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Manovra, Renzi “Meloni e Conte due facce della stessa medaglia”

ROMA (ITALPRESS) – “Se al Parlamento togli la legge bilancio non c’è più la democrazia, non c’è più niente, cioè la Meloni ‘Unò nel dicembre 2019 attaccava Conte che faceva esattamente le stesse schifezze che sta facendo lei oggi”. Lo afferma il leader Iv Matteo Renzi in un video sui social. “Meloni e Conte sono due facce della stessa medaglia – aggiunge – quando la facevamo noi la legge di bilancio c’erano due letture parlamentari, c’erano emendamenti, discussione, dibattito, qui no, lavorano di notte, last minute, tagliano i soldi ai giovani per darli ai presidenti delle società di calcio e poi si lamentano che gli altri non sono coerenti. Incoerente è che Meloni all’opposizione sbraitava e quando è maggioranza fa quasi peggio di Conte”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Manovra, Letta “La più pasticciata degli ultimi anni”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello che è avvenuto con questa prima legge di bilancio dimostra che la destra non era pronta”. Lo ha detto il leader del Pd, Enrico Letta, durante un incontro tra i candidati alla segreteria del partito.
“Il messaggio della loro campagna elettorale, ‘Siamo prontì, era fallace perchè non erano minimamente pronti. Si è capito da una legge di bilancio è stata quanto mai pasticciata, forse la più pasticciata degli ultimi vent’anni, e ancora oggi non sappiamo bene quale sarà il testo che verrà votato”, ha aggiunto.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Mattarella “Da forze armate contributo a pace e stabilità nel mondo”

ROMA (ITALPRESS) – Questa è l’occasione “in cui si sottolinea come passare le feste lontano da casa sia un sacrificio, ma anche l’occasione per rimarcare agli occhi dei nostri concittadini l’importanza del contributo delle forze armate alla sicurezza del nostro Paese ma anche alla pace e alla stabilità internazionale”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in videoconferenza per gli auguri ai contingenti militari italiani impiegati nei teatri di operazioni internazionali.
“In questo momento così complesso, in cui la guerra ha accresciuto le difficoltà e ha accentuato le fragilità di condizioni già presenti in passato, l’Italia continua a fornire sempre più un contributo di grande importanza nell’ambito delle organizzazioni internazionali in cui opera e che sono pilastri della nostra politica di difesa: le Nazioni Unite, l’Alleanza Atlantica, l’Unione europea. La presenza così ampia delle missioni all’estero, sottolinea come l’operato delle forze armate rappresenti un grande concorso alla stabilità e alla pace nel Mondo”, ha aggiunto. “Ringrazio le forze armate, la Guardia di Finanza per l’opera svolta in queste missioni che contribuisce alla stabilità e alla pace, ma trasmette anche un’immagine dell’Italia rassicurante, protagonista, interlocutrice di grande affidabilità nel mondo”, ha sottolineato il capo dello Stato, per il quale “in questa occasione è più che doveroso e spontaneo un pensiero ai caduti, per esprimere ancora una volta la riconoscenza per i loro sacrificio e perchè il ricordo non si accantoni come opportunamente fanno le forze armate curandone il ricordo”.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Quirinale-

Meloni “La spesa militare è necessaria”

ROMA (ITALPRESS) – “La spesa militare è un spesa necessaria per difendere i proprio interessi nazionali, l’Europa si è trovata indietro su questa cosa, oggi sta recuperando e questo è una buono, l’Europa deve essere un pilastro della Nato”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo. “Voi ambasciatori – afferma – siete bandiere e ponti per
costruire il dialogo con altri paese, un lavoro estremamente
prezioso il vostro”. “Mi sono resa conto di quanto interesse ci sia verso l’Italia in giro per il mondo, questo in buona parte è il prodotto della nostra cultura – ha aggiunto -, ma non dobbiamo oggi essere così ingenui di poter vivere di rendita, intorno a noi tutto sta cambiando, dobbiamo essere pronti alla competizione globale”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Libri, Roberto Napoletano racconta il “Miracolo nascosto di Draghi”

