MONTMELO’ (SPAGNA) (ITALPRESS) – Due Aprilia poi tre Ducati. La sorte del GP della Catalogna sembra segnata con le due case che si batteranno per vincere questa tappa del Motomondiale. Per ora comanda Aleix Espargarò (1’39″402) e sopravanza di 303 millesimi Maverick Vinales, il primo a scendere sotto il muro dell’1’40”. Dopo le Aprilia ecco le Ducati con Bastianini ottimo terzo (+0.488), Pecco Bagnaia quarto (+0.548) e Jorge Martin quinto (+0.587). Al sesto posto la Ktm di Brad Binder, migliorata tantissimo nel finale della sessione pomeridiana. Subito dopo ancora Ducati con Jack Miller, poi Alex Rins, velocissimo nella FP1. Solo nono Fabio Quartararo con la sua Yamaha, decimo Johann Zarco. Undicesimo Franco Morbidelli.
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Duetto Aprilia nelle seconde libere del Gp di Catalunya
Taekwondo all’Umberto I, Cito “In prima linea per i bambini”
ROMA (ITALPRESS) – Nel weekend del Grand Prix di Roma, il Demonstration Team della World Taekwondo fa tappa al Policlinico Umberto I per un’esibizione dedicata ai bambini della pediatria. La prestigiosa squadra acrobatica ormai da anni gira il mondo con l’intento di raccogliere fondi per aiutare i più piccoli a fare sport. “Questa collaborazione è nata dall’idea di associare delle giornate di solidarietà ad eventi sportivi – spiega Fabrizio d’Alba, direttore generale del Policlinico Umberto I -. La rappresentativa gira il mondo con un intento nobile, quello di raccogliere fondi per poi insegnare l’arte del taekwondo ai bambini che vivono nei campi per rifugiati. Siamo contenti di aver ospitato il Demonstration Team perchè questi ragazzi portano vita in un posto dove noi cerchiamo di restituirla e soprattutto spostano l’attenzione su qualcosa di diverso dalla malattia portando il sorriso”. Tra gli spettatori della dimostrazione naturalmente presente Angelo Cito, presidente della Federazione Italiana Taekwondo. Il Demonstration Team è un vanto per la disciplina ed è proprio per questo che il numero uno della Fita si può dire soddisfatto del tour che ha visto la squadra esibirsi in Italia toccando nello specifico Milano, Venezia, Alberobello, Monte di Procida, Orosei e Alghero: “Queste esibizioni hanno la missione di portare i valori della pace e della solidarietà in giro per il mondo. La raccolta fondi che promuoviamo sposa i valori olimpici e questa collaborazione con il Policlinico Umberto I coinvolge chi deve superare difficoltà importanti”. In contemporanea all’evento, al Foro Italico è iniziato il World Taekwondo Grand Prix, che si svolgerà fino al 5 giugno. “In un weekend dove prende il via un appuntamento che vedrà ai nastri di partenza atleti da oltre 50 paesi e darà punti per la qualificazione olimpica a Parigi 2024, è molto bello poter organizzare anche esibizioni come queste perchè oggi abbiamo provato a fare qualcosa per far gioire i bambini”, ha concluso Cito.
