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Immobile show, la Lazio travolge 4-0 la Cremonese

CREMONA (ITALPRESS) – La Cremonese sognava di arrivare alla prima sosta di campionato con un altro risultato positivo ma si è frantumata troppo presto contro una Lazio agguerrita e che ha giocato con grande determinazione dopo la debacle europea: la squadra di Sarri si impone per 4-0 con estrema abilità.
Al 5′ primo tiro in porta di Valeri che calcia fuori in diagonale a conclusione di una bella ripartenza, ma nulla lasciava pensare che quella sarebbe stata l’unica azione grigiorossa della prima frazione. Alla prima azione infatti Lazio passa in vantaggio al 7′. Milinkovic-Savic dentro per Immobile che avanza e batte Radu indisturbato. La Cremonese reagisce senza efficacia e al secondo affondo biancoceleste cambia ancora il risultato. Al 20′ viene assegnato un rigore per la Lazio accordato solo dopo un lungo check del Var per un tocco di mano di Lochoshvili su tiro di Immobile. Dal dischetto lo stesso attaccante trasforma per il 2-0. Gli uomini di Sarri ci credono e mettono sotto pressione i grigiorossi che rischiano in più occasioni e vanno in affanno nel possesso palla. Troppo spezzettata e imprecisa la manovra dei lombardi che non creano pericoli dalle parti di Provedel. Appena iniziato il secondo dei quattro minuti di recupero Milinkovic-Savic segna la terza rete in tap in dopo una respinta di Radu su Zaccagni.
Al 4′ della ripresa bella combinazione con Valeri che centra in area per Sernicola il cui tiro all’altezza del dischetto è respinto da Provedel in uscita. Un minuto dopo errore in area di Vasquez, Felipe Anderson ruba palla e serve Immobile che da due passi fallisce il poker. Al 13′ troppo ferma la Cremonese quando Immobile penetra da destra e trova l’opposizione di Radu che salva la porta. Al 26′ spunto di Valeri che prova in rovesciata ma Provedel mette in corner. L’opera della Lazio si completa al 34′ quando su un rilancio Immobile libera a sinistra Pedro che entra in area solo e segna il definitivo 4-0.
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La Fiorentina torna a sorridere, 2-0 al Verona

FIORENTINA (ITALPRESS) – La Fiorentina torna al successo dopo otto gare battendo 2-0 il Verona al termine di una partita non bella ma in cui i gigliati hanno dimostrato di voler reagire al lungo periodo negativo. Prova tutto sommato più che positiva dei toscani che hanno trovato tante notizie positive, fra cui il rientro in campo di Nico Gonzalez autore del definito due a zero. I gialloblù di Cioffi ci hanno provato a reagire soprattutto dopo il primo vantaggio ma oggi l’attacco è stato davvero sterile. I viola, schiaffeggiata per tre volte giovedì scorso dall’Istanbul Basaksehir, vengono schierati per la prima volta da quando Italiano siede sulla panchina col 4-2-3-1, con la vera sorpresa che è rappresentata da Kouamè prima punta. Confermato rispetto alla negativa prestazione in Turchia Ikonè, che ripaga la fiducia con il vantaggio gigliato firmato al 13′ al termine di una prestazione personale. Nella circostanza forse l’unico vero errore di Montipò autentico migliore in campo che non solo neutralizza il rigore a Biraghi, assegnato per fallo su Kouame, ma tiene in bilico il risultato nel primo tempo con ottime parate due volte su Venuti ed una sua Ikonè, e poi sul subentrato Bonaventura. Il Verona, tranne,una rete annullata ad Henry al 28′, si fa vedere poco dalle parti di Terracciano, con Cioffi che prima dello scoccare dell’ora di gioco modifica ampiamente la sua squadra con quattro cambi e gli ingressi fra gli altri di Verdi e Kallon. La risposta di Italiano al 65′ con Nico Gonzalez e Saponara per Ikonè e Sottil. Nel secondo tempo la partita è più spezzettata rispetto alla prima frazione con tanti errori gratuiti e poche giocate ad illuminare gara. La Fiorentina impaurita lascia l’iniziativa ai veneti, tanto che alla fine concluderà con minor possesso palla degli avversari, ma il Verona non ne approfitta anche per la prova impeccabile della retroguardia viola. Per Terracciano una sola vera parata a 9′ dalla fine quando deve provvidenzialmente uscire su Kallon lanciato a rete. I padroni di casa chiudono la gara allo scoccare del 90′ con Nico Gonzalez bravo ad approfittare di un assist di Mandragora splendidamente servito da Duncan.
– foto LivePhotoSport –
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Nove medaglie per l’Italia alla Europe Triathlon Para Cup

