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Scontro fra treni in Grecia, almeno 36 vittime e 85 feriti

ROMA (ITALPRESS) – Tragico incidente ferroviario nella notte in Grecia. Almeno 36 persone sono morte e 85 sono rimaste ferite per lo scontro fra un treno passeggeri in viaggio tra Atene e Salonicco con 350 passeggeri a bordo e un convoglio merci, nei pressi di Larissa. Tre carrozze sono deragliate e una ha preso fuoco. Secondo i media locali, si tratta del più grave incidente ferroviario della storia in Grecia.
“Profondamente rattristata dal terribile incidente ferroviario vicino a Larissa in Grecia – scrive su Twitter la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola -. Le mie sincere condoglianze a tutte le vittime, alle loro famiglie e ai loro amici. Sono grata a tutti i soccorritori e al personale medico sul posto. I nostri pensieri sono con il popolo greco dopo questo tragico evento”.

– foto Freepik –

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Auto, l’Italia voterà contro lo stop Ue ai motori termici nel 2035

ROMA (ITALPRESS) – Domani a Bruxelles, alla riunione degli ambasciatori dei Paesi dell’Ue, l’Italia esprimerà una posizione contraria alla proposta di Regolamento europeo che prevede il bando alla produzione e vendita delle auto e van con motori termici al 2035. Pur condividendo gli obiettivi di decarbonizzazione – fa sapere il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica -, l’Italia sostiene che i target ambientali vadano perseguiti attraverso “una transizione economicamente sostenibile e socialmente equa”, pianificata e guidata con grande attenzione, per evitare ripercussioni negative per il Paese sia sotto l’aspetto occupazionale che produttivo. L’Italia ritiene inoltre – questa la posizione che verrà espressa – che la scelta dell’elettrico non debba rappresentare, nella fase di transizione, l’unica via per arrivare a zero emissioni.
Il successo delle auto elettriche dipenderà molto da come diventeranno accessibili a prezzi concorrenziali. Una razionale scelta di neutralità tecnologica a fronte di obiettivi ambientali condivisi deve consentire agli Stati membri di avvalersi di tutte le soluzioni per decarbonizzare il settore dei trasporti, tenendo conto delle diverse realtà nazionali, e con una più graduale pianificazione dei tempi. “L’utilizzo di carburanti rinnovabili, compatibili con i motori termici – afferma il ministro Gilberto Pichetto Fratin – contribuirà ad una riduzione delle emissioni senza richiedere inattuabili sacrifici economici ai cittadini”.

– foto agenziafotogramma.it –
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Prima vittoria per la Cremonese, 2-1 sulla Roma

