BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “C’è possibilità di evitare una profonda recessione, e forse entrare in una contrazione superficiale più limitata nell’area euro: abbiamo avuto delle notizie incoraggianti, penso che siamo riusciti a ridurre la dipendenza energetica, i prezzi dell’energia sono diminuiti significativamente e l’inflazione ha avuto il suo picco in Europa alla fine dello scorso anno”. Così Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’Economia, in una dichiarazione alla stampa prima della riunione dei ministri dell’Economia dell’Eurogruppo che si è tenuta a Bruxelles.
“Tutto dipende dalle nostre politiche: dobbiamo lavorare ancora molto per implementare i prossimi piani per la ripresa europei, per trovare un accordo sulle nostre regole fiscali e supportare la nostra competitività e i nostri investimenti, ed è fondamentale coordinare al meglio le politiche fiscali per fare in modo di affrontare i prezzi dell’energia in maniera più mirata, evitando aumenti”, ha concluso Gentiloni.
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Eurozona, Gentiloni “Si può evitare profonda recessione”
Successo Empoli nel posticipo, battuta la Samp 1-0
EMPOLI (ITALPRESS) – L’Empoli conquista un successo forse decisivo per la sua salvezza al termine di una sfida assai sofferta contro la Samp. Decisive la rete di Ebuehi ma anche le parate di Vicario e la sfortuna dei blucerchiati, che colpiscono due legni e si vedono annullare in pieno recupero il gol dell’1-1 di Colley.
Il primo tempo fa capire fin dalle prime battute che per l’Empoli non sarà una passeggiata avere la meglio su una formazione doriana raccolta ma che non rinuncia a pungere. Non è un caso che sono proprio gli ospiti i più pericolosi, una prima volta con Vieira che spreca un regalo di Vicario in disimpegno servendo malissimo Lammers in piena area (17′), e poi con Leris che centra la traversa su cross da sinistra di Augello, quest’ultimo fra i migliori dei suoi. L’Empoli risponde solo in chiusura di tempo con Satriano, impreciso in spaccata su assist da sinistra di Bandinelli. L’attaccante classe 2001 si ripete ad inizio ripresa quando a due passi dalla porta mette a lato una palla ottimamente recapitatagli da Caputo. La Sampdoria lascia sul campo ogni stilla di sudore e grinta, come vuole Stankovic, con Vieira che ha spesso la meglio in mezzo al campo su Marin e Akpa Akpro. Il vantaggio dell’Empoli arriva così un pò a sorpresa con un colpo di Ebuehi ad anticipare tutta la difesa ospite e a sfruttare un’indecisione in uscita di Audero. Per l’esterno destro olandese, che per poco non si ripete 4′ più tardi, è il primo gol personale in serie A. Poco dopo l’ora di gioco Stankovic prova il tutto per tutto operando tre cambi contemporaneamente: dentro Sabiri, Winks e Zanoli. Sull’altro fronte Zanetti fa rifiatare Baldanzi e Bandinelli per Pjaca e Haas. Ci si attende una Sampdoria all’arrembaggio ma è l’Empoli a fallire il colpo del ko quando al 24′ Caputo calcia male da ottima posizione all’interno dell’area. Nonostante Sabiri provi ad aggiungere un pò di verve, gli ospiti non riescono a farsi vedere dalle parti di Vicario, che deve superarsi solo su Gabbiadini. I brividi per l’Empoli arrivano negli ultimi 10 minuti quando Ismajli si fa male pochi istanti dopo il quinto cambio azzurro, lasciando i suoi in inferiorità numerica. Serve allora un super Vicario che dice no all’ex Lammers, deviandone la conclusione sul palo, e poi su Colley. Quest’ultimo trova l’1-1 al 97′ ma l’arbitro viene richiamato al Var e annulla per fallo di mano di Gabbiadini.
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La Federazione nazionale Ordini TSRM e PSTRP in udienza dal Papa
ROMA (ITALPRESS) – Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza una rappresentanza della Federazione nazionale Ordini TSRM e PSTRP.
All’incontro, nella sala Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, hanno preso parte i componenti del Comitato centrale della FNO TSRM e PSTRP, i Presidenti degli Ordini e delle Commissioni di albo nazionali, i collaboratori e un gruppo di studenti.
