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Van Aert vince la crono, Vingegaard ipoteca il Tour

ROCAMADOUR (FRANCIA) (ITALPRESS) – Giornata perfetta per la Jumbo-Visma al Tour: doppietta con vittoria di Wout Van Aert e Jonas Vingegaard che blinda la maglia gialla. Questo il riassunto della ventesima e penultima tappa del Tour de France 2022, la cronometro Lacapelle-Marival-Rocamadour di 40,7 chilometri. Una gara molto combattuta, vinta dal belga in 47″59″. Vingegaard era in corsa per la vittoria, ma negli ultimi km ha tolto il piede dall’acceleratore tagliando il traguardo con 19″ di distacco dal compagno di squadra. “Sono emozionato. Vincere con la squadra il Tour de France è davvero speciale – ha detto un commosso Van Aert, al terzo successo in questa edizione della Grande Boucle -. Anche la giornata è stata da sogno, Vingegaard è un atleta forte ma anche un bravo ragazzo. Sono molto stanco dopo tre settimane e ho dato tutto, oggi volevo vincere la tappa. E Jonas si è assicurato la maglia gialla: tutto insieme è speciale”. Un secondo posto che sa di trionfo per Vingegaard, che vince ancora una volta il confronto con Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), terzo a 27″, e allunga in classifica generale sullo sloveno, ora staccato di 3’34”.
“E’ incredibile – ha ammesso Vingegaard non nascondendo l’emozione -. È difficile per me spiegare quello che provo a parole. Ce l’abbiamo fatta. Avere la mia compagna e mia figlia al traguardo rende tutto ancora più speciale. Fino allo scorso anno non pensavo di potercela fare. È anche un sollievo, sono così felice e orgoglioso”. Il campione del mondo Filippo Ganna (Ineos Grenadiers) questa volta perde il duello con Van Aert che ormai da qualche anno accende le prove a cronometro e si ferma al quinto posto (+42″). In top-10 anche l’italiano Mattia Cattaneo (Quick-Step Alpha Vinyl), settimo a 1’25” dal vincitore. La Jumbo-Visma domina anche nelle classifiche di specialità: Vingegaard è maglia a pois e Van Aert si conferma in maglia verde. La maglia bianca di miglior giovane invece è saldamente sulle spalle di Pogacar. Si torna in strada domani per la ventunesima ed ultima tappa, la Parigi La Défense Arena-Parigi Champs-Élysées di 116 chilometri (partenza fissata alle ore 16.45).
– foto LivePhotoSport –
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Stefano Bonetta primo campione italiano di rimbalzello

DOMODOSSOLA (ITALPRESS) – Un dominio assoluto per un titolo strameritato. Stefano Bonetta, 26 anni di Cambiasca (VB), ha vinto il primo Campionato Italiano di Rimbalzello, il gioco di abilità che consiste nel far rimbalzare un sasso sul pelo dell’acqua per fargli compiere la maggior distanza possibile. La gara si è disputata a Domobianca365, la località turistica di Domodossola, a 1600 metri di altezza nel lago dell’Alpe Casalavera. Con un lancio di 85 metri Bonetta ha conquistato il primo posto nella serie di 5 lanci di qualificazione per poi migliorarsi ancora nei tre lanci di finale, a cui si sono qualificati i migliori 10 della prima fase, con una misura finale di 90 metri. E’ dunque lui il primo tricolore della storia nel Campionato Italiano di Rimbalzello, un evento che all’estero, vede la disputa di campionati mondiali – i World Stone Skimming Championships – disputati in Scozia. Sul podio anche Paolo Antongioli con 45 metri e Rednis Fejzulliam con 43 metri che non sono riusciti a migliorare nella finale la misura di 60 metri ottenuti in qualificazione.
Tanto divertimento per i cinquanta concorrenti al via che si sono dati battaglia attorno alle limpide acque del Lago dell’Alpe Casalavera, che si trova all’interno del comprensorio di Domobianca365. “E’ stata una giornata di allegria e spettacolo – ha dichiarato Federico Sciagata, direttore di Domobianca365 – che ha coinvolto tanti appassionati della montagna che oggi hanno trovato un motivo in più per venire a visitare la nostra località – Certamente replicheremo il prossimo anno questo evento che potrà anche essere la data finale di un circuito organizzato anche in altre località”.
Foto Ufficio stampa
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Berrettini batte anche Thiem e va in finale a Gstaad

