ROMA (ITALPRESS/MNA) – “Sarebbe del tutto inadeguato pensare a un’Europa frutto della affannosa rincorsa ad affrontare problemi dettati da altri, in un quadro internazionale deciso da altri.
In altri termini, l’esigenza di fare dell’Europa una protagonista non trova adeguata risposta nella visione di un’Unione come somma temporanea e mutevole di umori e interessi nazionali, quindi, per definizione, perennemente instabile”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all’Università di Cracovia. “L’Unione Europea è innanzitutto una comunità di valori che trova nel rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle controversie, nel rispetto dello Stato di diritto, nella democrazia e nel dialogo, nella coesione sociale, nelle prospettive di realizzazione dei giovani, i suoi principi cardine. Per tutto questo l’Europa è dei suoi cittadini”, ha aggiunto. Per il capo dello Stato “è necessario superare con coraggio e lungimiranza le contraddizioni di voler puntare, da un lato, a una solida cornice di difesa europea senza saper superare, dall’altro, le timidezze di chi esita ad avanzare sulla strada dell’integrazione. L’una non può esistere senza l’altra”.
In questo senso “la prospettiva europea è preziosa per gli Stati a noi vicini, che trovano nell’ingresso nella UE motivo di speranza e forza per reclamare giustizia, diritti, pace, e per allargare il cerchio dei Paesi che testimoniano la loro adesione ai valori dei diritti delle persone e dei popoli. E’ passo da compiere senza indugio, un passo indispensabile per non creare instabilità pericolose per il continente”, ha concluso Mattarella.
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Ue, Mattarella “Non è la somma di mutevoli interessi nazionali”
Imprese, Intesa Sanpaolo lancia “Motore Italia Transizione Energetica”
MILANO (ITALPRESS) – Con l’obiettivo di favorire i processi di autonomia energetica delle imprese italiane aumentandone la competitività e generando benefici economici, ambientali e sociali per la collettività, in un’ottica di rinnovata collaborazione tra pubblico e privato, Intesa Sanpaolo ha presentato a Milano “Motore Italia Transizione Energetica”, programma che prevede una serie di iniziative per incentivare gli investimenti in energia da fonti rinnovabili, lanciando anche una specifica progettualità legata alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Le misure messe in campo sono state illustrate da Intesa Sanpaolo nel corso di una presentazione alla quale sono intervenuti esponenti del mondo imprenditoriale e rappresentanti istituzionali quali Alessandra Ricci, amministratore delegato SACE, Paolo Arrigoni, presidente GSE, Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente ANCI. Dopo l’inquadramento del contesto economico ed energetico del Paese da parte di Gregorio De Felice, Chief Economist Intesa Sanpaolo, Anna Roscio, responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, ha illustrato nel dettaglio il nuovo piano Motore Italia Transizione Energetica. Ad Emanuele Orsini, vice presidente Confindustria, e a Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, il dialogo conclusivo sulla condivisione delle finalità e delle opportunità per il mondo imprenditoriale nell’investire in energie rinnovabili e nel contribuire alla crescita del Paese.
Il plafond da 76 miliardi di euro per investimenti in impianti di energie rinnovabili si inserisce tra gli interventi attivati dal primo gruppo bancario italiano, guidato da Carlo Messina, a supporto della transizione energetica e ambientale fissata nel PNRR, per il quale il Gruppo ha stanziato complessivamente da qui al 2026 oltre 410 miliardi di euro a supporto degli obiettivi delle Missioni del Piano, dei quali 120 per le PMI.
Obiettivi rilanciati anche dal Piano per la Transizione Ecologica (PTE) approvato dal Governo italiano e quindi alle indicazioni del Green Deal Europeo, il piano di investimenti della Commissione Europea per rendere l’Europa indipendente dalle importazioni di fonti fossili prima del 2030.
In particolare, sono stati fissati nuovi obiettivi al 2030 che hanno innalzato al 65% la quota di energie rinnovabili rispetto alla domanda elettrica complessiva, che comporta per l’Italia una quota incrementale di sviluppo di energia rinnovabile elettrica pari a 75 GW, che richiederebbero oltre 80 miliardi di nuovi investimenti. Agli obiettivi del PTE concorrono anche nuovi investimenti nella produzione di biometano e di idrogeno verde per ulteriori 40 miliardi.