L’udienza si è aperta con le parole della Presidente della FNO TSRM e PSTRP, Teresa Calandra: “Proprio nel momento più difficile del nostro Paese e del mondo intero, quello forse più doloroso, e di sconforto anche per i professionisti sanitari, abbiamo voluto ricercare quei valori etici comuni e condivisi ponendo al centro la persona, nel pieno rispetto della sua dignità e libertà, delle sue aspirazioni e diritti naturali, dando concretezza al percorso di aggregazione formale consegnatoci dalla legge. E’ con questo spirito, travagliato per il momento che stavamo vivendo ed al contempo carico di senso di responsabilità e speranza, che nasce la nostra Costituzione etica, una piccola luce che in due anni di lavoro e studio ci ha permesso di coniugare l’aspetto professionale con quello umano e spirituale, ricercando ciò che ci univa con l’obiettivo di trovare delle soluzioni per ciò che ci distingueva. Così quella piccola luce si è trasformata in un faro a cui tutta la nostra eterogenea comunità guarda e da cui prende ispirazione. Con l’impegno di tutti avremo il privilegio di poter essere testimoni di un mondo nuovo in cui i valori etici e morali costituiscono la base della vita, umana e professionale, affinchè siano bandite, per sempre, le mafie e le disuguaglianze, anche tra generi, condividendo una direzione unitaria e un senso di comunità che ci farà viaggiare sulla spinta l’uno dell’altro”.
“Voi rappresentate migliaia di professionisti sanitari: questo incontro, dunque, mi offre l’occasione di rinnovare la mia vicinanza e gratitudine per quanto fate quotidianamente. Desidero ringraziarvi per il vostro impegno e la vostra dedizione, specialmente quando sono nascosti – è quanto dichiara Papa Francesco, che continua – I professionisti sanitari negli ultimi tre anni, hanno vissuto un’esperienza molto particolare, difficilmente immaginabile, quella della pandemia. Senza il vostro impegno e le vostre fatiche molti malati non sarebbero stati curati. Il senso del dovere animato dalla forza dell’amore vi ha permesso di prestare la vostra opera al servizio del prossimo, anche mettendo a rischio la vostra stessa salute”. Il Pontefice ha sottolineato l’impegno quotidiano delle professioni sanitarie. “Con il vostro servizio contribuite a “rialzare e riabilitare” i vostri assistiti, ricordando che prima di tutto sono persone. Al centro, infatti, dev’esserci sempre la persona, in tutte le sue componenti, compresa quella spirituale: una totalità unificata, in cui si armonizzano le dimensioni biologiche e spirituali, culturali e relazionali, progettuali e ambientali dell’essere umano nel percorso della vita. Questo principio, che è alla base della Costituzione etica della vostra Federazione, orienta il cammino e permette di non cedere a sterili efficientismi o a un’applicazione fredda dei protocolli. I malati sono persone che chiedono di essere curate e di sentirsi curate, e per questo è importante relazionarsi a loro con umanità ed empatia. Certamente con un alto livello professionale, ma con umanità ed empatia. Ma anche voi, professionisti sanitari, siete persone, e avete bisogno di qualcuno che si prenda cura di voi, attraverso il riconoscimento del vostro servizio, la tutela di condizioni adeguate di lavoro e il coinvolgimento di un numero appropriato di curanti, affinchè il diritto alla salute venga riconosciuto a tutti”.
Nel corso dell’Udienza la Presidente Teresa Calandra ha consegnato al Pontefice una copia della Costituzione etica della FNO, edita per l’occasione.
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Berlusconi “In futuro spero in un partito unico come repubblicani Usa”
MILANO (ITALPRESS) – “Un governo fatto di forze politiche diverse, che un giorno potranno, mi auguro, realizzare una casa comune, ancora una volta guardando al modello della democrazia americana, dove il Partito Repubblicano ha fatto sintesi di diverse anime e culture che si sono unite su un programma comune, sollecitate da un comune sentire dei cittadini”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, oggi pomeriggio in occasione della presentazione delle liste di Forza Italia per la Regione Lombardia a Villa Gernetto (Monza Brianza). “Oggi e per il futuro le anime che noi rappresentiamo, quella liberale, quella cattolica, quella garantista, devono avere un ruolo essenziale, determinante non solo per i loro numeri ma per il loro valore politico. Un centro-destra di governo, in un grande paese europeo, deve avere queste caratteristiche”, ha aggiunto il leader di Forza Italia.
