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Milan campione d’Italia, netta vittoria a Reggio Emilia

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Milan di Stefano Pioli è campione d’Italia per la 19esima volta nella sua storia. Non c’è partita in un Mapei Stadium interamente rossonero e il 3-0 finale (doppio Giroud e Kessie) è forse persino generoso nei confronti del Sassuolo rispetto a quel che si è visto in campo. Il Milan chiude a 86 punti in classifica, a +2 dall’Inter (vittoria con la Sampdoria), in quello che è il suo miglior risultato nell’era dei tre a vittoria. La partenza dei rossoneri è a razzo. Sono quattro le occasioni da gol nei primi dieci minuti di gioco. Prima con Giroud (7′) che stacca di testa da calcio piazzato e costringe Consigli al primo intervento. La più clamorosa ce l’ha Leao che sfrutta un recupero alto di Tonali per calciare a botta sicura ma Ferrari riesce a sporcare il tiro in angolo. Al 9′ Tomori di testa da corner sfiora l’1-0, ma Maxime Lopez salva sulla linea. Poco dopo, Saelemaekers scatta in posizione regolare e si fa murare da Consigli. Al 17′ però il Milan passa in vantaggio. La rete è di Giroud, ma gran parte del merito lo hanno Krunic e Leao che rubano palla ad Ayhan in posizione offensiva. L’ex Lille si invola verso la porta e serve il francese che beffa Consigli sotto le gambe. C’è una sola squadra in campo. Prima del duplice fischio il Milan dilaga. E le reti del 2 e 3-0 sono le fotocopie del primo. Al 32′ è Ferrari a regalare palla a Leao che passa sulla linea di fondo e scarica per il tiro vincente del solito Giroud. Al 37′ Krunic scippa palla a Maxime Lopez e trova l’accorrente Kessie che saluta il rossonero col terzo gol della giornata. Il Milan lascia le briciole ai neroverdi e al 43′ si prende gli applausi anche Maignan che nega il gol al Sassuolo sul colpo di testa di Frattesi. Il secondo tempo è pura accademia, il pubblico torna ad infiammarsi per l’ingresso di Ibrahimovic, che va in gol ma c’è fuorigioco. Poi è countdown, fino al palo di Traore e al triplice fischio finale di un campionato che si tinge di rossonero a distanza di undici anni dall’ultima volta.

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Ciccone vince la 15^ tappa del Giro, Carapaz resta leader

COGNE (ITALPRESS) – Giulio Ciccone vince la quindicesima tappa del Giro d’Italia 2022, la Rivarolo Canavese-Cogne, di 178 chilometri. Il ciclista italiano, 27enne di Chieti, della Trek-Segafredo, stacca gli avversari e taglia il traguardo in solitaria, conquistando così il suo terzo successo nella Corsa Rosa. Seconda posizione per il colombiano Santiago Buitrago Sanchez (Bahrain Victorious), staccato di 1’31”, terzo lo spagnolo Antonio Pedrero (Movistar). La maglia rosa rimane sulle spalle dell’ecuadoriano Richard Carapaz (Ineos Grenadiers), oggi coinvolto in una caduta, per sua fortuna senza complicazioni.
Domani ultima giornata di riposo per la carovana rosa. Il prossimo appuntamento è in programma martedì con la sedicesima tappa, la Salò-Aprica di 202 chilometri (partenza alle 11.15).
“Oggi è stata una di quelle giornate in cui mi sentivo Giulio Ciccone, mi sentivo me stesso. Sapevo che la condizione in questo giro poteva arrivare, doveva arrivare. Ho avuto tanti problemi in questo periodo. E’ stata dura soprattutto mentalmente, perchè quando fai fatica a vincere, riconfermarti è sempre difficile. Tanti ti mettono in dubbio, sono stato criticato praticamente da tutti ultimamente. Però dentro di me sapevo come stavano le cose, a cosa potevo affidarmi e attaccarmi: ho fatto semplicemente quello che so fare”, ha affermato Ciccone, dopo le fatiche odierne.
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Doppietta Red Bull in Spagna, vince Verstappen davanti a Perez

