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Anniversario Belice, Mattarella “Solidarietà Paese rimane indelebile”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio di cinquantacinque anni or sono, un terremoto devastante sconvolse la Valle del Belice, recando morte ai suoi abitanti, distruggendo abitazioni e paesi, infliggendo il dolore più straziante. Alle vite spezzate, alle famiglie che vinsero la paura e la disperazione, ai loro discendenti che hanno aperto nuove strade, va il primo pensiero”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio diffuso in occasione del 55° anniversario del terremoto della Valle del Belice. “Fu una prova durissima – aggiunge -. Il Paese intero partecipò con commozione alle sofferenze di quelle comunità. L’Italia avrebbe conosciuto, in pochi anni, altre tragedie innescate dalla natura altamente sismica del nostro territorio, con costi elevatissimi, anzitutto in termini di vite umane. Dopo quei drammatici eventi la Repubblica si è dotata di un’organizzazione per la prevenzione, per il soccorso, per la protezione delle persone, per la ripresa delle attività dopo l’emergenza che oggi è presa a modello. Rimane indelebile la solidarietà sviluppata dalla comunità nazionale che ha accompagnato i momenti più difficili. Lo spirito di condivisione degli italiani ha spinto le istituzioni a progredire. Vi hanno contribuito in modo significativo le persone della Valle del Belice, difendendo la propria dignità e i propri diritti, e trasformando le tante sofferenze e privazioni in energia civile”.(ITALPRESS).

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Governo, Cattaneo “Non siamo i Pierini della coalizione”

MILANO (ITALPRESS) – “Trovo ingeneroso definirci i ‘Pierinì della coalizione. Non abbiamo mai fatto mancare un voto, non abbiamo mai fatto tardare di una mezz’ora il Consiglio dei ministri. Non siamo leali, siamo lealissimi. La presidente Meloni sa che Forza Italia è un partito serio, che fa squadra, abituato a governare da 25 anni. Questo non significa che non abbiamo le nostre idee e che non continueremo a fare sentire il nostro peso nella coalizione”. Lo dice Alessandro Cattaneo, capogruppo di Fi alla Camera, intervistato dal Corriere della Sera. A proposito del taglio delle accise sulla benzina, Cattaneo ha aggiunto: “Noi dobbiamo ribaltare la narrazione di queste ore: la scelta del Governo è stata quella giusta. A novembre le bollette erano alle stelle, mentre la benzina scendeva. A quel punto abbiamo deciso di concentrare il maggiore sforzo economico sulle prime, in modo da aiutare famiglie e imprese. Una scelta che rivendico e che rifarei”.(ITALPRESS).

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Von der Leyen “In primavera proposta di riforma del mercato elettrico”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Continuiamo a lavorare per rendere l’energia più economica e prodotta entro i nostri confini. Proporremo questa primavera una riforma del mercato elettrico”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, in occasione dell’avvio della presidenza di turno svedese dell’Unione.
“Non vedo l’ora che ci siano rapidi progressi sotto la presidenza di turno svedese. Per accelerare la transizione green, so che può guidarci nell’ultimo tratto verso Fit for 55”, ha aggiunto Von der Leyen.

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Napoli show al “Maradona”, Juve travolta 5-1

