ROMA (ITALPRESS) – Attraverso un comunicato stampa diramato dal suo staff, il campione olimpico del salto in alto Gianmarco Tamberi ha annunciato di aver risolto il rapporto di collaborazione con Marco Tamberi, padre e allenatore. “E’ una decisione che stavo considerando da tempo – le parole di Gimbo riportate da Fidal – perchè in questi anni di collaborazione a grandi risultati si sono alternate altrettanto grandi divergenze. Questa scelta alla vigilia dei Campionati del Mondo, presa con doverose cautele e un pizzico di coraggio, nasce dall’analisi della stagione fin qui disputata. Siamo ben al di sotto delle aspettative tecniche e c’è stato uno scambio di opinioni su cosa non stesse funzionando fin qui nella preparazione, ed è emersa una diversità di vedute. Non voglio in alcun modo compromettere la gara più importante dell’anno, insistendo su una strada che non ritengo giusta, e mangiarmi le mani a posteriori per non avere avuto il coraggio di prendere in mano la situazione. Questo c’è alla base della mia decisione”.
“Non mi spaventa il fatto di essere affiancato in pedana da un altro allenatore – ha aggiunto Gianmarco – è già successo molte volte in questi anni, per diversi motivi, e questa evenienza non mi ha mai precluso la possibilità di fare prestazioni di alto livello (due record italiani, best 2,38 mt, ndr), altrimenti non avrei mai fatto questa scelta. La mia priorità attuale è sistemare il problema fisico che ho alla gamba di stacco, unico eventuale impedimento alla possibilità che io superi misure competitive nella sfida mondiale di Eugene”.
“Ora concentrerò tutte le mie energie sull’obiettivo iridato – ha concluso Tamberi – senza distrarmi su quale potrà essere la figura tecnica che mi affiancherà post 2022 nella preparazione della stagione successiva. Gareggiare supervisionato da un altro allenatore non è un azzardo, nella nostra disciplina il coach è essenziale in tutte le fasi di allenamento e programmazione, in gara sono gli automatismi e le sensazioni dell’atleta a essere i veri fattori determinanti ai fini della performance. Sono un agonista e calcolo ogni rischio”.
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Tamberi lascia il padre-allenatore “Diversità di vedute”
Incidente al via a Silverstone, grande paura per Zhou
SILVERSTONE (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Brutto incidente a pochi secondi dal via del Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1. In occasione della prima curva, George Russell (Mercedes), Guanyu Zhou (Alfa Romeo), Yuki Tsunoda (AlphaTauri) e Alexander Albon
(Williams) sono usciti di pista, facendo scattare la bandiera rossa. Guanyu Zhou, la cui macchina si è capovolta finendo sulle barriere, e Alexander Albon sono stati trasferiti al centro medico per accertamenti. La gara è ripartita dopo quasi un’ora di stop.
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Sainz vince a Silverstone su Perez, Hamilton e Leclerc
SILVERSTONE (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Carlos Sainz ha vinto il Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1. Il pilota della Ferrari, dopo la pole position del sabato, si prende il primo successo in carriera davanti alla Red Bull di Sergio Perez. Podio completato dalla Mercedes di Lewis Hamilton, a precedere la ‘Rossà di Charles Leclerc, quarto. Un problema di foratura ha condizionato Max Verstappen (Red Bull), in settima posizione dietro Alonso e Norris. In curva 1, all’inizio della gara, si è verificato un incidente pauroso che ha coinvolto il cinese dell’Alfa Romeo Guanyu Zhou, la Williams di Alexander Albon e la Mercedes di George Russell: tutti e tre non hanno riportato gravi danni fisici. Ritiri anche per Vallteri Bottas (Alfa Romeo), Esteban Ocon (Alpine) e Pierre Gasly (AlphaTauri).