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Esposito “In Italia c’è poco spazio per i giovani”
ROMA (ITALPRESS) – Francesco Totti come idolo, tanta voglia di fare bene in nazionale e un appello ai club italiani: “Fate giocare i giovani”. Sebastiano Esposito torna nel giro dell’Under 21 dopo un anno molto positivo al Basilea e vuole stupire. “Per me è un’occasione unica, torno in nazionale dopo anni in cui era giusto non convocarmi perchè non avevo fatto bene – ha spiegato il fratello minore di Salvatore, incluso per la prima volta nella lista di Roberto Mancini – Ora voglio dimostrare il mio valore, dobbiamo portare a casa i punti per la qualificazione. Il mio sogno, anzi il nostro sogno in famiglia, è giocare nella nazionale maggiore: spero che Salvatore lo realizzi, per me è un leader, una persona davvero importante che mi aiuta sempre molto”. Sette gol in 34 presenze al Basilea, un ottimo campionato con sei reti in 23 partite, Sebastiano ha sempre lavorato duramente per migliorare e ora si mette pienamente a disposizione del commissario tecnico Nicolato. “Io gioco in qualsiasi posizione, anche centrocampista se vuole il mister. Quest’anno ho fatto il trequartista e ho corso tanto”, ricorda il giovane campano rivelando la sua ammirazione per Francesco Totti: “E’ il mio idolo fin da piccolo, mi ispiro a lui. Ogni tanto ci sentiamo e gli ho anche chiesto qualche consiglio”. Negli ultimi anni l’Italia ha fatto fatica a trovare un bomber per la nazionale, ma per Esposito non è una questione di caratteristiche individuali. “Abbiamo Immobile che ha vinto un Europeo, ha meritato la Scarpa d’Oro ed è fortissimo. E poi ci sono altri ottimi attaccanti come Pinamonti, Scamacca, Raspadori. Ricordo che Giroud ha vinto un Mondiale facendo soltanto un gol. E’ un momento difficile per la nazionale, non è bello mancare la qualificazione per i Mondiali, ma pochi mesi fa abbiamo vinto un Europeo: dobbiamo restare calmi, aiutare l’Italia ed evitare i processi”. Al contempo, Esposito lancia un appello forte ai nostri club: “Noi giovani dobbiamo crescere, ma per farlo bisogna giocare. Con gli allenamenti possiamo migliorare ma dobbiamo anche andare in campo, altrimenti mister Mancini non può fare miracoli. Quanti italiani del 2002 giocano in Serie A? Appena due. Ecco perchè purtroppo dobbiamo cercare spazio all’estero. Io l’ho fatto in Svizzera ed è stata una esperienza decisamente formativa: pensavo di incontrare maggiori difficoltà, invece ho fatto più presenze al Basilea che in Serie B. Sono migliorato tanto rispetto all’anno scorso, quando ho affrontato diversi problemi nella prima stagione fuori dalla famiglia dell’Inter. In Svizzera sono stato accolto bene, sono stato tutelato, quando poi ci saranno le basi giuste, i progetti giusti, tornerò in Italia”. Nelle prossime tre partite con l’under 21, decisive per il passaggio del turno, Sebastiano Esposito spera di trovare spazio in una nazionale che, peraltro, deve fare i conti con diverse assenze. “Per noi è un onore essere chiamati in nazionale A, qui ci sono tanti giocatori bravi e dobbiamo fare bene. Cominciamo con il Lussemburgo, una partita difficile: loro sono bravi in contropiede, difendono 3-5-2, dobbiamo muovere la palla velocemente e concedere poche ripartenze. Bisogna approcciare bene la gara, andare a tremila sin dall’inizio. Siamo un ottimo gruppo, le difficoltà ci aiutano a crescere, dobbiamo andare lì per la prima di tre finali, un match fondamentale che vogliamo vincere”, ha concluso l’attaccante del Basilea.
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Mancini “La risalita è lunga, ci sarà da soffrire”
FIRENZE (ITALPRESS) – “Veniamo da una delusione pesante, non sarà semplice ma quando le cose non vanno c’è un momento in cui bisogna rimboccarsi le maniche e ricominciare a pedalare forte, cercare di trovare soluzioni. Cosa che in Italia alle volte è abbastanza difficile”. Roberto Mancini guarda alla Nations League e alla prima gara di domani contro la Germania come la prima tappa di una ripartenza che, fallita la qualificazione ai Mondiali, sarà dura e lunga. Per ricostruire “serve tempo e ci sarà da soffrire abbastanza, vedremo quello che accadrà – sottolinea il ct azzurro – La strada è un pò più in salita rispetto a 4 anni fa. Quando sono arrivato c’erano giocatori che, messi insieme e dando loro un’idea, sono stati straordinari. Ora abbiamo calciatori che non giocano in serie A e con pochissima esperienza internazionale, ci vorrà un pò più di tempo”. A preoccupare è soprattutto l’attacco. “Abbiamo solo Belotti e Immobile, con uno che è infortunato e l’altro che ha dato tanto, poi ce ne sono pochi. Scamacca e Raspadori hanno poche partite a livello