AUSTIN (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il campione del mondo della Ducati Francesco Bagnaia ha vinto la Sprint Race del Gran Premio delle Americhe sul circuito di Austin con il tempo di 20’35″270. Secondo lo spagnolo Alex Rins (Honda) a 2″545 e terzo un altro iberico, Jorge Martin (Ducati), a 4″706. Quarto chiude lo spagnolo Aleix Espargarò (Aprilia), quinto il sudafricano Brad Binder (Ktm), sesto Marco Bezzecchi (Ducati), settimo Luca Marini (Ducati). Oliveira, ottavo, Miller, nono e Vinales, decimo, chiudono la Top Ten. Domani sera il Gp, con Bagnaia che partirà sempre in pole.
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Bagnaia si aggiudica la Sprint Race del Gp delle Americhe
Caldirola stende l’Inter, a San Siro fa festa il Monza
MILANO (ITALPRESS) – Vittoria clamorosa per il Monza di Palladino, che batte l’Inter per 1-0 grazie a un gol di Caldirola. Nerazzurri che non sfruttano il pareggio del Milan e restano quinti in classifica, fuori dalla zona Champions League. Inter che cerca di impostare la partita schiacciando fin da subito il Monza nella sua metà campo, con la squadra di Palladino che accetta i duelli attendendo eventuali ripartenze. Dopo appena cinque minuti è Lukaku ad impensierire i biancorossi, colpendo di testa sul cross effettuato da Barella, pallone che termina largo. Al 24′ altra buona occasione sui piedi di Correa, che nello stretto scambia bene con Mkhitaryan e Lukaku, lasciando partire un buon sinistro sul quale Di Gregorio è molto reattivo nella risposta. Ai nerazzurri il predominio del gioco, che nei primi quarantacinque appare però piuttosto sterile e senza troppe opportunità nitide nonostante le tante conclusioni verso lo specchio dei brianzoli. Seconda frazione di gioco che riparte con la stessa trama tattica. L’undici di Inzaghi va vicino al gol ancora con Lukaku, ma è ancora una volta Di Gregorio a respingere in contrattempo il colpo di testa del belga. Risponde immediatamente il Monza con la ripartenza alimentata da Pessina e chiusa da Dany Mota che col sinistro sfiora l’incrocio dei pali alla destra di Onana. Sarà proprio il Monza a trovare il gol del vantaggio, grazie alla staccata vincente di Caldirola che sul calcio d’angolo di Ciurria viene lasciato completamente libero dalla difesa interista e batte Onana. Rete quella dell’ex Benevento che è decisiva per il risultato finale, con l’Inter che nemmeno sull’ultimo angolo della gara, con Dzeko, riesce da due passi a siglare il pareggio.
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Sinner si ferma in semifinale al Masters 1000 di Montecarlo
MONTECARLO (MONACO) (ITALPRESS) – Jannik Sinner si ferma in semifinale al “Rolex Monte-Carlo Masters”, terzo Masters 1000 stagionale, dotato di un montepremi pari a 5.779.335 di euro, che si sta disputando sulla terra rossa del “Country Club” nel Principato di Monaco. Il tennista altoatesino, testa di serie numero 7, si è arreso in tre set, con il punteggio di 1-6 7-5 7-5 e dopo due ore e 47 minuti di gioco, al danese Holger Rune, sesta forza del seeding. Il match è stato interrotto per pioggia sul 6-1 0-3 per l’azzurro. Rune in finale se la vedrà con il russo Andrey Rublev (5), che nella prima semifinale si era imposto per 5-7 6-1 6-3 sullo statunitense Taylor Fritz.