NAPOLI (ITALPRESS) – Il big match del Maradona va a uno splendido Napoli, che travolge la Juventus per 5-1 confermando di essere la squadra da battere in questo campionato. Dopo un primo tempo equilibrato, gli uomini di Spalletti dominano la ripresa andando a segno tre volte in poco più di un quarto d’ora con Rrahmani, Osimhen ed Elmas.
Già al 14′, alla prima occasione utile, i padroni di casa passano in vantaggio. Politano crossa dalla destra per Kvaratskhelia che ci prova in mezza rovesciata, Szczesny respinge ma è Osimhen il più veloce di tutti sulla ribattuta e mette dentro di testa a porta vuota. I bianconeri soffrono, ma al 21′ sfiorano il pari con Di Maria che scheggia la traversa dalla distanza al termine di una giocata individuale innescata da un errore in impostazione di Rrahmani. Dopo alcuni minuti di parziale sofferenza, i partenopei trovano il raddoppio. Al 39′, Politano serve Osimhen in area, Bremer interviene male e il nigeriano riprende palla allargando sulla sinistra per Kvaratskhelia, che di piatto destro infila Szczesny nell’angolino. La gara si riapre dopo appena tre minuti. Questa volta è la difesa azzurra a disimpegnare male, con Di Maria che ne approfitta chiudendo una triangolazione con Milik e siglando così il 2-1 con un mancino ravvicinato. In pieno recupero ci vuole un gran riflesso di Meret a neutralizzare un possibile autogol di Rrahmani, intervenuto dopo un cross dalla sinistra di Chiesa. Si chiude sul 2-1 un bel primo tempo. La prima chance della ripresa arriva al 9′ ed è per i campani. Osimhen riceve una palla lunga, brucia in velocità Alex Sandro, entra in area e calcia sul primo palo trovando però pronto Szczesny alla deviazione in angolo. Dalla bandierina si presenta Kvaratskhelia, che crossa all’indietro pescando Rrahmani che con un destro al volo trafigge Szczesny nell’angolino per il 3-1. Il poker è nell’aria e arriva al 20′. Mario Rui recupera palla e serve Kvaratskhelia, assist al bacio sulla testa del solito Osimhen che non sbaglia e firma il 4-1. Al 28′ arriva addirittura la “manita”. Di Lorenzo allarga sulla destra per Elmas che rientra in area sul mancino e batte Szczesny sfruttando anche la deviazione fortuita di Alex Sandro. Il finale è pura accademia e il risultato non cambierà più. Può far festa il Napoli che vola a +10 sulla stessa Juventus che rimane momentaneamente seconda appaiata al Milan, di scena sabato a Lecce.
– foto LivePhotoSport –
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Caro carburanti, sciopero dei benzinai congelato

ROMA (ITALPRESS) – Al termine dell’incontro tra i sindacati rappresentativi dei distributori e il governo sul caro carburanti, i sindacati hanno annunciato che lo sciopero già proclamato per il 25 e 26 gennaio è stato congelato in vista del tavolo tecnico convocato per martedì prossimo, 17 gennaio.
I sindacati, infatti, hanno deciso di prendere tempo riservandosi di valutare ed esprimere un giudizio più completo sul decreto legge in attesa della sua pubblicazione sottolineando che c’è stata massima collaborazione. Inoltre, il tavolo sarà basato su tutti i temi emergenziali del settore.
-foto agenziafotogramma.it-
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Migranti, Piantedosi “Obiettivo decongestionare Sicilia e Calabria”

FIRENZE (ITALPRESS) – “L’Italia è un Paese con ottomila chilometri di coste e quindi non è colpa mia se ci sono molti luoghi di approdo. Ho già spiegato pubblicamente quale è la filosofia che c’è dietro l’assegnazione dei porti, l’esigenza di congestionare il meno possibile i luoghi di arrivo spontanei, quelli non possiamo orientarli, sono Calabria e Sicilia, per esigenze logistiche e di contenimento anche delle risorse che noi impieghiamo poi per trasferire le persone. Sicilia e Calabria sono sotto stress per gli arrivi e quindi l’obiettivo è decogestionare queste due regioni”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica a Firenze.
“Capisco quello che dicono i signori delle Ong, capisco meno quando si fa una rappresentazione quasi di essere stati esposti alla balia delle onde – ha aggiunto Piantedosi -. Si tratta di navi, ovviamente noi ce lo facciamo certificare dalle istituzioni competenti, che sono perfettamente in grado di affrontare” certe condizioni, “tanto è vero che altre volte abbiamo scelto percorsi diversi e minori proprio in relazione alle capacità e alle dimensioni delle navi rispetto al fare certi attraversamenti; continueremo sicuramente perchè ci deve essere questo principio anche di solidarietà nazionale nella distribuzione degli sbarchi”.
“Segnalo poi che lo sbarco è solo una parte relativa dell’evento migratorio, perchè poi la distribuzione può avvenire a prescindere dal luogo di approdo – ha sottolineato il ministro -. So che c’è stata una polemica circa una presunta scelta secondo criteri politici. Io la trovo molto singolare – ha proseguito -. Sono in giro per comitati provinciali fatti in sedi come questa, sono stato quindi a Roma, Napoli e Firenze, e quindi il criterio di chi ha vinto le elezioni non mi condiziona nè in un senso, nè in un altro. E’ un pò puerile avermi attribuito questo tipo di situazione”. Quello migratorio “è un fenomeno molto serio che proviamo ad affrontare con tutte le complessità e le difficoltà ma con criteri di serietà”.