CREMONA (ITALPRESS) – La Cremonese conquista la prima vittoria in campionato e lo fa per 2-1 contro la Roma, già battuta un mese fa in Coppa Italia con lo stesso risultato. Davanti al suo pubblico, la squadra di Ballardini si affida alla rete di Tsadjout e al rigore di Ciofani per scavalcare la Sampdoria e spegnere i sogni di secondo posto dei giallorossi. Non basta la rete di Spinazzola a Mourinho, che paga le fatiche europee. L’allenatore effettua solo due cambi rispetto all’11 che ha eliminato il Salisburgo: Kumbulla prende il posto dello squalificato Smalling, mentre Wijnaldum fa il debutto dal 1′ a sei mesi dalla rottura della tibia rimediata in allenamento in uno scontro con Felix Afena Gyan, oggi titolare con i grigiorossi. La Roma sembra approcciare bene al match, ma è la Cremonese a sbloccare il risultato dopo 17 minuti. Valeri recupera palla e si proietta in zona d’attacco, poi fa da sponda di petto per Tsadjout che col mancino trova l’incrocio dei pali e sigla il secondo gol consecutivo in campionato. La squadra di Mourinho tiene palla, con il 62% del possesso ma l’occasione più pericolosa del primo tempo è un tiro sbilenco di Wijnaldum dal limite dell’area. Nella ripresa i giallorossi restano anche senza guida tecnica: lo Special One dice qualche parola di troppo al quarto uomo e riceve l’espulsione diretta. Senza il vice Foti, squalificato, è il preparatore dei portieri Nuno Santos a dirigere la squadra dalla panchina. Ed è lui al 62′ a richiamare in panchina quattro giocatori: Pellegrini, Zalewski, Cristante (diffidato) e Belotti (continua il digiuno di gol in campionato). Al loro posto entrano El Shaarawy, Solbakken, Matic e Abraham. Al 71′ arriva il pareggio: Mancini veste i panni dell’uomo assist e pesca Spinazzola che a tu per tu con Carnesecchi non sbaglia. Tre minuti dopo l’estremo difensore è decisivo: El Shaarawy è lanciato a rete e tenta il dribbling, ma l’ex Atalanta smanaccia e spegne l’occasione giallorossa. Una parata decisiva perchè all’83’ la Cremonese sfrutta il rigore del sorpasso: Okereke entra in area e dopo un tiro è steso da Rui Patricio. Dagli undici metri il neo entrato Ciofani non sbaglia e segna il gol della speranza salvezza e della quota 12 in classifica.
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Juventus-Torino 4-2, vittoria bianconera in rimonta

TORINO (ITALPRESS) – Va alla Juventus il derby della Mole. La squadra bianconera ha battuto il Torino per 4-2 al termine di una gara divertente ricca di occasioni da una parte e dall’altra. Dopo appena un minuto e mezzo è stato Karamoh a gelare l’Allianz Stadium. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Buongiorno è andato a spizzare la palla di testa verso il secondo palo dove il franco-ivoriano a due passi da Szczesny ha controllato di petto e di destro non ha sbagliato. Gara nuovamente in parità al 16′ quando, da un cross dalla sinistra di Kostic, non controllato in area nè da Vlahovic nè da Rabiot, il pallone è finito sui piedi di Cuadrado che a botta sicura ha calciato verso la porta di Milinkovic-Savic scavalcato dalla deviazione decisiva con un ginocchio di Rodriguez. Toro nuovamente in vantaggio a due minuti dal riposo quando su cross dalla sinistra di Ilic è stato Sanabria ad anticipare di esterno destro Bremer infilando il portiere sul primo palo. Neanche il tempo di godersi il vantaggio che poco prima dell’intervallo è arrivato il nuovo pareggio bianconero: da corner dalla sinistra di Di Maria è stato Danilo ad andare a prenderla di testa con uno stacco imperioso indirizzando la palla contro il montante alla sinistra di Milinkovic-Savic, la palla è carambolata verso il portiere serbo che ha provato a respingere ma oltre la linea di porta come confermato dalla goal line technology. Dopo quattro minuti dalla ripresa delle ostilità è stata invece la traversa a negare il gol a Vlahovic, servito da Fagioli, a tu per tu con il portiere granata, Altra traversa, ma stavolta di marca granata, al 22′ con Linetty protagonista di una gran bordata. Sorpasso bianconero invece al 26′ quando da un cross dalla destra di Chiesa è stato Bremer tutto solo in mezzo all’area a infilare ancora di testa Milinkovic-Savic. A sancire la definitiva vittoria bianconera è infine arrivato il gol di Rabiot che a dieci minuti dal termine è sbucato dietro a Ilic e ha battuto il portiere su bel traversone da sinistra di Kostic toccato leggermente anche da Bremer.
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Immigrazione, Lollobrigida “Dare a tutti il diritto di non partire”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Noi denunciamo una azione criminale da tanti anni, ci sono degli sfruttatori di essere umani che organizzano un vero e proprio di trasporto di persone illudendole di trovare lavoro”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, in un punto stampa al Parlamento europeo.
“Bisogna tener conto delle tragedie legate a questo tipo di processo e bisogna agire in sede europea per evitarle in ogni modo. L’Italia ha fatto tutto quello che poteva fare in questi anni, continueremo a farlo”, ha aggiunto. Per Lollobrigida “non è immaginabile che una sola nazione, solo per la sua collocazione geografica, si faccia carico di queste problematiche. Noi dobbiamo dare ai cittadini di tutto il mondo il diritto di non partire, dobbiamo evitare che persone siano costrette a lasciare le proprie famiglie e la propria terra. Poi la scelta di emigrare è una scelta libera che deve essere garantita a chi lo vuole fare. Noi non siamo in grado di accogliere tutti quelli che nel mondo hanno fame, dobbiamo fare il contrario dobbiamo dare da mangiare e creare le condizioni di produzione e lavoro in quelle aree”, ha concluso il ministro.
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Immigrazione, La Russa “Tragedie come Cutro non si ripetano più”

