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Caffè e Giro d’Italia, due passioni che uniscono il Paese

MILANO (ITALPRESS) – Il Giro d’Italia, la corsa ciclistica a tappe che attraversa il nostro Paese ogni maggio, è seguito da 4 italiani su 5 (79,5%). Il caffè viene bevuto dall’83,1% degli italiani più volte a settimana. E’ da questo legame che prende il via la ricerca ‘Caffè & Giro d’Italia, due passioni dal sapore tutto italianò commissionata da Faema (brand di Gruppo Cimbali) e realizzata da AstraRicerche su un campione di oltre 1.000 persone (18-65 anni, residenti in Italia), in occasione del secondo anno di sponsorizzazione ufficiale del Giro d’Italia. Una partnership triennale – lanciata nel 2022 – che intende fornire un punto di vista su due passioni (il caffè e il Giro d’Italia) che rappresentano il concept della partnership quest’anno: #TheWayWeLove.
‘Insieme ad AstraRicerche abbiamo voluto indagare quali fossero gli elementi in comune tra la bevanda e la competizione più amata dagli italiani – ha dichiarato Enrico Bracesco, Direttore Generale di Gruppo Cimbali -. E’ stato interessante scoprire quanto i valori del Giro siano gli stessi condivisi dagli amanti del caffè e come le due passioni si intreccino in un mix sensazionale di piacere, tradizione, condivisione e aggregazione. La ricerca conferma, ancora una volta, il legame storico di Faema con il mondo del ciclismo e intende raccontare l’evoluzione di un brand innovativo, sempre in grado di regalare ai consumatori un’esperienza unica, così come continua a fare l’amatissima competizione da oltre 100 annì.
‘Faema ha sempre fatto parte della grande famiglia del Giro d’Italia e dall’anno scorso è rientrata a pieno titolo come sponsor della Corsa Rosa grazie ad un’azienda di respiro internazionale come il Gruppo Cimbali. Il Giro d’Italia è una vetrina nazionale e internazionale oltre che una piattaforma di comunicazione multimediale in grado di garantire a tutti i nostri partner un’enorme visibilità grazie agli oltre 200 paesi del mondo in cui verrà trasmesso. Faema è legata a doppio filo con il mondo del ciclismo e la Corsa Rosa con la storica formazione che, tra gli anni 50 e 60, vinse il Giro nel 1956 con Charly Gaul e nel 1968 con Eddy Merckx oltre ad aggiudicarsi la classifica a squadre nel 1961, 1962 1968’, ha commentato Mauro Vegni, Direttore del Giro d’Italia.
La ricerca, un vero e proprio incontro ‘su stradà tra le due passioni, evidenzia come gli italiani seguono il Giro d’Italia: lo fanno guardando una o più dirette (in televisione, in streaming on line o via radio: 46.7%), o grazie agli aggiornamenti nei notiziari e nei programmi sportivi in TV o sul Web (31.5%) o alla radio (11.2%); quasi uno su sei ne legge sui giornali (cartacei o on line: 15.9%).
Ma il Giro d’Italia è anche contatto diretto e condivisione delle emozioni là dove passa la corsa rosa: al 17.8% degli italiani è capitato di seguirlo dal vivo, di persona. Può capitare di seguirlo a casa da soli (48.5%), ma è più comune guardarlo tra le mura domestiche con altre persone (53.3% – vero per tutte le generazioni) o al bar/pub (per ben il 19.5% – soprattutto per la Gen Z: 30%).
Il caffè (o bevande che lo contengono, come il cappuccino), invece, è bevuto dal’83.1% degli italiani più volte a settimana e ben il 68.6% lo fa tutti i giorni. A casa o fuori casa? Per moltissimi è un ‘sia…sià e complessivamente siamo quasi alla pari: l’80.0% beve caffè tra le mura domestiche (76.2% a casa propria, 36.2% a casa di altri), il 74.4% fuori casa (il 56.7% al bar, il 30.5% nel luogo di lavoro o studio, il 24.3% al ristorante, il 13.0% nei locali serali/pub).
Seguire il Giro d’Italia è certamente un piacere per il 39.9% degli italiani, ma anche un bel mix di relax e di esperienza da condividere con altre persone. Al Giro d’Italia sono associate idee e valori positivi, e l’attribuzione è molto ampia: è una gara che unisce tutti gli italiani (74.2%), è la condivisione di una passione di altre persone (69.0%), è piacevole argomento di cui parlare con altri (58.8%); ma il Giro è anche storia personale (ricordi di infanzia: 64.2%) e una tradizione di famiglia (56.9%).
Il caffè condivide molti aspetti con il Giro d’Italia: è prima di tutto un piacere (64.9%) e poi – proprio come seguire la corsa a tappe – un momento di relax (52.3%) e uno dei migliori modi per fare pausa nella giornata (40.6%); ma è anche un prodotto legato alla condivisione: una scusa per fare due chiacchiere con altre persone (27.2%), una vera esperienza da condividere (22.8%). E se per i ciclisti serve energia, potenza, carica, il caffè è per gli italiani l’alleato perfetto per concentrarsi o per svegliarsi meglio (34.2%).