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Immigrazione, Meloni “Obiettivo è eliminazione protezione speciale”
ROMA (ITALPRESS) – “Io ho come obiettivo l’eliminazione della protezione spaciale, perchè è una protezione ulteriore rispetto a quello che accade nel resto d’Europa e io credo che l’Italia non abbia ragione di discostarsi dalle normative europee di riferimento. C’era una proposta sul quale lavorava la maggioranza nel suo complesso e io confido che quell sia quella che viene approvata, perchè non è un tema sul quale ci sono in realtà divergenze. E’ una materia complessa e quindi è normale che nel lavoro parlamentare escano diversi emendamenti, ma sugli obiettivi che ci diamo siamo tutti concordi” dice il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel punto stampa odierno durante la sua visita in Etiopia, riferendosi alla protezione speciale decisa dal governo sulla questione migranti. “Non ho sentito Salvini di recente – riferisce poi -. Avevano parlato qualche settimana fa di quest materia, per capire se lavorare come iniziativa di governo o come iniziativa parlamentare sulla modifica del provvedimento che quando abbiamo licenziato in Consiglio dei Ministri abbiamo detto che avremmo lavorato ulteriormente in aula e alla fine abbiamo scelto di far lavorare i gruppi parlamentari, per rispetto al parlamento, ma non c’è divergenza sostanziale, c’è la volontà di lavorare insieme ed è normale che vengano presentati diversi emendamenti e che poi si trovi una sintesi per capire qual è la soluzione”. Per il Premier, poi, è importante aiutare i paesi africani: “L’Africa è assolutamente strategica e non soltanto perchè noi siamo i vicini di casa e quindi tutto quello va bene da loro va bene anche da noi, così come tutto quello che va male in Africa si ripercuote su di noi” che poi sottolinea come “Questo non è un continente povero, ma che in alcuni casi viene sfruttato o non ha gli strumenti per tirare fuori le proprie ricchezze del quale potrebbero vivere e prosperare. Noi abbiamo il problema dei flussi migratori e lo conosciamo bene. L’Etiopia oggi ospita oltre un milione di rifugiati. Ovviamente se queste nazioni non vengono sostenute in questo lavoro strategico, a cascata i problemi arrivano da noi” dice. “Solo che l’Italia lo capisce di più perchè siamo quelli più vicini in assoluto. Ma io comincio a vedere un cambio di percezione dell’errore che è stato fatto nel momento in cui l’Europa indietreggiando ha favorito l’inserimento di altri attori che possono avere un approccio diverso la nostro, anche per questioni geografiche. Quindi il lavoro che io sto cercando di fare è accendere i riflettori su queste necessità. Poi l’Italia può fare la prima fila di questo lavoro. Ma una cosa è farlo come Italia – e noi lo stiamo facendo con il nostro piano Mattei -, e una cosa è che lo faccia l’Europa nel suo complesso” conclude il premier.
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Napoli-Verona finisce senza gol, si rivede Osimhen
NAPOLI (ITALPRESS) – Pareggio a reti bianche al Maradona tra Napoli e Verona: la capolista, anche complice l’ampio turnover, non riesce a scardinare la solida difesa del Verona. Rimpianto degli scaligeri che con Ngonge nel recupero sprecano addirittura la chance di vittoria. Turnover importante per gli azzurri in vista della Champions, con Osimhen e Kvaratskhelia in panchina, e spazio ai giocatori meno impiegati come Oliveira, Demme e Raspadori. Verona a caccia della prima vittoria in trasferta in questo campionato: Zaffaroni scommette sul giovane Abildgaard al debutto da titolare. Pace fatta tra gli ultras e De Laurentiis (come testimoniato dal tweet del presidente poco prima del fischio d’inizio); al Maradona si rivede finalmente un ambiente disteso dopo la contestazione delle ultime settimane. Nel primo tempo il Napoli non riesce ad essere concreto in attacco, faticando nell’uno contro uno con i difensori del Verona. L’unica occasione degna di nota prodotta dai partenopei è l’autogol annullato al 20′: Gaich devia in porta un tiro di Politano, ma la posizione di Oliveira in traiettoria è irregolare e viene valutata attiva. Il Verona si dimostra solido e ben schierato in campo, alternando difesa a tre e a quattro in base alle fasi di gioco. Quando gli ospiti recuperano la palla, l’azione si sviluppa soprattutto sulla corsia di destra grazie alla tecnica di Faraoni e Lasagna: al 28′ è proprio Lasagna ad impegnare Meret con una forte conclusione dai venti metri. Nella ripresa il Napoli alza i ritmi chiudendo il Verona nella propria metà campo, ma continua a faticare nel trovare l’ultimo passaggio vincente. Al 56′ ci prova Di Lorenzo di testa su assist di Raspadori con la palla che termina di un metro a lato. Spalletti si gioca allora le carte Zielinski e Kvara per aggiungere più qualità negli ultimi trenta metri: pochi minuti dopo è il turno anche di Lobotka e Osimhen. Grande accoglienza per il ritorno in campo di Osimhen: proprio al 82′ il nigeriano colpisce la traversa con un violento tiro al volo. Il Verona ottiene con le unghie e con i denti un punto prezioso in ottica salvezza: rimpianto nel finale per il contropiede non finalizzato da Ngonge, solo davanti a Meret.
