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Raffaeli prima azzurra a vincere la Coppa del Mondo All Around

PESARO (ITALPRESS) – Sofia Raffaeli scrive un’altra pagina di storia e continua ad alzare l’asticella dei suoi obiettivi futuri. La 18enne marchigiana ha illuminato la scena della Vitifrigo Arena di Pesaro trionfando nel concorso generale individuale dell’ultima tappa di Coppa del Mondo di ritmica con il punteggio complessivo di 126.800, imponendosi per la terza volta in stagione. L’allieva di Julieta Cantaluppi e Kristina Ghiurova, in forza al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, aveva ottenuto lo stesso risultato ad Atene e a Baku, nei mesi scorsi. E già quello rappresentava un primato mai raggiunto. Grazie al successo casalingo, di fronte ad un pubblico entusiasta, dopo un 32.750 alle clavette – il più alto dell’attrezzo – e il 28.600 al nastro (valido per il sesto pass d’ammissione alla final eight) il fenomeno di Chiaravalle ha fatto suo il trofeo dell’intero circuito 2022, come mai nessuna italiana prima di lei. A completare la doppietta azzurra ci pensa Milena Baldassarri, ormai calata nel ruolo di chioccia e di pungolo della giovane compagna. L’aviere dell’Aeronautica Militare ha festeggiato dalla piazza d’onore dopo il 30.100 alle clavette e il 29.750 – il parziale più alto della specialità – al nastro, totalizzando 120.950 punti complessivi. Sul terzo gradino la bulgara Stiliana Nikolova (119.100).
– foto LivePhotoSport –
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Grand Prix Taekwondo entusiasma Roma, Cito “Grande successo”

ROMA (ITALPRESS) – Nella suggestiva cornice del Foro Italico grande successo per il Grand Prix di Roma, evento di taekwondo che assegna punti utili per la qualificazione all’Olimpiade di Parigi 2024. Dopo il day 1 caratterizzato dall’infortunio e dalla sconfitta prematura di Vito Dell’Aquila, è stata Maristella Smiraglia la prima italiana a salire sul podio. Nella categoria +67 kg l’atleta azzurra si è fatta strada con tre successi prima di cedere in semifinale alla coreana Dabin Lee, numero due del seeding. “Dal punto di vista sportivo ci siamo tolti una grande soddisfazione al termine di una giornata in cui abbiamo registrato la presenza di migliaia di persone – ha spiegato all’Italpress Angelo Cito, presidente della Federazione Italiana Taekwondo -. Appassionati e famiglie di tutta la penisola ci hanno raggiunto al Foro Italico e siamo orgogliosi di questo”. Durante la pausa del pomeriggio, nel piazzale adiacente allo Stadio Pietrangeli si è tenuta anche una commemorazione della strage di Capaci. Oltre al numero uno della FITA, presenti Tina Montinaro e l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho. “L’iniziativa è nata dal nostro senso di responsabilità – ha raccontato Cito -. La vedova Montinaro porta in giro la testimonianza della macchina per promuovere la lotta alla mafia ed averla qui al Grand Prix ci ha dato l’occasione di creare un momento di incontro”. Nonostante un weekend da dimenticare, condizionato dall’infortunio alla caviglia, Vito Dell’Aquila è rimasto a seguire la competizione e ha parlato del suo stato di salute: “Mi sono rotto il legamento tra tibia e perone. Prima di partecipare avevo fatto due risonanze, l’edema era diminuito ma il problema si è riproposto. Adesso ho bisogno di qualche settimana di stop, farò tanta terapia e poi tornerò al lavoro”. Per la seconda parte di stagione l’atleta del gruppo sportivo dei Carabinieri, campione olimpico a Tokyo, ha un unico obiettivo: “Mi sto allenando tanto, ma finora non ho raccolto i risultati sperati. Voglio fare bene nei prossimi Grand Prix e poi punterò al Mondiale di Guadalajara nel mese di novembre”, ha concluso Dell’Aquila.
– foto spf/Italpress –
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Pole Aleix Espargaro in Catalogna davanti a Bagnaia

