MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – “E’ una partita da preparare soprattutto a livello mentale, perchè è normale essere concentrati al 100% in grandi sfide come il Clasico, ma poi è difficile avere la stessa attenzione nella gara successiva dopo aver speso molte energie fisiche e mentali. Sappiamo tutto questo e anche che domani ci sono in palio gli stessi tre punti che c’erano domenica”. Carlo Ancelotti sa che nella conferenza stampa della vigilia del match di domani contro l’Elche, ci sarà poco spazio da dedicare alla partita, ma ci tiene a richiamare l’attenzione del suo Real, reduce dalla vittoria sul Barça, ma anche da una notte di premi con Karim Benzema Pallone d’Oro. “Siamo tutti molto orgogliosi per Karim, ma anche per tutti gli altri nostri giocatori che hanno vinto riconoscimenti come Courtois o che sono arrivati in alto nella classifica del premio come Modric e Vinicius. Allo stesso tempo faccio i complimenti a tutti gli altri e anche al Manchester City, un club verso il quale abbiamo il massimo rispetto e che ha disputato una grande stagione”. Proprio i Citizens, un pò a sorpresa prima di conoscere i criteri di assegnazione, ha vinto il premio come miglior club dell’anno. Eppure la Champions l’ha vinta il Real…
“Non so quali siano i criteri per decidere le classifiche, ma credo non si parli di migliore squadra perchè allora deve vincere il Real che ha vinto la Champions, poi a livello di club non so cosa conti. Io posso dire che ho il massimo rispetto per il City e per il premio che gli è stato assegnato, è stato molto difficile batterli in semifinale, una questione di dettagli, hanno anche vinto la Premier, davvero grande rispetto per loro e per il riconoscimento che gli è stato dato…Noi abbiamo festeggiato a maggio”, dice ricordando la Champions. Poi si torna sul trionfo di Benzema. “Siamo molto felici, un pò l’abbiamo sentito anche nostro il suo trofeo. Ha detto che è orgoglioso di averlo vinto e ha ringraziato tutti i suoi compagni perchè come ha detto lui si tratta di un premio individuale, ma che arriva grazie all’aiuto della squadra. Karim ora si sente molto più leader nel gruppo, ha più responsabilità, tecnicamente è sempre lo stesso, le cose sono cambiate sul piano del peso all’interno dello spogliatoio”. Mbappè è arrivato soltanto 6°, magari un giorno potrebbe alzarlo lui al cielo il trofeo e come tesserato del Real Madrid.
“Non conosco il futuro – taglia corto Ancelotti -, ma come ho già detto lo scorso anno il futuro di questo club è già scritto con giocatori giovani del calibro di Vinicius, Rodrygo, Camavinga, Tchouamèni, Valverde, Militao…”. Mbappè sesto, Vinicius ottavo. “Giusto così”, dice Ancelotti che poi ancora una volta risponde a una domanda su uno dei suoi più grandi pregi come allenatore. “Io amico dei calciatori? Penso solo che le relazioni tra le persone siano molto importanti anche dal punto di vista professionale. Puoi ottenere da un giocatore il 100% con il lavoro, ma con i buoni rapporti magari un pò di più del massimo”.
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Ancelotti “Fiero di Benzema, Real squadra top nel 2022”
Higuain lascia, Inter Miami ko nell’ultima del ‘Pipita’
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Si chiude con una netta sconfitta e l’eliminazione dell’Inter Miami la fantastica carriera di Gonzalo Higuain. Nell’11 titolare e in campo per tutta la partita, l’attaccante argentino non trova il gol e la sua squadra perde 3-0 contro il New York City uscendo di scena dai playoff della Major League Soccer. “Il sogno è finito, ora inizia un’altra vita”, ha detto a fine partita il Pipita che ha lasciato il campo visibilmente commosso e abbracciato da compagni e avversari. Chiude con il calcio giocato a 34 anni dopo aver giocato e segnato in Argentina con il River Plate, quindi l’arrivo in Europa dove ha vinto con il Real Madrid (2007-2013), per poi trasferirsi in Italia per indossare le maglie di Napoli e Juventus, una breve parentesi al Chelsea, poi Milan e ancora Juventus, infine l’ultima avventura all’Inter Miami. In tutto 335 gol nei club, ma Higuain è stato per anni anche il centravanti dell’Argentina, anche se con l’Albiceleste (31 gol in 75 presenze) ha vissuto le più grandi delusioni della sua carriera come la sconfitta nella finale contro la Germania ai Mondiali del 2014 in Brasile, ma anche le due finali di Coppa America perse ai rigori contro il Cile.
