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Ismett ai primi posti per la cura dei tumori di fegato e pancreas

PALERMO (ITALPRESS) – Ismett si conferma eccellenza nazionale in chirurgia dei tumori del fegato e del pancreas. A certificare il livello di cure raggiunto dal centro palermitano – nato da una partnership fra Regione siciliana ed UPMC (University of Pittsburgh Medical Center) – è Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) che si occupa di monitoraggio e valutazione degli indicatori di qualità per questi settori della chirurgia. Gli indicatori presi in considerazione da Agenas – volume di attività e mortalità a 30 giorni dall’intervento – evidenziano gli ottimi risultati raggiunti da Ismett.
Nel 2021, Ismett ha realizzato complessivamente il 32% di tutte le procedure chirurgiche eseguite in Sicilia per tumore del fegato piazzandosi per volume di attività al primo posto nell’Isola ed aumentando la percentuale di interventi rispetto all’anno precedente (nel triennio precedente la percentuale di pazienti operati presso l’Istituto Mediterraneo era pari al 30%).
Dati importanti anche da un punto di vista della qualità delle cure. La mortalità chirurgica a trenta giorni dall’intervento è, infatti, molto bassa: in particolare nel triennio 2019-21 per la chirurgia resettiva dei tumori maligni del fegato si attesta allo 1.05% e per il pancreas all’1.7%.
“Si tratta – spiega il professore Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento di Chirurgia Addominale di Ismett (nella foto) – di ottimi dati. In Italia sono 339 le strutture italiane dove si eseguono questo tipo di interventi, è bene sottolineare che solo il 4,1% di queste ha un volume di attività maggiore di Ismett. Inoltre, la mortalità trenta giorni dopo l’intervento di resezione epatica per il triennio 2019-2021 presso la nostra struttura è del 1.05% a fronte della mortalità media di centro per l’intera nazione che è risultata essere del 2,2%”.
Ottimi risultati anche per quanto attiene la cura dei tumori maligni del pancreas. Nel periodo 2019-2021, Ismett ha trattato chirurgicamente 59 persone, una sola delle quali risulta deceduta a 30 giorni per cui la stima di mortalità è dello 1,7%. La mortalità media di centro per l’intera nazione è risultata essere del 5,62 %. I dati dell’anno appena concluso 2022 sono ancora migliorativi per numero di interventi e implementazione della chirurgia mini invasiva del fegato e del pancreas. Sono infatti, state realizzate 147 resezioni epatiche di cui 54 con tecnica mini invasiva e 62 resezioni pancreatiche.
Nel corso dell’ultimo anno, l’offerta di Ismett si è arricchita grazie alla nascita del Servizio di Oncologia Medica e all’avvio della Pancreas Unit. Si tratta di servizi pensati per fornire trattamenti di cura integrati per la cura delle neoplasie addominali, in particolare fegato e pancreas.

– foto ufficio stampa Ismett –
(ITALPRESS).

