CAGLIARI (ITALPRESS) – Walter Mazzarri non è più l’allenatore del Cagliari. Ufficiale l’esonero del tecnico di San Vincenzo a tre giornate dalla fine del campionato. La società sarda non specifica chi siederà in panchina ma si parla del tecnico della Primavera, Alessandro Agostini. Mazzarri era stato scelto per sostituire Leonardo Semplici dopo che sotto la sua guida il Cagliari aveva raccolto un punto nelle prime tre giornate di campionato. Penultima con 10 punti alla fine del girone d’andata, la squadra rossoblù era riuscita a dare segnali incoraggianti e risalire la classifica ma gli ultimi due mesi sono stati avari di risultati, con appena una vittoria e sette sconfitte nelle ultime otto uscite. Quart’ultimo a +3 sul Genoa, il Cagliari è atteso nelle ultime tre giornate da due scontri diretti, entrambi in trasferta con Salernitana e Venezia, e in mezzo l’impegno contro l’Inter alla Unipol Domus.
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Il Cagliari esonera Mazzarri a tre giornate dalla fine
Nuova stangata Uefa: club russi fuori dalle coppe 2022-23
NYON (SVIZZERA) (ITALPRESS) – La Russia resta ai margini del calcio europeo. La Uefa dà seguito a quanto deciso dopo l’invasione dell’Ucraina e annuncia una serie di decisioni prese dall’Esecutivo “per le prossime competizioni, per garantirne il regolare svolgimento in un ambiente sicuro e protetto a tutti gli interessati”. Per quanto riguarda la Nations League, “la Russia non parteciperà al Gruppo 2 della Lega B e sarà automaticamente classificata al quarto posto nel girone. Di conseguenza, retrocederà al termine della fase a gironi e si classificherà al 16° e ultimo posto della Lega B”. Al femminile, Russia esclusa dai prossimi Europei (sarà sostituita dal Portogallo) e dal girone di qualificazione ai Mondiali, stop anche all’Under 21 maschile mentre a livello di club, “la Russia non avrà club affiliati che parteciperanno alle competizioni Uefa nella stagione 2022/23. Di conseguenza, le rispettive liste di accesso delle competizioni per club maschili e femminili sono state riequilibrate secondo i principi stabiliti nei relativi regolamenti di gara. Inoltre, alla Russia verrà assegnato un numero di punti coefficiente equivalente al numero più basso ottenuto in una delle ultime cinque stagioni, ovvero 4.333 punti per il coefficiente per club maschili e 1.750 per il coefficiente per club femminili ai fini del calcolo dei punti per la stagione 2022/23”. Nel futsal femminile ufficiale l’esclusione anche dalla fase finale degli Europei di luglio (ripescata l’Ungheria) e dalle qualificazioni a quelli del 2023 e ai Mondiali del 2024. Per quanto riguarda le competizioni giovanili, la Russia non parteciperà agli Europei Under 17 e Under 19 maschili e femminili 2022/23. Infine è stata dichiarata “non idonea” la candidatura presentata dalla Federcalcio russa per ospitare Euro2028 o Euro2032. L’Esecutivo Uefa rimane in attesa di convocare ulteriori riunioni per rivalutare la situazione legale e di fatto a seconda dei casi e adottare ulteriori decisioni secondo necessità.
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Il Bologna riabbraccia Mihajlovic, dimesso dall’ospedale
BOLOGNA (ITALPRESS) – Splendida notizia in casa Bologna. La società rossoblù fa sapere in una nota che “nella giornata di oggi Sinisa Mihajlovic è stato dimesso dall’Ospedale Sant’Orsola, in buone condizioni generali”. Lo scorso 26 marzo Mihajlovic aveva annunciato in una conferenza stampa che, a distanza di due anni e mezzo dalla prima diagnosi sulla leucemia, si sarebbe dovuto ricoverare davanti al rischio di una ricaduta. In queste settimane il tecnico serbo ha seguito a distanza il Bologna, affidando il lavoro sul campo ai fidati collaboratori De Leo e Tanjga, e durante la sua assenza i rossoblù hanno colto le preziose vittorie su Sampdoria e Inter e i pareggi contro Milan, Juve, Udinese e Roma. E proprio il giorno dopo il successo sui nerazzurri, la squadra si è recata al Sant’Orsola, acclamando con cori e applausi il suo allenatore che li ha ringraziati affacciandosi dalla finestra della sua stanza. Ora Mihajlovic spera di poter tornare a Casteldebole e dirigere di nuovo dal vivo gli allenamenti.
