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Piazza Fontana, Mattarella “La democrazia ha saputo difendersi”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono trascorsi 53 anni dal feroce attentato che provocò nel cuore di Milano morti e sofferenze, sconvolgendo la coscienza del popolo italiano, con l’intento di minacciare le istituzioni della Repubblica. Avvertiamo il dovere di ricordare, con la stessa intensità di sempre, l’impegno di cui Milano per prima fu interprete e che consentì al Paese intero di sconfiggere le strategie eversive neofasciste e le bande terroristiche di ogni segno che insanguinarono la non breve stagione che seguì alla strage. Fu una delle terribili prove da cui la Repubblica seppe uscire rafforzata nei suoi valori costituzionali e nell’unità del suo popolo”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario della strage di Piazza Fontana. “L’eccidio nella sede di Piazza Fontana della Banca Nazionale dell’Agricoltura, preceduto da una serie di attentati dinamitardi nei mesi antecedenti, segnò, con il suo disumano bilancio, l’avvio di un tempo tormentato, nel quale le istituzioni della libertà furono poste sotto attacco”, aggiunge.
“La matrice di quella strage tardò a emergere a causa di complicità e colpevoli inadeguatezze ma, nonostante i tentativi di deviazioni, il contesto di aggressione al popolo e alla democrazia è stato chiarito grazie al senso del dovere di donne e uomini, servitori delle istituzioni e alla passione civile degli italiani. La democrazia ha saputo difendersi con i valori e gli strumenti che le sono propri. Gli eversori sono stati sconfitti senza che riuscissero nel loro intento di dividere la società.
E’ stato un dovere anche verso le giovani generazioni. Il bene comune, costruito sui valori, sulle difficoltà, sul dolore, sui sacrifici, è il patrimonio che ne è derivato. Lezione per ogni avversità. In questa giornata rinnovo la più intensa solidarietà ai familiari delle vittime”, conclude il capo dello Stato.
(ITALPRESS).
-foto Quirinale-

Optima Italia, pubblicato il primo Bilancio di Sostenibilità

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato pubblicato il primo Bilancio di Sostenibilità, relativo al 2021, di Optima Italia S.p.A., Digital Company italiana leader nell’offerta integrata per i servizi di Energia e Telecomunicazioni operativa su tutto il territorio nazionale.
“Il primo Bilancio di Sostenibilità rappresenta un primo traguardo, ma anche un vero riconoscimento del nostro sviluppo e della nostra vocazione al miglioramento continuo. Optima è unica sul mercato nella sua missione di semplificare davvero la vita di famiglie e imprese attraverso l’offerta di servizi Energia, Telecomunicazioni e Healthcare con una unica fornitura integrata, ed in un’ottica di crescente consapevolezza ai temi di sostenibilità e di attenzione concreta verso l’ambiente e le persone”, afferma Andrea Volpe, Amministratore Delegato di Optima Italia.
Il Bilancio di Sostenibilità evidenzia come nella strategia di crescita di Optima Italia, la “customer centricity” rappresenti uno dei pilastri fondamentali, con l’innovazione continua di soluzioni tecnologiche uniche proprietarie che consentono ai clienti di fruire di servizi diversi da un’unica piattaforma, un unico customer care, una sola app integrata, un’unica bolletta.
Il cliente è davvero al centro. Nel Bilancio si rileva ad esempio che il tempo di attesa medio per parlare con un operatore di un Call center è oggi inferiore ai 5 secondi ed è stato raggiunto il target del 94% di richieste risolte alla prima chiamata al Servizio Clienti. L’assistenza ai clienti inoltre si sviluppa anche su altri canali oltre a quelli più tradizionali (mail e telefono), con possibilità di contattare Optima anche sulle app MyOptima e Optima Business, tramite Area Clienti, in Chat Live e con Alan, l’assistente virtuale di Optima con intelligenza artificiale che consente al cliente di gestire le proprie utenze.
“Nei prossimi anni – aggiunge Volpe – Optima migliorerà ancora questi risultati, introducendo nuove funzionalità per i clienti sulla App e su altri canali digitali legate alla ottimizzazione della fruizione e alla efficienza energetica, minimizzando gli sprechi”. Proprio sull’app di Optima è già possibile infatti consultare un Energy Trainer che mette a disposizione degli utenti una serie di indicazioni sul risparmio energetico. E anche attraverso i canali social ufficiali, Optima è molto vicina ai clienti da questo punto di vista con la pubblicazione di consigli utili sulla sostenibilità.
“Il nostro costante impegno è confermato anche dai solidi risultati economico-finanziari degli ultimi anni, con ben 30.7 milioni di investimenti nel 2021 SU 222.3 milioni di ricavi” prosegue Volpe.
Sono quattro le direttrici strategiche che informano il Bilancio di Sostenibilità: la soddisfazione dei clienti, la valorizzazione dei dipendenti, il supporto alla comunità locale e la promozione dell’energia green e della tutela dell’ambiente.
Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, nel 2021 è stato possibile utilizzare il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili per la sede del Gruppo, nonchè diminuire del 17% i consumi di energia e gas rispetto al 2020. L’impegno di Optima è volto anche a ridurre il consumo di carta stampata: in prospettiva l’azienda si impegnerà per aumentare la percentuale dei clienti che ricevono bollette in formato digitale.
-foto ufficio stampa Optima Italia-
(ITALPRESS).

