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Malagò “San Siro? Se rimane va sistemato per Milano-Cortina”

MILANO (ITALPRESS) – “Vicenda San Siro? Nella candidatura la cerimonia inaugurale era a San Siro, non mi risulta ci sia in Italia un altro posto così prestigioso e capace di ospitare 80mila spettatori. A noi va bene tutto, se rimane questo San Siro è evidente che vada sistemato per una cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Siamo spettatori interessati, non spetta a noi stabilire se si farà in tempo a fare un nuovo stadio”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malagò durante l’incontro con la stampa relativo alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: “Siamo al 14 dicembre 2022, sono passati 3 anni e 4 mesi: ho incontrato 4 governi, 4 soggetti diversi al ministero. E’ come fare una maratona, scegliete voi con quali pesi”. Il massimo dirigente dello sport italiano ha poi risposto brevemente alla domanda se ci sarà la possibilità per gli atleti russi e bielorussi di partecipare tramite le qualificazioni del continente asiatico, come ipotizzato per Parigi 2024: “Posso dire che siamo fortunati perchè arriviamo dopo (ride, ndr). Questo tipo di problematiche non sono ancora in agenda per Milano-Cortina 2026”. “Penso che non possiamo mai dimenticare quello che è successo nei due anni precedenti, abbiamo fatto tanti incontri, ma i rapporti umani e personali incidono tantissimo sul come affrontare le problematiche – ha detto ancora Malagò – In questi tre giorni abbiamo visitato la città, a partire da San Siro al Palasharp. Stiamo lavorando molto bene con chi rappresenta il territorio, stiamo andando tutti nella stessa direzione. Sappiamo benissimo quali sono le difficoltà e le problematiche, ma penso che buona parte di queste verranno risolte a breve”.
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“Back to white”: la scherma paralimpica nei centri di unità spinale

ROMA (ITALPRESS) – “Back to White”, cioè tornare al bianco (che è anche il colore della divisa della scherma), significa ritornare alla vita. Un passaggio fondamentale per i pazienti delle Unità Spinali e dei centri di riabilitazione, affinchè lo scoramento e il pessimismo – e quindi il “vedere tutto nero” – possano lasciare spazio a una nuova speranza. Bianco come il colore che rappresenta la libertà, la pace, la purificazione e la possibilità di ricominciare. Il progetto della Federazione Italiana Scherma è di forte impatto sociale e punta a coinvolgere i pazienti dei centri di Unità Spinale, a partire da quello dell’ospedale “Careggi” di Firenze, ed è stato presentato questa mattina in conferenza stampa presso la sede del Comitato Italiano Paralimpico, a Roma. All’incontro hanno partecipato il numero uno della FIS, Paolo Azzi, il dirigente medico dell’Unità Spinale dell’Ospedale Careggi, Davide Casavola, il responsabile sponsorizzazioni di Ferrero, Massimo Castiglia, e Piero Amati, che presiede il Gruppo sportivo Unità Spinale Firenze, oltre alla schermitrice della Nazionale Paralimpica azzurra Rossana Pasquino, la quale ha rappresentato anche il collega e promotore Matteo Betti.