Parmigiano Reggiano, nel 2022 crescono vendite ed esportazioni

MILANO (ITALPRESS) – Nel corso della conferenza stampa a Palazzo Giureconsulti a Milano, il Consorzio Parmigiano Reggiano ha presentato i dati economici del 2022. In un anno in cui in Italia i consumi alimentari hanno segnato un calo del -4,2% e quelli di formaggi del -3% a volumi, la Dop ha chiuso il 2022 con dati positivi per quanto riguarda vendite e prezzi: il giro d’affari al consumo tocca il massimo storico di 2,9 miliardi di euro contro i 2,7 miliardi del 2021, con un aumento del +6,9% (156.620 tonnellate vs 152.690 tonnellate nel 2021, +2,6%). Al massimo anche i volumi nei mercati internazionali, che crescono del +3% (64.202 tonnellate vs 62.351) e il valore generato alla produzione con 1,8 miliardi di euro contro gli 1,71 miliardi del 2021. Le aziende del Consorzio hanno quindi reagito bene alla pandemia, alle incognite legate alle incertezze della crisi geopolitica accesasi con l’invasione russa del 24 febbraio 2022, al caro energia e alla riduzione del potere di acquisto delle famiglie in alcuni mercati.
Come distribuzione dei consumi, il mercato del Parmigiano Reggiano sta diventando sempre più internazionale: la quota export aumenta di due punti percentuali, salendo al 47%. Prima nello sviluppo, la Spagna (+11,3% con 1.602 tonnellate vs 1.439 nel 2021); bene anche Stati Uniti, primo mercato estero per la Dop (+8,7% con 13.981 tonnellate vs 12.867), e Francia (+7,2% con 12.944 tonnellate vs 12.077 tonnellate). Buoni i risultati anche in Giappone, che cresce del +38,8% (1.010 tonnellate vs 728), Australia, che segna un +22,7% (713 tonnellate vs 581) e Canada, con un +6,3% (3.556 tonnellate vs 3.345).
La quota Italia si attesta al 53%. Per quanto riguarda i canali distributivi, la GDA rimane il primo (62,3%), seguita dall’industria (17,5%), che beneficia della crescente popolarità dei prodotti caratterizzati dalla presenza di Parmigiano Reggiano tra gli ingredienti, e dalle vendite dirette dei caseifici, che registrano un forte aumento (+5,3%). Il canale Horeca rimane fanalino di coda, e quindi enorme potenziale di sviluppo, attestandosi al 9,2% del totale. Il restante 11% è distribuito negli altri canali di vendita.
Nei mercati, la quotazione del Parmigiano Reggiano ha registrato nel 2022 una media annua di 10,65 euro al chilo (Parmigiano Reggiano 12 mesi da caseificio produttore), in aumento rispetto al 2021, quando si era attestata a 10,34 euro al chilo. La produzione è in lieve calo rispetto al 2021, anno nella storia in cui si sono prodotte più forme in assoluto: 4,002 milioni di forme vs 4,091 milioni (-2,2%). Tra le province della zona di origine, prima per produzione è Parma (1.357.224 forme vs 1.419.179, -4,37%), seguita da Reggio Emilia (1.245.159 forme vs 1.302.555, -4,41%), Modena (849.145 forme vs 824.551, +2,98), Mantova (455.439 forme vs 442.659, +2,89) e Bologna (95.303 forme vs 102.200, -6,75%).
Con un investimento totale di 18,6 milioni di euro stanziato per lo sviluppo dei mercati nel 2023, Parmigiano Reggiano si avvia a diventare sempre più un vero brand globale, pronto ad affrontare gli ostacoli posti da mercati estremamente vasti, ricchi di prodotti d’imitazione e caratterizzati da una marcata confusione al momento dell’acquisto. Proprio per questo, il Consorzio sta lavorando assiduamente per valorizzare la distintività della Dop, fornendo al consumatore più informazioni sulle sue caratteristiche: la stagionatura, la provenienza, il processo produttivo e il gusto, tutti particolari che offrono l’opportunità di differenziarsi dai concorrenti. Un caso esemplare è quello del Regno Unito, il quarto mercato export con 6.570 tonnellate, caratterizzato da forti contraddizioni originate dalla Brexit, con un calo del -1% sul 2021. In quest’ottica, si collocano sia il bando di gara per attività di promozione lanciato nel gennaio 2022, con l’obiettivo di posizionare il Parmigiano Reggiano come prodotto testimonial della qualità e del valore di tutta la produzione agricola europea (valore totale stimato del progetto: oltre 3 milioni di euro in tre anni), sia la prima campagna pubblicitaria televisiva in UK, con uno spot il cui protagonista è Gennaro Contaldo, chef italiano amatissimo dal pubblico inglese e maestro di Jamie Oliver, nonchè brand ambassador del Consorzio, andato in onda sui canali ITV, Channel 4 e Sky.
“Il 2022 è stato un anno senza precedenti per il Parmigiano Reggiano: tanto per i risultati conseguiti, con un +2,6% di vendite e un +3% di esportazioni, quanto per le sfide che ha posto per il nostro futuro – ha detto Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio -. Siamo riusciti ad affrontarlo grazie alla nostra capacità di essere una squadra, e così dobbiamo continuare a fare nel 2023. I dati di inizio anno sono estremamente incoraggianti: nei due mesi di gennaio-febbraio, le vendite nel canale GDA in Italia hanno segnato un +15,1% rispetto allo stesso periodo del 2022. Il Consorzio deve dunque assumersi sempre più la responsabilità di diventare la cabina di regia dell’intera filiera, lavorando con gli operatori e le catene distributive per sostenere i consumi nel corso di un anno in cui viene commercializzato il picco di produzione più alto nella storia della Dop, quello del 2021, con un piano articolato di investimenti in comunicazione e sviluppo domanda sia in Italia, sia soprattutto sui mercati esteri”.
“Dobbiamo continuare a mantenere il Parmigiano Reggiano a un prezzo concorrenziale, in modo che sia accessibile alle famiglie, e a difendere la redditività delle aziende, che hanno già subito l’aumento dei costi di produzione – ha aggiunto Bertinelli -. Questa incertezza economica va governata insieme, passando dalla logica del singolo caseificio a quella del ‘noì del Consorzio, per creare nuovi sbocchi di mercato e garantire il futuro della Dop”.