GSTAAD (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini non si ferma e prenota un posto in finale allo “Swiss Open Gstaad”, Atp 250 da 534.555 euro che si sta disputando sulla terra rossa della Roy Emerson Arena della città elvetica. Il 26enne romano, numero 15 del mondo e secondo favorito del seeding, supera anche Dominic Thiem per 6-1 6-4 dopo un’ora e 17 minuti di gioco e sfiderà per il titolo Casper Ruud. “Sono davvero contento della mia prestazione – ha commentato a fine incontro Berrettini – Sapevo che dovevo giocare il mio miglior tennis per batterlo. Penso che in generale il mio gioco abbia funzionato abbastanza bene, sia al servizio che in risposta, sono stato aggressivo, non gli ho dato il tempo di giocare come piace a lui e questa è stata la chiave. Ovviamente, poi, più giochi, meglio è: penso che sia stato il mio miglior match della settimana, e contro un grande giocatore. Sapevo che se volevo andare in finale dovevo giocare a questo livello”. Ora Ruud: il norvegese, testa di serie numero 1 e campione in carica, si è sbarazzato di Albert Ramos-Vinolas, quarto favorito del tabellone e vincitore del torneo nel 2019, per 6-2 6-0 in poco più di un’ora. In parità – 2-2 – i precedenti fra Ruud e Berrettini: il norvegese è avanti sulla terra (2-1) ma il tennista azzurro si è aggiudicato l’ultimo confronto sul rosso, lo scorso anno in semifinale al Masters 1000 di Madrid.
Al rientro nel circuito dopo la positività al Covid che lo ha costretto a saltare Wimbledon, Berrettini – che proprio a Gstaad ha vinto il suo primo titolo Atp nell’estate del 2018 – è in serie positiva da 12 partite ed è all’11esima finale della carriera: sette fin qui i tornei vinti, compresi quelli di Stoccarda e del Queen’s in questo 2022.
– foto LivePhotoSport –
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Juve vincente a Las Vegas, 2-0 nel test contro il Chivas