Uno studio condotto da Cerved ha stimato la disponibilità di spazi sulle strutture private – e in particolare sui tetti delle industrie presenti nel nostro Paese – quantificati in oltre 100.000 tetti industriali disponibili per accogliere impianti fotovoltaici, che si sommano agli ulteriori 1,2 milioni di ettari di superficie agricola non utilizzata.
Una progettualità virtuosa di autoproduzione di energia elettrica da fonti green è quella che fa riferimento alle Comunità Energetiche Rinnovabili, ovvero gruppi di famiglie, imprese, enti del terzo settore, che scelgono di unirsi per autoprodurre e consumare energia elettrica da fonti rinnovabili, rendendo l’energia ‘condivisibile a KM-zerò.
L’impresa che decide di investire in una produzione green di energia posizionando pannelli fotovoltaici sui tetti dei propri capannoni – o l’azienda agricola che investe in parchi agrisolari – diventa ‘produttricè di energia, con una serie di vantaggi diretti e indiretti a partire dal risparmio da autoconsumo per l’energia prodotta e consumata, ai ricavi da energia immessa in rete per la parte eccedente l’autoconsumo, fino ai ricavi dagli incentivi per la parte di energia condivisa che vengono riconosciuti e ripartiti tra tutti i membri della CER.
Le PMI interessate potranno contare sulla partnership di Intesa Sanpaolo con primari player di mercato per gli aspetti tecnici e commerciali e sul supporto del Desk Energia del Gruppo in termini di consulenza ed advisory. Anche le realtà del Terzo Settore, che la Banca sostiene attraverso la Direzione Impact, potranno contribuire allo sviluppo delle CER nel consentire una ricaduta dei benefici sul territorio e sulle fasce sociali più vulnerabili alla “povertà energetica”.
Il piano ‘Motore Italia Transizione Energeticà di Intesa Sanpaolo Motore Italia Transizione Energetica dedica nuove risorse e strumenti ad una delle transizioni più sfidanti e trasversali, quella energetica, in linea con la missione che l’intero programma ‘Motore Italià – fin dal lancio nel 2021 – ha perseguito sostenendo il rilancio dell’economia del Paese attraverso gli investimenti delle imprese.
Un primo provvedimento di natura emergenziale era stato intrapreso a più riprese dal Gruppo già nel 2022, garantendo una liquidità complessiva di 40 miliardi di euro a famiglie e imprese, di cui 12 miliardi specificamente destinati alle imprese per fronteggiare i rincari delle materie prime e intraprendere o rafforzare percorsi di indipendenza energetica. Oggi, in una fase in cui è necessario diversificare le fonti di approvvigionamento e aumentare l’autonomia energetica, Intesa Sanpaolo conferma con questa nuova iniziativa il proprio sostegno al tessuto produttivo con una liquidità complessiva di 76 miliardi di euro per investimenti, con ampie ricadute sull’economia reale, sulla società e sul territorio.
Per le aziende che decidono di investire nelle energie rinnovabili, contribuendo quindi all’indipendenza energetica del Paese e soprattutto attuano una strategia volta al miglioramento del proprio profilo economico-industriale e sostenibile, viene lanciata una nuova linea di finanziamento, denominata S- Loan CER, a cui è possibile abbinare la garanzia green di SACE. Il meccanismo di funzionamento prevede un incentivo in termini di agevolazione sul tasso di interesse a fronte dell’investimento in energia rinnovabile, a cui viene riconosciuta una ulteriore premialità nel caso in cui l’impresa destini parte dell’energia prodotta e non autoconsumata alla Comunità Energetica Rinnovabile. Tale soluzione si affianca a quelle già previste dal Gruppo per le PMI e le Mid-Cap che intendono investire per ridurre il proprio impatto ambientale attraverso progetti per una trasformazione sostenibile riconducibili alla linea di finanziamenti S-Loan, iniziativa unica nel panorama bancario italiano, avviata nel 2021 sempre in sinergia con SACE.