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Carburanti, Urso “Abbiamo posto le premesse per soluzioni condivise”

ROMA (ITALPRESS) – Si è riunito oggi presso il Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini il tavolo tecnico sui rincari dei prezzi dei carburanti del Comitato Nazionale Consumatori e Utenti presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso con il sottosegretario Massimo Bitonci. Alla riunione erano presenti le 19 associazioni che compongono il CNCU e il Garante dei Prezzi Benedetto Mineo.
Urso ha presentato le linee direttrici del decreto legge approvato dal Cdm, che prevede “misure atte a garantire maggiore trasparenza con sistemi di rilevazioni più tempestivi e generali in favore di utenti e gestori”. Il decreto, inoltre, fornisce “nuovi e più efficaci strumenti di sorveglianza e monitoraggio al Garante dei prezzi che potrà agire anche in collegamento con Guardia di Finanza e Autorità antitrust”, si legge in una nota del Mimit.
La riunione è stata preceduta dagli incontri realizzati a Palazzo Chigi con le associazioni che rappresentano gli operatori del settore, conclusi con la attivazione di un Tavolo tra istituzioni e associazioni, con l’obiettivo di realizzare un confronto generale sul riordino del settore, la cui prima riunione si svolgerà al Mimit martedì 17.
“Abbiamo così posto le premesse per fornire soluzioni condivise in un settore così significativo per il consumatore e per le imprese italiane soprattutto in una fase di diversificazione degli approvvigionamenti e di volatilità dei prezzi”, spiega il ministro Urso.
“Il ruolo delle associazioni dei consumatori come corpo intermedio è oltremodo fondamentale in questo momento, per questo valuteremo anche la possibilità di integrare il decreto legge in fase di conversione con le indicazioni da loro pervenute. La mia intenzione è anche quella di convocare in modo regolare il CNCU per affrontare i temi concreti come il caro-prezzi, le comunità energetiche e le energie alternative”, afferma il sottosegretario Bitonci durante il suo intervento.

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Processo Open Arms, Salvini “Rischio 15 anni per avere difeso l’Italia”