internazionale e questo pesa un pò in certe situazioni e certi contesti, toccherà a noi dare loro la possibilità di fare questa esperienza. La speranza è che quelli che sono in B oggi arrivino velocemente in A e inizino a fare gol”. Se i club daranno una mano a Mancini “bene, altrimenti faremo da soli come abbiamo fatto 4 anni fa, ci vorrà più tempo ma troveremo delle soluzioni”. Reduce dalla brutta sconfitta di Wembley (“Contro l’Argentina abbiamo pagato la perdita di una serie di giocatori, gli infortuni ci hanno condizionato. Loro stanno meglio di noi, erano più freschi, è stata forse l’unica partita in tre anni e mezzo in cui abbiamo trovato una squadra che ci ha messo sotto”), l’Italia è attesa da un girone di Nations League dove affronterà “le squadre migliori forse in questo momento, Germania e Inghilterra. Sono partite anche belle, e che se dovessero andare bene potrebbero essere un buon inizio. La Germania “è una grande squadre, forte, tecnica, velocissima quando attacca. Sarà una squadra che si giocherà il Mondiale. Ci attende una partita difficile, dura, tosta e noi dobbiamo cercare di difendere bene da squadra ed attaccare, pressando, come abbiamo fatto per tre anni e mezzo. Novità in formazione? Sì, chi è andato via è perchè non era in condizione di giocare ed avrei creato loro dei problemi anche per settembre ed ottobre. Hanno bisogno di riposare e recuperare”. Il fatto però che Zaccagni e Lazzari siano andati via “ha sorpreso anche me. Loro hanno detto che avevano problemi e li ho mandati a casa”. Tornato brevemente sull’ipotesi del ripescaggio per il Qatar (“Ho risposto a una domanda ed ho detto che se venissimo ripescati, andremmo. Non ho detto che verremo ripescati. Non ci sono stati tanti ripescaggi nella storia, ho citato la Danimarca. Se venissimo ripescati lo faremmo da squadra con il miglior ranking e come campioni d’Europa”), Mancini si appresta a tagliare il traguardo delle 50 presenze da ct. “Sento la fiducia, l’ho sempre sentita, non ho mai avuto questo tipo di problema ma so anche che quando vinci sono tutti con te, quando perdi sono quasi tutti contro di te”.
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Nuovo intervento al braccio destro per Marquez
ROMA (ITALPRESS) – Il calvario di Marc Marquez continua. La Repsol Honda fa sapere che il Cabroncito si è sottoposto a un nuovo intervento all’omero destro alla Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota. L’equipe medica guidata dal dottor Joaquin Sanchez Sotelo si è detta soddisfatta. L’intervento è durato tre ore e Marquez è stato sottoposto a una osteotomia omerale. Il 29enne pilota spagnolo resterà per qualche giorno ancora negli States prima di tornare a casa e proseguire il piano di recupero. Nessuna indicazione dalla Honda su quello che sarà il suo ritorno alle gare anche se per questo tipo di situazione possono volerci dai 4 ai 6 mesi. “Nonostante la complessità dell’intervento, il risultato finale è stato soddisfacente – ha fatto sapere il dottor Sanchez Sotelo – L’operazione consisteva nella rimozione delle due viti prossimali della placca posteriore precedentemente posizionata dal dottor Samuel Antuña nel dicembre del 2020, seguita da un’osteotomia omerale rotazionale. L’omero è stato stabilizzato nella nuova posizione utilizzando una placca anteriore con più viti. L’intervento chirurgico è stato completato senza complicazioni. Auguriamo a Marquez una pronta guarigione e di riprendere con successo la sua carriera”.
I guai di Marquez sono cominciati nel luglio 2020, con la caduta a Jerez in cui si è procurato la frattura dell’omero destro. Subito operato, lo spagnolo è tornato in pista quattro giorni dopo salvo poi dover rinunciare alla gara. A inizio agosto un nuovo intervento che lo spinge a dare appuntamento a tutti per la stagione successiva ma a dicembre il Cabroncito è costretto ad andare di nuovo sotto i ferri per la pseudoartrosi dell’arto. Per rivederlo in gara bisognerà aspettare l’aprile 2021, in Portogallo, dove riesce ad acciuffare il settimo posto. Un paio di mesi dopo arriva il ritorno alla vittoria in MotoGP al Sachsenring ma Marquez non ritrova il passo dei bei tempi, fatta qualche eccezione come lo splendido duello ad Aragon con Bagnaia e i successi di Austin e Misano a ottobre. Il finale di stagione riserva però una nuova brutta sorpresa al Cabroncito, tanto da saltare l’ultimo Gp dell’anno a Valencia: diplopia la diagnosi, colpa di una caduta in allenamento. Superato questo problema, il peggio sembrava alle spalle ma prima un nuovo episodio di diplopia (salterà Indonesia e Argentina), poi i nuovi fastidi al braccio che lo hanno portato a questo ennesimo intervento hanno frenato la sua risalita.