Dopo le 15 medaglie ai recenti Europei di scherma paralimpica a Varsavia, la Federscherma ha lanciato questa iniziativa alla vigilia di un 2023 ricco di eventi prestigiosi, come il Mondiale Assoluto di luglio a Milano e il Mondiale Paralimpico di ottobre a Terni. “Questo è un momento importante per la nostra federazione – le parole di Azzi – Si è parlato spesso di portare la scherma nei Centri di Unità Spinali e con questa operazione siamo riusciti a raggiungere un importante obiettivo, grazie al sostegno della Ferrero e dell’Ospedale Careggi di Firenze. Per noi ‘Back to Whitè è un punto di partenza. Vogliamo infatti replicare l’iniziativa in altre unità spinali per far conoscere sempre di più il nostro sport e avvicinare ragazzi anche molto giovani alla disciplina”. “Da presidente della federazione più vincente d’Italia sostengo che le vittorie non sono tutto – ha aggiunto Azzi – messaggi inclusivi come questo, e la possibilità di aprire le nostre palestre ai giovani, rappresentano risultati altrettanto importanti”. Il progetto “Back to White” entra nell’ospedale di Firenze ogni giovedì da due mesi ed è un appuntamento attesissimo dai pazienti, che nell’occasione possono anche confrontarsi con i maestri di scherma e con i campioni azzurri. Come Rossana Pasquino, atleta di punta del movimento e consigliera federale, che domani porterà per la prima volta la sua testimonianza ai ragazzi del centro di unità spinale di Firenze, “quella di una ragazza in carrozzina che considera la sua vita davvero bella dopo 10 anni di scherma”. “In un centro spinale io ci sono stata da piccola, avevo 9 anni – ha aggiunto – e mi sarebbe piaciuto incontrare la scherma prima. La scherma mi ha regalato emozioni e un corpo che non sapevo di avere”. Coinvolgere giovani (e giovanissimi) ragazzi con disabilità, facendo provare loro la scherma e dandogli la possibilità di intraprendere il percorso dell’agonismo, è una sfida culturale, anche per spronare le famiglie a non percepire la disabilità dei figli con arrendevolezza. “La stiamo vincendo insieme – ha spiegato Davide Casavola, dirigente medico dell’Unità Spinale dell’Ospedale Careggi – e devo anche dire che l’esempio dei campioni in casi come questi è molto più efficace delle parole dei medici”. Lo sport paralimpico è infatti un eccezionale esempio di come, anche dinanzi a grandi difficoltà, si possa superare il buio e “tornare al bianco”. Grazie alla scherma e alla vasta gamma di movimenti che l’allenamento offre, si possono acquisire inoltre abilità che consentiranno di compiere con più semplicità i “piccoli gesti” della vita quotidiana. La FIS si fa portatrice di questo messaggio per vocazione e impegno storico: da oltre un decennio, infatti, la federazione ha intrapreso con spirito pioneristico un lungo percorso volto ad integrare al 100% la scherma olimpica e paralimpica, che oggi conta 88 società in tutta Italia. Oggi la FIS è un esempio di integrazione autentica, uno sport dove nessuno è escluso, che dà a ogni atleta pari dignità e opportunità.
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Gandini “Il basket investe tantissimo per allargare il bacino”

ROMA (ITALPRESS) – “Veniamo da due anni e mezzo di pandemia, abbiamo disputato un campionato a porte chiuse e uno a capienze ridotte. Solo dall’estate 2022, in previsione della attuale stagione 2022-23, non abbiamo più avuto limitazioni per riportare la gente nei palasport. Due anni e mezzo di ricavi mancati o estremamente ridotti hanno portato grande difficoltà allo sport italiano e naturalmente anche al nostro”. Il presidente della Lega Basket Serie A, Umberto Gandini, non nasconde le difficoltà finanziarie che stanno attanagliando lo sport italiano, tanto da spingere diverse discipline a fare gruppo per chiedere un sostegno da parte del governo. “Oggi sul tavolo ci sono due temi dominanti – spiega in un’intervista all’Italpress il numero 1 della Lega Basket – Il primo, condiviso soprattutto con il calcio di Serie A, è relativo alla rateizzazione dei debiti accumulati dai club verso l’erario a seguito della sospensione delle scadenze fiscali, il cui termine per il pagamento scade il 22 dicembre. L’altro è il credito di imposta per le sponsorizzazioni sportive, una misura che era già stata introdotta nel 2020 e nel 2021 e che vorremmo diventasse strutturale a partire dal 2023. Questo perchè lo sport italiano vive di mecenatismo: i ricavi arrivano principalmente dal mondo commerciale e dai biglietti”. Augurato un sincero “buon lavoro” al neo Ministro per lo sport e per i giovani Andrea Abodi (“Si trova a gestire una situazione di grandi problemi, dal calcio di Serie A che domina le nostre cronache allo sport di base”), Gandini fa il tifo affinchè Paolo Banchero, italo-americano che gioca nell’Nba con gli Orlando Magic, vesta la maglia azzurra.