MONTMELO’ (SPAGNA) (ITALPRESS) – Aleix Espargaro conquista la pole position al termine delle qualifiche del Gran Premio di Catalunya di MotoGP. Sul circuito di Montmelò, il pilota spagnolo dell’Aprilia fa registrare il miglior tempo in 1’38″742, precedendo Francesco Bagnaia (Ducati) e il leader del Mondiale Fabio Quartararo su Yamaha che completano la prima fila. Dominio totale di Espargaro, che aveva ottenuto il miglior tempo in tutte le sessioni di libere. In seconda fila troviamo le Ducati Pramac di Johann Zarco e Jorge Martin, tra i due in quinta casella Fabio Di Giannantonio con la Desmosedici del team Gresini. Alex Rins su Suzuki scatterà dalla terza fila insieme a Maverick Vinales e a Luca Marini del team VR46 Racing. “Oggi sapevo che era il mio momento, volevo sfruttare tutto al massimo – esulta Espargaro – Non è stato facile, ma abbiamo chiuso bene il giro. Voglio ringraziare l’Aprilia, abbiamo fatto un ottimo lavoro”. Aleix si dice “contento per questa pole, gareggiare con Quartararo è un piacere per me, essere al suo livello è fantastico”. “Facciamo tanta fatica con la moto su questa pista, dobbiamo vedere che passo abbiamo domani, ma non siamo messi male anche con la gomma media vecchia – dice dal canto suo il campione del mondo in carica – Sono felice, penso che potremo fare una bella gara”. Fra Espargaro e Quartararo c’è Bagnaia: “Non è stato facile oggi, condizioni davvero difficili: un caldo impressionante, però è stato bello. Siamo riusciti a lavorare bene per tutto il weekend, abbiamo sempre fatto passi in avanti e siamo stati costanti anche con le gomme usate. Non abbiamo ancora scelto tra dura e media per la gara ma grazie alle FP4 ora siamo più vicini a Espargaro e vedremo domani se potremo lottare”.
– foto agenziafotogramma.it –
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Swiatek conquista il titolo femminile al Roland Garros

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Iga Swiatek ha vinto il titolo nel Roland Garros femminile, secondo Slam stagionale andato in scena sulla terra battuta parigina. La tennista polacca, numero 1 della classifica Wta e del tabellone, ha sconfitto in finale la statunitense Coco Gauff, testa di serie numero 18, con il punteggio di 6-1 6-3, maturato in un’ora e 10 minuti di gioco. Swiatek, che subentra nell’albo d’oro alla ceca Barbora Krejcikova, bissa così il successo dell’edizione 2020. Domani finale maschile tra lo spagnolo Rafael Nadal e il norvegese Casper Ruud.
– foto LivePhotoSport –
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Gravina “Basta parlare di ripescaggio, diventiamo poco credibili”