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Max Verstappen vince il Gran Premio di Spagna di Formula 1 e si prende la leadership del Mondiale. L’iridato in carica approfitta del ritiro della Ferrari di Charles Leclerc mentre era saldamente al comando dopo 27 giri e chiude davanti al compagno di squadra Sergio Perez, con la Red Bull che balza in testa anche alla classifica costruttori. Completa il podio la Mercedes di George Russell, davanti alla Ferrari di Carlos Sainz che beffa un Lewis Hamilton (quinto dopo la rimonta dal fondo per un contatto con Magnussen al primo giro) al limite con la benzina nel penultimo giro. A seguire Valtteri Bottas (Alfa Romeo), Esteban Ocon (Alpine), Lando Norris (McLaren), Fernando Alonso (Alpine) e Yuki Tsunoda (AlphaTauri). “Il team ha fatto un lavoro straordinario per affidabilità fino ad adesso, fa male perchè succede in una gara dove siamo primi e stiamo gestendo, ma il campionato è lungo – le parole di Leclerc a Sky -. In momenti così non si può far altro che guardare le cose positive del week-end in qualifica e in gara, il feeling era molto buono ed era da due o tre gare che non lo provavo”. “Ho fiducia per le prossime – dice il pilota Ferrari -, fa male ma guardiamo avanti”.

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Azzurri del tiro con l’arco ancora d’argento in Cdm

ROMA (ITALPRESS) – L’Italia del tiro con l’arco torna a casa con un altro argento conquistato in Coppa del Mondo. La squadra maschile dell’arco olimpico, formata da Mauro Nespoli, David Pasqualucci e Alessandro Paoli, nella seconda tappa di Gwangju, perde solo in finale con i padroni di casa della Corea del Sud, che vincono 6-0 con i seguenti parziali: 59-53, 58-57, 57-52, confermandosi devastanti. E’ il secondo podio consecutivo in poco più di un mese per gli azzurri che anche all’esordio stagionale nella competizione, ad Antalya, in Turchia, sono saliti sul secondo gradino del podio arrendendosi solamente a Taipei. Per l’Italia maschile questo secondo argento vale altri punti utili per migliorare il ranking mondiale, anche in vista delle qualificazioni per Parigi 2024.
Gli azzurri non sono riusciti nell’impresa di vincere la sfida contro i maestri coreani, campioni olimpici e mondiali in carica, che questa volta hanno anche il vantaggio di tirare in casa.
Nella finalissima Kim Je Deok, Kim Woojin e Lee Woo Seok imprimono subito un ritmo forsennato alla gara piazzando un primo set da 59 punti su 60 a cui l’Italia risponde con un 53. Gli azzurri aumentano la media e si avvicinano alla quasi perfezione degli avversari, il secondo parziale è molto più equilibrato, ma si chiude a favore dei coreani 58-57. A questo punto, sotto 4-0, l’Italia avrebbe bisogno di vincere due volee di fila per rimanere nel match, impresa che si dimostra impossibile perchè le prestazioni dei coreani non lasciano spazio a un ritorno in gara degli azzurri: anche il terzo set va infatti ai padroni di casa (57-52). Finisce 6-0 e l’Italia ha poco da rimproverarsi, la Corea del Sud si dimostra ancora una volta la Nazionale più forte con diciotto frecce su diciotto nel “giallo” e ben undici “10”.
Al trio olimpico resta la grande soddisfazione di essersi confermato a livelli altissimi, arrivando per la seconda volta di fila in fondo alla competizione a squadre, un bel risultarto, importante in vista di Parigi 2024.
I criteri di qualificazione per le prossime Olimpiadi infatti includono anche la classifica mondiale a squadre: grazie ai due argenti tra Antalya e Gwangju l’Italia ha messo in cascina tanti punti utili per scalare posizioni.
Il viaggio della World Cup 2022 è arrivato al suo giro di boa. A giugno è in programma la terza tappa che si terrà a Parigi dal 20 al 26, mentre la quarta è in programma dal 18 al 24 luglio a Medellin. I risultati delle quattro fasi indicheranno i finalisti che si affronteranno a Tlaxcala, in Messico, tra il 15 e il 16 ottobre.
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Il Napoli chiude in bellezza, 3-0 a La Spezia

