BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Alessandro Miressi non riesce a regalare un sorriso all’Italia in una quinta giornata dei Mondiali di nuoto di Budapest scarna di emozioni per i colori azzurri. Nella finale della gara regina, i 100 stile libero, il torinese di Fiamme Oro e Aqua Centurions non va oltre l’ottavo e ultimo posto (48″31). Già la partenza non sorride a “Mirex” che si stacca dal gruppo di testa e poi non riesce nella vasca di ritorno, il suo tradizionale cavallo di battaglia, a rimontare i primi. La medaglia d’oro va al rumeno David Popovici (47″58) che bissa il successo nei 200 stile. Argento per il francese Maxime Grousset (47″64), completa il podio il bronzo del canadese Joshua Liendo Edwards (47″71). Peccato per Miressi che poteva dire la sua in una finale orfana della stella Caeleb Dressel. Dopo le batterie infatti, l’americano aveva rinunciato alle semifinali per dei problemi di salute non meglio specificati. “La vittoria era alla portata, se avessi fatto il ‘personalè avrei potuto vincere”, afferma il torinese, visibilmente amareggiato, ai microfoni della Rai in mixed zone. “E’ andata così, non so che dire. Delusione? Tantissima” aggiunge l’azzurro.
Nel pomeriggio della Duna Arena c’è solo un’altra atleta italiana in gara: si tratta di Francesca Fangio, che entra per il rotto della cuffia (appena 3 centesimi) nella finale dei 200 rana. La livornese dell’In Sport Rane Rosse si qualifica alla gara di domani con l’ottavo crono complessivo (2’25″09) dopo l’incrocio dei tempi delle due semifinali. Beffata per un soffio la svedese Sophie Hansson, nona in 2’25″12. Miglior tempo per l’australiana Jenna Strauch (2’22″22). Per Fangio sarà la prima finale mondiale in carriera ma l’azzurra non appare particolarmente felice della sua prestazione odierna: “Proverò sicuramente a fare meglio. Una finale, seppur con un tempo che non mi soddisfa per niente, c’è e va fatta e onorata al meglio”. “Mi dispiace perchè non ho la minima idea di cosa sia successo, credo di non essere proprio entrata in gara. Adesso – conclude la livornese – vedrò di analizzare un pò le cose e cercherò domani di migliorare”.
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Ai Mondiali Miressi delude, Fangio in finale nei 200 rana
Spadisti azzurri d’oro nella prova a squadre agli Europei
ANTALYA (TURCHIA) (ITALPRESS) – L’ultima giornata degli Europei di Antalya 2022 dedicata alle prove a squadre di spada maschile e sciabola femminile porta altre due medaglie al bottino azzurro con l’oro degli spadisti e l’argento delle sciabolatrici, per un totale di quattordici podi. Risultato storico della spada maschile, che dopo 23 anni riporta in Italia l’oro europeo nella prova a squadre. Era il 1999 e a Bolzano vinsero Sandro Cuomo, Paolo Milanoli, Alfredo Rota e Davide Schaier guidati in panchina da Michele Leonardi, oggi i protagonisti dell’impresa sono stati i ragazzi del CT Dario Chiadò Andrea Santarelli, Gabriele Cimini, Davide Di Veroli e Federico Vismara, che hanno riscattato la prova individuale con un risultato eccezionale. Gli azzurri hanno battuto la Repubblica Ceca nel tabellone dei 16 col punteggio di 45-34 e poi hanno superato nei quarti la Svizzera grazie a un’ottima ultima frazione di Davide Di Veroli che ha recuperato dal 34-38 al 45-41 finale mettendo a segno 11 stoccate che hanno permesso agli azzurri di raggiungere le semifinali. Qui altro match nel segno delle rimonte: la Francia dell’oro individuale Yannick Borel era sopra 30-23, ma gli azzurri non si sono arresi e con Gabriele Cimini, che ha realizzato un parziale di 9-4, hanno iniziato la rimonta, proseguita nel segno di Di Veroli che alla priorità