Home Top News

Von der Leyen “Decimo pacchetto di sanzioni contro la Russia entro il 24 febbraio”

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Entro il 24 febbraio l’Unione europea introdurrà il decimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Lo ha annunciato da Kiev la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Introdurremo con i nostri partner del G7 un tetto massimo aggiuntivo sui prodotti petroliferi russi ed entro il 24 febbraio, esattamente un anno dall’inizio dell’invasione, puntiamo a mettere in campo il decimo pacchetto di sanzioni”, ha detto von der Leyen nel corso di una conferenza stampa.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Rdc, Conte “Governo bipolare, in Italia taglio e in Ue lo sottoscrive”

ROMA (ITALPRESS) – “Non è solo una questione di reddito di cittadinanza, è una questione di lavoratori sottopagati e precari”. Lo dice il leader M5s Giuseppe Conte nel corso di un punto stampa a Ostia, in vista delle elezioni regionali.
“Ormai – aggiunge – è un precariato selvaggio: vogliono abolire il decreto Dignità e liberalizzare i contratti a tempo determinato. E’ un problema più generale e in questo c’è anche il Reddito di cittadinanza. Io parlo di un governo bipolare, perchè qui abolisce il Reddito di cittadinanza e la stessa ministra Calderone va in Europa e sottoscrive l’introduzione in tutti i paese del Reddito minimo adeguato. A che gioco stiamo giocando?”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Sibioc “Più integrazione tra clinici e medici di laboratorio”

MILANO (ITALPRESS) – “La medicina di laboratorio è essenziale per tutte le patologie e in tutte le specialità. In alcune siamo protagonisti principali, in altre siamo co-protagonisti”. Lo ha detto il professor Marcello Ciaccio, past president e presidente designato della Sibioc, Società Italiana di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica – Medicina di laboratorio, in un’intervista all’agenzia Italpress.
“Grazie ai nostri esami, siamo in grado in pochi minuti di poter fare una diagnosi d’infarto anche quando l’elettrocardiogramma è negativo. Ma anche il diabete e le malattie del sistema endocrino vengono diagnosticate con i dati da laboratorio. Siamo centrali in tutte le patologie, in alcune in modo particolare”, prosegue Ciaccio, per il quale “ci deve essere interazione e integrazione tra il medico di laboratorio e il clinico. Ci deve essere condivisione dall’inizio, da quando si chiede un esame, alla fine, ovvero da quando si fornisce il referto. Ci vuole condivisione. L’integrazione è necessaria, questo metodo va ulteriormente accentuato per risolvere i problemi in maniera ottimale”.
“La Sibioc è la più importante società scientifica di medicina di laboratorio, sia come numero di soci, perchè siamo più di 3.500 – spiega il professore -, sia per la composizione di soci, perchè ci sono accademici, ospedalieri e liberi professionisti. Raccogliamo tutto il mondo che ruota attorno alla medicina di laboratorio. Siamo protagonisti principali nel dare risposte alle problematiche e alle criticità cliniche nei pazienti, sia in presenza di malattie che nella fase di prevenzione. Siamo in grado di dare delle informazioni importanti in tutte le fasi del processo assistenziale”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Il Gruppo Ferrero acquisisce Fresystem

ROMA (ITALPRESS) – Il Gruppo Ferrero ha annunciato oggi l’acquisizione di Fresystem, azienda italiana leader di mercato nel settore del frozen bakery della “colazione italiana”.
“Fresystem, fondata nel 1983 e acquisita dalla famiglia Simioli nel 1991, rappresenta un punto di riferimento per gli operatori del settore – si legge in una nota -. L’azienda, che ha chiuso il 2021 con un fatturato di 60 milioni di euro, opera in Italia tramite il polo produttivo di Caivano (Napoli). Produce e distribuisce referenze a marchio Cupiello e opera come produttore per conto terzi. Il punto di forza di Fresystem è l’utilizzo di ingredienti pregiati, tra cui l’esclusivo lievito madre fresco, custodito e rigenerato quotidianamente in una zona dedicata dello stabilimento, uniti a processi e tecnologie di produzione innovativi”.
“L’acquisizione rientra nell’ambito del percorso di crescita strategico di Ferrero nel mercato allargato del fuoripasto dolce e si colloca in un segmento ad alto potenziale – prosegue la nota -.L’operazione consolida la posizione di Ferrero in Italia, che rimane un polo strategico per il Gruppo sia in termini produttivi, che di mercato. Lo stabilimento di Caivano diventa il secondo polo produttivo di Ferrero in Campania e si affianca allo storico stabilimento di Sant’Angelo dei Lombardi in provincia di Avellino”.
La transazione, soggetta alle consuete condizioni di chiusura, dovrebbe concludersi nei prossimi mesi. I termini della transazione non sono stati resi noti.

– foto ufficio stampa Gruppo Ferrero –
(ITALPRESS).

