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Alcaraz vince l’US Open e diventa numero 1 del ranking

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Tutto in una notte a New York: il primo titolo del Grande Slam e il trono di n.1 del mondo, il più giovane di sempre, da quando esiste il ranking computerizzato (1973). Carlos Alcaraz a 19 anni, 4 mesi e 6 giorni conquista il suo primo major agli Us Open (in questo caso non è il più giovane perchè Pete Sampras ci riuscì nel 1990 quando aveva 19 anni e 28 giorni): il tennista spagnolo, testa di serie numero 3, batte in finale il norvegese Casper Ruud, quinta forza del seeding, in quattro set con il punteggio di 6-4 2-6 7-6 (1) 6-3, dopo tre ore e 20 minuti di gioco. Alcaraz diventa così il numero 1 della classifica Atp proprio davanti a Ruud, cancellando il record dell’australiano Lleyton Hewitt che raggiunse il medesimo traguardo nel il 19 novembre 2001 quando aveva 20 anni, 8 mesi e 23 giorni.
– foto LivePhotoSport –
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Europei di pattinaggio corsa, Aracu “Fiero degli azzurri”

L’AQUILA (ITALPRESS) – Una spettacolare maratona ha chiuso i Campionati Europei di Pattinaggio Corsa 2022 che si sono svolti a L’Aquila. Centosessantaquattro gli atleti partecipanti, divisi in due gare differenti, riservate agli uomini e alle donne, con le categorie Junior e Senior a contendersi le medaglie nella stessa prova. Allo start i più forti interpreti della disciplina, pluricampioni nazionali, europei e mondiali. Nessun titolo per i colori azzurri nella giornata conclusiva, che ha visto la squadra transalpina portare a casa tre medaglie, tra le quali spicca l’oro di Martin Ferrie nella prova maschile. Sul gradino più alto del podio, nella gara femminile, a sorpresa sale l’olandese Lianne Van Loon.
Il medagliere finale dei campionati, dopo le 6 giornate di gare che hanno assegnato i titoli continentali per le prove Pista, Strada e per la Maratona, premia la nostra Nazionale che con 25 ori domina la scena europea. Per gli azzurri sono 11 le medaglie d’argento e 14 quelle di bronzo, per un bottino finale che recita 50 complessive. Abruzzesi in evidenza, con la pescarese Asja Varani del team Rolling Bosica che si aggiudica 4 titoli continentali della categoria senior, nelle prove pista della 200 m, 500 m e 3000 m americana e la 100 m nelle gare strada. Sono due i bronzi nella categoria Junior Pista per il pattinatore di Martinsicuro, Leonardo De Angelis, nella 500 m e nella 3000 m americana. “Sono orgoglioso dei risultati ottenuti dalla nostra Nazionale – ha detto il presidente Fisr e World Skate, Sabatino Aracu – Vittorie che hanno un’importanza rilevante perchè arrivano proprio nell’anno del centenario della Federazione. Da presidente e da abruzzese per me la soddisfazione è doppia, perchè queste fantastiche medaglie le conquistiamo proprio nella mia regione, a l’Aquila, con un grandissimo lavoro di tutto il team azzurro”. Proprio il gruppo e il lavoro di squadra sono state le chiavi che hanno portato gli azzurri a imporsi in gran parte delle prove su pista e su strada, con i velocisti in evidenza e con diverse sorprese positive anche nelle gare lunghe, grazie ai nostri fondisti. “Nonostante le diverse difficoltà che avevano compromesso il nostro percorso di avvicinamento agli Europei – ha detto il ct azzurro Massimiliano Presti – è andata bene. Abbiamo portato a casa incredibili medaglie e vittorie. La gioia è tanta perchè i nostri ragazzi, che seguo da anni, sono stati sempre disponibili durante le gare e hanno dato tutto, lavorando in maniera ottimale anche nei mesi precedenti a questi campionati. Con loro abbiamo sognato, interpretando delle gare che hanno donato al gruppo tantissime emozioni. L’emotività è un fattore determinante – ha sottolineato Presti – saper toccare le corde giuste è fondamentale”.
– Foto ufficio stampa Fisr –
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Italvolley campione del mondo per la 4^ volta, Polonia ko