ha messo la stoccata del 45-44. La finale è stata invece a senso unico, con i portacolori italiani in vantaggio dall’inizio alla fine, che hanno chiuso sul 45-32. “C’era bisogno di vincere, volevamo tirare al meglio e abbiamo dato tutto fin dalla prima stoccata – ha detto Di Veroli – Durante l’anno abbiamo creato un gran gruppo. Qui abbiamo affrontato squadre molto forti, ma ci siamo spalleggiati e alla fine è arrivata questa splendida medaglia”. “Di solito chi fa benissimo durante l’anno poi non si ripete qui – le parole di Santarelli – è chiaro che si cerca di fare sempre bene, ma fa un piacere particolare salire sul gradino più alto del podio a un Europeo”. “Questo è un gruppo nuovo – ha spiegato Vismara – ci siamo detti di andare a lottare a ogni stoccata e di imporre la nostra scherma. È stata una stagione in salita, ma si sta creando una squadra nel vero senso della parola. Ci aiutiamo e sappiamo che ogni errore non è un dramma”. “In semifinale la Francia era forte – ha analizzato Cimini – ma noi non siamo da meno, ce lo siamo detti tante volte. Andrea ci ha incitato anche quando eravamo sotto di 8 stoccate e ci ha dato la carica, ci siamo detti che potevamo riuscirci”. “Oggi posso solo dire che sono veramente contento, i ragazzi hanno fatto gruppo e si sono protetti l’un l’altro – il commento del ct Dario Chiadò – È stato un lavoro di squadra veramente emozionante. Hanno dato prova di carattere, bravura tecnica, capacità di interpretare un match. Adesso profilo basso e andiamo avanti”. Medaglia d’argento per le sciabolatrici Rossella Gregorio, Michela Battiston, Martina Criscio ed Eloisa Passaro, risultato che non arrivava dal 2001. L’oro è andato alla Francia, che ha dominato 45-23, ma in precedenza le azzurre si sono rese protagoniste di una bella gara che le ha portate meritatamente sul podio. Ai quarti le ragazze del ct Nicola Zanotti erano sotto 25-20 contro la Turchia, poi una grande prova di Rossella Gregorio, che fino a quel momento era stata tenuta a riposo, ha riportato la situazione in vantaggio per l’Italia, che ha chiuso 45-40. Grande prestazione di squadra in semifinale contro l’Ungheria, sconfitta 45-38. “C’è dell’amaro, date le mie condizioni fisiche non ho dato un gran contributo in finale – ha spiegato Gregorio – La Francia è ostica, ma la nostra prestazione va analizzata perchè se il nostro obiettivo è fare cose importanti dobbiamo trovare la quadra. La medaglia non va mai screditata, ora è giusto godercela, ma anche capire come migliorare”. “Abbiamo iniziato tese – ha detto Criscio – poi la compattezza della squadra si è fatta sentire e abbiamo imposto la nostra scherma. Mi sono divertita e sono stata bene in pedana. In finale meno, ma lavoreremo per vincere anche contro squadre come la Francia”. “Questa è una competizione importante – le parole di Battiston – per me era anche la prima. Dopo un inizio in cui eravamo contratte ci siamo lasciate andare e abbiamo gestito bene gli assalti. Siamo molto unite, ci carichiamo e possiamo fare ancora molto”. L’Italia chiude così gli Europei di Antalya 2022 al primo posto del medagliere con 14 podi, record assoluto per una spedizione azzurra nella kermesse continentale. In Turchia sono stati conquistati quattro ori (con il fiorettista Daniele Garozzo, le squadre di fioretto femminile e maschile e quella di spada maschile), sette argenti (con Arianna Errigo nel fioretto, Luca Curatoli nella sciabola, Rossella Fiamingo nella spada, Tommaso Marini nel fioretto, Rossella Gregorio nella sciabola, le squadra delle spadiste e delle sciabolatrici) e tre bronzi (Alice Volpi nel fioretto femminile, la spadista Mara Navarria e il fiorettista Giorgio Avola).