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Governo, Mulè “FI ha propria storia e idee, ma lealtà assoluta”
ROMA (ITALPRESS) – “Esiste un partito che è Forza Italia che ha una storia, degli ideali e che si riconosce nel programma di centrodestra proposto agli elettori, quella è la stella polare. Nell’attuazione del programma c’è la necessità di condividere, per evitare degli scivoloni comunicazionali, i provvedimenti adottati dal governo e la richiesta di maggiore collegialità è proprio per evitare che la maggioranza possa apparire divisa. La lealtà di Forza Italia al governo, che durerà 5 anni, è assoluta e indiscutibile”. Così il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. “Noi rivendichiamo un’azione che ci fa essere in prima fila quando cogliamo dei segnali che non vanno nella direzione che insieme abbiamo determinato prima di farci eleggere in Parlamento. All’interno di questa totale lealtà”, è necessario “dirsi le cose come stanno. Sulle accise la comunicazione che è passata è che il governo ha aumentato la benzina, mentre il prezzo della benzina di oggi è addirittura minore rispetto a quello che era prima della guerra in Ucraina. Se a fronte di alcuni episodi estremi in uno o due pompe di benzina, il governo trasmette l’idea che tutta la categoria dei benzinai sono speculatori – spiega – è chiaro che poi c’è una reazione da parte dei benzinai. Lo sciopero andrebbe evitato, è uno sciopero nel quale i benzinai si sentono offesi”. “Noi siamo saldamente in maggioranza – aggiunge – la lealtà di Forza Italia è misurata dagli atti che i ministri e i parlamentari trasmettono al governo e drammatizzare non serve. Un vertice di maggioranza non è stato convocato e se dovesse essere convocato noi ci saremo. Parlarsi va bene, più si parla e meglio è”. Il vicepresidente della Camera aprendo l’intervista commenta la notizia del giorno, lo storico arresto dopo 30 anni di latitanza del boss Matteo Messina Denaro. “Si chiude il grande libro nero di una cupola mafiosa che ha segnato e deviato anche il corso della storia della Repubblica. La notizia di oggi mi solleva e mi ha sollevato rispetto alla chiusura di un libro nero che finisce con l’arresto di Messina Denaro. La straordinaria e bella notizia che ci riconsegna una serenità di un periodo che andava chiuso”. La vittoria sulla mafia si “costruisce con il tempo, con atti concreti come il rendere definitivo e permanente il 41bis, le leggi che hanno imposto il sequestro e la confisca dei beni – prosegue – è un percorso lungo dove tutti sono chiamati a fare la loro parte, quando il sistema funziona il risultato poi arriva”.
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Messina Denaro, Meloni a Palermo “La mafia si può battere”
PALERMO (ITALPRESS) – “E’ un giorno di festa per il nostro Paese, grande vittoria”. Così Giorgia Meloni, presidente del consiglio, al termine della sua visita alla Procura di Palermo per complimentarsi con magistrati e forze dell’ordine per l’arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro.
“Le mie congratulazioni, davvero complimenti a lei e ai suoi uomini per questo lavoro straordinario”, aveva detto Meloni, rivolgendosi al comandante del Reparto Operativo Speciale dei carabinieri, Pasquale Angelosanto, durante l’incontro in Procura.
“Una grande giornata”, il commento del premier dopo aver rivolto i suoi complimenti anche ai vertici regionali dei carabinieri, del gruppo Intervento Speciale e del reparto Anti Crimine. Al Palazzo di Giustizia Meloni è stata accolta dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia. Anche al capo della Procura i complimenti del premier.
“Sono fiera che il primo provvedimento che ho fatto è stato quello di difendere il carcere duro. Quello stesso istituto fortemente voluto da Falcone e Borsellino è stato difeso dai provvedimenti del governo”, ha poi spiegato Meloni ai giornalisti.
“Mi piace immaginare che questo possa essere il giorno nel quale viene celebrato il lavoro di tanti che si sono dedicati a questa causa, ed è una proposta che farò. Possiamo dire ai nostri figli che la mafia si può battere – ha sottolineato -. Non abbiamo vinto la guerra, non abbiamo sconfitto la mafia ma questo è un colpo duro per la criminalità organizzata”.
Se alla fine Messina Denaro è stato trovato “vuol dire che c’era uno Stato che continuava a lavorare. Adesso spero che qualcosa di più possa uscire, anche su chi evidentemente ha collaborato con una persona con la quale chi è per bene non collabora”, ha detto ancora il presidente del Consiglio.
“Ho detto al procuratore capo ed agli investigatori che l’Italia è fiera di loro. Noi sappiamo che questo grande risultato lo dobbiamo a loro, al loro lavoro quotidiano di grande dedizione – ha spiegato il premier -. Possono contare sui provvedimenti del governo, per portare avanti questa battaglia insieme. Loro sono la faccia dell’Italia migliore, noi siamo il tramite”.