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Boston sorprende Golden State, gara 1 delle Finals Nba ai Celtics
SAN FRANCISCO (USA) (ITALPRESS) – Il primo round va a Boston. Con un quarto periodo devastante (40-16 il parziale), i Celtics passano per 120-108 al Chase Center di San Francisco e si aggiudicano gara 1 delle Finals Nba contro Golden State. Gli uomini copertina sono sicuramente Jaylen Brown (24 punti) e Al Horford (26 punti con 6/8 dall’arco) che negli ultimi 12 minuti della gara trascinano Boston dal -15 al +12. E’ proprio nel tiro dall’arco che i Celtics hanno trovato la chiave per ribaltare la partita: 13/16 il dato di squadra, con 4/4 di Derrick White (chiuderà con 21 punti) dalla panchina. Solo Jayson Tatum ha faticato in fase realizzativa (3/17 dal campo e 12 punti finali) ma è stato comunque prezioso con 13 assist. Sul fronte Warriors ha provato a tenere a galla la barca il solito Stephen Curry, 34 punti e incontenibile nel terzo periodo dove Golden State aveva prevalso 38-24, presentandosi all’ultimo quarto avanti 92-80. “Non è l’ideale perdere gara 1 ma ci dà fiducia quello che siamo, il modo in cui per tutto l’anno abbiamo affrontato le avversità, come sappiamo rispondere dopo una sconfitta – suona la carica Curry – Abbiamo imparato molto dall’ultimo quarto: ovviamente loro hanno tirato tanto e quando hai davanti un avversario che sa sfruttare il momento, è dura invertire il trend”. Per Golden State anche 20 punti di Wiggins, alle prime Finals della carriera, e 15 di Thompson. I Celtics sono diventati la prima squadra a vincere in una finale con oltre 10 punti di vantaggio dopo essere stati sotto di 10 per tre quarti e si confermano una sicurezza in trasferta: 8 vittorie su 10 in questi play-off. Ma la strada verso quel 18esimo Anello che permetterebbe di staccare i Lakers è ancora lunga: alla sesta finale in otto anni, cinque di fila fra il 2015 e il 2019 e tre titoli vinti, i Warriors sono il cliente più scomodo da affrontare. Appuntamento con gara 2 nella notte italiana fra domenica e lunedì, sempre al Chase Center.
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Baggio “Una vergogna che l’Italia non sia di diritto ai Mondiali”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia sta soffrendo l’eliminazione dal Mondiale, per me è un discorso psicologico. Non è paragonabile il livello di serenità e tranquillità che vive una squadra come l’Argentina con quello che ha subito la nostra nazionale. La vergogna più grande è che l’Italia non sia andata di diritto ai Mondiali per aver vinto l’Europeo, è come se l’Argentina da campione del Sudamerica non andasse ai Mondiali, è scandaloso”. Questa l’idea di Roberto Baggio sulla mancata qualificazione dell’Italia alla fase finale dei Mondiali, in programma a fine anno in Qatar. “Andrebbero cambiate le regole, a me sembra una follia, avranno diritto questi ragazzi a un premio per quello che hanno fatto oppure no? Se io fossi stato in quella squadra avrei fatto fatica ad accettarlo – ha proseguito Baggio, parlando a margine del taglio del nastro del nuovo volo ITA Airways Roma Fiumicino-Buenos Aires – Una partita si può perdere con chiunque: prendi un gol, rimani a casa e non vai ai Mondiali dopo quello che hai fatto agli Europei? Lo trovo assurdo. Non è giusto, c’è poco da giraci attorno”.
Per quanto riguarda il nuovo ciclo della Nazionale, “Mancini ha il termometro della situazione, quello che hanno fatto agli Europei rimane, ora ci sono tanti giovani. Abbiamo dei talenti che non trovano spazio e questo è un problema, è fuori di dubbio – ammette Baggio – Spero si riprenda bene Zaniolo. Purtroppo gli infortuni l’hanno penalizzato molto: spero possa tornare ai suoi livelli di una volta senza avere altri problemi. Il gol segnato nella finale di Conference gli può solo fare bene, gli dà una fiducia incredibile e gli farà vedere il futuro con maggiore serenità”. Infine una battuta sull’ultimo campionato: “Quest’anno lo scudetto è stato interessante fino all’ultimo grazie al Milan e all’Inter: entrambe meritavano di vincerlo. Non mi dispiaceva neanche il Napoli, che ha perso Osimhen per diversi mesi: se non avesse avuto questo problema, non so come sarebbe finita. La Juventus? E’ giusto che respiri un pò, vincere nove anni di fila non capita per caso”.