BARI (ITALPRESS) – Nove medaglie – quattro d’oro, quattro d’argento ed una di bronzo – per l’Italia in un’edizione dell’Europe Triathlon Para Cup che, nonostante le avverse condizioni meteo che hanno costretto gli organizzatori a cancellare la frazione di nuoto ed a trasformare la gara in un Duathlon, ha mantenuto le promesse di spattacolarità. Le medaglie d’oro sono state conquistate da Giovanni Achenza (PTWC), Francesca Tarantello (PTVI) con la guida Silvia Visaggi, Gianluca Valori (PTS2) e Azzurra Carancini (PTS4). Quelle d’argento le hanno portate a casa Giuseppe Romele e Rita Cuccuru (PTWC), Pierluigi Maggio (PTS4), Giovanni Sciaccaluga (PTS3). Quella di bronzo, invece, è stata appannaggio di Fabrizio Suarato (PTS4). Gli altri vincitori di categoria sono stati Paul Lloveras (PTVI), Melissa Nicholls (PTWC), Colin Wallace (PTS3), Mhlengi Gwala (PTS4), Wolfgang Probst (PTS5) e Coline Grabinski (PTS3).
La gara di Bari ha offerto due ennesime conferme: la prima è che gli atleti paralimpici italiani formano una squadra vincente e che sta lavorando con grande impegno per poter puntare alle qualificazioni olimpiche e che a Parigi 2024 sarà protagonista; le seconda è che gli organizzatori italiani sono sempre all’altezza ed in grado di confrontarsi anche con situazioni impreviste e riuscire ad allestire soluzioni di emergenza in tempi rapidissimi.
– foto ufficio stampa Fitri –
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Oro e argento Farfalle, l’Italia domina i Mondiali di ritmica

SOFIA (BULGARIA) (ITALPRESS) – Un Mondiale da sogno, chiuso con altre due medaglie, un oro e un argento. L’Italia della ginnastica ritmica saluta la rassegna iridata di Sofia come meglio non poteva. Prima arriva il titolo mondiale con i cinque cerchi, con il punteggio di 34.950 (D. 17.800 – E. 8.450 – A. 8.700), davanti ad Israele, argento con 34.050, e Spagna, terza a quota 33.800. Ai piedi del podio un ottimo Brasile con 33.350 mentre le campionesse iridate All Around della Bulgaria sbagliano e finiscono ultime con 31.400. Le aviere dell’Aeronautica Militare Alessia Maurelli, Martina Centofanti, Agnese Duranti, Daniela Mogurean e Laura Paris, pur salendo per prime in pedana, ottengono al ritmo di “They Don’t Care About Us” di Michael Jackson, e con un tifo da stadio di parenti e amici, ben otto decimi in più rispetto al 34.150 di venerdì, il miglior punteggio delle qualifiche di specialità. Nella seconda rotazione, con Martina Santandrea al posto della Paris, le Farfalle eseguono quasi alla perfezione la routine con i due attrezzi, 3 nastri e 2 palle, sulle note del mash-up di “mercy in darkness” e “strenght of thousand men”, dimostrando che gli errori dell’All Around erano stati frutto del caso. La giuria assegna alle ragazze di Desio un 31.450 (D. 15.100 – E. 7.800 – A. 8.550) ancora lontano dalle potenzialità di una composizione straordinaria, sia per l’originalità dell’idea sia per le difficoltà, ma sufficiente per mettersi al collo l’argento all’Armeec Arena. Meglio delle guerriere azzurre fanno soltanto le padrone di casa che raccolgono un 33.300 che vale oro. Il bronzo finisce al collo dell’Azerbaijan con 30.750. Questa volta a cadere è Israele che sbaglia molto e fa 27.150, mostrando quanto sia facile a certi livelli finire dalle stelle alle stalle. La Federginnastica quindi festeggia l’11esimo oro di squadra della sua storia, il settimo di specialità, scala di un gradino rispetto al 2021 e raccoglie l’eredità della Russia, vincitrice a Kitakyushu alle 5 palle. Con il quintetto di cerchi, invece, le Farfalle vinsero in un’altra occasione, a Pesaro nel 2017, all’inizio del ciclo che avrebbe portato al bronzo di Tokyo. Corsi e ricorsi storici, insomma. Nel misto, invece, le italiane erano le campionesse uscenti, con 3 cerchi e 4 clavette, lo stesso programma olimpico, ed oggi salutano il 19esimo argento mondiale di insieme e di sempre, il 13esimo di specialità. Si tratta anche del primo argento azzurro di questa edizione, che porta il computo generale a quota nove piazzamenti. L’Italia vince dunque il medagliere con 6 ori, 1 argento e 2 bronzi, un risultato mai visto. Il nostro Paese domina nella 39esima rassegna iridata, lasciando agli altri soltanto tre titoli – alle clavette individuali, nell’all around di squadra e nei nastri e palle – e soltanto nel Concorso generale non sale sul podio.
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Oro mondiale nella crono U.23 donne per Guazzini