Per il 30.1% degli intervistati la corsa a tappe si associa all’idea di socialità e di condivisione. Un’aggregazione che ritroviamo certamente anche al bar: per il 54% è il posto in cui incontrare gli amici, per il 31.9% rappresenta ‘il social network degli italiani prima di Facebook’. E’ al bar che conosciamo persone nuove (22.5%), si ascoltano i discorsi degli sconosciuti (14.2%), si discute di attualità (25.0%) ma anche di sport (20.3%): è qui che ci si riunisce per i grandi eventi sportivi, così come il calcio, anche per le grandi tappe del Giro d’Italia (23.7%).
La ricerca Faema offre anche un parallelismo sui ruoli di ciascuno all’interno di una squadra per ottenere il successo, in corsa per il Giro d’Italia come anche al bar. Secondo gli italiani, durante la gara sono quattro le figure principali che determinano il successo di un team: il velocista (70.2%) che batte persino lo scalatore (60.9%), il capitano (60.8%) che supera – non di molto, come è tipico dello spirito del ciclismo – il gregario (53.7%).
Al bar, invece, per ottenere un buon caffè serve scegliere con cura la miscela giusta (79.7%), ma non basta. E’ necessario anche qui un lavoro di squadra: la macchina usata ha ampia rilevanza (44.8%) ma conta molto anche la ‘manò di chi prepara il caffè, l’abilità nel farlo con attenzione alle quantità, ai tempi (39.6%). In fondo al gruppo troviamo la qualità dell’acqua (31.7%).
E se i baristi fossero una squadra che partecipa al Giro d’Italia? Secondo la ricerca, l’addetto al caffè potrebbe svolgere ruoli diversi: per il 39.8% è uno scalatore, per affrontare i picchi di clienti, per il 33.0% un passista, resistente nel preparare tanti caffè – uno dopo l’altro – senza sosta, e per il 27.2% un velocista, preparando la bevanda in tempi rapidissimi.
Uno degli aspetti meno noti del Giro d’Italia è il suo ruolo di ‘guida turisticà per gli italiani: per il 43.5% la corsa a tappe è occasione per conoscere paesi, luoghi d’Italia non ancora visitati o in cui si vuole tornare. Ma anche il bar unisce le persone e racconta l’Italia: un italiano su quattro (25.4%) concorda con l’affermazione secondo cui il bar ‘è un luogo in cui scoprire le differenze locali in Italia: entri in un caffè e capisci lo ‘spiritò di quella città’; d’altra parte, più di metà degli intervistati afferma che ‘il bar è un simbolo dell’italianità, di un certo modo di intendere la colazione, la pausa, l’incontro con altre personè (53.0%).
E sul caffè c’è molto da raccontare, ‘tappa per tappà, paese per paese: solo il 9.4% degli italiani è convinto che il caffè sia uguale in tutta Italia; il 52.6% afferma che, invece, ci sono riti e abitudini locali che rendono l’esperienza del caffè diversa in ogni regione, mentre il 38.1% sa che ci sono regioni con specialità di caffè che si bevono solo lì (per esempio il Bicerin in Piemonte, caffè padovano, eccetera).
Anche quest’anno protagoniste di tutte le tappe, saranno le tre macchine per caffè espresso simbolo di Faema oggi: la E61, la e71E e la Faemina – in versione Limited Edition Giro d’Italia – la macchina per caffè espresso pensata per l’ambiente domestico e gli small business.
Nei village e nelle aree hospitality si potrà prendere il caffè preparato con le diverse macchine del brand e sfidarsi con gli amici in una gara di freccette, il tipico gioco da bar recentemente tornato di moda. Giocando e facendo centro sarà possibile contribuire al sostegno che Gruppo Cimbali offre ogni anno alle comunità dei paesi in via di sviluppo attraverso l’associazione no-profit World Bicycle Relief. La onlus è specializzata in programmi di distribuzione di biciclette su larga scala e completi per aiutare la riduzione della povertà là dove mancano anche i più basilari mezzi di collegamento.
Inoltre, grazie alla collaborazione con la community di Strava, gli appassionati potranno partecipare alla challenge e, al raggiungimento dei 120.000 km pedalati dalla community, verrà fatta una donazione economica: più si pedala e più si contribuisce alla causa.
E per finire, è possibile seguire sul canale Instagram di Faema con l’#FaemaOnTheRoad il racconto del Giro d’Italia, legato ai rituali del caffè e del ciclismo attraverso gli scatti fotografici Faema e il video Manifesto che raccoglierà le testimonianze delle persone in alcune tappe del Giro tra cui quella finale di Roma.