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Kouamè risponde a Ceesay, fra Lecce e Fiorentina è 1-1
LECCE (ITALPRESS) – Un tempo a testa e pari giusto tra Lecce e Fiorentina, che al Via del Mare si prendono un punto ciascuno dopo un 1-1 figlio di una gara giocata a buoni ritmi. Sono Ceesay e Kouamè, il migliore dei viola, a mettere la firma su un risultato che soddisfa maggiormente i padroni di casa. Gli ospiti, che devono rinunciare dopo pochi minuti a Jovic per infortunio, sono i primi a rendersi pericolosi al 19′, quando Mandragora va al tiro con il destro ma Falcone respinge in tuffo. I giallorossi vanno a un soffio dal vantaggio al 23′, quando Banda mette un cross tagliato dalla sinistra che scavalca Igor e trova Ceesay che di testa conclude però fuori da ottima posizione. Nel momento migliore dei salentini è però la Viola a passare in vantaggio con Cabral, ma l’arbitro annulla in seconda battuta dopo il fuorigioco di Bonaventura segnalato dal Var. Uno scossone che carica ulteriormente gli uomini di Baroni, i quali trovano il meritato 1-0 al 43′. Gonzalez ruba caparbiamente palla a Dodo sulla sinistra e serve un rasoterra al centro per Ceesay che anticipa Igor e infila Terracciano da due passi. Si va all’intervallo sull’1-0. Gli uomini di Italiano rientrano bene in campo e al 3′ pareggiano i conti. Nico Gonzalez fa da sponda per Cabral, cross dalla destra per l’incornata di Kouamè che anticipa Baschirotto e trafigge Falcone con l’aiuto del palo. Al 7′ ci riprovano i salentini quando Strefezza se ne va sulla destra e la butta in mezzo per Ceesay, che di testa non impatta bene e mette a lato. Gli uomini di Italiano attaccano e al 26′ ci vuole un super Falcone a togliere dall’incrocio dei pali una gran conclusione dalla distanza di Martinez Quarta. Il portiere ex Samp si supera nuovamente al 35′ quando riesce ad alzare sopra la traversa un mancino dai 25 metri di Nico Gonzalez. Il forcing toscano nel finale non porta a ulteriori occasioni e il risultato non cambierà più, nonostante l’espulsione per doppio giallo inflitta a Gallo in pieno recupero. Grazie a questo pareggio, il Lecce sale al sedicesimo posto con 8 punti mentre la Fiorentina raggiunge Salernitana e Monza a quota 10.
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Il Milan trionfa al Gran Gala del Calcio Aic
MILANO (ITALPRESS) – Serata a forti tinte rossonere quella dell’undicesimo Gran Galà del calcio organizzato dall’Assocalciatori, nella cornice di Rho-Milano Fiera: ben sette premi per il Milan, premiata come migliore società della stagione 2021-22 dopo la vittoria dello Scudetto. Come miglior calciatore della scorsa stagione è stato eletto Rafael Leao, a Stefano Pioli il premio di miglior allenatore, gol più bello dell’anno quello di Theo Hernandez contro l’Atalanta nella sfida vinta dal Milan per 2-0. Fra gli altri riconoscimenti, miglior calciatrice Lisa Boattin mentre Federico Gatti è stato premiato come miglior giocatore della Serie B.
Durante la premiazione sono intervenuti diversi protagonisti della serata, tra cui Stefano Pioli: “Personalmente è stato l’anno più bello della mia vita, ho avuto una grande fortuna, quella di avere un club alle spalle fantastico che mi ha sostenuto e mi ha aiutato. Ho avuto un gruppo di giocatori eccezionali, siamo riusciti a creare un ambiente che mi piace definire magico, dove tutti siamo riusciti a rendere al meglio delle nostre potenzialità. La scintilla? E’ scattata a Milanello, con l’appoggio dei nostri dirigenti, ma soprattutto col lavoro quotidiano, quest’aria positiva che ci permette tutti i giorni di mettere in campo il massimo del nostro potenziale”, ha dichiarato.
