings 113-122; Cleveland Cavaliers-Indiana Pacers 118-112; Philadelphia 76ers-Golden State Warriors 118-106; Toronto Raptors-Brooklyn Nets 116-119; Chicago Bulls-New York Knicks 91-114; Oklahoma City Thunder-Minnesota Timberwolves 110-112.
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Calcio in lutto: è morto Sinisa Mihajlovic

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ROMA (ITALPRESS) – Sinisa non ce l’ha fatta. Ha lottato, come ha sempre fatto nella sua carriera, prima da giocatore e poi da allenatore, ma alla fine ha dovuto arrendersi a un avversario più forte di lui.
La sua “partita della vita” finisce qui, contro quella leucemia che aveva bussato alla sua porta nell’estate 2019. Mihajlovic, 53 anni, l’aveva affrontata a testa alta, senza nascondersi. Era stato lo stesso tecnico serbo, il 13 luglio, a comunicare la diagnosi, mostrandosi in tutta la sua fragilità (“Sono stato due giorni chiuso in casa a piangere. Ti passa tutta la vita davanti”) e allo stesso tempo la sua grande voglia di combattere: “La malattia la affronto come ho sempre fatto e vado avanti. Non vedo l’ora di cominciare. Prima comincio e prima finisco”. I primi sospetti poco prima dell’inizio del ritiro precampionato di Castelrotto, per un presunto problema all’anca, poi gli esami più specifici e la diagnosi. “Io questa sfida la vinco, ma ho bisogno di chi mi vuole bene”, le parole di Mihajlovic, subito sommerso da centinaia di messaggi di affetto. Il tecnico comincia subito le cure presso il reparto di ematologia dell’Istituto Seragnoli del Policlinico Sant’Orsola, segue a distanza il suo Bologna promettendo di farsi trovare il prima possibile in panchina. E 40 giorni dopo il ricovero, anche se smagrito e visibilmente provato, eccolo al “Bentegodi” per la prima di campionato contro il Verona. Piano piano Mihajlovic cerca di tornare alla normalità, dirige gli allenamenti fra un ciclo di cure e l’altro e a fine novembre si sottopone al trapianto di midollo osseo. “Sono stati 4 mesi e mezzo tosti – racconterà qualche giorno dopo l’intervento – Non mi sono mai sentito un eroe, ma un uomo, sì forte, con carattere, che non si arrende mai, ma sempre un uomo con tutte le sue fragilità”. Sinisa fa della sua battaglia un messaggio, una fonte d’ispirazione, si racconta anche in un libro – “La partita della vita” – per dare coraggio a chi, come lui, ha dovuto lottare contro la malattia. Ma quando il peggio sembra passato, nel marzo 2022, ecco una nuova batosta: c’è il rischio di una ricaduta e Mihajlovic deve sottoporsi ad altre cure. “Questa malattia è molto coraggiosa per avere voglia di tornare ad affrontare uno come me – ci scherza quasi su – Ma sono qua, se non le è bastata una prima lezione gliene daremo un’altra. Stavolta non entrerò in scivolata, in tackle su un avversario lanciato ma giocherò d’anticipo per non farlo partire”. Ma non è bastato. Il calcio si trova così a piangere la scomparsa di un grande combattente, nato in quel di Vukovar e cresciuto nella Jugoslavia di Tito da madre croata e padre serbo, che trova presto nella sua Arianna la dolce metà che lo accompagnerà per il resto della sua vita e che ci mette poco a mettersi in luce sui campi di calcio, prima col Vojvodina e poi con la Stella Rossa. È a Belgrado che Mihajlovic – centrocampista dal sinistro velenoso e cecchino quasi infallibile sui calci piazzati – esplode, arrivando a vincere una storica Coppa dei Campioni. Poi, nel ’92, l’arrivo in Italia, alla Roma, e quindi Samp (sarà Eriksson ad arretrarlo in difesa), Lazio (dove vince scudetto, due Coppe Italia e una Coppa delle Coppe) e Inter. In nerazzurro appende le scarpette al chiodo nel 2006 e passa subito alla panchina, come vice di Mancini, prima di mettersi in proprio: Bologna, Catania, Fiorentina, Sampdoria (il settimo posto nella stagione 2014-15 il suo miglior piazzamento in campionato), la grande chance al Milan, il Torino e infine il nuovo ritorno al Bologna, esperienza chiusa con l’esonero a settembre dopo appena cinque giornate di campionato. Una decisione che lascerà Mihajlovic con l’amaro in bocca perchè convinto di poter ribaltare le sorti della squadra. Sarà la sua ultima esperienza in panchina. Ma lassù, da qualche parte, troverà magari qualcuno a cui insegnare come calciare le punizioni.