Poi i giornalisti le chiedono cosa risponda a chi diceva che la mafia era sparita dall’agenda politica? “Non voglio replicare, penso che questa giornata si commenti da sola – ha affermato Meloni -. Non penso che la lotta alla mafia possa essere un tema divisivo, chi tenta di fare della lotta alla mafia un tema divisivo fa un favore per paradosso alla criminalità organizzata, è una battaglia che dobbiamo condurre tutti insieme. Posso dire che la politica e lo Stato devono sostenere chi si occupa con il suo lavoro di questo. Spero che su queste materie, piuttosto che usarle per fare polemica, si possa lavorare tutti insieme”.
Meloni ha anche affrontato il tema del riuso dei beni confiscati: “Con il sottosegretario Mantovano ne parliamo da settimane. E’ un tema legato anche alla storia di Matteo Messina Denaro, che si occupava di questioni di patrimonio. Questo è un segnale importante, affinchè si elimini la presenza fisica della mafia sul territorio – ha detto -. Affinchè nei beni confiscati alla mafia si possa aprire un’attività economica, si possa trovare lavoro. Sì alla legalità, sì agli strumenti, a tutto quello che serve sul terreno della sicurezza ma poi è il terreno fertile che devi togliere e quello lo togli solo con il lavoro”.
Al suo arrivo a Palermo, il presidente del Consiglio, accompagnata dal sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano aveva osservato un minuto di raccoglimento davanti alla stele di Capaci, sulla A29, che ricorda le vittime della strage nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.
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Il boss Matteo Messina Denaro arrestato dopo 30 anni di latitanza
PALERMO (ITALPRESS) – Arrestato dopo 30 anni di latitanza dai Ros dei Carabinieri, il boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro.
Messina Denaro è stato catturato nei pressi della clinica La Maddalena di Palermo. I dipendenti della clinica, da quanto apprende Italpress, sono stati bloccati questa mattina all’ingresso del posto di lavoro e non sono stati fatti entrare. Ingente il dispiegamento dei carabinieri del Ros.
Matteo Messina Denaro aveva il nome falso di Andrea Bonafede, nato il 23 ottobre 1963 e stamattina aveva un appuntamento per un ciclo di chemioterapia. Cappellino, cappotto di montone da uomo e occhiali da vista scuri, stava facendo colazione e dopo avere accennato una breve fuga avrebbe ammesso di essere il boss superlatitante. L’arresto sarebbe stato salutato da un applauso delle persone presenti.
L’accusa principale è di avere partecipato alla strategia stragista che portò alla morte tra gli altri di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Un’accelerazione nelle ultime settimane ha portato a compimento un lavoro corale durato anni. Gli inquirenti nel corso di una conferenza stampa a Palermo hanno definito i contorni dell’arresto del boss. “E’ una giornata importante, in cui la Repubblica salda un debito nei confronti dei suoi martiri”, ha detto il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia. “La mafia non è sconfitta, la partita non è finita, ma quello di oggi è un passaggio importante. È un bel segnale che la gente oggi abbia applaudito all’arresto, sappiamo cosa significa questo a Palermo”, ha aggiunto. Fondamentale per l’arresto di Messina Denaro una lunga serie di indagini legata al suo stato di salute, e che ha portato all’arresto proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto eseguire dei controlli presso la clinica Maddalena, a Palermo, dove si presentava con documenti falsi, spacciandosi per Andrea Bonafede. “Allo stato non abbiamo elementi su presunto coinvolgimento o complicità da parte della clinica, il latitante aveva fornito documenti falsi. Naturalmente gli accertamenti sono all’inizio”, ha sottolineato De Lucia.
“Dopo un percorso investigativo durato molti anni nell’ultimo periodo abbiamo acquisito elementi legati alla salute del latitante, e al fatto che stesse frequentando una struttura sanitaria per curare la sua malattia”, ha spiegato il generale Pasquale Angelosanto, comandante del Ros dei Carabinieri. “Il lavoro è stato caratterizzato da rapidità, riservatezza, e dal modo che ci ha consentito in poche settimane gli elementi per individuare una data, quella di oggi, in cui Messina Denaro si sarebbe sottoposto ad accertamenti”, ha aggiunto. La certezza gli investigatori l’hanno avuta solo stamattina: “L’accostamento della persona con il nome falso al latitante era stato ipotizzato nei giorni scorsi, ma è stato accertato stamattina. Il riscontro lo abbiamo avuto stamattina”, ha chiarito il generale. “L’attività investigativa di questi anni e gli arresti hanno ristretto la rete di protezione di Messina Denaro”, ha poi detto De Lucia, spiegando che per il momento il boss “non parla”. Il procuratore ha sottolineato l’importanza delle intercettazioni: “Senza questo strumento non si possono fare indagini, questo deve essere chiaro. Anche in questa operazione le intercettazioni sono state fondamentali”. “E’ evidente che in questi anni Messina Denaro è stato aiutato, ha avuto delle protezioni, e su questo stiamo lavorando”, ha aggiunto.