LA SPEZIA (ITALPRESS) – Il Napoli, matematicamente terzo dalla scorsa settimana, chiude il suo campionato vincendo 3-0 al Picco sul già salvo Spezia. Politano, Zielinski e Demme siglano i gol arrivati tutti in un primo tempo in cui il gioco è stato anche interrotto per diversi minuti a causa di alcuni disordini tra tifoserie. Partenza lanciata degli ospiti che dopo soli 4′ passano con un gran gol di Politano, bravissimo a seminare gli avversari partendo palla al piede dalla destra: l’esterno del Napoli si accentra e conclude dal limite dell’area con un sinistro sul secondo palo su cui non può nulla Provedel.
Il clima disteso tra i giocatori in campo non è però in armonia con gli animi delle due tifoserie che già prima del match si erano “beccate” all’esterno dello stadio. Caos e tafferugli sugli spalti, culminati in un reciproco scambio di fumogeni, costringono l’arbitro Marchetti all’11’ a sospendere le ostilità per circa 12 minuti. Quando tra le curve ritorna la calma, la gara riprende e il Napoli immediatamente raddoppia con Zielinski, più lesto di tutti nell’avventarsi su un rimpallo vagante in area e impietoso nello scaricare in porta un tiro violento che batte ancora il portiere. Il Napoli si diverte e prima sfiora il tris con Elmas e poi lo trova con Demme al termine di una bellissima azione nello stretto condotta dal tedesco assieme a Petagna. Solo dopo il 3-0 si vede un pò di Spezia: Meret alza sopra la traversa una punizione di Verde e sul successivo calcio d’angolo Erlic manca il bersaglio da pochi passi. Prima del maxi recupero, annullato per offside un gol a Manaj.
I liguri continuano a spingere nella ripresa e attaccano sotto la Curva Ferrovia alla ricerca di un gol per riaprire la sfida. Due volte Manaj e Maggiore non inquadrano lo specchio mentre Thiago Motta fa esordire in A il giovane portiere Zovko e regala standing ovation proprio a capitan Maggiore e a Erlic che dopo 4 anni lascerà lo Spezia. Dall’altro lato Spalletti inserisce Insigne, nel giorno del suo addio, con Mertens e Osimhen. Su un tiro del nigeriano, miglior Under 23 del campionato (premiato nel prepartita), Kiwior mette il corpo per evitare il poker partenopeo. Nel finale debutta pure il terzo portiere del Napoli, Marfella, che si fa trovare pronto su un colpo di testa di Salcedo e poi può solo pregare quando la palla sbatte sulla traversa su un tiro di Manaj: è l’ultimo sussulto della stagione di Spezia e Napoli.

– foto LivePhotoSport –
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Miami batte Boston e torna avanti nella serie, Butler ko

BOSTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Miami rimette la testa avanti. In gara-3 della finale della Eastern Conference, gli Heat vincono 109-103 a Boston e tornano a comandare la serie per 2-1. Ma il successo di Miami, capace di respingere il tentativo di rimonta dei Celtics, non è indolore: un’infiammazione al ginocchio destro ha tenuto fuori Jimmy Butler per l’intero secondo periodo. Da valutare per le prossime gare le condizioni dell’asso degli Heat, trascinati da Bam Adebayo, autore di 31 punti e 10 rimbalzi. Miami ha dominato i primi due tempi, arrivando ad accumulare 26 punti di vantaggio. Ma senza Butler la franchigia della Florida ha perso le coordinate e Boston – grazie soprattutto a un incontenibile Jaylen Brown, 40 punti e 9 rimbalzi, 14/20 al tiro – si è avvicinata pericolosamente fino al 93-92 a meno di tre minuti dalla fine. Ma Max Strus e il solito Adebayo hanno rimesso in sicurezza il risultato per Miami, che ora comanda per 2-1.