– foto f01/Italpress –

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Ue, Giorgetti “Con il nuovo Patto dovremo rivedere gli investimenti”

ROMA (ITALPRESS) – La proposta di riforma del Patto di Stabilità e Crescita presentata dalla Commissione Europea “è un passo avanti ma noi avevamo chiesto l’esclusione delle spese d’investimento, incluse quelle tipiche del Pnrr su digitale e transizione verde, dal calcolo delle spese obiettivo su cui si misura il rispetto dei parametri. Prendiamo atto che così non è”. Lo dice in un colloquio con il Corriere della Sera il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
“Il nuovo Patto di stabilità impone una rigorosa revisione della spesa (pubblica ndr), di tutta la spesa, compresi gli investimenti”, sottolinea il ministro.
“La spending review dovrebbe riguardare anche gli investimenti del Pnrr che hanno un impatto sugli obiettivi”, prosegue Giorgetti, che spiega: “Questo vale a maggior ragione per il fondo complementare al Pnrr (da circa 30 miliardi, ndr) che dobbiamo finanziare al costo in interessi del debito italiano”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Calenda “Governo ratificherà il Mes, sul Pnrr è in gioco la credibilità”

PALERMO (ITALPRESS) – Usare bene le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “è un obbligo di tutti. Quei soldi non sono del Governo o della Meloni, sono dell’Italia”. Lo dice Carlo Calenda, segretario di Azione, in un’intervista all’agenzia Italpress.
“Se l’Italia non spende bene quei soldi non si potrà mai più ripresentare in Europa per cambiare le normative che regolano per esempio il Patto di Stabilità, non potrà più chiedere niente perchè avrà perso ogni credibilità”, aggiunge.
Per Calenda “è grave che il Governo non dica quali progetti sono in ritardo e questo è grave. Tu puoi dire all’Europa che vuoi rivedere dei progetti, ma almeno gli devi dire quali. Se lasci la cosa in termini indeterminati blocchi tutta l’attività. Penso al Comune di Palermo, che ha una serie di iniziative che non si sa che fine fanno perchè non ha più risposte”.
“Noi abbiamo proposto di prendere una parte dei soldi del Pnrr e fare un grande piano sull’esempio di Impresa 4.0 che stimoli gli investimenti – prosegue -. Chi investe in energia, ambiente e digitale ottiene incentivi fiscali. Così le imprese investono, assumono, generano benessere e i soldi del Pnrr si spendono. Siccome il pubblico non è in grado di spenderli tutti li fai spendere bene dalle imprese. Questa cosa si può fare rapidamente e in linea di principio il Governo è d’accordo: l’importante è che adesso lo faccia”.
Il leader di Azione prevede “guai seri” per l’Italia se dovesse passare la riforma del Patto di Stabilità proposta dalla Commissione Europea. “La proposta dice che l’Italia deve sostanzialmente rientrare di 15 miliardi di euro l’anno – sottolinea l’ex ministro -. Sono tanti soldi soprattutto perchè nel frattempo abbiamo una stretta sui tassi, che è necessaria per contrastare l’inflazione. Questo deprime la crescita, e se in aggiunta devi spendere meno il sentiero diventa strettissimo. Di questo si parla molto poco in Italia ma dovrebbe essere la nostra attenzione principale. Se queste sono le condizioni rischiamo di essere nei guai veri il prossimo anno”.
Restando in Europa, cresce il pressing sull’Italia perchè ratifichi il Mes, il Fondo Salva Stati. “E’ un ombrello di protezione di cui tutti abbiamo bisogno. Giorgia Meloni ha sempre detto di no per ragioni completamente sbagliate – spiega Calenda -. Alla fine lo ratificherà e dirà di averlo fatto perchè ha ottenuto x o y che non ha ottenuto”.
Il “vero disastro” per il leader di Azione è stato il No al Mes sanitario. “Erano 28 miliardi che erano dati per la sanità, senza altra condizione di spesa. Il vero problema oggi sono le liste d’attesa, passano due anni per fare una mammografia, spesso le famiglie devono rivolgersi al privato e si indebitano – spiega -. E’ un disastro enorme, perchè i due pilastri dello Stato Sociale sono sanità e istruzione, due settori su cui l’Italia investe meno. Nel frattempo si fanno i Bonus 110% o i Bonus Facciate che sono costati 125 miliardi di euro, con cui avremmo messo a posto la sanità per 10 anni”.
Passando alla cosiddetta politica di palazzo, c’è l’ipotesi che Matteo Renzi dia vita a una riedizione della Margherita, che eventualmente si allei con il Pd. “Renzi dice molte cose e tutte molto diverse l’una dall’altra. E’ un abilissimo politico di Parlamento, non glielo so dire cosa vuole fare”, commenta Calenda.
“Oggi ripetere l’idea di fare la Margherita per poi allearsi con il Pd e il M5S che senso ha? Quello che serve è la costruzione di un rapporto di fiducia con gli elettori sulla base di proposte fattibili – aggiunge -. Tutte le manovre che avvengono all’interno del Parlamento non portano nessun valore aggiunto, neanche in termini di consenso politico. La scorsa legislatura Azione, quando è nata, aveva un deputato e un senatore, e nel giro di poco tempo è diventata molto più grande dei piccoli partiti che stavano in Parlamento, proprio perchè proponeva soluzioni fattibili. Questo per noi è il senso di fare politica, il resto è rumore di sottofondo”. Il progetto del partito unico con Italia Viva è archiviato, ma per Calenda rimane l’obiettivo di dare vita a una grande area che aggreghi l’alternativa ai due poli. “E’ necessaria – spiega il leader di Azione -. Il problema di questo Paese è che negli ultimi anni si è andato sempre più estremizzando tra una sinistra e una destra sempre più estreme e inconcludenti”.