La sostenibilità ambientale è infatti al centro della strategia del Gruppo ed è anche il tema portante dell’accordo triennale con Confindustria che mette a disposizione delle aziende una liquidità pari a 150 miliardi di euro e una ampia e strutturata collaborazione a favore del più ampio coinvolgimento e supporto alle imprese nel rilancio economico del Paese.
Un ruolo importante nella realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili è svolto dai Comuni italiani, che si pongono come soggetti istituzionali per l’informazione e la diffusione delle CER. Proprio per questo la Banca ha sottoscritto un protocollo di collaborazione con l’ANCI per promuovere sui territori la diffusione di modelli di produzione e condivisione dell’energia rinnovabile.
La Banca ha inoltre sottoscritto di recente un accordo di collaborazione con GSE, Gestore dei Servizi Energetici S.p.A., per favorire l’integrazione delle tematiche ESG e dello sviluppo sostenibile nell’ambito finanziario e nel tessuto imprenditoriale nazionale. Al fine di promuovere la realizzazione delle CER, è stato infine messo a punto da Intesa Sanpaolo un network di assistenza tecnica grazie a specifici accordi di collaborazione con partner tecnici specializzati in virtù della loro capacità realizzativa.
Le agevolazioni governative previste per le CER rientrano in un quadro normativo tuttora in attesa di via libera da parte della Commissione Europea che prevede un incentivo in tariffa valido per 20 anni sull’energia condivisa rivolto a tutto il territorio nazionale e un contributo a fondo perduto fino al 40% dell’investimento a favore delle CER ubicate nei comuni sotto i 5.000 abitanti, finanziato con 2,2 miliardi di fondi provenienti dal PNRR.
“Oggi insieme ai nostri partner rinnoviamo il nostro patto con il mondo delle imprese in un ambito decisivo, la transizione energetica – afferma Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo -. La collaborazione tra soggetti di natura privata e soggetti pubblici che ha già dato buoni risultati durante la pandemia deve rinsaldarsi per lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, importante opportunità per Pmi e famiglie in virtù di concreti benefici economici, sociali e ambientali per interi territori. Per questo intendiamo fornire alle nostre imprese, ai privati e agli operatori del Terzo Settore, in un’ottica più ampia possibile, gli strumenti più innovativi per far cogliere le opportunità derivanti dalla transizione energetica, rafforzando le iniziative già avviate nell’ambito del PNRR, con la previsione di 410 miliardi di finanziamenti, di cui 76 dedicati alla transizione energetica, contribuendo così a generare una crescita sostenibile in linea con gli obiettivi del nostro Piano d’Impresa”.
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E’ morto il cantautore Federico Salvatore
ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 63 anni, il cantautore e cabarettista Federico Salvatore. Nato a Napoli, inizia a suonare la chitarra da autodidatta all’età di 8 anni.
Fa le sue prime apparizioni in teatro, dove si esibisce riadattando testi divertenti su musica di canzoni famose. La notorietà arriva nel 1994 quando vince il concorso BravoGrazie, che gli permette di partecipare alla trasmissione televisiva Maurizio Costanzo Show. Federico Salvatore partecipa al Festivalbar come ospite fisso, e nel 1996 prende parte al Festival di Sanremo dove si classifica tredicesimo con il pezzo Sulla porta.
La canzone sanremese è inserita nell’album Il mago di Azz, mentre nel 1997 è il turno di Coiote interrotto, dove si trova anche un brano dedicato ad uno dei suoi idoli, Totò.
Nel 2002 l’uscita dell’album L’osceno del villaggio segna un’ulteriore svolta nella sua carriera, e il cantante cabarettista lascia definitivamente il posto al cantautore di denuncia. Del 2004 è l’album Dov’è l’individuo?, con il quale continua nel solco tracciato dal lavoro precedente.I testi di Federico Salvatore sono a sfondo comico-satirico. La sua satira è ambientata soprattutto nel mondo napoletano, di cui il cantante dipinge i risvolti quotidiani.