– foto ufficio stampa Consorzio Parmigiano Reggiano –
(ITALPRESS).

Auto green, Italia a Commissione Ue “Non escludere biocarburanti”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia è pienamente impegnata nella decarbonizzazione del settore del trasporto e nella riduzione delle emissioni dei veicoli leggeri”. E’ quanto ricordano in una nota congiunta il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e i ministri Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza Energetica) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) in una lettera inviata al vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans.
I rappresentanti del governo italiano ricordano di aver subito evidenziato “la necessità di rispettare il principio della neutralità tecnologica per garantire una transizione economicamente sostenibile e socialmente equa verso una mobilità a zero emissioni”. A tal fine – continua la lettera di Salvini, Pichetto Fratin e Urso – l’Italia ha sponsorizzato (insieme alla Germania) l’utilizzo di carburanti CO2 neutral per consentire immatricolazioni anche dopo il 2035.
Per questo, scrivono i ministri, “abbiamo proposto il considerando 11 del nuovo regolamento CO2 in buona fede e ci aspettiamo che la Commissione lo attui ben prima della revisione del 2026, proponendo un atto giuridicamente vincolante. Un impegno in tal senso da parte della Commissione, con l’indicazione di una tempistica, sarebbe molto apprezzato e permetterebbe di concludere positivamente il dossier”.
Nella lettera a Timmermans si legge anche, però, che l’Italia non accetterebbe “una interpretazione indebitamente ristretta da parte della Commissione del concetto di carburanti neutri”, con l’esclusione dei biocarburanti.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Sony, i nuovi visori per una realtà virtuale sempre più “vera”

ROMA (ITALPRESS) – “I nuovi visori per la realtà virtuale sono stati lanciati sul mercato italiano il 22 febbraio con grande successo. Il visore è un passo avanti rispetto a quello che già lanciammo nel 2016, abbiamo recepito tutte le innovazioni tecnologiche compatibili con il nuovo visore, che è ovviamente plug and play con la PS5. Abbiamo semplificato la modalità d’uso, con un singolo cavo che appena inserito in console permette di videogiocare in realtà virtuale”. In un’intervista all’Italpress, Marco Saletta, Western&Southern Europe General Manager di Sony Interactive Entertainment, ha presentato le novità principali del nuovo visore per la Realtà Virtuale lanciato sul mercato italiano del gaming dall’azienda da alcune settimane: “Il visore ha quattro innovazioni importanti. L’eye-tracking, con cui attraverso il controllo degli occhi si entra in game play e si può interagire con il gioco e l’ambiente circostante. La seconda è il Playstation Dual-Sense, attraverso l’utilizzo delle mani e la compressione delle dita sul sensore è possibile agire con l’ambiente – ha aggiunto – La terza sono le telecamere integrate all’interno del visore, che consentono una comodità d’uso subito percepibile, infine l’innovazione maggiormente visibile, quella per la quale è stata embeddata nel visore la tecnologia 4K, con 110 gradi di capacità visiva. Oggi l’interazione dell’occhio nel visore permette immersività e maggior semplicità”.
Non solo gaming alla base dei visori Sony per la Realtà Virtuale, che trova spazio e applicazioni in diversi settori: “La realtà virtuale è stata lanciata nel cinema da ormai vent’anni, il gaming ha recepito la possibilità di offrire nuovi elementi di intrattenimento – ha spiegato – Ma oggi ci sono altri utilizzi, facili e immediati nel mondo dell’e-commerce, del travel, nella medicina. E poi ovviamente il gaming, per cui Sony si è interrogata sperando di offrire la migliore piattaforma di VR gaming possibile”. A questo si ricollega il sempre più crescente successo della PlayStation 5 sul mercato italiano: “Per quanto riguarda Playstation, PS5 sta riscuotendo un successo mondiale, con 30 milioni di unità installate nel mondo, anche in Italia sul mercato c’è grande disponibilità. Abbiamo lanciato a inizio anno un nuovo Dual Sense facendo una costruzione personale, e poi c’è la Realtà Virtuale – ha sottolineato Saletta – L’evoluzione è quella di ottimizzare le risorse tecnologiche disponibili offrendo mondi nuovi e inesplorati”.
Infine, una chiosa sui principali scenari scelti dai videogiocatori, con uno sguardo all’attualità che conferma un calo legato ai giochi con tematiche di guerra da quando è scoppiato il conflitto Russia-Ucraina: “Attualmente i temi che emergono sono quelli più cari al mondo della famiglia e dell’avventura – ha concluso – Anche il mondo del gaming sta modificando la propria attitudine”.

