PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Finisce la corsa da sogno di Martina Trevisan sui campi in terra rossa di Parigi. La 28enne toscana, numero 59 del mondo, si è arresa nella semifinale del singolare femminile del Roland Garros di fronte alla 18enne Coco Gauff, numero 23 del ranking Wta e 18esima forza del tabellone. La statunitense, alla terza partecipazione al Major francese e, soprattutto, alla prima semifinale della carriera in uno Slam Slam, al pari dell’azzurra, si è imposta col punteggio di 6-3 6-1. Da evidenziare, come dati statistici, che la Trevisan ha commesso quattro doppi falli e tre “falli di piede” sul servizio. Per la toscana è stato comunque un grande torneo: è stata la terza italiana in era Open a raggiungere le semifinali a Parigi dopo Francesca Schiavone e Sara Errani. Dalla prossima settimana dovrebbe salire fino al gradino 26 della classifica internazionale (suo best ranking), diventando la nuova numero uno d’Italia.
Sabato la finale femminile vedrà di fronte la Gauff e la polacca Iga Swiatek, numero uno del mondo e del seeding, vincitrice nel 2020. La 21enne di Varsavia oggi ha liquidato la russa Daria Kasatkina col punteggio di 6-2 6-1 e partirà nel match che vale il titolo con i favori del pronostico. La statunitense, invece, è una delle finaliste più giovani della storia del Roland Garros: dalla prima finale di Kim Clijsters a Parigi, nel 2001, una under 18 non raggiungeva l’atto conclusivo alla base della Torre Eiffel.
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Trevisan ko a Parigi, Gauff in finale contro Swiatek
La Yamaha blinda Quartararo: rinnovo fino al 2024
ROMA (ITALPRESS) – La Yamaha blinda Fabio Quartararo. Rinnovo biennale, fino al 2024, per il 23enne francese, campione del mondo in carica e attualmente in testa alla classifica iridata della MotoGp 2022. “Quella di rinnovare non è stata una decisione semplice – ha commentato in conferenza stampa Quartararo, alla vigilia delle prime libere del Gran Premio della Catalunya – C’è voluto un pò di tempo per valutare tutto il progetto. Alla fine Yamaha si è impegnata molto, ha portato tante nuove persone all’interno della squadra e sa dove migliorare. Sono estremamente felice perchè stanno facendo il loro meglio per capire quello che ci manca. Credo che questo progetto mi abbia portato a prendere questa decisione un paio di settimane fa”. Per El Diablo “il primo obiettivo è avere la miglior moto. Mi hanno convinto perchè hanno introdotto nuove persone che stanno lavorando duro. In passato lavoravano su alcune aree ma non accettavano che la moto fosse più lenta rispetto alle altre”. Ora testa al circuito del Montmelò: “L’anno scorso è stato un weekend strano, però su questa pista mi sono sempre trovato bene. L’anno scorso eravamo veloci, non penso ci siano motivi per non lottare per un buon risultato. Speriamo di sentirci bene qui fin da domattina”.
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Pozzecco è il nuovo ct dell’Italbasket
ROMA (ITALPRESS) – La Federazione Italiana Pallacanestro ha raggiunto un accordo di collaborazione tecnica con Gianmarco Pozzecco, che da oggi è ufficialmente il nuovo commissario tecnico della Nazionale senior maschile. Il 39enne ex play goriziano e vice di Ettore Messina nell’Olimpia Milano, che prende il posto di Meo Sacchetti, verrà presentato alla stampa domani, venerdì, alle ore 14.30 presso l’Hotel Principe di Savoia in Piazza della Repubblica 17 a Milano. L’esordio di Pozzecco sulla panchina azzurra avverrà il 25 giugno prossimo a Trieste in occasione dell’amichevole che l’Italbasket disputerà contro la Slovenia. Il primo impegno ufficiale ad Almere il 4 luglio contro i Paesi Bassi nell’ultimo match della prima fase di qualificazione alla Fiba World Cup 2023. In agosto le amichevoli contro Francia (12 agosto a Bologna e 16 agosto a Montpellier), Serbia e Germania o Repubblica Ceca (19 e 20 al torneo di Amburgo) e le due gare ufficiali contro avversari da definire nella prima “finestra” della seconda fase di qualificazione al Mondiale 2023. Dall’1 al 18 settembre l’EuroBasket 2022 (2/8 settembre girone preliminare al Milano Forum).