Consiglio d’Europa “L’Italia ritiri o modifichi il decreto Ong”

STRASBURGO (ITALPRESS) – In una lettera indirizzata al ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, la commissaria per i Diritti Umani del Consiglio D’Europa Dunja Mijatovic invita il governo “a prendere in considerazione il ritiro o la revisione del decreto legge n. 1/2023. Le disposizioni del Decreto – si legge nella missiva – potrebbero ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso delle ONG e, quindi, essere in contrasto con gli obblighi dell’Italia sui diritti umani e il diritto internazionale”. La commissaria rileva inoltre che “in pratica alle navi delle ONG sono stati assegnati luoghi sicuri lontani per fare sbarcare le persone soccorse in mare, come i porti del Centro e Nord Italia”.
“Il decreto e la pratica di assegnare porti lontani per lo sbarco delle persone soccorse in mare rischiano di privare le persone in difficoltà dell’assistenza salvavita delle Ong sulla rotta migratoria più mortale del Mediterraneo”, scrive il Mijatovic.
Inoltre, la commissaria ribadisce il suo invito alle autorità italiane “a sospendere la cooperazione con il governo libico sulle intercettazioni in mare”.
Infine, la commissaria chiede ulteriori informazioni sui presunti rimpatri di persone dall’Italia alla Grecia su navi private, “dove sarebbero state private della libertà in condizioni preoccupanti”. Basandosi sulla sua Raccomandazione per porre fine ai respingimenti in Europa, Mijatovic ricorda che “lo svolgimento di valutazioni individuali delle esigenze di protezione di ogni persona che arriva alla frontiera rimane una salvaguardia fondamentale contro il respingimento”.

“La tutela della vita e della dignità umana e la salvaguardia dei diritti fondamentali dei rifugiati e dei richiedenti la protezione internazionale sono per il nostro Paese una priorità assoluta. Tuttavia, non può essere elusa la potestà delle autorità governative competenti in materia di ricerca e soccorso in mare, né possono eludersi le norme in tema di controllo delle frontiere e di immigrazione”, scrive il ministero dell’Interno nella risposta alla lettera  della commissaria Mijatovic.
“Al contemperamento di tali esigenze risponde il decreto legge n. 1/2023, in corso di conversione in questi giorni – spiega il Viminale -. Il provvedimento interviene sulle attività svolte da navi private che effettuano attività di recupero di persone in mare, con l’obiettivo di prevenire possibili abusi della normativa di settore, riferita a salvataggi operati occasionalmente e non, invece, ad attività di intercetto e recupero sistematico e non occasionale di migranti in partenza dalle coste africane. In tale prospettiva, le recenti disposizioni declinano le condizioni in presenza delle quali l’attività di recupero operata da navi private può ritenersi conforme alle convenzioni internazionali e alle norme nazionali, escludendo l’adozione di provvedimenti interdettivi o
sanzionatori”.
“A differenza di quanto asserito – sottolinea il ministero dell’Interno -, le nuove disposizioni non impediscono alle ONG di effettuare interventi multipli in mare, né, meno che mai, le obbligano a ignorare eventuali ulteriori richieste di soccorso nell’area, qualora già abbiano preso a bordo delle persone. Tali interventi sono, infatti, legittimi se effettuati in conformità alle regole di condotta enucleate dal legislatore e alle indicazioni del competente centro di coordinamento del soccorso marittimo. Ciò che la nuova norma intende evitare è, piuttosto, la sistematica attività di recupero dei migranti nelle acque antistanti le coste libiche o tunisine, al fine di condurli esclusivamente in Italia, senza alcuna forma di coordinamento.
Tale modus operandi, diffuso tra le ONG, si pone al di fuori delle fattispecie previste dalle Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare; inoltre, ingenerando nei trafficanti di esseri umani l’aspettativa di un sicuro e immediato intervento appena al largo delle aree di partenza, ha finito con il determinare – a prescindere dalle intenzioni delle ONG una modulazione del modello criminale che precede l’impiego di imbarcazioni inadeguate alla navigazione in alto mare che, se per un verso garantiscono maggiori guadagni alle organizzazioni criminali, per altro verso, innalzano sensibilmente l’esposizione a rischio dei migranti”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Migranti, Viminale a Consiglio d’Europa “Ong operano fuori dalle norme”