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Ecco i 33^ Palermo Ladies Open, Trevisan n.1 del seeding
PALERMO (ITALPRESS) – Si alza ufficialmente il sipario sui 33^ Palermo Ladies Open, torneo femminile di tennis del circuito Wta, in programma dal 16 al 24 luglio prossimi. Dotato di un montepremi di 275 mila dollari, avrà un tabellone principale di 32 giocatrici, mentre 16 saranno le coppie che parteciperanno al doppio e 24 le tenniste ammesse alle qualificazioni (20 direttamente più 4 wild card). Il seeding è guidato dalla semifinalista degli Open di Francia e vincitrice quest’anno del Wta 250 di Rabat, Martina Trevisan. La 28enne mancina di Firenze, numero 27 del ranking mondiale, sarà la prima testa di serie del torneo, seguita dalla kazaka Yulia Puntitseva (n.33 Wta), dalla spagnola Sara Sorribes Tormo (n.40) e dalla cinese Shuai Zhang (n.41). Nel main draw anche le altre azzurre Lucia Bronzetti (n.72) e Jasmine Paolini, oltre all’ex top four, la francese Caroline Garcia (75 al mondo, ma con un best ranking da n.4) e la croata Petra Martic (già n.14 al mondo e adesso 80). “Il dato più importante è il ritorno alla normalità con gli spalti fruibili al 100% – ha spiegato il presidente del Country Time Club, Giorgio Cammarata -. Secondo me sarà un’edizione super, stiamo puntando molto sulle azzurre come Trevisan, Bronzetti e Paolini”. “Speriamo che una di loro riesca a vincere il torneo – ha aggiunto – Siamo felici anche del fatto che tantissimi appassionati abbiano dato fiducia agli organizzatori comprando sin dallo scorso mese di dicembre abbonamenti e biglietti, senza conoscere i nomi delle giocatrici che sarebbero scese in campo quest’anno”. Non ha ancora deciso, invece, se partecipare o meno Camila Giorgi: “Qualora dovesse comunicarci di voler esserci – ha sottolineato il direttore del torneo, Oliviero Palma – saremo pronti ad assegnarle una wild card. Sono 4 quelle da assegnare per il tabellone principale, di cui 2 andranno alla Fit – ha aggiunto Palma – Contiamo di sfruttare uno degli inviti a nostra disposizione per dare ulteriore qualità ad un torneo che si è sempre distinto per avere lanciato giocatrici che si sono poi affermate nel circuito. Quest’anno avremo in tabellone alcune giovanissime in grado di diventare le outsider del torneo, anche se speriamo che le vere sorprese siano le azzurre, in maniera tale da festeggiare il ritorno al successo di un’italiana a 9 anni di distanza dall’ultimo di Roberta Vinci”. Gli organizzatori dei Palermo Ladies Open e la Fit Sicilia hanno anche presentato il “Master” regionale che metterà in palio una wild card per il torneo di qualificazione del Country. “Si sfideranno le migliori otto giocatrici del panorama regionale in un torneo ad eliminazione diretta venerdì, sabato e domenica prossima con ogni tappa che si svolgerà in un circolo diverso”, ha concluso Palma. Intanto prosegue a buon ritmo la vendita dei biglietti: sono 3.100 i tagliandi complessivamente già staccati.
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Giubilei “Italia del triathlon inizia a essere protagonista”
ROMA (ITALPRESS) – Un bilancio consuntivo chiuso in attivo nonostante il Covid e una serie di novità importanti che “portano l’Italia a non essere più spettatrice, ma a giocare da protagonista”. Esprime la sua soddisfazione il presidente della Federazione Italiana Triathlon Riccardo Giubilei nel corso della riunione del Consiglio Federale, arricchita fra l’altro della presenza di Giovanni Malagò e Luca Pancalli. “Ci tenevo tanto ad essere presente – ha esordito il presidente del Coni – per farvi molti, molti complimenti per l’impressionante lavoro che state portando avanti e per i risultati che conseguite. Il confronto con il passato è chiarissimo e senza voler forzare i tempi i relazione a Parigi 2024, dico che siamo in rampa di lancio per Los Angeles 2028, anche se secondo me nella Mixed Relay siamo già da medaglia”. Ora, ha poi ricordato Malagò, “è tempo di restare con i piedi per terra, ma non posso che dirvi grazie perchè mi rendete molto orgoglioso per quanto state facendo. Per questo – ha concluso – io sarò sempre al vostro fianco”. Pancalli, dal canto suo, ha voluto esprimere “il ringraziamento perchè sto percependo un corretto approccio nei confronti del mondo paralimpico e strategie che guardano al presente, al medio ed al lungo termine”. “Voi siete attenti al territorio e particolarmente attivi, tanto che ho visto che a voi si sono avvicinati tanti giovani, che aiutate a coltivare le speranze di cui sono portatori”, ha aggiunto il