Bologna prima per qualità della vita, scivolano Milano e Roma

MILANO (ITALPRESS) – La 33ma edizione dell’indagine sulla qualità della vita del Sole 24 Ore, certifica la leadership di Bologna, seguita sul podio da Bolzano e Firenze. Un’edizione, quella di quest’anno, che dà ampio spazio alle ricadute sul territorio dei grandi shock 2022: guerra in Ucraina, caro-energia, inflazione.
I 90 indicatori statistici alla base dell’indagine, di cui 40 aggiornati al 2022, presentano una serie di novità: due indicatori sull’inflazione; un pacchetto di indicatori su energia da fonti rinnovabili/riqualificazioni energetiche/consumi energetici; l’indice della partecipazione elettorale alle ultime elezioni politiche di settembre 2022; nove indici sintetici inclusi nell’indagine che aggregano più parametri (Qualità della vita di giovani, bambini e anziani, Qualità della vita delle donne, Ecosistema urbano, Indice della criminalità, Indice di sportività, Indice del clima, IcityRank sulle città digitali).
Analizzando alcuni risultati a livello regionale, l’Emilia-Romagna mostra un buon posizionamento: accanto al primato di Bologna la classifica vede Parma al 9° posto e Reggio Emilia al 13°. Le provincie del Trentino Alto Adige restano salde nella top ten, con Bolzano al secondo e Trento al quinto posto.
In Toscana sono tre le province presenti in cima alla classifica: oltre a Firenze, le new entry Siena, che arriva al 4° posto (+11 posizioni), e Pisa (+12 posizioni) al decimo posto.
Tra le città metropolitane, Milano – che nel 2021 era in seconda posizione – resta nella top ten ma scende all’ottavo posto, mentre Roma scivola al 31° (-18 posizioni); Cagliari sale di due posizioni (18° posto), Genova è al 27° posto (perde solo una posizione), Torino al 40° (-12 posizioni). Sul fondo Napoli (98° posto, in discesa di otto posizioni) e Palermo (88° posto, + 7 posizioni).
Per quanto riguarda i sei ambiti in cui sono suddivisi i 90 indicatori, il podio vede in cima per ricchezza e consumi Belluno, Bologna e Bolzano; per affari e lavoro Milano, Trieste e Roma; per demografia salute e società Bologna, Modena e Roma; per ambiente e servizi Pisa, Siena e Aosta; per giustizia e sicurezza Oristano, Pordenone e Sondrio; per cultura e tempo libero Firenze, Trieste e Gorizia. Questo 33mo appuntamento della classifica vede anche la nuova edizione dell’Indice della Qualità della vita delle donne, che sintetizza 12 parametri. Ad offrire maggior benessere alle donne è la provincia di Monza e Brianza, seguita da Treviso (vincitrice della prima edizione, nel 2021) e Cagliari. A dare slancio alla provincia lombarda sono, in particolare, i dati relativi all’inserimento delle donne nel mondo del lavoro: Monza e Brianza registra il gap occupazione di genere più basso in Italia (pari al 7,1% contro una media nazionale del 19,4%), uno dei tassi di occupazione femminile più alti del Paese (69%) e il record di giornate retribuite a dipendenti donne (il 75,3% del massimo teorico). Inoltre, è terza dietro a Cagliari e Trento per speranza di vita delle donne con 86,1 anni (circa quattro anni in più rispetto a Siracusa, ultima in questo indicatore).
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Bankitalia, a ottobre prestiti al settore privato in crescita