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Il Milan sempre a +2 dall’Inter, la Juve blinda la Champions
ROMA (ITALPRESS) – Il Milan chiama, l’Inter risponde. Resta di due lunghezze il vantaggio dei rossoneri sui nerazzurri anche dopo la 35esima giornata di Serie A, con le milanesi impegnate nella volata per lo scudetto. Il decimo centro di Rafael Leao regala un’altra vittoria nei minuti finali al Diavolo e vale un altro pezzettino di tricolore. Davanti al magnifico colpo d’occhio di un San Siro a tinte rossonere, la Fiorentina tiene per ottanta minuti ma deve arrendersi sull’1-0 e incassare la terza sconfitta di fila in campionato. Il Diavolo carbura dopo un avvio nervoso: prima un gol non convalidato a Hernandez per la precedente posizione irregolare di Messias, poi al 16′ Giroud si divora la chance con uno scavetto che si spegne sul fondo. Il Milan ha bisogno di riordinare le idee all’intervallo e l’impatto nei primi minuti della ripresa è di un altro spessore, ma poco concreto. Al 48′ Leao fa tutto bene in area di rigore ma da pochi passi alza troppo la mira, così come succede a Theo al 53′ dopo una delle sue solite progressioni sulla fascia sinistra. Pioli pesca dalla panchina prima con Rebic e Krunic, poi infiamma il Meazza con Ibrahimovic al posto di un Giroud opaco, ma nonostante il netto predominio territoriale i rossoneri fanno fatica a costruire occasioni importanti. E al 75′ tocca quindi a Maignan tenere in piedi il sogno scudetto con un riflesso felino sul colpo di testa di Cabral. E se il portiere del Milan è decisivo in positivo, quello della Viola la combina grossa: ennesimo errore con i piedi, Leao prende la mira e questa volta infila sul primo palo per un gol liberatorio e pesantissimo. Prima del triplice fischio qualche dubbio per un possibile rigore non concesso proprio su Leao, ma la sostanza non cambia: il Milan vince e mantiene il +2 sull’Inter, vittoriosa in casa dell’Udinese per 2-1.
Dopo lo scivolone di Bologna, i campioni d’Italia in carica ritrovano Handanovic tra i pali e superano un esame non semplice alla Dacia Arena, virtualmente sotto di 5 punti dopo l’affermazione dei rivali sulla Fiorentina. I nerazzurri evitano di caricarsi di ulteriore pressione impiegando appena 12′ per sbloccare il match. Sugli sviluppi di un corner, è ancora Perisic a portare in vantaggio l’Inter sul cross pennellato da Dimarco. L’Udinese perde Success per infortunio ma prova a rispondere con la vivacità di Deulofeu e Pereyra, esponendo però il fianco a qualche pericolosa ripartenza della squadra di Inzaghi. Ed è proprio su una di queste che l’Inter costruisce il raddoppio: Pablo Marì nega fallosamente a Dzeko un facile tap-in, c’è bisogno dell’on field review ma l’arbitro Chiffi indica il dischetto. Al 39′, quindi, Lautaro Martinez colpisce il palo ma sulla ribattuta, complice un tocco di Silvestri, può appoggiare facilmente in rete per il 2-0. In apertura di ripresa Dzeko non è freddo davanti a Silvestri, l’Udinese non smette di crederci e al 72′ la riapre. Handanovic si supera su una splendida punizione di Deulofeu, ma Udogie si avventa sulla respinta e serve Pussetto, cui basta solamente ribadire in rete per l’1-2. Inzaghi cambia le punte, Sanchez entra bene ma Correa spreca servendo troppo presto Vidal in un’azione in cui la linea difensiva bianconera era stata ormai superata. Il punteggio rimane così in bilico sino al triplice fischio, con l’Inter in apprensione per l’infortunio di Barella, uscito per un problema al ginocchio, ma vincente e ancora in scia del Milan per un finale di stagione che si preannuncia sempre più incandescente.