LAS VEGAS (USA) (ITALPRESS) – Buona la prima. La tournee americana della Juventus inizia con una vittoria, 2-0 a Las Vegas contro il Chivas Guadalajara con le firme “under 23” di Da Graca e Compagnon. Allegri ruota quasi tutti gli uomini a disposizione, a eccezione dei soli Bonucci, McKennie e Vlahovic tenuti a riposo: nel primo tempo spazio ai nuovi Gatti, Pogba e Di Maria, nella ripresa tocca anche a Rovella e all’ultimo arrivato Bremer.
Partono forte i messicani, Di Maria cerca Kean che però svirgola mentre poi è Pogba dalla distanza a costringere il portiere del Chivas a rifugiarsi in angolo. Ed è proprio da corner che nasce il vantaggio bianconero al 10′: sul cross del Fideo c’è l’incornata di Gatti, Rangel sfiora la palla che finisce sul palo ma è lesto Da Graca a spingerla in rete. Fagioli sfiora il gol capolavoro con un pallonetto da centrocampo che finisce di un soffio a lato mentre il Chivas si fa vedere con Ponce (pronto Szczesny) e dopo a inizio ripresa con Cisneros che però non inquadra la porta da fuori e poi spedisce alta sopra la traversa una punizione a due in area. Insistono i messicani, Perin si rifugia in angolo sulla conclusione di Vega e al minuto 80 arriva il raddoppio: tentativo di Barbieri respinto dalla difesa, il pallone finisce a Compagnon che incrocia sul primo palo e chiude i conti.
“Un buon test – commenta a fine gara Massimiliano Allegri – La squadra ha lavorato duro anche a Torino in questi giorni e si vedono i risultati, la partita è stata ben giocata e a tratti anche con buoni ritmi, sia nel primo che nel secondo tempo. Sono soddisfatto dei giovani e anche dei nuovi, che hanno dato il loro apporto. Adesso continuiamo così, perchè teniamo a fare bene anche nelle prossime amichevoli”. Per quanto riguarda i singoli, “Pogba ha fatto una buona prestazione, ci sono alcuni aspetti su cui lavorare, sarà uno dei simboli di questa squadra. Fagioli mi è piaciuto e così Gatti, che è stato bravo nell’azione del primo gol, anche se ovviamente deve ancora assorbire alcuni meccanismi difensivi”. “Una bella serata, anche se era una partita amichevole per noi conta cercare la vittoria sempre, e lo abbiamo fatto – le parole invece di Juan Cuadrado – Sta nascendo una Juve fortissima, con tanti giocatori di qualità, grandi nuovi arrivi. Cosa ci sta chiedendo il mister in queste settimane? Correre, correre, correre…”. Fra i più positivi Angel Di Maria: “Un bel test, molto utile per mettere minuti nelle gambe in questa fase di inizio stagione. Pogba? Uno dei giocatori più forti del mondo, dà una qualità enorme al centrocampo”. Dal Fideo belle parole anche per il giovane connazionale Soulè: “Fortissimo, un grande talento: va solo lasciato lavorare e crescere a poco a poco”.
La Juve lascerà ora Las Vegas per fare tappa a Los Angeles, quartier generale dei bianconeri per i prossimi giorni in vista del test di martedì a Dallas col Barcellona.
– foto LivePhotoSport –
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Sarà derby Paolini-Bronzetti in semifinale a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Sarà tutta azzurra la prima semifinale in programma alle ore 20 sul campo centrale per i 33^ “Palermo Ladies Open”: nove anni dopo la vittoria di Roberta Vinci, un’italiana tornerà a disputare la finale al Country Time Club. Si troveranno di fronte Jasmine Paolini, che ha avuto la meglio su Nuria Parrizas Diaz, e Lucia Bronzetti, artefice dell’eliminazione dell’ex numero 4 al mondo, Caroline Garcia, mentre giocheranno l’altra semifinale Sara Sorribes Tormo (che ha battuto l’ungherese Anna Bondar per 6-2 6-3) e la rumena Irina Begu (che aveva avuto la meglio per 6-1 6-3 sulla 19enne francese Diane Parry).
Un’altalena di emozioni e una maratona quella che ha visto prevalere Jasmine Paolini, con tanto di 2 match ball annullati. La 25enne di Castelnuovo di Garfagnana guadagna la semifinale battendo per 6-7 7-5 6-2 la spagnola Nuria Parrizas Diaz, testa di serie numero 8 del tabellone. “Mamma mia, è stata durissima, ma sono felicissima – ha detto Paolini a fine match – non mi sentivo al cento per cento, ma è andata bene. I 2 match point annullati? Nemmeno lo ricordavo. E’ stata una partita da alti e bassi, ma devo ringraziare il pubblico per avermi sostenuto”. Per la tennista azzurra è la terza semifinale in carriera nel circuito Wta dopo Portoroz (dove ha vinto il titolo) e Courmayeur. Quest’anno non era andata oltre i quarti a Lione e prima di Palermo aveva inanellato una serie di 6 sconfitte consecutive.
Alle 2.30 di notte Lucia Bronzetti ha invece alzato le braccia al cielo per la sua seconda semifinale in carriera (la precedente a Rabat contro la Trevisan) dopo avere battuto Caroline Garcia per 3-6 7-5 6-3. Un’altra maratona (2 ore e 56 minuti) dopo quella della Paolini che ha premiato la tennista azzurra per caparbietà e tenacia. “E’ tardi e adesso cercherò di recuperare al meglio – ha detto Lucia Bronzetti – la Garcia è molto forte, mette tanta pressione. Sono stata brava farle giocare tutti i punti. Il derby in semifinale? Sono contenta almeno ci sarà una giocatrice italiana in finale”. L’ultimo derby azzurro in semifinale a Palermo è datato 2009 quando a sfidarsi furono Flavia Pennetta e Tathiana Garbin. Nel doppio, invece, si contenderanno domani il titolo le coppie Anshba-Udvardy (4-6 6-4 10-2 su Dalinina-Kalashnikova nei quarti, poi il forfait di Detiuc-Kania Chodun) e Bondar-Zimmerman, teste di serie numero 3 (7-6 6-4 sulle favorite del seeding Guarachi-Muhammad).
– foto ufficio stampa Palermo Ladies Open
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Le azzurre della 4×100 in finale, McLaughlin record nei 400 hs