numero uno del Cip. Dopo aver fatto i complimenti anche per l’ultima nata (“L’App che avete appena presentato è fichissima”), Pancalli ha chiosato: “Avete mostrato la giusta umiltà nel voler capire prima di decidere e la vostra azione si sta mirabilmente inserendo nel percorso che noi paralimpci abbiamo intrapreso”. “L’Italia non è più una spettatrice nel grande gioco dello sport nazionale ed internazionale, ma sta iniziando a recitare da protagonista – ha rivedincato con orgoglio il numero uno federale Giubilei – perchè noi vogliamo attribuire al nostro sport, lo sport più bello del mondo, il ruolo che gli spetta”. Anche grazie a una attività di politica sportiva di grande impatto, “come quella che ci permetterà, attraverso la partecipazione a un bando Enit, di realizzare un portale dedicato al turismo sportivo, perchè nessuno sport come il triathlon è in grado valorizzare al meglio le location che scegliamo per le nostre competizioni”. Ma non solo. “La Federazione italiana – ha ricordato Giubilei – è capofila di un progetto europeo, che ha già superato la prima fase di valutazione e che vedrà la luce in collaborazione con altre 12 consorelle internazionali per un Erasmus sportivo”. E poi c’è “l’accordo con World Triathlon che ci vedrà protagonisti dell’organizzazione – grazie alla collaborazione con la Presidenza del Consiglio e per la quale ringrazio in maniera non formale la sottosegretaria Valentina Vezzali – di una tappa della WTS, unico Triathlon Olimpico in Europa, nel prossimo mese di ottobre”. Subito prima, a settembre, “Roma, o meglio il cuore sportivo della Capitale, ospiterà una straordinaria gara internazionale, anche in questo in collaborazione con il Governo, il Coni e Sport e Salute, per la quale realizzeremo una piscina nel Campo Pietrangeli del Foro Italico e che vedrà gareggiare i migliori trenta e le migliori trenta rappresentanti mondiali del nostro sport, che si sfideranno in una competizione che permetterà – la finish line sarà fissata all’interno dello Stadio dei Marmi – di apprezzare tutta l’essenza del Triathlon nel pieno centro della città eterna”. E infine c’è stato il passaggio sul Bilancio Consuntivo 2021, che poi il Consiglio Federale ha approvato all’unanimità: “Un bilancio che, nonostante passaggi economici complicati, legati all’emergenza Covid e al fatto che questo Consiglio si è insediato nel mese di marzo, su un totale di oltre 4 milioni di euro – ha sintetizzato Giubilei – abbiamo chiuso con un utile dei tremila euro e mi scuso per non essere riuscito ad utilizzare anche quelli per dare sostegno alle attività delle società”. Altre scuse, non di maniera, Riccardo Giubilei le ha volute riservare “ad un paio di generazioni di atleti a cui questa Federazione, in passato, non ha offerto le giuste opportunità per dimostrare per intero il proprio valore. Non succederà più e proprio per questo abbiamo deciso di avviare un percorso che agevolasse il lavoro dei giovani, dando vita ad un gruppo che cresce e che sta ottenendo risultati molto incoraggianti”. Tutto questo “e il molto altro che andremo a fare – ha concluso – grazie ad un lavoro di squadra che questo Consiglio Federale porta avanti con competenza e passione perchè composto da persone che farebbero il tanto che fanno oggi anche se non ricoprissero il ruolo che è stato loro assegnato. Il nostro segreto è tutto qui e di questo non posso che ringraziare ciascuna e ciascuno di loro”.
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Martinenghi sfiora il bis mondiale: argento nei 50 rana
BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Nicolò Martinenghi sfiora una leggendaria doppietta d’oro ai Mondiali di Budapest 2022 di nuoto. Nella finale dei 50 metri rana, il lombardo non stacca al meglio dal blocchetto di partenza e la sua rimonta si ferma a soli tre centesimi dalla medaglia d’oro dello statunitense Nic Fink, che ferma il cronometro sul tempo di 26″45. Martinenghi non riesce dunque a ripetere l’oro dei 100 e deve accontentarsi dell’argento (26″48), davanti all’americano Michael Andrew (26″72). “Questo argento ha due gusti: sono molto contento del tempo e dell’argento, ma la parte tecnica mi lascia l’amaro in bocca – spiega Martinenghi -. Ho sbagliato la partenza nei primi 50 e a questo livello non puoi permettertelo. È bello pensare che questo argento, per cui avrei messo la firma, possa essere un dispiacere. Voglio lottare per il primo posto. Per la prossima volta avrò più fame”, assicura l’azzurro, che non vede l’ora di gareggiare davanti ai propri tifosi agli Europei di Roma 2022.