“Sarebbe fantastico, è un giocatore che già da subito ha dimostrato di essere molto rilevante all’interno nell’Nba – sottolinea ancora Gandini – Ha passaporto italiano e quindi ha la possibilità di vestire la maglia azzurra. Non sta a me dargli consigli, anche se mi piacerebbe un giorno potergli parlare: un conto è essere la stella trainante di un paese come l’Italia e portare quindi il nostro vessillo ai Mondiali, e un altro essere uno dei tanti negli Stati Uniti. Mi auguro e spero che il lavoro fatto dalla Fip e dal presidente Petrucci sia tale che a fine stagione decida, dopo una annata da protagonista in Nba, di vestire la maglia della nostra Nazionale ai Mondiali”. A proposito di Petrucci, con il presidente della Federbasket c’è sintonia e unità di intenti: “Ci conosciamo da tanto e sono molto contento di averlo come presidente federale. Sono arrivato in un momento che ha coinciso con la pandemia e con delle difficoltà già insite nello sport: quello che stiamo cercando di fare è di allargare il più possibile la base degli utenti della pallacanestro. Siamo il secondo sport seguito dal vivo dopo il calcio e cerchiamo di essere un campionato di interesse e sostenibile. Stiamo investendo moltissimo per allargare il bacino, speriamo di riuscirci”. Gandini ha un passato importante anche da dirigente nel calcio, e la differenza con il basket, assicura, “sono gli zeri, in termini di spettatori, costi e ricavi e diritti tv. Le tematiche di una confindustria del calcio o della pallacanestro sono però le stesse: si ha a che fare con società associate che gestiscono una cosa comune ma che sono sovrani nel loro mercato di riferimento. Metterli insieme per un progetto nazionale – conclude – è la cosa più stimolante”.
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Mora e 4×50 mista mista d’argento ai Mondiali in vasca corta

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Italia sul podio anche nella seconda giornata dei Mondiali di nuoto in vasca corta. All’Acquatic Centre Albert Park di Melbourne arrivano altre due medaglie, entrambe d’argento, per la spedizione azzurra. La prima è firmata dalla staffetta 4×50 mista mista, dove il quartetto italiano fa il record europeo (1’36″01) e batte anche il precedente record del mondo (fatto registrare dall’Olanda a Kazan 2021) anche se questo non basta per superare gli Stati Uniti che abbassano ulteriormente il miglior crono all time (1’35″15) e conquistano l’oro. Resta grande la soddisfazione per Lorenzo Mora, Nicolo Martinenghi, Silvia Di Pietro e Costanza Cocconcelli che precedono il Canada (1’36″93), promosso sul terzo gradino del podio dopo le squalifiche di Olanda e Germania. “Prima della gara stavamo un pò scherzando, c’era un pò di incertezza su quello che avremmo potuto fare, ma in realtà è stata una gara bellissima”, esulta Martinenghi. Per Silvia Di Pietro il risultato è “complessivamente inaspettato”, ma arriva perchè “abbiamo unito quattro prestazioni buone”. “Sono gasato, sono andato forte”, commenta invece Mora, che ha aperto la gara con il suo dorso e toccando in 22″59 ha migliorato anche il record italiano sui 50 metri. E neanche il tempo di mettere al collo l’argento vinto con la staffetta che proprio Mora fa il bis centrando il secondo posto nella finale dei 100 dorso. Il carpigiano nuota in 49″04, polverizza il suo precedente primato italiano e si arrende solo allo statunitense Ryan Murphy, medaglia d’oro con nuovo record dei campionati (48″50). “Volevo mettere la mano davanti a Murphy, sapevo che sarebbe stato difficile ma volevo provare a nuotare a 48″ – confessa – Ho fatto 49″04 con un arrivo terribile, non ne avevo più: ci riproviamo con la staffetta. L’argento mondiale mi gasa, è un bell’inizio di campionato. Mancano ancora tante gare, il lavoro non è finito”.