– foto Italpress –
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Conte “Con taglio RdC mafie avranno ora vita più facile”

ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna esserci sempre e il Movimento 5 Stelle sempre c’è stato, sempre ci sarà, moltiplicando l’impegno. In Parlamento con le leggi contro corruzione e voto di scambio politico-mafioso. Nei quartieri dimenticati dove persone come Don Patriciello sfidano le vili minacce dei clan. A fianco degli imprenditori che denunciano la criminalità organizzata. Nel sostegno economico a chi si trova in difficoltà per aver perso il lavoro e deve poter trovare la mano dello Stato e non quella delle mafie che cercano manovalanza: con il taglio del Reddito di cittadinanza, queste avranno ora vita più facile. In questa Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie quello che possiamo dire per onorare la memoria di chi si è sacrificato per tutti noi e per accarezzare il dolore dei loro familiari è meno importante di quello che possiamo fare, insieme” Lo scrive su Facebook il leader del Movimento 5Stelle Giuseppe Conte.

Foto: agenziafotogramma.it

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Carfagna “Pronta a votare con la Meloni sulla maternità surrogata”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho presentato una legge contro l’utero in affitto da punire anche se praticato all’estero, perchè in Italia è già vietato. E voterei la proposta di Giorgia Meloni”. Lo dice in una intervista a “La Repubblica” Mara Carfagna, ex ministra del Sud, ex Forza Italia ora presidente di Azione, che invita però a mantenere una stella polare: la tutela dei bambini delle coppie omogenitoriali. “I bambini non possono, nè devono pagare le scelte dei genitori, lo dico da madre e da legislatore”. Quindi spiega la sua proposta di legge contro l’utero in affitto:
“E’ molto semplice: è composta da un solo articolo: estende la punibilità del reato di surrogazione di maternità, che già esiste, ai cittadini italiani che lo commettono all’estero”. Una proposta molto simile a quella di Fratelli d’Italia: “Sì, è molto simile e sì, voterei ogni proposta indirizzata a cancellare questa pratica, che peraltro in Italia trova ben pochi sostenitori: larga parte del movimento femminista è a favore di un bando universale e nessun partito ha mai presentato proposte per legalizzarla”. Alla domanda su come si tutelano i diritti dei bimbi di coppie omogenitoriali, la Carfagna risponde: “Quei bambini hanno un genitore biologico registrato fin dalla nascita. L’altro, il partner, già oggi ha accesso all’adozione: bisogna semplificare quel meccanismo e renderlo più accessibile e più rapido”. Tuttavia per tutelare i bimbi c’è bisogno di registrarli all’anagrafe e i sindaci devono disobbedire? “I sindaci disobbediscono per segnalare una posizione politica a favore della registrazione ‘automaticà dei bambini nati con surrogazione di maternità. E’ una posizione che non condivido, la registrazione deve essere collegata all’adozione da parte del genitore non-biologico”.