KATOWICE (POLONIA) (ITALPRESS) – L’Italia del volley torna sul tetto del mondo dopo 24 anni. La nazionale di Ferdinando De Giorgi, regina d’Europa un anno fa, firma un’altra impresa storica e batte la Polonia bicampione in carica nel suo palazzetto, a Katowice, davanti ai tifosi avversari, per 3-1 (22-25 25-21 25-18 25-20). Con un Simone Giannelli stellare, vero capitano e trascinatore degli azzurri nel momento più difficile, nel secondo set, l’Italia ha giocato una finale quasi perfetta, mostrandosi superiore ai padroni di casa. L’unico passaggio a vuoto a fine primo set: avanti 21-17, gli azzurri hanno subito le battute di Bieniek e forse soprattutto la pressione del pubblico di casa, incontenibile. Nel secondo parziale, però, il capolavoro: indietro 16-13 e poi 20-18, i ragazzi di De Giorgi hanno saputo reagire. Ancora un ace di Giannelli, incoronato miglior giocatore del torneo, poi Lavia e Michieletto hanno spinto l’Italia a conquistare il set e ribaltare di fatto l’inerzia della finale. Da lì in avanti, infatti, non c’è stata più partita, con la crescita di Romanò e il contributo essenziale anche dei centrali Anzani e Russo, entrato al posto del titolare Galassi.
“La squadra è stata monumentale, dedico questa vittoria alla mia famiglia, a mia moglie. Abbiamo fatto una cosa incredibile, a casa loro, nessuno se lo aspettava, nemmeno noi”, ha esultato Balaso. “Abbiamo sempre mantenuto la calma, anche in vantaggio – ha proseguito il libero azzurro – Questo è stato il segreto, era fondamentale non farsi prendere dalla fretta. Io il più grande libero del mondo? Non penso, faccio quello che posso”. “Forse qualcuno ci spingeva dall’alto ed è lui, mio zio. Ce l’ho fatta – ha esultato Simone Anzani ricordando lo zio Pasquale – Siamo un gruppo speciale, unito: abbiamo fatto qualcosa di straordinario, ora lo capiremo”. I numeri lo spiegano: l’Italia è la prima nazionale, dopo la scomparsa Unione Sovietica sei volte campione, a conquistare il titolo Mondiale per la quarta volta, lasciando a quota tre il Brasile e la stessa Polonia. Ferdinando De Giorgi, tre volte sul tetto del mondo negli anni Novanta con la nazionale delle stelle, ha trasmesso al meglio i suoi insegnamenti dalla panchina, chiudendo in dodici mesi un’incredibile accoppiata Europei-Mondiali con una squadra giovane e con ampi margini di crescita. Ma intanto la festa può cominciare.
– foto LivePhotoSport –
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Gol e nervi tesi all’Allianz, Juventus-Salernitana 2-2

TORINO (ITALPRESS) – E’ successo di tutto. Finale rovente all’Allianz Stadium, Juventus e Salernitana pareggiano 2-2, i bianconeri rimontano dallo 0-2, segnano anche il 3-2, ma la rete viene annullata dopo l’intervento del Var e intanto in campo si susseguono diverse risse e, tra proteste e cose varie, in quattro, Allegri compreso, vengono espulsi. Era stato Milik a portare la Juve in vantaggio in pieno recupero prima che l’arbitro Marcenaro annullasse per un fuorigioco di Bonucci, considerato in posizione attiva. E poco dopo si è scatenato un parapiglia che ha visto protagoniste in campo in un accenno di rissa entrambe le squadre compresi membri di panchine e staff, con il direttore di gara impegnato a sventolare cartellini rossi ai vari Milik, Fazio, Cuadrado e al tecnico Allegri prima del triplice fischio arrivato poco dopo.
Nel primo tempo era stata la Salernitana ad andare avanti di due reti: nei tre precedenti a Torino, la Juventus non aveva mai subito gol e a rompere l’incantesimo della porta inviolata ci ha pensato un’ex, quell’Antonio Candreva che nel 2010 aveva fatto toccata e fuga a Torino: al 18′ il giocatore laziale ha spinto in rete da pochi passi un cross basso dalla sinistra di Mazzocchi che poco prima aveva sfruttato un intervento a vuoto di Cuadrado e poi si era involato verso il primo palo.
L’arbitro Marcenaro si è però consultato con il Var prima di convalidare il gol. La squadra di Davide Nicola ha continuato a muoversi bene sul terreno trovando il raddoppio nel finale di tempo: in pieno recupero di primo tempo è arrivato il momentaneo 0-2 con Piatek che ha trasformato un rigore per fallo di mano di Bremer su conclusione del polacco stesso. Seconda frazione a senso inverso con la Juventus che ha riaperto la gara al 6′ quando Kostic è stato bravo a recuperare un pallone sulla sinistra, andare sul fondo e mettere in mezzo un pallone su cui si è avventato di testa Bremer che ha schiacciato in rete. Dopo una serie di occasioni per i bianconeri, è stata però un’ingenuità di Vilhena di fatto a regalare il pari alla Juve in pieno recupero: anticipato da Alex Sandro, il centrocampista ha toccato il brasiliano procurando rigore che Bonucci si è fatto parare ma sulla corta respinta ha ribadito in rete al 48′. Pochi secondi ed ecco il gol annullato a Milik bravo a colpire di testa su corner di Alex Sandro ma con Bonucci sulla traiettoria, considerato attivo dall’arbitro e dai suoi assistenti che hanno deciso per un annullamento che lascia molti dubbi in casa Juventus.
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L’Italbasket ai quarti agli Europei, 94-86 alla Serbia