ROMA (ITALPRESS) – Come è stato possibile che sette trimestri consecutivi di crescita italiana, unica economia del G7, siano stati quasi ignorati nel dibattito pubblico di casa nostra? Mezzo milione di occupati a tempo indeterminato in più, il record della bilancia commerciale con l’estero, il Sud che cresce più della media europea, diseguaglianza e rischio di povertà che si riducono nel pieno del doppio Cigno nero di pandemia e guerra mentre tutti i centri studi del mondo produttivo prevedevano una recessione tecnica o profonda che si è invece rivelata una crescita di oltre 10 punti di Pil tra 2021 e 2022 che non si vedeva dagli anni del miracolo economico del Dopoguerra? Come è stato possibile un abbaglio così clamoroso?
In Riscatti e ricatti – il miracolo nascosto di Draghi, gli intrighi contro l’Italia e la scommessa di Giorgia Meloni per i tipi de La Nave di Teseo di Roberto Napoletano si racconta “il miracolo dell’Italia di Draghi che pochi hanno capito e che gli intrighi nazionali e internazionali hanno voluto bloccare, ma anche che ciò non sarà possibile e che Giorgia Meloni, messa a dura prova da alleati in ansia di sondaggio e qualche avanti indietro pericoloso sui temi fiscali, si muoverà in casa e in Europa per accelerare sugli investimenti e tutelare la credibilità italiana”. Perchè “il solco tracciato da Draghi è quello di un Paese che diventa serio e conquista il podio europeo della crescita. Avvia un processo riformatore compiuto. Si prende con i pozzi africani la grande rivincita sui francesi e guida l’Europa nella scelta di campo tra Zelenskij e Putin mettendo Scholz e Macron su un treno per Kiev”.
L’alternativa a questo solco tracciato che il libro rivela nei meandri meno conosciuti, nazionali e internazionali, è quella di un Paese che va gambe all’aria. Perchè la sovranità europea è condivisa. E “perchè senza questa nuova reputazione italiana di cui Draghi è garante nel mondo è impossibile barcamenarsi tra le onde tempestose della grande guerra delle materie prime, dei ricatti putiniani sul gas e degli shock inflazionistici e monetari che ne discendono”.
Riscatti & Ricatti è scritto come un thriller che racconta fatti, “tutti veri”, in cui “si intrecciano rivelazioni scottanti sugli indiani appesi alle armi russe per difendersi dalle armi cinesi, la guerra finanziaria che Putin ha perso ma nessuno dice, la nuova cortina di ferro e il pasticciaccio tedesco con il suo disegno egemonico del mondo dell’Est dove affari e politica sono un muro di cemento armato”.
(ITALPRESS).

