TORINO (ITALPRESS) – La Juventus si è imposta per 2-0 sull’Inter, un successo che ha interrotto la serie di quattro gare di imbattibilità dei nerazzurri contro la “Vecchia Signora”. A decidere la gara le reti di Rabiot e Fagioli per una Juve sempre più in versione “giovane”. In un primo tempo in cui è stata l’Inter a presentarsi con più frequenza dalle parti del portiere avversario è mancato il guizzo vincente. La squadra di Inzaghi è sembrata meglio organizzata ma ha peccato di concretezza in zona gol. Le occasioni più ghiotte sulla testa di Dzeko e sul sinistro di Dumfries: il primo, al 27′, su sponda di Lautaro Martineze ha mandato fuori di pochissimo, mentre il secondo, al 42′, è stato bravo a inserirsi a centro area su cross rasoterra di Barella ma al momento dell’impatto ha incredibilmente mandato alto da pochi passi e a porta sguarnita. La Juve del primo tempo si può riassumere tutta in una sforbiciata di un difensore, Bremer, che al 20′ ha mandato la sfera lontano dallo specchio. Avvio di ripresa ancora con l’Inter più intraprendente e la Juventus a cercare di rispondere di rimessa. Ed è proprio da una di queste ripartenze che la Juventus è passata in vantaggio al 7′: Kostic è riuscito a sfuggire alla marcatura di Barrella sulla trequarti della Juventus e dopo una sgroppata di 50-60 metri lungo la corsia mancina ha messo un pallone rasoterra in mezzo sul quale è intervenuto Rabiot che con il destro ha trafitto Onana sul palo lungo. Al 18′, dopo consulto con il VAR da parte dell’arbitro Doveri, gol del raddoppio juventino annullato a Danilo reo di aver toccato il pallone con una mano prima di mettere in rete, ma al 40′ è stato invece Fagioli a chiuderla siglando il suo secondo gol in Serie A: ancora Kostic, che in precedenza aveva colpito anche un palo, ha tagliato tutta l’area per il numero 44 bianconero che ha controllato e ha fatto partire un destro leggermente deviato da Gosens e che si è insaccato alle spalle di Onana.
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Rabiot e Fagioli in gol, la Juve batte 2-0 l’Inter
Alla Lazio il derby di Roma, decide Felipe Anderson
ROMA (ITALPRESS) – La Lazio batte la Roma 1-0 e aggancia l’Atalanta al terzo posto in classifica. Una rete di Felipe Anderson, dopo un errore di Ibanez, decide il derby delle assenze. Mourinho deve fare a meno di Paulo Dybala, Wijnaldum e Spinazzola, mentre il tecnico dei biancocelesti rinuncia allo squalificato Milinkovic-Savic ma porta in panchina l’acciaccato Ciro Immobile. Solo Piola e Rocchi, sponda biancoceleste, hanno segnato più gol dell’azzurro nella stracittadina. Sarri, da quando siede sulla panchina della Lazio, ha dovuto rinunciare solo una volta a Milinkovic-Savic in campionato, vale a dire nella sconfitta esterna col Sassuolo della scorsa stagione. La prima conclusione è di Abraham, Provedel blocca a terra. La Lazio, come in un derby del 2021, sblocca il risultato dopo un’ingenuità di Ibanez: al 29′ Pedro ruba palla al brasiliano, Felipe Anderson è lucido e trasforma un rigore in movimento a tu per tu con Rui Patricio. La Roma risponde con Zaniolo che si muove al limite dell’area e calcia colpendo la traversa dopo una deviazione di Marusic. E’ il decimo legno della stagione dei giallorossi. La squadra di Mourinho subisce il contraccolpo e palleggia con meno fluidità. La Lazio aspetta e blocca i corridoi centrali.
Nella ripresa Mourinho richiama in panchina Mancini (ammonito) e si gioca la carta Celik. Al 52′ si ferma Pellegrini, per un problema al flessore, ed entra il giovane Volpato. Al 69′ la Roma sfiora il gol: Zaniolo penetra in area ma Romagnoli e Provedel lo murano al momento del tiro. Al 73′ la Lazio va vicina al 2-0: Cancellieri guida la ripartenza e scarica per Felipe Anderson che calcia e costringe Rui Patricio agli straordinari. Sarri nel finale si gioca anche la carta Luka Romero al posto di un esausto Zaccagni. C’è spazio anche per un accenno di rissa a bordo campo con Rui Patricio e Radu faccia a faccia: entrambi ammoniti. Orsato concede otto minuti di recupero, che poi diventano dieci, ma praticamente non succede più nulla.