Foto: agenziafotogramma.it

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Unione Pro Loco, riconoscimento “Sagre di qualità” a 18 eccellenze

ROMA (ITALPRESS) – Promuovere i territori puntando sulle valorizzazione dei prodotti tipici e sulla forza attrattiva delle “Sagre di qualità”. Un marchio istituito dall’Unione nazionale delle Pro Loco d’Italia per identificare le manifestazioni che promuovono prodotti tipici storicamente legati al territorio, rappresentative della storia e della tradizione, che puntano alla promozione e creazione di sinergie con le attività economiche locali. Sono 18 gli eventi organizzati dalle Pro Loco aderenti all’Unpli che stamane, in Senato, hanno ricevuto l’ambito marchio. Al centro del riconoscimento pietanze legate alla storia e alle tradizioni dei territori; ricette che si tramandano segretamente, da padre in figlio; piatti strettamente legati a riti centenari e ancora oggi osservati; ricette semplici e con ingredienti naturali che rappresentano veri e propri spaccati di cultura popolare. Eventi storici che, a testimonianza del loro radicamento nel territorio, hanno superato anche le quaranta edizioni.
La cerimonia si è tenuta su iniziativa del senatore questore, Antonio De Poli; all’evento sono intervenuti Angelo Rossi, consigliere del Ministro delle Politiche agricole, Guido Liris e Sandro Pappalardo, Consigliere Enit. Ha condotto l’evento Adriana Volpe.
“Con l’attribuzione del marchio “Sagra di qualità”, esaltiamo quelle sagre che valorizzano i prodotti tipici, dimostrano avere un concreto legame con i territori, rappresentando, allo stesso tempo, un’opportunità di promozione e crescita. Siamo in presenza di eventi che mobilitano interi paesi, coinvolgendo decine di volontari ed anche le attività” economiche dei luoghi; appuntamenti radicati nella tradizione dei singoli luoghi, tanto da essere affiancati da rievocazioni storiche e sfilate in abiti d’epoca”, commenta il presidente dell’Unpli, Antonino La Spina.
Il marchio “Sagra di qualità” è attribuito al termine di un iter documentale e di rigorose verifiche sul campo, come da apposito disciplinare. Le 18 sagre certificate nel 2022, si aggiungono alle 27 che hanno ottenuto il riconoscimento nel 2019 e alle 19 del 2018. L’elenco completo ed il regolamento sono disponibili all’indirizzo https://www.unpli.info/sagra-di-qualita/.
“Le Pro Loco sono, da sempre, testimoni di cultura e tradizioni. Il marchio ‘Sagra di qualità’ è un certificato di garanzia che attesta lo straordinario lavoro dei volontari, impegnati, ogni giorno, nel promuovere e valorizzare i territori e i prodotti tipici – sottolinea De Poli -. Le bellezze e le meraviglie della nostra Italia rappresentano il miglior biglietto da visita all’estero e, finalmente, dopo due anni di pandemia, possiamo dire che, proprio grazie alla rete dell’UNPLI, da Nord a Sud e nelle Isole, le piazze sono tornate a riempirsi restituendo momenti di socialità e di convivialità ai cittadini. Tutto questo è il valore aggiunto delle Pro Loco”.
L’istituzione del marchio “Sagra di qualità”, inoltre, punta alla valorizzazione dei prodotti tipici (Doc, Dop, o inseriti nelle banche dati dei prodotti agroalimentari tradizionali regionali) e alla promozione del cibo e dei piatti tipici della cucina tradizionale e contadina.
“La filiera del turismo è molto complessa, include una quantità di azioni molto copiosa; all’interno di questa filiera, le Pro Loco sono un pilastro fondamentale. Il turismo è ripartito, contiamo di superare i dati del 2019 e in tale contesto va considerato che il turista non viene in Italia solo per vedere le grandi città, ma anche per visitare i borghi e vivere un’esperienza: molto spesso questi borghi lontani dalle istituzioni, vivono grazie a queste sagre”, evidenzia Sandro Pappalardo, componente del cda Enit.
“Le sagre sono uno strumento preziosissimo, forse il miglior strumento possibile per la promozione dei nostri prodotti agro-ailmentari, perchè all’interno della sagra abbiamo non solo il prodotto, ma anche la storia, l’arte culinaria, quel patrimonio che solo l’Italia possiede”, afferma Rossi, consigliere del Ministro delle Politiche agricole e della sovranità alimentare.
“Dopo una pausa di due anni, dovuta alla pandemia del Covid-19, stiamo tornando alla normalità. I riconoscimenti sono nella media con le due precedenti edizioni, ma già da quest’anno credo che registreremo un sensibile aumento delle istanze per ottenere il marchio. In tal senso, ritengo, che i Comitati Regionali, possano avere un ruolo importante nel far valorizzare e segnalare quelle più meritevoli”, aggiunge Sebastiano Sechi responsabile Dipartimento Sagra di qualità dell’Unpli.
Fra gli ulteriori requisiti necessari all’attribuzione del riconoscimento “Sagra di qualità”, la promozione degli operatori locali del settore eno-gastronomico e turistico (quali produttori, ristoratori, artigiani, albergatori) come attività economiche correlate alla cultura del cibo, la storicità di almeno 5 anni; inoltre, la richiesta di valutazione deve essere inviata almeno 180 giorni prima dell’evento, cui seguono, un’analisi della documentazione e una verifica sul campo. Ulteriori dettagli, il disciplinare ed altre informazioni sulla “Sagra di qualità” sono disponibili sul portale Unpli.info
Queste le sagre certificate nel 2022.
Sagra dei Fagioli (Cellole, Caserta); Sagra “Agosto Donadese” (Donada, Rovigo); “Sagra del Maccheroncino di Saragolla” (Garrufo, Teramo) “Sagra dei maccaruni” (Gavignano, Roma), “Festa dell’Uva” (Giovo, Trento), “Sagra del pesce”, (Letojanni, Messina), “Sagra del Melone” (Massanzago, Padova), “Sagra dell’Asparago Rosa di Mezzago” (Mezzago, Monza e Brianza), “Sagra dei Sughitti” (Montecassiano, Macerata); “Sagra dei ceci e dello zafferano” (Navelli, l’Aquila), “Sagra degli Scarpinoc” (Parre, Bergamo), “Sagra del Cecatiello” (Paupisi, Benevento), “Sagra delle Cozze” (Pedaso, Fermo), “Sagra della Paccozza” (Pesco Sannita, Benevento), “Sagra della Zucca e del Cappellaccio Ferrarese” (San Carlo, Ferrara), “Sagra del Bacalà” (Sandrigo, Vicenza), “Sagra delle Radici di Soncino” (Soncino, Cremona) e sagra “Tovena in festa” (Tovena, Treviso).