Presente anche il presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini, che a margine ha espresso il proprio parere sul tema dei diritti tv e sulla definizione delle linee guida per il triennio 2024-27: “E’ un tema ampio, c’è la parte estera e quella italiana, siamo in mezzo a un ciclo che finirà nel 2024. C’è una bozza di linea guida che verrà discussa con le autorità, speriamo di velocizzare per avere il bando in anticipo rispetto allo scorso triennio. Interesse di colossi come Paramount e Apple TV per la serie A? L’Italia è un produttore di calcio e di talenti, questo genera ancora molto interesse”. Casini è tornato anche sul tema riforme dei campionati da affrontare insieme alla Figc: “Ne abbiamo parlato con Gravina, l’obiettivo è quello di lavorare insieme per avere un piano articolato a fine anno. Offriremo i calciatori italiani per uno stage, questo è il primo passo. Dopodichè ci sarà una pausa lunga, è bene che ci pensano le società”.
Durante la serata è stata anche svelata la top 11 dello scorso campionato: Maignan è stato scelto come miglior portiere mentre Di Lorenzo, Bremer, Tomori e Theo Hernandez sono stati i migliori difensori. Il premio dei tre migliori centrocampisti è stato assegnato a Barella, Brozovic e Milinkovic-Savic mentre Vlahovic, Immobile e Leao hanno completato la miglior rosa del campionato.
GRAN GALA DEL CALCIO AIC 2022 (Per la stagione calcistica ’21-22)
Premi individuali – Miglior società: Milan; Miglior allenatore: Stefano Pioli (Milan); Miglior calciatore: Rafael Leao (Milan); Miglior calciatrice: Lisa Boattin (Juventus); Miglior arbitro: Daniele Orsato; Miglior giovane Serie B: Federico Gatti (Frosinone); Miglior gol maschile: Theo Hernandez (vs Atalanta); Miglior gol femminile: Rosucci (vs Roma)
TOP 11 MASCHILE (4-3-3): Maignan; Di Lorenzo, Bremer, Tomori, Theo Hernandez; Barella, Brozovic, Milinkovic-Savic; Vlahovic, Immobile, Leao.
TOP 11 FEMMINILE (4-4-2): Peyraud-Magnin; Lenzini, Filangeri, Linari, Boattin; Andressa, Caruso, Simonetti, Greggi; Bergamaschi, Cantore.
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Il Pallone d’Oro va a Benzema “Ho lavorato per questo sogno”
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Finalmente Karim Benzema. Nessuna sorpresa al Theatre du Chatelet di Parigi dove la 66esima edizione del Pallone d’Oro incorona il quasi 35enne attaccante francese del Real Madrid. Un premio meritato alla carriera ma soprattutto alla straordinaria stagione che ha visto Benzema, dal 2009 ai blancos, tornare protagonista con la maglia dei Bleus – a segno nella finale di Nations League vinta poi sulla Spagna – e trascinare la squadra di Ancelotti allo storico doblete Liga-Champions: 27 i centri che gli hanno consentito anche di vincere il Pichichi in campionato, 15 quelli nella massima competizione continentale conclusa col trionfo sul Liverpool. A lungo all’ombra di Cristiano Ronaldo, l’ex Lione nelle ultime stagioni ha dimostrato una leadership che in pochi sospettavano, prendendo sulle sue spalle non solo il peso dell’attacco del Real ma tutta la squadra assieme agli altri grandi ‘vecchì come Modric e Kroos. Secondo giocatore proprio dopo Modric a spezzare il duopolio Messi-Ronaldo (nemmeno nei 30 l’argentino, solo 20^ CR7) che dal 2008 contraddistingue il premio di “France Football”, Benzema riceve il premio direttamente dalle mani di Zinedine Zidane, ultimo francese a conquistare il Pallone d’Oro nell’ormai lontano nel 1998 e suo ex allenatore al Real. “Essere qui è un orgoglio. Penso a quando ero bambino, a tutto il lavoro che mi sono messo alle spalle – le sue parole dal palco – Sono cresciuto con questo sogno nella mia testa, ed è stata una motivazione. Ci sono stati momenti difficili che però mi hanno reso più forte a livello mentale, non ho mai mollato, ho mantenuto la gioia di giocare a calcio e oggi posso dire di essere fiero del percorso che ho fatto”. Alle spalle di Benzema salgono sul podio Sadio Manè e Kevin De Bruyne, quarto Lewandowski, solo sesto Kylian Mbappè mentre Erling Haaland per quest’anno deve accontentarsi della decima piazza. Un anno fa protagonista grazie al successo agli Europei, l’Italia oggi resta a guardare: nessun azzurro nella lista dei 30, ci consoliamo con Leao (14^), Vlahovic (17^) e Maignan (25^). Con un ‘fattorinò d’eccezione per il Pallone