ROMA (ITALPRESS) – “Le immagini che tutti noi abbiamo visto sono drammatiche. Ci troviamo di fronte ad una tragedia che non può lasciare indifferenti nessuno. Ripeto, nessuno. Consentitemi di rivolgere il ringraziamento mio e di questa Aula ai tanti soccorritori, agli uomini e alle donne in divisa, ai tanti volontari che sono tuttora impegnati in difficilissime operazioni di recupero. Niente e nessuno ci ridarà indietro queste donne, questi bambini e questi uomini, niente e nessuno potrà lenire il dolore dei loro familiari. Ma possiamo, anzi dobbiamo, fare in modo che in futuro tali tragedie non si ripetano più”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in Aula.
“Come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tutti a partire innanzitutto dall’Europa, abbiamo l’obbligo anche morale, di impegnarci maggiormente affinchè quello che abbiamo visto a Steccato di Cutro non si ripeta in futuro. Nel ribadire il mio più alto e sincero senso di cordoglio, invito l’Aula ad un minuto di raccoglimento”, ha aggiunto La Russa.
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Infrastrutture digitali come driver di sviluppo, a Trieste “FVG Connect”

TRIESTE (ITALPRESS) – Si è svolto oggi a Trieste, presso il Palazzo della Regione, l’evento “FVG connect – Infrastrutture e investimenti innovativi per lo sviluppo della Regione”, promosso da Open Fiber insieme a Vodafone e Bat, cui hanno preso parte il presidente Massimiliano Fedriga e il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino.
Rispondendo alle domande di Annalisa Chirico, il presidente Fedriga ha dichiarato che “in questi anni la condivisione e l’unità di intenti tra le Istituzioni e i soggetti economici hanno consentito al Friuli di attrarre maggiori investimenti e di avviare progetti importanti nel segno dell’innovazione, senza dimenticare l’importanza delle infrastrutture materiali a partire dall’alta velocità che risente di scelte sbagliate del passato e su cui dobbiamo recuperare”. “L’autonomia a livello nazionale – ha aggiunto Fedriga – può cambiare il volto del paese, non voglio pensare nè penso che il Sud Italia non sia all’altezza dell’autonomia. Il PNRR invece è stato impostato in maniera centralistica: io avrei fissato le sei missioni lasciando alle Regioni il ruolo di direzione. La scadenza del 2026? Che si riesca, è una speranza”.
“La rete in fibra ottica che Open Fiber sta realizzando in tutta Italia – ha detto l’Ad di Open Fiber Mario Rossetti, main partner di “FVG connect” – assume un valore sociale in particolare nei borghi e nelle aree più isolate, dove abbiamo accelerato per completare il piano Aree bianche affinchè tutti i cittadini possano usufruire dei servizi digitali più avanzati, esattamente come gli abitanti delle grandi città. Un piano che in FVG è già quasi completato. Nella regione abbiamo già investito 110 milioni di euro e ne investiremo ulteriori 100 per raggiungere città, piccoli comuni e zone industriali. La possibilità di accedere a una connessione ultraveloce rappresenta anche un driver di sviluppo delle attività produttive, dall’industria 4.0 all’agricoltura smart”.
Rossetti ha ricordato che “Open Fiber, che ha la più grande rete in fibra ottica in Italia, ha coperto a oggi metà del Paese: 15.6 milioni di unità immobiliari su un totale di circa 30. Abbiamo già investito 5 miliardi di euro e nel corso del 2023 ne investiremo oltre 2. Quando si è insediato l’attuale management a fine 2021, Open Fiber ha preso l’impegno con il Governo di completare il nostro progetto sociale: il grande piano BUL per raggiungere i piccoli comuni, che prevede la realizzazione di 88mila km di fibra ottica in oltre 6000 comuni. Ne abbiamo realizzati 60mila, chiuderemo il piano entro il 2024. Siamo poi presenti in 240 città grandi e medie e abbiamo dato il via al piano Italia 1 Giga per le zone industriali, da realizzare entro il 2026. Una volta realizzata l’infrastruttura – ha sottolineato Rossetti – il passaggio successivo per digitalizzare il Paese è far utilizzare la connettività ai cittadini”.