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Pizzolato è oro agli Europei di sollevamento pesi
TIRANA (ALBANIA) (ITALPRESS) – Nino Pizzolato è il Re d’Europa. L’azzurro conquista a Tirana il titolo continentale per la terza volta consecutiva e mette anche la firma su due nuovi record del mondo, di slancio e complessivo, nella categoria 89 kg. Una gara al cardiopalma, tirata chilo su chilo con il bulgaro Nasar, argento, che dal canto suo conquista tutti i nuovi primati mondiali junior. Una gara a colpi di record, dunque, tra due avversari che già lo scorso anno in Russia si sono contesi il titolo fino all’ultima alzata. In barba alle tensioni dovute al cambio di categoria, l’azzurro, già bronzo alle Olimpiadi di Tokyo nella 81 kg, è stato in grado di conquistare tre ori e di firmare i nuovi primati mondiali: per lui 175 di strappo, 217 di slancio e 392 di totale. Argento come detto per Nasar con 382, bronzo al georgiano Davitadze con 369. Bronzo di slancio a un altro azzurro, Cristiano Ficco, con 206 kg. L’Italia chiude quindi la sua spedizione in questi Europei con un bottino di 10 medaglie: 6 ori, 2 argenti e 2 bronzi. E dire che la gara di Pizzolato non parte benissimo. Il siciliano sale in pedana con 170 kg, ma la prima prova va a vuoto. Non si lascia innervosire però l’azzurro delle Fiamme Oro, che rientra in pedana dopo due minuti, riuscendo a sollevare il bilanciere con grande facilità. Dopo di lui il bulgaro Nasar che, con 171 in prima prova, segna il nuovo record del mondo junior. Segue il georgiano Davitadze che replica la stessa misura. Rilancia l’armeno Karapetyan che alza l’asticella a 174 kg in terza prova. Pizzolato scivola quindi al quarto posto ma ha ancora a disposizione la terza prova che sfrutta al meglio: mette sul bilanciere 175 kg che solleva con un’alzata da manuale. Messo alle strette, il bulgaro Nasar è costretto prima a tentare di ‘pareggiare’ con l’avversario italiano e poi a rilanciare, alzando la posta in palio con 176, ma sbaglierà entrambi i tentativi. Resta un’ultima chance ancora per l’armeno ma il suo tentativo è fuori misura: sbaglia infatti il suo ultimo tentativo a 178 e lascia la medaglia d’oro di strappo a Nino Pizzolato. Ottavo Ficco, per il quale resta valida la prima prova a 160 kg. Nello slancio Nino Pizzolato entra in gara già con 210, il che gli consente di superare i 203 del bulgaro e di portarsi subito in testa. Replica Nasar con una grande alzata a 211 ma l’azzurro non si lascia sorprendere e replica immediatamente a 212. Ormai, con Davitadze fuori dai giochi, fermo a 198, e sopravanzato dal nostro Cristiano Ficco, è gara a due. Nasar tenta l’ennesimo rilancio a 217 ma la tensione è troppa per il giovane classe 2004. E’ pane per i denti del nostro Pizzolato invece che, nel tripudio del Palazzetto di Tirana, solleva 217 kili, firmando il nuovo record di specialità e totale.
“Sapevo che sarebbe stato necessario lottare e che oggi avrebbe vinto il più testardo e più in gara, e oggi lo sono stato di nuovo io – commenta il fresco campione europeo – Nasar è un avversario degno, gareggiare con lui è un’emozione perché ognuno tira fuori il meglio dell’altro. Queste medaglie non sono un caso: la gara e gara e non si può mai sapere come va, ma il frutto del lavoro. La cosa importante è avere la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile. Andiamoci a prendere tutto quello che è nostro”. E poi termina con il suo motto: “Si cafudda sempre!”. “Nino è stato straordinario – i complimenti del presidente Fipe, Antonio Urso – ma per noi non è una sorpresa. Stiamo lavorando bene con il dt Sebastiano Corbu, sono mesi che ‘coviamo’ queste misure. Con un Pizzolato così, sicuro, deciso, grintoso, oggi non ce n’era per nessuno, neanche per un bravissimo Nasar. Merito di un gruppo straordinario, che si diverte e si impegna e di uno staff, tecnico, sanitario, federale, di altissimo livello. Questi sono i risultati quando si gareggia alla pari. L’ultimo record del mondo italiano risale al 1922 e questo la dice lunga”.
– foto Ufficio Stampa Fipe –
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