d’Oro in Esteban Ocon con la sua Alpine e aperta sulle note della Turandot con Andrea Bocelli che canta “Nessun dorma”, la cerimonia parigina vede il “Trofeo Kopa” per il miglior giovane andare ancora una volta a un giocatore del Barcellona, con Pedri che lo consegna direttamente al suo successore, il 18enne compagno di squadra e di reparto Gavi. Dopo Donnarumma tocca invece a Thibaut Courtois, pure lui protagonista del doblete targato Real, prendersi il premio Yashin riservato al miglior portiere battendo la concorrenza, fra gli altri, di Maignan. Fra le novità di questa edizione anche il premio Socrates per la solidarietà andato a Sadio Manè e il trofeo intitolato a Gerd Muller ricevuto da Robert Lewandowski, 57 gol nella passata stagione fra Polonia e Bayern. Al femminile, invece, il Pallone d’Oro va per il secondo anno di fila ad Alexia Putellas, stella del Barcellona che ha vinto tutto in Spagna e miglior giocatrice della scorsa Champions, persa poi in finale contro il Lione. Infine come “Club dell’anno” è stato premiato il Manchester City, cinque candidati nella lista dei 30 per il Pallone d’Oro (De Bruyne, Mahrez, Foden, Bernardo Silva e Cancelo) più Lucy Bronze fra le donne.
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La Roma vince in casa Samp, decide Pellegrini su rigore
GENOVA (ITALPRESS) – La Roma espugna il Ferraris e batte la Sampdoria 1-0 con un rigore di Lorenzo Pellegrini. Mourinho sale a 22 punti e si prende il quarto posto in solitaria in vista del big match contro il Napoli. L’allenatore portoghese schiera dal 1′ Mady Camara e lascia in panchina Nicolò Zaniolo. Sul fronte offensivo è confermata la coppia Belotti-Abraham dopo la prova col Betis. L’1-0 giallorosso nasce da un’iniziativa dell’inglese. Al 7′ l’ex Chelsea crossa dalla sinistra e Ferrari devia in area con la mano quel che basta per spingere il Var ad intervenire: Di Bello concede il rigore e Pellegrini dagli undici metri firma il suo primo gol in campionato. Al Ferraris il gioco è spezzettato: 18 i falli fischiati da Di Bello. A fare la partita è la squadra blucerchiata con quasi il 60% del possesso palla. Ma la Roma è pericolosa in ripartenza: Pellegrini innesca la profondità di El Shaarawy, ma stavolta Ferrari è bravo ad impedire che il cross dell’italoegiziano arrivi ad Abraham in area. Nella ripresa Ferraris si scalda con una contestazione rivolta all’ex presidente Ferrero. Al 55′ prove d’intesa tra Abraham e Belotti: l’inglese innesca il Gallo che calcia di punta ma Audero risponde presente. Stankovic spende i primi 4 cambi nei 15′ iniziali del secondo tempo: dentro Murru, Pussetto, Verre e Quagliarella. Per i primi cambi della Roma bisogna aspettare il 68′: fuori Camara e Abraham, dentro Matic e Zaniolo. La partita continua ad essere spigolosa e fisica, con tanti fischi del direttore di gara. Al 76′ Zaniolo sfiora il gol: ruba palla a Colley ma incrocia male col destro da posizione favorevole. All’83’ altra chance: Zalewski crossa, Belotti arriva sporco sul pallone e non riesce a ribadire in rete. La Sampdoria tenta l’assedio con tutti i suoi elementi. Nel recupero la Roma tiene, manda in gol Zaniolo ma è fuorigioco. Basta l’1-0 ai giallorossi.
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Pesi, Massidda oro agli Europei jr nella categoria fino a 61kg
ROMA (ITALPRESS) – Sergio Massidda sale sul gradino più alto del podio agli Europei Junior in corso in Albania. L’azzurro trionfa nella categoria fino a 61 kg, con un totale di 280 kg: per lui anche l’oro di strappo con 125 kg, e l’oro di slancio con 155 kg. Un bis per Massidda, già tre volte campione del mondo Youth e Junior, che lo scorso anno aveva conquistato il titolo continentale in Finlandia con gli stessi kg di totale (126 + 154). L’atleta sardo del CS Esercito fa gara a sè: nello strappo sale in pedana per ultimo con 125 kg, con i suoi avversari indietro di 5 kg. Non vanno invece le altre due prove a 131 e a 132. Stesso iter nello slancio: con il greco Konstantinos Lampridis, il migliore dei suoi avversari, fermo a 143 kg, Massidda entra in gara dichiarando 148 kg. Sbagliati i primi, non fallisce invece il secondo tentativo, per poi mettersi alla prova con 155, sollevati con classe e tecnica. Il medagliere azzurro sale così a quota 10 (7 ori e 3 bronzi), dopo solo 4 gare degli azzurri.