Open Fiber, nata nel 2017 per realizzare una rete di comunicazione elettronica in fibra ottica ad altissima velocità per permettere all’Italia di recuperare il divario digitale, sta lavorando secondo un piano nazionale di investimento di 15 miliardi per coprire città grandi e medie, borghi e piccoli comuni, zone industriali. Come spiegato da Rossetti, la copertura in fibra ottica è l’unica soluzione “future proof” e ha un valore sociale: “L’Italia, che era precipitata in fondo alle classifiche europee, ha fatto grandi passi in avanti sulla connettività salendo al settimo posto in Europa. Con l’ingresso sul mercato di Open Fiber, negli ultimi cinque anni la percentuale di copertura con reti ultraveloci è raddoppiata passando dal 22 al 44%”. Attualmente Open Fiber sta portando avanti l’infrastrutturazione di base, cablando case, aziende, pubbliche amministrazioni. Nel futuro, grazie alla fibra Ftth, si arriverà a vere e proprie smart city.
Per D’Agostino “bisogna rompere gli schemi mentali del passato, non si può restare ancorati alle categorie dell’epoca austro-ungarica. Oggigiorno qualsiasi sogno è tecnologicamente realizzabile, e sul mare si hanno dei vantaggi se si ha la capacità di aprire la mente”.
Per Alessandro Magnino di Vodafone Business “nel contesto tecnologico attuale il ruolo di Vodafone è molto cambiato passando dal fornire connessione a garantire un accesso affidabile e sicuro ai servizi. Abbiamo investito sulla sviluppo della rete mobile proprio per garantire una maggiore copertura ed una ottimizzazione della rete stessa per gestire un traffico dati che è raddoppiato da prima della pandemia ad oggi. Oggi l’occasione è passare da una risposta emergenziale ad una profonda trasformazione digitale. In questo contesto Per Vodafone Business significa pensare a servizi che integrano le nuove tecnologie di connettività’ e convergenza. Con FWA5G – un sistema ibrido fibra-radio – abbiamo portato in 48 piccoli comuni la banda ultralarga riducendo la distanza digitale che ancora caratterizza alcune zone ‘lontanè dalle grandi città. A Trieste e in tutta la regione continueremo ad investire per garantire una rapida diffusione del 5G per rispondere al forte interesse di applicazioni digitali avanzate come le MPN (mobile private Network), le soluzioni di Cloud computing per il manifatturiero, soluzioni di Big Data a supporto di politiche turistiche o soluzioni legate alla sanità e telemedicina. Il FVG si conferma un territorio dove innovazione e tecnologie digitali, dal nostro osservatorio, procedono di pari passo. E’ indispensabile che si creino partnership tra imprese private e pubbliche amministrazioni a tutti i livelli, con collaborazioni che riguardano sia le tecnologie sia il capitale umano”.
Andrea Di Paolo, vicepresidente di Bat Trieste che in città ha lanciato un Innovation Hub con un investimento di cinquecento milioni di euro in cinque anni, ha affermato che “portare in Italia un investimento così innovativo e trovare l’ambiente favorevole affinchè il progetto possa realizzarsi non è mai scontato. Qui a Trieste e nel FVG abbiamo riscontrato la possibilità di avere un rapporto costruttivo tra i diversi livelli istituzionali, la continua condivisione di know-how e la proattiva collaborazione tra settore pubblico e privato, che ci hanno permesso di trasformare in realtà quell’idea di shared-value che era ed è alla base del progetto d’investimento e del nostro obiettivo di costruire un futuro migliore per le comunità in cui operiamo”.