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Mourinho “Non so se Dybala giocherà, mi fido della Roma”
ROMA (ITALPRESS) – “Siamo una squadra difensiva e abbiamo preso 27 pali, è un pò contraddittorio… Non voglio parlare di sfortuna, dobbiamo essere più bravi ed efficienti nel metterla dentro, il palo non vale. Questo significa che creiamo e questo è importante, domani abbiamo bisogno di segnare”. Lo ha detto il tecnico della Roma, Josè Mourinho, alla vigilia della sfida con il Feyenoord, gara di ritorno dei quarti di finale di Europa League in programma domani sera all’Olimpico (ore 21). “Se Dybala può giocare? Onestamente non lo so, decideremo tra 24 ore con un allenamento più intenso – ha aggiunto il mister giallorosso in conferenza stampa – La grande domanda per me è se sta bene o meno. Dovesse iniziare, non giocherà tutta la partita e magari perdi un cambio dopo dieci minuti; se va in panchina, entra e si fa male e perdi una sostituzione. E’ una situazione difficile, per me la decisione è se gioca o meno, però non abbiamo tante opzioni. Abraham? Sta sempre bene, scherza e ride sempre. Dal punto di vista umano è sempre positivo, a prescindere che giochi più o meno bene o che segni o meno”. “La migliore strategia domani per vincere? Dobbiamo segnare più gol del Feyenoord, potremmo farlo nei primi o negli ultimi minuti della partita, o nei supplementari – ha concluso lo Special One – Quello che so è che abbiamo una squadra che ci crede e uno stadio che vuole giocare la partita con noi. Pieno rispetto per gli olandesi ma mi fido molto della mia squadra e dei nostri tifosi”. “Più partite si giocano insieme più si trovano dei meccanismi in automatico. Questo ha aiutato tutta la squadra a giocare con più semplicità – le parole in conferenza del centrocampista della Roma, Bryan Cristante – Sappiamo di aver fatto un’ottima partita (all’andata, ndr) nonostante il risultato negativo, dobbiamo continuare su quella strada e portare a casa il risultato”. Sulla società: “Prima c’era un periodo di transizione, i Friedkin stanno creando un grande club. Hanno preso un grande allenatore (Mourinho, ndr), l’insieme delle cose porta alla crescita”.
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Intelligenza artificiale opportunità o minaccia? Italiani divisi
ROMA (ITALPRESS) – Da alcuni anni, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sta interessando e coinvolgendo diversi aspetti della vita umana. Si passa da semplici applicazioni dedicate al puro divertimento a sistemi complessi che simulano – quasi – alla perfezione il comportamento umano, scrivono testi, creano immagini. Ad oggi, grazie anche alla sua diffusione in vari contesti e ai dibattiti degli ultimi giorni, quasi la totalità della popolazione (l’85,2%) è a conoscenza e/o ha sentito parlare anche solo a grandi linee di intelligenza artificiale. Il sentimento che prevale tra la popolazione rispetto a questa tecnologia è soprattutto la curiosità (37,7%) sulle sue potenzialità e gli sviluppi futuri, in particolare tra i più giovani nati con il “pollice digitale”, non manca però anche una parte di paura nei confronti di questa tecnologia.
Restano, però, ancora dei dubbi e delle perplessità su quello che l’AI rappresenterà in futuro e se potrà essere una reale opportunità (per il 39,8% degli italiani) o una minaccia (34,6%) per la vita e la quotidianità dei cittadini. Anche in questo caso, a credere maggiormente nelle potenzialità dell’intelligenza artificiale è la fascia di popolazione più giovane. Infine, oltre a questi legittimi dubbi sugli sviluppi futuri, prevale tra la gente uno scetticismo rispetto alle effettive capacità di sfruttare al meglio questa innovazione nel nostro Paese.