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Pecco Bagnaia campione del mondo in Motogp
VALENCIA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Pecco Bagnaia si è laureato campione del mondo della MotoGP. La vittoria dello spagnolo Alex Rins (Suzuki) nel GP di Valencia con il tempo di 41’22″250, infatti, ha automaticamente eliminato le possibilità di Fabio Quartararo (Yamaha), finito quarto, di superare il pilota della Ducati che ha chiuso in nona posizione. Secondo Brad Binder (Ktm), terzo lo spagnolo Martin (Ducati), quarto il francese Quartararo, quinto Miguel Olivera (Ktm).
“Tutto è bellissimo, fantastico. La gara più dura della mia vita. Volevo arrivare nei primi cinque oggi ma dopo 5 giri ho cominciato a soffrire con l’anteriore della moto. Non ha importanza. E’ stata lo stesso una grande giornata, sono molto felice” le prime parole del neo campione del mondo.
Un italiano campione del mondo su una moto italiana in top class. Sulla pista di Valencia Pecco Bagnaia mette le mani sul titolo iridato, portando a termine una rimonta storica, come storico è il risultato: in MotoGp non era mai successo che un binomio tricolore centrasse il bersaglio grosso. L’unico Mondiale piloti nel palmares della Ducati era stato conquistato nel 2007 da Casey Stoner mentre i sei titoli di Valentino Rossi erano arrivati sempre in sella a una moto giapponese, Honda prima e Yamaha dopo. Pecco e la sua Desmosedici centrano dunque un’impresa equiparabile al dominio di Giacomo Agostini in 500 con la MV Augusta o, andando ancora più indietro, alla doppietta mondiale – sempre in 500 – di Umberto Masetti con la Gilera. Ma il 25enne torinese e la casa di Borgo Panigale hanno fatto anche di più perchè in pochi se non nessuno, a metà anno, avrebbero scommesso un solo euro sulla sua vittoria finale. Dopo una partenza da incubo (appena un punto fra Qatar e Indonesia), il Mondiale di Bagnaia è stato come le montagne russe: sul gradino più alto a Jerez e al Mugello, ritirato in Francia, Catalogna e Germania. Per la gioia di Fabio Quartararo, che nonostante una M1 non sempre competitiva otteneva vittorie e piazzamenti che lo mandavano in fuga.
Al giro di boa, dopo dieci Gp, erano 91 i punti di vantaggio sull’italiano del Diablo, che sembrava avviato inesorabilmente verso il bis iridato visto che nemmeno Aleix Espargarò su Aprilia – secondo a 34 lunghezze – riusciva a trovare la giusta continuità. Pecco aveva davanti in classifica anche Zarco, Bastianini e Binder. “Quartararo è l’unico che non fa errori ed è ciò che fa la differenza”, commentava rassegnato il pilota torinese dopo la caduta al Sachsenring. Ma ad Assen, ultima gara prima della sosta estiva, ecco la svolta: El Diablo cade, buttando giù pure Espargarò, la Ducati trionfa e Bagnaia risale a -66. Alla ripresa arrivano altri tre successi, un secondo e un terzo posto, con l’unica nota negativa rappresentata dal ritiro a Motegi, dove finisce a terra proprio mentre cerca di soffiare l’ottava piazza al rivale. In Australia, poi, ecco il sorpasso: Quartararo incassa un altro zero mentre l’italiano acciuffa una terza piazza che lo proietta per la prima volta in testa al Mondiale, a +14 sul fuoriclasse della Yamaha. A Sepang non riesce a sfruttare il primo match-point ma la festa è solo rimandata e a Valencia Pecco riesce là dove Valentino Rossi prima e Andrea Dovizioso poi avevano fallito: un binomio tutto italiano in cima al mondo nella classe regina.