– foto ufficio stampa Open Fiber –
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Cresce la cosmetica in Italia, nel 2022 fatturato di 13,2 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Con un fatturato di 13,2 miliardi nel 2022 e previsioni per il 2023 che portano a un ulteriore balzo a 14,2 miliardi di euro, 2 miliardi in più rispetto ai valori pre-Covid, il sistema della Cosmetica in Italia crea 22,3 miliardi di valore condiviso. Questi alcuni dati che emergono in occasione dell’Assemblea pubblica 2023 di Cosmetica Italia. La cosmetica come bene essenziale ma anche “un fiore all’occhiello del Made in Italy”, come l’ha definito il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio. “E’ un comparto che dà lustro all’Italia e che genera ricchezza e posti di lavoro. Non molti sanno che le competenze, la manifattura, la ricerca e lo sviluppo di questo settore sono in Italia e che alle imprese italiane si affidano anche i più grandi marchi al mondo. Noi pensiamo di comprare prodotti stranieri ma la verità è che sono prodotti in Italia. I cosmetici fabbricati in Italia sono apprezzati per la qualità, la capacità creativa, la sicurezza e l’affidabilità. Dati e numeri che sono da record, che fanno della cosmetica uno dei comparti trainanti del nostro ‘saper farè. Ed è la ragione per la quale questo Governo intende rivolgere a questo comparto la stessa attenzione che viene riconosciuta a comparti più noti anche al grande pubblico”, ha spiegato Meloni.
Il presidente di Cosmetica Italia, Benedetto Lavino, nel suo intervento ha ricordato alcune delle priorità rilevanti per il comparto: “Ritengo opportuno segnalare e citare la questione dell’IVA sui prodotti cosmetici. Forse non tutti ricordano, infatti, che i cosmetici, senza distinzioni tra fascia di prezzo e tipologia, sono considerati ai fini IVA beni di lusso e sono quindi assoggettati all’aliquota massima. Quella dell’IVA è una questione che tocca non solo l’industria, ma che ha ricadute dirette anche sul consumatore. Abbiamo già visto come i cosmetici siano beni essenziali. Per questo riteniamo fondamentale garantirne la costante accessibilità a tutti, soprattutto in un momento in cui l’inflazione incide negativamente sulla capacità di spesa delle famiglie e delle fasce più deboli della popolazione”. Per Lavino il cosmetico deve trovare “spazio e piena rilevanza tra i driver del made in Italy nel mondo, cioè tra le categorie di prodotti che danno lustro e riconoscibilità all’eccellenza italiana, contraddistinta da qualità indiscussa e tensione continua verso gli elevati standard tipici delle nostre catene produttive. E’ un comparto che nel corso dell’ultimo biennio ha dimostrato di essere solido e maturo, in grado di affrontare scenari estremamente complessi e sfidanti”.
“A fine 2021 il fatturato totale del settore cosmetico in Italia è stato di 11,8 miliardi di euro, salito a 13,2 miliardi di euro secondo i preconsuntivi 2022. Le previsioni per il 2023 ci portano a un ulteriore balzo a 14,2 miliardi di euro, con un incremento di ben 2 miliardi rispetto ai valori pre-Covid. Il lavoro, l’investimento, la ricerca portati avanti ogni giorno dalle centinaia di aziende impegnate nella produzione e nella distribuzione di prodotti cosmetici – ha sottolineato – creano una spirale virtuosa e generano un’onda positiva che investe non solo il nostro comparto, ma tutti quelli che direttamente e indirettamente sono connessi, a