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Brooklyn e Minnesota approdano ai play-off Nba

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Brooklyn si regala Boston, Minnesota sarà l’avversaria di Memphis. Nella notte italiana è scattata la post-season Nba con i primi due play-in. A Est il confronto fra settima e ottava ha visto i Nets imporsi per 115-108 su Cleveland nel segno del grande ex Kyrie Irving: 34 punti e 12 assist, in una sfida che ha visto Brooklyn chiudere il primo quarto sul +20 prima di subire il ritorno dei Cavs e poi riuscire a spuntarla, anche col decisivo contributo di Kevin Durant (25 punti e 11 assist). Adesso Brooklyn – data fra le favorite per il titolo a inizio stagione e scivolata al decimo posto della Conference a una settimana dalla fine della regular season – si presenta come mina vagante, e non solo nella serie con Boston che inizierà domenica. Per Cleveland – 34 punti di Garland – non è ancora tutto finito: venerdì ci sarà ancora la possibilità di acciuffare l’ottavo e ultimo posto disponibile per i play-off contro la vincente di Atlanta-Charlotte.
A Ovest, invece, la settima casella viene riempita dai Wolves, che piegano i Clippers per 109-104. Karl-Anthony Towns non ingrana e allora ci pensano Anthony Edwards e D’Angelo Russell – 59 punti in due, 30+29 – a spedire Minnesota alla serie contro Memphis. Paul George (34 punti) e soci avranno una seconda chance contro una fra New Orleans e San Antonio per provare a guadagnarsi il diritto di affrontare Phoenix.
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(Photo credit: agenziafotogramma.it)

Real Madrid in semifinale di Champions dopo i supplementari

MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – In una notte europea dalle mille emozioni il Real Madrid di Ancelotti stacca il pass per le semifinali di Champions League dove incontrerà la vincente di Atletico-Manchester City. Esce però a testa altissima dal Santiago Bernabeu il Chelsea che nei 90 minuti riesce a pareggiare l’1-3 dell’andata. Ai supplementari è decisivo ancora Karim Benzema: il francese, dopo la tripletta a Stamford Bridge, firma anche il gol del 2-3 finale che vale la qualificazione. Il primo squillo è del Real con una punizione dal limite calciata alta da Benzema. A fare la partita è però il Chelsea che con il colpo di testa di Rudiger sfiora la traversa e fa le prove generali del gol. Passano due minuti ed ecco la rete blues: azione nello stretto, Loftus-Cheek innesca Werner che imbuca per Mount, bravo e lucido nel battere Courtois con un destro a giro sul palo lontano. La reazione dei padroni di casa in un altro tentativo di Benzema, la deviazione di Thiago Silva mette fuori gioco Mendy ma la palla sorvola la porta. Prima dell’intervallo il Chelsea torna a spingere e Rudiger dalla grande distanza spara un bolide che finisce di poco a lato alla sinistra di Courtois. Appuntamento con la rete soltanto rimandato per il difensore tedesco. A inizio ripresa James calcia forte e sfiora il palo ma Modric tocca il pallone e c’è corner. Sugli sviluppi dell’angolo battuto da Mount svetta proprio Rudiger che incrocia di testa e fa 0-2. La partita a questo punto esplode definitivamente. Benzema per due volte non riesce ad andare al tiro e Mendy si allunga in tuffo per dire no alla punizione di Kroos. Si va da una parte all’altra: fuori dallo specchio le conclusioni di Havertz e Valverde. Poi, sul recupero palla alto dei blues, Marcos Alonso cala il tris che il Var annulla per un tocco di mano dello spagnolo. Si prosegue senza respiro e Benzema di testa colpisce la traversa mentre sul fronte opposto Werner mette a sedere tutti e calcia in porta: Courtois tocca ma non basta per evitare la rete dello 0-3. Quando il Real è in balia delle onde è proprio il portiere ex Chelsea a tenere in piedi la baracca respingendo l’incornata ravvicinata di Havertz. Un minuto più tardi e il Bernabeu passa dalla paura al sollievo: palla fantascientifica di esterno piede di Modric che pesca in area il neoentrato Rodrygo, impeccabile nel destro al volo su cui non può nulla Mendy. Ancora Modric sporca i guantoni dell’estremo difensore avversario, ma prima di andare ai supplementari in tre occasioni sono gli inglesi (Mount e due volte Pulisic) a sfiorare il gol che vale la semifinale. Se le ricorderanno a lungo le chance sprecate i blues perchè la punizione arriva impietosa al minuto 96: palla persa in uscita dal Chelsea e Camavinga serve Vinicius che fa la cosa migliore della sua partita servendo un cioccolatino al centro: Benzema lo scarta con la testa e fredda Mendy. Nei 25 minuti che restano agli inglesi non basterà un forcing ultra offensivo costante. Le chance sono tante ma il muro blancos non crolla. Esulta il Real, campioni d’Europa eliminati.
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Bayern-Villarreal 1-1, spagnoli in semifinale di Champions

MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Clamoroso all’Allianz Arena. Il Villarreal sfrutta in contropiede l’unica occasione pulita della sua partita ed elimina il Bayern Monaco all’ultimo respiro con un 1-1 che vale la semifinale. I bavaresi partono all’attacco ma non riescono a impensierire più di tanto Rulli. Alla mezz’ora, Goretzka crossa dalla destra trovando la testa di Musiala che impatta bene, ma conclude troppo centrale. Al di là di un continuo possesso palla, i padroni di casa non riescono a impensierire ulteriormente l’attenta difesa avversaria e la prima frazione termina così senza reti. La ripresa inizia con gli uomini di Nagelsmann ancora all’attacco. Al 5′ Sanè si libera di un uomo in area e mette la palla a rimorchio sulla quale arriva Upamecano che con il mancino spara però alto da ottima posizione. Il gol è nell’aria e arriva due minuti più tardi. Coman intercetta un passaggio lezioso di Parejo e serve Muller, il quale consegna la palla a Lewandowski che con il destro infila Rulli, sfruttando la deviazione del palo. Muller prova a mettersi in proprio all’11, quando mette alto in scivolata da ottima posizione dopo l’assist dalla destra di Goretzka. Al 26′ Sanè mette in mezzo una palla con i contagiri per Muller che, tutto solo, incorna a lato di testa divorandosi il possibile 2-0. Cinque minuti dopo Coman ci prova dal limite, ma il suo destro finisce alto di poco. I tedeschi si catapultano in avanti, ma al 43′ vengono clamorosamente infilati in contropiede. Moreno riceve da Parejo e con il mancino serve sul fronte opposto il neo entrato Chukwueze che sfugge in marcatura a Davies e batte Neuer con un potente sinistro sotto la traversa. Un gol che gela il pubblico di casa e che sbatte fuori il favoritissimo Bayern, incapace di creare ulteriori pericoli nel recupero. Il Villarreal può così festeggiare l’accesso alla semifinale, in attesa di sapere chi incontrerà tra Liverpool e Benfica.
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Plusvalenze, chiesti 12 mesi di inibizione per Agnelli

ROMA (ITALPRESS) – Sedici mesi e dieci giorni di inibizione per Fabio Paratici, dodici mesi per Andrea Agnelli. Queste le richieste della Procura federale della Figc, che riguardano le operazioni di mercato della Juventus, nel processo sulle plusvalenze fittizie iniziato questa mattina a Roma presso il Tribunale federale. La procura guidata da Giuseppe Chinè ha chiesto anche una multa al club bianconero da 800 mila euro. Mano pesante anche sul Napoli: chiesti 11 mesi e 5 giorni di inibizione per il presidente De Laurentiis, con ammenda per la società. Sono 11 le società coinvolte nel processo: 5 di Serie A (Juve, Napoli, Samp, Empoli e Genoa), 2 di Serie B (Pisa e Parma), più Pro Vercelli e Pescara e le non più affiliate Chievo e Novara. Nei prossimi giorni parola alle difese, con il dibattimento che proseguirà fino a venerdì secondo un calendario stilato dal presidente del Tribunale, Carlo Sica.