L’Italia scrive una pagina di storia indelebile ed elimina contro ogni pronostico la Serbia agli Europei, imponendosi 94-86. Dopo i gironi, era difficile pensare a un epilogo del genere. Anche dopo il primo tempo era difficile farlo, quando Jokic e compagni avevano in mano il pallino del gioco, andando addirittura a +11. Al ritorno dagli spogliatoi qualcosa cambia e – come dichiarerà poi Marco Spissu nel post-partita – quel qualcosa è proprio l’espulsione di Gianmarco Pozzecco. Il coach azzurro lascia il parquet in lacrime dopo aver subito un doppio tecnico, proprio nel momento più delicato degli ottavi di finale. L’Italia reagisce e i fantasmi del preolimpico ritornano ad aleggiare attorno alla panchina serba. Ed è veramente difficile menzionare un giocatore piuttosto che un altro. Da Pajola a Fontecchio, passando per Melli a capitan Datome. Tutti partecipano alla rimonta tricolore, che diventa realtà nell’ultimo quarto. A dare la spallata decisiva alla Serbia sono le triple, quelle segnate da uno Spissu in versione Stephen Curry.
Il 27enne della Reyer – in condizione di vedere una vasca da bagno al posto del canestro – ne sgancia tre consecutive, chiudendo con 22 punti personali: “Abbiamo difeso benissimo, abbiamo corso in attacco e segnato tiri in contropiede. Questo ci ha dato la carica, siamo veramente contenti. Ora ci dobbiamo riposare perché abbiamo speso tanto tra ieri e oggi, ma per questa maglia questo e altro”. Inutile rimarcare l’apporto di Datome che inizia già a pensare ai quarti con la Francia in programma mercoledì pomeriggio: “Ci crediamo, ce la giochiamo con tutti così. E’ stata serata incredibile, avevamo davanti a noi uno squadrone. Abbiamo giocato con grande fisicità e abbiamo avuto gli attributi nel mettere i canestri che abbiamo costruito”. Non basta alla Serbia un Jokic comunque superlativo, autore di 32 punti e a dir poco dominante nei primi 20 minuti.
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Immobile e Luis Alberto, Lazio batte Verona 2-0

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio vince contro l’Hellas Verona per 2-0 nella 6ª giornata del campionato di Serie A. Allo stadio Olimpico succede tutto nella ripresa, Immobile sblocca il risultato e Luis Alberto mette il punto esclamativo. Peccato per i veronesi, bravi a resistere e creare per settanta minuti.
Vivace il primo tempo, con entrambe le squadre capaci di creare pericoli. La partita si infiamma alla mezzora, quando i biancocelesti trovano il coraggio di alzare la testa. Micidiale il sinistro di Basic, deviato sul palo da Montipò. Subito dopo è ancora il portiere a frenare in uscita Immobile. Il Verona, comunque, è sempre una spina nel fianco nel costruire la manovra offensiva nella trequarti avversaria. Nel finale di frazione, si dispera Lazzari per aver spedito un’ottima chance di poco al lato del palo, ancora di più Henry che centra di testa la traversa sugli sviluppi di un corner. Le reti però non si gonfiano.
Riparte pericolosa la Lazio, nel secondo tempo, con una buona occasione di Felipe Anderson. La più grande chance però capita sui piedi di Luis Alberto, entrato dalla panchina dopo l’iniziale esclusione. Il mancino a giro dello spagnolo finisce di poco al lato della porta, il suo ingresso in campo cambia la gara laziale.
I biancocelesti sono vivi, il momento del gol è maturo. Al 68′ Immobile sale in cattedra e fa esplodere lo stadio, infilando in rete l’1-0 su spizzata di testa di Milinkovic-Savic. L’attaccante napoletano va pure vicino alla doppietta personale, trovando però la risposta di Montipò. Il Verona, comunque, fino all’ultimo va alla ricerca del pareggio. La squadra di Sarri protegge il risultato, sfiora il raddoppio (gol annullato a Cancellieri per fuorigioco), poi lo trova al 95′ con l’acuto di Luis Alberto. La Lazio conquista tre punti che la portano a quota 11, mentre l’Hellas resta inchiodato a cinque.
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Primo punto in A per il Monza, Lecce fermato sull’1-1