BOLOGNA (ITALPRESS) – “Se parliamo del ripescaggio diventiamo poco credibili, il calcio ha vincitori e sconfitti, l’Italia non si è qualificata e non parteciperà al campionato del mondo, se poi bisogna modificare le norme ci lavoreremo in seguito, ma non possiamo continuare a dire delle cose che ci mettono nelle condizioni di farci prendere in giro, la credibilità passa da una serie di progetti sui quali stiamo lavorando anche per avere un calcio sostenibile”. Si sfoga il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, a Bologna dove questa sera è in programma Italia-Germania di Nations League. Il momento che sta vivendo la Nazionale e più in generale il calcio italiano “ci tira tutti in mezzo, da qualche settimana abbiamo lanciato una nuova modalità operativa, dobbiamo lavorare cercando di essere tutti insieme concentrati nel riconquistare credibilità, un’espressione che credo vada arricchita di alcuni contenuti. Non sono d’accordo nel dire che bisogna ripartire da zero, abbiamo lanciato un programma di medio-lungo termine, sappiamo che ci sono difficoltà, ma andiamo avanti”. Gravina difende poi la scelta di non essersi fatto da parte. “Pensate davvero che la soluzione fossero le dimissioni mie e di Mancini? Avrebbero generato effetti positivi o devastanti? Il mio senso di responsabilità non è legato alla poltrona, io amo affrontare i problemi, me ne assumo le responsabilità e su questo dobbiamo lavorare”. Per il numero uno della Federcalcio “la soluzione di legare un ruolo al risultato di una gara è un’impostazione sbagliata. Sarebbe stato più comodo per tutti vivere un’estate serena ma tutti quei soggetti che ritengono di strumentalizzare una sconfitta per ragioni di interesse personale non meritano risposta”. Gravina chiede collaborazione a tutte le componenti. “Non possiamo pensare di avere ragazzi importanti sotto il profilo del talento a 18-19 anni e poi non dare possibilità di sfogo al talento per trasformarlo in campione. Non siamo credibili quando da un lato pretendiamo la qualificazione e vogliamo centrare un risultato importante e poi dall’altro arrivano le richieste ufficiali per portare gli extracomunitari da due a otto, dieci, o addirittura senza limiti. E siamo poco credibili quando, anzichè mettere sotto controllo i costi, diventa tema centrale da 6-7 mesi l’indice di liquidità a 0.5 quando in Germania è pari a uno. La soluzione deve essere sistemica, se qualcuno pensa che la Figc sia il soggetto che deve trovare da sola le soluzioni non è possibile, bisogna cercare insieme le soluzioni ai problemi”. Nel frattempo servirà pazienza. “Abbiamo sempre detto la verità agli italiani e lo faremo fino in fondo anche se a volte la verità può essere anche scomoda. Veniamo da un risultato straordinario, ho sempre detto che l’Europeo lo ha vinto una squadra normale che è diventa speciale, poi improvvisamente siamo tornati normali, in questo momento la nostra Nazionale soffre, abbiamo perso 5-6 giocatori di grande livello internazionale che ci hanno portato a vincere l’Europeo, altri sono molto stanchi, qualcuno comincia a denunciare problemi d’età, qualcun altro ha smesso”.
– foto Image –
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Gattuso “Io razzista e omofobo? La mia storia parla per me”

MILANO (ITALPRESS) – “La mia storia parla per me. Io razzista? Io omofobo? Io xenofobo? Io machista? Ma siamo impazziti? Qui è ora di darsi una calmata”. Rino Gattuso non ci sta e sulle pagine della “Gazzetta dello Sport” replica alla campagna che si è scatenata sui social e guidata dall’ex presidente del Valencia, Miguel Zorio, per ostacolarne l’arrivo sulla panchina del Mestalla. “Allora cominciamo a spiegare: la frase sulle donne, pronunciata al momento dell’ingresso nel calcio di Barbara Berlusconi, voleva essere una difesa dell’operato di Galliani che era stato accantonato in malo modo – le parole di Gattuso – Razzista io? E allora perchè avrei fatto acquistare, quand’ero al Napoli, Bakayoko? Mai avuto nulla contro i giocatori di colore, molti dei quali sono stati miei compagni di squadra e amici”. “Che cosa sanno di me questi signori che parlano di razzismo, questi leoni che si nascondono dietro una tastiera o dietro un nickname? – si sfoga l’ex allenatore di Milan e Napoli – Vengo da un paesino della Calabria, Corigliano Calabro. Mi sono fatto da solo, da ragazzo sono andato a giocare in Scozia, ai Rangers di Glasgow: sapete che può voler dire per un ‘terronè trovarsi fuori dall’Italia e dimostrare a tutti di riuscire a cavarsela? La mia carriera l’ho costruita con la fatica, l’impegno, il sudore. Nessuno mi ha regalato nulla. E non permetterò più che qualcuno, con accuse terribili, ostacoli il mio lavoro”.
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A Parigi infortunio per Zverev, Nadal centra la 14^ finale