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Gemelle D’Amato conquistano Antalya, Alice oro e Asia argento
ANTALYA (TURCHIA) (ITALPRESS) – Alice D’Amato è la nuova campionessa europea alle parallele asimmetriche. L’unica ad essere salita sul podio di questa specialità nella lunga storia federale, l’agente delle Fiamme Oro, dopo il bronzo a Stettino nel 2019, l’argento a Monaco di Baviera nel 2022, sale finalmente sul gradino più alto nella rassegna continentale di Antalya, in Turchia. Con il personale di 14.466, una via di mezzo tra il 14.500 ottenuto in qualifica e il 14.400 della finale all around, finita ieri con il bronzo al collo, la ventenne genovese in forza alla Brixia di Brescia si lascia alle spalle la britannica Rebecca Downie, seconda come a Stoccarda 2019 con 14.233 e la campionessa uscente, la tedesca Elisabeth Seitz, terza con 14.200. Ancora un’amara medaglia di legno per Giorgia Villa che con 14.066 ha concluso di nuovo quarta, come la scorsa estate in Baviera. Alice D’Amato ha collezionato per ora tutti e tre i metalli turchi, considerato anche l’argento di squadra vinto mercoledì scorso. “Finalmente sono riuscita a vincere questa medaglia d’oro e non posso essere più felice. Ho cercato di dare il massimo, non era facile contro queste avversarie ma volevo far vedere di essere in grado di fare una parallela di livello. E ce l’ho fatta”, il commento della neo-campionessa europeo. Ma la famiglia D’Amato, e con lei l’Italia ginnica, festeggia anche l’argento di Asia al volteggio. Sulla rincorsa dei 25 metri, dove, a Monaco si era infortunata alla caviglia destra, la gemella ligure si conferma la numero due della specialità. All’Olympiahalle era stata battuta soltanto dall’ungherese Zsofia Kovacs, assente oggi dalla final eight per una scivolata da zero punti in qualifica; all’Antalya Sports Hall invece si è dovuta arrendere alla francese Coline Devillard, protagonista di due ottime esecuzioni e della media importante di 13.800. La poliziotta azzurra è riuscita a battere la belga Lisa Vaelen, terza con 13.583, che la precedeva in qualifica. “E’ un argento che vale un oro, sono rientrata dopo sette mesi e mezzo e per me è la vittoria più grande. Se c’è una rivalità tra noi gemelle? No, l’importante è che le medaglie finiscano a casa D’Amato”, le parole dell’azzurra. Sul fronte maschile altro quarto posto dell’aviere dell’Aeronautica Militare Marco Lodadio, che con 14.666 è arrivato, stoppando, ad un soffio dal podio. Sul castello s’impone l’idolo di casa Adem Asil (14.933) sull’armeno Vahagn Davtyan e sul greco Eleftherios Petrounias, entrambi a quota 14.733, ma con il primo che prevale per l’esecuzione migliore. Al cavallo con maniglie Yumin Abbadini, allenato da uno specialista del calibro di Alberto Busnari, è sesto con il personale di 14.166. Domani seconda giornata di finali per attrezzo con Alice D’Amato che torna al corpo libero e, insieme a Manila Esposito, alla trave, Matteo Levantesi alle parallele pari e l’agente Carlo Macchini con il miglior punteggio di ammissione alla sbarra (diretta RaiPlay e Rai Sport HD).