La Juventus soffre ma, grazie a una doppietta di Leonardo Bonucci nel giorno del suo compleanno, supera il Venezia per 2-1 all’Allianz Stadium. Non una buona prestazione per i bianconeri, che però ottengono un’altra vittoria utile per avvicinarsi sensibilmente alla qualificazione matematica alla prossima Champions League. Di Aramu il gol del momentaneo pareggio dei lagunari di Soncin, che perdono per la nona volta di fila nonostante l’avvicendamento in panchina e sono ormai con un piede in Serie B: sarà decisivo giovedì il recupero con la Salernitana. La squadra di Allegri parte forte nel primo tempo e, dopo aver colpito la traversa con una conclusione violentissima di Pellegrini, passa subito in vantaggio con il gol di Bonucci, che su torre di De Ligt dagli sviluppi di un piazzato torna a segnare e lo fa proprio nel giorno in cui compie trentacinque anni. I lagunari non sembrano però patire particolarmente a livello psicologico lo svantaggio e si rendono pericolosi in un paio di occasioni, su tutte spicca il colpo di testa di Henry che esce fuori di pochissimo con Szczesny immobile. Nella ripresa i ritmi si abbassano e l’ingresso di Dybala non incide, mentre Vlahovic è un corpo estraneo e viene cercato poco e male. La Juve fatica parecchio a farsi vedere dalle parti di Maenpaa e si abbassa pericolosamente, subendo puntuale il gol del pareggio da parte di Aramu, che come all’andata punisce la Vecchia Signora con un gran tiro dalla distanza a venti minuti dal termine. Rabbiosa però la reazione dei bianconeri che nel giro di cinque minuti trovano subito il nuovo vantaggio, ancora con Bonucci, che in mischia è l’ultimo a toccare sotto misura. Dopo la doppietta su rigore contro la Lazio, ne arriva un’altra e stavolta su azione per il centrale della Nazionale, che si fa un regalo coi fiocchi. Allegri si copre negli ultimi minuti inserendo Chiellini per Vlahovic e i suoi non soffrono particolarmente, portando a casa una vittoria fondamentale per l’obiettivo qualificazione alla prossima Champions League, ormai a un passo.
Il Torino espugna il ‘Castellanì di Empoli grazie ad una tripletta di Belotti, con due calci di rigore, al termine di una partita rimasta in bilico nel risultato fino alla fine e condizionata soprattutto dal rosso rimediato da Verre, quando i padroni di casa si trovavano sul momentaneo vantaggio. Proteste furiose dopo il triplice fischio finale da parte dei toscani che mettono nel mirino il direttore di gara Cosso di Reggio Calabria sia per la legittimità dei due penalty fischiati ai granata, sia per un possibile fallo da rigore su La Mantia al 90’. L’Empoli deve così rimandare la sua salvezza matematica, per Pobega e compagni invece con questi tre punti il superamento del Sassuolo in classifica. Il primo tempo vede un predominio territoriale e nel possesso palla da parte del Torino con i centrocampisti ospiti che hanno la meglio, e con in particolare Pobega che si mette in mostra. Il numero 4 granata ha anche due chance per sbloccare il risultato con altrettanti mancini ma la palla in entrambe le circostanze esce a lato alla sinistra di Vicario. L’Empoli ci mette un pò a prendere le misure dell’avversario con Di Francesco molto vivace mentre di contro Verre è poco appariscente. Proprio di Verre è l’unico tiro in porta dei padroni di casa nei 45′ iniziali con conclusione bloccata senza fatica da Berisha. Clamoroso è l’errore che commette Pinamonti ad inizio ripresa (52′) quando al termine di un contropiede portato avanti da Verre che si fa quaranta metri palla al piede, il carnefice del Napoli otto giorni fa supera in pallonetto Berisha in uscita disperata ma mette fuori. E’il preludio al vantaggio dell’Empoli ad opera di Zurkowski che di sinistro sorprende Berisha. La partita per gli uomini di Andreazzoli potrebbe mettersi in discesa ma dopo 6′ Verre viene espulso, dopo consulto Var dell’arbitro Cosso, in virtù di una brutta entrata del numero 7 azzurro su Pellegri. Al 70′ Juric decide di stravolgere il suo Torino: fuori Pellegri, Singo e Lukic per Belotti, Seck e Ricci, quest’ultimo applauditissimo da tutto il ‘Castellanì essendo un ‘frescò ex. Pochi istanti ed il direttore assegna un calcio di rigore per fallo di mano Stojanovic su conclusione di Ansaldi, Belotti dal dischetto non sbaglia (78′). Il risultato di pareggio potrebbe accontentare tutt, ma il Toro ci crede e a 5’ ancora protagonista è il Var con l’arbitro Cosso che ravvisa un nuovo fallo di mano in area di Stojanovic, espulso poi per doppio giallo, e Belotti firma dagli undici metri la propria doppietta. All’ultimo dei sei minuti di recupero Belotti fa tris, manda in estati i tifosi granata giunti al ‘Castellanì e si porta a casa il pallone.