– foto Italpress –

(ITALPRESS).

Nave Geo Barents giunta a Napoli per sbarco 75 migranti

NAPOLI (ITALPRESS) – E’ iniziato, poco prima delle 9, lo sbarco dalla Geo Barents, con a bordo 75 migranti salvati da un barcone alla deriva nelle acque al largo della Libia quattro giorni fa. La nave di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere è approdata alle 7,15 al porto di Napoli, dove sono immediatamente cominciate le operazione propedeutiche allo sbarco.
Ad attendere i migranti, tra gli altri, anche il personale della Croce Rossa, l’Usca dell’Asl Napoli 1, la Protezione Civile, i servizi sociali del Comune di Napoli e Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.
Tra i 75 a bordo della Geo Barents anche 35 minori non accompagnati di età compresa tra i 13 e i 17 anni.
foto xc9 Italpress
(ITALPRESS).

Dimarco decide Inter-Juve, nerazzurri in finale di Coppa Italia

MILANO (ITALPRESS) – Vittoria di misura dell’Inter che a San Siro batte per 1-0 la Juventus e accede alla finale di Coppa Italia. Decisivo il gol nel primo quarto di gara di Dimarco, che consegna ai nerazzurri e ad Inzaghi la seconda finale consecutiva, da giocare il prossimo 24 maggio all’Olimpico di Roma contro la vincente tra Fiorentina e Cremonese. Dopo un’iniziale fase di studio da parte delle due squadre, è l’Inter a trovare il gol del vantaggio grazie all’imbucata vincente tra le linee di Barella per Dimarco, che da due passi batte Perin. Rete che apre così degli spazi nello schieramento di Allegri, con Lautaro che qualche minuto più tardi va anche vicino al raddoppio con un tracciante destro che termina poco fuori lo specchio della porta bianconera. Juventus che prova così a reagire, trovando l’ottima azione palla al piede di Kostic che dal limite dell’area impegna non poco Onana, costretto a concedere il corner. Molto gioco e tanto possesso per entrambe le squadre, con Lautaro che si fa vedere in un altro paio di occasioni dalle parti di Perin senza però riuscire ad incidere. Secondi quarantacinque minuti aperti dal gol annullato a Dzeko, che si trova alle spalle della linea difensiva della Juventus e rende inutile dribbling e sinistro con cui aveva fatto fuori Bremer e Perin. Tanto equilibrio per gran parte della ripresa, con l’Inter pericolosa al 72′ grazie alla volèe di Mkhitaryan che trova però una grande risposta in tuffo di Perin. E’ poco efficace la controffensiva della Juventus, con lo slalom sulla destra di Di Maria che termina con un sinistro potente ma centrale, quindi comodo per Onana. Non bastano ai bianconeri gli ultimi assalti finali per mandare ai supplementari la gara, che va dunque in archivio con la vittoria nerazzurra che vale il passaggio in finale.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