LECCE (ITALPRESS) – Al Via del Mare Lecce e Monza non vanno oltre l’1-1 nello scontro diretto salvezza della sesta giornata di Serie A. Sensi su punizione illude Stroppa, ma mette la firma sul primo punto dei biancorossi nel massimo campionato. Resta ancora a secco di vittorie il Lecce, come accaduto solamente due volte (nel 1985/86 e nel 1993/94) nella storia dei giallorossi dopo sei turni. Le due squadre si sfidano senza aver mai trovato un gol nella prima mezz’ora di gioco in questo campionato. Al 12′ è il Lecce a sfiorare il vantaggio: sugli sviluppi di un corner dalla sinistra, Baschirotto esce dai blocchi e di testa sfiora il palo. Al 28′ Banda si mette in luce con un cross dalla sinistra per Di Francesco che manca il pallone in spaccata. Al 35′ è il Monza a sbloccare il risultato. Merito di Stefano Sensi che si prende la responsabilità di un calcio di punizione dai 25 metri e disegna una traiettoria imprendibile per Falcone. Un cambio a testa all’intervallo. Stroppa schiera Molina per Birindelli, Baroni lancia Gonzalez al posto di Helgason. E il pareggio del Lecce porta proprio la firma del classe 2002. Al 49′ Banda cambia passo, Ceesay crossa e trova l’accorrente Gonzalez che non sbaglia.
Al 58′ si ferma Rovella e Stroppa deve ricorrere al cambio obbligato con Colpani. Fuori anche Caprari e Pessina, con Ciurria e Valoti in campo. Nel momento più delicato della partita, Stroppa sembra volersi affidare alla vecchia guardia che nella scorsa stagione conquistò la promozione. Baroni risponde con Colombo al centro dell’attacco al posto di Ceesay. Al 72′ il Lecce protesta per un tocco col braccio in area di Molina. L’arbitro Pairetto non concede il rigore, il Var non lo richiama. Al 90′ Gonzalez sfiora la doppietta: colpo di testa da calcio d’angolo, Di Gregorio risponde d’istinto. E il portiere si ripete un minuto dopo su Colombo. Nel finale un altro controllo Var per un tocco col braccio: non c’è rigore neanche questa volta. Le due neopromosse devono accontentarsi di un punto.
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Il Bologna vince in rimonta, Fiorentina battuta 2-1

BOLOGNA (ITALPRESS) – Dopo l’esonero di Mihajlovic arrivato in settimana, il Bologna batte in rimonta al Dall’Ara la Fiorentina di Italiano: 2-1 il finale di gara. Vittoria importante per il Bologna che, con Thiago Motta presente in tribuna, si gusta i tre punti conquistati ma con tanta apprensione per l’infortunio di Arnautovic, costretto a uscire nella seconda frazione di gioco per un sospetto stiramento. La prima azione da rete del match fatica ad arrivare e bisogna attendere il 19′, quando la formazione viola si rende protagonista sull’asse Barak-Kouame-Bonaventura, con l’ex centrocampista del Milan che dal limite manda il pallone sopra la traversa. I felsinei arrancano vistosamente e, al 24′, Martinez Quarta prova l’affondo vincente con un colpo di testa ma Skorupski è pronto e non si lascia sorprendere. I rossoblù provano il break e, al 36′, Terracciano si supera con un’uscita fuori area su Arnautovic e salva lo 0-0. Scampato il pericolo, due minuti dopo l’undici di Italiano torna a rendersi pericoloso con Dodò ma il brasiliano da ottima posizione non inquadra la porta e la prima frazione di gara si conclude sul risultato di 0-0.
Nella ripresa il tecnico della Fiorentina manda in campo Saponara per un inconsistente Sottil e il trequartista impiega pochi minuti per non deludere le aspettative del suo mister. Infatti, al 54′, dalla sinistra Saponara inventa un assist delizioso per Martinez Quarta che non deve far altro che appoggiare il pallone in rete per il vantaggio dei toscani. Lo svantaggio scuote i padroni di casa e, al 59′, su azione di ripartenza Arnautovic innesca Barrow che, favorito da un errore difensivo di Igor, davanti a Terracciano non sbaglia per la rete del momentaneo 1-1. Acciuffato il pareggio, il Bologna preme il piede sull’acceleratore e, al 62′, Kasius serve un assist rasoterra in area viola ad Arnautovic che appoggia in rete e completa la rimonta che regala i tre punti al Bologna nel dopo Mihajlovic.
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