Finisce 0-0 la sfida del posticipo all’Olimpico tra Roma e Bologna, con le due squadre che danno vita a una partita godibile dove sono i due portieri i veri protagonisti. Dopo due episodi discussi avvenuti nell’area di rigore ospite, sono i rossoblù a creare la prima occasione al 18′ quando Soriano verticalizza per Arnautovic che viene fermato in uscita da Rui Patricio. Gli uomini di Mourinho rispondono 10 minuti dopo quando Maitland-Niles avanza palla al piede e serve sul secondo palo Zaniolo, che ci prova con il sinistro ma Skorupski salva in tuffo. Al 39′ è Perez a tentare il tiro dal limite con il mancino, ma Skorupski è ancora attento nella respinta. Al 42′ è Dominguez a servire in profondità Orsolini, con Rui Patricio abile a sbarrare la strada in uscita al proprio avversario. Il primo tempo si chiude senza ulteriori sussulti. Al 22′ della ripresa Skorupski compie un miracolo su un colpo di testa ravvicinato di Kumbulla, arrivato dopo un corner calciato dal neo entrato Pellegrini. Al 36′ Mancini serve Abraham in area, che controlla bene e incrocia sul secondo palo ma la sfera termina ampiamente fuori. Poco dopo, sul fronte opposto, è De Silvestri a incornare da pochi passi dopo il cross dalla sinistra di Barrow, ma Rui Patricio salva a mani aperte. Nel finale, l’ultimo squillo è di Pellegrini che dal limite ci prova di collo pieno con la palla che finisce alta di poco sopra la traversa. In classifica, la Roma raggiunge al quinto posto la Lazio a quota 59 ma con il vantaggio degli scontri diretti. Il Bologna sale invece al dodicesimo posto con 43 punti all’attivo.
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Dominio di Bagnaia a Jerez, primo squillo per Pecco
JEREZ DE LA FRONTERA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Pecco Bagnaia si sblocca nel 2022 e lo fa nella maniera migliore possibile. A Jerez è ‘Grande Slam’ per il centauro italiano della Ducati che, dopo la pole, firma anche il giro veloce in una gara vissuta in testa dalla partenza alla bandiera a scacchi. Ci ha provato Fabio Quartararo, l’unico in grado di tenere il passo di un indiavolato Bagnaia, ma alla fine anche il campione del mondo in carica su Yamaha ha dovuto arrendersi e accontentarsi del secondo posto. “Una giornata bellissima, abbiamo faticato tanto dall’inizio ma non abbiamo mai smesso di lavorare. Siamo tornati a sfruttare il nostro potenziale e anche di più”, la soddisfazione di Pecco, che balza al quinto posto della classifica piloti guidata ora in solitaria dal francese, e campione in carica, Quartararo. “Le ho provate tutte, ma lui era davvero molto veloce. Abbiamo tenuto un ritmo folle. Non è stata una battaglia ma una gara intensa, ci siamo divertiti tanto”, i complimenti del ‘Diablò al rivale. A completare il podio c’è l’Aprilia di un ottimo Aleix Espargaro, in attesa del momento giusto per superare Miller e Marquez. “Ho visto che Jack ha frenato in anticipo e Marc perso il posteriore, di lì ho spinto come un matto”, racconta lo spagnolo. Con un vero e proprio miracolo, Marquez ha evitato di essere disarcionato dalla sua Honda, chiudendo davanti alla Ducati di Miller. Sesto posto per Mir (Suzuki), seguito da Nakagami (Honda) e gli italiani Bastianini e Bezzecchi (Ducati), con Binder (Ktm) a chiudere la top-10.In Moto3 è Izan Guevara a spuntarla in un tiratissimo ultimo giro davanti a Garcia e Masia (e con Foggia 18°), in Moto2 vince il giapponese Ogura e accorcia sul leader del Mondiale Celestino Vietti (6°), ma l’Italia porta sul podio Tony Arbolino, terzo e alle spalle dello spagnolo Canet. Ora una settimana di sosta, poi si torna in pista a Le Mans.