Si ferma invece ai piedi del podio il fuoriclasse Gregorio Paltrinieri negli 800 stile libero. SuperGreg prova subito a fare ritmo, ma nell’ultima vasca scivola indietro e chiude quarto in 7’41″19. La medaglia d’oro va al collo dello statunitense Bobby Finke (7’39″36, nuovo record nazionale), davanti al tedesco Florian Wellbrock (7’39″63) e all’ucraino Mykhailo Romanchuk (7’40″05). Sesta posizione invece per Gabriele Detti, che al ritorno in una finale mondiale nuota in 7’47″45. “È stata una bella gara da vedere. Mi dispiace ma non potevo dare di più – ha ammesso Paltrinieri -. Soprattutto nell’ultimo 100 gli altri hanno qualcosa in più e sono andati via tutti, io ho fatto una bella gara”. Il fuoriclasse azzurro però rimane ottimista: “Mi prendo due giorni di pausa e cerco di mettere la testa a posto per i 1500, so già che sarà dura, ma io rilancio sicuramente: sono qua e gareggerò per vincere”. Podio accarezzato ma sfuggito negli ultimi 100 metri anche per la staffetta azzurra 4×100 mista mista. I neocampioni del mondo Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi non lanciano al meglio Elena Di Liddo e Silvia Di Pietro e l’Italia chiude al quinto posto con il tempo di 3’41″67. L’oro va agli Stati Uniti, che in 3’38″79 si impongono su Australia (argento, 3’41″34) e Olanda (bronzo, 3’41″54).
L’azzurro Alberto Razzetti non va oltre il settimo posto (1’55″52) in una finale dei 200 misti dominata dal padrone di casa Kristof Milak, che con il tempo di 1’50″34 stabilisce il nuovo record del mondo battendo il francese Leon Marchand (argento, 1’53″37) e il giapponese Tomoru Honda (bronzo, 1’53″61). Il 23enne azzurro scende in vasca poco dopo per la semifinale dei 200 misti, che chiude con il decimo tempo complessivo (1’58″02) rimanendo fuori dalla finale. Il miglior crono lo firma Marchand (1’55″75), davanti allo statunitense Carson Foster (1’56″44) e al giapponese Daiya Seto (1’56″74). Finale conquistata con grande determinazione da Alessandro Miressi, che sigla il sesto tempo complessivo (47″89) nelle semifinali dei 100 stile libero illuminate dal fenomeno rumeno David Popovici, che in 47″13 stabilisce il nuovo record del mondo juniores e si candida alla vittoria, soprattutto in virtù dell’assenza dello statunitense Caeleb Dressel, non partito. Spareggio fatale invece per Lorenzo Zazzeri, che con il tempo di 48″04 non riesce a battere l’ungherese Nandor Nemeth (47″69) e rimane fuori dall’atto conclusivo.
Medesimo destino per una sfortunata Silvia Scalia, che migliora il record italiano nei 50 dorso di un centesimo (27″65) ma esce sconfitta dal duello contro la britannica Medi Eira Harris (27″56). Il miglior crono di accesso alla finale è della canadese Kylie Masse (27″22), davanti alla statunitense Regan Smith e la francese Analia Pigree (27″29 per entrambe). La Cina è protagonista della prima finale mondiale dei 200 stile libero femminili senza la ‘Divina’ Federica Pellegrini. A vincere è infatti Junxuan Yang, che in 1’54″92 precede l’australiana Mollie O’Callaghan (argento in 1’55″22) e la connazionale Muhan Tang (bronzo in 1’56″25). Per quanto riguarda le semifinali dei 200 farfalla femminili, la migliore è la canadese Summer McIntosh (2’05″79, nuovo record del mondo juniores), davanti alla statunitense Hali Flickinger (2’05″90) e Regan Smith (2’07″13).