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Pobega risponde a Sansone, Bologna-Milan 1-1
BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Milan non va oltre all’1-1 sul campo del Bologna. Sono Sansone e Pobega nel primo tempo a mettere il timbro su una gara chiusa nel finale con grandi polemiche. I rossoneri raggiungono così la Roma al terzo posto a quota 53 in attesa dei risultati delle rivali. Il Bologna prosegue invece la sua striscia positiva e raggiunge la Juventus in settima posizione con 44 punti all’attivo. I campioni d’Italia in carica, completamente rivoluzionati con 10 undicesimi diversi rispetto al match di Champions con il Napoli, partono male e prendono gol dopo appena 30 secondi. Ballo-Tourè perde un contrasto, Posch scappa sulla destra e mette in mezzo per Sansone che con il destro anticipa Kalulu e batte Maignan sotto la traversa. I rossoneri provano a reagire al 20′, quando Florenzi pesca in area Rebic che incorna ma trova pronto Skorupski alla parata. Un minuto dopo, il portiere salva in tuffo una punizione dal limite di Florenzi. Gli ospiti alzano il ritmo e al 40′ trovano il meritato pareggio. Rebic imbuca in area, Schouten spazza male e Pobega indovina un gran sinistro dalla distanza che bacia il palo e si insacca alle spalle di Skorupski per l’1-1. E’ la rete con cui le due squadre vanno al riposo. Nella ripresa regna l’equilibrio, con Pioli che con il passare dei minuti prova a vincerla inserendo qualche pezzo grosso. Al 29′ Messias se ne va a Dominguez sulla destra e mette in mezzo con il sinistro, ma Rebic spedisce fuori di un soffio dopo un fortunoso rimpallo della sfera sulla sua faccia. Un minuto dopo, Lykogiannis salva di testa su un tiro a botta sicura di Pobega ben servito a rimorchio da Leao. Il portoghese sgasa sulla sinistra e serve all’indietro Diaz che dal limite spara però alto con il destro. Al 44′, i milanisti insorgono per un fallo di mano in area di Lucumì che sembrava piuttosto largo, ma nè Massa nè il Var segnalano nulla. Sarà l’ultimo brivido del match.
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Immigrazione, Schlein “No a ripristino dei decreti sicurezza”
FIRENZE (ITALPRESS) – Sull’ipotesi che venga costituito in ogni Regione italiana un Cpr “non siamo d’accordo e quindi ci contrapponiamo a questa scelta”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine di un’iniziativa elettorale a Campi Bisenzio. “Abbiamo sempre chiesto una maggiore attenzione verso un’accoglienza diffusa, tutto quello che sta facendo il governo sulle politiche migratorie porta a rimettere in pista i famosi decreti sicurezza che erano stati già in più parti criticati e censurati dalla Corte costituzionale”, ha aggiunto Schlein.
“Noi crediamo nell’accoglienza diffusa che coinvolge i sindaci e le comunità locali, che assicura servizi d’inclusione sociale reale delle persone che arrivano in Italia. Non crediamo che servano altri luoghi di detenzione dove, per altro, vi sono stati anche episodi di abuso di psicofarmaci e quindi di cose molto gravi. Noi crediamo che non sia questa la strada e che la Destra da vent’anni, dai tempi in cui fece la pessima Bossi-Fini continua a trattare il fenomeno in maniera emergenziale quando invece è strutturale e richiede una visione delle politiche ben più adeguate anche ad assicurare l’interesse delle comunità che ricevono. Da questo punto di vista noi ci opponiamo a quella scelta”, conclude la segretaria del Pd.
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