ROMA (ITALPRESS) – A ottobre, secondo i dati della Banca d’Italia, i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell’ambito del Sistema
Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono cresciuti del 3,4% sui dodici mesi (4% nel mese precedente). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 4% sui dodici mesi (4,2% nel mese precedente) e quelli alle società non finanziarie del 3,1% (contro il 4,4% nel mese precedente). I depositi del settore privato sono diminuiti dello 0,1% sui dodici mesi (in settembre erano aumentati del 2,1%); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 6,4% sullo stesso periodo dell’anno precedente (-7,4 in settembre). I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Taeg) si sono collocati al 3,23% (2,65% in settembre), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,94% (8,83% nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 2,54% (1,99% nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione sono stati pari al 3,14%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati all’2,19%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,37% (0,34% nel mese precedente).
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Università Bicocca, Lavoro agile per benessere e produttività nella Pa

MILANO (ITALPRESS) – Un modello di lavoro agile destinato ad aumentare il benessere e la produttività dei dipendenti nella Pubblica Amministrazione. E’ quanto messo a punto dall’Università di Milano-Bicocca e testato per la prima volta con successo su Arpa Lombardia, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Una modalità di organizzazione dell’attività lavorativa che potrà essere replicata in altri enti della Pubblica Amministrazione. Il modello di lavoro agile è stato presentato questa mattina da Cristiano Ghiringhelli e Massimo Miglioretti, professori dell’ateneo milanese, durante il convegno “Lavoro agile come strumento di innovazione nella Pubblica Amministrazione”, alla presenza, tra gli altri, della rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, del presidente di Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle P.A.), Antonio Naddeo, e del direttore generale di Arpa Lombardia, Fabio Carella. Il progetto è frutto di una collaborazione tra l’Università di Milano-Bicocca e Arpa Lombardia, nata per rispondere a un’esigenza dell’Agenzia regionale: ripensare, dopo la pandemia, il modello tradizionale dell’organizzazione del lavoro. Non solo per mettere ordine alle modalità lavorative già adottate durante l’emergenza, ma soprattutto per puntare a una nuova visione dell’organizzazione del lavoro flessibile nell’uso dei tempi e degli spazi, finalizzata al raggiungimento di obiettivi prefissati. Punto di partenza è stato un audit interno avviato da Arpa Lombardia già nella primavera del 2020, per verificare gli effetti del lavoro agile durante la pandemia sull’organizzazione del lavoro, sulla produttività, sulle persone: informazioni utili alla valutazione di possibili scenari di lavoro agile quando si sarebbe ritornati in regime ordinario. Partendo dai risultati dell’audit, Ghiringhelli e Miglioretti hanno dapprima approfondito l’analisi delle attività di Arpa e del contesto interno, nonchè la valutazione delle condizioni abilitanti al lavoro agile, arrivando a mappare lo “Stato di salute dell’Amministrazione”. Quindi, grazie alla metodologia della ricerca-azione, i due professori di Milano-Bicocca hanno coordinato una task force composta da dirigenti e responsabili di più aree organizzative dell’Agenzia e da ricercatori dell’Ateneo, per definire il Pola, il Piano organizzativo del lavoro agile, valorizzando le esperienze e soluzioni di organizzazione del lavoro messe in atto durante il periodo pandemico. Il modello così definito, è stato testato in una fase di sperimentazione guidata, che ha coinvolto 200 dipendenti, che sono stati suddivisi in tre Cluster così da collaudare la coerenza e l’efficacia del modello di lavoro agile rispetto alle specificità delle diverse unità organizzative, in termini di spazi, tempi e prestazioni. La task force guidata dai due