Non solo Juve e Napoli. La procura federale ha messo nel mirino diverse plusvalenze ritenute “fittizie”, chiedendo la seconda pena più alta – dopo i 16 mesi a Paratici, tra le tante richieste di inibizione – all’ex amministratore delegato del Parma, Luca Carra: 14 mesi e 5 giorni. Chiesti 10 mesi e 15 giorni per il presidente della società Pietro Pizzarotti e 338 mila euro di ammenda per il club. Nessuna penalizzazione, retrocessione o esclusione dal
campionato per gli emiliani, ai quali era stato contestato anche il comma 2 dell’articolo 31 del Codice di giustizia sportiva nell’atto di deferimento. Stessa sorte per il Pisa, l’altro club
considerato a rischio da questo punto di vista: 90 mila euro di multa ai toscani e 10 mesi di inibizione per il presidente Corrado. Per Genoa, Samp ed Empoli la richiesta di multa è,
rispettivamente, di 320, 195 e 42 mila euro e le inibizioni di 6 mesi e 10 giorni per l’ex presidente Enrico Preziosi, di un anno per l’ex patron blucerchiato Massimo Ferrero e di 11 mesi per Fabrizio Corsi. Multe e richieste di inibizione per i presidenti colpiscono anche Pro Vercelli e Pescara, solo un’ammenda invece per il Novara. Nei prossimi giorni la palla passerà alle difese.
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A Kjaer il premio Davide Astori “Felice e orgoglioso”