-foto ufficio stampa Roberto Napoletano-

100 anni di Agnelli, Cucci e Giglio raccontano un secolo Juve

TORINO (ITALPRESS) – Ci sono storia e orgoglio nel primo libro che racconta i 100 anni di presidenze bianconere della famiglia Agnelli. E’ una trama mai scontata e spesso inedita, che intreccia anche quella della Fiat, di Torino e dell’Italia, e che si dispiega grazie alle foto di Salvatore Giglio, i testi di Italo Cucci e il lavoro statistico di Nicola Calzaretta. Edito da Reverdito, “1923-2023 Agnelli Juventus la famiglia del secolo” è un perfetto testimone generazionale, tra tifosi di lungo corso e giovani bianconeri. “La Juventus ha sempre rappresentato tutti e soprattutto per chi aveva meno, è stato un momento di rivalsa e di gioia. E tutto cominciò con i cinque scudetti arrivati sotto la presidenza di Edoardo Agnelli tra il 1930 e il 1935, una prima clamorosa operazione di marketing, che all’epoca nemmeno esisteva, che ampliò a dismisura la platea degli juventini soprattutto lontano da Torino, in Emilia come al Sud”, ha raccontato Italo Cucci, direttore editoriale dell’agenzia Italpress, nel corso della presentazione del volume allo Sporting di Torino, circolo sportivo ma anche per un breve periodo sede della Juventus. Proprio poche settimane dopo la conquista del quinto scudetto consecutivo, il settimo della storia juventina, Edoardo Agnelli morì improvvisamente in un tragico incidente mentre viaggiava a bordo di un idrovolante a Genova.
Bisognerà aspettare il 1947 per ritrovare un Agnelli a capo della Juve: toccherà a suo figlio Gianni prendere le redini dei bianconeri dopo la guerra, fu il primo grande incarico per lui nelle aziende di famiglia. E se la cavò splendidamente, vincendo altri due scudetti negli anni successivi alla tragedia del Grande Torino, che fino al 1949 dettava legge. Dal 1955 toccherà per sette anni poi ad Umberto Agnelli prendere il timone della Juventus, a chiudere il secolo di presidenze della famiglia è stato invece suo figlio Andrea, che dal 2010 ha gestito la società, e che a gennaio sarà sostituito da Gianluca Ferrero, dopo le dimissioni dell’intero board nelle settimane scorse.
Ma di questo il libro non parla, anche se vengono affrontate tutte le fasi della storia della Juventus, compresa Calciopoli e i famosi scudetti revocati, che Fabio Capello, giocatore e tecnico bianconero in quei due anni, rivendica nella prefazione: “Gli scudetti sono 38”. Una ferita mai rimarginata per tutti i tifosi bianconeri, su cui però non indugia Alessandro Del Piero, che nella sua prefazione invece ricorda il suo rapporto con l’Avvocato. “Amava la Juventus e i suoi campioni, ed era amato dai suoi campioni. Come dalla gente” ricorda Pinturicchio, soprannome datogli proprio da Gianni Agnelli, e che l’ex numero 10 rivendica con orgoglio.
Nel libro di Giglio e Cucci però ci sono soprattutto tanti volti dimenticati, tante piccole storie, dettagli e luoghi che la memoria eterna delle immagini in bianco nero rende immortali. Ecco apparire Kurt Hamrin e Giampiero Combi, il bersagliere Teobaldo Depretini che evitò alla penultima giornata la retrocessione bianconera contribuendo a un decisivo 4-3 alla Triestina, i viaggi con l’intera squadra che in giacca e cravatta saluta dalla scaletta dell’aereo a Malpensa, ignara che di lì a poche ore incapperà in un disastroso 7-0 a Vienna contro il Wiener. E poi Sivori, Scirea, Boniperti, Zidane, Baggio e Schillaci, fino a Cristiano Ronaldo, Higuain e John Elkann. Eppure, tra tutti, Giglio che per 30 anni è stato il fotografo ufficiale della Juventus, sceglie una meteora bianconera: “Liam Brady era stato già ceduto, quando fu chiamato a tirare il rigore che a Catanzaro diede lo scudetto 1982 alla Juventus. Tutti pensavano che si sarebbe andati allo spareggio con la Fiorentina la domenica dopo, e io quel giorno avevo fissato il mio matrimonio. Liam quando segnò mi corse incontro e mi disse, ‘adesso puoi sposartì e mi regalò la maglia. Gliela resi molti anni dopo”, ha ricordato commuovendosi Giglio. E di storie e foto così ce ne sono tante in un secolo di Agnelli e Juventus.
(ITALPRESS).