docenti di Milano- Bicocca ha avviato 24 “cantieri di lavoro agile”, costantemente monitorati e supportati attraverso raccolte di dati quantitativi e qualitativi, incontri periodici di valutazione in itinere sull’andamento della sperimentazione, offerta di strumenti e metodologie operative e iniziative di comunicazione e formazione per rispondere ai fabbisogni emergenti dalla pratica in corso. In particolare, il personale coinvolto è stato invitato prima a incontri di presentazione della sperimentazione, poi a compilare un questionario sulle condizioni abilitanti il lavoro agile e infine a tenere un diario riguardo all’organizzazione di alcune giornate lavorative. I Responsabili di Unità Organizzativa e i direttori sono stati invece coinvolti in alcuni incontri per monitorare l’andamento della sperimentazione, ma soprattutto i sistemi di gestione e monitoraggio delle attività svolte e delle modalità di coordinamento adottate per gestire al meglio le situazioni di lavoro ibride, con personale in presenza e da remoto, tipiche del lavoro agile. Al termine della prima fase sperimentale, Ghiringhelli e Miglioretti hanno raccolto dati sul lavoro per obiettivi: programmazione e condivisione con i responsabili e il gruppo di lavoro, assegnazione di attività e obiettivi; sul supporto organizzativo al cambiamento; sugli spazi e strumenti di lavoro. I risultati hanno restituito un quadro complessivo, che si è rivelato positivo e di grande coinvolgimento del personale. Il diario somministrato ha permesso di fotografare le modalità di implementazione del lavoro agile nella settimana, la percezione della produttività, del benessere e le condizioni lavorative ad esse collegate. Infine, il modello di lavoro agile è entrato nella fase di sviluppo intermedio, coinvolgendo l’intera Arpa Lombardia, con adesione volontaria da parte dei dipendenti. L’adesione al lavoro agile è stata ampia e significativa, con 694 dipendenti (il 73,4 per cento del totale degli addetti di Arpa Lombardia) e complessivamente omogenea tra le diverse unità organizzative. L’ateneo continua a garantire il supporto e il monitoraggio come nella prima fase. “L’implementazione del lavoro agile è un processo complesso perchè richiede una revisione a 360° dei processi di lavoro in ottica di revisione delle modalità manageriali di gestione dei ruoli e degli obiettivi e degli spazi e dei tempi di lavoro – dichiarano Cristiano Ghiringhelli e Massimo Miglioretti, professori dell’Università di Milano-Bicocca -. Arpa Lombardia è stato un contesto particolarmente favorevole alla sperimentazione, che ha permesso di adottare un approccio al cambiamento in grado di valorizzare l’apporto dei diversi attori organizzativi, da quelli dirigenziali e di coordinamento a quelli operativi. L’esperienza sviluppata in Arpa conferma gli ampi spazi di innovazione sostenibile realizzabile nella Pubblica Amministrazione, considerando contemporaneamente obiettivi di performance e attenzione al benessere delle persone. Quanto fatto in Arpa, con i dovuti adattamenti, identifica certamente un metodo utile per qualsiasi Pubblica Amministrazione che voglia sviluppare il proprio modello di Lavoro Agile”. “Abbiamo fin da subito puntato a prendere sul serio lo strumento del lavoro agile, nei fatti impostoci dalla condizione pandemica, cercando di sfruttarne fino in fondo le potenzialità – spiega il direttore generale di Arpa Lombarda, Fabio Carella -. Ciò ha determinato l’avvio di un ragionato processo di riorganizzazione del lavoro inserito in un più complessivo progetto di miglioramento organizzativo dell’ente che si sta pienamente realizzando per la concomitanza di diversi fattori, fra i quali rivestono particolare importanza il forte coinvolgimento dei lavoratori dell’Agenzia, storicamente abituati a lavorare per obiettivi, ed il consolidato livello organizzativo dell’ente, in particolare sul fronte informatico. I principali indicatori di risultato delle attività di Arpa Lombardia dimostrano peraltro che il lavoro agile ha consentito di mantenere, in questi anni, un trend positivo di performance dell’ente”.(ITALPRESS).