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La Fiorentina vince 2-0 al Ferraris contro la Sampdoria
GENOVA (ITALPRESS) – Secondo successo consecutivo in campionato per la Fiorentina che si prende i tre punti al Ferraris contro la Sampdoria. Finisce 0-2, decidono le reti di Bonaventura e Milenkovic. Ennesima sconfitta in casa per i blucerchiati che non riescono a staccarsi dall’ultimo posto in classifica con la situazione che continua ad essere delicata. I ragazzi di Italiano mettono subito pepe al match con il sigillo di Bonaventura dopo 3′ minuti: nasce l’azione vincente da un contrasto dove Bereszynski ha la peggio, l’azione prosegue con Kouame che suggerisce per Ikone: l’appoggio centrale è perfetto, l’ex Milan anticipa Villar e realizza d’astuzia il vantaggio. E’ un gol che scatena la Fiorentina, i violi sfiorano il bis al 13′ quando Ikone scarta anche Audero e tocca per Kouame ma il suo tiro viene respinto sulla linea da Bereszynski. Un altro brivido al 31′: uscita di pugno del portiere Audero sul cross di Kouame che stende Jovic, ostacolato pure da Villar. Marinelli non ha dubbi e indica il penalty ma dopo aver visto il Var cambia idea e la Samp può tirare un sospiro di sollievo. Nel finale di frazione ci prova finalmente Caputo dai 20 metri ma non inquadra il bersaglio grosso solo per questione di centimetri. Ma sono soltanto lampi per una squadra blucerchiata che non riesce mai a cambiare marcia e la musica resta la stessa anche nella ripresa nonostante l’ingresso di Gabbiadini al posto del giovanissimo Montevago, buttato senza successo nella mischia dal primo minuto. La Samp naviga sempre lontano dalle parti di Terracciano e così la Fiorentina ne approfitta per dare lo schiaffo decisivo ai liguri quando al 13′ Milenkovic sfrutta i suoi centimetri e anticipa tutti di testa sulla pennellata dal corner di Mandragora: è il sigillo del raddoppio che stende definitivamente la Sampdoria e conferma il momento magico della Fiorentina.
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Il Monza piega 2-0 il Verona con Carlos Augusto e Colpani
MONZA (ITALPRESS) – Il Monza batte 2-0 il Verona all’U-Power Stadium: decidono le reti nel secondo tempo di Carlos Augusto e Colpani. La festa dei brianzoli viene però parzialmente rovinata dall’infortunio subito da Sensi nel finale di gara. Nota lieta, invece, la presenza sugli spalti di Pablo Marì. Per il Verona, rimasto nuovamente in 10 uomini per più di metà gara (come lunedì contro la Roma), è l’ottava sconfitta consecutiva. Palladino lancia Pessina e Caprari con Dany Mota, partono fuori Petagna e Gytkjaer. Bocchetti comincia con Lazovic e Kallon a sostegno di Henry, ma è costretto presto a cambiare perchè Faraoni accusa un problema muscolare e il tecnico manda dentro un altro attaccante, Lasagna. Prima dell’infortunio l’esterno del Verona è decisivo in fase difensiva sul primo pericoloso affondo del Monza che sfiora il gol dopo nemmeno 30 secondi di gioco: Dany Mota va via sulla destra e mette al centro, Tameze pasticcia e Caprari calcia a botta sicura trovando sulla linea di porta l’opposizione di Faraoni che poi respinge anche il tentativo di ribattuta in rovesciata di Pessina. Il capitano del Monza ci riprova poco dopo calciando alto dal limite dell’area mentre è di Henry il primo squillo del Verona su angolo battuto da Veloso. A metà frazione episodio importante con Magnani che si lascia sfuggire Dany Mota e lo atterra mentre era lanciato a rete. L’arbitro Cosso inizialmente estrae il giallo ma poi viene invitato dal Var a rivalutare l’episodio: il cartellino diventa rosso e il Verona resta in dieci. Una buona chance arriva invece in apertura di ripresa quando Rovella disegna un traversone sulla testa di Caprari che manda di pochissimo a lato. La pressione costante del Monza viene premiata al minuto 68: Ciurria scappa sull’out di destra e premia il rimorchio a centro area di Carlos Augusto che calcia di prima intenzione e fulmina Montipò con un destro sotto la traversa. Incassato l’1-0 il Verona si scioglie e neanche l’ingresso di Verdi è in grado di restituire verve all’attacco di Bocchetti. Dany Mota per due volte sfiora il 2-0 che alla fine arriva con il neoentrato Colpani, servito da Petagna.