– fonte ufficio stampa Unpli –
(ITALPRESS).

Inail, i sindacati chiedono risposte alla carenza di personale

ROMA (ITALPRESS) – Manifestazione unitaria nazionale organizzata da Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa, Dirstat Fialp, Usb e Anmi, con l’adesione di altre sigle, comprese quelle della ricerca, davanti la direzione generale dell’Inail a Roma per denunciare “la gravissima carenza degli organici e i continui malfunzionamenti delle procedure che si ripercuotono sulle prestazioni da erogare all’utenza, con conseguente stress lavoro-correlato sul personale”. Sotto lo slogan “L’Inail è alla frutta e i lavoratori sono spremuti come limoni”, si sono riunite diverse centinaia di lavoratrici e lavoratori provenienti da ogni regione d’Italia. Nel corso dell’evento è stato poi “occupato” l’Auditorium dello stabile, dove si è tenuta un’assemblea. Tutti i partecipanti, in attesa del ritorno della delegazione ricevuta dai vertici dell’Istituto, hanno rappresentato il disagio dei territori, confermando con forza il mandato già conferito alle organizzazioni sindacali. Il presidente Bettoni e il consigliere Damiano hanno ritenuto d’incontrare l’assemblea.
“Continueremo sulla strada intrapresa della mobilitazione unitaria fino a quando non avremo risposte concrete a problemi concreti”, hanno comunque sottolineato i sindacati.
Per Gabriele Norcia, segretario nazionale dell’Associazione nazionale medici Inail (Anmi) “è una giornata veramente straordinaria. Da molti anni non si riunivano tutte le sigle sindacali unitariamente. Questo Istituto, che presidia un diritto dei cittadini tutelato dalla Costituzione, il diritto alla salute dei lavoratori, è in una gravissima crisi senza precedenti. Una crisi di personale, di procedure, di sistema. Di fronte a questo i lavoratori si sono mobilitati, hanno chiesto risposte, un piano d’azione. La dirigenza fino a questo momento ha stentato a fornirci le risposte che chiediamo. In questo momento è incardinato alla Camera un provvedimento, il Decreto lavoro, che contiene una serie di riforme. E’ necessario mettere mano alle norme che regolano questo Istituto, altrimenti rischiamo nel giro di pochi anni di non avere più chi si occupa dei diritti di chi lavora”.
(ITALPRESS).
-foto Italpress xl5-

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