– foto ufficio stampa Fipe –
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Gasperini “Scudetto? Più possibile la Coppa Italia”
ROMA (ITALPRESS) – “Noi in lotta per lo scudetto? Il mondo del calcio spinge a verso tutt’altre direzioni, verso squadre che hanno più seguito. Sembra questo il requisito principale. Noi non possiamo dire che lottiamo per scudetto per le nostre risorse, così come l’Udinese, che sta facendo cose importanti. Per quanto mi riguarda, essere arrivato tre volte in Champions è significato aver acceso tutti i riflettori”. E’ pragmatico, Gian Piero Gasperini, nel parlare della lotta al titolo, alla quale la sua Atalanta, classifica alla mano, è da ascrivere di diritto. “Per una squadra come l’Atalanta, la Coppa Italia è l’obiettivo più raggiungibile – ha sottolineato il mister degli orobici ai microfoni di “Radio anch’io sport”, su Rai Radio 1 – Champions e Europa League sopìno anche più difficili per le squadre italiane… Noi siamo arrivati due volte in finale in Coppa Italia, non siamo riuscite a vincere, ma è il traguardo più possibile”. Sulla panchina nerazzurra dal 2016, Gasp è già un pezzo di storia del club lombardo, che festeggia i suoi primi 115 anni. “E’ il mio settimo anno, è inusuale che nel nostro campionato un allenatore resti così tanto in una stessa società – ha ammesso l’ex mister di Genoa, Inter e Palermo – A Bergamo ho trovato un ambiente ideale per lavorare, raccogliendo tante soddisfazioni”. La sua Atalanta ha dovuto fin qui sopperire a tante assenze: “Da domani Zapata si allenerà con la squadra, potrebbe essere a disposizione già per la prossima partita. Per Toloi ci vorrà una settimana in più: in questo momento stiamo svuotando l’infermeria”. Tanti i giovani che Gasperini, anche per necessità, sta continuando a lanciare. “L’Atalanta ha cambiato modo di giocare e pelle, ma è cambiata molto la squadra; alcuni sono andati via, altri non li abbiamo avuti per questa stagione. Però quello che ci ha permesso di fare dei risultati e stare alti in classifica sono stati i nuovi inserimenti e i giovani, e spero che nel tempo questa squadra possa crescere nel gioco come negli anni precedenti. Nei risultati sarà difficile…”. Nel frattempo, sono tanti gli allenatori usciti dalla sua ‘scuolà, da ultimi Palladino e Bocchetti (“I loro debutti fanno ben sperare”), protagonisti della stagione del Mondiale in Qatar considerata “anomala per l’interruzione a metà novembre. Ho la sensazione che tutti stiano interpretando queste ultime cinque partite prima della pausa come un finale di campionato per arrivare nella migliore posizione possibile per poi ripartire a gennaio. Nel periodo di novembre-dicembre di solito i giocatori hanno una buona condizione, questa interruzione sarà una novità per tutti”. “Difficile fare dei confronti con le stagioni precedenti – ha ammesso ancora Gasperini – Ci sono stati campionati in cui abbiamo fatto meglio nel girone di ritorno, altri no. Nella passata stagione pensavo che anche il Napoli potesse competere sino alla fine con Milan e Inter, poi è stato il primo ad avere in calo. Il nostro è un campionato difficile e lungo e bastano una giornata o due per cambiare il morale della squadra. Noi abbiamo il vantaggio di giocare senza obiettivi prefissati, dunque possiamo pensare ancora alla nostra crescita”. L’Atalanta sta già pianificando la lunga pausa con delle amichevoli (“Quattro con squadre straniere”) e Gasperini, nato e cresciuto nell Juventus, come giocatore e tecnico, non ha consigli particolari da dare ad Allegri: “Penso abbia ben chiaro quello he deve fare, la Juve non è partita secondo le aspettative ma aver vinto il derby è un bel segnale. Così come l’Inter – ha concluso – rientrerà presto nella lotta per il vertice del campionato”.
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