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Juve battuta, la Fiorentina vola in Conference League

FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina batte 2-0 la Juventus e si qualifica per la prossima Conference League. Un giusto premio per i viola che chiudono in bellezza il proprio campionato regalandosi il ritorno in Europa in un contesto di pubblico da favola, vistI i quasi 35 mila spettatori presenti stasera al ‘Franchì. Decidono Duncan e Nico Gonzalez in chiusura dei due tempi, al termine di una partita non bella, con gli uomini di Italiano che si giocavano tanto e la Juve quasi in passerella. Dybala lascia i bianconeri senza segnare, al termine di un’annata che dice quarto posto ma che non va annoverata fra le più positive per il club guidato da Andrea Agnelli. Il primo tempo della gara vede una Fiorentina molto contratta e capace di collezionare una lunga sequenza di errori, in particolare nella metà campo avversaria. L’atteggiamento dei bianconeri invece è il solito di sempre: chiusi in difesa e provare a ripartire. E’ Bonaventura l’unico che ci prova davvero nei gigliati, con una conclusione di sinistro deviata in angolo al 19′ e con un destro sette minuti più tardi, senza però alcune parata di Perin. La Juventus si affida di contro a Bernardeschi a destra, ex fischiatissimo, ma non arrivano palloni buoni da giocare per Kean. I viola passano in vantaggio poco prima della pausa lunga: l’azione in area bianconera è confusa e vede premiata la caparbietà di Bonaventura che serve Duncan che di sinistro fa esplodere il ‘Franchì. Nell’azione si fa male Piatek ma la peggio ce l’ha Chiellini, che esce dal campo col volto insanguinato, vittima di un colpo ricevuto in maniera fortuita all’altezza della tempia. Il secondo tempo si gioca sui nervi, non tanto per quel che accade in campo ma per quello che la Fiorentina si gioca. Nella Juventus entrano anche Pinsoglio, McKennie e l’ex Vlahovic, poi i viola vanno vicinissimi al raddoppio al 78’ quando Pinsoglio salva due volte suulla linea di porta sulle conclusioni di Piatek e Bonaventura. Nel finale di partita il ‘Franchì esulta al gol di Stulac a Bergamo e vive in apnea fino a quando Chiffi non assegna un calcio di rigore al primo dei tre minuti di recupero per fallo di Bonucci su Torreira. Nico Gonzalez chiude i conti dal dischetto, poi al triplice fischio scatta la festa gigliata.
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Festival del gol all’Olimpico, fra Lazio e Verona è 3-3

ROMA (ITALPRESS) – Finisce con un rocambolesco 3-3 l’ultima giornata di Lazio e Verona. All’Olimpico continui ribaltamenti di fronte tra primo e secondo tempo danno vita a un pareggio, che accontenta i biancocelesti, definitivamente quinti in classifica davanti alla Roma. Gli uomini di Tudor chiudono a quota 53 punti in nona posizione. Quattro dei sei gol vengono siglati nella prima mezz’ora, sintomo di un campionato senza più obiettivi per entrambe le squadre. Ne consegue un match ricco di spettacolo, sin dal minuto numero 6: Lazovic controlla un cross di Faraoni e trova con facilità la testa di Simeone, bravo a sbloccare il risultato con un’incornata precisa. Doccia fredda per la Lazio in avvio, che evidentemente però non basta a svegliare gli uomini di Sarri. Il Verona quindi raddoppia i conti al 13′, questa volta ci pensa Lasagna: percussione e sinistro a baciare i due pali prima del definitivo ingresso in porta della sfera. Senza Ciro Immobile, i biancocelesti si affidano a Jovane Cabral, arrivato in prestito a gennaio dallo Sporting: anche con un pò di fortuna, il capoverdiano trova la prima gioia con la nuova maglia grazie a un tiro deviato al 16′. Sale di giri la squadra di casa, aumenta il baricentro e prima dello scoccare della mezz’ora ecco il pareggio: Felipe Anderson si accentra e col sinistro batte Berardi al 29′. Nell’ultimo quarto d’ora di frazione le due squadre prendono fiato e gestiscono il possesso, ma è la Lazio a partire meglio nella ripresa. Al 56′ Milinkovic stecca un colpo di testa piuttosto semplice per uno come lui, mentre soli 4 minuti più tardi – sempre il serbo – incorna in maniera decisa di pochi centimetri sopra la traversa. Il gol della provvisoria rimonta si concretizza al 62′: Felipe Anderson sfugge a Tameze, tiro deviato da Berardi e tap-in vincente del neo-entrato Pedro. Un’azione confusa e con qualche episodio dubbio (controllato dal Var) porta all’ennesimo pareggio al 76′: Bessa serve Hongla che deve solo appoggiare per il 3-3 conclusivo. Anche un palo nel finale con Acerbi fermato dal riflesso di Berardi, deviato appunto sul legno sinistro.
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