300 mila persone alle celebrazioni dell’Earth Day 2023 in Italia

ROMA (ITALPRESS) – Si chiude con oltre 300 mila presenze la manifestazione che per 5 giornate con il Villaggio per la Terra a Villa Borghese, alla Terrazza del Pincio e la Nuvola di Fuksas a Roma ha ospitato 600 eventi in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale della Terra 2023, organizzate da Earth Day Italia e dal Movimento dei Focolari.
Le oltre 300 mila presenze quest’anno hanno vissuto l’atmosfera del Villaggio ricca di sport, musica, associazioni umanitarie, laboratori scientifici e giovani impegnati a raccontare gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Successo anche per la Maratona Multimediale #OnePeopleOnePlanet, con il Concerto per la Terra alla Nuvola di Fuksas, in diretta su RaiPlay e in differita su Vaticannews con la partecipazione dei protagonisti della musica italiana come: Arisa, madrina dell’evento, Tommaso Paradiso, Leo Gassmann ed Ermal Meta.
Notevole, quest’anno, anche il peso dato all’economia con numerosi talk show a cura di Impatta, il think tank italiano sull’innovazione per lo sviluppo sostenibile che ha presentato proposte per un Paese più organizzato e sostenibile.
“Questo risultato è la dimostrazione che la lotta al cambiamento climatico sta diventando un impegno di tutti, dagli adulti alle giovani generazioni con il fine di preservare il nostro futuro. Il Paese è pronto ad affrontare la sfida climatica. Questo è il momento di agire”, ha spiegato Pierluigi Sassi, Presidente Earth Day Italia.
Ad inaugurare la Giornata Mondiale 2023, la “Marcia per la Terra” una grande sfilata coloratissima, animata da bande musicali, sbandieratori, giocolieri, sportivi, artisti di strada, associazioni, volontari, per lanciare un messaggio d’amore e di rispetto per il nostro Pianeta. Numerose le attrazioni dedicate ai bambini che hanno attirato l’attenzione di migliaia di studenti provenienti da tutte le scuole d’Italia, con laboratori didattici e ludici.
Al cuore della manifestazione l’incontro dei giovani collegati dai 5 Continenti con gli organizzatori della Youth4Climate del programma UNDP dell’ONU e il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto.
Di rilievo internazionale, inoltre, il messaggio che Papa Francesco ha condiviso per la Giornata Mondiale della Terra 2023, il 22 aprile, attraverso l’Angelus e la pubblicazione di un Tweet, sul quale ha taggato Earth Day Italia.
Grande soddisfazione da parte degli organizzatori Earth Day Italia e Movimento dei Focolari, che visto il successo e l’entusiasmo dell’edizione 2023, danno l’appuntamento al 22 aprile 2024 nella convinzione che sempre più persone intendono rispondere con determinazione e impegno alla sfida della sostenibilità e della salvaguardia del nostro Pianeta.
L’ufficio stampa della Giornata Mondiale della Terra 2023 è stato curato da Ital Communications di Attilio Lombardi.

– foto ufficio stampa Earth Day 2023 Italia –

(ITALPRESS).

Ucraina, telefonata Xi-Zelensky “Cooperazione per pace giusta”