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Miretti “Un onore essere chiamati nell’Under 21”
FIRENZE (ITALPRESS) – “Ogni volta che si viene chiamati in Nazionale è un onore, a maggior ragione se vieni chiamato in Under 21 per me che sono sotto età. Sono sicuramente orgoglioso di questa chiamata”. Lo ha detto il centrocampista Fabio Miretti parlando dal ritiro dell’Under 21, dove gli azzurrini stanno preparando le prossime gare di qualificazioni all’Europeo di categoria. Con mister Nicolato “stiamo iniziando a conoscerci in questi allenamenti, mi ha fatto una buona impressione iniziale, vedremo cosa riesco a trasmettergli”, ha aggiunto il giovane talento della Juventus. Che poi, parlando dello stage in Nazionale maggiore, ha raccontato: “E’ stata una bella esperienza, sicuramente mi ha fatto piacere il fatto che mister Mancini mi abbia convocato. In realtà ho fatto solo un giorno allenandomi solo il giovedì mattina, abbiamo fatto una partitella undici contro undici, c’erano ovviamente giocatori bravi e quindi è stata una partita di livello”. “Da quando ho iniziato ad allenarmi stabilmente con la prima squadra, sono sicuramente cresciuto molto – ha aggiunto Miretti – Ho avuto la fortuna di fare qualche partita da titolare, ed essendo un tifoso cresciuto nel vivaio juventino, è stata un’emozione indescrivibile poter giocare per la squadra del mio cuore”. “Sono cresciuto molto stando con grandi campioni sia dal punto di vista tecnico che come persona, e questo percorso di questi mesi mi ha aiutato tanto – ha concluso Miretti – Allegri? Mi ha dato tanti spunti su cui poter migliorare sia dal punto di vista tecnico ma soprattutto dal punto di vista della fase difensiva, che è un fattore su cui posso migliorare ancora tanto”.
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Doveri “Non pensavo di diventare arbitro dello scudetto”
FIRENZE (ITALPRESS) – Quello da poco chiusosi “credo sia stato un campionato piacevole, in cui praticamente fino alle ultime giornate tutti gli obiettivi erano aperti, a partire dallo scudetto fino alla salvezza che si è risolta negli ultimi minuti, e con la lotta per un piazzamento Champions League che è stata” a lungo “in discussione. Tutto ciò oltre che appassionare i tifosi, ha appassionato anche noi arbitri, che fondamentalmente amiamo il calcio”. Lo ha detto il direttore di gara Daniele Doveri ospite negli studi di ‘Italia 7’. Doveri ha arbitrato nelle ultime giornate, in maniera continuativa, le gare di serie A di Milan ed Inter, diventando di fatto arbitro dello scudetto: “Onestamente non me l’aspettavo, però credo sia stato un grosso attestato di stima di Gianluca Rocchi, il mio designatore, che ringrazio, e che testimonia la bontà della stagione che ho percorso”. “Le pagelle a noi arbitri? Sfogliamo i giornali e l’occhio ci cade -ha rivelato Doveri – Durante tutta la settimana fa parte della preparazione capire l’umore di una squadra e le tensione di uno spogliatoio, per prepararsi al meglio per l’appuntamento. Studiamo anche le tattiche di gioco e le caratteristiche dei vari giocatori ovviamente per quello che attiene a livello arbitrale. Da quest’anno grazie a Rocchi, Trentalange e Baglioni, abbiamo il supporto di un gruppo di allenatori che ci aiutano nella preparazione tecnico-tattica della gara”, ha raccontato Doveri, rivelando anche come “negli anni ho notato che i calciatori sono molto più interessati alle regole e sono molto più competenti”. Circa la violenza presente nei settori giovanili calcistici, che tocca molto spesso anche il mondo arbitrale, Doveri ha sottolineato: “Parlo da presidente di sezione arbitrale di Roma 1, gestisco 700 associati di cui 200 vanno