ROMA (ITALPRESS) – E’ uno dei difensori più forti del campionato italiano, ma la giocata più importante della sua carriera Simon Kjaer l’ha fatta senza toccare il pallone. E non ha salvato solo un gol, ma una vita. E’ il 12 giugno 2021 e allo Stadio Parken di Copenaghen si gioca Danimarca-Finlandia, primo match del Gruppo B di Euro2020. Al 43′ del primo tempo, Christian Eriksen si accascia a terra: lo stadio ammutolisce, la situazione sembra disperata. Kjaer ha la forza e la lucidità per prestare subito soccorso al suo compagno di squadra, vittima di un arresto cardiaco, contribuendo a salvargli la vita. Un gesto per il quale è stato insignito insieme allo staff medico della Danimarca dell’Uefa President’s Award e per il quale ha ricevuto il premio della ‘Hall of Fame del Calcio Italianò dedicato a Davide Astori: “Ricordo molto bene Davide in campo – dichiara il difensore del Milan – e ricordo bene anche la sua tragica fine. Sia Pioli sia i miei compagni mi hanno parlato di lui, so che la sua morte è stata scioccante per tutta Italia e per tutto il mondo del calcio. E’ una tragedia che rende ancora tristi e che lo farà per sempre. Ricevere il premio dedicato a Davide significa molto, mi rende felice e orgoglioso; per me è un’opportunità di onorare il suo nome”.
Kjaer torna a quel pomeriggio del 12 giugno: “Alcune cose e alcuni momenti di quel giorno rimarranno con me per sempre – ricorda il danese – la cosa principale però è che ora Christian stia bene, che sia tornato assieme alla sua famiglia e in campo, e che abbia ripreso a fare la cosa che ama di più, ovvero giocare a calcio. In quei momenti terribili ci siamo comportati da vera squadra, ognuno di noi ha fatto il massimo per aiutare un nostro compagno e un nostro amico. Devo ammettere però di aver chiuso quel capitolo e di non aver nemmeno troppa voglia di parlarne ancora. Ciò che è avvenuto quel giorno a Copenaghen è il risultato dello sforzo comune di giocatori, medici, paramedici e staff. In quel momento, tutti noi eravamo lì per Christian. Ma con gratitudine verso la Figc e per mostrare il mio rispetto a Davide Astori e onorare la sua eredità, per questa volta ho deciso di riaprire nuovamente questo capitolo”. A guidarlo l’istinto che guida i difensori anche in campo. “Quando stavo correndo in direzione di Christian non avevo idea, così come nessuno dei miei compagni, che avesse avuto un arresto cardiaco. L’unica cosa a cui pensavo era di raggiungerlo il più in fretta possibile e di aiutarlo. Ho imparato che è questa la cosa più importante”.
“Se vedi qualcosa di strano devi agire in fretta. Nel primo soccorso la velocità è cruciale – prosegue -. Fare quello che si è in grado di fare, e farlo velocemente, e poi lasciare che se ne occupi un professionista il prima possibile. Quel giorno siamo stati fortunati, perchè medici e paramedici erano davvero vicini”, dice Kjaer che al grande spessore morale dimostrato, aggiunge qualità tecniche importanti come testimonia una carriera che lo ha visto crescere in Italia, dove ha indossato le maglie di Palermo, Roma e Atalanta fino a diventare un punto fermo del Milan e della Danimarca: “In Serie A mi sento a casa – conferma – mi è piaciuto giocare ne ‘La Ligà con il Siviglia, ma quando ho avuto la possibilità di rientrare in Italia non ci ho pensato due volte. E ora, lo dico con il cuore, sono felicissimo di essere al Milan. A volte i sogni si avverano: ricordo che quando ancora giocavo a Palermo, dissi al mio agente che mi sarebbe piaciuto tantissimo farlo nel Milan. E ora eccomi qui. La Serie A mi piace, così come tante altre cose in Italia, che per me è ormai una seconda casa. Il cibo, la cultura, la natura, la gente e ovviamente anche il calcio. Quello italiano è sempre stato vicino alla mia filosofia, che è quella del gioco di squadra. Siamo tutti individui, ma tutti lavoriamo assieme come un gruppo. Il lavoro di gruppo rappresenta il DNA tattico della Serie A, lo abbiamo visto l’estate scorsa all’Europeo”.
Un Europeo vinto dall’Italia e che ha avuto tra le sue grandi protagoniste la Danimarca, arrivata a un passo dalla finale: “Quel trionfo è stato l’emblema del lavoro e dell’etica di gruppo e la dimostrazione di quali risultati sia possibile ottenere attraverso di loro. E’ stato davvero impressionante vedere l’Italia vincere. A livello personale ero ovviamente deluso per la sconfitta ai supplementari in semifinale contro l’Inghilterra: sarebbe stato bellissimo poter affrontare nella finale di Wembley proprio l’Italia, che mi ha dato così tanto e che è il mio secondo Paese”. E sono diversi i calciatori azzurri che Kjaer ha incontrato sulla sua strada, sia da compagni che da avversari: “Se penso a giocatori italiani dal profilo internazionale, non posso non menzionare Donnarumma, un portiere fantastico con il quale sono stato felice di condividere parte della mia esperienza al Milan. Anche Verratti, che per me è uno dei migliori tre al mondo nel suo ruolo. E poi mi ha sempre fatto impressione Chiellini, uno dei migliori in assoluto in fase difensiva”. Per fare strada nel mondo del calcio è importante incontrare i tecnici giusti, capaci di coltivare un talento e di aiutarlo nel suo processo di maturazione.