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Rafa Nadal ha raggiunto la finale del singolare maschile del Roland Garros per la 14esima volta in carriera. Lo spagnolo, nel giorno del suo 36° compleanno, ha superato Alexander Zverev, costretto al ritiro per un infortunio alla caviglia destra. Il tedesco ha messo male il piede ed è crollato a terra, in lacrime, sul 6 pari nel secondo parziale, dopo il primo set vinto da Nadal per 7-6 (10-8). Al termine di una splendida e incertissima partita, trascorse poco più di tre ore, i due giocatori non avevano concluso nemmeno due set.
Dopo il medical time-out di rito, Zverev è rientrato sul manto in terra rossa del “Philippe-Chatrier” in stampelle e ha dato forfait.
Domenica, il “veterano” di Manacor, il secondo finalista più “anziano” del Roland Garros (dopo Bill Tilden, che nel 1930 aveva 37 anni), andrà a caccia del suo 14esimo titolo nella prova del Grande Slam parigina e, soprattutto, del suo 22esimo trionfo in carriera nelle prove Major.
Affronterà il vincente dell’altra semifinale, che oppone il croato Marin Cilic e il norvegese Casper Ruud. Per Zverev, 25enne, rimandato, amaramente, l’appuntamento con il primo successo in una prova del Grande Slam e anche con la vetta del ranking internazionale, che avrebbe raggiunto in caso di vittoria nel French Open.
Domani andrà in scena, intanto, la finale femminile: di fronte la polacca Iga Swiatek, numero uno del mondo e del seeding, vincitrice del Major parigino nel 2020, e la statunitense Coco Gauff, 18enne, alla prima finale della carriera in un Major.
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Pozzecco nuovo ct Italbasket “Una responsabilità enorme”

MILANO (ITALPRESS) – “Ringrazio il presidente per avermi dato questa opportunità. Con Petrucci ci conosciamo da un pò, abbiamo un denominatore comune, la grande considerazione per la maglia azzurra. Penso che ci siano pochi sportivi che hanno sofferto per come ha sofferto il sottoscritto per la maglia azzurra”. Gianmarco Pozzecco tradisce l’emozione. L’ex play è stato chiamato dal presidente federale Gianni Petrucci a prendere il timone dell’Italbasket, “una responsabilità enorme – confessa il Poz – Sono stato escluso due volte da due competizioni a cui pensavo di dover participare, nel 1999 e nel 2003 – il riferimento agli Europei – Allora dissi che tifavo contro la Nazionale ma in realtà tifavo contro la sofferenza che mi lega ancora di più alla medaglia che abbiamo vinto ad Atene. Nessuno ha goduto per come ho goduto io”. Head coach di Capo d’Orlando, Varese, Fortitudo Bologna e Sassari, nell’ultima stagione Pozzecco ha scelto di fare da vice a Messina ma ora vuole dedicarsi anima e corpo all’Italia. “Il mio ruolo sarà full time, c’è la necessità di chi ricopre questo ruolo di avere non solo l’obiettivo di far vincere la Nazionale, che è il più grande traino per la pallacanestro in generale, ma anche quello di far crescere il movimento, una responsabilità che vivremo quotidianamente – sottolinea – Il basket deve riacquisire una visibilità che si è un pò smarrita. Ci prenderemo cura del nostro movimento”. A questo proposito il neo ct ha evidenziato la necessità che da parte delle società “ci sia più rispetto degli allenatori, è un lavoro estremamente complicato”. Ma non solo: “Se riuscissi a far capire che certi italiani sono migliori di certi stranieri brocchi sarebbe una gran cosa”. “Vogliamo fare una nazionale più competitiva ma che sia composta anche da persone che trasmettano un grande senso di squadra – ha proseguito Pozzecco – Il mio staff? Sicuramente ne voglio uno che abbia un senso, non sono un allenatore classico, sarò il 13esimo giocatore in campo. Una cosa che farò comunque, anche perchè non ho il dono della diplomazia, sarà essere me stesso, la mia leadership sarà autentica”. Il neo ct, poi, rivolge un pensiero al suo predecessore: “Dopo quello che Sacchetti ha fatto da giocatore e poi da allenatore, penso che possa essere considerato uno dei più grandi personaggi dello sport italiano”.
Al fianco di Pozzecco il presidente federale, Gianni Petrucci: “Non è stato facile per me ma ho ritenuto fare questa scelta adesso. Accetto le critiche, sui social mi attaccano tutti e più mi si attacca e più sono contento. Ma Pozzecco è la scelta ideale: da tempo lo stavo seguendo, abbiamo fatto una scelta straordinaria, è una persona onesta, simpatica, che ha allenato e bene. Abbiamo fatto la scelta giusta, Pozzecco è l’uomo ideale per la pallacanestro”. E rivolgendosi al nuovo ct ha chiosato: “Sarai l’emblema del nostro movimento. Nello sport si possono avere grandissimi successi nelle coppe, grandissime soddisfazioni, ma quando si allena la nazionale è un altro mondo”.
– foto Italpress –
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