monte e a valle. Il settore cosmetico nazionale si pone in un confronto alla pari al fianco di altri comparti manifatturieri maggiormente noti e citati. Senza dimenticare che la quota della produzione cosmetica nazionale destinata all’estero è superiore al 40%”. Infine, il presidente di Cosmetica Italia ha evidenziato come “la competitività si raggiunga attraverso azioni che non penalizzano, bensì rafforzano e uniscono la filiera. Siamo pronti per scrivere una nuova pagina per il nostro settore. Il cammino è tracciato e la direzione è quella di voler operare sempre più come sistema per essere più solidi, concorrenziali e continuare ad essere un’industria che fa bene al Paese”, ha concluso.
Presente all’Assemblea anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che rivolgendosi alla platea ha sottolineato come quello della cosmetica “sia uno degli asset più importanti, modello ed emblema del Made in Italy. E’ frutto di una storia e di una cultura millenaria e noi siamo consapevoli che l’eccellenza del made in Italy sia il biglietto da visita dell’intero Paese. Non solo vogliamo creare il contesto per lo sviluppo economico, ma vogliamo supportare il sistema eliminando gli ostacoli per le imprese. Al centro della nostra attenzione viene posta l’attività di chi intraprende una propria azione produttiva nel contesto italiano. Infatti le imprese, con i loro attori e le persone, sono al centro della nostra azione perchè sono il motore della nostra economia. Il Made in Italy nella percezione globale è un certificato di qualità, non è solo un luogo di produzione ma uno stile di vita, una cultura”.
In occasione dell’Assemblea è stato presentato uno studio commissionato ad Althesys, dal quale emerge come la filiera della cosmetica abbia mostrato nel corso dell’ultimo biennio una notevole solidità e maturità, “tratti che hanno costituito una base di resilienza e flessibilità indispensabile per affrontare i picchi positivi e negativi vissuti dal mercato nazionale e internazionale”.
Nel 2021 l’export cosmetico italiano ha registrato un parziale recupero con una crescita di 13,8 punti percentuali, mentre l’import si è fermato a +8,8 punti percentuali. I dati preconsuntivi del 2022 segnalano un superamento dei livelli pre-Covid con un incremento delle esportazioni di quasi il 16% rispetto al 2021.
“La cultura della bellezza emerge in ogni dettaglio nel nostro Paese – si legge nello studio -. Nello specifico, per l’industria cosmetica la produzione si confronta costantemente con l’obiettivo di offrire un prodotto innovativo e ben fatto, frutto di un know-how riconosciuto al di fuori dei confini nazionali, capace di esprimere al meglio l’innata propensione italiana alla creatività. Un fattore dal valore inestimabile che porta le aziende italiane ad affrontare ogni prodotto come un’opera d’arte, con un approccio globale e multidisciplinare, attento a ogni dettaglio. Un primato espresso anche grazie agli elevati standard di sicurezza e qualità legati alla produzione cosmetica nazionale, che investe oltre il 6% del fatturato in ricerca e innovazione. L’Italia, in ambito cosmetico, è nota per essere un esportatore di manifattura specializzata e di tecnologia”. Solo per citare un esempio, il 67% del make-up consumato in Europa è prodotto da imprese italiane, e a livello mondiale questo valore tocca il 55%.

– foto xl3/Italpress –

(ITALPRESS).

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