WOLLONGONG (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Subito un oro per l’Italbici nella prima gara dei Mondiali australiani grazie a Vittoria Guazzini, che per la prima volta nella storia permette alla Nazionale di conquistare il titolo iridato cronometro donne Under 23. Il programma non provede ancora una gara indipendemente ma una speciale nella prova elite e l’azzurra è quarta assoluta a 9″ dal podio. La maglia iridata elite, seconda consecutiva, va ancora alla 35enne olandese Ellen van Dijk, che sopravanza di 12″ l’australiana Grace Brown e di 41″ la svizzera Marlen Reusser. L’azzurra è quarta a 52″, prima tra le U23. Dopo l’argento europeo di categoria, arriva quindi la consacrazione definitiva: “Il circuito mi piaceva, diverso da quello di Anadia – spiega la giovane toscana delle Fiamme Oro, trionfatrice ai recenti Giochi del Mediterraneo – Mi sono trovata a mio agio. Non puntavo alla maglia iridata ma a fare bene e se devo essere sincera un pò mi dispiace di non essere riuscita a prendere anche la medaglia di bronzo elite”. Alle sue spalle è giunta l’olandese Shirin van Anrooij, staccata di 1’48”. L’orange in Portogallo aveva battuto Guazzini per una manciata di secondi. “Capirò cosa vuol dire vincere la maglia iridata forse tra qualche giorno, è una sensazione incredibile e devo dire che l’Australia è un paese affascinante – ha aggiunto l’azzurra – Ho iniziato la gara sperando solo di fare bene. Poi a metà mi sono resa conto che avevo un buon tempo. Questo mi ha dato fiducia. Non ho pensato a nulla, se non ad andare forte”. Una stagione lunga, con tante medaglie, ma che non è ancora terminata: “Sì, abbiamo il Team Relay e poi, ad ottobre i mondiali su pista, poi stacco e vado in vacanza”. L’altra italiana impegnata nella crono Elite, Arianna Fidanza, ha chiuso al 23° posto. Epilogo a sorpresa nella cronometro mondiale riservata ai prò. A vincere è il norvegese Tobias Foss, che copre la distanza dei 34,2 chilometri di percorso in 40’02”; argento allo svizzero Stefan Kung e bronzo al belga Remco Evenepoel, distanziati rispettivamente di 2″ e 9″. Giornata storta per Filippo Ganna: il piemontese, a caccia del terzo titolo iridato consecutivo, è solo settimo a 55″ dal vincitore; 13esimo Edoardo Affini a 1’27”, 15esimo Matteo Sobrero a 1’33”.
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Alvarez al 93°, il Sassuolo vince 1-0 in casa del Toro

TORINO (ITALPRESS) – Il Sassuolo piega 1-0 il Torino nel match valido per la settima giornata del campionato di Serie A, grazie al primo gol di Agustin Alvarez siglato in pieno recupero. Un successo che permette ai neroverdi di portarsi a quota 9 punti, a -1 dai granata che restano a 10.
I primi a farsi vedere in fase offensiva sono i padroni di casa con Lukic che, dopo quattro minuti, colpisce la barriera su calcio di punizione. Al 10′ il direttore di gara Baroni estrae il primo cartellino giallo della partita all’indirizzo di Buongiorno, reo di aver commesso un fallo ai danni del giovane D’Andrea, schierato a sorpresa da Alessio Dionisi. Tra i più attivi e propositivi nelle file granata c’è Seck, che in più frangenti prova a rendersi pericoloso, senza però creare grandi problemi a Consigli. I neroverdi, dal loro canto, fanno fatica ad affacciarsi dalle parti di Milinkovic-Savic, che deve disinnescare soltanto una velleitaria conclusione di D’Andrea. Al 37′ Vlasic, su suggerimento di Singo, colpisce il palo e sulla ribattuta arriva Lazaro ad insaccare in rete. L’intervento del var, però, risulta decisivo per annullare la marcatura a causa di un fuorigioco di Vlasic.
Le due squadre tornano negli spogliatoi sul parziale di 0-0. Nella ripresa si ripete praticamente lo stesso copione della prima frazione di gara, con il Torino che va alla ricerca del gol del vantaggio e il Sassuolo che si difende in maniera ordinata. I tentativi più significativi sono quelli di Harroui e Djidji, i quali comunque non riescono a sbloccare il punteggio. Al 79′ ci prova Laurientè direttamente su calcio di punizione, ma la conclusione viene agevolmente disinnescata da Milinkovic-Savic. Anche nel finale le emozioni latitano, ma in pieno recupero il Sassuolo trova il guizzo decisivo che vale il successo: al 93′ Rogerio crossa per Alvarez che, con un perfetto colpo di testa, beffa Milinkovic-Savic, sigla il primo gol in A e regala i tre punti agli emiliani guidati da Alessio Dionisi.
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Lo Spezia vince il derby ligure, 2-1 in rimonta alla Samp