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Argentina in finale, Messi-Alvarez piegano 3-0 la Croazia

LOSAIL (QATAR) (ITALPRESS) – Nella prima delle due semifinali mondiali trionfa l’Argentina, che supera per 3-0 la Croazia guadagnando così la qualificazione alla finalissima a 8 anni di distanza dall’ultima volta. Gli uomini di Scaloni vengono trascinati da Messi e Alvarez, che firmano le tre reti che decidono la sfida. L’inizio del match è interlocutorio, con le due squadre che si studiano. Il primo squillo lo firma Fernandez e arriva al 25′, quando Livakovic si distende e para in tuffo la conclusione dalla lunga distanza del centrocampista. Al 32′, la difesa croata si fa trovare stranamente aperta e Alvarez viene prima lanciato a rete nello spazio e poi atterrato in uscita da Livakovic. L’arbitro assegna giustamente il calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Messi, che trasforma di potenza siglando l’1-0 e rete personale numero 11 a un Mondiale, superando il precedente record argentino di Batistuta che si era fermato a 10. Il raddoppio arriva già al 39′. L’albiceleste recupera rapidamente palla e la fa arrivare ad Alvarez, che parte palla al piede centralmente da metà campo, penetra in area, vince due rimpalli di forza con Juranovic e Sosa e infila Livakovic con un destro ravvicinato. E’ il 2-0 che annichilisce gli uomini di Dalic.
Al 43′ Livakovic compie un miracolo per evitare il tris, quando mette in corner un’incornata ravvicinata di Tagliafico dopo un corner calciato dalla sinistra. Si va al riposo sul 2-0. Modric e compagni non reagiscono e al 24′ della ripresa arriva il tris avversario. Tutto parte da un’azione da campione di Messi, che ubriaca Gvardiol con un doppio dribbling, entra in area e serve a rimorchio Alvarez, che insacca di prima intenzione con il destro firmando 3-0 e doppietta personale. Al 38′ Mac Allister sciupa il possibile 4-0 quando calcia fuori dopo un pregevole assist del neo entrato Dybala, al suo debutto nel torneo. Poco dopo, Lovren arriva con un pizzico di ritardo su una sponda aerea di Perisic in seguito a un angolo e non riesce così a firmare il 3-1. Il risultato non cambierà più. L’Argentina può dunque festeggiare l’accesso in finale, dove domenica alle 16 se la vedrà contro la vincente tra Francia e Marocco. Il giorno prima, alla stessa ora, la Croazia scenderà invece in campo per la finalina per il terzo e quarto posto.
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Paltrinieri e 4×100 sl d’oro ai Mondiali in vasca corta

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Non potevano cominciare meglio per l’Italia i Mondiali in vasca corta di Melbourne: prima giornata e già due ori, oltre a un record mondiale.
Gregorio Paltrinieri, grande favorito della vigilia, non ha deluso le aspettative: all’Acquatic Centre Albert Park il carpigiano conduce la gara dall’inizio alla fine e si impone nei 1500 stile libero conquistando un fantastico bis iridato dopo il successo ottenuto quest’estate in vasca lunga a Budapest. Paltrinieri è anche il primo nuotatore di sempre a vincere per due volte l’oro in vasca corta (l’altro successo nel 2014 a Doha) nella più lunga gara in piscina. Per SuperGreg il titolo arriva con il crono di 14’16”88. Medaglia d’argento per il francese Damien Joly (14’19”62), bronzo per il norvegese Henrik Christiansen (14’24”08). “E’ vero non c’era qualcuno oggi, ma vincere non era scontato – spiega riferendosi ai grandi assenti come Florian Wellbrock, Lukas Martens, Mihaylo Romanchuk e Bobby Finke -. E poi c’erano delle volte in cui dovevo vincere e perdevo e volte in cui dovevo perdere e vincevo. Ho cercato di fare un passo veloce all’inizio, poi però non ne avevo e ho aspettato che rivenissero su per ridare una zampata. Stavo soffrendo pure io ma è andata bene, anche l’esperienza ha aiutato”.