Dati Euromedia Research – Realizzato il 17/04/2023 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
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Lavoro, Calderone “Abbiamo 1 milione di posti scoperti”
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi abbiamo 1 milione di posti di lavoro che non riusciamo a coprire, abbiamo tante persone fuori dal circuito lavorativo e quindi dall’impegno attivo nel mondo del lavoro”. Così il ministro per il Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, intervenendo al Forum di Confcommercio. “Mettere il lavoro al centro è il cuore di tutte le riflessioni da fare, perchè senza lavoro non c’è progresso, non c’è una società che cresce e non c’è la riaffermazione della dignità delle persone”, ha aggiunto. “Centrale è il tema della formazione per portare nelle aziende quei lavoratori che mancano e che però ci sono, per effetto delle grandi transizioni in atto. Il mondo del lavoro è in forte mutamento anche sui contratti, c’è molta più autonomia che mira alle prestazioni lavorative e produttività dei singoli. Il lavoro c’è, lo abbiamo visto anche nei numeri di Confcommercio ma l’offerta non viene totalmente coperta. Ci sarà il tema dell’immigrazione che però si basi su una immigrazione qualificata che veda una formazione dai paesi d’origine”, ha concluso.
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Prima mondiale al Salone di Shanghai per Maserati Grecale Folgore
SHANGHAI (CINA) (ITALPRESS) – Il Salone dell’auto di Shanghai 2023 apre le porte a una nuova elettrizzante edizione e Maserati è entusiasta di mostrare al mondo le sue ultime creazioni full-electric, segnando un momento storico in veste di primo luxury brand italiano a produrre veicoli 100% elettrici. E, naturalmente, la Cina è la culla di questa affascinante ed entusiasmante rivoluzione della mobilità – non soltanto in termini di innovazione, ma anche di interesse lungimirante e radicato nel mercato del lusso – e il luogo ideale per la prima mondiale di Maserati Grecale Folgore. In questa occasione speciale, il primo SUV completamente elettrico del Tridente è in ottima compagnia, affiancato dalla nuova Maserati GranTurismo. Questa potente e intramontabile coupè viene introdotta per la prima volta sul mercato asiatico nella versione con motore a combustione e in versione 100% elettrica, la GranTurismo Folgore.
Il futuro dell’elettrificazione è radicato in Cina. Folgore è il nome che identifica la gamma elettrica del Tridente e rappresenta l’innovazione, il lusso, la bellezza funzionale e quella visione che unisce passato e futuro nel nome dello stile incomparabile di Maserati. Il Salone dell’auto di Shanghai 2023 rappresenta, pertanto, il punto d’incontro ideale tra il mercato asiatico e il marchio, per evidenziare e esaltare il concetto della “Italian luxury performance”, all’alba di una nuova era.
L’elettrificazione svolgerà un ruolo fondamentale nella strategia futura di Maserati, che si è impegnata a produrre versioni elettriche di tutti i suoi modelli entro il 2025 e solo veicoli completamente elettrici entro il 2030. Un piano ambizioso che riflette l’audacia che da sempre definisce il DNA del Tridente, proiettandolo verso un futuro in cui il successo si baserà sul suo distintivo carattere italiano, sulla capacità di suscitare emozioni con prodotti di qualità ed esclusivi, e sulla magia dell’innovazione. Tutto questo è esattamente ciò che l’industria automobilistica richiederà in futuro.
“E’ un momento decisivo per il marchio Maserati. Oggi siamo in Cina al Salone dell’auto di Shanghai; siamo in Italia per l’evento cosmopolita della Milano Design Week; siamo in tutto il mondo a celebrare il futuro: è un nuovo inizio per il nostro marchio. Celebriamo Folgore, il progetto di elettrificazione che è diventato realtà ed è pronto ad aprire la strada in questa era rivoluzionaria. Sono entusiasta di essere qui a Shanghai, che non è solo una esposizione internazionale, ma anche una piattaforma globale per l’innovazione e il luogo ideale in cui svelare i primi modelli elettrici della storia di Maserati” ha commentato
Davide Grasso, CEO di Maserati.
foto: ufficio stampa Maserati
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Dl Cutro, Schlein “Porta in Italia il modello ungherese”
ROMA (ITALPRESS) – “Il decreto Cutro, che faccio anche fatica a chiamare così per rispetto alla strage che lì è accaduta, cerca di portare l’Ungheria in Italia” e “cerca di portare avanti il modello ungherese, smantellando l’unico modello di accoglienza diffusa che vede il pieno coinvolgimento degli enti locali”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, durante una conferenza stampa. Il decreto Cutro “è pure peggio dei decreti Sicurezza di Salvini”, sottolinea.(ITALPRESS).
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