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Fiorettisti azzurri d’oro nella prova a squadre agli Europei
ANTALYA (TURCHIA) (ITALPRESS) – Ai Campionati Europei di Antalya 2022 l’Italia fa record e, con l’oro del fioretto maschile e l’argento della spada femminile a squadre vinti oggi, porta a dodici il totale di medaglie vinte, che rappresenta il maggior numero di sempre. Il miglior risultato fino ad oggi risaliva a Plovdiv 2017, quando gli azzurri conquistarono 11 podi, uno in meno di quanto fatto fino ad ora dalla delegazione azzurra in Turchia quando manca ancora una giornata di gare. Oggi la nazionale italiana è stata assoluta protagonista della giornata, raggiungendo la finalissima in entrambe le gare in programma oggi. Nel fioretto maschile Daniele Garozzo, Tommaso Marini, Alessio Foconi e Guillaume Bianchi si sono laureati campioni d’Europa, ripetendo a squadre la prova eccellente dimostrata nell’individuale con l’oro di Garozzo, l’argento di Marini, il bronzo di Avola, che oggi ha lasciato spazio a Bianchi e un posto nella top8 anche per Foconi. I ragazzi del ct Stefano Cerioni hanno ribadito i risultati eccellenti della Coppa del Mondo, che li hanno visti vincere tre prove e conquistare il terzo posto nella quarta della stagione. Gli azzurri hanno prima battuto 45-14 la Turchia, poi 45-33 la Gran Bretagna e 45-19 la Spagna. Anche il match conclusivo contro la Francia, oro olimpico a Tokyo 2020 seppur rimaneggiata per la rassegna continentale, ha visto gli azzurri in vantaggio dall’inizio fino al 45-38 con cui hanno chiuso i conti e hanno fatto risuonare l’inno di Mameli all’interno dell’Antalya Sport Salonu. “Oggi ho tirato molto bene, nell’ultimo match ho avuto un’amnesia, ma l’obiettivo era vincere e l’assalto si fa in quattro – ha detto Garozzo – Ci stiamo sostenendo e la stagione è stata ottima dato che su cinque gare ne abbiamo vinte quattro”. “Abbiamo trovato la quadra e c’è molta serenità – gli ha fatto eco Foconi – questo è il nostro punto di forza, a fondo pedana ci sono persone che ci rassicurano. La tensione della gara potrebbe essere controproducente, loro invece so che mi sosterranno sempre”. “Sono venuto qui per la gara a squadre – ha spiegato Bianchi – ho tifato i ragazzi da casa e i loro risultati sono stati la spinta per fare bene. Da un anno sono in squadra, ma sembra da sempre da come stiamo insieme. Sono cresciuto e sto facendo un percorso con loro”. “È andata molto bene tutta la giornata, hanno gestito bene tutti gli assalti tutti e quattro gli atleti – le parole del ct Stefano Cerioni – Sono molto felice del risultato dei ragazzi e di tutto il fioretto in questa trasferta. Abbiamo la carica per affrontare il Mondiale con le giuste motivazioni, abbiamo lavorato e raccolto grandi risultati”. Sono d’argento invece le spadiste Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Alberta Santuccio e Federica Isola. Il quartetto bronzo olimpico in carica era stato di bronzo nell’ultima edizione di Dusseldorf 2019, ma mancava l’argento da Lipsia 2010 e si è fermato soltanto in finale contro la Francia, che si è aggiudicata la vittoria col punteggio di 43-30. Contro le transalpine le azzurre hanno dovuto fare a meno di Alberta Santuccio, che si è fermata per il riacutizzarsi di un problema fisico che l’ha tenuta ferma e sono state in partita per metà dell’assalto, quando poi le avversarie hanno preso il largo e nulla ha potuto Rossella Fiamingo in ultima frazione che pure ha messo ha segno 14 stoccate. Le ragazze del CT Dario Chiadò in precedenza avevano vinto il primo assalto contro la Finlandia 45-24, poi avevano superato 45-36 la Germania e, in semifinale, avevano avuto la meglio sulla Svizzera 45-32. “Sono contentissima di essere qui oggi con questa squadra – ha detto Mara Navarria – un team che funziona e di cui mi fido”. “Ci compensiamo e quando una di noi ha un momento no poi c’è un’altra che recupera – ha spiegato Alberta Santuccio – Abbiamo alzato l’asticella, abbiamo fatto meglio del bronzo del 2019 e piano piano arriveremo al nostro obiettivo”. “Da adesso penseremo a migliorare l’argento – ha proseguito Federica Isola – possiamo farlo perché siamo una grande squadra e molto unita”. “Non mi sono arresa neanche in finale quando eravamo sotto, era importante dare il segnale che quando ci siamo rispondiamo – le parole di Rossella Fiamingo – È stato un assalto difficile e gestito male, arrivavamo da tanti bronzi e abbiamo fatto meglio, quindi guardiamo il bicchiere mezzo pieno”. Così il ct della spada Dario Chiadò: “È stata una giornata di cui sono assolutamente soddisfatto, abbiamo tirato con personalità. La finale lascia spunti di riflessione, le spadiste della Francia hanno una scherma semplice, ma efficace e sono scappate via. Noi abbiamo avuto poche occasioni di prova in stagione, sono felice della maturità e della determinazione delle ragazze”. Domani ultima giornata di gare con le prove a squadre di sciabola femminile (Rossella Gregorio, Michela Battiston, Martina Criscio, Eloisa Passaro) e di spada maschile (Andrea Santarelli, Federico Vismara, Davide Di Veroli, Gabriele Cimini).