A seguire l’impresa del quartetto azzurro: nuotando in 3’02”75 Alessandro Miressi, Paolo Conte Bonin, Leonardo Deplano e Thomas Ceccon hanno frantumato il precedente primato (3’03”03) che era stato fissato dagli Stati Uniti in Cina a Hangzhou 2018, andandosi a prendere l’oro nella 4×100 stile davanti ad Australia e Usa. “Per me è il primo record del mondo, abbiamo fatto un ottimo lavoro anche se io sono sempre critico con me stesso: secondo me non ho gareggiato bene, ma c’è il record quindi lasciamo stare”, spiega Alessandro Miressi, primo frazionista della staffetta. “Quello che avevamo in mente di fare l’abbiamo fatto” aggiunge Paolo Conte Bonin, new entry del quartetto che poi incassa i complimenti del suo compagno Thomas Ceccon: “In questa staffetta mancava Lorenzo Zazzeri ma abbiamo trovato una matricola che ha dato il suo contributo”. In chiusura le parole di Leonardo Deplano: “Abbiamo fatto un tempo velocissimo, ero agile e sapevo di poter andare forte. Avevamo pensato che nel pomeriggio avremmo potuto fare molto bene e così è stato”.
– foto LivePhotoSport –
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Ufficiale, Vasseur è il nuovo team principal della Ferrari

MARANELLO (MODENA) (ITALPRESS) – La notizia era nell’aria da tempo, adesso c’è anche l’ufficialità: a raccogliere l’eredità di Mattia Binotto sarà Fred Vasseur che “entrerà a far parte della Scuderia Ferrari il 9 gennaio come Team Principal e General Manager”, annuncia il Cavallino in una nota. Vasseur ha un’esperienza di oltre 25 anni di successi nelle corse automobilistiche, a partire dalle formule junior e nell’ultimo decennio in Formula 1. Durante questo periodo, è stato ampiamente riconosciuto anche il suo successo nel promuovere piloti di talento, conquistando la serie GP2 sia nel 2005 (Nico Rosberg) che nel 2006 (Lewis Hamilton). Vasseur ha recentemente ricoperto la carica di Ceo e team principal della Sauber Motorsport (attualmente Alfa Romeo F1 Team), che ha assunto dal 2017. In precedenza, nel 2016, è stato team principal della Renault. “Siamo felici di dare il benvenuto in Ferrari a Fred Vasseur come nostro team principal – lo accoglie Benedetto Vigna, amministratore delegato Ferrari – Nel corso della sua carriera ha unito con successo i suoi punti di forza tecnici, grazie alla sua esperienza in qualità di ingegnere, a una costante capacità di stimolare il meglio nei suoi piloti e nei suoi team. Questo approccio e la sua leadership sono ciò di cui abbiamo bisogno per far crescere la Ferrari con rinnovata energia”. “Sono molto felice e onorato di assumere la guida della Scuderia Ferrari come team principal – commenta da parte sua Vasseur – Per me, un appassionato di motorsport da tutta la vita, la Ferrari ha da sempre rappresentato l’apice del mondo delle corse. Non vedo l’ora di lavorare con il team talentuoso e appassionato di Maranello, per onorare la storia e l’eredità della scuderia e per conseguire dei risultati per i nostri tifosi in tutto il mondo”.