“Mi sono lasciato ispirare da tutte le persone che ho incontrato lungo il mio cammino – racconta – e, se parliamo di allenatori, in questo momento sono molto fortunato ad avere l’opportunità di lavorare con Stefano Pioli nel mio club e Kasper Hjulmand in nazionale. Ho un bellissimo rapporto con entrambi, sono ottimi tecnici e grandi persone, provo a imparare da loro ogni giorno e in ogni modo. Sono molte le figure che hanno saputo ispirarmi e vorrei ricordare anche i tecnici e le persone a me vicine durante la mia gioventù in Danimarca. Mi hanno insegnato la cosa più importante di tutte: che bisogna sempre voler imparare, crescere e spingere se stessi in tutti i modi possibili. Nel calcio di alto livello, la sfida è sempre con se stessi. Io cerco sempre di pensare che oggi voglio essere migliore di ieri, e che domani vorrò essere migliore di oggi. Bisogna sempre alzare l’asticella, spingersi al limite, mantenere fame e desiderio, e metterci tutta la propria passione per cercare di migliorare. Nel calcio professionistico, l’allenamento è la chiave di tutto. Più e meglio ti alleni, più sarai in grado di migliorare e meglio giocherai in campo. A me è stato detto quando avevo 15-16 anni ed è la verità. L’impegno in allenamento è il vero segreto”. Non resta che pensare al domani, con la speranza di recuperare il prima possibile da quell’infortunio che negli ultimi 4 mesi lo ha tenuto lontano dai campi: “Ho ancora tanti sogni e obiettivi, ma il più grande di tutti è vincere lo scudetto col Milan”.
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Dionisi “Stimoli e certezze, cresco con il Sassuolo”

SASSUOLO (ITALPRESS) – Con il suo Sassuolo, con il suo calcio, al primo anno di Serie A, Alessio Dionisi, ha battuto colleghi famosi e di esperienza e le loro grandi squadre: Allegri, Pioli, Inzaghi, Gasperini, Sarri, tutti piegati da Berardi e compagni. Il suo calcio piace ed è efficace. “Non mi interessa che si noti la mia impronta – dice in un’intervista alla Gazzetta dello Sport -. Contano la crescita della squadra e i miglioramenti dei singoli. Io ho le mie idee, però poi mi lascio anche guidare dalle caratteristiche dei giocatori. La palla ai nostri attaccanti non va portata, ma data il prima possibile: allora facciamo meno possesso e proponiamo un calcio più verticale. Di sicuro adesso il Sassuolo non è quello di quattro mesi fa”. E’ stato chiamato per sostituire De Zerbi, eredità non semplice da raccogliere, ma lui assicura: “Non ho sentito pressione perchè ero consapevole della situazione. Ero convinto che fosse un’esperienza molto stimolante oltre che difficile. Ora sono soddisfatto di quanto stiamo facendo. Un allenatore deve avere tante sicurezze, altrimenti non può trasmetterle agli altri. Però mi metto ogni giorno in discussione”.
Il gioco è una delle certezze del calcio di Dionisi che, già come era successo all’Empoli che ha riportato in B, al Sassuolo ha trovato i talenti ideali per le sue idee. “Noi pensiamo sempre a come giocare e attaccare, ma curiamo tanto anche la fase di non possesso: adesso più di prima. C’è chi preferisce consolidare la difesa e poi dedicarsi all’attacco, io faccio il contrario. Raspadori è l’ago della bilancia, un motorino inesauribile. Contro l’Atalanta gli ho detto di attaccare da trequartista e difendere da mezzala: ha fatto tutto benissimo. Il Sassuolo – prosegue – ha molta qualità in avanti e io devo sfruttarla. Quindi chiedo un sacrificio a tutti per poter essere pericolosi. E pretendo che i ragazzi vadano a chiudere l’azione con il tiro molto spesso anche per un discorso strategico: se non vai al tiro, hai meno tempo e possibilità di organizzare la fase di non possesso. Poi ovviamente io preferisco ipotizzare di fare un gol in più dell’avversario e non di prenderne uno in meno, ma dipende tutto dall’equilibrio: chiunque vorrebbe difendere tenendo la palla, ma non è facile”. L’Europa non è vicina, secondo Dionisi perchè la squadra “ha preso troppi gol evitabili, quelli che io chiamo non-gol. Dobbiamo migliorare tanto su quest’aspetto”.
Gioco in verticale sempre, un rischio, ma anche un’arma in più: “Il nostro atteggiamento può condizionare il loro”, soprattutto se ci sono giocatori tecnici come Berardi, Raspadori, Scamacca, Lopez, Frattesi e Traorè, su ognuno di loro Dionisi ha lavorato, fatta eccezione per “Berardi…, lui bisogna solo metterlo in campo. Con Frattesi e Traorè ho lavorato sulla testa. A Scamacca ho fatto capire l’importanza del lavoro quotidiano. Lopez l’ho messo al centro del progetto. A Raspadori è stata data ulteriore continuità”. Come detto ha battuto allenatori esperti e vincenti: “Non vivo le partite come un confronto con altri tecnici. Resto un esordiente che sta facendo la sua esperienza. Quelle sfide sono un grande stimolo, ma ogni incontro è importantissimo perchè è un’occasione di crescita a prescindere dal nome dell’avversario. Trovo che sia bellissimo vivere e superare le difficoltà. Al Sassuolo sono grato perchè mi ha dato l’opportunità di avere delle responsabilità”.
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Arnautovic affonda la Samp, torna a vincere il Bologna