ROMA (ITALPRESS) – “La tutela della vita e della dignità umana e la salvaguardia dei diritti fondamentali dei rifugiati e dei richiedenti la protezione internazionale sono per il nostro Paese una priorità assoluta. Tuttavia, non può essere elusa la potestà delle autorità governative competenti in materia di ricerca e soccorso in mare, nè possono eludersi le norme in tema di controllo delle frontiere e di immigrazione”. Lo scrive il ministero dell’Interno nella risposta alla lettera inviata dalla
commissaria per i Diritti Umani del Consiglio D’Europa Dunja
Mijatovic che invita il governo “a prendere in considerazione il
ritiro o la revisione” del decreto sulle Ong.
“Al contemperamento di tali esigenze risponde il decreto legge n. 1/2023, in corso di conversione in questi giorni – spiega il Viminale -. Il provvedimento interviene sulle attività svolte da navi private che effettuano attività di recupero di persone in mare, con l’obiettivo di prevenire possibili abusi della normativa di settore, riferita a salvataggi operati occasionalmente e non, invece, ad attività di intercetto e recupero sistematico e non occasionale di migranti in partenza dalle coste africane. In tale prospettiva, le recenti disposizioni declinano le condizioni in presenza delle quali l’attività di recupero operata da navi private può ritenersi conforme alle convenzioni internazionali e alle norme nazionali, escludendo l’adozione di provvedimenti interdettivi o
sanzionatori”.
“A differenza di quanto asserito – sottolinea il ministero dell’Interno -, le nuove disposizioni non impediscono alle ONG di effettuare interventi multipli in mare, nè, meno che mai, le obbligano a ignorare eventuali ulteriori richieste di soccorso nell’area, qualora già abbiano preso a bordo delle persone. Tali interventi sono, infatti, legittimi se effettuati in conformità alle regole di condotta enucleate dal legislatore e alle indicazioni del competente centro di coordinamento del soccorso marittimo. Ciò che la nuova norma intende evitare è, piuttosto, la sistematica attività di recupero dei migranti nelle acque antistanti le coste libiche o tunisine, al fine di condurli esclusivamente in Italia, senza alcuna forma di coordinamento.
Tale modus operandi, diffuso tra le ONG, si pone al di fuori delle fattispecie previste dalle Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare; inoltre, ingenerando nei trafficanti di esseri umani l’aspettativa di un sicuro e immediato intervento appena al largo delle aree di partenza, ha finito con il determinare – a prescindere dalle intenzioni delle ONG una modulazione del modello criminale che precede l’impiego di imbarcazioni inadeguate alla navigazione in alto mare che, se per un verso garantiscono maggiori guadagni alle organizzazioni criminali, per altro verso, innalzano sensibilmente l’esposizione a rischio dei migranti”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Il Papa ai giovani del Congo “Dalle vostre mani può venire la pace”

KINSHASA (CONGO) (ITALPRESS) – “La virtualità non basta, non possiamo accontentarci di interfacciarci con persone lontane o persino finte. La vita non si tocca con un dito sullo schermo. E’ triste vedere giovani che stanno ore davanti a un telefono: dopo che si sono specchiati, li guardi in faccia e vedi che non sorridono, lo sguardo è diventato stanco e annoiato. Niente e nessuno può sostituire la forza dell’insieme, la luce degli occhi, la gioia della condivisione”. Lo ha detto Papa Francesco, rivolgendosi ai giovani in uno Stadio dei Martiri gremito a Kinshasa, in Congo.
“Giovane – ha esortato Francesco -, dalle tue mani può venire la pace che manca a questo Paese”.
Per il Pontefice chi si sente onnipotente “è come un albero sradicato: anche se grande e robusto, non si regge in piedi da solo. Ecco perchè bisogna radicarsi nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio, che ci permette di crescere ogni giorno in profondità, di portare frutto e di trasformare l’inquinamento che respiriamo in ossigeno vitale. Per farlo, ogni albero ha bisogno di un elemento semplice ed essenziale: l’acqua. Ecco, la preghiera è “l’acqua dell’anima””.
“Pensate alla droga: ti nascondi dagli altri, dalla vita vera, per sentirti onnipotente – ha sottolineato il Papa -; e alla fine ti ritrovi privo di tutto. Ma pensate anche alla dipendenza dall’occultismo e dalla stregoneria, che rinchiudono nei morsi della paura, della vendetta e della rabbia. Non lasciatevi affascinare da falsi paradisi egoisti, costruiti sull’apparenza, su guadagni facili o su religiosità distorte”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Cospito, Delmastro “Non mi dimetto, la relazione non era riservata”

ROMA (ITALPRESS) – “No”. Così il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro in un’intervista al Corriere della Sera risponde alla domanda se intenda dimettersi, in seguito alle polemiche per le affermazioni in Aula alla Camera del vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli sul caso Cospito e il 41 bis. Le rivelazioni di Donzelli su alcune conversazioni in carcere “erano in una relazione basata sull’osservazione degli agenti penitenziari che fanno bene il loro lavoro, ponendo attenzione ai detenuti in 41 bis”, spiega Delmastro, sottolineando che si tratta di documenti che “non sono classificati, nè secretati e nemmeno riservati”.
“Io ho solo risposto a una domanda. Quella se ci fossero saldature tra anarchici e mafiosi. E ho risposto che abbiamo solo elementi che fanno desumere una battaglia comune contro il 41 bis. Oltre al digiuno di Cospito, che vuole far revocare la misura a tutti i detenuti, ho citato quei colloqui – prosegue il sottosegretario -. Lo avrei fatto in un’interrogazione parlamentare con più precisione. Ne ho il dovere”. Per Delmastro Donzelli non ha sbagliato, “perchè ha usato un’informazione corretta per fare una valutazione politica che si può condividere o meno”. “Fin quando al governo ci siamo noi, 41 bis ed ergastolo ostativo sono inattaccabili. Politicamente si tengono per mano. Sono strumenti della normativa speciale antimafia: insieme staranno o insieme cadranno”, dice ancora il sottosegretario.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Top News su Facebook

Top News su Twitter