LA SPEZIA (ITALPRESS) – Lo Spezia ribalta la Sampdoria e si presenta nel migliore dei modi alla prima sosta del campionato. Secondo successo per gli aquilotti che volano a 8 punti in classifica, ben 6 in più dei blucerchiati, ancora senza vittorie: la apre Sabiri, poi l’autogol di Murillo e la rete del definitivo 2-1 di Nzola. E’ fin da subito una gara fisica, ricca di contrasti e con episodi tesi. Si parte a ritmi alti e bisogna aspettare solo 11 giri d’orologio per il primo sigillo che apre la contesa. A inventarsi l’eurogol è Sabiri: l’ex Ascoli punisce il club spezzino dai 30 metri, con una traiettoria pressochè imprendibile a battere Dragowski. La gioia degli ospiti dura a malapena un minuto. Al 12′, lo Spezia avanza sulla destra con Holm, cross in mezzo e deviazione sfortunata di Murillo che beffa il suo portiere proprio davanti alla curva blucerchiata. Gyasi e Nzola si muovono molto, creando diversi grattacapi alla difesa avversaria. Lo stesso Nzola al 33′ reclama un rigore per fallo di un distratto Murillo, ma Sozza della sezione di Seregno lascia proseguire.
Lo Spezia gestisce il possesso, mentre la Sampdoria cerca di colpire in contropiede con la fantasia di Djuricic e Sabiri. Il primo tempo va in archivio dopo una fase spezzettata della gara e numerose interruzioni. Giampaolo (in tribuna per via della squalifica) non rischia Ferrari (già ammonito) e lo rileva a inizio ripresa per inserire Colley. Al 53′ Caputo si trova davanti a Dragowski, ma calcia addosso al portiere di casa. Dall’altro lato è Audero a salvare momentaneamente i suoi con un colpo di testa a botta sicura di Ampadu deviato dal portiere ex Juve. Sabiri ci riprova con un gol dei suoi al 66′, quando da calcio di punizione trova un’altra opposizione di Dragowski. E’ dalla destra che lo Spezia la rimonta definitivamente: cross del solito Holm e inserimento coi tempi giusti di Nzola che trova la zampata del 2-1 al minuto 72. Nel finale gli ingressi di Gabbiadini e Quagliarella non incidono per la Samp, anche se al 94′ Dragowski si supera per fermare il bomber blucerchiato e salvare il risultato.
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Storico oro mondiale per Sofia Raffaeli nell’all around

SOFIA (BULGARIA) (ITALPRESS) – Sofia Raffaeli scrive un’altra pagina di storia e diventa la nuova campionessa del mondo nell’all around individuale. L’atleta del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato chiude nella finale di Sofia col punteggio di 133.250, precedendo la tedesca Darja Varfolomeev (132.450) e la bulgara Stiliana Nikolova (128.800). Quinta l’altra azzurra in finale, Milena Baldassarri (124.900).
Classe 2004, originaria di Chiaravalle, Sofia Raffaeli è stata l’assoluta protagonista dei Mondiali di ritmica in terra bulgara. Nei giorni scorsi, infatti, si è messa al collo prima gli ori nelle specialità di palla e cerchio, poi si è assicurata il titolo nel nastro, senza dimenticare il bronzo nelle clavette sfiorando così un clamoroso en-plein. E col titolo di oggi, inoltre, conquista per l’Italia anche un pass per i Giochi di Parigi 2024.

La “Formica Atomica”, primo oro mondiale di sempre per l’Italia nell’All-Around individuale, era seconda fino all’ultima rotazione ma è protagonista assoluta con la palla e balza sul gradino più alto del podio. Con il posto nazione conquistato oggi da Raffaeli, l’Italia ottiene dunque il terzo slot per Parigi dopo quelli conquistati, nel tiro a volo, da Silvana Stanco e Luigi Lodde.
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