a calcare i campi a livello provinciale, e spesso l’arbitro è un ragazzo che ha la stessa età dei calciatori che arbitra. Il problema più grande e la cosa più evidente quando vado a vedere queste partite è che non sono i calciatori che sono esagitati ma lo sono coloro che dovrebbero essere degli educatori quindi i genitori in tribuna e gli allenatori ed i dirigenti sul terreno di gioco. Alzano la tensione ed individuano nell’arbitro un obiettivo di contestazione, e purtroppo spesso tutta questa tensione sfocia in atti di violenza che a mio modo di vedere sono deprecabili ed andrebbero cancellati assolutamente dai campi di gioco, soprattutto nei settori giovanili”. Parlando invece della nuova possibilità apertasi da qualche mese, ovvero il doppio tesseramento calciatore-arbitro, Doveri ha puntualizzato: “Credo che a volte i problemi e le proteste nascano dalla non conoscenza. Dare a qualche ragazzo la possibilità di conoscere il regolamento e come si vive una partita cambiando la prospettiva, fa sì che quegli stessi ragazzi capiscano la difficoltà del ruolo e capiscono che l’arbitro non è un nemico ma uno che vive la loro stessa passione”. Sul reclutamento arbitrale “dobbiamo lavorare perchè è un tema importante e non lo è solo per l’ia ma è un problema generale del calcio – ha spiegato il fischietto nativo di Volterra – Senza arbitri non si gioca, soprattutto nei campionati giovanili. Io gestisco come presidente di sessione circa 170 partite a settimana e quest’anno molti ragazzi si sono dovuti trovare ad arbitrare due-tre partite a settimana per garantire la regolarità del campionato. Una mancanza di arbitri non è un problema solo per la nostra associazione – ha concluso Doveri – ma lo è in generale del calcio”.
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Tris dell’Argentina a Wembley, l’Italia cede 3-0
La “Finalissima 2022” va all’Argentina. A Wembley, l’Italia si arrende alla selezione allenata da Scaloni per 3-0 nella sfida che vedeva affrontarsi i campioni d’Europa e quelli del Sud America. Nell’ultimo ballo di capitan Giorgio Chiellini in azzurro (premiato dal presidente della Figc Gravina prima del calcio d’inizio per le sue 117 presenze), Mancini sceglie il tridente con Belotti supportato da Bernardeschi e Belotti mentre l’Albiceleste risponde con Di Maria, Lautaro e Messi. E sono proprio gli ultimi due a confezionare la rete del vantaggio al minuto 28 del primo tempo. Il numero 10 scappa via a Di Lorenzo, palla in mezzo solamente da spingere in rete per il centravanti di proprietà dell’Inter. Donnarumma battuto per la prima volta nella serata, mentre Bernardeschi protesta per un presunto fallo a centrocampo a inizio azione.
L’Italia fa fatica a costruire pericoli e viene punita al tramonto del primo tempo: Lautaro aggira Bonucci e serve in profondità Di Maria, che approfitta di un malinteso tra Chiellini e Donnarumma e fa 2-0 con un felpato scavetto. All’intervallo, il ct ridisegna l’Italia con gli ingressi di Locatelli, Scamacca e Lazzari (che pone fine all’avventura azzurra di Chiellini) ma è sempre l’Argentina a pungere. Donnarumma vola su un arcobaleno disegnato da Di Maria, poi è attento sui due tentativi di Messi, mentre i tifosi sudamericani iniziano a sottolineare con gli ‘olè’ il qualitativo possesso palla albiceleste. Serve a poco anche il passaggio al 3-5-2 con il ritorno in nazionale di Spinazzola, la squadra di Scaloni continua a dominare e non concede spazi all’attacco azzurro, con il punto esclamativo al 94′ piazzato da un Dybala appena subentrato. L’Argentina si aggiudica dunque il trofeo, 29 anni dopo l’affermazione ai rigori nel 1993, con Maradona in campo, contro la Danimarca.