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Gasperini “Ero pronto a lasciare, sono rimasto per i tifosi”
ROMA (ITALPRESS) – “Sarà un’Atalanta da battaglia, animata da spirito di rivincita. Uscire dalle coppe ci ha dato rabbia. Vedremo che squadra nascerà. Oggi sul mercato l’Atalanta è come in campo: dinamica, coraggiosa, si sbatte, non resta rintanata a Zingonia. Non ha ancora chiuso un affare, ma non ho nulla da rimproverare. Come alla squadra”. Il tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, è pronto ad una nuova stagione sulla panchina della Dea, reduce da un campionato a suo dire affatto negativo. “Intanto, è stata la migliore in 115 anni di storia dell’Atalanta, a parte le 5 precedenti – spiega il mister degli orobici in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ – Abbiamo fatto ottime partite come a Vila-real, Lipsia, Manchester, Leverkusen… Abbiamo battuto la Juve a Torino dopo una vita. Abbiamo pagato infortuni, Var e colpe nostre. Ma la squadra non ha mai dato la sensazione di essere cotta. Mai ho dovuto rimproverarla per mancanza di impegno o attaccamento”. Le notizie sulle condizioni di Zapata sembrano incoraggianti: “E’ arrivato, farà subito una risonanza. Dovrebbe aver superato l’infortunio che lo ha condizionato a lungo. Sta bene. Nelle ultime partite rinunciava a calciare e a scattare. Un attaccante non può bluffare: dev’essere a posto per rendere al massimo”. Gasp, al sesto anno del suo ciclo, teme la la noia della ripetitività: “Nuove energie avrebbero aiutato. Un campione avrebbe portano nuovo entusiasmo e stimolato la competitività. Siamo rimasti troppo a lungo gli stessi. I miei scontri in tema di mercato sono nati sempre dalla stessa esigenza: non restare fermi. Abbiamo avuto delle vendite importanti, degli introiti notevoli dalla Champions, ma siamo rimasti molto statici, soprattutto davanti. Le squadre si migliorano quando si rafforzano in attacco. Non è un caso che l’Inter abbia ripreso Lukaku e cerchi Dybala, che la Juve abbia investito tanto su Vlahovic. Milan e Napoli uguale. Questo è stato il mio scontro e il mio rammarico: siamo rimasti uguali solo perchè segnavamo tanti gol. E invece, soprattutto negli ultimi due anni, con le risorse a disposizione, era il momento giusto per immettere un nuovo campione, come Gomez ed Ilicic. Sono arrivati altri profili”. Sul mercato, l’Atalanta guarda a Ederson e Pinamonti, e in difesa uno tra Palomino e Demiral sembra di troppo: “Nomi non ne faccio. Dico le due linee guida. Ringiovanire e rafforzarsi. In Inghilterra non acquistano giocatori oltre i 26-27 anni. Noi siamo andati un pò in là. Ringiovanire e rafforzarsi in genere non vanno d’accordo, a meno che azzecchi il giovane talento o compri un campione. Servirà più di una sessione di mercato per crescere. Nel frattempo, daremo battaglia. L’entusiasmo è lo stesso e viene dalla voglia di dare all’Atalanta nuove prospettive. Nessuna crisi del settimo anno. Sicuro. I Percassi? Tra noi c’è un rapporto reciproco di stima e gratitudine che non mancherà mai. Ho anche detto loro: ‘Forse sono io quello che deve andare vià. Ma non hanno voluto assolutamente accettare la soluzione. Ora ci unisce lo slancio per ripartire. L’ingresso degli investitori americani per me è stata a una grande emozione, per loro un’occasione fantastica. Aver fatto conoscere l’Atalanta nel mondo, fino a Boston, grazie alla squadra, è stato un percorso fantastico. Nei fatti, per me, non cambia nulla. Ho parlato una volta sola, per 5 minuti, con Pagliuca quando è venuto a una partita”. Indiscutibile anche il rapporto con Bergamo: “Se sono ancora qui è per il forte legame con la città. Durante l’ultima partita con l’Empoli, ho percepito forte la richiesta della gente: ‘Rimani a Bergamò. Questa cosa ha condizionato le scelte, perchè io ero veramente pronto a lasciare, se la società avesse voluto. Questo affetto e questa fiducia mi hanno trattenuto – termina Gasperini – Il mio impegno sarà moltiplicato per ricambiare”.