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A St.Moritz vince Curtoni, Goggia 2^ ma si frattura la mano

SANKT MORITZ (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Sensazione dolceamara per l’Italia dello sci dopo la discesa libera femminile di Coppa del mondo di Sankt Moritz. Gioia per il successo di Elena Curtoni, davanti alla compagna di squadra Sofia Goggia. Rabbia per l’infortunio di quest’ultima, giunta all’arrivo sofferente e poi ko. Frattura scomposta del secondo e terzo metacarpo della mano sinistra: questo l’esito degli accertamenti a cui è stata sottoposta la bergamasca, che si sta recando a Milano per essere immediatamente operata. L’obiettivo dell’azzurra è rientrare in Svizzera in serata, per essere nuovamente al via nella seconda libera di St.Moritz, in scena sabato, o al massimo nel super-G, in programma domenica.
Il primo dei tre appuntamenti nella località svizzera è stato una gara caratterizzata da condizioni difficilissime, dove le condizioni meteo avevano costretto in mattinata ad accorciare il tracciato fino a partire alla partenza di riserva del Super-G, tagliando circa 20 secondi. La valtellinese, alla terza vittoria in carriera nel massimo circuito – la seconda nella specialità, dopo Bansko nel 2020 -, ha incantato sul tratto più tecnico della pista elvetica fissando il cronometro sul tempo di 1’09″40. La fuoriclasse bergamasca, invece, ha mancato il tris di vittorie in stagione, ma ha affrontato la pista dell’Engandina con coraggio e qualità tecniche da vera campionessa, trovando un secondo posto difficilissimo da conquistare per il clima e per le sue condizioni fisiche. La Goggia ha sbattuto, infatti, la mano alla terza porta.
Per l’Italia si conferma la tradizione di doppiette su questa pista, cinque nella storia dello sci, dove Federica Brignone e la stessa Elena Curtoni furono protagoniste – anche se in supergigante – lo scorso anno. La stessa Goggia e la Brignone fecero doppietta, sempre in super-G, nel 2019.
Podio completato dall’elvetica Corinne Suter, alla quarta top 3 in altrettante gare stagionali di velocità, con 73 centesimi di ritardo da Curtoni e con 0″10 di vantaggio sulla connazionale Jasmine Flury. Top five completata dalla statunitense Breezy Johnson, quinta. Sesto posto per l’altra statunitense Mikaela Shiffrin a 1″23. Settima una buona Federica Brignone che ha disputato una grande discesa, al pari della collega americana, dopo essere partita col pettorale numero 21 in condizioni di nebbia pressochè totali. La valdostana ha chiuso a 1″27 dalla compagna di nazionale. Applausi anche per Laura Pirovano: la trentina, partita con il pettorale numero 24, ha centrato un buon decimo posto a 1″36. Si è fatta notare anche Karoline Pichler, 20esima al miglior risultato in carriera sul massimo circuito. Fuori dalle trenta Nicol Delago, 31esima ex aequo con la francese Esther Paslier, al pari della sorella Nadia.
Le difficili condizioni meteo, che hanno imperversato per tutta la mattinata sulla Saslong, hanno impedito invece lo svolgimento del supergigante di Coppa del mondo maschile previsto in Val Gardena. Gli organizzatori hanno provato ripetutamente a posticipare l’orario di partenza, tuttavia le condizioni non sono migliorate e alla fine non è stato possibile che constatare l’impossibilità di far scendere gli atleti, a fronte anche dei 20 centimetri di neve caduti nella notte. Appuntamento, quindi, con la discesa libera, fissata per sabato alle 11.45.
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