Photo Credits: ufficio stampa Università Bicocca

Giustizia, Nordio “La legge Severino va cambiata”

ROMA (ITALPRESS) – Sulle intercettazioni “va rimodulata la norma per conciliare il diritto all’informazione dei cittadini e quello dei singoli a non veder divulgate notizie segrete e intime che li riguardano. Per ripristinare una par condicio di informazione tra le parti. Siamo apertissimi a cercare un punto d’incontro tra diritto all’informazione e limiti alla graticola mediatica. Sono pronto ad aprire un tavolo di confronto tra rappresentanti dell’Anm, dell’avvocatura e del giornalismo, anche domani”.
Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Quanto alla legge Severino “abbiamo ricevuto sollecitazione dall’Anci, e l’apertura del Pd, per abolire o modificare radicalmente abuso d’ufficio e traffico di influenze”, osserva il ministro spiegando che “leggendola non si capisce il reato che descrive, c’è solo un’intenzione vaga di punire il lobbismo”. Quindi servirebbe una legge sulle lobby
“e poi ci sono altre parti della Severino che non funzionano”.
In particolare, secondo Nordio, “occorre far sì che la norma sull’incandidabilità non venga applicata ai condannati in primo grado. Altrimenti la norma confliggerebbe con la presunzione di innocenza. L’incandidabilita dovrebbe scattare dalla sentenza di appello in poi”. Anche per chi ha commesso reati gravi? “Su questo si può discutere. Certamente la norma non può essere applicata retroattivamente perchè è pur sempre un provvedimento afflittivo, visto che chi è in carica vuole rimanerci. Comunque su questo ci sono idee trasversali diverse. Credo che dobbiamo fare un dibattito trasparente e senza pregiudizi”.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Meloni “Il bonus cultura per i 18enni vada solo ai redditi bassi”

ROMA (ITALPRESS) – “Non vogliamo abolire” il bonus cultura ai 18enni, ma “sicuramente 18App è una misura che va rivista”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di una diretta Facebook per la rubrica “Gli appunti di Giorgia”. Il meccanismo secondo Meloni va rivisto “per alcuni motivi banali, il primo dei quali è che questi 500 euro vengono riconosciuti a tutti al compimento dei 18 anni, indipendentemente dal reddito: credo che la stessa misura, concentrata su chi è invece in difficoltà” e su “chi ha i redditi più bassi possa essere molto più impattante”, spiega. “Credo che vada introdotto un limite nel reddito di chi accede a questa misura, che vadano meglio definiti quali sono i contenuti e le cose che si possono acquistare con queste risorse e bisogna lavorare sulle truffe. Quindi confermo che intendiamo modificare questa norma, senza però togliere queste risorse ai giovani e alla cultura”.
“Molto si è parlato delle critiche mosse da Bankitalia alla manovra del governo”, ma “a me pare che Bankitalia non abbia mosso particolari critiche sulle principali misure di questa manovra in audizione nelle commissioni competenti: c’è stata una polemica o comunque un approccio critico sulle nostre misure in tema di pagamento in contanti e di obbligo del pos”, sottolinea Meloni.
“In una lettera della BCE inviata nel 2019 all’allora ministro dell’Economia Gualtieri e ai presidenti di Camera e Senato sul tetto al contante” si evidenziava che “la moneta elettronica, a differenza del denaro contante, ha un problema di commissioni”, ricorda la premier.
“Molti dicono: perchè non togliete le commissioni bancarie e ci consentite di pagare con il bancomat e la carta? Non possiamo farlo, perchè sarebbe incostituzionale: la moneta elettronica è privata” e “lo Stato non può impedire a chi offre questo servizio di guadagnarci sopra una commissione”, chiarisce Meloni.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

‘Ndrangheta, dieci arresti a Milano in feudo famiglia “Maiolo/Manno”

MILANO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Milano sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diverse persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, tentato omicidio, ricettazione, porto illegale di armi, furto aggravato, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, intestazione fittizia e coercizione elettorale, usura, tutti aggravati dalla contestazione della mafiosità. La complessa attività investigativa svolta dai poliziotti della Squadra Mobile milanese ha fatto luce sulle dinamiche della ‘ndrangheta di Pioltello (MI), “feudo indiscusso – evidenziano gli investigatori – delle famiglie Maiolo/Manno” e sulle attività criminali di un altro soggetto riferibile alla famiglia di Cosa Nostra dei Pietraperzia (EN) collegata ai Rinzivillo.
(ITALPRESS).

Photo credits: www.agenziafotogramma.it

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