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Marcell Jacobs salta il Golden Gala di Roma
ROMA (ITALPRESS) – Niente Golden Gala per Marcell Jacobs. Lo rende noto la Federazione in un comunicato stampa. Il velocista, campione olimpico nei 100 metri e nella 4×100, dopo il problema muscolare emerso il 23 maggio scorso, oggi si è sottoposto ad accertamenti all’Istituto di Scienza dello sport di Roma. I controlli “hanno evidenziato che l’atleta non ha pienamente recuperato dalla distrazione-elongazione di primo grado diagnosticata la scorsa settimana. Su indicazione dello staff sanitario Fidal, lo sprinter azzurro, insieme al suo tecnico Paolo Camossi, proseguirà gli allenamenti con un periodo di lavoro a media intensità, con obiettivo finale posto nella partecipazione ai Campionati del Mondo di Eugene e ai Campionati Europei di Monaco. Tale pianificazione impedirà a Jacobs di partecipare ad alcuni eventi agonistici già programmati, a partire dal Golden Gala Pietro Mennea del 9 giugno allo stadio Olimpico di Roma”.
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Mourinho “Vincere con la Roma speciale, stagione fantastica”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ stata una vittoria vissuta con follia e passione: dare gioia agli altri è una delle cose più belle della vita e farlo con la Roma è stato molto speciale”. Intervistato dal quotidiano portoghese “Record”, Josè Mourinho torna sulla serata magica di Tirana, dove ha guidato i giallorossi alla conquista della Conference League. Per lo Special One si è trattato del quinto trofeo personale a livello europeo dopo le due Champions con Porto e Inter, la Coppa Uefa con i Dragoes e l’Europa League sollevata col Manchester United. Successi che il tecnico di Setubal colloca tutti sullo stesso piano “perchè accomunati da emozioni forti, indipendentemente dalla grandezza delle competizioni in causa. Ci sono club dove i successi in Europa sono la conseguenza naturale degli investimenti e delle aspettative. Ma nel mio caso spesso sono stati successi quasi contronatura: al Porto non si aspettavano di vincere in Europa, così come all’Inter e alla Roma ancora meno. Come giudico la stagione? Per qualche Einstein è stata sicuramente pessima ma per me, che sono molto esigente con me stesso, è stata semplicemente fantastica perchè non avevamo le capacità per fare di più”. “Ho avuto giocatori che hanno disputato 50 partite e non parlo nemmeno di Rui Patricio che ne ha fatte 54 – ricorda Mou – Ci sono stati ragazzini che ho trasformato in giocatori, ho avuto un calciatore top che è stato per 10 mesi infortunato, ho avuto avversari come Inter, Milan, Juve e non dimentico nemmeno Napoli, Atalanta, Lazio. Abbiamo giocato 14 gare al giovedì e poi la domenica dopo c’era il campionato. E c’è stato tutto un lavoro fatto internamente guardando alla crescita del club e che da fuori nessuno vede. Anche per questo devo dire grazie a Tiago Pinto, un grande dirigente e oggi anche un amico. Ora capisco perchè il Benfica non vince più”. Tornato in Italia dopo il biennio nerazzurro, Mourinho ha ritrovato un “campionato in crescita, squadre come Verona, Torino, Bologna, Sassuolo e altre, senza la pressione di dover lottare per l’Europa o per la salvezza, sono cambiate. Oggi giocano, vogliono vincere e non ci sono partite noiose. Mi è piaciuto tornare in A. Gli arbitraggi? Fanno discutere non solo in Italia ma in tutto il Mondo. Rocchi è un designatore competente che deve svolgere un lavoro difficile: ci sono meno arbitri con esperienza e molti giovani e ci sono stati alcuni errori arbitrali che hanno condizionato diverse partite. Comunque la serie A è un campionato di qualità”. E se per colmare in futuro il gap con le squadre davanti Mourinho conosce una sola ricetta (“lavoro, lavoro e lavoro”), per quanto riguarda il connazionale Leao decisivo per lo scudetto del Milan, ammette: “è inarrestabile, che giocatore. Il Milan ha trovato la dinamica perfetta per le sue qualità ed è così che ha risolto tante partite. E’ forte quando ha di fronte un blocco basso e lo è anche in transizione, negli spazi”.
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