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Santonocito e Ragazzo nuovi campioni italiani di Aquathlon
TARANTO (ITALPRESS) – Sono Nicoletta Santonocito e Nicolò Ragazzo i nuovi campioni italiani di Aquathlon. Il titolo lo hanno conquistato oggi a Taranto, nella giornata clou di quello che è stato un fine settimana trasformatosi in un’autentica festa per questo sport, per il Triathlon e per l’intero sport nazionale. Una festa iniziata sabato, con la manifestazione giovanile (Minicuccioli, Cuccioli, Esordienti, Ragazzi e Youth A) che ha visto confluire nella città pugliese giovani e giovanissimi atleti provenienti da diverse regioni italiane per una giornata tutta dedicata a loro e che invece oggi ha vissuto il momento più importante, sotto il profilo agonistico, con l’assegnazione dei titoli tricolori. Partenza ed arrivo erano stati fissati proprio all’ingresso dello splendido Castello Aragonese, che vigila su Taranto e fin dal “via” è stata subito battaglia, sia tra le donne che tra gl uomini, lungo i 2,5 chilometri di corsa, il chilometro di nuoto e gli altri due 2,5 chilometri di corsa. Due gare vere, rese ancora più impegnative dal gran caldo e da una forte corrente lungo il canale che collega il Mare Piccolo con il Mare Grande, che ha messo a dura prova i circa 300 partecipanti ed hanno entusiasmato il pubblico assiepato sulle balconate del bellissmo lungomare tarantino e sul ponte girevole, che è un’altra delle perle della città pugliese. Tra le donne, alle spalle della neo campionessa tricolore Nicoletta Santolocito, si sono piazzate Rachele Lavagno e Claudia Carmela Paladini; mentre tra gli uomini, sui due gradini disponibili, dopo quello più alto occupato da Nicolò Ragazzo, sono saliti Luca Bruni e Samuele Angelini. Il presidente della Federazione Italiana Triathlon, Riccardo Giubilei, non nasconde la soddisfazione per il successo della manifestazione: “Abbiamo assistito ad una gara impegnativa e selettiva, disputata in una location unica, all’ombra dei bastioni del Castello Aragonese e nel centro di una città ricca di grandi tradizioni e pregna di cultura. Voglio ringraziare gli organizzatori locali; la Marina Militare, nella persona dell’Ammiraglio di squadra Salvatore Vitiello; l’amministrazione comunale di Taranto, a cominciare dal sindaco Rinaldo Melucci e dall’assesore allo sport Giovanni Azzaro, la Regione Puglia e tutti coloro che hanno contribuito perchè il lavoro di squadra paga, anche nell’organizzazione degli eventi, a far sì che questa giornata possa restare negli occhi e nel cuore di tutti coloro che hanno partecipato. L’Aquathlon ed il Triathlon si sono innamorati di Taranto e noi siamo certi che si tratta di un amore ricambiato”.
– Foto Ufficio Stampa Fitri –
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Sonego si arrende in tre set a Nadal sull’erba di Wimbledon
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Niente da fare per Lorenzo Sonego al terzo turno dei Championships di Wimbledon. Il 27enne tennista torinese, n. 54 del ranking mondiale e 27esima testa di serie del torneo, si è arreso allo spagnolo Rafael Nadal, n.4 al mondo e secondo nel seeding, con il punteggio di 6-1 6-2 6-4, maturato in un’ora e 58 minuti di gioco. Il 36enne mancino maiorchino, capace di vincere 22 titoli dello Slam e due edizioni del torneo (2008 e 2010), sfiderà negli ottavi l’olandese Botic van de Zandschulp.
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Pole di Sainz a Silverstone su Verstappen e Leclerc
SILVERSTONE (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Carlos Sainz ottiene la pole position nelle qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1. Sotto la pioggia a Silverstone, il pilota della Ferrari piazza il colpaccio con il giro in 1’40″983 davanti alla Red Bull dell’olandese e campione in carica Max Verstappen e al compagno di squadra, il monegasco Charles Leclerc. Prima pole per lo spagnolo del Cavallino, in una qualifica tiratissima per le condizioni metro. Quarto posto per Sergio Perez (Red Bull), seguito da Lewis Hamilton (Mercedes); ottavo George Russell (Mercedes).
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Jakobsen vince la 2^ tappa del Tour, Van Aert in giallo
NYBORG (DANIMARCA) (ITALPRESS) – Fabio Jakobsen ha vinto la seconda tappa del Tour de France 2022, la Roskilde-Nyborg di 202,2 chilometri. L’olandese della Quick-Step Alpha Vinyl ha tagliato il traguardo in 4h34’35”, precedendo in volata il belga Wout Van Aert (Jumbo Visma) e il danese Mads Pedersen (Trek-Segafredo). Il belga Yves Lampaert (Quick-Step Alpha Vinyl Team), rimasto coinvolto in una a circa 20km dal traguardo, ha ceduto dunque la maglia gialla proprio al connazionale Van Aert. Domani si torna in strada per la terza frazione della Grande Boucle, la Vejle-Sonderborg di 182 chilometri.
– foto LivePhotoSport –
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