Dai giovani al sogno Parigi, Aracu “Grande futuro per le rotelle”

ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo pensando al futuro e guardiamo avanti con ottimismo. Le nostre discipline sono diventate tante ma hanno un denominatore comune: le rotelle ed i giovani”. Sabatino Aracu, presidente della Federazione Italiana Sport Rotellistici, ha iniziato così l’analisi della situazione che sta vivendo il movimento delle rotelle, che nel 2022 ha celebrato un importante centenario. “Nel 2024 porteremo in Italia i World Skate Games, una novità assoluta che metterà 125 titoli mondiali in palio – prosegue Aracu in un’intervista all’Italpress -. Coniugheremo lo sport dei giovani con l’arte e la cultura dell’Italia, il tutto con sostenibilità. Contiamo di ospitare 50.000 persone da tutto il mondo, così possiamo davvero fare sport e turismo insieme”. L’introduzione dello skateboarding nel programma olimpico di Tokyo 2020 – confermato anche a Parigi 2024 – ha segnato un punto di svolta che la FISR ha saputo cogliere: “Ci prepariamo ai prossimi Giochi Olimpici con un’Italia più forte. Stiamo costruendo un futuro importante e devo dire che sento vicine tutte le istituzioni. In questo gioca un ruolo fondamentale anche lo sport di base, perchè la nostra attività può fare bene a bambini ed anziani. Si può iniziare a praticare a tre anni e si possono sviluppare qualità di equilibrio, coordinazione, destrezza: con queste poi si può eccellere in ogni sport”, sottolinea ancora Aracu. Motivo d’orgoglio dell’anno che sta volgendo al termine anche la nascita dello skatepark a Colle Oppio, un modello che fa scuola nel mondo: “Gli skatepark in un parco pubblico oggi creano socialità e le amministrazioni se ne rendono conto. Quello installato a Colle Oppio vicino al Colosseo è in una cornice unica e ci è invidiato. Questi impianti ci permettono di preparare i campioni del futuro ma di tenere anche i ragazzi lontani dalla strada ed impegnarli in attività sportive”, ha concluso Aracu.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Messi domina i Mondiali del Qatar anche sui media

ROMA (ITALPRESS) – Dopo aver guidato l’Argentina alla vittoria della sua terza Coppa del Mondo, Leo Messi non solo ha dominato i Mondiali di calcio del Qatar, ma anche le radio e le tv italiane: la “Pulce” ha infatti ottenuto 4.141 citazioni, quasi il triplo del suo rivale e capocannoniere del torneo Kylian Mbappè (1.541). E’ quanto emerge dal monitoraggio sui principali canali televisivi e radiofonici, nazionali e locali, svolto da Mediamonitor.it, piattaforma che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 35 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha analizzato qual è stata, dalla mezzanotte di domenica 20 novembre alle 23.59 di lunedì 19 dicembre, la visibilità sui media dei calciatori e delle squadre impegnate nel Mondiale.
Ad accompagnare Messi sul podio, le nazionali protagoniste di quella che è stata definita “la più bella finale di sempre”: Argentina (2.085 menzioni) e Francia (1.694). Medaglia di legno per Kylian Mbappè, ex aequo con la rivelazione di questo torneo, il sorprendente Marocco che, dopo avere eliminato Spagna e Portogallo, si è dovuto arrendere nella semifinale contro la Francia.
Al sesto posto Cristiano Ronaldo, in lacrime dopo la sconfitta con il Marocco (1.265), seguito a grande distanza da Olivier Giroud (719) e dal brasiliano Neymar (548).
Luka Modric, capitano del Real Madrid che ha trascinato la Croazia alla conquista della medaglia di bronzo, è al nono posto (531), precedendo Karim Benzema (430), il “convitato di pietra” della nazionale francese che poi ha ufficialmente dato l’addio ai Bleus, e il polacco Robert Lewandowski (426).
Dodicesimo, per un solo punto (425 citazioni), il Giappone, autore del miglior mondiale della sua storia e indubbiamente fra i beniamini della manifestazione, mentre a chiudere la Top15 troviamo gli “interisti” Lautaro Martinez (323) e Ivan Perisic (317) e il brasiliano Richarlison (309), il cui gol in rovesciata ai danni della Serbia è diventato ormai un’icona.

– foto LivePhotoSport –

(ITALPRESS).

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