ROMA (ITALPRESS) – Telefonata tra il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo quanto riferisce su Twitter Wang Lutong, direttore generale per gli Affari Europei del ministero degli Esteri cinese, Xi ha affermato che “il rispetto per la sovranità e l’integrità territoriale è il fondamento politico delle relazioni tra Cina e Ucraina” e che “il dialogo è l’unica via d’uscita per la crisi ucraina”.
Inoltre “la Cina invierà un inviato speciale per gli affari eurasiatici in Ucraina e in altri paesi per una comunicazione approfondita con tutte le parti sulla soluzione politica della crisi. In qualità di grande paese responsabile, la Cina si impegna a svolgere un ruolo costruttivo per la pace”.
“Durante la conversazione durata un’ora, abbiamo discusso una gamma completa di questioni di attualità delle relazioni bilaterali – spiega su Telegram Zelensky -. Particolare attenzione è stata prestata alle modalità di una possibile cooperazione per stabilire una pace giusta e sostenibile per l’Ucraina”.
“Nessuno vuole la pace più del popolo ucraino. Siamo sulla nostra terra e lottiamo per il nostro futuro, esercitando il nostro diritto inalienabile all’autodifesa – aggiunge -. La pace deve essere giusta e sostenibile, basata sui principi del diritto internazionale e sul rispetto della Carta delle Nazioni Unite. Non può esserci pace a spese dei compromessi territoriali. L’integrità territoriale dell’Ucraina deve essere ripristinata entro i confini del 1991. Abbiamo anche discusso dei modi per rafforzare il partenariato ucraino-cinese”.
“Prima dell’invasione russa su vasta scala, la Cina era il primo partner commerciale dell’Ucraina. Credo che la nostra conversazione di oggi darà un forte impulso al ritorno, alla conservazione e allo sviluppo di questa dinamica a tutti i livelli”, conclude il presidente ucraino.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Intesa Sanpaolo, arriva la prima carta di pagamento 100% green

MILANO (ITALPRESS) – Da Intesa Sanpaolo una nuova iniziativa nella direzione della sostenibilità con impatto sulla vita di tutti i giorni e sulle attività quotidiane dei propri clienti: arriva la nuova carta di debito per la clientela business, disponibile da oggi, è la prima carta di pagamento della Banca guidata da Carlo Messina interamente realizzata in plastica riciclabile e biodegradabile. Anche la busta e la lettera con cui viene recapitata al titolare sono prodotte con materiali eco-friendly.
Non è l’unica novità: pensata per imprese, aziende retail e anche per liberi professionisti ed enti, in Italia è anche la prima carta di debito spendibile sul circuito nazionale PagoBancomat, in affiancamento a quelli internazionali, Mastercard o Visa, consentendo così un’elevata accettazione ovunque nel nostro Paese, all’estero e anche online.
Valida per cinque anni, con limiti di spesa e funzionalità personalizzabili per garantire il controllo delle spese, la nuova Debit Plus di Intesa Sanpaolo consente di effettuare prelievi, bonifici, versamenti presso ATM e casse automatiche evolute. Il cliente sceglie se rendere visibile agli utilizzatori della carta la lista delle operazioni e il saldo del conto corrente aziendale e può verificare in qualsiasi momento i movimenti sul conto attraverso app e banca online. Debit Plus può essere utilizzata sia per i pagamenti nei negozi fisici, anche con tecnologia contactless, sia per gli acquisti online con conferma delle operazioni tramite PIN o riconoscimento biometrico.
Il contratto è sottoscrivibile anche a distanza e in pochi click tramite app o banca online. La carta è attivabile immediatamente all’acquisto e può essere utilizzata fin da subito per i propri pagamenti senza dover attendere la consegna del supporto fisico, grazie al servizio di Instant Issuing di Intesa Sanpaolo.
Sono inoltre incluse coperture assicurative gratuite di Intesa Sanpaolo Assicura e legate all’attività lavorativa del cliente, che intervengono in caso di uso improprio della carta da parte dell’intestatario, furto aggravato di materiale acquistato con la carta, rapina del contante prelevato.
Con il Piano di Impresa 2022-2025, spiega la nota, Intesa Sanpaolo “intende rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di banca leader per le tematiche ESG, per promuovere la creazione di valore sostenibile e favorire la transizione ecologica del Paese. Oltre a destinare nel periodo del Piano circa 115 miliardi di euro alla comunità e alla transizione verde e circa 500 milioni di euro per supportare le persone in difficoltà, il Gruppo punta a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette, entro il 2030 per le proprie ed entro il 2050 per i portafogli prestiti e investimenti e per l’asset management e l’attività assicurativa”.
“Anche grazie alla partnership strategica con Bancomat”, Intesa Sanpaolo si propone “di crescere ulteriormente nel settore dei pagamenti, in cui è già leader in Italia per numero di carte e sistemi di pagamento digitale. L’obiettivo del Piano è aumentare i pagamenti digitali del 50% a circa 75 milioni nel 2025, da 51 milioni nel 2021”.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).

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