EUGENE (USA) (ITALPRESS) – Donne da sogno, uomini delusi. La notte italiana di Eugene, ai Mondiali di atletica, ha un sapore agrodolce per le due 4X100 azzurre. A esultare sono Zaynab Dosso, Dalia Kaddari, Anna Bongiorni e Vittoria Fontana che centrano l’ingresso nella finale iridata fissando il record nazionale a 42″71 (13 centesimi di miglioramento rispetto a dodici mesi fa, quando però furono le prime delle escluse dalla finale olimpica), settimo crono assoluto delle batterie. L’unico brivido nell’ultimo cambio, quando la Fontana deve usare tutta la sua sensibilità nel rallentare in prossimità della fine della zona cambio per ricevere il testimone dalla Bongiorni, e poi ripartire indemoniata alla caccia delle avversarie. Un peccato, perchè il crono avrebbe potuto essere ancora più significativo, collocando le azzurre tra le ammesse direttamente alla finale. Invece, si passa con i tempi, cosa che avrà la sua inevitabile ricaduta nell’assegnazione delle corsie nell’appuntamento decisivo alle 4:30 italiane del mattino di domenica. Dall’oro olimpico di un anno fa alla finale mancata è invece l’amaro percorso della 4X100 maschile. Il quartetto composto da Lorenzo Patta, Filippo Tortu, Fausto Desalu e Chituru Ali (quest’ultimo, con l’ingrato compito di sostituire Marcell Jacobs) si arena nei fondali bassi delle batterie iridate, correndo in un modesto 38″74, decimo tempo assoluto del round che non basta per proseguire nel cammino. Finisce invece in semifinale, negli 800, la corsa di Elena Bellò, che chiude al tredicesimo posto complessivo in 2’00″34.
Ma la protagonista assoluta della serata di gare di Hayward Field è Sydney McLaughlin, che domina la finale iridata dei 400 ostacoli con tanto di nuovo record mondiale: 50″68 recita il cronometro, prima donna nella storia al di sotto dei 51 secondi e 73 centesimi di miglioramento rispetto al 51″41 che lei stessa aveva fissato il 25 giugno scorso, nella finale dei Trials, sempre su questa pista. Dietro di lei, argento all’olandese Femke Bol (52″27) e bronzo all’altra statunitense Dalilah Muhammad (53″13). Per quanto riguarda le altre medaglie di giornata, oro nei 400 donne alla bahamense Shaunae Miller-Uibo (49″11), mentre nei 400 uomini il titolo va allo statunitense Michael Norman con 44″29. Nel giavellotto successo dell’australiana Kelsey-Lee Barber (66,91).
Il programma azzurro della nona e penultima giornata a Eugene, olre alla 4X100, prevede la finale dei triplisti Andrea Dallavalle ed Emmanuel Ihemeje, le batterie delle 4×400 e di Elisa Di Lazzaro nei 100hs, il turno di qualificazione di Larissa Iapichino nel lungo. Definiti i quartetti azzurri: la squadra maschile potrà contare su Lorenzo Benati, Vladimir Aceti, Brayan Lopez ed Edoardo Scotti, per il team femminile saranno schierate invece Anna Polinari, Ayomide Folorunso, Virginia Troiani e Alice Mangione.
– foto agenziafotogramma.it –
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Doppietta Ferrari nelle FP2, Sainz precede Leclerc

LE CASTELLET (FRANCIA) (ITALPRESS) – Sessione di prove libere 2 agrodolce per la Ferrari, questa del Gran Premio di Francia – 12esima tappa del Mondiale di Formula 1 2022 – sul circuito “Paul Ricard” di Le Castellet. Il sorriso viene dai risultati, con Sainz e Leclerc nettamente davanti a tutti: 1.32.257 il miglior tempo dello spagnolo, che stacca il monegasco di un decimo (1.32.628). Max Verstappen sulla Red Bull è terzo a mezzo secondo. L’olandese precede le due Mercedes di George Russell e Lewis Hamilton, la McLaren di Norris, un redivivo Gasly su AlphaTauri, un performante Magnussen su Haas e, a completare la top 10, l’altra McLaren di Ricciardo e un Sergio Perez in decisa difficoltà con l’altra Red Bull. I sorrisi del team di Maranello sono però giocoforza smorzati da due fattori. In primis la penalizzazione (già prevista) inflitta a Sainz per il cambio della centralina (il terzo di questa stagione) dopo il guasto al propulsore subito in Austria, con lo spagnolo che domenica partirà con dieci posizioni in meno in griglia. Potrebbe anche partire dall’ultima posizione il ferrarista se domani, come probabile, dovesse decidere di sostituire altri componenti. E poi a preoccupare le rosse c’è il passo gara, che vede la Red Bull di Verstappen al momento più performante, nell’ambito dei 2, 3 decimi di secondo. Occhio anche alle Mercedes che non sono lontane dalle Ferrari.
Rosse più veloci anche nella prima sessione con Charles Leclerc che ha girato in 1’33″390, di appena 91 millesimi più veloce rispetto a Max Verstappen su Red Bull, mentre ha chiuso terzo Carlos Sainz, a 0″338 dal compagno. Si torna in pista domani mattina alle 13 per la terza e ultima sessione di prove libere.
– foto LivePhotoSport –
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Mondiali scherma, oro del fioretto donne

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IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – Arrivano due medaglie, un oro e un argento, per l’Italscherma nella quinta giornata dei Mondiali al Cairo portando il totale del medagliere azzurro a sette.

La squadra azzurra del fioretto femminile ha vinto l’oro, il primo di questa edizione. Arianna Errigo, Alice Volpi, Martina Favaretto e Francesca Palumbo hanno battuto 45-27 gli Stati Uniti. Le azzurre, che salgono sul podio ininterrottamente dal 2009, avevano vinto l’ultimo oro mondiale nel 2017 a Lipsia, poi erano arrivati due argenti (2018-2019).

La squadra azzurra della spada uomini composta da Andrea Santarelli, Davide Di Veroli, Federico Vismara e Gabriele Cimini ha vinto l’argento, avendo ceduto in finale alla Francia con il punteggio di 45-42. Gli azzurri hanno conquistato una finale che mancava dal 2007 a San Pietroburgo quando arrivò un argento, ultima medaglia mondiale prima di questa.

-foto ufficio stampa Fis –

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