BOLOGNA (ITALPRESS) – Un bel Bologna vince con merito per 2-0 in casa contro la Sampdoria, trascinata da un grande Arnautovic e dando continuità alla buona prestazione di San Siro contro il Milan. La prima occasione è per i rossoblù e arriva al 9′, quando Barrow parte in velocità e serve Arnautovic in area, con l’austriaco che si fa respingere la conclusione con i piedi da Audero. I due attaccanti combinano bene al 18′, con il gambiano che va al tiro dal limite ma la palla termina alta di poco. Dieci minuti più tardi è Hickey a seminare il panico sulla destra quando salta Murru e rientra in area sul sinistro, ma il suo tentativo esce a lato. Si chiude senza reti un primo tempo nel quale sono i felsinei a farsi preferire. Gli ospiti si svegliano al 2′ della ripresa quando Caputo riceve direttamente da Audero involandosi verso la porta, ma Skorupski riesce a fermare il suo tentativo in uscita. Il Bologna però rimane in partita e al 16′ trova il vantaggio. Hickey cambia gioco dalla destra trovando Dijks sul lato opposto, palla in mezzo di prima per Arnautovic che mette dentro l’1-0 a porta vuota. Il centravanti ci riprova al 25′ con una gran botta dal limite che si stampa contro la traversa a portiere battuto. Due minuti dopo lo stesso Arnautovic parte in contropiede e serve alla grande il neo entrato Sansone, che si invola davanti ad Audero ma centra nuovamente la traversa graziando l’estremo difensore avversario. Arnautovic è scatenato e al 31′ trova lo strameritato raddoppio. Dijks mette in mezzo dalla sinistra, Yoshida buca e l’attaccante insacca facilmente il 2-0 siglando la doppietta personale. Nel finale, i padroni di casa provano ad affondare in altre due occasioni ma senza punire ulteriormente i blucerchiati. Il risultato non cambierà più. Questo successo permette al Bologna di salire in dodicesima posizione a quota 37. La Sampdoria non riesce invece ad allontanarsi dai bassifondi, rimanendo al quintultimo posto con 29 punti all’attivo e 7 lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione.
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Mancini “Eliminazione prova difficile, ma siamo campioni d’Europa”

MILANO (ITALPRESS) – “Lo sport è fatto di vittorie e di sconfitte. A volte ci sono vittorie incredibili come i nostri Europei, per i quali siamo ancora detentori per i prossimi due anni e questo è molto importante, poi purtroppo ti trovi di fronte a delle prove difficili, esattamente come la vita”. Lo ha detto il commissario tecnico della Nazionale Italiana di calcio, Roberto Mancini, nel corso della sua visita allo stand delle Marche (Regione di cui è testimonial) alla Bit di Milano. Bagno di folla per il ct, il quale si è volentieri prestato a numerosi selfie con i visitatori del Salone del Turismo.
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