PALERMO (ITALPRESS) – Nuova udienza nell’ambito del processo Open Arms, nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, all’epoca dei fatti ministro degli Interni. La vicenda è quella dell’estate del 2019, che coinvolse la nave della Ong spagnola rimasta diversi giorni al largo delle coste siciliane in attesa di un porto dove approdare con i 147 migranti a bordo.
“Oggi sono per l’ennesima volta a Palermo, nell’aula bunker dell’Ucciardone famosa a causa dei maxiprocessi contro i mafiosi, per il processo Open Arms. Rischio fino a 15 anni di carcere per aver difeso l’Italia e i suoi confini, salvando vite e facendo rispettare la legge”, scrive Salvini sui social, appena arrivato in aula insieme alla sua legale Giulia Bongiorno. “Sono attesi come testimoni dell’accusa Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese, non ci annoieremo”, aggiunge il leader della Lega.
Il primo ad essere citato come teste è il presidente del M5S, Giuseppe Conte, all’epoca dei fatti Presidente del Consiglio, che si è subito soffermato sullo scambio di lettere avuto con Salvini, che poi lo stesso leader della Lega diffuse: “Il tema dell’immigrazione è stato sempre un tema di propaganda politica – dichiara Conte -. Salvini ha sempre avuto delle posizioni molto chiare per quanto riguarda la gestione del problema migratorio. A me infastidiva il fatto che una lettera mirata a risolvere un problema fosse stata diffusa dal destinatario senza chiedere al mittente l’autorizzazione. Fermo restando che se il presidente del consiglio scrive al ministro ci può stare, ma avrei gradito che fosse rappresentata nella sua puntualità. Qui invece colgo il clima incandescente rispetto a una competizione elettorale che poteva essere imminente: si voleva rappresentare un presidente del consiglio debole sul fenomeno immigratorio mentre il ministro dell’Interno aveva una posizione di rigore, questo era il clima politico di quel periodo”.
Conte, incalzato dalle domande, esprime anche il suo parare sulla questione dei minori: “Le persone fragili, a partire dai minori, non era dal mio punto di vista giustificato trattenerle. Per le altre un trattenimento poteva protrarsi per qualche giorno, ma certo non ho mai detto che si doveva prima raggiungere l’accordo di redistribuzione e solo dopo era possibile concedere loro il porto sicuro. E comunque in una lettera del 16 agosto rassicuravo Salvini di aver ottenuto la redistribuzione dei profughi soccorsi dalla ong da ben sei Paesi”. Tra i temi caldi, proprio quello della redistribuzione, che Conte trattò in prima persona con l’Europa: “Non ho mai sostenuto che se non c’era la redistribuzione non si poteva concedere il porto sicuro. E’ evidente che ottenere la solidarietà europea e un riscontro su distribuzione e poi arrivare allo sbarco sarebbe stata la situazione ottimale”. Poi sulla notizia che il comandante dell’Open Arms era indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: “Non ne ero a conoscenza”, chiosa Conte.
Dopo il leader del M5S è la volta di Luciana Lamorgese, ex ministra dell’Interno del governo ‘Conte 2’: “Se la condotta del comandante dell’imbarcazione intervenuta in soccorso dei profughi incideva sulla concessione del porto sicuro? No e poi le Ong durante il mio dicastero non hanno mai violato le regole entrando nelle acque territoriali prima della concessione del Pos. Abbiamo sempre cercato di attivare rapporti con i paesi dell’Europa ai fini di accelerare le procedure per l’indicazione del porto sicuro. Prima della pandemia la permanenza in mare dei migranti a bordo era di 3 o 4 giorni come media. Mentre quando arrivò la pandemia ho sottoscritto un provvedimento per dire che il porto in Italia non era più sicuro, quindi ho poi scritto ad altri ministri dell’Interno europei e alla stessa Commissione europea per rappresentare l’esigenza di un maggiore coinvolgimento di altri paesi. Ripeto, durante il periodo in cui sono stata ministro non ho mai negato la concessione di un pos, nè tantomeno emesso un decreto di interdizione, se non durante la pandemia. Abbiamo sempre messo in primo piano il salvataggio delle persone, non considerando ai fini della concessione del pos nemmeno eventuali condotte illegali dei comandanti delle navi Ong”.
Infine, ultimo in ordine di tempo ad essere ascoltato, Luigi Di Maio, ex vicepremier: “Il completamento della procedura di redistribuzione dei migranti non era strettamente legata alla concessione del pos. In quel momento c’era una crisi di governo, le uniche interlocuzioni avute con Salvini erano solo legate alla caduta del governo e non alla Open Arms. Non ci furono mai riunioni informali o formali prima della concessione del Pos, in alcuni casi le riunioni informali si tennero dopo il rifiuto del porto sicuro che venivamo a sapere dai media. Non c’era alcun automatismo politico tra la concessione del porto e la redistribuzione dei migranti. In realtà pian piano si è andato consolidando un meccanismo per cui a Bruxelles i singoli paesi aderivano volontariamente alla redistribuzione. Successivamente a settembre 2019 con la riunione dei ministri dell’Interno a Malta si sancì il meccanismo anche da un punto di vista formale, ma si era consolidata una prassi”. Di Maio aggiunge: “Ritardi sulla concessione del Pos? Tutto quello che veniva fatto aveva il fine del consenso politico”.
Terminata l’udienza, Salvini va via senza rilasciare dichiarazioni. A parlare è la sua legale, Giulia Bongiorno: “Credo che la deposizione della Lamorgese sia stata particolarmente significativa – sottolinea -. Dalla sua ricostruzione credo sia risultato evidente che è veramente erroneo e fuorviante pensare che il ritardo nello sbarco sia un fatto doloso visto che si è parlato di una tempistica che è collegata sistematicamente alle interlocuzioni con l’Europa. Credo che il meccanismo della redistribuzione sia fondamentale per comprendere che non si tratta di ritardi nello sbarco ma solo di momenti diretti a individuare quale può esser una redistribuzione. Quindi il ritardo era finalizzato ad alcune anomalie evidenziate nella Open Arms che si sommano alla questione legata alla redistribuzione”.
Bongiorno annuncia poi che lunedì depositerà in sei Procure della Repubblica una denuncia: “Ritengo essenziale evidenziare che i sospetti di cui ha sempre parlato Salvini non erano inventati ma erano già stati evidenziati in una serie di riunioni e che addirittura erano stato condensati in una informativa che non è mai stata approfondita. Non capiamo come il Tar che doveva valutare la condotta dell’Ong non ha mai avuto avuto modo di vedere questa informativa. Inoltre, nella prossima udienza ci sarà un intervento del ministro Salvini in aula. Abbiamo atteso che finissero i teste dell’accusa e adesso cominceremo a evidenziare quella che è la nostra posizione”. Il legale si riferisce alle rivelazioni sul sommergibile Venuti della Marina che nell’agosto 2019 aveva ripreso, fotografato e registrato l’attività della Ong spagnola.
La prossima udienza è stata fissata per giorno 24 marzo e sarà dedicata proprio alla presenza del sottomarino Venuti nella zona dei soccorsi, con le deposizioni di consulenti di accusa, difesa, parti civili e Oscar Camps, armatore della Open Arms.
credit photo agenziafotogramma.it
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