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Il Bologna rimonta il Torino e vince 2-1
BOLOGNA (ITALPRESS) – Vittoria in rimonta importantissima per il Bologna di Thiago Motta, che con carattere batte il Torino e infila la terza vittoria di fila in campionato, mentre i granata sono costretti allo stop dopo il successo casalingo contro il Milan. Prima fase di match piuttosto bloccata, con tanti duelli in mezzo al campo, che non maturano però in offensive concretamente pericolose. Svolta della gara che arriva però al 23′, con la fuga di Miranchuk e l’intervento da calcio di rigore di Lucumì. Dal dischetto va Lukic, che infila Skorupski e porta avanti i suoi, cambiando così il canovaccio tattico della partita. Bologna che ha conseguentemente bisogno di alzare il baricentro e provare ad insidiare Milinkovic Savic. Poco movimento sul frangente offensivo rossoblu, con i giocatori di Thiago Motta che non riescono a sciogliere l’intricata matassa messa su dal Torino, ordinato e attento nella gestione del vantaggio conquistato. Nessun particolare acuto fino al termine della prima frazione di gioco, che si conclude con i granata in pieno controllo del risultato e un Bologna fin troppo timido.
Atteggiamento, quello degli emiliani, che sembra permanere anche in avvio di ripresa, con il Torino che senza sbilanciarsi troppo cerca tramite il palleggio la via del secondo gol. Il Bologna col passare dei minuti aumenta i giri del motore e i cambi di Thiago Motta sembrano dare nuova verve ai suoi. Decisivi gli ingressi di Vignato e Orsolini, che confezionano la rete del pareggio per i rossoblu, con la palla del primo a servire proprio il numero 7, freddissimo nel battere Milinkovic Savic. Gol che regala energia e voglia al Bologna, invertendo la polarità della gara, con il Toro in evidente confusione e la squadra di Thiago Motta sempre più propositiva. Freccia del sorpasso per i padroni di casa al 73′, con la palla recuperata da un indemoniato Orsolini e messa al centro per Posch, che col suo primo gol in Serie A, da due passi, porta avanti i suoi. Quella dell’austriaco è la rete che indirizza definitivamente il match, consegnando tre punti d’oro al Bologna e rilanciandolo prepotentemente verso la parte sinistra della classifica.
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Giorgio Chiellini vince il titolo Mls con i Los Angeles Fc
LOS ANGELES (USA) (ITALPRESS) – Giorgio Chiellini vince anche oltreoceano. I Los Angeles FC hanno infatti trionfato nella notte italiana nella finale cha ha assegneto il titolo Mls. Battuto
ai rigori il Philadelphia Union dopo che i tempi supplemnetari si erano chiusi 3-3 dopo una gara avvincente. Il Philadelphia sbaglia 3 rigori su 3. Sanchez segna il rigore decisivo. Chiellini, che non è però sceso in campo, esulta sul suo profilo Instagram: “Andiamo LA, oggi è il nostro giorno!”.
I complimenti via social sono arrivati anche dalla Juventus:
“Chiellini col Los Angeles Fc conquista la MLS. Complimenti Giorgio”.
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Nba, Bucks a punteggio pieno e Banchero da record
NEW YORK (USA) (ITALPRESS) – Nona perla stagionale su altrettante partite per i Milwaukee Bucks nella notte dell’Nba. Risolta anche la pratica Oklahoma City Thunder con il punteggio di 108 a 94. Una vittoria che arriva nonostante sia rimasto fuori in via precauzionale Giannis Antetokounmpo; sono 25 i punti messi a referto da Brook Lopez ma sono in sei a chiudere in doppia cifra.
Solo al supplementare si è invece risolta la sfida tra Orlando Magic e Sacramento Kings con un 123-126 a favore degli ospiti che hanno recuperato anche 20 punti di svantaggio che avevano all’inizio del terzo quarto; per Orlando non si può che sottolineare il nuovo record in carriera per Paolo Banchero, autore di 33 punti; per i Kings 37 i punti di DèAaron Fox.
Vittoria esterna anche per i Boston celtics che passano per 133 a 118 sui New York Knicks; ben 27 le triple messe a referto per Boston su 51 provate.
Overtime anche nella sfida vinta dagli Atlanta Hawks su New Orleans Pelicans per 124 a 121 al termine di una partita molto combattuta; il miglior realizzatore del match è Trae Young con 34 punti e 10 assist.
Anche senza Irving vincvono i Brooklyn Nets che passano per 98 a 94 in casa di Charlotte Hornets: rimontati undici punti nell’ultimo quarto e 27 punti per il solito Kevin Durant. Dall’altra parte, il rientrante Terry Rozier ne fa 25.
Tornano a vincere dopo tre sconfitta i Minnesota Timberwolves che superano Houston Rockets per 129 a 117. Pochi problemi per i
Denver Nuggets che mettono a sicuro la gara con San Antonio Spurs (126-101) già nella prima parte; per gli ospiti è la terza sconfitta di fila. Agevole anche il successo dei Phoenix Suns contro Portland Trail Blazers per 102 a 82
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