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“La bellezza della forza”, Morri, Salis e Caponio a Milano
MILANO (ITALPRESS) – “La bellezza della forza inside_outside –
Wo*men’s Rugby Land of Freedom: chi semina sport raccoglie futuro”. Nell’ambito di Milano Beauty Week (3-8 maggio), si parla anche di come arte e rugby e sport, che usano come “mezzo di espressione” il corpo, siano attivatori di benessere creando una “doppia illuminazione interiore” fondamentale per affrontare la vita di tutti i giorni. Incontri che parlano di come lo sport impatti positivamente sulla crescita di ragazzi e ragazze, passeggiate “ad alto ritmo” tra le bellezze architettoniche milanesi e la natura urbana per “attivare” metabolismo e conoscenza, e tour nei musei nei quali l’arte costruisce consapevolezza per combattere anoressia e bulimia. Nel mondo sportivo lombardo, la BDF è stata promossa dal Legnano Rugby e dal suo presidente Walter Morelli che ha coinvolto altri club del territorio. Intervengono Erika Morri, ex azzurra di rugby e founder di Wo*men’s Rugby Land of Freedom; Silvia Salis, ex olimpica di lancio del martello e vice-presidente vicaria del Coni; Maria Caponio, azzurra di rugby wheelchair. Modera Isella Marzocchi, giornalista e Media&Public Relations Specialist.
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La Lazio vince all’ultimo respiro, 4-3 sullo Spezia
LA SPEZIA (ITALPRESS) – Finisce 3-4 al “Picco” tra Spezia e Lazio, con la squadra di Sarri che conquista una vittoria in rimonta utile ai biancocelesti per continuare a sognare l’Europa. Bastano 9 minuti allo Spezia per sbloccare il risultato grazie ad Amiam, bravo a sfruttare l’errore di Strakosha che nella sua area piccola non esce, lasciando al difensore la possibilità di colpire di testa per l’1-0. La Lazio reagisce, Immobile suona la carica con la conclusione che obbliga Provedel alla parata. Il portiere spezzino è ancora protagonista su Milinkovic-Savic, ma il gol laziale è nell’aria e arriva su calcio di rigore, concesso per un fallo di mano di Nikolau, con Immobile che spiazza l’estremo difensore di casa per la rete che vale il pari. Situazione di parità che dura appena due minuti, fino a quando Patric, su retropassaggio di Cataldi, si lascia sfuggire il pallone aprendo un’autostrada davanti ad Agudelo che si presenta solo davanti a Strakosha beffandolo con un delizioso tocco sotto che vale il nuovo vantaggio per lo Spezia con il quale si va all’intervallo. Nella ripresa è una Lazio diversa tanto che, dopo 9 minuti, anche la fortuna sorride alla squadra di Sarri: sul tiro di Zaccagni la palla viene deviata da Provedel sul palo, ma il rimpallo sfavorisce il portiere avversario con la sfera che carambola sulla sua schiena e finisce in porta per il 2-2. Ancora una volta, però, il pareggio è solo un’illusione: sulla punizione di Verde, Hristov salta più alto di tutti per il tris dello Spezia che ritrova il vantaggio. La Lazio schiuma di rabbia, si getta in avanti tanto da raggiungere di nuovo il pari con Milinkovic-Savic, che controlla il lancio lungo dalle retrovie, vince il contrasto con Reca e firma il 3-3. L’ultima emozione la regala Acerbi che, a tempo quasi scaduto, trova l’esterno vincente che fissa il risultato sul 3-4 regalando tre punti d’oro alla Lazio nella corsa all’Europa.
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Taekwondo, 4 ori e un argento per l’Italia allo Swedish Open
STOCCOLMA (SVEZIA) (ITALPRESS) – Un sabato incredibile per gli azzurri del taekwondo allo Swedish Open G2 – 2022. Nell’ultimo test utile prima dei prossimi Europei e soprattutto prima del World Taekwondo Roma Grand Prix 2022 che si terrà al Foro Italico dal 3 al 5 giugno, Vito Dell’Aquila (cat. -58 kg), Dennis Baretta (cat. -63 kg), Antonio Gerrone (cat. -80 kg) e Roberto Botta (cat. -87 kg) conquistano 4 splendide medaglie d’oro. Sul podio anche Maristella Smiraglia, argento nella categoria -73 kg.
Cinque medaglie che regalano agli azzurri punti importanti nel ranking olimpico, oltre che dare un nuovo e rassicurante slancio in prospettiva futura.
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