– foto ufficio stampa Ferrari –
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Tornei, raduni e progetti, così cresce il calcio femminile in Italia

ROMA (ITALPRESS) – Il calcio giovanile femminile, nell’ottica della crescita dell’intero movimento, rappresenta uno dei principali ambiti di sviluppo per la Figc. In questa direzione, l’impegno profuso dal Settore Giovanile e Scolastico, soprattutto negli ultimi anni, nella promozione e nella valorizzazione del calcio femminile, ha assunto un ruolo strategico per determinare quella filiera, fondamentale per contribuire anche al lavoro delle rappresentative nazionali.
Un lavoro ormai divenuto quotidiano, sia a livello nazionale che territoriale, mirato a una crescita tecnica, di proposta e di sistema, in stretta sinergia con il Club Italia della Figc e con le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, e che va a coinvolgere diverse fasce d’età. Dall’attività del Programma di Sviluppo Territoriale, fino alle competizioni e ai raduni utili per le nazionali femminili, il panorama dello sviluppo promosso dal Settore Giovanile e Scolastico è sempre più ampio e suffragato da quei risultati, importanti per dare ulteriore linfa alle diverse progettualità.
Nell’ambito delle competizioni giovanili, l’istituzione dei Campionati Under 17 e Under 15, a carattere regionale, interregionale e nazionale, rappresenta un punto di raccordo fondamentale con l’Area Agonistica SGS e con un’idea di uniformità necessaria per consentire all’intero movimento di strutturarsi e acquisire visibilità. Le finali nazionali disputate prima dell’estate in Toscana ed Emilia Romagna, fanno seguito a un lavoro di anni, con risultati in continua e costante crescita, sia in termini di partecipazione che di qualità progettuale, e hanno consentito l’organizzazione di due analoghi tornei pre-season, giocati alla ripresa della stagione. Una risposta all’esigenza delle stesse società per permettere alle giovani atlete un maggior numero di confronti ed esperienze prima dell’avvio delle rispettive manifestazioni.
Altrettanto importante è il proseguimento di Calcio+15, il progetto dedicato alla categoria Under 15 femminile, che costituisce ormai da tempo un vero e proprio bacino per la rappresentative nazionali giovanili. Attraverso l’organizzazione di raduni, prima a livello territoriale e poi nazionale. Parte integrante dell’attività è rappresentala dalla costituzione delle selezioni territotiali che al termine della stagione sono impegnate in un torneo dedicato.
Un altro asset fondamentale nell’ambito della crescita del movimento femminile è costituito dall’Evolution Programme e dall’attività rivolta alle giovani calciatrici Under 14 all’interno dei Centri Federali Territoriali. Un’impostazione che ha permesso a centinaia di ragazze di poter aumentare il proprio impegno e le ore di pratica sportiva in campo, sostenendo in tal modo anche il lavoro svolto dalle società sportive locali. Il Settore Giovanile e Scolastico è impegnato da anni anche nelle attività dedicata all’Under 12 femminile: una manifestazione, che ricalca i modelli delle varie manifestazioni SGS, anch’esso in costante crescita, che ha avuto grandi riscontri sia a livello nazionale che internazionale grazie anche alla costante partecipazione delle società professionistiche che vedono nell’attività una grande opportunità per le proprie tesserate.
Nell’ambito promozionale, un ruolo fondamentale è ricoperto dall’Attività Scolastica, che grazie alla sua capillarità, consente di portare in tutto il territorio le progettualità del Settore Giovanile e Scolastico. A partire da Playmakers, il progetto sviluppato dalla Uefa, in collaborazione con Disney, sostenuto per la parte attuativa dal SGS e rivolto alle bambine della scuola primaria dai 5 agli 8 anni. Sempre per ciò che attiene la proposta presso gli istituti scolastici, di grande impatto sono senz’altro i progetti “Ragazze in Gioco” e il torneo misto “Tutti in Gol”, dedicati alle classi della scuola secondaria, così come il Torneo Magico by Equlibra, rivolto alle giovani dagli 8 ai 10 anni, per favorire l’attività femminile dei club con la qualifica di Scuola Calcio E’lite in convenzione con almeno un istituto scolastico.
– foto LivePhotoSport –
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