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Pozzecco “In azzurro un terremoto di emozioni”
ROMA (ITALPRESS) – “Il primo giorno è stato un terremoto di emozioni. Iniziare nella città in cui sono cresciuto enfatizza un’emozione già enorme. Vedere qui Recalcati e il presidente Petrucci mi ricorda il Gianmarco giocatore a Varese e in Nazionale e completa una metamorfosi che mi rende felice”. Così, dalle colonne de “La Gazzetta dello Sport”, Gianmarco Pozzecco, che ieri a Trieste ha iniziato l’avventura come nuovo ct della Nazionale maschile azzurra del basket.
“Fare il ct è una responsabilità enorme, più grande di quando giocavo. Quando ho iniziato, pochi pensavano che sarei arrivato in Serie A o in Nazionale. E non ho mai creato aspettative sul fatto che potessi diventare allenatore. E’ sempre stato così e la mia soddisfazione è ancora più grande”, ha aggiunto Pozzecco.
“Belinelli, Hackett e Datome? Questo è un capitolo delicato. Per me è la parte più difficile, perchè sento la necessità di creare un gruppo armonico. Il ritiro non può più essere quello militaresco e spietato dei miei tempi con i 14 migliori giocatori in competizione e in trincea per 12 posti. Al momento nessun ‘big’ ha detto ‘nò”, ha concluso il ct azzurro.
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Sport business, in uscita libro su best practices e trend
ROMA (ITALPRESS) – “Sport, Intrattenimento e Digitalizzazione. L’enter(sport)ainment come nuovo modello di business”. E’ questo il titolo del libro di Paolo Carito, con Agostino Piacquadio e prefazione di Fabio Capello pubblicato da Franco Angeli editore, disponibile in tutte le librerie e i negozi online. Il volume è rivolto a operatori, studenti e curiosi dello sport business, approfondisce le best practices e i trend che attendono l’industria in ottica di innovazione digitale e dimensione spettacolare. La prefazione di Fabio Capello indica la direzione del libro con un rapido excursus e approfondimento dell’esperienza manageriale durante il periodo al Milan, a testimonianza di come il calcio, e più in generale lo sport, abbia sempre avuto una importante commistione con i temi del business, management, fan engagement e intrattenimento.
Uno dei passaggi più importanti della sua prefazione è infatti legato alla visione della trasformazione del mondo sportivo:”Alla luce del mio percorso, posso dire di avere l’esperienza e gli strumenti per capire come, e in quale direzione, stia cambiando il mondo dello sport professionistico. Oggi, al centro dello sport c’è l’utente. Fino a pochi anni fa, un’azienda che produceva sport aveva al centro del proprio focus il raggiungimento dei migliori risultati in termini di performance competitiva. Oggi, al centro dell’attenzione del management di un’azienda sportiva ci sono gli utenti: cioè coloro che “utilizzano” l’azienda sportiva stessa, in maniera continuativa e diretta, senza legami diretti e costanti con l’evento sportivo in se stesso nè con il risultato agonistico dell’evento”.
– foto ufficio stampa Franco Angeli editore –
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