“Non abbiamo avuto contatti preliminari con la clinica, la nostra indagine è stata telematica per individuare possibili soggetti con una patologia compatibile con quella del latitante”, ha proseguito il procuratore, che sul ruolo di Messina Denaro, ha chiarito: “Era un capo operativo con un ruolo di garanzia importante per la gestione degli affari”. Per Messina Denaro “è stato proposto il regime speciale 41 bis fin da subito, non possiamo rivelare la casa circondariale”, ha spiegato De Lucia, mentre il procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Paolo Guido ha sottolineato che le sue condizioni “sono compatibili con il carcere, naturalmente sarà sottoposto alle cure necessarie”. Alla conferenza stampa anche Vincenzo Agostino, padre dell’agente di polizia Nino, ucciso dalla mafia 33 anni fa. “Si può fare luce sui delitti irrisolti come quello di mio figlio? Noi familiari chiediamo ancora che venga fatta luce”, ha chiesto. “Questo sarà uno dei nostri impegni maggiori. Nessuna delle vittime di mafia deve rimanere senza risposta. Tutto il nostro impegno è rivolto in questa direzione. Non ci fermeremo”, ha risposto il procuratore De Lucia.
“L’intervento di oggi si è sviluppato su più fasi. Attraverso delle attività tecniche avevamo avuto contezza che il presunto latitante stesse arrivando presso la struttura sanitaria, ed è scattato un sistema che era stato messo a punti su più livelli. Nei pressi della clinica il latitante è stato individuato e bloccato insieme al suo complice”, ha spiegato il colonnello Giuseppe Arcidiacono, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo. “Il latitante si è palesato subito nella sua identità, e guardandolo c’era anche poco da verificare, il volto è quello che ci aspettavamo di trovare”, ha aggiunto. Al momento dell’arresto, Messina Denaro indossava un orologio da 30-35 mila euro, hanno spiegato gli inquirenti, che indagano anche su Giovanni Luppino, che oggi accompagnava Messina Denaro ed è stato arrestato per favoreggiamento. Fuori dalla sede del comando Legione Carabinieri Sicilia si è formata nel corso della conferenza stampa una folla di giovani, con striscioni e cartelli. “Palermo è nostra e non di Cosa Nostra”, questo uno dei cori dei manifestanti, ai quali ha rivolto un saluto il comandante della Legione Sicilia dell’Arma Rosario Castello: “C’è stato un lavoro di squadra, e la bontà del risultato è testimoniato dalla vostra presenza qui oggi. Vogliamo essere un riferimento per i cittadini, un presidio sicuro e importante in ogni Comune”.
-foto Comando Carabinieri –
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Primi 11 mesi del 2022 entrate tributarie e contributive in crescita
ROMA (ITALPRESS) – Nei primi 11 mesi del 2022, secondo i dati del Dipartimento delle Finanze, le entrate tributarie e contributive mostrano nel complesso una crescita di 64.066 milioni (+9,7%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Le entrate tributarie evidenziano un aumento di 50.433 milioni (+11,2%) rispetto allo stesso periodo del 2021. Il gettito delle imposte contabilizzate al bilancio dello Stato registra una crescita sostenuta (+44.539 milioni, +10,1%). Le variazioni risultano positive anche per gli incassi da attività di accertamento e controllo (+3.697 milioni, +52,4%) e per le entrate degli enti territoriali (+6.402 milioni, +13,4%). Le entrate relative alle imposte dirette risultano pari a 268.601 milioni (+23.938 milioni, +9,8%); quelle relative alle imposte indirette ammontano a 217.415 milioni (+20.601 milioni, +10,5%). Tra le imposte dirette, il gettito Irpef si è attestato a 187.787 milioni (+6.576 milioni, +3,6%). L’Ires è stata pari a 44.882 milioni (+13.714 milioni, +44,0%). Tra le imposte indirette, le entrate Iva ammontano a 217.415 milioni (+20.601 milioni, +10,5%). Le entrate di lotto, lotterie e altre attività di gioco ammontano a 12.529 milioni registrando un aumento pari a 2.174 milioni (+21,0%).
Gli incassi contributivi sono risultati pari a 226.612 milioni, in aumento di 13.633 milioni (+6,4%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.
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